
Mi rendo conto del fatto che le mie inquietudini, i miei timori, per altro dettati dal tifo e quindi dall’amore per i nostri colori, possono sembrare eccessivi e forse lo sono.
Abbiamo vinto 4-0 in trasferta, siamo primi in classifica a pari con il Milan e tutte le altre al momento sono dietro, abbiamo vinto sei partite su sette, segnato più gol di tutte e subito meno gol delle altre.
Sono situazioni che in tempi non lontanissimi (parlo di 4 anni fa, prima dell’arrivo di Conte) non contemplavamo neppure nei sogni più appaganti.
Eppure ci sono degli aspetti, alcune considerazioni che non mi lasciano del tutto tranquillo.
Parto da lontano, dal mercato estivo, con una considerazione: abbiamo fatto una grande CL, siamo finiti terzi a 20 punti dal Napoli, quindi avremmo dovuto migliorare l’organico (cioè investire) per provare a raggiungere quello che a parole è l’obiettivo generale: la seconda stella (unita almeno al superamento del turno in CL, perché altrimenti il successo in campionato rischieremmo di pagarlo a caro prezzo).
Molti si sono detti contenti del mercato, io lo sono stato un po’ meno.
Abbiamo perso cinque giocatori importanti: Onana, Skriniar, Brozovic, Dzeko e Lukaku.
Per me, che sui singoli paragono le aspettative all’inizio delle due stagioni (non posso paragonare il rendimento di una con le… aspettative dell’altra, perché non so cosa accadrà), anziché rafforzare la squadra, l’esigenza di ridurre gli emolumenti e di chiudere in attivo le spese per i cartellini molto difficilmente ci avrebbero permesso di rafforzarci.
La cosa mi è parsa evidente soprattuto per l’attacco, dove praticamente abbiamo portato a casa tre parametri zero o quasi.
Ho letto che non era obbligatorio prendere Sanchez, ma evidentemente a quel punto il cileno è stato considerato il più utile tra i parametri zero perché non c’erano altri soldi.
Che sia vero o no, non lo so.
Certo, potevamo non prendere Pavard o Frattesi e con quei soldi avremmo forse portato a casa una punta del valore di una trentina di milioni ma tutto sommato io mi tengo Sanchez più Pavard e/o Frattesi.
Poi ho letto in qualunque posto una storiella che secondo me è stata messa in giro da chi spera in una svolta negativa della squadra e molti in buona fede hanno abboccato: quest’anno abbiamo due squadre.
Col cavolo. Appena gli impegni si sono diversificati, dopo 4 vittorie consecutive in campionato (anche nette) sono venute partite di sofferenza: due vinte, una pareggiata (in CL) e una persa.
I giocatori della… seconda squadra non hanno dato nel complesso il contributo dei ‘titolari’ al top e i titolari che non hanno riposato abbastanza non hanno dato il contributo di prima.
Vero che delle 4 partite ‘più incerte’ tre sono state in trasferta e una in casa contro un Sassuolo nel suo momento migliore, ma è anche vero che Empoli e Salernitana nel momento in cui le abbiamo incontrate remavano sul fondo della classifica.
Con tutto questo se da un lato penso che il gruppo dei titolari non sia più forte, ritengo anche che alcune alternative sulla carta di buon valore siano arrivate, ma temo che il tutto non sia sufficiente per reggere una stagione ad alti livelli in ogni competizione.
Ora, io sono solito dividere i giocatori in ‘categorie’:
- buoni,
- ottimi,
- possibili campioni futuri,
- campioni,
- fuoriclasse.
Sono consapevole del fatto che la collocazione dei singoli nella categoria è un fatto soggettivo, e che spesso i confini dell’una e dell’altra tendono a sovrapporsi.
Mi rendo anche conto che le valutazioni sulla squadra che si fanno dipendono anche dal giudizio sui singoli, molto soggettivo
Chiarisco il mio soggettivissimo criterio.
Non scelgo in base al fatto che un giocatore ogni tanto si produca in una squisitezza tecnica, ma in base a due fattori: la concretezza del rendimento e la valutazione di mercato (perché non credo di essere intelligente io e stupidi tutti gli operatori di mercato)
Per esempio, alcuni non ritengono Lukaku un fuoriclasse.
