Tutto non è possibile: Young Boys – Inter 0-1

Foto: Marcus Thuram imita… Dimarco, dopo avere realizzato la rete decisiva nella sfida di Champions contro gli svizzeri dello Young Boys.

Premessa

In questo caso, una volta depurato il tutto da quelli che considero estremismi ideologici anche comprensibili, concordo con l’analisi espressa sinteticamente dall’amico Roberto.

Il fatto è che, a mio parere, ci sono tanti modi per vincere la singola partita, in relazione alle condizioni che si sono verificate prima e durante il match.

E poi c’è un discorso diverso: anche in Italia si incontrano squadre che fanno di ritmo e intensità il loro punto di forza e in particolari circostanze ti possono mettere in difficoltà.

Poi però, se vai a leggere le classifiche verso la fine della stagione, di solito vedi che la differenza di classe rimette le cose a posto.

Se andiamo a guardare la classifica europea, vediamo che la nostra squadra, una specie di museo di gerontologia, ha sette punti contro zero dei giovani e velocissimi svizzeri.

Punti ottenuto con due vittorie e un pareggio nientemeno che a Manchester, col City .

E vediamo anche che noi abbiamo subito in tre partite zero reti e loro ne hanno subiti 9, segnandone, sempre in 3 partite, zero.

Prevengo già le possibili obiezioni, che sono sensate per altro e che condivido:

  • Noi siamo una società con maggior possibilità di spesa, loro puntano su ragazzi relativamente giovani e veloci ma non su campioni: è evidente che le cose stanno così.
  • Dipende anche dalle squadre che si sono affrontate: noi, a parte il City dobbiamo ancora affrontare le più forti, loro hanno affrontato Inter, Barcellona e Aston Villa (che attualmente comanda la classifica). Anche questo è verissimo.

Come è vero, però,  che noi stiamo disputando un campionato diverso dal loro, con risultati migliori e verosimilmente con un dispendio energetico maggiore, anche in relazione alla presenza in rosa di molti nazionali.

Nella classifica del campionato svizzero, ad esempio, loro sono decimi con 9 punti in 10 partite. E gli avversari probabilmente sono meno forti dei nostri

Ed è altrettanto vero che noi abbiamo affrontato inizialmente questa partita senza alcuni titolari: Acerbi, Bastoni, Calha (e il suo vice Asllani) Dimarco, Thuram e Lautaro.

Tralascio i discorsi sul fattore campo, sull’arbitraggio che mi è parso leggermente… permissivo nei loro confronti e sul fondo artificiale (sintetico) a cui sono sicuramente più abituati, perché mi sembrano particolari poco significativi.

Resta il fatto che la situazione delle due squadre, a oggi, non fa altro che ribadire una cosa: la differenza di disponibilità finanziaria determina, a prescindere dalle strategie di mercato, la differenza esistente fra le due squadre.

Guardate che non è una cosa scontata: altrimenti non si giocherebbe e i risultati verrebbero stabiliti confrontando i bilanci.

La verità, come spesso accade, è che hanno un po’ di ragione entrambi i ‘contendenti’ dialettici.

Non si vince senza un apporto considerevole di classe; non si vince senza una fisicità (in senso lato: forza, resistenza, integrità, velocità) importante.

Se non sei il City o il Real o il Barca (e qualche altra, compresa la juve) devi trovare il compromesso più efficace.

E non è per nulla facile.

Diciamo che sino a ora, negli ultimi anni, secondo me l’Inter è riuscita a trovarlo e questo mi dà fiducia (o speranza, fate voi) che la dirigenza pur con una proprietà più sparagnina, riuscirà a tenerci tra le prime in Italia e tra le società che godono di una importante considerazione in Europa.

Naturalmente tutto dipende dalle aspettative.

L’amico Roberto dice che teme una stagione come quella di due anni a fa.

Io, per una serie di motivi che ho espresso più volte, temo che vada peggio, perché la stagione di due anni fa rapportata alla storia del passato recente, non la considero negativa, dal momento che mi ha regalato dopo tantissimo tempo la gioia di un paio di titoli in Italia e soprattutto una finale europea nella maggior competizione continentale.

Dal mio punto di vista avrai anche un bilancio superiore ad alcune rivali italiane, ma se da anni non puoi fare mercato per rafforzarti (devi spendere meno di quanto incassi), restare comunque ai vertici è già un’impresa.

La partita

Che il match non sarebbe stato facile lo sapevano tutti, tranne gli scriba opportunamente foraggiati.

Il mio timore era che inconsciamente lo pensassero anche i giocatori e il mister.

Dal 28 settembre venivamo, in un mese circa, da quattro vittorie e un pareggio ottenuto a Manchester.

Di queste 4 vittorie solo quella con la Stella Rossa è stata larga e ha consentito una certa turnazione in corso d’opera.

Nelle altre abbiamo sempre vinto per un gol.

Quindi sono state combattute fino all’ultimo minuto di recupero.

Ma non è tutto: in realtà considerando che abbiamo molti nazionali, in un mese la maggior parte dei nostri non ha giocato cinque partite, ma sette.

Alcuni infortuni e la necessità di conservare qualche riserva di energie per la prossima partita con la juve ci hanno costretto al turn over fortissimo di cui si è già detto.

I nostri giocatori titolari sono tutti forti, ma è ovvio che ci siano alcuni che costituiscono un po’ le travi portanti di tutto l’organismo.

Di chi si tratta è ben noto: Bastoni, Calha, Barella, Dimarco, Thuram, Lautaro.

Poi, Dumfries o Darmian; de Vrij o Acerbi; Pavard o Bisseck, e in teoria Miki o Zielinski (o Frattesi) dovrebbe cambiare poco.

Il fatto è che per questa partita dei sei prima citati era presente solo Barella (per altro reduce da un infortunio) e addirittura oltre a Calha mancava il suo vice, Asllani.

Perché questa considerazione? Per trovare una ‘scusante’ a una prestazione poco convincente? No, solo per provare a capire il motivo di certe difficoltà incontrate.

Le squadre che ci affrontano, se non sono le big, hanno solo due possibilità:

Difendersi, chiudere gli spazi e se hanno uomini di gamba provare a ripartire,

Oppure:

Sfruttare al massimo ritmo e aggressività, pressarci alti, cercare di metterci subito in difficoltà e di impedire le nostre verticalizzazioni che sono notoriamente letali.

Chi sceglie questa seconda strategia sa che se la nostra copertura di centrocampo e attacco non è feroce può sorprendere i nostri difensori sul ritmo, sullo scatto, con i traversoni o sulle seconde palle.

Ma sa anche che se ci sono i nostri migliori, la squadra resta compatta, le nostre capacità di uscire in palleggio anche stretto per poi verticalizzare sono magistrali e rischiano di esporre gli avversari a brutte figure.

Ecco, contro lo Young Boys non c’era quasi nessuno di quelli che eccellono nella transizione offensiva (Barella sostituendo Calha era chiamato a un altri lavoro) e nel trasformare una transizione offensiva efficace in una finalizzazione micidiale.

In questo senso concordo totalmente con l’amico Roberto.

In linea generale, ma per l’Inter in particolare, i due attaccanti sono quelli che non solo permettono alla squadra di vincere, ma le permettono di giocar bene.

