
Mi rendo conto del fatto che le mie inquietudini, i miei timori, per altro dettati dal tifo e quindi dall’amore per i nostri colori, possono sembrare eccessivi e forse lo sono.
Abbiamo vinto 4-0 in trasferta, siamo primi in classifica a pari con il Milan e tutte le altre al momento sono dietro, abbiamo vinto sei partite su sette, segnato più gol di tutte e subito meno gol delle altre.
Sono situazioni che in tempi non lontanissimi (parlo di 4 anni fa, prima dell’arrivo di Conte) non contemplavamo neppure nei sogni più appaganti.
Eppure ci sono degli aspetti, alcune considerazioni che non mi lasciano del tutto tranquillo.
Parto da lontano, dal mercato estivo, con una considerazione: abbiamo fatto una grande CL, siamo finiti terzi a 20 punti dal Napoli, quindi avremmo dovuto migliorare l’organico (cioè investire) per provare a raggiungere quello che a parole è l’obiettivo generale: la seconda stella (unita almeno al superamento del turno in CL, perché altrimenti il successo in campionato rischieremmo di pagarlo a caro prezzo).
Molti si sono detti contenti del mercato, io lo sono stato un po’ meno.
Abbiamo perso cinque giocatori importanti: Onana, Skriniar, Brozovic, Dzeko e Lukaku.
Per me, che sui singoli paragono le aspettative all’inizio delle due stagioni (non posso paragonare il rendimento di una con le… aspettative dell’altra, perché non so cosa accadrà), anziché rafforzare la squadra, l’esigenza di ridurre gli emolumenti e di chiudere in attivo le spese per i cartellini molto difficilmente ci avrebbero permesso di rafforzarci.
La cosa mi è parsa evidente soprattuto per l’attacco, dove praticamente abbiamo portato a casa tre parametri zero o quasi.
Ho letto che non era obbligatorio prendere Sanchez, ma evidentemente a quel punto il cileno è stato considerato il più utile tra i parametri zero perché non c’erano altri soldi.
Che sia vero o no, non lo so.
Certo, potevamo non prendere Pavard o Frattesi e con quei soldi avremmo forse portato a casa una punta del valore di una trentina di milioni ma tutto sommato io mi tengo Sanchez più Pavard e/o Frattesi.
Poi ho letto in qualunque posto una storiella che secondo me è stata messa in giro da chi spera in una svolta negativa della squadra e molti in buona fede hanno abboccato: quest’anno abbiamo due squadre.
Col cavolo. Appena gli impegni si sono diversificati, dopo 4 vittorie consecutive in campionato (anche nette) sono venute partite di sofferenza: due vinte, una pareggiata (in CL) e una persa.
I giocatori della… seconda squadra non hanno dato nel complesso il contributo dei ‘titolari’ al top e i titolari che non hanno riposato abbastanza non hanno dato il contributo di prima.
Vero che delle 4 partite ‘più incerte’ tre sono state in trasferta e una in casa contro un Sassuolo nel suo momento migliore, ma è anche vero che Empoli e Salernitana nel momento in cui le abbiamo incontrate remavano sul fondo della classifica.
Con tutto questo se da un lato penso che il gruppo dei titolari non sia più forte, ritengo anche che alcune alternative sulla carta di buon valore siano arrivate, ma temo che il tutto non sia sufficiente per reggere una stagione ad alti livelli in ogni competizione.
Ora, io sono solito dividere i giocatori in ‘categorie’:
- buoni,
- ottimi,
- possibili campioni futuri,
- campioni,
- fuoriclasse.
Sono consapevole del fatto che la collocazione dei singoli nella categoria è un fatto soggettivo, e che spesso i confini dell’una e dell’altra tendono a sovrapporsi.
Mi rendo anche conto che le valutazioni sulla squadra che si fanno dipendono anche dal giudizio sui singoli, molto soggettivo
Chiarisco il mio soggettivissimo criterio.
Non scelgo in base al fatto che un giocatore ogni tanto si produca in una squisitezza tecnica, ma in base a due fattori: la concretezza del rendimento e la valutazione di mercato (perché non credo di essere intelligente io e stupidi tutti gli operatori di mercato)
Per esempio, alcuni non ritengono Lukaku un fuoriclasse.
A mio modo di vedere fanno premio le cifre: Lukaku è il secondo giocatore ad aver raggiunto a 27 anni i 300 gol fra squadra di club e nazionali.
Più giovane di lui c’era riuscito Messi.
Meno giovani di lui, ma sempre ‘precoci’ CRonaldo, Lewandowski, Suarez, Ibra.
Non solo: Lukaku fa reparto da solo, fornisce assist, consente alle squadre in cui gioca di stare compatte dietro con la sua capacità di andare in profondità come di giocare spalle alla porta e fare salire i compagni.
Per me è un fuoriclasse lui e non giocatori eleganti che ogni tanto si producono in un colpo ad effetto.
Si dice che in Inghilterra abbia fallito: non lo so. So che in nazionale, quindi non in un campionato di squadrette, ha segnato 70 gol e ne ha fatti fare tantissimi.
L’altro fuoriclasse è Dzeko e i numeri parlano di oltre 400 gol realizzati in carriera.
Ma Dzeko è molto di più che un goleador, è un regista offensivo e anche lui è capace di cambiare il volto di una squadra.
Si può dire che ormai è vecchio non ha più lo spunto di una volta e andava ceduto.
Ma credo si possa concordare sul fatto che avessimo potuto pagargli l’ingaggio, fosse ancora meglio lui di Sanchez.
Su questo si può concordare, anche se da noi ha fatto comunque benissimo e io ho il sospetto che sia stato ceduto a causa di un ingaggio importante, certo unito all’età, più che per demeriti.
Sul fatto che Brozovic e Onana siano due campioni, spero che non ci siano motivi di discussione.
Per me, nel suo ruolo, lo è anche Skriniar per quel che ha mostrato da noi, ma ovviamente chiunque è libero di dissentire
Dunque dal mio punto di vista abbiamo perso due fuoriclasse e tre campioni.
Ammettiamo pure che Pavard appartenga alla stessa categoria di Skriniar (qualche esteta storcerà il naso, ma io ricordo che noi abbiamo rifiutato 50 milioni per Skriniar e poi abbiamo preso Pavard per meno di 30) e, generosamente, che Sommer si collochi nello stesso range di Onana (anche se il mercato dice cose diverse).
A metà campo abbiamo perso un campione (Brozo) per un aspirante campione Frattesi, ma davanti abbiamo perso sicuramente qualità: due fuoriclasse e uno che da noi ha deluso, per un campione (Thuram), un buon giocatore anche lui avanti con gli anni (Arna) e uno che da noi aveva già deluso.
Come ho già spiegato più volte per me in una situazione in cui si devono ridurre in parte le spese sostenute per la squadra, l’obiettivo irrinunciabile, ma non facile, è restare nel gruppetto delle migliori in Italia e fare almeno un po’ di strada all’estero.
Anch’io spero tanto che venga qualcosa in più, altrimenti non sarei in ambasce quando mi sembra di vedere un calo di condizione della squadra.
E, personalmente, lo avevo intravisto a Empoli, l’ho rivisto in casa con il Sassuolo e anche la roboante vittoria di Salerno non mi ha tranquillizzato del tutto da questo punto di vista.
La partita
Un dato su tutti per mostrare come il risultato largo rispecchi un po’ troppo… abbondantemente l’andamento della gara: al 55′ quando sono entrati, insieme a Asllani, Miki e Lauti il punteggio era sullo zero a zero.
A 25′ dal termine, un secondo prima che il VAR annullasse il gol dei campani (per un fuorigioco netto ma di pochi centimetri) il risultato… teorico era sull’1-1.
Adesso possiamo dire quel che vogliamo, ma in quel momento, nel… limbo, sono certo che tutti abbiamo tremato.
Gli altri gol sono stati meravigliosi, ma sono stati il frutto del reingresso di grandi campioni (allora la rosa non è sdoppiabile…) per altro freschi e favoriti dal logorio della squadra campana che aveva giocato per più di un’ora a un ritmo straordinario e usurante.
Bisogna considerare però anche gli effetti psicologici e tattici del nostro vantaggio conservato.
Diverso era per la Salernitana difendersi e provare a ripartire sulle ali dell’entusiasmo oppure doversi scoprire, senza avere più freschezza, per provare a rimontare.
Con questo non voglio dire che a Salerno non si siano viste cose migliori rispetto alla trasferta di Empoli e soprattutto al match con il Sassuolo: basterebbe confrontare le statistiche dei tiri totali e dei tiri finiti nella luce della porta per constatare una maggior lucidità (soprattutto di Lauti) fare 4 gol con 6 o 7, secondo i siti, tiri nella luce della porta, senza colpe per il portiere avversario è senza dubbio segno di lucidità, oltre che di…altre qualità.
Ma poi l’Inter ha approcciato molto meglio la partita rispetto alle due precedenti di campionato, anche se bisogna ricordare che per qualcosa c’entrano pure gli avversari.
Nei primi 17 minuti, a fronte di una sola situazione da sfruttare per i granata (una punizione di Kastanos sulla barriera), l’Inter ottiene almeno 4 palle gol piuttosto nitide, soprattutto quelle mancate da Sanchez al 7′ e da Dumfries al 10′. Poi c’è stato il colpo di testa di Thuram deviato a lato di pochissimo e l’evidente spinta di un granata che abbatte Thuram in area poco dopo.
A quel punto però c’è stata un’involuzione preoccupante: l’Inter non ha più in pratica costruito nulla di veramente pericoloso mentre i campani hanno avuto 3-4 occasioni rilevanti
- Al 21′ Dia sbaglia il facile controllo in posizione molto favorevole e si fa recuperare
- al 23′ Cabral calcia a lato di poco da ottima posizione
- Al 24′ gran tiro di Kastanos deviato in angolo
- al 30′ ancora Kastanos sfiora il palo.
Il tempo si chiude senza altre grandi occasioni e la ripresa, fino alle tre sostituzioni dell’Inter, continua allo stesso modo.
C’è da preoccuparsi, ma bastano otto minuti ai nuovi entrati per confezionare con la collaborazione di Thuram il sospirato gol del vantaggio che cambia la partita, dopo lo scampato pericolo del pareggio annullato.
A quel punto, nell’ultima mezz’ora scarsa, i locali hanno già dato tutto e l’Inter rivitalizzata dagli innesti domina il campo.
Che ci siano momenti di rallentamento, con i ritmi del calcio moderno, è abbastanza normale, ma le preoccupazioni nascono soprattutto dal fatto che la Salernitana, con Dia chiaramente fuori condizione, non ha attaccanti di primissimo livello, diversamente nel periodo di loro predominio la partita avrebbe potuto cambiar volto.
Adesso è indispensabile non sbagliare nulla contro il Benfica, martedì.
Ma sarà dura, inutile illudersi.
Le pagelle
Sommer: non viene chiamato a interventi particolarmente difficili. Se la sbriga benino anche con i piedi.
6.5
Pavard: sempre in controllo senza alcun affanno, pulito negli interventi.
7
de Vrij: buona regia della difesa, i pericoli maggiori vengono dagli inserimenti da dietro.
6.5
Acerbi: da braccetto prova qualche avanzata ma non è il suo mestiere preferito, in marcatura sempre attento
6.5
Dumfries: ara la fascia con continuità e potenza. Magnifico per caparbietà e forza quando vince un duello sulla destra e avvia in modo prepotente l’azione del raddoppio.
7
(Darmian: 10 minuti o poco più a partita decisa.
s.v.)
Klaassen: trotterella per il campo, con qualche buon tocco ma anche con una copertura difensiva insufficiente in qualche occasione.
(Mkhitaryan: determinante nel ‘risvegliare’ una squadra che sembrava impaurita o poco convinta. Accelerazioni e idee da primo della classe.
7.5)
Calhanoglu: probabilmente è un po’ stanco, non dimostra la solita lucidità e precisione né nel contrastare (viene anche ammonito per un intervento in ritardo) né in fase di appoggio e costruzione.
5.5
(Asllani: meglio che in altre occasioni, sembra in crescita come personalità e sicurezza sia nella gestione della palla sia nella scelta del posizionamento.)
6.5
Barella: in questo periodo non è il giocatore che conosciamo. Si muove sempre molto, l’impegno non manca, ma la lucidità e l’efficacia propositiva lasciano un po’ a desiderare. Cresce alla distanza e ha al suo attivo l’assist per il secondo gol.
6.5
(Agoumè: pochissimi minuti che non consentono una valutazione.
s.v.)
Carlos Augusto: dimostra di avere gamba, voglia di mettersi in mostra e capacità di gestire la fascia. Con una proiezione decisa si libera per un possibile assist a Thuram, ma poi è impreciso. Si fa perdonare con l’assist per il quarto gol.
6.5
Sanchez: si muove, cerca spazi, prova qualche imbucata, ma al tirar delle somme non risulta efficace, sbaglia che un gol facile che, a inizio partita, avrebbe sbloccato il risultato.
5.5
Lautaro: non ci sono aggettivi per definire la sua prestazione.
Non trovo neppure voti adeguati.
Thuram: una prova di grande sostanza e qualità: bravo nell’aggredire la profondità, nel fare a sportellate, nel servire i compagni. Sfiora il gol più volte, poi regala l’assist per la rete di Lauti e si guadagna anche il calcio di rigore.
7.5
All. S. Inzaghi: costretto dal calendario a alternare giocatori anche importanti, presenta comunque una squadra che aggredisce con personalità e fa la partita per una ventina di minuti. Poi, di fronte all’evidente stasi, ripresenta al momento opportuno i giocatori vincenti (che sfruttano però, è giusto anche riconoscerlo) il lavoro ai fianchi fatto dai compagni in precedenza.
7
LE GIOVANILI
ripropongo il report per la partita della primavera, nel caso fosse sfuggito:
Primavera: Inter – Torino 4-0
Finalmente un’Inter bella, pratica e convincente.
Intendiamoci, il risultato francamente è eccessivo, perché, ad esempio noi abbiamo segnato ben tre gol dopo una respinta maldestra del portiere: vero che i nostri hanno avuto il merito di crederci e di trovarsi al posto giusto (che non è poco) ed altrettanto vero che il nostro portiere ha compiuto solo una parata di un certo rilievo, ma è anche vero che il Toro ha messo almeno tre volte un uomo nella condizione di fa gol e lo ha solo sfiorato.
A me è parsa una cosa: che sul piano del livello tecnico ci sia una classe di differenza a nostro favore, mentre sul piano atletico la situazione è più equilibrata anche perché loro avevano 7 fuori quota e noi due, di cui uno sta recuperando da un lungo infortunio.
Aldilà di queste considerazioni che lasciano un po’ il tempo che trovano bisogna dire che la squadra mi è piaciuta e comincio a essere meno dubbioso sulla sua tenuta nel lungo periodo, soprattutto se alcuni assenti per infortunio, squalifica o aggregazione alla prima squadra dovessero tornare e esprimersi sui loro livelli migliori
Oggi la forza dell’Inter sta sicuramente nei reparti offensivi: le mezze ali hanno qualità straordinaria e ritmo, gli esterni alti (la squadra gioca con il 433) sono capaci di giocate sublimi, in categoria.
Gli esterni sono bravissimi a sovrapporsi e spingere forse più che a marcare.
I difensori sono solidi e potenti (quelli di oggi si integrano pienamente) e il play basso sa dare equilibrio e protezione al reparto.