A mio modo di vedere fanno premio le cifre: Lukaku è il secondo giocatore ad aver raggiunto a 27 anni i 300 gol fra squadra di club e nazionali.
Più giovane di lui c’era riuscito Messi.
Meno giovani di lui, ma sempre ‘precoci’ CRonaldo, Lewandowski, Suarez, Ibra.
Non solo: Lukaku fa reparto da solo, fornisce assist, consente alle squadre in cui gioca di stare compatte dietro con la sua capacità di andare in profondità come di giocare spalle alla porta e fare salire i compagni.
Per me è un fuoriclasse lui e non giocatori eleganti che ogni tanto si producono in un colpo ad effetto.
Si dice che in Inghilterra abbia fallito: non lo so. So che in nazionale, quindi non in un campionato di squadrette, ha segnato 70 gol e ne ha fatti fare tantissimi.
L’altro fuoriclasse è Dzeko e i numeri parlano di oltre 400 gol realizzati in carriera.
Ma Dzeko è molto di più che un goleador, è un regista offensivo e anche lui è capace di cambiare il volto di una squadra.
Si può dire che ormai è vecchio non ha più lo spunto di una volta e andava ceduto.
Ma credo si possa concordare sul fatto che avessimo potuto pagargli l’ingaggio, fosse ancora meglio lui di Sanchez.
Su questo si può concordare, anche se da noi ha fatto comunque benissimo e io ho il sospetto che sia stato ceduto a causa di un ingaggio importante, certo unito all’età, più che per demeriti.
Sul fatto che Brozovic e Onana siano due campioni, spero che non ci siano motivi di discussione.
Per me, nel suo ruolo, lo è anche Skriniar per quel che ha mostrato da noi, ma ovviamente chiunque è libero di dissentire
Dunque dal mio punto di vista abbiamo perso due fuoriclasse e tre campioni.
Ammettiamo pure che Pavard appartenga alla stessa categoria di Skriniar (qualche esteta storcerà il naso, ma io ricordo che noi abbiamo rifiutato 50 milioni per Skriniar e poi abbiamo preso Pavard per meno di 30) e, generosamente, che Sommer si collochi nello stesso range di Onana (anche se il mercato dice cose diverse).
A metà campo abbiamo perso un campione (Brozo) per un aspirante campione Frattesi, ma davanti abbiamo perso sicuramente qualità: due fuoriclasse e uno che da noi ha deluso, per un campione (Thuram), un buon giocatore anche lui avanti con gli anni (Arna) e uno che da noi aveva già deluso.
Come ho già spiegato più volte per me in una situazione in cui si devono ridurre in parte le spese sostenute per la squadra, l’obiettivo irrinunciabile, ma non facile, è restare nel gruppetto delle migliori in Italia e fare almeno un po’ di strada all’estero.
Anch’io spero tanto che venga qualcosa in più, altrimenti non sarei in ambasce quando mi sembra di vedere un calo di condizione della squadra.
E, personalmente, lo avevo intravisto a Empoli, l’ho rivisto in casa con il Sassuolo e anche la roboante vittoria di Salerno non mi ha tranquillizzato del tutto da questo punto di vista.
La partita
Un dato su tutti per mostrare come il risultato largo rispecchi un po’ troppo… abbondantemente l’andamento della gara: al 55′ quando sono entrati, insieme a Asllani, Miki e Lauti il punteggio era sullo zero a zero.
A 25′ dal termine, un secondo prima che il VAR annullasse il gol dei campani (per un fuorigioco netto ma di pochi centimetri) il risultato… teorico era sull’1-1.
Adesso possiamo dire quel che vogliamo, ma in quel momento, nel… limbo, sono certo che tutti abbiamo tremato.
Gli altri gol sono stati meravigliosi, ma sono stati il frutto del reingresso di grandi campioni (allora la rosa non è sdoppiabile…) per altro freschi e favoriti dal logorio della squadra campana che aveva giocato per più di un’ora a un ritmo straordinario e usurante.
Bisogna considerare però anche gli effetti psicologici e tattici del nostro vantaggio conservato.
Diverso era per la Salernitana difendersi e provare a ripartire sulle ali dell’entusiasmo oppure doversi scoprire, senza avere più freschezza, per provare a rimontare.
