Grande gioia, una certezza, nessuna illusione: Hellas Verona – Inter 0-5

Foto: Marcus Thuram e Joaquin Correa, assoluti protagonisti nella partita di campionato vinta a Verona con il risultato di cinque a zero contro l’Hellas.

La partita di Verona la temevamo tutti pur avendo chiara la differenza di valori teorici tra le due squadre.

La temevamo perché è una partita del campionato italiano, non il più bello forse, ma il più imprevedibile certo.

Anche Genoa e Monza non sono al nostro livello, ma non le abbiamo battute.

D’altra parte il Verona aveva sconfitto 3-0 il Napoli (molto tempo fa, d’accordo, si era solo alla prima giornata) e di recente aveva battuto la Roma.

La sosta per le nazionali aveva visto l’impiego di tantissimi nostri giocatori in giro per il mondo e il rientro a ridosso di una partita di campionato è sempre complicato.

Mancavano per infortunio Calha e Lauti, ma dopo 15′ è uscito anche Acerbi: in pratica tutta la spina dorsale della squadra.

Tre giorni dopo avremmo avuto una partita fondamentale di CL col Lipsia e quindi oltre alle assenze  per motivi di salute dovevamo approntare  un minimo di  turn over: Pavard Dumfries, Dimarco. In totale erano sei i giocatori a cui rinunciavamo.

Anche in questa situazione restavamo nettamente più forti? Certamente, ma la storia dei nostri campionati dimostra che troppo spesso questa condizione teorica non trova poi riscontro sul campo.

Basta che la squadra comunque più forte non sia al top della brillantezza e della concentrazione, perché, anche mediante una tattica accorta degli avversari, possa venire imbrigliata.

Il rischio c’era e la soddisfazione per il risultato e per la prestazione è quindi totalmente giustificata.

Anche perché ci sono state alcune risposte molto positive che potrebbero SE CONFERMATE incidere favorevolmente  sul prosieguo della stagione.

A che cosa mi riferisco?

Alla grande prestazione di Correa, in primo luogo, ma anche alla sicurezza dell’incontenibile Bisseck, alla buona prova di un Asllani apparso finalmente in crescita, alla conferma che su Carlos si può contare e persino allo spezzone di partita interessante disputato da Buchanan.

Questo solo per elencare le situazioni individuali che potevano lasciare qualche dubbio; ma poi abbiamo avuto anche la conferma dell’affidabilità di de Vrij e della crescita di condizione di Miki.

Tutto bene, dunque, “magnifiche sorti e progressive” aspettano ineluttabilmente la nostra squadra?

Non è così e anzi dopo aver doverosamente gioito per le risultanze del match, immaginarsi un cammino agevole, se non trionfale, sarebbe un grave errore.

La condizione della squadra appare ottima (al momento solo Lauti sembra al di sotto del suo standard consueto). Ma siamo appena  a novembre e ci aspetta una serie spaventosa di impegni: speriamo almeno di riuscire ad evitare le due partite spareggio per la CL che tra gennaio e febbraio si aggiungerebbero alle due di super coppa italiana e a quelle di coppa Italia.

A Verona ci è andato tutto bene, a partire dalle due situazioni iniziali (l’errore di Sommer, senza conseguenze, e la traversa colta da Tengstedt ) sino al vantaggio conseguito in modo abbastanza precoce.

Il divario è stato troppo netto per pensare che non avremmo recuperato un eventuale infortunio iniziale, ma… è sicuramente meglio non essersi trovati in questa condizione.

Tra le situazioni che indubbiamente ci hanno giovato è da considerare anche il sistema di gioco degli scaligeri, che non hanno tenuta bloccata la squadra davanti alla difesa, ma non hanno neppure praticato un pressing feroce e alto.

Con i gialloblu lunghi era quasi inevitabile che la nostra superiorità tecnica e anche atletica si affermasse.

Del resto, se andiamo a consultare la classifica, vediamo che i locali hanno subito molti più gol di tutte le altre squadre: addirittura più del doppio del Monza penultimo in classifica e ben 11 in più del Venezia, ultimo.