Partiamo dalla formazione iniziale:
Calligaris secondo me ha pochissimi rivali in categoria.
Forse dietro Tommasi e Zamarian (entrambi 2006) devono essere verificati.
Centrali sono stati Stante e Matjaz. Sia Francesco che Samo danno assolute garanzie, ma in rosa abbiamo anche Stabile Guercio e all’occorrenza Maye.
Gli esterni inizialmente sono stati Aidoo e Motta (poi è entrato Miconi, con Aidoo spostato a sinistra).
Oggi non c’era, ma a sinistra c’è pure un certo Cocchi.
I play bassi sono Bovo e Stankovic (quando non aggregato alla prima) e considerato che giochiamo con un solo mediano e due mezze ali, siamo a postissimo.
Volendo c’è anche Zanchetta.
Le due mezze ali sono due fuoriclasse, sempre per la categoria, purtroppo (o fortunatamente) con caratteristiche abbastanza simili: Di Maggio forse più ragionatore, Berenbruch più portato alle accelerazioni. Ma entrambi hanno un fisico piuttosto tozzo e robusto e soprattutto una tecnica notevole.
Mancava Akensanmiro (e scusate se è poco) ma i due sostituti di oggi De Pieri e Ricordi pur sembrando meno pronti atleticamente hanno la stessa importante qualità.
Gli esterni alti sono due crack e non c’è bisogno di descriverli: Kamate imprendibile e due volte in gol anche oggi, Daniele Quieto capace di nascondere la palla a chiunque e in possesso di una notevole accelerazione nonostante il fisico minuto
Ecco, forse ci manca qualche sostituto sugli esterni alti, soprattutto se non si recupera lo ‘scomparso’ Enoch.
Certo che con lui e con Zefi saremmo stati una macchina da gol.
Punta centrale oggi, in assenza di Sarr ha giocato Spinaccè, un 2006 che ha lottato e si è battuto per la squadra senza riuscire a trovare spunti vincenti, ma che è destinato a crescere.
Completano il reparto Vedovati e Diallo, ma soprattuto, una volta tornato all’attività agonistica, Jan Zuberek.
Intanto oggi è stato aggregato il 2007 Mosconi, una delle nostre promesse più interessanti in assoluto. Certamente nel corso della stagione avrà anche lui le sue occasioni.
Dunque la rosa al completo secondo me sarebbe una delle più forti e complete degli ultimi anni, dai tempi di Vecchi.
E Chivu rappresenta un valore aggiunto, capace com’è di telecomandare dalla panchina la posizione e le migliori giocate di tutti, per gli interi 90′.
Staremo a vedere, sapendo che sia in Italia che in Europa incontreremo squadre che per le loro strategie diverse schiereranno giocatori più pronti nel processo di crescita
Rapidissime pagelle
Calligaris: sicurissimo tra i pali e nelle uscite. 7
Aidoo: grande spinta e molte sovrapposizioni efficaci soprattutto nel primo tempo. 6.5
Stante: baluardo insormontabile al centro dell’area con la sua potenza atletica. 7
Matjaz: vale il discorso fatto per Stante. La differenza è che Samo è più incline a uscire portando palla, Francesco preferisce la verticalizzazione immediata 7
Motta: prestazione positiva in entrambe le fasi, anche se altre volte l’ho visto più determinato nello spingere. Ma aveva un avversario tosto 6.5
Di Maggio: grande capitano ci mette anima e corsa, è dappertutto e siccome la tecnica e la visione di gioco non gli fanno certo difetto, diventa determinante. 8
Bovo: sta molto più sulle sue rispetto epr esempio alla scorsa stagione in Berretti. Forse è una esigenza di dare equilibrio con due mezze ali e due esterni molto offensivi. 6.5
Berenbruch: quando parte palla al piede non lo prendono mai, semina pericoli ad ogni progressione. Sempre ispirato e determinato. 8
Kamate: da esterno segna due gol si produce in accelerazioni incontenibili e si esibisce in numeri tecnici che personalmente non gli conoscevo. 8
Spinaccè: sotto età, sperimenta come è duro lottare al centro dell’area contro due marcatori di due anni più grandi. Non si spaventa lotta e si rende molto utile. 6.5
Quieto: tecnica sopraffina e scatto breve irresistibile. Curioso di vedere dove potrà arrivare. 7
All. Chivu: meglio di così oggi non si poteva proprio fare. 7.5
Naturalmente molto positive anche le prove dei subentrati.
A margine della partita ho avuto qualche colloquio interessante, con un direttore sportivo e un procuratore.
Ho capito perché Roberto Samaden ci ha… traditi. A Bergamo ha soldi (considerano il denaro utilizzato per acquistare i giovani un investimento e non una spesa, perché hanno la politica di formare per vendere) ha un centro sportivo straordinario e un ufficio personale megagalattico, ultramoderno amplissimo e con vetrata immensa dalla quale può osservare direttamente le partite delle varie squadre: se penso alla stanzetta, nell’ex cascina del Parco Nord…
Comunque le strade si sono divise, ma sono certo che una parte importante del suo cuore batte sempre per noi.
Un’altra partita che ho visto nel weekend è stata:
Under 17: Inter – Venezia 2-2
Partita deludente dopo l’altrettanto deludente pari di Lecco, ma soprattutto dopo la sonante vittoria in settimana ottenuta contro il Cagliari (recupero della prima giornata: 8-0 con gol di Tassotti 2, Gomez, Iddrissou, Carrara, Verre, Moressa e Nenna).
A Lecco era stato uno stentato 0-0, qui un 2-2 ottenuto in rimonta proprio allo scadere della gara.
E in classifica siamo solo quarti, a 4 punti dal Milan e dietro pure al Verona, che andremo a incontrare nel prossimo weekend.
Fa un po’ impressione il fatto che Venezia e Lecco abbiano squadre capaci di fermare un’Inter (la partita di Lecco non l’ho vista, ma domenica il Venezia avrebbe anche meritato di più).
Credo che dobbiamo rassegnarci come …tifosi spettatori a un fatto che diciamo da tempo: alla società non interessa più collezionare trofei giovanili, preferisce accelerare la crescita di singoli giocatori che eventualmente si aggreghino alla prima (cosa rara) o più spesso si possano piazzare sul mercato Pro e Semipro.
Così di fronte a tutti 2007 del Venezia noi avevamo i più pronti dei 2007 saliti di categoria e quindi assenti e ben tre 2008 in campo dall’inizio e altri tre subentrati.
Naturalmente a loro volta i 2008 avranno risentito del salto di categoria dei loro migliori.
Tuttavia, diciamo che anche con queste difficoltà era lecito aspettarsi qualcosa di più perché i ragazzi messi in campo sono comunque di buon valore per la categoria e alcuni di loro sono stati acquistati all’estero con qualche esborso non grande, ma significativo per le nostre ridotte speranze.
Credo che la squadra abbia un po’ patito sul piano fisico perché sono stati schierati contemporaneamente più giocatori di qualità tecnica ma non eccelsi fisicamente.
I pur bravi Sorino (2008) Cerpelletti e Moressa (2008), insieme, sono al momento difficilmente proponibili, ancor più se alle loro spalle gioca un altro 2008 come centrale e se davanti Iddrissou è defilato sulla destra e Humanes e Zarate devono ancora completare la conoscenza del calcio italiano.
Mancavano anche il centravanti Kukulis, via con la sua nazionale ed era in panchina il centrocampista Mantini, giocatore a mio parere irrinunciabile per dare sostanza ed equilibrio alla squadra.
Questa la formazione iniziale:
Taho
Ballo, Luchetti, Bovio, Sorino
Zarate, Cerpelletti, Moressa
Iddrissou, Tassotti, Humanes-Gomes
L’Inter parte forte e dopo meno di 10 minuti è già in gol: bella azione personale sulla sinistra con palla in mezzo e splendida conclusione di prima di Zarate.
Sembra l’inizio di una passeggiata invece le fiammate dei nostri si attenuano e poi si spengono, mentre il Venezia, che ha buone individualità e un ottimo gioco di squadra, sale in cattedra, costringendo anche Taho a un paio di ottimi interventi.
Tutti aspettano che il Venezia cali ma… non succede.
Anzi, poco prima del riposto il centravanti Gici parte da metà campo palla al piede semina avversari senza che nessuno lo contrasti e arrivato al limite esplode un gran tiro che si infila nel sette.
Ingenuità dei nostri, ma grande numero del centravanti albanese, nazionale U17 del suo Paese.
Nel secondo tempo la musica non cambia e anzi è necessario che poco prima del ventesimo Mariutto, al termine di una bella azione corale, ottenga il vantaggio per i suoi, perché arrivino le sostituzioni.
L’Inter attacca ma in modo disordinato e poco lucido, la partita sembra avviarsi alla conclusione, ma a un minuto dal termine otteniamo una punizione dal limite, centrale.
Barriera fitta, la calcia Iddrissou, con un rasoterra che filtra tra le maglie della barriera stessa e, preciso ma non violentissimo, trova l’interno palo a sinistra e schizza in rete.
Rapide pagelle
Taho: non ha colpa sui gol e anzi si esibisce in un paio di pregevoli interventi. 6.5
Ballo: ha gamba e spinge con decisione. Da verificare in marcatura. 6
Luchetti: bene nella prima fase, poi è da capire come mai insieme all’altro centrale non riescono a chiudere su Gici, che arriva da lontano. 6.5
Bovio: comprensibilmente un po’ meno autorevole del compagno di reparto (credo sia all’esordio in una categoria superiore), se la cava senza strafare.6
Sorino: ha gamba e buone qualità, deve solo fare esperienza in categoria. 6.5
Zarate: non è il giocatore che mi era sembrato dai filmati però è sicuramente una mezz’ala interessante, forte soprattutto negli inserimenti. Bello il suo gol (il secondo in tre partite di campionato) pere tempi di inserimento, potenza e precisione del tiro di prima intenzione. 7
Cerpelletti: motore inesauribile, centrocampista completo che ha grinta e visione di gioco anche se deve crescere sul piano fisico. 6.5
Moressa: altro 2008, talentuosissimo ma fuori categoria paga qualcosa a livello fisico. Finche è al top l’Inter davanti è squadra con inventiva e fantasia. Cala alla distanza. 6.5
Iddrissou: credo che qui si stia cercando di ripetere il successo del ricondizionamento in fascia riuscito in primavera con Kamate. Però in questo modo si toglie dal vivo del gioco un uomo di peso e gamba. Ha il merito di riacciuffare il pari con la punzione nel finale. 7
Tassotti: dopo la strepitosa prova del mercoledì prima (recupero contro il Cagliari, con due suoi gol e un assist, si conferma in ottima condizione e in sicuro progresso. 6.5
Umanes-Gomes: qualche buona giocata, un fisico importante, ma a me almeno dà l’impressione di poter/dover crescere come continuità e inserimento nei meccanismi di squadra.
Come detto mancavano alcuni giocatori importanti , per vari motivi e l’impressione è che senza i ‘rientri’ faremo fatica a qualificarci per le fasi finali.
Attenzione perché a gennaio o in estate potrebbe esserci una spiacevole novità. Mi risulta che i genitori di un giocatore importante siano stati invitati a ‘far conoscenza’, in una grande capitale europea, dei dirigenti della squadra locale.
Ho saputo anche che in Portogallo ci sarebbe un giovane destinato a diventare un top top. L’Inter avrebbe provato a prenderlo, ma la sua offerta è stata respinta dal club lusitano. Avrebbe provato ad alzare l’offerta, ricevendo un altro no. Vedremo come andrà a finire.
Come detto, benissimo sono andate le altre nostre squadre.
L’Under 18 dopo aver piegato il Milan in un bel derby è andata a vincere 4-1 ad Empoli (gol di Fois, De Pieri Garonetti e Pinotti) ed è potenzialmente prima in classifica dovendo recuperare una partita e avendo vinto le due giocate.
Il Bologna, con una partita in più, comanda a sette punti, ma domenica è in programma a Interello un interessante scontro proprio con i rossoblu).
Questa la formazione iniziale:
Zamarian
Re Cecconi, Garonetti, Chiesa, Castegnaro
Venturini, Zanchetta, Fois
De Pieri
Vanzulli, Mosconi
Subentrati: Della Mora, Sotgia, Mancuso, Lavelli, Pinotti.
Di Under 16 e Under 15 ho potuto vedere squarci delle partite, entrambe disputate a Brescia contro le rondinelle, su YouTube.
L’Under 16 ha vinto 3-1 con reti di Suppa, Grisoni Fasana e Franchi, che ristabiliva le distanze dopo che il Brescia aveva accorciato.
Questa la formazione iniziale:
Mortarino,
Lissi, Peletti, Breda, Suppa
Virtuani, La Torre, D’Agostino
Grisoni, Fasana
Carrara, Franchi
In classifica l’Inter è prima a punteggio pieno, dopo 2 partite, con Verona e Como, e nel prossimo w.e. incontrerà a Interello proprio il Verona.
Ancora più netta la vittoria degli Under 15:
Brescia – Inter 0-4 (Gjeci 2, Allasufi, Matarrese)
Ritornato in categoria, il nuovo presunto ‘gioiello’ Delis Gjeci è tornato a risplendere (giocando con gli U16 non mi aveva entusiasmato) con una doppietta dopo il gol segnato domenica scorsa all’Atalanta. Spettacoloso il secondo gol, in ‘stile Recoba’ con un pallonetto forte e preciso da molro lontano, dopo aver visto il protiere fuori dai pali.
Importante anche la conferma di Allosufi e il ritorno, con gol, dopo un infortunio di Matarrese, protagonista nella scorsa stagione.
Formazione iniziale:
Sebastiani
Donato, Evangelista, Tosolini, Pirola
Limido, Pannuto, Morosi
Gjeci, Calò, Piva
In classifica l’Inter è terza e insegue Milan e Udinese, avendo pareggiato domenica scorsa 4-4 contro l’Atalanta .
La prossima settimana a Interello sarà ospite il Verona.
Luciano Da Vite
Concordo sulla difficoltà e soggettività nel confrontare anni differenti: tuttavia andrebbe tenuto conto, per me, del contributo offerto dai partenti. Si tratta di una delle poche informazioni abbastanza oggettive su cui possiamo contare. Se, per esempio, un giocatore salta buona parte della stagione per infortunio e poi viene ceduto, il suo rimpiazzo difficilmente farà peggio ….perchè chi è andato via non ha di fatto giocato (o giocato poco).
In ogni caso semmai preferisco confrontarmi, di anno in anno, con la concorrenza piuttosto se dire sono più o meno forte…di me stesso. E per me ce la giochiamo con i migliori. In Italia. Il nostro cc è molto forte e profondo, la difesa con Pavard anche. Il problema è un attacco un po’ corto. Sul portiere non saprei: Onana sta facendo piuttosto male confermando come tra i pali sia assolutamente normale. Certo con i piedi sapeva il fatto suo ma un portiere è bene che per prima cosa sappia parare e poi, ovviamente meglio, fare anche il resto. Sempre nell’ottico di confronto con gli altri, non scordiamoci che il Napoli campione ha Meret che mi sembra tutto fuorchè un fenomeno.
Detto questo, ritengo che in una manifestazione lunga come il campionato noi abbiamo un paio di svantaggi rispetto ad altri: i gol a giochi rotti frutto di azioni individuali e i gol da palla inattiva.
Sui primi non abbiamo gente che dribbla e crea da sola superiorità. Altri, che per Sacchi fanno calcio europeo, si. Forse qualcosa su questo fronte si poteva fare per dotarci di un’arma in più all’occorrenza.