Con questo non voglio dire che a Salerno non si siano viste cose migliori rispetto alla trasferta di Empoli e soprattutto al match con il Sassuolo: basterebbe confrontare le statistiche dei tiri totali e dei tiri finiti nella luce della porta per constatare una maggior lucidità (soprattutto di Lauti) fare 4 gol con 6 o 7, secondo i siti, tiri nella luce della porta, senza colpe per il portiere avversario è senza dubbio segno di lucidità, oltre che di…altre qualità.
Ma poi l’Inter ha approcciato molto meglio la partita rispetto alle due precedenti di campionato, anche se bisogna ricordare che per qualcosa c’entrano pure gli avversari.
Nei primi 17 minuti, a fronte di una sola situazione da sfruttare per i granata (una punizione di Kastanos sulla barriera), l’Inter ottiene almeno 4 palle gol piuttosto nitide, soprattutto quelle mancate da Sanchez al 7′ e da Dumfries al 10′. Poi c’è stato il colpo di testa di Thuram deviato a lato di pochissimo e l’evidente spinta di un granata che abbatte Thuram in area poco dopo.
A quel punto però c’è stata un’involuzione preoccupante: l’Inter non ha più in pratica costruito nulla di veramente pericoloso mentre i campani hanno avuto 3-4 occasioni rilevanti
- Al 21′ Dia sbaglia il facile controllo in posizione molto favorevole e si fa recuperare
- al 23′ Cabral calcia a lato di poco da ottima posizione
- Al 24′ gran tiro di Kastanos deviato in angolo
- al 30′ ancora Kastanos sfiora il palo.
Il tempo si chiude senza altre grandi occasioni e la ripresa, fino alle tre sostituzioni dell’Inter, continua allo stesso modo.
C’è da preoccuparsi, ma bastano otto minuti ai nuovi entrati per confezionare con la collaborazione di Thuram il sospirato gol del vantaggio che cambia la partita, dopo lo scampato pericolo del pareggio annullato.
A quel punto, nell’ultima mezz’ora scarsa, i locali hanno già dato tutto e l’Inter rivitalizzata dagli innesti domina il campo.
Che ci siano momenti di rallentamento, con i ritmi del calcio moderno, è abbastanza normale, ma le preoccupazioni nascono soprattutto dal fatto che la Salernitana, con Dia chiaramente fuori condizione, non ha attaccanti di primissimo livello, diversamente nel periodo di loro predominio la partita avrebbe potuto cambiar volto.
Adesso è indispensabile non sbagliare nulla contro il Benfica, martedì.
Ma sarà dura, inutile illudersi.
Le pagelle
Sommer: non viene chiamato a interventi particolarmente difficili. Se la sbriga benino anche con i piedi.
6.5
Pavard: sempre in controllo senza alcun affanno, pulito negli interventi.
7
de Vrij: buona regia della difesa, i pericoli maggiori vengono dagli inserimenti da dietro.
6.5
Acerbi: da braccetto prova qualche avanzata ma non è il suo mestiere preferito, in marcatura sempre attento
6.5
Dumfries: ara la fascia con continuità e potenza. Magnifico per caparbietà e forza quando vince un duello sulla destra e avvia in modo prepotente l’azione del raddoppio.
7
(Darmian: 10 minuti o poco più a partita decisa.
s.v.)
Klaassen: trotterella per il campo, con qualche buon tocco ma anche con una copertura difensiva insufficiente in qualche occasione.
(Mkhitaryan: determinante nel ‘risvegliare’ una squadra che sembrava impaurita o poco convinta. Accelerazioni e idee da primo della classe.
7.5)
Calhanoglu: probabilmente è un po’ stanco, non dimostra la solita lucidità e precisione né nel contrastare (viene anche ammonito per un intervento in ritardo) né in fase di appoggio e costruzione.
5.5
(Asllani: meglio che in altre occasioni, sembra in crescita come personalità e sicurezza sia nella gestione della palla sia nella scelta del posizionamento.)
6.5
Barella: in questo periodo non è il giocatore che conosciamo. Si muove sempre molto, l’impegno non manca, ma la lucidità e l’efficacia propositiva lasciano un po’ a desiderare. Cresce alla distanza e ha al suo attivo l’assist per il secondo gol.