Con la loro forza, la loro tecnica, la loro intelligenza, non solo rientrando consentono alla squadra di restare corta e compatta, ma una volta conquistata palla, con la corsa e gli smarcamenti consentono ai centrocampisti, dopo l’uscita in palleggio, di trovare la verticalizzazione improvvisa o l’apertura in fascia, anche con cambio di campo, per poi andare in area a prendere di forza il traversone, alto o all’indietro.

E’ chiaro che se hai attaccanti nulli o quasi (Arna) e molto utili nella distribuzione, ma inconsistenti in area (Taremi) le difficoltà aumentano, sia in fase difensiva (perché c’è meno protezione) sia in fase offensiva perché vengono a mancare non solo i terminali, ma anche quelli che con i loro movimenti a uscire favoriscono gli inserimenti di centrocampisti esterni e persino braccetti (la teoria della ‘liquidità’).

In questa situazione è evidente che la maggior rapidità e il dinamismo delle squadre meno tecniche ti crea difficoltà.

La conferma di quanto detto, secondo me la si ha anche da questo fatto: dopo l’ingresso dei 4 ‘campioni’ (le due punte, il laterale di spinta Bastoni e il… fantasista Dima) in un quarto d’ora creiamo quattro nitide palle gol: una sprecata di testa da de Vrij su punizione; una sprecata da Zielinski con un tiraccio,  quella del gol e al 94′ un salvataggio miracoloso di Benito ancora sul francese…

L’azione del gol dimostra perché Dima, Lauti e Thuram siano indispensabili: Dima porta avanti la palla, la dà a Lauti che di tacco lo serve nuovamente in fascia e in profondità.

Il controllo e il cross radente di Dima sono capolavori, come l’intervento di Thuram che ruba il tempo al difensore e sotto misura anticipa il portiere.

I pochi dati statistici di cui disponiamo mi sembra confermino l’abbozzo di analisi sino ad  ora sviluppato.

Il possesso palla è stato abbastanza nettamente a nostro favore (58 a 42) ma la pressione degli avversari ci ha indotto a qualche errore di palleggio di troppo (88% di passaggi riusciti contro una nostra media solitamente superiore al 90).

Credo che anche le capacità di smarcamento delle punte abbia inciso un pochino.

Da notare comunque il loro dato negativo: solo 81% di passaggi andati a buon fine.

I tiri totali sono in equilibrio (20 per gli svizzeri, 19 per noi), ma i tiri nello specchio sono a nostro favore (6 a 2).

Sulla base degli expected goals (3,27 a 0,92) la partita sarebbe potuta terminare 3-1 per noi.

Se guardiamo le big chances sbagliate il divario è ancora più netto (6 a 0 per noi).

Infine loro hanno commesso ben 20 falli contro sette, a conferma della foga e della determinazione messa nella gara.

Le pagelle

Sommer:

non è granché impegnato (una sola ‘vera’ parata), ma è salvato dal palo in una situazione comunque sulla quale non poteva farci nulla.

6.5

Pavard:

non è una partita in cui possa divertirsi a essere… liquido. Deve restare sulle sue e spesso aiutare de Vrij alle prese con un Monteiro rozzo nelle conclusioni ma incontenibile.

Un salvataggio provvidenziale su cross di Virginius.

6.5

(Bastoni:

pochi minuti bastano per mostrare di che pasta è fatto.

7)

de Vrij:

deve vedersela con Monteiro e occasionalmente con Ganvoula, avversari potenti e insidiosi. Se la cava di mestiere ed esperienza, pur lasciando agli avversari un paio di conclusioni pericolose, per fortuna finite altissime.

6+

Bisseck:

dal mio punto di vista una prestazione di grande sostanza. Sta crescendo e se continuerà a migliorare può diventare un punto fermo. Ho letto che nell’azione, per altro travolgente, in cui si presenta davanti al portiere, gli avrebbe tirato addosso. A me è parso che abbia chiuso benissimo in diagonale, ma che Von Ballmos respinga fortunosamente di piede. Nulla da eccepire sulla fase difensiva.

7

Dumfries:

l’olandese è uno dei più in forma, in avanti è pericolosissimo anche se sbaglia la scelta di  qualche giocata, ma fa ammonire due avversari e a rigore di regolamento avrebbe costretto l’arbitro ad espellere Monteiro, per uno schiaffo di reazione. In fase difensiva soffre un po’ l’iniziativa del l’esterno algerino, scambiandoselo con Frattesi non sempre con automatismi efficaci.

6+

Frattesi:

non una delle prestazioni più convincenti: è fortissimo negli inserimenti con o senza palla, ma non è questa la giornata propizia per questo tipo di esercizi.

Nel palleggio e nella puntualità di copertura… c’è di meglio

6-

Barella:

l’auspicio è che possa presto tornare al suo ruolo naturale, perché da play, nonostante l’encomiabile impegno di sempre mostra qualche limite evidente. Soprattutto non ha il senso della posizione e i tempi di Calha e fatica a dare equilibrio alla squadra.

6

Mkhitaryan:

continua la sua crescita dopo un avvio di stagione con qualche incertezza. In una partita in cui l’intelligenza tattica e la capacità di palleggio, sia in disimpegno sia per avviare la transizione offensiva cade soprattutto sulle sue spalle, si disimpegna in modo per me encomiabile.

7

(Zielinski:

deve ancora confermare in nerazzurro di essere il grande giocatore visto a Napoli e nella sua nazionale. La tecnica non si discute, ma non riesce mai a essere se non decisivo, importante. Ha anche un paio di occasioni al tiro, che non sfrutta.

5.5)

Carlos Augusto.

una prova non convincente: eppure era una partita in cui con il suo ‘passo’ poteva emergere nel fronteggiare avversari relativamente talentuosi ma veloci. Prestazione anonima in fase di chiusura, anche priva di gravi errori e quasi nulla in fase di spinta.

5.5

(Dimarco:

si rivela subito un fattore. Con lui in fascia la manovra si apre e trova maggior incisività. Ogni volta che lo vedo non posso dimenticare la partita dei pulcini di 20 anni or sono esatti, quando l’ho visto per la prima volta fare i numeri che oggi gli riescono sui grandi palcoscenici.

In mezz’ora si esibisce in numeri importanti, sfiora il gol con una conclusione al volo di esterno ed è determinate nell’azione del vantaggio

7+

Taremi:

conferma di saper giocare a calcio, di essere molto intelligente e di sapersi rendere utile. Assomiglia un po’ per come ‘esce’ a cucire il gioco all’ultimo Dzeko, ma purtroppo non sembra possa essere altrettanto decisivo nei sedici metri.

6

Thuram:

la sua importanza si vede quando non c’è. Con lui e Lauti tutta la squadra gioca meglio.

Il gol è da vera prima punta, che prende il tempo al difensore e con un tocco preciso gela il portiere avversario.

8

Arnautovic:

a parte il rigore che tutti possono sbagliare (ricordo ancora due errori di Dima e Lauti che, punti alla mano, ci sono costati uno scudo), seconde me ha l’alibi che non era la sua partita. Lui è corpulento, non ha la rapidità di rientrare e partire da lontano con la squadra. Deve aspettare davanti le (poche) palle, spalle alla porta per domarle  smistarle ai compagni. Qualcosa fa, ma lui è uomo da area di rigore, quando la squadra preme e fa la partita.

5

Lauti:

be’. Lo sappiamo, anche quando non sembra al top garantisce un rendimento ottimale per il lavoro dei compagni e qualche giocata da super. Come il colpo di tacco per Dima da cui viene il gol.