I secondi per diversi anni sono stati ns marchio di fabbrica (mi riferisco ai gol di testa da corner o punizioni) mentre ora non ricordo più quando abbiamo segnato ultimo gol da corner con qualche bella zuccata. Napoli e Bilan domenica hanno vinto così.
Ecco perchè, sempre a mio avviso, i numeri dicono che concretizziamo poco rispetto a quanto creato: dobbiamo andare dentro (tiriamo anche poco da fuori) con parecchi uomini ma serve ottima condizione e precisione nei passaggi, due condizioni che è difficile avere per 9 mesi.
In coppa è diverso perchè le partite sono infinitamente meno per cui se sei in condizione in quel periodo (che comunque è un merito) puoi paradossalmente fare meglio ancorchè contro avversari più forti.
Dzeko, secondo diverse fonti vicine ai nostri, è stato mollato in quanto si dava per assodato l’acquisto di Lukaku. Con il senno di poi sarebbe potuto restare al posto di Sanchez. Il cileno è stato preso anche per il solito tema legato all’esperienza e conoscenza del calcio italiano. Un 9 come Krstivoc, per fare un esempio, dal costo identico (3,5 mn di cartellino e una paio di milioni lordi di stipendio fanno il pari con i 5,5 lordi dati a Sanchez) avrebbe potuto garantire più presenza offensiva e, si presume, anche maggiore solidità fisica. Ma la filosofia dei nostri non prevede “rischi” per cui si è optato per la soluzione teoricamente più sicura. Non ci resta che sperare nella tenuta e nella salute della Thula.
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Grazie sempre Luciano per le tue preziose analisi.
Secondo te, nell’attuale primavera, chi vedi potenzialmente da Inter ?
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Calligaris (che fa quasi sempre un errore e anche oggi ha rischiato, ma resta molto forte)
Poi in prospettiva poteva esserci Zefi, ma non ci sono certezze
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A me invece negli anni in cui compravamo i Luaku, gli hakimi, ecc, piaceva confrontare la mia squadra con quella dell’anno prima. nell’anno in cui come dice zio ber4gomi abbiamo venduto diverse ‘colonne’ un po’ meno.
Gli infortuni ci son o in tutte le stagioni perciò non si possono confrontare quelli della stagione passata con quelli che…non ci sono ancora stati. o confrontiamo le due ‘aspettative’ (cosa assolutamente soggettiva) o confrontiamo i due rendimenti a consuntivo (cosa altrettanto soggettiva).
faccio un esempio: se ha un lungo infortunio lautaro (sgraat) o leao, quali Inter e Milan pìù forti?
per questo si devono confrontare le pere con le pere e le mele con le mele. le pere con le mele, mai.
Un diretto quando fa il mercato pensa a rafforzare la squadra, non ai possibili infortuni futuri e a quelli passati, reali.
Quindi per me ci siamo indeboliti in attacco e siamo rimasi pari in mezzo (se frattesi dimostrerà un valore almeno pari a quello di Brozo) e in difesa. Abbiamo una rosa un pochino più lunga, ma salerno ha dimostrato che la favola dei 22 titolari è una favola.
Poi mi confronto, sempre a priori, con le rose avevrsarie. Il napoli per me si è leggermente indebolito (Kim, l’allenatore e forse i problemi di osimhen; Il Milan si è rafforzato (ha più varianti offensive). la juve sulla carta si è rafforzata se Chiesa e Vlahovic torneranno ai loro fasti.
Roma Lazio e Atalanta più che altro spero che siano un filo indietro (anche se poi la Lazio non considerata da nessuno lo scorso anno ci è finita davanti).
Non abbiamo gente che dribbla e crea superiorità per due motivi: lo schema di gioco (352) e la presenza di Superlauti.
Con il 352 sugli esterni (che sono i ruoli di leao, Kvara, più in piccolo berardi e Laurentié) serve gente di gamba che faccia 80 metri ogni volta e non gente di estro e fantasia.
In mezzo, avendo l’enorme Lautaro che sappiamo, la seconda punta non può essere un frillino scattante, ma un colosso d’area.
krstivoc ad esempio se l’avessimo chiesto noi e non il Lecce non ce lo avrebbero dato per meno di 20-25 milioni e lui avrebbe preteso un ingaggio diverso. ma noi non siamo il lecce, con tutto il rispetto: loro se ne sbagliano 10 e ne azzeccano uno vincono al superenalotto, noi dobbiamo cercare di vincere il campionato. Purtroppo lo sanno anche i venditori e se un giocatore interessa all’inter è diverso che se interessa al lecce. Lo so che i direttori da tastiera con zero euro da spendere avrebbero preso giocaotri straordinari, ma i nostri purtroppo non sono altrettanto capaci
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guarda, Tankian, ho appena visto dal vivo la nostra Primavera contro il Benfica. Come sai è stato un pari, anche con un po’ di sfortuna perché il loro gol è venuto nel finale quando stavamo controllando la gara e, se ho visto bene, su un tiro deviato da un nostro difensore. Tra l’altro subito dopo che Kamaté aveva colpito la traversa.
Ma se esaminiamo la partita per intero, dobbiamo riconoscere che c’erano due classi di differenza a favore dei lusitani. Noi siamo arrivati al tiro due o tre volte, loro almeno 20 volte e spesso in situazioni piuttosto favorevoli.
Siccome quando giochiamo contro le giovanili spagnole e portoghesi questo succede spesso, bisogna trovare la ragione.
Una per me è che loro utilizzano una marea di neo immigrati africani o brasiliani. Questi spesso sono tecnici e geneticamente più rapidi e altrettanto spesso hanno uno sviluppo accelerato rispetto alla media dei nostri.
Con un beneficio per tutto il sistema perché anche gli ‘indigeni’ devono misurarsi fin da piccoli con queste qualità e se non reggono il confronto vengono tagliati fuori. Quelli che hanno potenzialità migliorano e possono magari affermarsi.
Bisogna anche dire che a noi mancavano giocatori fondamentali per il tipo di gioco che pratichiamo
parlo di Sarr, Akinsanmiro e Enoch (lunga recupero post operatorio): guarda caso tutti giocatori rapidi ma anche di passo e di estro, che avrebbero potuto tenere più indietro i lusitani e far loro del male.
E guarda caso sono tutti giocatori di origine africana
Per la verità forse sarebbe bastato poter disporre di uno Zuberek (purché in condizione). Il polacco con ha la velocità di sarr ma avrebbe meglio ‘fatto reparto’ rispetto a Spinaccé, perché più pronto fisicamente. Anche l’infortunio di Matjaz ha influito perché Mayé è decisamente meno pronto.
io spero ancora che ci si possa qualificare, perché più partite facciamo più si cresce: sono queste che ti spingono a migliorare, non quelle in cui sei più forte, o ugualmente forte ma nella mediocrità
brevi pagelle.
Calligaris 7. due ottimi interventi e una piccola distrazione in fase di rilancio, ma tanta sicurezza
Aidoo: 6.5 regge bene il confronto con un avversario scatenato
Stante: 6.5 l’ammonizione dopo pochissimo avrebbe potuto condizionarlo, invece resta sereno e concentrato e costringe gli avevrsari a girare al largo
Matjaz: 6.5 finché non si infortuna regge bene e prova anche a ‘uscire’
Cocchi: 6 sotto di due anni e con un avversario difficilissimo, si preoccupa più di contenere che di spingere (la specialità della casa). Mezzo voto in meno per il rosso
PS se in un match in cui la partita l’hanno fatta loro e per lunghi tratti la pressione è gravata sulla difesa ma loro hanno segnato solo nel finale e grazie a una deviazione sfortunata, non si può non riconoscere che la difesa ha fatto il suo
Di maggio: 5.5 il voto non del tutto sufficiente si spiega con la grande attesa che avevo per la sua prova, risultata alla fine meno determinante e incisiva di quanto sperassi
Stankovic: 6.5 a me è piaciuto abbastanza anche se in vanti si visto poco. Lo ha sostituito Bovo, giocatore che mi piace ma forse ha meno esperienza di questi match (6-)
Berembruch: 7.5 di gran lunga il migliore dei nostri e non solo per il gol per scatto e conduzione della palla in corsa sembrava un portoghese
Kamaté: 6.5 due tre volte si libera come sa ma poi sbaglia la giocata finale, in un’occasione lascia sfilare la palla allargandosi un po’ troppo, poi tira comunque benissimo cogliendo la traversa
Spinaccé: 6- si batte come può, con grande generosità, ma questa sarebbe stata, per caratteristiche morfologiche la partita di Sarr
Quieto: 6 la qualità non si smentisce, ma poi per incidere deve essere sostenuta da doti atletiche adeguate
Chivu: 6.5 davvero difficile oggi fare di più
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Forza ragazziiii!!! L’avversario è molto tosto. Dobbiamo fare una grande prestazione e impedirgli di far salire il ritmo della partita con il loro pressing. IL Benfica mi spaventa per la forza del collettivo più che per i singoli. Dai Calha, fai vedere al tuo maestro Schmidt che razza di controcapista sei diventato con i colori nerazzurri!!!
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Peradesso Salisburgo-Real Sociedad 0-2. Forse dobbiamo guardare il pareggio in casa loro con un’altra prospettiva rispetto a quella che abbiamo tutti usata.
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Sarà ma io trovo abbastanza improbabile confrontare….le aspettative, per definizione labili. Non è pere vs mele, ma la pancia vs la pancia.
Io preferisco vedere cosa è stato fatto: se Correa, su cui aspettative immagino fossero alte visto il prezzo pagato, si dimostra sul campo un mezzo bidone (peraltro sempre rotto), mi basta prendere un giocatore normale per considerarmi migliore o quanto meno non peggiorato (impossiible fare peggio del nulla).
Secondo il tuo ragionamento, invece, poichè credevo Correa fosse forte e ora ho preso, che so, Arnautovic più vecchio e spendendo meno, mi dovrei considerare più scarso.
Se ho Lukaku che mi gioca un mese per via di infortuni e lenti recuperi, e prendo Thuram, posso pensare di poter contare su una punta solida chi mi dia maggiore continuità lungo la stagione?
Posso poi contare sul fatto che alcuni giocatori, gli stessi, abbiano fatto un salto in avanti per cui possano dare un contributo maggiore? Penso ad Asslani, che mi sembra muscolarmente più presente, ma anche a Dumfries che appare migliorato, o altri cambi che appaiono più solidi.
Prima di una gara io confronto me stesso con chi mi sta intorno, non su cosa penso io possa fare oggi rispetto alla scorsa stagione e su cosa loro pensano di poter fare rispetto al passato.
Se gioco contro il Bilan senza Leao (per lungo tempo) è chiaro che mi considero favorito. Idem contro il Napoli senza Osimeh. Viceversa se noi dovessimo perdere il Toro per lungo tempo
Il confronto di inizio stagione si basa chiaramente sull’assunto che tutti i giocatori siano a disposizione. Poi man mano che le cose si sviluppano le considerazioni cambiano: SE Chiesa e Vlahovic ingranano….certo SE Thuram si rivelasse il nuovo Mbappe saremmo favoriti. E così via.
Poi, ovviamente, ognuno è chiaramente libero di vederla come crede.
Sul mercato io non so se sia come dici tu: a me sembra troppo semplicistico pensare che il prezzo sia sempre superiore per alcun itema vs altri. Al contrario credo che l’attrazione di un top team vs giocatori non ancora sotto le luci della ribalta sia tale da spingere questi a forzare la mano verso la società di appartenenza per mollarli a condizioni ragionevoli. E’ accaduto molte volte e sempre accadrà.
Io piuttosto credo che la scelta di puntare o meno certo profili, anche legittima, sia la differente propensione a rischiare, per cui Sanchez è semplicemente considerato più idoneo di altri profili. A me non convince come approccio – su qualche figura proverei a “rischiare” in considerazione delle limitate risorse di cui dispongo – ma ci vedo una logica che speriamo paghi. Non per forza bisogna sempre andare a caccia della giustifiazione economica.
Non a caso lo scorso anno Marotta su Kvara, per fare un esempio, disse che il profilo era stato notato ma poi ci deve essere la voglia di “rischiare” e Giuntoli ama rischiare. Mi sembra molto chiaro. Ripeto, anche comprensibile, ma trattasi di scelta.
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Ieri sera è stato uno dei risutati più assurdi rispetto alla mole di occasioni prodotte.
Il ritmo è stato altissimo ma fortunatamente la Sociedad ieri l’abbiamo fatta noi, in particolare nella ripresa. Il Benfica non si è arroccato, come non fa quasi mai nessuno in Europa, e ne è uscita una partita vibrante in cui abbiamo avuto gli spazi per fare male. Peccato non aver segnato di più ma va bene così.
Trubin si è dimostrato un ottimo portiere ancorchè assistito da molta buona sorte. Onana, al contrario, sta dimostrando come non sia un campione tra i pali. Ma questa non è una novità.
Il dispendio fisico e mentale è stato enorme per cui è auspicabile Inzaghi ricorra ad un turnover importante vs Bologna.
Si tratta ovviamente di un rischio ma la concentrazione e ferocia dimostrata nella seconda parte di gara temo sia difficilmente ripetibile
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Mamma mia!! Secondo tempo sontuoso. Riuscissimo a giocare sempre con quell’intensità saremmo ingiocabili per buona parte delle squadre europee e praticamente per tutte le italiane. Dio ci conservi in salute Lauti e Thuram. Accendiamo un cero non so a quale santo.
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Luciano, dagli highlights su youtube (e quindi con tutti i limiti di valutazioni che ne consegue), mi e’ sembrato che ci abbiamo proprio preso a pallonate, per fortuna son riusciti a sbagliare veramente tante occasioni. Il risultato di pareggio mi e’ sembrato molto generoso per noi, al di la’ che si sia segnato per primi e loro solo alla fine. Mi sembra che anche dal vivo la tua impressione non sia stata molto diversa. Sembravano di un’altra categoria.
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Vorrei sapere quanti del blog ieri, dopo un secondo tempo di quel livello ed un solo goal, non si aspettassero da un momento all’altro la “tranvata” finale !
Oggi Lautaro lo celebriamo lo stesso, perche’ effettivamente ha fatto una grande partita. Ma se il Benfica avesse pareggiato, volevo vedere … :-)
Primo tempo veramente parecchio imprecisi nei momenti decisivi dell’ultimo passaggio.
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https://m.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-la-storia-di-gnoukouri-dall-inter-alla-stazione-centrale-di-milano-poi-ospite-a-casa-di-kessie-1884301
Non ci posso credere….
Passa la voglia di commentare
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Comunque Lautaro nelle 4 occasioni non si può dire che abbia sbagliato. Anzi!! Per me è stato artefice di gesti tecnici brillanti e ben eseguiti. Sorvolando sul fatto per niente banale e scontato che si è fatto trovare nel punto giusto al momento giusto in tutte e quattro le situazioni. In occasione della traversa e del palo non si può dire che abbia tirato male. Tutt’altro ha tirato molto bene. Quando si è trovato davanti il portiere è riuscito a syuperarlo compiendo un bel dribbling in velocità e non ha neanche tirato male. Bravo è stato il difensore a recuoperare in scivolata in extremis. Nel caso del bellissimo assist di Mikhytarian ha tirato molto bene forte e raso terra e lì Trubin ha fatto una vera e propria prodezza. A volte ciabatti il tiro e fai goal, altre come ieri sera tiri bene o benissimo e non va dentro. Lauti continua così che farai una caterva di goals.