Hanno una discreta posizione in classifica solo perché hanno segnato più di tutte le squadre che occupano dalla nona posizione in giù; a riprova che la squadra ha un discreto potenziale offensivo che però viene pagato con un’insufficiente protezione difensiva.

E questa situazione, chiaramente, per le nostre caratteristiche è quella che preferiamo.

Alcuni dati statistici confermano che si è trattato di un match decisamente anomalo per il nostro campionato: quelli relativi ai tiri verso la porta effettuati dalle due squadre, quelli dei tiri in porta, quelli dei tiri da dentro l’area, quelli dei passaggi e quelli della percentuale di passaggi riusciti

Sul numero di tiri non c’è una grande differenza: sono 12 per noi e 9  per i veneti.

La differenza è invece netta sui tiri in porta, 7 per noi e solo 2 per loro.

Ma soprattutto impressiona la differenza nei tiri in porta da area: 1 solo per loro e ben 6 per noi (2 a 8 se contiamo anche i pali).

Questo conferma la facilità che abbiamo avuto nel portare la palla in area avversaria.

E la conferma, a mio parere vien anche dal numero esiguo di cross tentati e riusciti dai nostri: rispettivamente 8 tentati e 2 riusciti.

Questo potrebbe significare che, contrariamente a quanto ci accade di solito, soprattutto nel campionato italiano, non abbiamo avuto necessità di cercare continuamente l’aggiramento di una difesa bloccata nel centro area, ma trovavamo spazio per verticalizzazioni  ‘centrali’.

Altri dati significativi riguardano il numero di passaggi e la percentuale di passaggi riusciti: nel primo caso siamo a 847 contro 280 e nel secondo raggiungiamo la percentuale assolutamente straordinaria del 94%.

Molto è dipeso certamente dall’indirizzo che ha preso subito il match (5-0 dopo 40 minuti) ma sicuramente c’è una responsabilità del sistema di gioco attuato dagli avversari che ci lasciava molta libertà in fase di costruzione senza neppure aspettarci in bocco alle soglie della sua area.

La prova individuale più esplicativa di questa situazione è proprio quella del tucu Correa.

Lui usciva a farsi dare la palla, l’appoggiava su un compagno e si proiettava verticalmente in avanti per riceverla, concludere o rifinire.

Tutto questo subendo un numero ridotto di contrasti e solo 3 falli, in una partita in cui ha spadroneggiato.

Quindi molto merito per i nostri indubbiamente, capaci di sfruttare al meglio la situazione creatasi, ma anche la sensazione che gli avversari con la loro condotta ci abbiano agevolato parecchio.

Di conseguenza, tenendoci stretta la vittoria e la dimostrazione di efficienza ed efficacia, la prudenza consiglia che si aspettino altre verifiche.

Questo anche se, dal giorno della sconfitta col Milan abbiamo ottenuto, tra campionato e CL, 9 vittorie e 2 pareggi, con 27 gol segnati e 12 subiti.

Del resto a stretto giro di… posta ci aspettano alcune partite insidiosissime, altri test fondamentali (ma se resteremo ai vertici sarà sempre così ad ogni partita): a parte la pratica Parma, che può nascondere insidie come tutte le partite di campionato, dovremo affrontare in tempi brevi e in trasferta Lazio e Fiorentina, intervallate da una gara di CL decisiva, contro il Lipsia.

Insomma, la fiducia nella squadra è doverosa, per l’entusiasmo bisogna aspettare.

Un dato è certo: sino ad ora, nonostante qualche ‘sbavatura’ iniziale, abbiamo globalmente fatto come era nelle previsioni più ottimistiche.

Il Verona ci ha affrontati con un modulo quasi speculare: al nostro 352 ha opposto un 3412 tendenziale, forse con lo scopo di annullare col trequartista la fonte del nostro gioco (nel caso Asllani).

Ma la squadra non è riuscita a stare compatta (o i nostri sono riusciti ad allungarla): così se l’albanese si è visto poco davanti, hanno invece trovato spazio per le loro poderose incursioni Bisseck, Bastoni, e persino de Vrij.

Non a caso due reti, entrambe su azione e non su calcio piazzato, sono state realizzate proprio da due difensori, mentre Bastoni si è comunque distinto nella spinta.