7

All. Inzaghi:

probabilmente sperava si non aver bisogno di ricorrere ai big, ma per una serie di circostanze ha dovuto ricredersi. Con un briciolo di suerte lo ha fatto appena in tempo. Perché adesso tra infortuni e partite durissime di campionato e coppa dovrà dimostrare di sapersi barcamenare al meglio.

7

Youth League: Young Boys – Inter 2-3 (Della Mora, Cocchi, Alexiou)

Diciamo subito alcune cose che secondo me sono l’essenza di quel che la gara ha mostrato:

  • la vittoria è meritata anche se non è stata facile;
    •  si è avuta conferma del fatto che questa squadra può far meglio in Europa che in campionato;
    • si è avuta conferma del fatto che i vivai delle principali squadre straniere (e quindi delle nazionali, giovanili e non) possono vantare l’enorme vantaggio di essere costituite per metà o oltre da calciatori di origine extracomunitaria, immigrati recenti o di seconda generazione, ma INTEGRATI;
    • la nostra rosa possiede giocatori di grandi qualità ma non ancora maturi fisicamente o mentalmente per il grande calcio e giocatori più pronti fisicamente, ma al momento almeno meno dotati tecnicamente.

    Andiamo per ordine.

    La vittoria per quel che si è visto sul campo è ampiamente meritata perché contro un avversario forte siamo andati due volte in vantaggio, abbiamo avuto occasioni per mettere al sicuro il risultato, grazie a  giocate importanti a livello di singoli e di manovra collettiva.

    Abbiamo subito due gol in pratica quando eravamo in dieci (anche sulla prima loro realizzazione Lavelli si era fermato per un problema fisico poi risolto e loro ne hanno approfittato per avanzare il suo marcatore e giocare la palla in superiorità numerica).

    In dieci e con mezz’ora da giocare abbiamo alzato il muro senza rinunciare ad offendere e infatti oltre al gol abbiamo costruito almeno due ottime occasioni.

    La partita

    L’avversario, dicevamo, non era affatto ‘facile’ come dimostra il fatto che veniva dall’aver sconfitto l’Aston Villa.

    Complessivamente aveva maggior fisicità (davanti i nostri dovevano ‘andare’ soprattutto di agilità fantasia e tecnica, perché frontalmente non si sfondava).

    Noi avevamo maggior qualità anche se non tutti gli uomini si sono espressi sui livelli che sono loro abituali o che sono… nelle nostre aspettative.

    Da notare che, come accaduto alla prima squadra, siamo stati costretti a giocare senza i due play che si alternano in rotazione e senza il giocatore al momento più ‘maturo’ aggregato alla prima squadra (Berenbruch).

    Fino al 43′ (primo pareggio loro) la partita era stata totalmente nelle nostre mani, perché oltre al gol avevamo costruito ottime occasioni per De Pieri, Lavelli e Quieto che non avevano saputo trovare la conclusione vincente.

    Sul loro  gol secondo me c’è un concorso di responsabilità: l’esterno mancino viene lasciato troppo libero di mettere la palla alta per il compagno in area, Rece anziché restare incollato al suo uomo va a raddoppiare culla punta di centro destra, la palla sorvola il loro attaccante e i nostri difensori e finisce a Tsimba che colpisce da due passi: Zamarian compie un’autentica prodezza, opponendosi, ma la sua deviazione finisce sui piedi di Rufener che realizza.

    Nonostante la mazzata subita col pareggio proprio in chiusura di tempo, ripartiamo bene e prima Lavelli dopo un’azione personale conclude troppo debolmente, poi arriva il gol di Cocchi con una conclusione alla… Dimarco dopo una splendida azione corale con Lavelli protagonista.

    Passano solo 3 minuti e l’Inter resta in 10.

    Non ci sono grandi discussioni e quindi il provvedimento regolamento alla mano sarà giusto.

    A me sembra sostanzialmente disumano cacciare uno a 35 dal termine perché su una punizione a metà campo ha alzato la gamba, non a contatto di chi ha calciato, per cercare di intercettare il pallone. 

    Comunque è andata così.

    Il finale ha messo in mostra la nostra buona disposizione tattica in fase di contenimento, soffrendo compatti, ma anche la capacità di ripartire e riprovarci, in inferiorità numerica

    La differenza fra YL e Campionato

    Fino ad ora almeno questa non è un’opinione ma un fatto: in YL tre partite e tre vittorie, primato in classifica (con squadre prestigiosissime alle nostre spalle); in campionato stiamo quasi in zona… play out.

    Questa cosa per altro è comune a Milan e juve, che hanno solo un punto più di noi e all’Atalanta, che ne ha addirittura tre meno ma in YL è seconda dietro a noi solo per differenza reti.

    La principale spiegazione che dò io, ripetuta più volte, consiste nel diverso format che hanno le due manifestazioni.

    In campionato è previsto un anno in più e ci sono squadre che preferiscono mandare i migliori a giocare subito con i professionisti, mentre altre prediligono completare la formazione dei loro elementi di spicco in casa, per cercare di venderli meglio in seguito.

    Ma più in generale la scelta di mandare a giocare quasi tutti i 2005 più pronti (e qualche errore nella scelta dei teorici sostituti) ci ha privato degli uomini guida, per personalità ed esperienza, indispensabili per ‘governare’ la squadra nei momenti di difficoltà.

    In Europa sono tutti U19 e se c’è qualche ‘defezione’ per la salita di singoli ‘precoci’ è così limitata che finisce per non essere rilevante.

    I giocatori di origine straniera

    E’ un mio pallino, che so non condiviso da tutti.

    Preciso che non parlo dei giocatori acquistati all’estero, ma di quelli che si formano nei settori giovanili dei diversi Paesi.

    Secondo me non c’è dubbio che per una serie di ragioni ci sono Paesi emergenti ed altri in cui il calcio, per motivi anche economico-sociale e culturale si è un po’ fermato a livello giovanile, prescindendo dai numeri di autoctoni tesserati.

    Faccio un esempio estremo e probabilmente anche fuorviante: ho letto le dichiarazioni di Zanchetta su Cocchi. Secondo il mister avrà una buonissima carriera se imparerà a sacrificarsi molto di più in allenamento.

    Lascio ai veri esperti disquisire sulle cause appunto culturali e sociali ma anche di struttura fisica e muscolare che stanno dietro questo fenomeno.

    Ma il fenomeno mi sembra indiscutibile: ci sono nazionali europee che senza i loro immigrati sarebbero assolutamente meno forti.

    Le caratteristiche della nostra rosa

    Devo in parte ripetere quanto già detto:

    Per motivi che non sta a me analizzare, la nostra (cioè dell’Inter) rosa non ha gli uomini guida, i trascinatori, gli elementi che per personalità e autorevolezza possono trasmettere  ai compagni sicurezza, determinazione e insomma ogni tipo di positività.

    Questa caratteristica è in parte legata all’età (chiaro che se avessimo Di Maggio, Stankovic e Pio le cose andrebbero diversamente sotto questo profilo; ma in parte l’attitudine al comando (nel senso buono del termine) a 18-19 anni risulta già presente e consolidata.

    Nel complesso potrebbe essere dunque che con tutti pari età o quasi questa carenza si  avverta meno.

    Ma sono tutte ipotesi, che mi faccio io.

    Le pagelle

    Zamarian:

    i riflessi son davvero importanti, anche se in un’occasione l’esito finale del suo grande intervento è… sfavorevole.

    6.5

    Della Mora:

    imposta l’azione, la segue, arriva in area e la conclude con un diagonale irresistibile.