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Non conosco le situazioni e il mio non vuole essere un giudizio di merito o una condanna in alcuna maniera. Dico solamente che mi sarebbe piaciuto che ad Assane fosse andata almeno come a Natalino. Nel rispetto delle sue capacità si intende.
Poi vedo bastardi aizzare sul giornale dei loro padroni tifosi avversari delirando sulla mancata espulsione di Barella (omettendo ovviamente tutte le scorrettezze portoghesi non “viste”) e mi chiedo se forse ancora oggi non sarebbe utile a certi privilegiati – che offendono il lavoro il senso della competenza e la giustizia – passare del tempo in Siberia…..a meditare “forzatamente “… penso oltre
Detto questo sono assolutamente d’accordo con quello che avete detto. In particolare fin dalla prima partita ho pensato che il modo di giocare di thuram favorisse i movimenti più avanzati di Lautaro.
Inoltre non capisco come sia passato un po in sordina l’arrivo di Pavard: elegante tignoso e in marcatura davvero forte. Per me sarà un top del nuovo ruolo, a mio parere può diventare superiore a skriniar
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Una partita incredibile, da far visionare a Coverciano agli aspiranti allenatori, nei corsi appositi, per smentire tutte le leggende metropolitane da pensiero unico che affliggono il mondo del calcio italiano.
La questione a parer mio è molto semplice.
Giocare alti pressando con tutta la squadra compatta è certamente più vantaggioso
però bisogna riuscirci: per esempio se entrambe le squadre vogliono pressare alto con la squadra corta, che succede?
prima però vediamo perché e per chi è più vantaggioso.
E sicuramente vantaggioso, anzi indispensabile, se sono più forte dell’avversario.
Più forte in cosa? Nell’esprimere ritmo, intensità e tecnica.
L’avversario inferiore non accetterà un confronto a tutto campo che finirebbe tanti a pochi, cercherà di chiudere gli spazi e di ripartire.
Io ricordo un Inter Shaktar del 9 dicembre 2020 con gli ucraini in difesa 95′ minuti e il risultato di 0-0 a San Siro che ci elimina dalla CL
Il 17 agosto del ’20, in una semifinale di El se non sbaglio, lo Shaktar venne a Milano a giocare aperto e subì 5 gol senza riuscire a essere mai pericoloso.
E’ solo un esempio dei tanti possibili: lo Shaktar poteva perdere anche nella seconda partita, certamente, ma se voleva avere una possibilità di sfangarla, come poi avvenne, consisteva nel chiudere tutti gli spazi per i nostri attaccanti. Che se poi avesse avuto la qualità per ripartire…
Dunque è fuori discussione che se sei più forte devi attaccare con molti uomini, pressare e cercare di infrangere la resistenza avversari. Se anche tu stai sulle tue, la palla resta…in mezzo e la partita finisce 0-0.
Dunque se sei più forte devi attaccare a pieno organico se sei più debole devi chiudere gli spazi e provare a ripartire. Più che altro diventa difficile per te attaccare in massa.
Cito sempre la parabola breriana dell’Italia che ha sbagliato strategia nella prima guerra mondiale, perché anziché aspettare gli austriaci sul Piave doveva subito occupare Vienna.
Parabola che si può modernizzare, se i nazisti avessero come prima mossa occupato Londra, Mosca e New York, avrebbero vinto la guerra.
Evidentemente gli italiani nel 15-18, i nazisti nel 40 non avevano…una mentalità europea.
Se questa teoria fosse giusta, non esisterebbe una mentalità europea e una italiana: a tutti piacerebbe attaccare indisturbati per 90′ minuti lasciando le briciole agli avevrsari: il problema è se puoi riuscirci o meno. E se non puoi devi fare altro.
Dunque il problema vero non è la ‘mentalità’ ma la forza delle squadre dove per forza intendo un insieme di ritmo, velocità e tecnica espressa in velocità. Poi di tenuta.
In questo senso poche squadre italiane possono giocare alla pari con le migliori straniere, soprattutto spagnole e inglesi perché credo che con le altre i nostri riescano anche a giocare buone partite e spesso a prevalere.
Anche qui la spiegazione non è nella ‘mentalità’ ma nei bilanci e in parte nel melting pot molto più esteso e radicato che da noi.
Diverso è il discorso quando si affrontano squadre con un livello tecnico atletico con differenze meno pronunciate.
In questo caso entrano in ballo altri fattori: nessuna squadra può fare pressing alto e forsennato per 95 minuti. La RS contro di noi lo ha fatto per un’ora poi è calata e ha preso l’1-1. Noi abbiamo espresso il massimo nella ripresa contro il Benfica, abbiamo segnato, sbagliato i gol sicurezza ma ormai la partita si avviava alla fine.
Secondo me questo può dimostrare che una squadra forte deve saper esprimere entrambe le tipologie di gioco: ci sono momenti di una gara in cui devi pressare con ritmo indiavolato e momenti in cui devi essere bravo a gestire, anche abbassandoti un po’.
Se la differenza qualitativa non è enorme (ad esempio in quasi tutte le partite di CL e anche in quasi tutte quelle del campionato italiano) entrano in gioco altri fattori, prima di tutto la condizione atletica e mentale che non può essere costante per tutta la stagione.In certi paesi (Spagna, Inghilterra Germania Olanda Belgio, forse Francia) la differenza fra le 3-4 più forti e le altre è nettissima ec consente di vincere alcune partite anche ‘respirando’ non giocando al top.
Da noi è diverso: capita che il Sassuolo prenda 4 gol dal Frosinone, la domenica successiva ne rifili 4 alla juve, quella ancora successiva venga a vincere a San Siro con l’Inter e tre giorni dopo perda in casa col Monza.
Giocare in certi campionati comporta, per le squadre fortissime, un logorio nel lungo periodo assolutamente minore e quindi una maggior capacità di esprimere il top del ritmo nelle partite che contano.
Se la ‘mentalità europea’ fosse l’elemento determinante, tutte le squadre giocherebbero allo stesso modo e sempre, per tutti i 90′ di ogni partita e assisteremmo a una marea di 8-2 che poi ad alcuni (a quasi tutti) piacciono perché sarebbe spettacolo.
Noi secondo me col Benfica abbiamo compiuto un capolavoro tattico, perché la squadra titolare era praticamente la completo, ma venivamo da un tour de force molto impegnativo e soprattutto mancavamo di tre alternative che avrebbero potuto garantire rotazioni e minor usura: Cuadrado, Frattesi, Arna. Se consideriamo che altre due alternative non sembrano godere di molto credito se non in prospettiva (Bisseck e Asllani) e che la fiducia almeno dei tifosi, nell’unica alternativa agli attaccanti è scarsa, abbiamo giocato un primo tempo come lo si doveva giocare.
Senza forzare il ritmo, pur mantenendo alta la concentrazione (tranne sulla rimessa laterale) e l’intensità, ma preservando le energie fisiche e mentali per esprimere un grande forcing (europeo) per il secondo tempo quando si doveva produrre il massimo sforzo.
Lì si è vista la nostra potenzialità che è sfociata nel gol del vantaggio e in una impressionante mole di occasioni.
Ma attenzione: a mio discutibile parere non abbiamo raddoppiato in parte per sfortuna (i due pali, il gol di DIMa annullaato per pochi decimetri di fuori gioco, la parata di stinco di Trubin). Ma in parte anche perché quando giochi sull’intensità estrema facilmente arrivi un poco meno lucido (Lauti che alcuni criticano per i non gol, quanti recuperi palla anche pericolosi ha fatto?), soprattutto se cominci ad avere sulle spalle il peso di prestazioni ravvicinate, avendo poche occasioni per tirare il fiato.
Comunque il dato di fatto, che smentisce Sacchi e i sacchiani che crescono come funghi dopo un acquazzone è che tutti, anche gli italiani, quando ne hanno la possibilità premono, pressano alti e cercano di aggredire possibilmente senza esporsi troppo.
Poi dipende tutto dai giocatori che hanno le due squadre e dalla condizione psicofisica del momento (inteso sia come momento della stagione, sia come momento della partita).
A questo punto non credo di aver altro da dire sul match se non che noi l’abbiamo giocato magistralmente, sfruttando al meglio le caratteristiche dei nostri giocatori tenendo anche conto delle qualità degli avversari.
Tutto bene, ma dobbiamo sapere che non sempre sarà possibile esprimerci così e già domenica prossima contro il Bologna sarà una prova importante della nostra capacità di tenuta (questa sì mentale, oltre che atletica)
le pagelle
Sommer: una sola grande parata su Aursnes. Per altro fondamentale, sullo 0-0. Per il resto sempre sicuro e autorevole. 7
Pavard: ha due avversari che si alternano dalla sua parte per nulla raccomandabili, Rafa Silva e soprattutto Neres, ma li chiude inesorabilmente e con eleganza, dando l’impressione di una completezza tecnico atletica invidiabile. 7.5
Acerbi: incredibile per un giocatore della sua esperienza la disattenzione sulla rimessa laterale che manda al tiro Aursbes e costringe Sommer a un intervento tanto difficile quanto salvifico. Per tutto il resto della gara, una prestazione sontuosa,. Mezzo voto in meno per l’errore. 6.5
Bastoni; il suo avversario diretto, temutissimo, Di Maria, in pratica non si vede mai. Lui chiude chiunque transiti dalle sue parti e quando è il caso ‘esce a spingere’. 7.5
Dumfries: spinge come un forsennato si dall’inizio ed è pronto a rientrare con grande sacrifico. Autentica spina nel fianco per la difesa lusitana su quella fascia, come dimostrano le due occasioni da gol fallite e soprattuto l’assist vincente per Thuram. 7
(Darmian: si conferma elemento di assoluta affidabilità, Entra e fa tutto quel che gli si chiede, con in più uno splendido colpo di tacco che avvia una delle azioni più insidiosa 6-5)
Barella: il giocatore che…si fa vedere solo con le piccole deve aver considerato la partita di CL contro il benfica come un’amichevole, perché è risultato assolutamente ispirato e determinante. Il tocco di esterno con cui spedisce Dunfries verso la porta è un capolavoro di tecnica e balistica. Meraviglioso anche l’assist per Lautaro che colpisce la traversa. Il tutto in una prestazione caratterizzata da ritmo, corsa e spirito di squadra. 7.5
(Klaassen: sv)
Mikhitaryan: ho letto giudizi sempre positivi, ma con sfumature. Per me è stato il migliore in campo per intelligenza tattica abilità nelle due fasi e persino per ritmo e gamba. Ha fatto anche un paio di errori, ma altrimenti non sarebbe stato umano.7.5
Di marco: spinge tantissimo come sempre e mette qualche bella palla. Con Mikhi e Bastoni chiude la fascia destra contro ogni possibile incursione. Esce stremato. 7
(Carlos Augusto: sv)
Thuram: da vero bomber d’area lo smarcamento che gli permette di trafiggere Trubin. Bravissimo nel giocare per la squadra e nel fornire assit spettacolari a uno sfortunato Lautaro. 8
(Sanchez: entra bene in partita e riesce a rendersi utile tenendo palla e esprimendo qualche giocata interessante.6)
Lautaro: serata stregata, come quella di Salerno era stata benedetta dalla dea Eupalla. Si procura almeno 5 occasioni grandissime da gol, due volte è sfortunato perché colpisce i legni, una volta sfortunatissimo perché Trubin con le sue interminabili leve toglia la palla dalla porta di piede, un’altra vola salta anche il portiere ma Otamendi salva sulla linea. Certo, fosse stato un pochino più lucido uno due gol li avrebbe segnati e allora avrebbe meritato un nove. Invece solo 7.5
Inzaghi: non sbaglia nulla, né la preparazione della partita, né l’atteggiamento tattico, né le sostituzioni. Deve continuare così nei grnadi match e riuscire a tenere la squadra ad alti livelli con continuità
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Sulla mentalità io ho una visione un po differente.
Credo Italia sia sempre stata, e lo sia ancora, caratterizzata da un tatticismo esasperato che viene meno solo in ridotte porzioni di match, tipicamente quando risultato si è apre. Tatticismo che spesso si traduce in match bloccati e quindi lenti.
Una squadra italiana inferiore per condizione/tecnica come il benfica martedì, ad inizio ripresa dopo le prime sbandate si sarebbe chiusa a riccio, aumentato i falli, smesso di triangolare a metà campo perdendo regolarmente palla, aumentato le sceneggiate perdo tempo. I portoghesi invece hanno continuato secondo il loro canovaccio, convinti di poter fare la loro partita. E si sono esposti al massacro.
In Europa molti fanno cosi: ieri il dortmund contro il bilan ha subito infilate clamorose in serie perché costantemente alta alla ricerca del gol. Non ha cambiato nulla.
Questo può essere un limite ma anche un vantaggio perché se stai bene il gol, aggredendo, lo fai. E se giochi contro avversari inferiori aumenti le tue probabilità
Poi concordo che, soprattutto in Italia, occorra sapersi adattare, sia perché ritmi alti si fa fatica a sostenerli per lungo tempo sia perché gli altri tatticamente puntano a spezzare il ritmo.
Dove non concordo è minore impegno in campionati come Spagna/Inghikterra: il Liverpool non entra nei quattro li. Da noi vincerebbe il campionato in seconda marcia. Il bilan prende 6 pere con chelsea che li arriva nono.
Al contrario loro arrivano cotti ad alcuni match europei per impegni sempre di alto livello in campionato. Non confenderei tatticismo ad oltranza con qualità. Da noi molti match non sono calcio: squadre che vengono chiuse dietro per 90 minuti tirando calcioni e facendo lanci lunghi sperando nel gollonzo casuale.
Ritmo e intensità presuppongono che si giochi in due
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Aggiungo che in match secchi di coppa le squadre, soprattutto sfavorite, tendono a dare tutto sottoforma di intensità.
Così accade che il copenhagen metta in seria difficoltà il bayern, il feyernoord faccia lo stesso con Atletico madrid e così via.
Diverso è in campionato dove, almeno per quello che seguo io, solo la premier tende ad avere intensità elevata in molti match. Li arrivano giocatori potenti, rapidi e poi quasi nessuno fa catenaccio
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sono due visioni del calcio opposte, tanto diverse e inconciliabili da applicare il concetto di Goethe: si può discutere solo tra due che la pensano allo stesso modo (nel senso che, ovviamente, partono dalle stesse premesse generali). Se uno è per la democrazia e uno per la dittatura, ad esempio, nessuna discussione sarà mai possibile e costruttiva
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Invece si può discutere su come applicare bene i principi democratici
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Boh, io un po’ seguo la premier e i match sono tutto fuorchè passeggiate.
Perchè anche i team che lottano per non retrocedere hanno disponibilità economiche non indifferenti e mettono su squadrette niente male.
Se poi tu consideri più impegnativo il campionato italiano è ovviamente una tua idea che rispetto. Io, invece, da quello che vedo credo che su 38 partite a quei ritmi nessuna delle nostre squadre entrerebbe nei primi quattro.
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A scanso di equivoci per me Inzaghi ha fatto benissimo ad alternare pressione e gestione: impossibile durare 90 minuti così.
Ho solo fatto notare che il Benfica, non arroccandosi, ha accettato di combattere a viso aperto ed essendo martedì inferiore ha subito molto. Cosa che in Italia difficilmente accade con 10 giocatori schiacciati in 25 metri pronti a fare falli a ripetizione.