Tutto questo è stato reso possibile, in questa misura debordante, anche dalla modesta consistenza delle loro punte: contro altri avversari, già dalle prossime partite, non sarà consigliabile una simile spregiudicatezza, anche se non dovremo snaturare le nostre caratteristiche di fluidità e imprevedibilità.

Intanto la squadra ha potuto giocare un secondo tempo in souplesse, cosa fondamentale visto il susseguirsi di impegni gravosi e ravvicinati e soprattutto ha potiuto far rifiatare alcuni dei giocatori più sollecitati, tra Inter e rispettive nazionali.

Prima di addentrarci nelle valutazioni delle prestazioni individuali vediamo ancora qualche altro dato statistico a titolo di curiosità, più che altro.

Sommer, per la prima volta dopo tanto tempo, credo, ha subito solo due tiri in porta e i difensori, oltre ad aver partecipato alle azioni offensive hanno giocato il maggior numero di palle, insieme ad Asllani

Questo naturalmente a causa del vantaggio precoce che suggeriva il ricorso a un palleggio insistito sia per congelare il gioco, sia per indurre gli avversari a ‘uscire’.

Dopo il palleggio preparatorio avveniva la verticalizzazione prepotente e questo spiega il numero esiguo in confronto, di palle giocate da centrocampisti offensivi e attaccanti: Thuram per esempio ha giocato solo 21 palle e Barella 36, contro le 101 di Bisseck e Bastoni e le 149 di de Vrij.

Ma soprattutto Carlos ha giocato solo 49 palle e Darmian 72: a conferma, credo, del fatto che l’Inter non ha avuto necessità di insistere su una manovra aggirante, perché trovava agevolmente spazi per le verticalizzazioni centrali…

Primi per percentuale di passaggi riusciti sono ancora i tre difensori e Asllani, che sono anche primi per numero di verticalizzazioni effettuate e riuscite.

Miki, Asllani e, incredibilmente, Correa, son invece primi per recuperi effettuati.

Se per i primi due si tratta di una normale attitudine, per Correa credo si sia trattato della conseguenza della nuova posizione: non più punta che con la sua velocità detta la profondità, ma attaccante che rientra profondamente per cercare l’uno due e ripartire.

Altre curiosità: Asllani ha percorso più km di tutti, ma Miki ne ha percorsi più di tutti allo sprint.

Thuram per noi ha raggiunto la maggior punta di velocità (km 32, 94) ma è stato superato da ben tre veronesi: Tchachoua (34,81), Sarr e Mosquera.

Infine c’è stato sostanziale equilibrio per i km percorsi a livello di squadra e per la velocità media tenuta.

Le pagelle

Sommer:

all’inizio procura qualche brivido co una presa mancata su un tiro non irresistibile. Poi vede sfilare il pallone di Tengstedt che di infrange sul palo. Il suo lavoro (almeno quello impegnativo) finisce lì.

6

Bisseck:

un’altra prestazione di assoluto livello, in entrambe le fasi. Puntuale nelle chiusure, devastante quando spinge. Segna un gol da…bomber di classe.

Nella mia personale graduatoria degli incedibili ora trova posto anche lui.

7 +

Acerbi:

esce subito per un problema muscolare ed è una situazione preoccupante, perché non nuova.

Secondo me sarebbe importante se la società riuscisse ad anticipare a gennaio l’arrivo di un centrale

sv.

(de Vrij:

gli avversari non sono molto pericolosi in avanti e lui ha la possibilità di esibire la sua intelligenza calcistica sia organizzando la transizione offensiva, sia andando a concludere l’azione nel cuore dell’area avversaria, con una perfetta girata.

7)

Bastoni:

ancora una prestazione di qualità assoluta. Alle chiusure difensive implacabili accompagna una capacità di far ripartire l’azione e addirittura di rifinirla da..trequartista.

Da cineteca il lancio che manda in porta Thuram e l’assist per la gran conclusione di Zielinski.

7+

Darmian:

In una partita in cui non serve lo sforzo di primeggiare, lascia il palcoscenico delle giocate sontuose ad altri, ma svolge alla perfezione il lavoro oscuro di equilibrio e interscambio con i compagni di reparto.