    Nella ripresa ci riprova e costringe il portiere a una grande parata.

    Nel mezzo, ottime giocate sia difensive che offensive.

    Per qualcuno è una sorpresa, ma per anni è stato un nazionale (poi forse ha pagato la struttura fisica non… dominante).

    7

    Re Cecconi:

    ha un avversario veramente impegnativo, ma non gli lascia nulla. Mostruoso nelle chiusure e pericoloso anche sui calci piazzati nell’area avversaria.

    Forse, ma forse è solo una mia erronea impressione, sbaglia un po’ il movimento sul primo loro gol. Comunque prova da…

    7

    Alexiou:

    una prova da capitano di altri tempi, quelli con le ginocchiere e la testa bendata.

    Dalle sue parti non si passa., anche se forse non risulterà impeccabile per gli esteti.

    In più segna il gol della vittoria.

    7.5

    Cocchi:

    un gol strepitoso e un assist perfetto da soli sarebbero un bel biglietto da visita.

    Ma in mezzo c’è una prestazione condita da ottime giocate offensive e da chiusure effettuate in tutta sicurezza.

    Da rivedere la sua posizione sul cross che ha portato al gol del loro primo pareggio

    7.5

    Venturini:

    giocatore che non ruba l’occhio, anche se qualche giocata super gli riesce, come in occasione del gol di Della Mora, costruito in simbiosi con lui e Depi.

    Ma nel centro campo di oggi è stato probabilmente l’elemento più prezioso.

    7

    Zarate:

    non è colpa sua se viene chiamato a fare il play, situazione che non gli è congeniale. Stenta a dare ordine e a far valere la sua forza fisica.

    5.5

    Topalovic:

    di solito riceve (da me) critiche per la mancanza di ritmo e intensità. Questa volta ci mette anche l’imprecisione nei passaggi che vanifica più di una buona occasione.

    Da un suo errore nasce l’azione del loro secondo gol

    5- (di stima)

    (Motta:

    pochi minuti per rafforzare la fascia sinistra quando gli svizzeri assaltavano in forze (e in superiorità numerica).

    Fa il suo dovere e conquista la punizione da cui scaturisce il gol della vittoria

    6.5)

    De Pieri:

    prima mezz’ora scintillante: inventa dribbla, scatta, non lo prendono mai.

    Poi viene chiamato a altri compiti, lo si vede meno qualitativamente ma lavora per la quadra.

    7

    Lavelli:

    anche lui lavora molto per la squadra in un contesto difficile.

    Si crea anche un paio di buone occasioni, con azioni personali, ma non è felice nelle conclusioni.

    Con i suoi movimenti favorisce le percussioni in area dei compagni,

    Non è ancora al top, per me. Lo aspetto a prove più…dirompenti.

    6.5

    (Spinaccè:

    pochi minuti per aiutare una squadra sulle ginocchia per la fatica di una gara tiratissima giocata per oltre mezz’ora in inferiorità numerica.

    Mette la sua forza e la sua freschezza al servizio dei compagni.

    6.5)

    Quieto:

    secondo me non una gran prova, a prescindere dall’espulsione, sulla quale da incompetente di regole arbitrali ho dei dubbi: se fischia l’arbitro e lui è troppo vicino va allontanato prima che si batta (come sui corner) Se la punizione viene battuta subito mi sembra normale che chi è vicino cerchi di intercettarla.

    Ma sicuramente mi sbaglio, visto che non ci sono proteste.

    5.5

    All. Zanchetta:

    in campionato c’è qualcosa da sistemare.

    In coppa per ora va molto bene.

    Ma in entrambe le competizioni c’è una costante: la difficoltà nel mantenere un vantaggio faticosamente acquisito.

    Su questo c’è da lavorare.

    6.5

    Luciano Da Vite

    42 pensieri riguardo “Tutto non è possibile: Young Boys – Inter 0-1

    1. Luciano, concordo sull’importanza dell’asse portante da te citata.

      Per rendere ancora più esplicito il mio pensiero, ritengo che se per qualsiasi ragione – fisica o altro – il blocco Basto/Dima/Chala/Bare/Thula non si esprime a livelli alti le nostre chance di successo si riducono in modo drastico. Intendiamoci, è normale che sia così, tutte le squadre hanno un’ossatura da cui è difficile a prescindre. E queste ridottissime possibilità per me esistono sia che in panca ci siano i Taremi, Arna, Darmian o prima ancora i Cuadrado, cileni, Klassen, ecc. (gruppo esperti) si che ci siano i Bisseck, Asslani, Buchanan, Fabbian, Esposito, ecc. (gruppo, più ridotto, di giovani rampanti).

      In sostanza non ho mai sostenuto che, OGGI, la strutturazione della panchina farebbe la differenza sulle nostre chanche di vittoria in quanto queste dipendono dal livello a cui si esprimeranno in stagione i sopracitati. Tuttavia, credo, che un mix un po’ più equlibrato (sempre di mix parlo eh, non tutti under23) possa aiutare:

      (i) a compensare con dinamismo e intensità le lacune tecnico/tattiche che delle riserve ovviamente hanno rispetto ai titolari (lo young boys e le difficoltà che ci hanno creato sono solo uno dei tanti esempi)

      (ii) avere un auspicabile aumento progressivo delle prestazioni laddove ovviamente ho pescato bene, sfruttando il fatto che queste seconde linee non devono sorbirsi 30 partite di alto livello da titolari

      (iii) maggiore flessibilità di mercato (giocatori più facilmente cedibili, inseribili in scambi, ecc.)

      Questa, credo, possa essere una soluzione per “provare” a fare un ulteriore salto di qualità nelle nostre condizioni economiche, caratterizzate dalla sacrosanta scelta di confermare il blocco chiave che, tuttavia, necessariamente assorbe maggiori risorse lasciando corta la coperta per l’acquisto di altri top (che ovviamente sarebbe la soluzione preferito a patto che sia top oggi e quanto meno dopodomani, non che lo siano stati tempo fa).

      Quando scrivo che se al posto di Arna ci fosse stato Monteiro (lui è un esempio legato a ultimo match) spero la cosa renda l’idea: non ho chance di prevalere ne con l’uno ne con l’altro se chiamati a sostituire uno della Thula per una fetta consistente di stagione. Però sul secondo posso ragionevolmente sperare che nella malugurata ipotesi in cui debba giocare molto possa crescere, e magari si riveli un buon giocatore che, qualora non abbia margini per diventare ottimo, può essere sacrificato per un profilo di livello superiore.

      Frattesi dal Sassuolo lo prendi inserendo Monteiro o Cancellieri, non Arna o Klassen.

      La nistra situazione credo sia questa: non è ottimale ma nemmeno tragica. Certo non siamo più nell’epoca morattiana in cui aspettare il top acquisto che si aggiungeva come quarta punta dietro un trio di campioni ma non siamo nemmeno a livello dell’Atalanta che è vero all’apparenza spende sul mercato ma poi quando Hojund o Koop esplodono è costretta a cederli (costretta perchè non ha forza economica per trattenerli) e a ripartire da capo.