Contro il primo Atletico Madrid di Simeone era pressochè impossibile assistere a partite vibranti caratterizzate da ritmo elevato: perchè c’erano mille interruzioni legati a falli e opposizioni. Si può anche vincere così, ovviamente, e lui ha vinto. Ma non può uscirne una partita a ritmi forsennati
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Sentir parlare di catenaccio francamente fa sorridere. Il catenaccio implica che si marchi rigorosamente a uomo e che alle spalle dei marcatori ci sia un battitore libero. Sono cose che non si fanno più (nessuno le fa ) dagli anni ’70.
oggi tutti se vengono attaccati (tanto più se attaccati in massa) arretrano tutti i loro uomini nella loro metà campo.
tutti se possono preferiscono le ripartenze in verticale (necessariamente non con…dieci uomini) ma se l’avversario non gliele consente attaccano manovrando e portando i difensori sulla linea di centrocampo.
La maggior parte dei gol avviene su ripartenze profonde. Anche il nostro al Benfica, ma bisogna saper segnare anche contro le difese fitte e qui a noi mancano gli scattisti, per il modulo di gioco che attuiamo.
Il Benfica e L’Inter hanno affrontato la partita esattamente con la stessa mentalità (non so se europea o ..italiana). Siccome le forze si ritenevano reciprocamente equilibrate , nel primo tempo loro non si sono chiusi ma non hanno fatto pressing alto.
Noi non ci siamo chiusi ma non abbiamo fatto pressing alto.
Entrambe hanno provato a prevalere senza sfiancarsi, perché le partite sono lunghe.
Nel secondo tempo noi che avevamo più necessità di vincere, abbiamo dato fondo a tutte le energie e per 30′ non li abbiamo fatti uscire dalla loro meta’ campo, con un pressing altissimo e spietato.
Quando noi li abbiamo aggrediti così, anche loro, nonostante la mentalità ‘europea’ stavano tutti dietro a reggere l’urto dei nostri. Avrebbero provato le ripartenze, ma noi non gliele abbiamo consentite.
Calate le energie dei nostri (perché ad aggredire così si spende, indipendentemente da chi lo nega), e conseguito il vantaggio abbiamo ancora avuto forza per cercare il raddoppio.
Poi sono successe cose concomitanti:
noi non abbiamo ottenuto il raddoppio,
le nostre energie fisiche e mentali sono calate,
loro non avevano più nulla da perdere e si sono buttati in avanti con la forza della disperazione e con qualche energia in più rispetto a noi.
A quel punto noi ci siamo chiusi (mica potevamo stare a vederli avanzare con la palla lasciando i nostri uomini…nella loro metà campo) e non avevamo più la forza e la lucidità per ripartire.
I tatticismi (è vero noi in questo siamo mediamente più bravi o più accorti) non hanno nulla a che vedere con tutto ciò: tutti attaccano quando i rapporti di forza glielo consentono, tutti difendono quando sono costretti, consistono nel coprire le zone del campo con maggior intensità là dove si ritiene che l’avversario possa essere più pericoloso (ad esempio, tenendo due uomini abbastanza vicini nella fascia in cui giocano Leao o Kvara; oppure nel marcare a uomo la fonte del gioco avevrsario o ancora nella cura dei movimenti senza palla e degli inserimenti in fase offensiva.
Se poi una squadra inferiore tecnicamente e atleticamente vuole lasciare gli spazzi all’Inter, perde 5-0, se vuole provare a chiuderli, tre mesi dopo fa 0-0 e ci estromette dalla CL. Non so se nella prima partita fossero europei e nella seconda italiani…
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Primo, noi non ho detto che abbiamo fatto catenaccio. Semmai mi riferivo all’Atletico e alle conseguenze che questo aveva su ritmi partita.
Secondo apprendo che tutte le squadre del mondo applicano la stessa tattica – ovviamente in base alle forze in campo. Ottimo, vorrà dire che i tecnici si sono tutti standardizzati e questo rende estremamente più semplice un cambio di guardia laddove dovesse essere necessario.
Eppure io vedo approcci (anche tattici si) profondamente diversi, sia quando si incontrano squadre che si equivalgono sia quando ci sono diverse forze in campo.
Il Wolverempthon non gioca come il Verona pur essendo simili come gap rispetto ai big.
Ma la stessa Salernitana è ben diversa dal Cagliari pur essendo grosso modo equivalenti.
Che il campionato italiano sia il più tattico non lo dico certo io ma è opinione diffusa.
Il livello, anche per motivi economici, lo ritengo inferiore rispetto a quello inglese. Altrimenti vorrebbe dire che i tanto osannati professionisti sarebbero tutti (i loro) fessi mente i nostri (tutti) gran geni. Ipotesi a cui io non credo
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Lo ripeto: la tattica nel calcio è importantissima e noi siamo dei tattici migliori, mediamente, rispetto agli stranieri. però anche noi attacchiamo se possiamo e difendiamo se siamo costretti.
nella stessa partita capita di difendere pressando alti o abbassando le linee, secondo le situazioni di gioco, la propria forza, la propria condizione e la forza e la condizione dell’avversario. nonché secondo il variare del risultato. Io credo che anche le squadre di Simeone in alcune situazioni attacchino di più in altre di meno
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Ovvio che capita a tutti di attaccare o difendersi, ci mancherebbe.
Ma non puoi dirmi che approccio di base non sia differente tra, per fare un esempio, Simeone e Klopp, ma anche De Zerbi se vogliamo parlare di squadre più scarse. Per non parlare di Allegri unicum tra allenatori dei team di vertice.
Le differenze sono enormi, a prescindere poi dai momenti delle partite che naturalmente capitano.
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e a prescindere dalle squadre che guidano e dai giocatori di cui dispongono. perché se non hanno squadre immensamente superiori e provano a fare quello che non possono, perdono, come è accaduto a Conte e a Inzaghi che sono tornati precipitosamente sui loro passi. E hanno ripreso a far bene. La parola magica è sempre ‘equilibrio’. Gli invasati, in un senso o nell’altro alla lunga ottengono meo di quanto potrebbero
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Certo equilibrio.
Che si raggiunge con modalità profondamente diverse
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la differenza fra un allenatore e un altro esiste eccome. però io non credo che Simeone o Allegri quando devono affrontare avversarie inferiori contro le quali ‘devono’ vincere stiano in difesa ad aspettarle. Conte per esempio non lo faceva. Il punto che tutti gli allenatori di oggi hanno in comune è tenere la squadra corta e compatta in fase di non possesso. Se ti allunghi gli avversari (compatti) hanno la superiorità numerica in ogni zona del campo in cui si gioca la palla.
Alcuni scelgono di aggredire alti, una volta persa palla, almeno per alcune fasi del match; altri preferiscono rientrare e chiudere gli spazi stando bassi, per poi provare a ripartire. Entrambi gli atteggiamenti li ho visti sia in italia sia in Europa (ho citato come esempio le due partite con lo shaktar, ma ce ne sono tanti). restando a noi secondo me la differenza fondamentale tra Conte e Inzaghi sta nella partecipazione alla manovra, anche profonda, dei braccetti, che Inzaghi sgancia molto più volentieri. Questo implica anche differenze nelle caratteristiche dei giocatori (fatico a vedere, per esempio Di marco braccetto con Conte). naturalmente poi ci sono enormi differenze anche di altro tipo fra chi pratica il pressing alto e chi preferisce aspettare. Attengono per esempio ai movimenti in campo e ancora alle caratteristiche dei giocatori. Se giochi a tre gli esterni non potranno mai essere brevilinei scattanti e fantasiosi, ma uomini di corsa lunga, di passo. Poi cìè il modo di preparare sia le azioni offensiva sia quelle difensive (gli ‘schemi’, che in parte sono ‘visione’ dei singoli allenatori e in parte delle caratteristiche degli uomini). ma tutte queste differenze e tante altre, si iscrivono dentro la differenza fondamentale: posto che la squadra deve restare SEMPRE corta, quando perdi palla in attacco pressi alto con tutti per riconquistarla o rinculi per chiudere gli spazi agli avversari e provare a colpirli con le verticalizzazioni, soprattuto se si allungano e hai uomini di gamba? Secondo me la squadra ideale, non so se con mentalità italiana o europea, deve saper fare entrambe le cose, anche perché noto che molto spesso i gol vengono su ripartenze in spazi aperti anche di quelle squadre più ‘europee’. A proposito, da almeno un paio d’anni le nostre squadre ‘provinciali’ si comportano benissimo nelle coppe europee e spesso eliminano avevrsarie di pari livello inglesi, tedesche o spagnole. Sebbene il nostro sia diventato, nel confronto, un campionato di ‘pezzenti.
Io dico solo che avrei meno certezze nel sostenere il pensiero unico sacchiano. E poi personalmente dubito che la tattica del Cholo sia solo difesa, falli, perdite di tempo e rare ripartenze di uomini isolati
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L’altro giorno in un video su YouTube del canale Passione Inter hanno parlato di Zefi. Dicevano che il ragazzo ha si stia allenando a parte per rimettersi da un infortunio alla spalla e parlavano comunque anche di voci di mercato secondo le quali dei club inglesi (mi pare abbiano menzionato il Newcastle, ma forse ricordo male) siano interessati a prenderlo, anche data la scadenza del suo contratto il prossimo giugno. Riporto la cosa così come l’ho ascoltata.
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Forse non ci siamo intesi, io considero Sacchi un bollito che fa commenti ripetitivi e spesso ormai privi di senso. Basti pensare al fatto sostenga il Bilan non giochi di individualità quando invece l’80% dei suoi pericoli nasce da un singolo giocatore.
Sono stato un feroce criticatore di Inzaghi che ritenevo (per non dire ritengo) poco adatto a far vincere competizioni lunghe come un campionato perchè monotematico e incapace di far cambiare approccio alla squadra all’interno di una singola gara, facendo fatica a leggere il momento, figuriamoci un filotto di gare. Spero ora abbia imparato a gestire meglio le situazioni.
Concordo pienamente sul fatto che squadra deve stare corta. Ma se scelgo di stare corto per il 90% del tempo a ridosso della mia area è diverso che provare a bilanciare meglio il dove stare corti. E in Italia spesso io vedo la prima casistica.
Lo dico solo sulla base di ciò che vedo ormai da parecchi anni. Come conseguenza, in Italia il ritmo è mediamente più lento e il gioco più spezzettato ANCHE perchè molto allenatori (non tutti) applicano il motto di non prenderle (e stanno corti dietro per 90% partita) piuttosto che provare a fare un gol. Mentre all’estero, soprattutto in Inghilterra (per quello che vedo) si tende a fare il contrario: ne escono mediamente partite più vibranti, intense, con rovesciamenti di fronte. E si crea spettacolo. Poi il city è forte e vince 5a1. Qui i forti vincono comunque ma magari 1a0 in match molto più sporchi. Non è segno, per me, di più alta qualità delle piccole ma di quel tatticismo spesso associato al nostro paese (non da Sacchi).
Che poi Sacchi definisca l’approccio inglese europeo a me frega zero.
Le mie sono solo considerazioni su un diverso modo di giocare che vedo guardando le partite. Ovvio che poi conta vincere e credo anche io che una equilibrata alternanza sia la soluzione migliore.
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probabilmente Zefi ha un accordo con il Newcastle e averlo portato a 3 mei dalla scadenza è una colpa grave. Non so se sia davvero infortunato, personalmente ne dubito
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Magnifica intervista di Marotta che fa capire tanter cose a chi guarda dal di fuori.
Mi ha colpito questo passaggio.
“i settori giovanili dei club svolgono un ruolo fondamentale. A mio parere i grandi club dovrebbero investire sempre di più bello sviluppo di questa attività formativa. Questo significa in primis garantire le strutture adeguate perché, se mancano le strutture, non puoi fare attività. In secondo luogo è necessario che coloro che sono preposti ad insegnare abbiano le competenze per farlo, non solo dal punto di vista sportivo ma anche umano. La competenza la sia acquisisce attraverso la formazione e l’esperienza. Dunque la valenza del settore giovanile di una squadra di calcio è a mio giudizio necessaria, indispensabile ed obbligatoria”.
Sacrosanto.
Allora mi chiedo: come mai il nostro settore giovanile ha strutture inadeguate, inferioi a quelle di quasi tutte le squadre di A e di B.?
Come mai in società il settore giovanile è così poco considerato che non pubblicano neppure il calendario settimanale delle gare?
Come mai ultimamente il settore giovanile investe pochissimo e addirittura perde alcuni giocatori tra i più interessanti (da Gnonto ad altri, fino, sembra, a Zefi)?
naturalmente non è una critica a Marotta, che sono sicuro se potesse farebbe una politica completamente diversa, ma una domanda che rivolgo agli appassionati del settore. la mia risposta é: in una situazione forzata limitazione dgli investimenti, il primo a pagare è inevitabilmente ils ettore giovanile
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E’ì ufficiale: una squadra che dopo due partite di coppa ne perde una in casa col Sassuolo e ne pareggia una sempre in casa con il Bologna dopo esser stata sopra di due gol, non ha la solidità per vincere il campionato
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Qui si rischia di non andare in champions il prossimo anno. La squadra nel complesso è piu debole dello scorso anno e ha la stessa tenuta mentale. Tra l’altro si trattava di un Bologna pesantemente rimaneggiato, soprattutto in difesa….
Thiago Motta mi sembra abbia la stoffa del top, molto più bravo a leggere la partita di inzaghi, con grande organizzazione e tenuta mentale. Non si sono mai sciolti. Thiago raggiungerà almeno il livello di Allegri in Italia, se non addirittura un upgrade più elevato. È uno da scudetto, rispetto a inzaghi che è da partita unica (potrebbe non vincere mai un campionato)
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Purtroppo e’ spesso cosi’, le partite di champions di tolgono energie fisiche e mentali.
Peccato perche’ eravamo partiti bene. Nel secondo goal non ho francamente capito perche’ tutta la difesa ha indietreggiato e nessuno sia andato a contrastare il giocatore del Bologna. Giocatore che, come annunciato ampiamente in settimana, con noi ha chiaramente raggiunto la consacrazione di prospetto effettivamente molto interesante, non ce ne facciamo scappare uno … :-(
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Esagerato dai …
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A gennaio serve una punta. E che sia forte. Appello a Zhang. Lo so che ti sei dissanguato con l’Inter però questa rosa è troppo sbilanciata su difensori e centrocampisti. Gli impegni sono tantissimi e non li puoi affrontare tutti con soltanto Lautaro e Thuram. Sanchez non lo considero nemmeno. Ormai è conclamato che non riesce nemmeno a entrare in area. Può giocare solo da trequartista dove qualcosina di buono può ancora fare. A proposito di cambi. Appello a Inzaghi. Simone sei bravissimo e, per lo meno io, ti apprezzo. Però sul 2-2 al 55′ non puoi togliere Thuram. Mi va bene che metti Sanchez ma lascia le due punte e mettilo dietro di loro. Ogni tanto rinuncia al 5-3-2 e prova qualcos’altro. Se proprio non puoi rinunciare al 5-3-2 devi lasciare in campo Lautaro e Thuram. Mie modestissime e opinabilissime opinioni da bar.
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Se Thuram si fa male sono cavoli….a mio parere il cambio è comprensibile proprio perché sanchez è un ex giocatore (sempre meglio comunque dell’ectoplasma senza mordente correa). Sul fatto che non ci sono alternative in avanti hai ragione, purtroppo il proprietario pretende l’autofinanziamento anche per prendere un caffè, mentre altri possono permettersi infinite ricapitalizzazioni
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Tra Correa e Sanchez è una bella lotta.