6.5

Barella:

un gran primo tempo, da giocatore completo qual è.

Ottimo nelle chiusure ed efficace nel rilanciare l’azione, anche attraverso giocate di assoluta qualità

7

(Zielinski:

sembra meglio inserito nei meccanismi di gioco della squadra.

Intelligente nella scelta dei posizionamenti e nelle giocate, conferma di sapere il fatto suo con il pallone tra i piedi. Montipò gli nega la gioia del gol con un buon intervento.

6.5)

Asllani:

tanto lavoro oscuro, impreziosito dall’assist per il gol di De Vrji, in una prova che complessivamente registra un suo progresso evidente, da confermare, nella sostituzione di Calha, in un ruolo chiave.

6.5

Mkhitaryan:

solita prestazione di mostruosa intelligenza tattica.

Sempre nel posto giusto, sempre la giocata giusta.

In una gara in cui persino il difensore centrale va a cercare e ottenere la gloria, lui si pone come organizzatore del gioco e elemento di equilibrio.

7

Carlos Augusto:

sulla sua corsia si muove un elemento velocissimo e potenzialmente pericoloso come Tchatchoua.

Dopo qualche difficoltà iniziale, il brasiliano gli prende le misure e lo costringe a inseguirlo nei suoi inserimenti ripetuti e determinati.

6.5

(Buchanan:

pochi minuti ma sufficienti per far sperare che, riportato sulla sua fascia, possa dare quel contributo di imprevedibilità e fantasia, di cui in molte partite ci sarebbe davvero necessità.

s.v. con spunti interessanti)

Correa:

se giocassimo sempre contro il Verona meriterebbe un prolungamento immediato di contratto.

Scherzi a parte la sua prova al Bentegodi è davvero sontuosa, da maestro del calcio: smarcamenti, assist, un gol, due traverse, movimenti perfetti di intesa con i compagni. Sembra un altro giocatore rispetto a quello visto fino ad ora.

Deve solo confermarsi contro avversari che lo marcano stretto e lo costringono a vincere… qualche tackle.

8  (mezzo voto di incoraggiamento)

Thuram:

numeri incredibili di qualità, forza e velocità. Imprendibile tra le linee e in progressione e molto ispirato in ogni giocata.

Gli bastano 45′ per collezionare gol e assist a gogò. Impressionante.

8

(Arnautovic:

pochi minuti insufficienti per un giudizio completo, ma interessanti per la disposizione a lottare e sacrificarsi, anche sul 5-0 con un grande spirito di squadra.

s.v.)

All. Inzaghi:

la prova della squadra è la dimostrazione del fatto che un allenatore bravo ha in pugno la situazione reale del gruppo, ma anche dei singoli, meglio di qualunque tifoso da tastiera o da bar.

7

Le giovanili

Under 20: Inter – Cesena 3-2 (Zouin 2, Zarate)

Di questa partita secondo me c’è un solo elemento completamente positivo, il risultato.

Per il resto abbiamo assistito a un match giocato in modo poco razionale, da una squadra che forse pensava già all’impegno gravoso di martedì contro il Lipsia in Youth League.

Abbiamo affrontato un avversario non di primo livello, come attesta la sua posizione di bassa classifica, ma solido e forte fisicamente, con punte potenti veloci e insidiose.

L’abbiamo favorito tatticamente in ogni modo, giocando lunghi, con le punte che rientravano poco e i difensori che non accorciavano in avanti.

Così i cesenati restavano compatti dietro, rendendoci difficile lo sfondamento e nel contempo cercavano sempre le punte con lanci lunghi che scavalcavano il centro campo.

In questo modo dopo che noi avevamo attaccato per un quarto d’ora, creando qualche occasione confusa, alla prima ripartenza loro hanno segnato con il loro centrvanti che nell’uno contro uno ha difeso palla e l’ha girata all’accorrente Coveri il quale, sempre impegnato nell’uno contro uno, anticipava il suo marcatore e la metteva nell’angolino.