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    2. Penso che la partita con la Juventus di domenica sia veramente molto molto importante. Parliamo di Inter – Juventus, quindi è sempre una partita importante, ma nella storia di questa stagione e in questo momento particolare, credo possa essere non “determinante”, figuriamoci, ma se vinta in un certo modo e con due assenze che sono due giocatori che io avrei considerato fondamentali (tanto più in particolare contro quest’avversario) potrebbero avere un significato molto forte. Detto che in questo momento, ora come ora, il Napoli mi sembra una squadra che ha un ruolino di marcia veramente molto importante e come noto non gioca le coppe europee…

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    3. Nel frattempo sembra che Oaktree intenda rivoluzionare parte del management: Antnello sembrerebbe destinato alla Roma mentre cambiaerà probailmente l’area di comunicazione, notoriamente importante per gli americani.

      Credo che il tema stadio diventerà piuttosto caldo nei prossimi mesi

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    4. probabilmente ci avrebbe fatto gioco Monteiro al posto di Arna, ma non so se al posto di uno Dzeko (di allora, ovvio). e sicuramente ci ha fatto gioco Mikhi al posto di un giovinetto e persino al posto di Frattesi.. E ci hanno fatto gioco Acerbi e Darmian.

      Dunque tutto dipende dagli esempi che si scelgono per sostenere la propria tesi

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    5. Primo ho parlato di mix.

      Secondo e più importante tu citi titolari, gente presa per fare 40/50 partite annue.

      Io parlo di backup, gente chiamata a fare massimo 10 partite da titolare (le meno toste) più garbage time nelle altre. Guarda minutaggio anno scorso dati da Inzaghi al 90% dei panchinaro.

      È una bella differenza

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    6. Forse se quelli che ho citato sono titolari e i giovani no è perché è più facile che sia affidabile uno forte piuttosto che uno giovane e poco costoso, che dici?

      Mikhi è titolare perché è più forte di Fattesi, che pure è costato parecchio, Dzeko era titolare perché ha portato via il posto a Lukaku, Acerbi perché ha portato via il posto a De Vrji, Darmian se la gioca con Dumfries.

      Un giovane poco costoso appena arrivato non porta via il posto a nessuno. Al massimo è un ripiego. l’ottimo Bisseck dopo due anni può sperare di essere un’alternativa non di estremo ripiego.

      E quando un titolare si fa male non è che possiamo deciderlo noi: magari si fa male prima del City, o della juve. magari resta fuori tre mesi…

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    7. Dopo Camarda, che giocava a 300 metri da Interello, gli osservatori (o i ‘finanziatori’?) dell’Inter si sono fatti sfuggire un altro giocatore destinato con sicurezza a diventare un campione. Giocava in una squadretta del milanese e sembrava che il Milan fosse stato il più rapido a prenderselo. invece l’Atalanta di Samaden ha battuto tutti sul tempo (l’Inter…se c’era…dormiva). Kane, di origine senegalese, è un 2011 ma gioca con i 2010 e talvolta con i 2009 e dà assolutamente spettacolo. Forza mai vista, fisico dirompente e ottima tecnica.

      Quando nella tua zona naturale ti fai ‘fregare’ i pochi giocatori di qualità assoluta che vi nascono (o almeno ci vivono), poi non puoi lamentarti se non produci giocatori da prima squadra

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    8. Buona Domenica a tutti.
      Ho visto Real-Barcellona 0-4. L’eta’ media del Barcellona, se togli Lewa ed il centrale Martinez, rischia di essere piu’ bassa della nostra Primavera … Provocazione, ma neanche tanto. Il secondo centrale e’ un ragazzo del 2007, cosi’ come il ben conosciuto Yamal. Lopez, Casado, Balde del 2003, Gonzales del 2002, il portiere del 1999. A me sembra incredibile. Sulla partita, Flick ha attuato una tattica che, da spettatore in poltrona, nel primo tempo (terminato 0-0), mi e’ sembrata da suicidio : pressing e fuorigioco altissimo, praticamente a centrocampo (con portiere parecchi metri fuori dalla propria area). Contro Mbappe’ e Vinicius mi e’ sembrato un suicidio annunciato … Invece i due galacticos, soprattutto il francese, sono sempre partiti in fuorigioco o impapinati davanti al portiere. Certo, senza VAR il Real avrebbe chiuso almeno 1-0 (goal di Mbappe’ annullato per fuorigioco millimetrico).
      Sempre nel primo tempo, Lewandowski e’ stato “martellato” per bene (Militao si e’ beccato il giallo solo nel tardo secondo tempo), ma nel secondo temp si e’ rifatto alla grande, doppietta entro i 10 minuti della ripresa. Il secondo tempo del Barcellona e’ stato davvero spettacolare da subito, sono entrati con una convinzione incredibile. E’ una squadra giovane (in testa al campionato !), quindi bisognera’ vedere sul lungo periodo la tenuta “mentale”. A me sembra che Flick sia davvero un signor allenatore.
      Questo Barca non centra niente con quello dai mille passaggi e zero tiri in porta di Xavi.
      [cosa non si fa per non pensare alla partita di stasera … :-)]

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    9. Ab beh, se Bastooni si facesse male per un lungo periodo (sgraaat) ed entrassero Hermoso o Rodrigues al posto di Bisseck le nostre chance sarebbero intatte. Ne prendo atto …visto che Biasin ha scritto che Inzaghi spingeva per questo profilo come ha avrebbe fatto per Acerbi ma, lo ricordo, si dice anche per Correa.

      Frattesi non deve portare via oggi il posto a nessuno ma è ottimo che ci sia lui e non Modric come cambio di Micky. Possiamo ragionevolmente sperare che ne prenderà il posto a tempo debito.

      Dzeko fu preso per Lukaku (con Correa) andato al Chelsea e anno seguente giocò più del previsto anche perchè il belga è stato ai box 5 mesi per infortunio. Capisco che a momenti alterni il belga sia considerato fortissimo e in altri, a seconda della convenienza, inferiore a…al 37enne Dzeko. Poi hanno scelto di lasciare Dzeko per il giovane Arna. Ma non ho mai sentito nulla su questa scelta.

      Acerbi gioca al posto di De Vrj, un giovane virgulto a cui spero rinnovino il contratto per 10 anni visto che potrà sostituire Acerbi per lungo tempo.

      Comunque hai ragione: nessuno che costi meno di 50 milioni può giocare nell’Inter. E’ un miracolo lo abbiano fatto Barella, Lautaro, Bastoni per non parlare di Dimarco e spero un domani (prossimo) Frattesi. Speriamo al posto di Acerbi ingaggino Hummels che alla Roma ha subito conquistato il posto (con Hermoso) e garantisce anni di crescita nel ruolo.

      Se invece toccasse a Bisseck saremmo condannati all’anonimato. Al posto della Thula siamo coperti: ci penseranno gli allora 38enni Arna e Taremi.

      Ripeto, curioso di capire cosa indicherà la proprietà nel suo primo (il prossimo) vero mercato che dirigeranno.

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    10. Ciao Becca, la guarederò con attenzione.

      E’ chiaro che quel tipo di calcio da noi per cultura diffusa non si pratica ….dai tempi di Zeman. Che si dirà non ha vinto nulla, vero, ma occorre anche considerare contro chi e – visto i fatti scoperti dopo – che cosa giocava.

      A me non interessa giocare come Zeman, ben inteso, ma credo che se vuoi ricostruire qualcosa (il Barcellona aveva problemi di identità) sia necessario avere coraggio in tutti i sensi: calcio propositivo sostenuto da gente con gamba. Anche se non ha mai giocato una partita di CL.

      Poi nel calcio puoi anche non vincere una volta, ma se hai gettato solide e durature basi prima o poi i frutti li raccogli. Noi oggi raccogliamo i frutti di aver inserito con costanza il Lautaro, Bastoni, Barella e Dima nonostante avessero davanti gli Icardi, Godin, Vecino e Young (non rinnovato).