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Sanchez almeno si sbatte….non regge più l’urto è vero però ci mette grinta, qualità sconosciuta all’argentino
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La presenza di due sole punte in rosa rischiamo di pagarla cara.
Non ho capito lo zero turnover di Inzaghi in altri reparti.
Sanchez oltre a fare il solletico alle difese, gioca proprio in altre zone di campo rispetto agli altri attaccanti.
Vale Correa, ossia il nulla
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Forse non ha fatto turno over perché lo aveva fatto contro il Sassuolo e non era andata benissimo, forse le seconde linee non sono così forti come tutti pensiamo (pensavamo?) Sanchez è stato un errore ma a quel punto finito il budget con Pavard non è che ci fossero migliaia di alternative di valore a zero auro. E comunque lui aveva fatto 14 gol in un campionato di ‘qualità europea’ come quello Francese. Il Bologna ha giocato benissimo, come piace a me: dieci sempre dietro la linea della palla: grande densità in mezzo alla difesa (difensori + 2 mediani), giocatori di gamba abili nel ripartire. In più era fresco e aveva maggiori energie e ha avuto fortuna nei due episodi dei suoi gol, nei quali abbiamo sbagliato noi clamorosamente. intanto risale la juve di Allegri, che non è il Maradona degli allenatori, come sostiene Sergio ma è un ottimo mister, concreto, positivo che bada al soldo e non si preoccupa di non essere ‘europeo’. Thuram sembra mostrare che va meglio quando ha più spazio che contro le difese chiuse. In questo senso ci è mancato molto Arna. la nota più lieta (ma non per me, perché me l’aspettavo) è Carlos Augusto
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E’ venuta meno la continuità di spinta dei centrocampisti, che giocano sempre. ma evidentemente Asllani non viene considerato pronto, frattesi era reduce da infortunio e Klaassen non ha (o non ha ancora) il ritmo per il nostro povero campionato provinciale
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Luciano ti sbagli: con Sassuolo identica formazione di ieri con solo Darmian al posto di Pavard.
Identico buonissimo primo tempo chiuso in vantaggio e poi identico crollo nella ripresa.
Con salernitana invece ha fatto il contrario: turnover iniziale e poi ingresso nella ripresa dei titolari che l’hanno sbloccata.
Ieri errori individuali ma certi giocatori paiono effettivamente inutili
https://www.fcinter1908.it/primo-piano/libero-inter-problemi-sanchez/
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Beh, considerando che il solo Klassen guadagna come i 3 cc del Bologna i casi sono due: Inzaghi è fesso a non usarlo oppure è un giocatore dal rapporto qualità/prezzo non eccelso. Diciamo cosi
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Entrambe le cose e l’Inter è un coacervo di imbecilli
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mi pareva che con la Salernitana avessero giocato…prima della partita di coppa
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Io non ce la faccio più. Ho grandissimi problemi familiari, il tifo per l’inter rappresenta per me uno svago e una consolazione. Da circa cinque anni, dopo molte stagioni di mediocrità avvilente siamo tra le top squadre in Italia e facciamo meglio delle altre a livello internazionale, con risultati eccellenti in assoluto. Eppure devo venire su un sito interista per leggere solo crtiche ai protagonisti di questo percorso
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oggi per motivi familiari ho visto solo la partita dell’under 15 e ho dovuto saltare quella dell’U16. Sono state due vittorie (il verona era ben messo in entrambe le classifiche).
L’U15 ha vinto 2-1 con un po’ di fortuna mentre l’u16 dovrebbe aver vinto 3-0.
L’U15 ha giocato con questo 11 iniziale:
Lleshi Bettelli Nese Evangelista Pirola
Limido Pannuto Donati
Calò
Gjeci Matarrese
I gol sono di Gjeci e Calò.
partita molto equilibrata che due calci piazzati stavano indirizzando verso un pari tutto sommato accettabile quando a 2′ dal termine una conclusione dal centrodestra di Calò, sul palo opposto, rasoterra, sorprendeva il disattento portiere veneto.
L’Inter ha prevalso nei primi 20′ poi è uscito il verona, più solido anche se meno dotato in fatto di singoli talentuosi.
A quel punto la partita si è equilibrata, tanto che non ricordo interventi particolari dei due portieri.
Ero interessato soprattutto alle prove dei 3 attaccanti (poi anche del trequartista Allasufi che però non ho potuto valutare. Gli altri non li conosco abbastanza e non mi sento di valutarne la prestazione (comunque almeno sufficiente per tutti) prima di averli visti altre due-tre volte.
Gjeci ha segnato ancora, sebbene su rigore ed è al quarto gol in 3 partite. Oggi ha giocato da centravanti (e ne ha il fisico), ha confermato di saper trattare come si deve la palla, ma confemo la mi prima impressione: mi avevano parlato di un fenomeno. per diventare davvero un fenomeno deve imparare a giocare a calcio. Qualcuno sostiene che a questa ertà i ragazzi devono essere lasciati liberi di seguire il loro estro: io non sono d’accordo. Mi riprometto di studiarlo e comunque spero che cresca dal punto di vista del gioco collettivo.
matarrese invece lo conoscevo e devo dire che oggi, a differenza che in passato, non mi ha entusiasmato. forse ha subito troppo il passaggio di categoria, mi sembra ancora morfologicamente quasi un ragazzino. O forse non ha ancora ritrovato la condizione dopo l’infortunio. Comunque credo sia un ragazzo da seguire con interesse.
Calò è un trequartista o una seconda punta, molto dinamico, in possesso di buoni piedi che si è speso con continuità e grinta al servizio della squadra. Il gol ha premiato una prestazione di sostanza.
Senza far torto a nessuno degli altri il portiere Lleshi mi è sembrato sicurissimo, poi mi è piaciuto il terzino Bettelli (fisico tozzo ma fortissimo nell’anticipo e con tanta grinta), il centrale Nese e il centrocampista Pannuto, bravo anche a spingere.
Ma, ripeto per gioudizi più obiettivi dovrò vedere qualche altra partita
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Un saluto a tutti….non commento più sul blog e leggo in pratica solo i” report” di Luciano sulle ns. giovanili.La voglia di commentare evapora quando si leggono commenti intrisi di negativismo dopo un inizio di stagione con 6 vittorie 1 pareggio ed una sconfitta (mi limito al campionato). Certo il pari con il Bologna deve esseere un campanello d allarme per una eccessiva euforia che si è crreata nell ambiente ; altra incognita è rappresentato dal parco attaccanti risicato. A margine …spero che la Curva receda dal proposito dei 50.000 fischietti…a mio avviso potrebbe rivelkarsi un pericoloso boomerang per noi; megli olìindifferenza o per assurdo,applaudire il giocatore ad ogni tocco.
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Sempre detto che lo zio Bergomi è il più grande intenditore di calcio in Italia.
Da fcinternews:
“Ospite come di consueto negli studi di ‘Sky Calcio Club’, l’ex difensore Giuseppe Bergomi analizza così il match pareggiato per 2-2 dall’Inter contro il Bologna: “Per come è strutturata la rosa dell’Inter è difficile usare un altro modulo. Quasi tutti gli allenatori cambiano in quel minutaggio. Se l’Inter ha un difetto che diciamo da sempre è che è la meno individualista del nostro calcio, contrariamente a quanto dice Sacchi. Non ha nessun giocatore da uno contro uno, l’Inter per segnare deve sempre costruire e fare tanta fatica per fare gol. Per fare questo deve andare sempre sopra ritmo per avere una gestione importante. Se sei sotto nel secondo tempo diventa più difficile ribaltarla. È difficile limitarsi a mettere dentro degli attaccanti, forse bisogna trovare attaccanti diversi”.
Bergomi poi aggiunge: “L’Inter viaggia su un sottile equilibrio, ci sono delle partite dove dici che è la squadra migliore in assoluto. Ma per far vedere quel tipo di calcio spende tanto e basta una leggera disattenzione per vanificare tutto”.
Nel mio piccolo è una battaglia ‘concettuale’ che sto combattendo da tempo, anche se con scarsi risultati di condivisione.
Io continuo a sperare che si vinca tutto: ma la ragione mi dice che alla fine vincerà chi difende compatto e riparte vincendo gli uno contro uno. Soprattutto se avrà episodi arbitrali determinanti come sembra (il responsabile arbitri dice che sul mani di pulisic non esiste prova certa e decide il campo: peccato che loro abbiano tutte le tecnologie del mondo mentre su twitter qualche ‘sfigato’ ha prodotto prove inequivocabili! E poi, se uno dei nostri facesse l’interventoidi Maignan, prenderebbe 15 giornate di squalifica, visto che ce ne danno tre se uno sputa per terra)
E comunque chi ha meno impegni è fortemente avvantaggiato
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Concordo con Bergomi…..leggiamo ,anche quì,pagine e pagine di analisi su schemi,tattiche,giocatori inadatti,cambi sbagliati…..certamente discutere di calcio fa parte della “piacevole essenza “della passione per questo sport,ma poi ,al di là delle sacrosante opinioni personali, dobbiamo ascoltare chi analizza le partite in modo razionale e con l’esperienza di tanti anni passati sui campi da gioco
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Lo zio è sempre equilibrato.
Ma non capisco se la citata mancanza di gente che salti l’uomo, l’obbligo di giocare per forza con questo modulo state le caratteristiche dei giocatori, il dover obbligatoriamente giocare sopra ritmo, la necessità di trovare attaccanti diversi siano da leggere come un limite o come un merito.
Io lo interpreto nel senso di limiti. E se lo dice Bergomi, forse, ci si può anche credere
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Ciao ragazzi, cerco di guardare il bicchiere mezzo pieno, perchè personalmente noto un certo pessimismo eccessivo.
Analizzando freddamente i numeri, siamo di fronte al miglior inizio da quando Inzaghi è il nostro allenatore. Dopo 8 partire abbiamo perso soltanto 5 dei massimi punti disponibili. Davanti a noi c’è soltanto il Milan, 2 punti in più, finora obiettivamente una macchina da guerra. Se continua così, giù il cappello, complimenti a loro. Però la mia sensazione è che finora abbiano over-performato, come spesso gli capita ad inizio campionato da quando sono allenati da Pioli. Inoltre sono penultimi in Champions, tradotto dovranno spendere tantissime energie per arrivare agli ottavi. Ricordo a tutti che una mancata qualificazione di Champions significherebbe sì essere avvantaggiati in campionato, ma anche un tremendo fallimento da un punto calcistico ma, soprattutto, economico. Lo steso vale per noi.
La juve invece senza coppe e con l’attacco più forte del sistema solare, ci è invece 2 punti dietro, anche se anche loro avranno molto da dire in questo campionato.
Il Napoli sembra invece aver perso, al momento, un pò la magia dello scorso anno..ed inoltre iniziare ad avere non pochi mal di pancia dai suoi giocatori più forti, Osimhen in primis.
Insomma, morale della favola, non tutto è perduto ecco. Sarà un campionato tra i più avvincenti che io ricordi, combattuto fino all’ultimo. Vincerlo sarà difficilissimo, e se qualcuna delle favorite vincerà di tanti punti, complimenti a loro.
Noi abbiamo sicuramente diverse cose da dire ancora, FORZA INTER!
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Bisogna essere chiari una volta per tutte: si vuole un gioco brillante, europeo, offensivo con pressing alto? Oppure si vuole un gioco concreto risparmioso, efficace? Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Oppure se con un gioco brillante si perde qualche punto, accusare il gioco brillante, se si perde una partita giocando diversamente accusare il gioco all’italiana e la mentalità ‘provinciale’.
da parte mia ho spiegato più volte perché secondo me non abbiamo , non possiamo avere giocatori che saltano l’uomo. Gli esterni, che di solito sono preposti a questo (Leao, Kvara, lo stesso Berardi, ecc) con la difesa a tre devono essere di gamba e non di scatto. A fianco a Lauti deve giocare una prima punta di fisico e di peso e lauti stesso pur essendo molto bravo in alcune giocate non può essere ritenuto un fantasista,
Ecco che con il modulo a tre nei 4 ruoli in cui teoricamente potrebbe esserci un fantasista, in realtà non ci può essere. Allora il problema è: vale la pena di giocare a tre?
la risposta che do io, nel mio piccolo è questa: DIPENDE DAI RISULTATI.
Siccome negli ultimi anni, da Conte in poi nessuno ha fatto meglio di noi e prima eravamo una chiavica e siccome nel frattempo siamo stati anche quelli che hanno fatto meglio in Europa, io mi faccio andar bene questo modulo, queste scelte, questi atteggiamenti tattici.
Che non sono i miei preferiti. A me piace di più come giocano Allegri, Ancellotti ecc., che come giocano gli esteti. ma soprattutto mi piace se la mia squadra ottiene buoni risultati.
E, nonostante i supercritici fino ad ora li sta ottenendo. Almeno per me
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Brutta sconfitta dell’Under 18 in campionato a Interello contro il Bologna.
match equilibrato con noi più bellini ma inconsistenti, loro più solidi, concreti determinati.
Risultato gousto anche se ci sono state poche occasione poteva deciderla solo un episodio.
Ho avuto l’ennesima conferma che i giocatori che incantano tecnicamente nei giovanisismi e persino negli allievi, se crescendono non riescono a diventare competitivi sul piano della forza e della corsa sono destinati a rinunciare a certi livelli
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Il mio modulo ideale, come pura teoria, vioè indipendentemente dai giocatori è il 433, che diventa un 451 (o addirittura un 451) in fase di non possesso e un 424 in fase di attacco, con la possibilità che diventi un 334 o addirittura un 325 se sale anche un terzino. per questo modulo giocatori ottimali sono… Eto’o e Maicon
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Personalmente un modulo vale l’altro.
Prefererei avere in squadra profili un po’ più eterogenei rispetto a puri doppioni onde poter proporre approcci diversi (anche con stesso modulo) e contare su risorse differenti a seconda del momento.
Ma soprattutto gente fresca e di gamba, soprattutto tra i rincalzi, in modo da mascherare con atletismo un deficit tecnico rispetto ai titolari che è inevitabile.
Di fatto il Bilan con molti giocatori definiti “scarponi” dai più ha sopperito con l’atletismo ad un evidente deficit tecnico. Certo poi avere quei 2/3 giocatori che ti vincono la aprtita anche se giochi sottoritmo aiuta
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Sono scelte: se non hai i doppioni rischi che le riserve non giochino mai e se si infortuna il titolare sei costretto a cambiare gioco e interpreti. Immagino che persino quegli sciagurati di dirigenti dell’Inter (allenatore compreso) si siano posti il problema e, nella loro ignoranza, lo abbiano risolto nel modo che a loro sembrava migliore, sfidando la competenza e le critiche di qualche tastierista più esperto
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Mi spiace, capisco di essere troppo irritabile sulle critiche ai nostri. E’ giusto che ognuno dia il suo parere, anche se non coincide con q uello di dirigenti e tecnico
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Non so perché ma ultimamente non riesco più a postare nel blog…credevo fosse legato al mio apparato, invece rileggendo i post di Luciano sembra sia un problema comune.
Fatemi dire un paio di cose riguardo i due passi falsi (se si possono chiamare così) con Sassuolo e Bologna, io chiedo a tutti di pazientare e dare al progetto Inter il tempo necessario ad entrare in sincronia o sintonia….ho visto tutte le nostre partite e tutte quelle dei gonzi, ne ho viste diverse di Juve e Napoli…al momento non vedo in Italia (e raramente in Europa) squadre che gestiscono il gioco e che dispongono dell’avversario come la nostra in questo inizio stagione.