6.5
(Agoumè: pochissimi minuti che non consentono una valutazione.
s.v.)
Carlos Augusto: dimostra di avere gamba, voglia di mettersi in mostra e capacità di gestire la fascia. Con una proiezione decisa si libera per un possibile assist a Thuram, ma poi è impreciso. Si fa perdonare con l’assist per il quarto gol.
6.5
Sanchez: si muove, cerca spazi, prova qualche imbucata, ma al tirar delle somme non risulta efficace, sbaglia che un gol facile che, a inizio partita, avrebbe sbloccato il risultato.
5.5
Lautaro: non ci sono aggettivi per definire la sua prestazione.
Non trovo neppure voti adeguati.
Thuram: una prova di grande sostanza e qualità: bravo nell’aggredire la profondità, nel fare a sportellate, nel servire i compagni. Sfiora il gol più volte, poi regala l’assist per la rete di Lauti e si guadagna anche il calcio di rigore.
7.5
All. S. Inzaghi: costretto dal calendario a alternare giocatori anche importanti, presenta comunque una squadra che aggredisce con personalità e fa la partita per una ventina di minuti. Poi, di fronte all’evidente stasi, ripresenta al momento opportuno i giocatori vincenti (che sfruttano però, è giusto anche riconoscerlo) il lavoro ai fianchi fatto dai compagni in precedenza.
7
LE GIOVANILI
ripropongo il report per la partita della primavera, nel caso fosse sfuggito:
Primavera: Inter – Torino 4-0
Finalmente un’Inter bella, pratica e convincente.
Intendiamoci, il risultato francamente è eccessivo, perché, ad esempio noi abbiamo segnato ben tre gol dopo una respinta maldestra del portiere: vero che i nostri hanno avuto il merito di crederci e di trovarsi al posto giusto (che non è poco) ed altrettanto vero che il nostro portiere ha compiuto solo una parata di un certo rilievo, ma è anche vero che il Toro ha messo almeno tre volte un uomo nella condizione di fa gol e lo ha solo sfiorato.
A me è parsa una cosa: che sul piano del livello tecnico ci sia una classe di differenza a nostro favore, mentre sul piano atletico la situazione è più equilibrata anche perché loro avevano 7 fuori quota e noi due, di cui uno sta recuperando da un lungo infortunio.
Aldilà di queste considerazioni che lasciano un po’ il tempo che trovano bisogna dire che la squadra mi è piaciuta e comincio a essere meno dubbioso sulla sua tenuta nel lungo periodo, soprattutto se alcuni assenti per infortunio, squalifica o aggregazione alla prima squadra dovessero tornare e esprimersi sui loro livelli migliori
Oggi la forza dell’Inter sta sicuramente nei reparti offensivi: le mezze ali hanno qualità straordinaria e ritmo, gli esterni alti (la squadra gioca con il 433) sono capaci di giocate sublimi, in categoria.
Gli esterni sono bravissimi a sovrapporsi e spingere forse più che a marcare.
I difensori sono solidi e potenti (quelli di oggi si integrano pienamente) e il play basso sa dare equilibrio e protezione al reparto.
Partiamo dalla formazione iniziale:
Calligaris secondo me ha pochissimi rivali in categoria.
Forse dietro Tommasi e Zamarian (entrambi 2006) devono essere verificati.
Centrali sono stati Stante e Matjaz. Sia Francesco che Samo danno assolute garanzie, ma in rosa abbiamo anche Stabile Guercio e all’occorrenza Maye.
Gli esterni inizialmente sono stati Aidoo e Motta (poi è entrato Miconi, con Aidoo spostato a sinistra).
Oggi non c’era, ma a sinistra c’è pure un certo Cocchi.
I play bassi sono Bovo e Stankovic (quando non aggregato alla prima) e considerato che giochiamo con un solo mediano e due mezze ali, siamo a postissimo.
Volendo c’è anche Zanchetta.
Le due mezze ali sono due fuoriclasse, sempre per la categoria, purtroppo (o fortunatamente) con caratteristiche abbastanza simili: Di Maggio forse più ragionatore, Berenbruch più portato alle accelerazioni. Ma entrambi hanno un fisico piuttosto tozzo e robusto e soprattutto una tecnica notevole.