      Sulla capacità dei nostri osservatori di pescare ragazzini in zona non mi esprimo perchè non so come funziona. Non credo a quelle età ci siano onerosi cartellini da pagare, credo sia una questione di capillarità di osservazione in quanto non credo ci siano filmati da poter visionare comodamente seduto nel poprio ufficio. Ma magari mi sbaglio. Oppure di progetto prospettato.

      Francamente se mio figlio 12enne fosse forte e venissero Inter, Atalanta e Parma a proporre ingaggio io, pur da interista non avrei dubbi: sceglerei nell’ordine Parma, Atalanta e per ultima Inter. Perchè le chance di poter farsi le ossa tra i grandi per tempo sono infinitamente più alte nelle ultime due squadre. Poi per fare il grande il salto, se così vorrà il destino, ci sarà tempo.

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    11. a me piace parlare delle cose che conosco. Se il barcellona gioca bene sono contento per loro, perché affettivamente la considero un po’ la mia secondo città.

      Sui suoi giovani non mi pronuncio perché ci sono trppe cose che ignoro: quanto li pagano, cosa gli danno da mangiare a altro…

      So per certo che se il barça avesse i giovani della nostra Primavera non li farebbe giocare.

      Io sono contento di avere una rosa così forte da non essere nella necessità di schierare giovani della nostra Primavera.

      per il resto mi sembra evidente che per un giovane sia più importante giocare a Parma dove hai davanti Ange, piuttosto che all’Inter dove hai davanti Lautaro.

      Comunque se avessi un figlio scraso anch’io prepferirei che giocasse nel Parma piuttosto che nell’Inter.

      Mi pare di ricordare, inoltre, che il Barça ha avito qualche problemino con la giustizia per come tesserava i giovani

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    12. Yildiz e conceicao assieme a yamal sono gli astri nascenti del calcio mondiale ma thiago motta ha dimostrato di valere 100 inzaghi per cultura intelligenza e gestione umana. Pur essendo completamente a pezzi ha dato una lezione a una squadra presuntuosa che deve ringraziare 2 rigori per essere rimasta in partita…..

      Detto questo è detto che la juve titolare ne avrebbe fatti 8 di gol contro una difesa indecente priva di talento e a fine carriera l’atto di accusa va lanciato contro un fondo che oltre a non mettere una lira non vuole nemmeno più investimenti a zero (anche se taremi non è un giocatore di calcio) vuole, per amicizia ovina, stuprare una società gloriosa e indebolirla prima di svenderla al primo idiota di turno.

      Senza soldi e senza programmazione il parassitismo porta a fallire. Ricordatelo alla gente che fa da cavallo di troia.

      contento solo per Motta, avrebbe meritato lui e non inzaghi la panchina….

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    13. non posso cancellare mi scuso per il commento a caldo ma la fregatura è dettata dal fatto che una ha futuro investe e già ha prodotto una ricchezza indovinando per competenza tutto e l’altra è una vecchia volpe che vive di rimpianti e senza il bene di un futuro. Mi ero ripromesso di non commentare più ma ho voluti vedere questa partita….che ha solo spalancato certezze su un ciclo morto e uno in ascesa. Cancellate voi il commento, io non posso. Continuerò a non fare alcun altro commento

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    14. Su Sommer qualche riflessione va fatta….mi sembra che la reattività sia in calo.

      Un vero peccato, serviva concretizzare.

      Certo che non aver fatto fallo su pressione alta in quella situazione si è rivelato un errore madornale che ha girato il match.

      Alla fine i giocatori che fanno 1 Vs 1 creano sempre problemi.

      Motta ha avuto coraggio nello svuotare area ma errore di squadra sul terzo gol è netto

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    15. Francamente in tutti e 4 i goal presi abbiamo fatto errori imbarazzanti. In realta’ dietro non solo in quei frangenti. Non so se sia peggio prendere goal praticamente in contropiede, quando sei avanti di due o prendere goal a difesa schierata.
      Davanti poi facciamo il record di goal sbagliati e corner battuti senza un senso logico.
      Niente, fa rabbia non portare a casa una partita per come si era messa a 20 min dalla fine.
      Temo che siamo tornati quelli del girone di ritorno del primo campionato di Inzaghi …

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    16. Assolutamente si, siamo tornati quelli dei periodi peggiori nell’era di Inzaghi.

      Non scriverò il post perché mi rendo conto che avrei tutti contro, da quanto ho sentito in telecronaca a quanto ho letto nei primi commenti (non solo qui).

      In sintesi: per me a San Siro è andato in scena l’anti calcio, altro che gara spettacolare.Del resto l’ho sempre detto: se finisce 4-4 non è stata una partita di calcio, è stato un altro sport.

      degli otto gol visti forse solo 1 (quello di Mikhi) non è frutto di una totale mancanza di attitudine difensiva. Roba da oratorio.

      Per il resto abbiamo dominato la juve creando almeno 8-10 palle gol.

      Ma se per vincere devi fare 5 gol vuol dire che non giochi a calcio., fai una esibizione.

      Non è la nostra stagione e si era visto dalla prima giornata a Genova.

      Senza spendere, anche in giovani ma che siano giovani campioni può essere davvero il viale del tramonto. Sono contento almeno per l’amico Sergioche con la sua passione merita qualche gioia

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    17. Motta diventerà forse un grande allenatore ma resta un piccolo uomo.

      Da un quinquenni, senza poter fare mercato dopo il rimo anno, siamo ai vertici del calcio italiano e molto considerati in Europa con i mercati risparmiosi che sono stati fatti. capisco che a qualcuno possa dare fastidio. Adesso che la nuova proprietà detta la linea (giovani che costino al massimo come…Palacios) passeremo di trionfo in trionfo. Magari con un bravo difensore in più (anche hermoso, se non potevamo prendere Buongiorno) al posto di Palacio s oggi avremmo preso solo 3 gol

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    18. D’ora in poi solo post sulle giovanili (a cominciare da domani). Spero di mantenere fermo col tempo questo proposito

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    19. Sergio, mi chiedo se prima di postare i tuoi commenti provi a rileggerli?!

      La partita doveva finire tanto a poco per noi, altro che pancia piena…il nostro centrocampo titolare è un filtro incredibile, quello di riserva attualmente è come il burro, ma sono d’accordo con il Mister…I cambi sono giusti se vogliamo responsabilizzare tutti e motivare ogni giocatore della rosa rendendola competitiva per più competizioni.

      Sento da più parti che la preparazione atletica è stata fatta in modo da spostare il top del rendimento nel momento clou della stagione….non lo so, ma questo Lautaro è lontano parente del trascinatore dell’anno scorso, stesso discorso per Michi e per tutta la difesa (fatta di giocatori pesanti)…io credo che manca poco prima di tornare a vedere la nostra Inter, se oggi la gara fosse finita come quella dell’Atalanta contro il Verona nessuno avrebbe potuto dire niente….Conceicao e Yildiz saranno campioni generazionali forse in un universo parallelo dove il mondo è sottosopra…fai passare altre 4 o 5 gare e vedi come allenatori e difese metteranno il fermo con le cattive o con le buone…..a me questa Juventus non ispira niente di buono, credo che alla fine sarà un lungo duello tra noi e Conte con il suo Napoli…..non ho dubbi!

      personalmente quando non vinciamo gare come quelle di stasera, dopo un’iniziale ovvia arrabbiatura sono sicuro della scarica di adrenalina che ciò causerà nello spogliatoio…del trampolino di lancio che potrà diventare….siamo la migliore italiana in Europa dentro le prime 8 e siamo secondi solitari in campionato malgrado due sconfitte e due pareggi (ingiusti dico io)…..vediamo di pesare i giudizi, perché le cose sono meglio di come le stiamo dipingendo!!