Non voglio soffermarmi solo sui dati statistici anche se la miglior difesa ed il miglior attacco del campionato sono per me una cartina tornasole abbastanza credibile, detto questo se fossi costretto con la pistola alla testa a cercare un perché ai suddetti “passi falsi”, nella mia ignoranza proverei a chiedere ad Inzaghi di spiegarmi perché dopo una partita dispendiosa come quella contro il Benfica non ha dato minuti alle seconde linee lasciando a riposo giocatori in debito atletico come Di Marco e Mikhitarian….accetterei comunque di buon grado la sua spiegazione perché ritengo Inzaghi allenatore non solo top ma ancora in fase di crescita esponenziale.
C’è poi una spiegazione più plausibile al nostro meno due in campionato rispetto al Milan, tra loro e i gobbi in queste prime gare ho assistito ad almeno 6 distinti episodi arbitrali completamente e inspiegabilmente ribaltati a favore di quest’ultimi…..la classifica reale ci dovrebbe vedere avanti di almeno tre punti.
Termino con la speranza che contro la Roma il pubblico continui a garantire il tifo e l’entusiasmo manifestato fino ad oggi….e che Lukaku venga trattato come tutti gli altri professionisti in campo.
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Come sempre, sono in pieno accordo con Siriano. Sull’ultima questione che solleva non possono esserci dubbi: Milan e juve hanno goduto fino ad ora di vantaggi arbitrali (cioè di punti immeritati) in misura inaccettabile, soprattuto in tempi di VAR. Anch’io vorrei tanto che Lukaku venisse semplicemente ignorato, ma purtroppo non succederà e prevedo guai per l’Inter, forse anche a livello di squalifica del campo.
Diciamo che l’unica cosa che mi differenzia da Siriano è che io sono un po’ meno ottimista, sono più incline a guardare le difficoltà che mi pare di scorgere piuttosto che compiacermi 8come sarebbe giusto) per il tanto di positivo che è stato fatto.
Mi preoccupo (non riesco a farne a meno) dei limiti o difetti che mi sembra di vedere nella mia squadra: lo so che ne hanno tutte le squadre, ma io seguo la mia e mi preoccupo per la mia
A me sembra che abbiamo un problema, come dire, di base in attacco. Il che dal mio punto di vista non è una critica. la mostra dirigenza ha preso prima Lautaro, poi ha perso inopinatamente, non per sua responsabilità, Lukaku (e ora si vede quanto conti) ma con un colpo magistrale lo ha sostituito con Thuram. ha preso Frattesi che volevamo tutti in mezzo al campo e ha ‘liberato’ Brozo perché evidentemente vedono i progressi di Asllani e vogliono dargli fiducia, ha preso Pavard che è molto forte, dietron per supplire alla partenza di Skriniar e Carlos Augusto per Gosens. Queste sono state considerate le priorità. A quel punto con c’erano più soldi per prendere giocatori se non a parametro zero: hanno preso due giocatori con le caratteristiche di perfetta funzionalità: un vice Thuram di peso capace di imporsi in area e un vice Lauti con caratteristiche diverse, da fantasista più che da uomo gol (anche se a Marsiglia aveva fatto 124 gol, giocando con continuità. Erano il massimo esistente? No, forse erano il massimo esistente a parametro zero (o quasi per Arna). Poi si può sbagliare su un anziano a zero come su un giovane pagato (esempi innumerevoli da Barbosa a oggi).
Dunque per me hanno fatto il massimo: due giocatori di buon valore per ogni ruolo e un giocatore con caratteristiche non previste dal modulo, in grado (teoricamente) di sparigliare la gara in caso di necessità, soprattuto a partita in corso. sarebbe stato meglio, per esempio, prendere Scamacca e Balogun: ma per arrivarci bisognava cedere almeno uno degli autentici pilastri della squadra. Del resto noi non siamo l’Udinese e neppure l’Atalanta da poter andare a prendere un attaccante sconosciuto in Moldavia e sperare in Dio di averci azzeccato, perché se l’Atalanta arriva sesta anziché quarta non succede nulla, se noi arriviamo secondi anziché primi i nostri stessi ‘tifosi’ aprono processi e esprimono condanne da pena capitale.
Io chiedo solo di essere chiari:
Ci piace Inzaghi, nel bene e nel male, con pregi e difetti? Gioiamo per il suo gioco quando rifila 5 pere al Milan e vince coppe, che ci affrettiamo a definire coppette, ma che non vincevamo da un decennio almeno?
Non ci piace perché la sua squadra ha sbalzi di rendimento e periodi di flessione, spesso è in difficoltà con le piccole? Riteniamo che questo limite sia superiore ai benefici?
Allora diciamo chiaramente: via Inzaghi e prendiamo Conte, Ancellotti o Allegri.
Ci piace inzaghi ma riteniamo che la…colpa sia di una dirigenza incapace, provinciale, passatista e chi più ne ha più ne metta?, la quale ha costruito una rosa adeguata, per altro verosimilmente in accordo con il tecnico?
Bene, allora iniziamo una campagna apertamente per far cacciare i nostri dirigenti incapaci di costruire una squadra che vinca sempre e tutto (perché è indiscutibile che da Conte in poi abbiamo fatto meglio di tutti in Italia e benissimo in Europa)
Vinceremo il campionato? Non lo so, non sono un indovino, penso che ci siano almeno 4-5 squadre attrezzate per vincerlo (con Conte per me potrebbe rientrare anche il Napoli).
Sono pessimista perché rara mente nella mia lunga vita di tifoso ho visto vincere il titulo da una squadra che, anche quando sta bene, perché stiamo bene in questa fase, perde 5 punti in casa da situazioni di vantaggio contro avversarie non eccelse. Questo elemento rivela l’esistenza di un problema di fondo non si può attribuire al caso oa gli arbitraggi favorevoli delle squadre che non giocavano contro di noi.
Considero anche che la fase davvero in salita per noi deve ancora venire perché dobbiamo affrontare juve Napoli Roma Lazio, Atalanta e questo accadrà in concomitanza con le partite decisive per il superamento del girone in CL. Sapendo che dopo le partite di CL anche i match con le cosiddette piccole diventano pericolosi.
Insomma, per sintetizzare la mia posizione con un a frase diventata luogo comune io vivo l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione.
Temperato dal fatto che credo comunque in una stagione che, come le altre, ci vedrà protagonisti per lungo tempo.
Il dramma (sportivo) per me è quando ci sono di frotne una fila di partite nelle quali non ho più motivo di trepidare per il risultato
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Sanchez 14 gol…magari 142
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Ognuno ha la sua opinione, ci mancherebbe.
Però non capisco una cosa: non sono io a dire Inter “non ha la solidità per vincere il campionato” dopo il pareggio con il Bologna e nemmeno che “Inter deve giocare sempre sopraritmo, ha giocatori adatti ad un solo modulo e forse bisognerebbe guardare ad attaccanti diversi” (Bergomi).
Se si condividono queste considerazioni, e io le condivido, non capisco cosa ci sia di sbagliato a sostenere che questi siano dei limiti che abbiamo. Altre squadre ne avranno altri ma a me interessa più l’Inter.
Ovvio che sono state scelte – finalmente non parliamo di obblighi – che speriamo paghino.
Dopo ogni vittoria si grida al miracolo di quanto siamo forti e ben strutturati per poi invece evidenziare dei difetti dopo ogni pareggio.
Io concordo con Bergomi: i difetti ci sono, forse potevano in parte essere limitati. Tutto qui.
In ogni caso speriamo non siano tali da farci arrivare dietro i bilanisti
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Guarda, credo di essere tra i tifosi più realisti. I difetti ci sono e lo dico da inizio campionato: quando abbiamo vinto largo ho scritto. “non è tutto oro quello che luccica” e “un risultato che non elimina i nostri problemi”.
Ti dirò di più proprio qui sul blog ho litigato con un amico che ora non scrive più proprio perché a metà stagione quando ancora le cose andavano bene, nell’anno in cui cedemmo lo scudo al Milan avevo ‘visto’, per ragionamento, non per divinazione, che non avremmo vinto quello scudo,
Come oggi dico che sarà molto difficile se non impossibile vincere questo.
Il perché anche in questo caso, pur sperando di sbagliare, lo vado dicendo da tempo.
Per esempio perché i campionati non si vincono con gli 0-4 in trasferta, i 5-1 nel derby, ma con gli 1-0 col Sassuolo e col Bologna. tra l’altro partite disputate in un periodo in cui stai andando molto bene. Figurati quando avrai una flessione..perché tutte le squadre prima o poi l’hanno soprattutto se impegnate in TUTTE le coppe, nazionali e non e intenzionate ad andare più avanti possibile.
Che l’Inter abbia dei limiti o dei difetti e che si potesse fare meglio, in linea teorica, è vero, ma vale per tutte. Anche l’Inter del triplete poteva vincere il campionato con 20 punti: avrebbe fatto meglio. tutte le squadre multimiliardarie che nell’ultima CL ci sono finite dietro potevano far meglio.
Non è questo il mio modo di ragionare.
Io dico che se finisci a 20 punti dalla prima e dietro alla Lazio e non puoi investire sul mercato è già un miracolo se lotti con le migliori fino alla fine.
Come ho scritto più volte non non sono un sostenitore del gioco di inzaghi, preferisco quello ci Conte, Ancellotti, Allegri ecc. Penso che sia meno brillante ma più concreto e nel calcio vincere è più importante che divertire, almeno per me .
però difendo Inzaghi e le sue scelte (in accordo con la società) perché pur con un gioco dispendioso e senza la possibilità finanziaria di completare la squadra, ha vinto molto, è sempre stato lì a lottare per obiettivi importanti in tutte le competizioni e mi ha regalato grandi soddisfazioni. Più di quelle che io credevo possibili.
Non me ne frega nulla se siamo la seconda squadra per introiti: intanto lo siamo grazie anche a questa proprietà a questa dirigenza e a questo allenatore. Se gli introiti sono alti ma servono appena a coprire parte delle spese chi deve fare la squadra, o la ridimensiona o…si dimette.
La dirigenza in accordo con l’allenatore sta tentando (fino ad ora con successo) di rientrare dalle spese senza smobilitare la squadra. fa ogni anno colpi sensazionali e commette errori in gran parte imputabili alla mancanza di fondi (non dico Mbappé, ma se avevi la possibilità di spendere una cinquantina di milioni, come altri hanno fatto, prendevi Balogun e Morata o Scamacca invece che Sanchez e Arna. Poi poteva andarti bene o andarti male, ma a priori era…meglio). Lo ribadisco: noi siamo l’inter e non possiamo fare la politica di prendere un giovane polacco o moldavo, tanto se arriviamo quinti o settimi non cambia nulla. Noi abbiamo introiti eccellenti perché facciamo una politica diversa.
Poi, come dico mille volte, è calcio e non matematica. Di chiunque si parli, per me è scorretto elencare i singoli insuccessi, più o meno presunti, tralasciando naturalmente i grandi colpi. Bisogna vedere se con i osldi che ha a disposizione per gestire la squadra (spese fisse comprese, rilevanti in una società come l’Inter, ha fatto globalmente bene o globalmente male.
Per me da 4.- 5 anni stiamo facendo benissimo. per te no, solo critiche. magari hai ragione, non dico di no. forse sono io che mi accontento, avendo più memoria storica, o essendo meno ambizioso di te
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Di fatto concordiamo su quasi tutto.
L’unico punto su cui non concordiamo è che per te, con pochi denari, siano meglio Sanchez e Arna rispetto a gente meno nota.
Per me, rischio per rischio – perchè prendere gente sul viale del tramonto, checchè se ne dica, è un enorme rischio tecnico/fisico (probabilità infortuni, scarsa durata, ecc.) oltre che finanziario (li tieni fino alla fine senza avere asset a disposizione) – proverei altre strade. Per provare a dare un po’ di freschezza atletica che, il Bilan insegna, è l’unico modo per sopperire a limiti tecnici che, e qui concordo, con pochi soldi fai fatica a trovare.
Per il resto sul modo di giocare di Inzaghi concordo sia più dispendioso ma, se lo hanno confermato e dichiarato di puntare al titolo, evidentemente non credono siano così
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Non sono così semplici le cose della vita-
Io, per esempio considero troppo dispendioso e anche a volte troppo spregiudicato il gioco di inzaghi, ma, se fossi presidente o direttore, lo confermerei.
Prima di tutto perché risultati brillanti nelle condizioni finanziarie date li ha portati a casa.
Poi perché da quando ci sono stati conte e poi Inzaghi non c’è stata una partita che ho visto rilassato: c’era sempre qualcosa di importante in ballo. Prima, la metà delle partite non contava nulla.
Poi per cambiare allenatore e sistema di gioco dovrei essere sicuro di avere a disposizione uno davevro bravo a fare l’altro gioco: quelli che conosco (Conte, Ancelotti, Mou, Allegri costerebebro una cifra e comunque non verrebbero.
Ma se anche fosse possibile prenderli, bisognerebbe ricomnciare il lavoro da capo, costruire un’altra rosa, molto diversa rischiando di non azzeccare le scelte per molti anni anche perché soldi non ce ne sono.
Quindi tutto sommato è meglio continuare con inzaghi, ma non come ripiego: dandogli fiducia e cercando quegli interventi che potrebbero completare la rosa con i tasselli mancanti.
Sinceramente non vedo i rischi, né tecnici né tanto meno finanziari nel prendere come seconde linee campioni ultra trentenni. Se guardiamo al rendimento si può sbagliare come si può sbagliare sui giovani, ma si possono fare colpi clamorosi, determinanti. Gli infortuni capitano a tutti. Non faccio nomi per non portar…sfiga ma professionisti di valore anziani calcisticamente e da noi determinanti, senza infortuni, ne sono venuti alcuni.
I giovani su cui abbiamo puntato (parlo di quelli….a. zero) non li conosco. Su altri abbiamo speso e buttato un sacco di soldi, perché se li compra l’Inter costano cari, se hanno fallito nell’Inter il prezzo crolla.
Se prendi un campione anziano con un annuale o un annuale più diritto spendi solo lo stipendio se prendi un giovane da Inter spendi molto per il cartellino e ababstanza per lo stipendio.
Con questo non voglio dire che sia una regola fissa. Dico solo che chi è esperto, ha informazioni di prima mano, è supportato da fior di medici ha tutti gli elementi per capire di volta in volta se è meglio X trentatreenne a 5 di ingaggio o Y ventenne a 15-20 milioni e 2 o 3 di ingaggio, per altro lungo e a crescere, altrimenti lo perdi a zero.
Loro fanno le valutazioni: hanno preso anziani e giovani, hanno sbagliato qualche volta sugli uni qualche volta sugli altri. Nel complesso senza investimenti sul mercato e riducendo gli ingaggi hanno mantanuto la competititvità della squadra.
Chapeau
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IFFHS – Ranking mondiale per club: il balzo dell’Inter, è terza. Ecco la top 20
Che schifo di dirigenza. Io li caccerei tutti
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Ciao Luciano, Emiliano e frequentatori della BUU Zone,
sono Nello aka AL82 (forse chi bazzica questo spazio prima ancora che cambiasse denominazione si ricorderà di me per farne fatto felicemente parte).
Sto conducendo un’indagine sugli allenatori storici del campionato Primavera e, per quanto riguarda l’Inter, penso siate gli unici che potrebbero darmi una mano.