Nonostante le difficoltà provocate dai romagnoli che giocavano ancora più compatti dietro, siamo riusciti a raddrizzarla, con due belle giocate di Zouin che ci hanno consentito di chiudere il primo tempo in vantaggio.

Ma abbiamo continuato a esprimerci allo stesso modo, con la squadra lunga e senza curarci delle coperture.

 A inizio ripresa ancora una loro ripartenza veniva fermata con un fallo al limite dell’area e la conseguente punizione, calciata benissimo, incocciava in pieno il palo a portiere battuto.

Su un errore difensivo dei cesenati, poco dopo, secondo la legge del ‘gol sbagliato gol subito’, De Pieri si impadroniva della palla e lanciava immediatamente Zarate, che si involava per trafiggere il portiere avversario

Era più o meno il decimo minuto e il gol del 3-1 poteva e doveva chiudere il match.

Questa volta però è stato un cincischiamento generale della difesa, in una fase confusa,  a permettere ai cesenati di accorciare le distanze, dopo un solo minuti  e di riaprire, di conseguenza, la partita. 

Anche perché la situazione psicologica si era capovolta, a loro totale vantaggio.

Così nel finale abbiamo subito molto e il fischio di chiusura è stato quasi liberatorio, come in fondo ha ammesso il mister Zanchetta, sostenendo che il pareggio sarebbe stato più giusto, ma noi abbiamo saputo sfruttare gli episodi che ci hanno detto bene.

L’atteggiamento tattico è risultato ancora più incomprensibile se si pensa che loro erano quasi tutti 2005 mentre noi avevamo sei 2006 e un 2007: sembrerà poco, ma un anno, a questa età. significa un anno di palestra e di sviluppo muscolare in più, oltre a una maggiore esperienza in categoria: per questo la scelta di accettare l’uno contro uno dietro mi è sembrata, alla prova dei fatti, abbastanza rischiosa.

A meno che, naturalmente, la ricerca del risultato fosse secondaria (relativamente) rispetto a quella di alzare il livello delle difficoltò che i nostri dovevano affrontare per fare il loro gioco più che preoccuparsi  di quello degli avversari.

Ad ogni modo il risultato è venuto e ci consente di incrementare la scalata alla classifica.

Ma è chiaro che già mercoledì contro il Lipsia servirà ben altra saldezza difensiva, nei singoli e nell’atteggiamento tattico, per portare a casa un risultato che ci proietterebbe tra le grandi della categoria

Le pagelle

Calligaris:

sui gol non ha particolari responsabilità, per il resto viene impegnato raramente se con per cross e uscite basse che effettua con sicurezza.

6

Aidoo:

ho letto giudizi non del tutto positivi sulla sua prova. A me è piaciuto soprattutto per la spinta continua e piuttosto efficace, anche se in qualche occasione non ha azzeccato l’ultima giocata. Però è un treno sia nello spingere che nei recuperi.

6+

(Della Mora:

pochissimi minuti per far respirare la difesa.

s.v.)

Re Cecconi:

questa volta mi è sembrato meno convincente rispetto alle ultime uscite. Ha commesso qualche leggerezza in fase di appoggio e anche nelle chiusure non è sempre stato impeccabile.

5.5

Alexiou:

come Rece è andato un po’ in difficoltà a controllare gli attaccanti avversari sulle palle lunghe e negli spazi ampi Ha trovato un avversario che gli ha dato filo da torcere.

5.5

Motta:

attacca molto sovrapponendosi o affiancandosi a Zouin, col quale imbastisce qualche buona combinazione. In fase di contenimento mostra qualche incertezza non grave,

6

(Cocchi:

risparmiato dall’inizio forse per preservarlo per il Lipsia, chiude con una buona mezz’ora in cui più cha altro provvede a bloccare la fascia di pertinenza.

6)

Venturini:

tanto lavoro al centro del campo con buone capacità in entrambe le fasi. Non ruba l’occhio ma è elemento prezioso.