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    20. Un figlio scarso non va nemmeno nel Parma: questo me lo hai insegnato tu visto l’elevato livello di professionalità che contraddistingue tutti gli addetti ai lavori in A.

      Veramente, perchè non può mai essere accettato che qualcun altro sia semplicemente arrivato prima o abbia avuto un occhio migliore? Alla fine dover sempre sostenere che è solo una qustione di soldi, su ragazzi del 2011 poi, non mi sembra verosimile.

      Su 18enni alla Leoni, hai certezza che avevamo accordo e poi qualcuno abbia bloccato investimento da 5 milioni? Io ho letto questo: “Sono felice e carico per questa nuova esperienza, sono pronto a dare il 100 per cento ogni giorno, in allenamento, in campo, sempre. Non vedo l’ora di mettermi a disposizione dello staff tecnico e dei miei nuovi compagni. La cosa che mi ha colpito di questo percorso è che a Parma, negli ultimi anni, si è puntato molto sui giovani, l’età media della squadra è bassa. Ho pensato che era il momento perfetto per legarsi a questo Club: mi piace questa idea, credo che far giocare i giovani sia una responsabilità maggiore per chi va in campo ma anche un piacere e un onore, visto la maglia che indossiamo. Sento grande fiducia e ho voglia di ripagarla al più presto. 

      Perchè altrimenti steremo sempre qui a leggere che noi eravamo su Leao e Tonali, loro erano su Thuram, ecc. Aria fritta

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    21. Purtroppo la penso come te. Ci sono riflessioni veramente molto severe da fare sullo stato del club in questo momento e la mia preoccupazione è grande. In prospettiva le cose appaiono essere anche peggiori. Il fatto che per il Milan, in una situazione se vogliamo simile, questa specie di “limbo” stia andando avanti da così tanto tempo non è per niente rassicurante.

      Ad ogni modo la facilità con cui prendiamo goal è sconcertante. Io non penso proprio che la Juventus sia una grande squadra, secondo me non siamo più scarsi della Juventus, nonostante Thiago Motta abbia avuto 10-11 calciatori titolari nuovi. Mentre noi praticamente zero. La proprietà non ha fatto praticamente niente. Non sono catastrofista ma 13 goal subiti in 9 partite sono il segno di una stagione che è chiaramente negativa e invertire la rotta sarà molto molto difficile.

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    22. Io tra Motta e Inzaghi mi tengo stretto Inzaghi. Qui l'”antipatia” o il fatto che fosse uno dei “nostri” passato alla Juventus non c’entra niente, il mister ha dimostrato le sue capacità e forse è veramente l’unica garanzia che abbiamo in questo momento, pure considerando il “depotenziamento” di Marotta e dei ranghi societari.

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    23. I gol sono sempre frutto di un errore altrui. La partita perfetta sarebbe 0a0.

      Poi sui commenti si può leggere di tutto e il contrario di tutto.

      https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/27-10-2024/inter-juventus-4-4-la-doppietta-di-yildiz-salva-motta.shtml

      Io mi concentro sulla mia squadra e mastico amaro perchè si sarebbe dovuto vincere: la produzione è stata molto diversa e non abbiamo approfittato di una squadra senza 4 titolari pesanti.

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    24. Discorso magnifico, veramente. Poi c’è la realtà: senza investimenti (per esempio senza poter prendere un centrale difensivo affidabile) gli altri ci sorpasseranno.

      Un’azienda ‘normale se prima era in passivo e l’intervento del fondo di investimento, anche attraverso tagli di spesa, è riuscito a volgere i conti in attivo è risanata.

      Il calcio è un’azienda particolare. Risanare i conti non è l’obiettivo. L’obiettivo è vincere . Che si possa vincere risanando i conti è tutto da dimostrare. tanti auguri…a tutti noi tifosi, perché se si risaneranno i conti e non saremo più ai vertici, noi soffriremo, ma anche l’azienda perderà visibilità, sponsor, attrattiva, ecc.

      Non resta che sperare nel raggiungimento del duplice obiettivo congiunto

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    25. Siccome penso di non scrivere più post sulla prima squadra, mi limiterò ad alcune considerazioni sparse.

      Sono consapevole del fatto che per la stragrande maggioranza di critici e tifosi si è trattato di un grande spettacolo, pirotecnico.

      Io in questo concordo: un grande spettacolo ma non di calcio.

      Mi rendo conto di essere vecchio e superato, quindi mi faccio da parte.

      Prima considerazione:

      per me oggi noi siamo ancora superiori alla juve.

      In futuro, se continueranno a prendere 9 giocatori per volta e noi nessuno, ci supererà indubbiamente.

      Che noi oggi si sia superiori per me lo ha detto il campo: perché abbiamo avuto almeno il doppio delle loro palle gol e tutte costruite su azioni corali (anche i due rigori).

      Perché non è la vera Inter la squadra che si fa segnare 4 gol lasciando il realizzatore solo in area, con il marcatore più vicino a 6-7 metri.

      E almeno due di questi gol con la squadra totalmente sbilanciata in contropiede, pur trovandosi in vantaggio.

      Ogni gol presuppone un errore difensivo e un’ abilità offensiva.

      Ma nel gol di Mikhi, per esempio l’abilità del realizzatore è incomparabilmente superiore a quella di chi segna da solo in area indisturbato

      E la responsabilità difensiva lo è al contrario.

      Sulle assenze, non saprei: con Bremer la juve non avrebbe preso 4 gol e subito almeno altrettante palle gol.

      Ma a noi mancava tutta la spina dorsale della squadra:

      il difensore centrale (unico che sa marcare stretto);

      il play incaricato di abbassarsi centralmente e di dare equilibrio quando i compagni sono larghi;

      Il centravanti candidato al pallone d’oro che era in campo perché è un generoso, ma che sta sostenendo uno sforzo continuo, praticamente dallo scorso anno, che stroncherebbe chiunque.

      Ma non basta: ci mancava anche l’esterno sinistro che solitamente nell’ultima mezz’ora dà il cambio a Dima, soprattutto se siamo in vantaggio e l’avversario di ruolo è insidioso.

      E non basta ancora, perché avevamo la riserva del play, un giovane così forte, che si è preferito lasciarlo fuori anche in assenza del titolare e sostituirlo con un che non ha il passo né …varie altre doti necessarie per fare quel ruolo.

      Però è entrato un giovane… forte (Bisseck) e un altro forte, misteriosamente è stato lasciato in panchina (Palacios).

      Non potendo acquistare giocatori e non essendo sempre possibile che altre squadre ci regalino gli Onana, i Thuram i Calha, non avevamo riserve in attacco in grado di far riposare il candidato al pallone d’oro.

      Con tutte queste situazioni e con i disastri mentali (e/o fisici?) che si son visti, abbiamo costruito molto più di loro.

      Credo proprio che la juve, con questo allenatore e con la possibilità finanziaria di accontentarlo sia destinata a superarci di molto.

      Magari già da questo anno, anche se per il momento noi le siamo davanti sia in campionato, sia in Europa.