Mancava Akensanmiro (e scusate se è poco) ma i due sostituti di oggi De Pieri e Ricordi pur sembrando meno pronti atleticamente hanno la stessa importante qualità.
Gli esterni alti sono due crack e non c’è bisogno di descriverli: Kamate imprendibile e due volte in gol anche oggi, Daniele Quieto capace di nascondere la palla a chiunque e in possesso di una notevole accelerazione nonostante il fisico minuto
Ecco, forse ci manca qualche sostituto sugli esterni alti, soprattutto se non si recupera lo ‘scomparso’ Enoch.
Certo che con lui e con Zefi saremmo stati una macchina da gol.
Punta centrale oggi, in assenza di Sarr ha giocato Spinaccè, un 2006 che ha lottato e si è battuto per la squadra senza riuscire a trovare spunti vincenti, ma che è destinato a crescere.
Completano il reparto Vedovati e Diallo, ma soprattuto, una volta tornato all’attività agonistica, Jan Zuberek.
Intanto oggi è stato aggregato il 2007 Mosconi, una delle nostre promesse più interessanti in assoluto. Certamente nel corso della stagione avrà anche lui le sue occasioni.
Dunque la rosa al completo secondo me sarebbe una delle più forti e complete degli ultimi anni, dai tempi di Vecchi.
E Chivu rappresenta un valore aggiunto, capace com’è di telecomandare dalla panchina la posizione e le migliori giocate di tutti, per gli interi 90′.
Staremo a vedere, sapendo che sia in Italia che in Europa incontreremo squadre che per le loro strategie diverse schiereranno giocatori più pronti nel processo di crescita
Rapidissime pagelle
Calligaris: sicurissimo tra i pali e nelle uscite. 7
Aidoo: grande spinta e molte sovrapposizioni efficaci soprattutto nel primo tempo. 6.5
Stante: baluardo insormontabile al centro dell’area con la sua potenza atletica. 7
Matjaz: vale il discorso fatto per Stante. La differenza è che Samo è più incline a uscire portando palla, Francesco preferisce la verticalizzazione immediata 7
Motta: prestazione positiva in entrambe le fasi, anche se altre volte l’ho visto più determinato nello spingere. Ma aveva un avversario tosto 6.5
Di Maggio: grande capitano ci mette anima e corsa, è dappertutto e siccome la tecnica e la visione di gioco non gli fanno certo difetto, diventa determinante. 8
Bovo: sta molto più sulle sue rispetto epr esempio alla scorsa stagione in Berretti. Forse è una esigenza di dare equilibrio con due mezze ali e due esterni molto offensivi. 6.5
Berenbruch: quando parte palla al piede non lo prendono mai, semina pericoli ad ogni progressione. Sempre ispirato e determinato. 8
Kamate: da esterno segna due gol si produce in accelerazioni incontenibili e si esibisce in numeri tecnici che personalmente non gli conoscevo. 8
Spinaccè: sotto età, sperimenta come è duro lottare al centro dell’area contro due marcatori di due anni più grandi. Non si spaventa lotta e si rende molto utile. 6.5
Quieto: tecnica sopraffina e scatto breve irresistibile. Curioso di vedere dove potrà arrivare. 7
All. Chivu: meglio di così oggi non si poteva proprio fare. 7.5
Naturalmente molto positive anche le prove dei subentrati.
A margine della partita ho avuto qualche colloquio interessante, con un direttore sportivo e un procuratore.
Ho capito perché Roberto Samaden ci ha… traditi. A Bergamo ha soldi (considerano il denaro utilizzato per acquistare i giovani un investimento e non una spesa, perché hanno la politica di formare per vendere) ha un centro sportivo straordinario e un ufficio personale megagalattico, ultramoderno amplissimo e con vetrata immensa dalla quale può osservare direttamente le partite delle varie squadre: se penso alla stanzetta, nell’ex cascina del Parco Nord…
Comunque le strade si sono divise, ma sono certo che una parte importante del suo cuore batte sempre per noi.