6.5

Zanchetta:

schierato come sempre da play basso partecipa con buone iniziative alle transizioni offensive, che avvia spesso con aperture intelligenti. In fase di contenimento non sembra particolarmente efficace nell’operare il primo schermo davanti ai due centrali

6+

Zarate:

fa grande movimento non sempre con l’auspicabile lucidità e precisione. Ha forza fisica e corsa e riesce in più occasioni a inserirsi: due onclusioni non hanno fortuna, ma nella ripresa si invola nello spazio, resiste al ritorno del difensore e conclude di precisione sul palo lungo, dove il portiere non può arrivare.

6.5

(Tigani:

pochi minuti che non consentono una valutazione adeguata.

s.v.)

De Pieri:

conferma di essere un giocatore di livello assolutamente superiore almeno in categoria: tecnica, fantasia espresse in gran velocità sono i suoi punti di forza. Fa ammattire i difensori cesenati e fornisce gli assist per il secondo e il terzo gol.

7.5

Lavelli:

fatica molto a districarsi nella difesa centralmente bloccata dei romagnoli. Prova a uscire giocando per i compagni, ma stenta a a entrare nel vivo del gioco.

Un passo indietro rispetto ad altre prestazioni

5.5

(Spinaccè:

entra nell’ultimo quarto d’ora quando più che cercare di offendere la squadra è impegnata nel contenere gli assalti finali dei romagnoli e ha poche possibilità di mettersi in mostra.

s.v.)

Zouin:

finalmente una prestazione del tutto convincente. Si muove molto bene ma raramente cerca l’uno contro uno puntando ì’uomo. Preferisce rientrare per mettere la palla in area o per cercare l’uno due con un compagno. Realizza una doppietta che annulla il vantaggio Cesenate e apre ai nostri la strada del successo. La seconda realizzazione  è da applausi.

7.5

(Quieto:

pochi minuti nel finale, nei quali comunque riesce a rendersi utile tenendo palla e facendo respirare i compagni.

s.v.)

All. Zanchetta:

se guardiamo la classifica e la professione di risultati da alcune settimane in qua, dobbiamo riconoscere che ha lavorato molto e con successo.

7

Per questa partita fa un po’ di turn over e soprattutto non poteva immaginare che la difesa, solitamente molto sicura, si imbattesse in blocco in una prova non sempre convincente.

Under 18: Inter – Empoli 4-0 (Ballo, Kukulis, Nenna, Kartelo)

Continua la rincorsa dei ragazzi di Carbone alle prime posizioni, grazie a una bella prestazione e a una netta vittoria proprio nel giorno in cui la capolista Cesena viene per la prima volta sconfitta dalla Roma.

La prestazione dei nostri come dicevo, mi è apparsa molto positiva anche se a mio parere il risultato è forse troppo netto, perché i toscani hanno disputato una gara accorta e per almeno un’ora sono riusciti a tenere il risultato in bilico.

Discutendo con amici è emersa una valutazione diversa su questa partita, che per me è stata molto interessante e combattuta con intelligenza tattica, anche se con diversi mezzi tecnici,  da entrambe le squadre, almeno sino al 2-0 e ai cambi che chiaramente li hanno penalizzati.

Per altri invece l’Empoli ha tenuto un atteggiamento eccessivamente prudente per non dire rinunciatario.

A mio parere e è stata una bella partita, con un tasso tecnico certamente superiore nei nostri, ma con un atteggiamento speculare delle due squadre, entrambe preoccupate di restare molto corte, sia nel salire ad aggredire, sia nel rinculare per proteggersi.

L’Inter palleggia molto, anche sullo stretto e cerca di aprirsi varchi per la verticalizzazione vincente, ma i toscani l’aspettano compatti, senza rinunciare a salire tutti insieme, una volta conquistata palla.

Secondo me è il gioco moderno che richiede questo: poi è ovvio che se la tua superiorità tecnica  è netta e supportata da una buona organizzazione tattica, le cose alla fine si mettono nel senso dovuto.

Nel primo quarto d’ora, ad esempio, è l’Empoli a rendersi più pericoloso con due conclusioni di poco terminate a lato.

Poi c’è un’occasione per l’Inter con Iddrissou che arriva per primo su un traversone alto di Ballo, precedendo anche l’intervento del portiere, ma la palla sfiora la traversa.

Subito dopo però è Tassotti, per l’Empoli, che sfiora il gol dell’ex, mandando a lato di pochissimo da buona posizione.