Vi ricordate chi era alla guida dell’U19 nerazzurra nelle annate 1963/64, 1975/76, 1976/77 e 1977/78?
Grazie in anticipo e un abbraccio
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L’ALLENATORE DELLA PRIMAVERA NEL 63-64 ERA SICURAMENTE GIANNI INVERNIZZI ANCHE SE VADO A MENTE NON DOVREI SBAGLIARE EPRCHé RIMASE ALLA GUIDA DELLA UNDER 19 DAL 63 AL 70, QUANDO FU RICHIAMATO IN PRIMA SQUADRA PER SOSTITUIRE HERIBERTO.
GLI ALTRI PURTROPPO NON LI RICODO PERCHé NON HO L’ABITUDINE DI TENERE APPUNTI ‘STORICI’ ED è DIFFICLE RICORDARE GLI ALLENATORI TRANSITATI E I RELATIVI ANNI
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Spero che Zaniolo non abbia fatto nulla di sbagliato e non debba quindi ricevere nessuna punizione, ma per me è un’occasione di riflessione.
Qualcuno crede veramente che tutto lo staff dell’inter, dagli allenatori ai dirigenti tecnici, dopo aver valutato domenicalmente le doti tecniche e atletiche di Zaniolo per due anni (e dopo averlo osservato a lungo prima di prenderlo, strappandolo a rivali finanziariamente molto potenti) non ne abbiano capito le potenzialità al punto di svenderlo? Oppure avevano capito che c’era qualche cosa di problematico nel ragazzo? Non mi riferisco alle scommesse che credo proprio allora non facesse, ma in generale alla personalità, al carattere?
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Nessuno, se non chi dello stretto staff, potra’ mai rispondere in modo certo a questa domanda. Sicuramente piu’ passa il tempo e piu’ ci accorgiamo che, (purtroppo per lui e per la Nazionale), difficilmente Zaniolo potra’ diventare quello che, francamente, nei primi mesi di Roma con Di Francesco sembrava poter ambire . Il mio piu’ grosso rammarico, molto onestamente, e’ sempre stato in realta’ PER CHI l’abbiamo “svenduto” …
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Per un giocatore, Naingo, i cui problemi extracampo erano già abbondantemente noti
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Al rogo, al rogo!
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un giocatore voluto a tutti i costi da un allenatore che avendolo allenato l’anno prima, con tutti i suoi difetti, gli appariva come ing rado di dare un contributo determinante
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Ma poi basta citare gli errori. Citiamo i grandissimi colpi. Oppure ancora meglio confrontiamo i risultati dell’attuale dirigenza con quelli delle dirigente degli anni precedenti post triplete
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Oggi ho assistito alla partita dell’Under 17 contro il Venezia. Il risultato è stato deludente (3-3 Kukulis, Iddrissou, Umanes Gomez), la prestazione per certi aspetti anche di più.
Intendiamoci tra le due squadre ci sono almeno due classi di differenza a nostro favore, ma una serie incredibile di errori difensivi ha trasformato una partita che doveva finire tanti a pochi in un vera sofferenza.
Partiamo e Kukulis si mangia un gol da tre metri a portiere praticamente battuto.
Per un quarto d’ora ci siamo solo noi, poi alla prima ripartenza loro prendiamo gol. Punizione da più di 25 metri tiro angolato ma non irresistibile che il nostro portiere…accompagna in rete.
Ripartiamo e lo stesso Kukulis rimedia con una bella girata in rete.
A questo punto riprendiamo ad attaccare e dopo un po’ altro contropiede: solo che il nostro centrale è due metri avanti al loro attaccante, ma si fa incredibilmente superare nella corsa e non gli resta che stenderlo. Punizione (senza esito) .ed espulsione per fallo da ultimo uomo.
Inter per una settantina di minuti in 10. Eppure i nostri riescono a portarsi in vantaggio dopo un’azione insistita conclusa da Iddrissou imparabilmente.
Dopo un po’ su una palla lunga centrale e portiere sono soli, provenendo in corsa da direzioni opposta. Si scontrano e cadono e lasciano lì la palla che il loro attaccante raggiunge per primo e infila.
I nostri vogliono vincere (alla fine del primo tempo sull1-1 ma con noi in 10 non avrei mai firmato per il pari). Creano occasioni, anche ottime e qualcuna la subiscono finché il nostro portiere viene ancora sorpreso sul primo palo da un rasoterra scoccato quasi in parallelo alla linea di fondo. A questo punto sembra finita, ma i nostri non ci stanno e ottengono il pareggio, pur correndo qualche rischio, con una bella conclusione di Humanes Gomez..
Sfioriamo il gol del successo (tra l’altro evitato da un grande intervento del loro portiere) e naturalmente lasciamo un paio di grandi occasioni anche a loro.
Adeso siamo lontani dalla vetta, dove guida il Milan
Formazione iniziale
Michielan
Ballo Luchetti Bovio Sorino
Zarate Mantini Mancuso
Iddrissou Humanes Gomez, Kukulis.
nel corso del secondo tempo ovviamente sono entrati quasi tutti i panchinari.
Mi sono piaciuti il solito Mantini (a proposito, complimenti per la convocazione in azzurro) Zarate e Iddrissou. Humanes ha grande tecnica ma deve capire il calcio italiano, Kukulis avrei voluto vederlo più a lungo ma è stato sostituito per motivi tattici dopo l’espulsione
Non male neppure Sorino, soprattutto considerando che ha un anno in meno.
Nei pochi minuti giocati Carrara si è confermato molto interessante.
Naturalmente se avessimo schierato i Mosconi e i Cocchi sarebbe andata diversamente, ma in proposito ho ricevuto una ‘confidenza’ di un importante operatore del nostro settore tecnico giovanile che ha confermato quanto già avevamo detto.
Rispetto al passato non si punta più alla vittoria in tutto il settore, con conseguente scelta di giocatori già pronti fisicamente ma di modeste prospettive.
L’obiettivo ora è scegliere giocatori con qualità e provare a farli crescere, a ottenere il massimo da ciascuno, soprattutto sul piano del gioco collettivo.
Speriamo che sia vero (la rinuncia ai fuori quota e i frequenti salti dic ategoria sembrano confermarlo) e che sia una scelta produttiva
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L’Italia ha purtroppo un grosso gap nel reparto offensivo: un sacco di esterni di qualità media, nessuna punta vera di spessore.
A memoria non ricordo negli ultimi 40 anni una situazione senza una punta veramente forte, forse gli ultimi anni pre Vicini in cui Altobelli spendeva le ultime cartucce
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L’ultimo è stato Vieri, se non si vuole considerare Luca Toni
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E infatti per me è Ausilio l’anello debole.
Lui era il decisore di quegli anni.
Comunque forza inter
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Toni oggi sarebbe grasso che cola.
Immobile di qualche anno fa era già qualcosa….oggi il nulla
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Mentre l’U16 perde 2-1 a Cagliari, l’Under 15 sempre in casa dei sardi vince 3-0 con tripletta di Gjeci. La cosa curiosa è che il ragazzo è alla settima segnatura in 4 partite di campionato e secondo me ha grandi margini di miglioramento
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Io ho solo un dubbio: Se Ausilio, come potrebbe essere, è la causa di tutti i mali dell’Inter e non ha alcun peso nei…beni, come mai tre proprietà diverse l’hanno tenuto e alcuni suoi superiori come tra gli altri gli ‘incompetenti’ Sabatini e Marotta se lo sono tenuti stretto? Forse ricatta tutti, o ha perso in ostaggio i figli dei vari presidenti e direttori e minaccia di ucciderli se gli tolgono il posto?
Altra spiegazione potrebbe essere che grandi capitani di industria e manager di livello assoluto riconosciuti da tutti quando arrivano all’Inter contraggono il morbo di Alzhaimer o qualche altra malattia che invalida le funzioni cerebrali
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Per lo stesso motivo per cui non è stato mai scelto di team con disponibilità finanziarie enormemente superiori alle nostre, in Italia come all’estero, visto le ristrettezze estreme in cui viviamo: misteri del calcio.
E considerando ovviamente la sua bravura.
Nei disastri citati durante il pre Marotta mi sembra ci fosse lui al timone di comando.
Ma, ripeto, forza Inter
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Non rispondi mai alle mia domande: sono stupidi Moratti Et Steven Marotta Sabatini oppure lui li ricatta?. Se sia stato richiesto da altri club non lo so, mi fa piacere che tu sia più informato. Quindi se lautaro Barella bastoni e C sono rimasti vuol dire che sono scarsi e non appetibili per club facoltosi? Ho sempre detto che come responsabile non piaceva neppure a me (anche se erano tempi calamitosi e sarebbe ingeneroso attribuirgli tutte le responsabilità). Come direttore sportivo al servizio di un direttore generale e di un direttore commerciale che tracciano le linee, se loro lo confermano e ne parlano con entusiasmo non ho motivo né conoscenze per mettere in dubbio il loro lavoro e le loro scelte
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Tra i giocatori italiani seguiti dall’Inter ci sarebbe anche l’empolese Fazzini, centrocampista. Per me sarebbe ottimo investimento, il giocatore, del 2003, è forte ( così lo ricordo io, ma me lo hanno confermato anche diversi addetti ai lavori e persino suoi compagni di squadra), eppure non è ancora esploso ai massimi livelli quindi potrebbe essere accessibile a prezzi relativamente contenuti. A perte ilf atto che l’espressione: “l’Inter segue X” mi fa venire l’orticaria
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Nel calcio come in altri settori non sempre le decisioni sono, diciamo così, lineari.
Su Sabatini e Marotta ho il mio pensiero: non vogliono personaggi ingombranti intorno (vicenda Paratici insegna). Forse i motivi saranno altri, chi lo sa.
Giocatori hanno eccome offerte. Ausilio è arrivato diverse volte a scadenza e poteva lui andare via, in club che potevano garantirgli risorse idonee alla sua bravura. Non è accaduto: non credo all’amore per i nostri colori quanto piuttosto a carenza di offerte. Lascia avvicinare (non andare) a scadenza i giocatori citati e vediamo se non hanno offerte (Skrin è solo ultimo esempio).
Guarda che la mia posizione si basa SOLO su ciò che ha fatto, nomi e cifre alla mano, in un arco temporale molto ampio (tra i meno felici della nostra storia). Se per te ha operato bene lo accetto, sono opinioni
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Mi fa piacere che tu sappia tante cose che io da comune mortale ignoro: Che Marotta e Sabatini non vogliano persone competenti al loro servizio, che Ausilio sia stato spesso a scadenza e non abbia ricevuto offerte, ecc. In un blog è utile avere qualcuno che fornisce informazioni di prima mano
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Io ho detto ho mio pensiero, poi i motivi possono essere tanti, perché continui questo travisare le parole?
Ripeto, per te Ausilio è il top in base a ciò che fa e ha fatto. Per me no.
Stop
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Sei tu che travisi le mie parole. Ausilio non mi convince e non mi ha mai convinto. Ma io sono solo un tifoso che parla ‘a pelle’. Se persone competenti, addentro ai problemi e che ci perdono soldi e prestigio ad avere un collaboratore incapace lo confermano, o sono tutti da interdire (MM, ET, Sabatini, Marotta) oppure qualche dubbio sul fatto che le mie impressioni siano sbagliate mi viene. tanto più che da quando ha un dg sopra di sè, che lo indirizza, l’Inter ha fatto un salto di qualità impressionante
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Qui dentro parliamo a pelle da tifosi su tutto, non possiamo fare altrimenti.
Altrimenti non potremmo dire la nostra opinione neppure su cambi, formazioni, andamento dei match, ecc.
Se il dg decide tutto e un ds deve solo eseguire ciò che gli viene ordinato potrebbe anche essere. Nel caso il ruolo avrebbe un’importanza rasente al nulla
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Quindi in nessuna azienda può esistere un capo e un suo collaboratore, perché altrimenti il secondo sarebbe praticamente inutile
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Ma un conto, almeno per me, è dire tizio non mi piace, punto.
Un altro dire tizio non mi piace perchè in un campione significativo di anni non ha allestito squadre competitivi rispetto ad avversari con molte meno risorse.
Tutto qui
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Collaboratore si.
Ma ds dovrebbe fare altro per definirsi tale.
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Quindi confermi che di fronte a ben tre imprenditori di livello mondiale avvicendativi nella proprietà del club e almeno due grandissimi direttori italiani che avendo elementi di conoscenza reali sulle condizioni operative in cui Ausilio ha agito nelle varie annate e delle disponibilità finanziarie di cui ha goduto, di fornte dicevo alla valutazione positiva del suo operato da parte di tutti questi personaggi, tanto da confermarlo sempre e aumentargli lo stipendio per non perderlo, a te non viene neppure un dubbio sul fatto che le tue valutazioni da esterno e (penso) non addetto ai lavori, possano essere, per così dire…un po’ carenti?
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Stiamo tutti molto calmi, ma io un sogno ce l’ho: che fra un paio d’anni se aumenterà i muscoli e terrà la testa a posto l’Inter e l’Italia avranno trovato il centravanti italiano di livello europeo che aspettiamo da decenni. Ci sono diversi giocatori del 2000, Pio è andato in gol, all’esordio, essendo un 2005. Non vuol dir nulla, ma sognare costa poco
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Italia purtroppo non ha individualità in grado di fare differenza, come hanno le altre nazionali più forti.
Ne viene fuori un ruminare calcio che non porta a niente.
Veramente tremenda la mancanza di talento che ci contraddistingue.
Non so quali siano i motivi ma è una situazione desolante
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Pensa quello che vuoi ma esuli sempre il punto.
Ti hai scritto che PA non ti hai mai convinto ma se lo confermano vuol dire che è bravo.
Io dico che non mi ha mai convinto e vorrei un cambio di guarda considerando ciò che gli ho visto fare da tifoso.
Se ci si attacca al “se è stato scelto vuol dire che è bravo”, allora crediamo pure che tutti i fallimenti aziendali, di cui è pieno il mondo, siano dipesi da mera sfiga e non dalle capacità delle persone selezionate.
Se sono scelte, al netto di fattori esterni la meritocrazia che eppure esistono (eccome se esistono), è perchè si credevano fossero brave. Se poi non funzionano, probabilmente è perchè erano meno brave del previsto.
Se poi hanno bisogno del tutor è un altro discorso.
Cmq lui abbiamo.
Forza Inter
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Non guardo mai le partite della nazionale. eccezionalmente ho guardato il primo tempo e non mi sembrava che giocassimo così male, anzi, sicuramente al riposo per le occasioni create meritavamo di più noi. Comunque concordo sul fatto che manchiamo di classe in avanti potrebbe essere una cosa ciclica, come il fatto che per anni non siamo esistiti nel tennis e ora siamo fortissimi come pure nel nuoto. Al contrario nel ciclismo su strada da anni non esprimiamo più un grande. Però nel calcio è stato abbastanza raro che producessimo grandissimi attaccanti, soprattutto prime punte.I grandissimi nelle nostre squadre erano quasi sempre stranieri. Qualcosa in più abbiamo prodotto come esterni o trequartisti/seconde punte (cito a memoria e a caso B. Conti, Causio, Del piero e Totti. Come prime punte di livello mondiale mi vengono in mente solo Gigi Riva e Vieri. Oltre a Paolo Rossi che era una prima punta sui generis.
Purtroppo piaccia o non piaccia vince più spesso chi ha grandi attaccanti rispetto a chi esprime un bel gioco
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