      In un prossimo futuro, di certo

      Gli allenatori:

      non dobbiamo mai dimenticare che a lui hanno dato nove nuovi giocatori titolari.

      Magari non saranno stati tutti quelli indicati da lui, ma certamente tutti avevano le caratteristiche richieste dall’allenatore.

      Il nostro, poveretto, dopo aver dimostrato che i giocatori li sa far fruttare, avendo chiesto un difensore di rincalzo, ma che fosse affidabile, ha avuto in regalo…Palacios che forse sarà anche affidabile o addirittura super, ma fra un paio d’anni minimo.

      Io penso che su un punto Motta abbia prevalso nel confronto con Inzaghi: quando ha visto che i nostri non marcavano, ha tolto il centravanti, svuotando l’area di rigore: con Conceiçao che saltava sempre l’uomo, con Dima che non ce la faceva più a rientrare in tempo, con il centrale di centro campo nostro fuori ruolo e comunque inadatto al compito, De Vrji era costretto a…pendere a sinistra, lasciando tutto il centro destra dell’area completamente vuoto, per le incursioni di Yilmaz che né Dumfries né Bisseck si preoccupavano di contrastare.

      Allora: probabilmente Motte è più duttile (avendone la possibilità): dallo schieramento base (4231) è molto più facile passare anche in corsa al 442 o al 433 per esempio.

      Con il 352 è molto più difficile, perché i centrali sono abituati a dividersi l’area per tre, gli esterni devono avere corsa lunga e non possono trasformarsi in ali guizzanti, almeno una punta dve avere molta gamba.

      Quando tutto funziona, tutti sono al top della condizione e della concentrazione feroce, tutti aiutano tutti, si vince e si dà anche spettacolo.

      Quando cala la condizione psico fisica dei principali attori o addirittura di tutti e quando vengono a mancare alcuni uomini cardine, tutto il meccanismo si inceppa, perché per funzionare richiede tempismo perfetto (direi esasperato) negli interscambi.

      L’abbiamo visto nel girone di ritorno del derby regalato al Milan e in tutto il campionato vinto dal Napoli, in questo secondo caso perché le nostre energie erano prosciugate dal meraviglioso percorso in CL.

      Lo rivediamo adesso e non da oggi

      In queste situazioni forse bisognerebbe essere umili (soprattutto se hai due gol di vantaggio a non molto dalla fine): la squadra poteva segnare il quinto e il sesto gol, ma non serviva.

      Era molto più necessario non prendere il terzo e il quarto.

      Quindi: Motta è sicuramente bravo e può costruire una juve vincente presto (io non credo alle programmazione per i campionati del 27-28… Conte ha preso una squadra finita a 40 punti da noi e sta guidando la classifica…)

      Inzaghi è sicuramente bravo: lo ha dimostrato in questi anni di Inter e continuerà a dimostrarlo se verrà assecondato almeno in parte da dirigenza e soprattutto proprietà.

      La juve ha fatto due grandi colpi con Conceicao e Yldiz colpi per il presente e per i prossimi anni (non dimentichiamo che stiamo parlando di due nazionali, non di promettenti pischelli).

      E continuerà a completarsi.

      L’Inter con questo stile di gioco (che rende molto a certe condizioni, lo abbiamo visto) deve andare su giocatori diversi, perché gli esterni devono essere a tutto campo, non punte esterne e perché Lautaro non può fare la prima punta sola da area di rigore.

      O cambi modo di giocare e rifai la squadra oppure gli esterni devono essere di gamba i braccetti devono saper difendere ma anche attaccare, il centrale e il play devono essere formidabili l’uno sull’uomo l’altro per posizione e costruzione da lontano, tutti devono essere molto mobili e interscambiabili senza perdere un tempo di gioco, pena il mancato funzionamento dell’organismo complessivo.

      Io continuerei ada avere fiducia nella squadra, se potesse prepararsi al meglio e concentrarsi solo sul campionato.

      Così, sinceramente, qualche dubbio mi viene

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    26. Neppure un euro di debito perché la cessione oltre a colmare il debito ha prodotto un netto utile. tra l’altro il debito per quel che ho letto, non è stato contratto per l’Inter solo, perché una parte della cifra ottenuta non è stata utilizzata per l’azienda Inter.

      Da tifoso, comunque preferisco fare i debiti e vincere piuttosto che chiudere in pari e perdere. Per gli amministratori della societò il discorso può cambiare (ma non è detto. Prima di avere i debiti l’Inter è stata ceduta per 300 milioni, con i debiti la valutazione è sui 1.300 milioni, da cui detrarre i circa 500 di debito (la quota del prestito effettivamente utilizzata per l’Inter)

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    27. Questo è bilancio e indebitamento Inter.

      Zhang non c’entra più nulla così come il debito contratto con Oaktree dando in pegno società Inter.

      Questo è il debito della società attuale, purtroppo.

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    28. Per quello che cpiasco io nessun debito. Il debito deve considerarsi una parte del prezzo d’acquisto dell’Inter. L’Inteer è stata acquisita da Oaktree che ha rilevato il debito e pagato a Steven la differenza fra il debito esistente e il valore dell’Inter

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    29. Luciano, quel debito di Zhang verso Oaktree NON era un debito dell’Inter e no nrisultava nemmeno nei precedenti bilanci.

      E’ come se tu hai un’azienda e poi contrai un debito per motivi personali mettendo a garanzia la tua azienda. Quest’ultima, per via di qquesta operazione, non vede aumentare i propri debiti. nella maniera più assoluta.

      Se poi tu non riuscirai a rimborsare il prestito, chi ti ha dato il denaro escute il pegno e si prende la tua azienda la quale continuerà ad avere debiti e crediti che aveva prima.

      Sono due cose nettamente separate.

      Purtroppo l’indebitamento dell’Inter è molto elevato: la speranza che ci sia un aumento di capitale da parte della proprietà ma questo è tutto da vedere.

      Questo spiega in buona parte le restrizioni imposte alla gestione

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    30. Sui debiti. Da profano, mi sembra che Roberto formalmente abbia ragione.

      C’era un prestito di Suning impiegato (in parte) nell’Inter e c’era un debito dell’Inter.Se io faccio in mutuo con la banca, l’istituto di credito vuole avere in garanzia qualcosa che valga ALMENO quanto mi ha prestato.

      Trasferito sull’Inter il ragionamento è questo: Oaktree ha accettato di concedere un prestito conoscendo il valore dell’inter che è l’insieme del valore patrimoniale, meno il debito verso terzi.

      Non solo, anche considerando questo nel contratto, a quanto si legge è scritto che oaktree oltre a subentrare (e quindi a assumersi il debito) pagherà alla part cedente la differenza tra il valore della società (acclarato da terzi) e l’insieme dei costi che Oaktree si assume (rinuncia al debito di Suning e assunzione in proprio del debito inter + una quota da trasferire al cedente..

      Solo in questo modo si arriva ai circa 1300 milioni di valore certificato dell’azienda Inter.

      Pertanto ora Oaktree risolva il debito paghi la cifra convenuta a Suning e tutto questo le consentirà di gestire una società senza debiti. Per poi valutare se le conviene o meno fare investimenti produttivi o lasciare che il capitale-valore dellasocietà decada irrimediabilmente.

      Ripeto, io sono un dilettante in materia (anzi, nemmeno, perché non mi diletto proprio) ma a me le cose pare stiano così, a semplice rigor di logica

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