Al 25′ il gol che sblocca la partita e nasce da una punizione laterale con applicazione evidente di uno schema studiato: Cerpelletti finge di mettere il pallone in area, poi tocca verso il centro dove da sinistra arriva in corsa Ballo, che azzecca la conclusione da fuori  imprendibile.

Da questo momento la supremazia dell’Inter si fa sempre più netta  e qualche altre occasione, sempre con Ballo, Idrissou e Hunanes Gomez alla ribalta, non va a buon esito per poco.

Tuttavia a me la gara non sembra chiusa, l’Empoli non si rassegna e resta in partita anche se i nostri  appaiono molto attenti e precisi nelle due fasi.

Devono passare altri 10′ perché una bellissima combinazione tra Iddrissou e Nenna metta Kukulis nella condizione di anticipare difensori e portiere e di testa, in tuffo realizzare il 2-0.

Da questo momento è l’Inter a tenere sempre il pallino del gioco e a rendersi più volte pericolosa, finché attorno al 25′ Kukulis apre un pallone sulla destra per l’accorrente Nenna che controlla e infila con un forte rasoterra.

La partita è ora davvero chiusa ma nessuna delle due squadre demorde e complici anche i numerosi cambi, si susseguono occasioni, magari non pulitissime, da una parte e dall’altra, finché proprio nel finale, dopo una percussione efficace, El Maharoubi serve Kastelo che confeziona il poker.

Che dire? Si è trattato di un’ottima prestazione e di una buona vittoria perché l’Empoli prima del match era solo a due punti da noi e almeno sino al 2-0 si è mostrato avversario coriaceo.

A noi mancava il ‘Manto’, un campione d’Europa, per dire e continua a mancare il lungodegente Mancuso.

Rispetto ad altre partite in cui la squadra si è fatta rimontare sino a tre gol di vantaggio, è evidente che ora c’è un maggior equilibrio, tanta solidità e le qualità individuali di alcuni si affinano.

Interessante e convincente la scelta di giocare con Nenna terzino destro e con Ballo a sinistra, ma altri giocatori mi sono sembrati in crescita, forse anche perché meglio posizionati, rispetto al passato.

Questa squadra adesso convince e domenica prossima avrà l’occasione di confermare i suoi progressi interessanti facendo visita alla capolista Cesena, che conserva sei punti di vantaggio.

In conclusione una curiosità: ala sinistra dei toscani è un certo …Del Piero che mi dicono essere il figlio dell’ex calciatore (che tra l’altro sarebbe stato presente sugli spalti, anche se io non l’ho incontrato).

Le pagelle

Michielan:

sempre sicuro in ogni intervento

6.5

Nenna: 

autentica rivelazione almeno per me. Terzino bravo in chiusura e in possesso di una progressione importante. Al suo attivo un gol e tante belle discese

7

Kangasniemi:

fisicamente è un dominatore a questi livelli. Ovviamente non può essere agilissimo, ma sa anticipare, vincere i contrasti e di testa è insuperabile. In qualche caso si è preso anche la responsabilità di tentare la giocata meno semplice ma più insidiosa.

7

Bovio:

per me il nostro centrale di sinistra è una vera promessa. Abilissimo sull’uomo, sa uscire con autorevolezza da situazioni complicate e avviare la transizione offensiva. L’unico mio dubbio riguardava la statura, che per un centrale è fondamentale: da fuori spesso ci si inganna e non mi sembrava altissimo. Mi hanno detto però che misura 1,87. Per un 2008 non male…

7.5

Ballo:

spostato a sinistra, si è rivelato inarrestabile. Credo che il suo marcatore se lo sognerà per diverse notti…

7.5

Tigani:

giocatore di sicuro affidamento, non fortissimo fisicamente ma grintoso, dotato di buona tecnica e molto generoso.

6.5

(El Mahboubi:

è il primo cambio della nostra partita per Tigani rientrato di recente. Naturalmente gioca da ala sinistra, con  Humanes Gomez che arretra a centrocampo. Si rende subito pericoloso e serve l’assist per Kartelo.

7)

Cerpelletti:

altra grande prestazione di un ragazzo che a questi livelli ormai è una certezza. Tecnica, visione di gioco, rapidità e intensità sono le sue caratteristiche, sia che giochi da play sia da mezz’ala.

7

Putsen:

oggi per la prima volta mi ha convinto anche lui. Ha un anno in meno ma ha giocato con grinta, personalità e buone letture in un centrocampo complessivamente efficace.

7

Iddrissou:

un pericolo costante per la difesa dei toscani. Fisicamante è fuori cateoria, ma sa anche prodursi in buone giocate individuali e lavorare per la squadra. Ha sfiorato più volte il gol.

7

Kukulis:

ha segnato un bel  gol (a me erano sembrati due, ma mi hanno corretto) e si è mosso bene al centro dell’attacco mostrando di essere in netta crescita.

7

Humanes Gomez:

molto bravo con la palla tra i piedi, mi è sembrato più efficace quando arretrando a mezz’ala ha avuto più spazio e occasioni di giocare per la squadra.

Anche lui sembra in crescita.

7

A una ventina di minuti dal termine sono entrati per Putsen, Kartelo, la cui buona prova è stata impreziosita dal gol (7) e Moressa (altro 2008 che ha ben figurato, 6.5)  per Kukulis.

Infine a pochissimo dal termine sono entrati Orlacchio, Leoni, Luchetti, ovviamente non valutabili.

Luciano Da Vite

10 pensieri riguardo “Grande gioia, una certezza, nessuna illusione: Hellas Verona – Inter 0-5

  1. Ottima partita in cui, oltre alla superiorità tecnico-fisica, hanno contribuito positivamente i famosi episodi che altre volte ci hanno detto contro.

    Su Correa onestamente non mi illudo: il problema è sempre stata la continuità di prestazioni e questa qualità è quella che distingue gli ottimi giocatori dal resto. Certo, riuscisse a fare 6 mesi buoni sarebbe ottimo in quanto sulla carta ha anche dribbling (che altre punte non hanno) e capacità di dare la palla agli altri.

    Curioso di vedere se Inzaghi preferirà lui ad Arna come quarta punta da qui in avanti.

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  2. Magari avesse discontinuità di prestazioni…firmerei subito.

    Per quanto riguarda la scelta tra lui e Arna, penso che dipenderà anche, di volta in volta, dalla tipologia di avversari e dal loro sistema di gioco

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  3. De Pieri giocatore veramente notevole.
    Luciano si sa niente di Mosconi e Bovo? Quando rientrano?

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  4. Purtoppo non so nulla anche perché oggi non stavo molto bene e l’ho vista da casa, in tv, quindi non ho potuto ottenere informazioni

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  5. La partita di ieri, per me, ha mostrato un segnale positivo: sappiamo anche subire per tratti della partita rischiando il giusto (poco). E questo è sempre un segnale di forza.

    Ma ha mostrato anche un segnale negativo: l’attacco, tolto Thuram, in questa fase fa il solletico agli avversari, “minimizzando” il volume di gioco prodotto dalla squadra. Purtroppo mi riferisco in primis al Toro, che rimane ancora l’ombra del campione che conosciamo, e aTaremi che a me continua a non convincere.

    E’ vero che fa cose preziose come alcune sponde e rientri – indubbio – ma alla fine se in 3 mesi e mezzo non tiri mai in porta qualche problema, a mio avviso, c’è.

    Comunque godiamoci la straordinaria posizione – per me inattesa stante anche la difficoltà degli avversari pescati – nella classifica di CL: con 5/6 punti nelle ultime tre partite (con Sparta su carta facile) credo che tra i primi 8 dovremmo rientrare e questo sarebbe manna dal cielo perchè ci eviterebbe i sedicesimi di finale che toglieranno parecchio a chi vi parteciperà.

    Chioudo con Atalanta che fa veramente impressione: vero che gli svizzeri non sono una corazzata ma i bergamaschi hanno una facilità nell’arrivare a tirare in porta e concretizzare veramente spaventosa.

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  6. questa volta concordo su tutto. Come si leggerà nel post che conto di inviare nel tardo pomeriggio

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