Un’altra partita che ho visto nel weekend è stata:
Under 17: Inter – Venezia 2-2
Partita deludente dopo l’altrettanto deludente pari di Lecco, ma soprattutto dopo la sonante vittoria in settimana ottenuta contro il Cagliari (recupero della prima giornata: 8-0 con gol di Tassotti 2, Gomez, Iddrissou, Carrara, Verre, Moressa e Nenna).
A Lecco era stato uno stentato 0-0, qui un 2-2 ottenuto in rimonta proprio allo scadere della gara.
E in classifica siamo solo quarti, a 4 punti dal Milan e dietro pure al Verona, che andremo a incontrare nel prossimo weekend.
Fa un po’ impressione il fatto che Venezia e Lecco abbiano squadre capaci di fermare un’Inter (la partita di Lecco non l’ho vista, ma domenica il Venezia avrebbe anche meritato di più).
Credo che dobbiamo rassegnarci come …tifosi spettatori a un fatto che diciamo da tempo: alla società non interessa più collezionare trofei giovanili, preferisce accelerare la crescita di singoli giocatori che eventualmente si aggreghino alla prima (cosa rara) o più spesso si possano piazzare sul mercato Pro e Semipro.
Così di fronte a tutti 2007 del Venezia noi avevamo i più pronti dei 2007 saliti di categoria e quindi assenti e ben tre 2008 in campo dall’inizio e altri tre subentrati.
Naturalmente a loro volta i 2008 avranno risentito del salto di categoria dei loro migliori.
Tuttavia, diciamo che anche con queste difficoltà era lecito aspettarsi qualcosa di più perché i ragazzi messi in campo sono comunque di buon valore per la categoria e alcuni di loro sono stati acquistati all’estero con qualche esborso non grande, ma significativo per le nostre ridotte speranze.
Credo che la squadra abbia un po’ patito sul piano fisico perché sono stati schierati contemporaneamente più giocatori di qualità tecnica ma non eccelsi fisicamente.
I pur bravi Sorino (2008) Cerpelletti e Moressa (2008), insieme, sono al momento difficilmente proponibili, ancor più se alle loro spalle gioca un altro 2008 come centrale e se davanti Iddrissou è defilato sulla destra e Humanes e Zarate devono ancora completare la conoscenza del calcio italiano.
Mancavano anche il centravanti Kukulis, via con la sua nazionale ed era in panchina il centrocampista Mantini, giocatore a mio parere irrinunciabile per dare sostanza ed equilibrio alla squadra.
Questa la formazione iniziale:
Taho
Ballo, Luchetti, Bovio, Sorino
Zarate, Cerpelletti, Moressa
Iddrissou, Tassotti, Humanes-Gomes
L’Inter parte forte e dopo meno di 10 minuti è già in gol: bella azione personale sulla sinistra con palla in mezzo e splendida conclusione di prima di Zarate.
Sembra l’inizio di una passeggiata invece le fiammate dei nostri si attenuano e poi si spengono, mentre il Venezia, che ha buone individualità e un ottimo gioco di squadra, sale in cattedra, costringendo anche Taho a un paio di ottimi interventi.
Tutti aspettano che il Venezia cali ma… non succede.
Anzi, poco prima del riposto il centravanti Gici parte da metà campo palla al piede semina avversari senza che nessuno lo contrasti e arrivato al limite esplode un gran tiro che si infila nel sette.
Ingenuità dei nostri, ma grande numero del centravanti albanese, nazionale U17 del suo Paese.
Nel secondo tempo la musica non cambia e anzi è necessario che poco prima del ventesimo Mariutto, al termine di una bella azione corale, ottenga il vantaggio per i suoi, perché arrivino le sostituzioni.
L’Inter attacca ma in modo disordinato e poco lucido, la partita sembra avviarsi alla conclusione, ma a un minuto dal termine otteniamo una punizione dal limite, centrale.
Barriera fitta, la calcia Iddrissou, con un rasoterra che filtra tra le maglie della barriera stessa e, preciso ma non violentissimo, trova l’interno palo a sinistra e schizza in rete.
Rapide pagelle
Taho: non ha colpa sui gol e anzi si esibisce in un paio di pregevoli interventi. 6.5
Ballo: ha gamba e spinge con decisione. Da verificare in marcatura. 6
Luchetti: bene nella prima fase, poi è da capire come mai insieme all’altro centrale non riescono a chiudere su Gici, che arriva da lontano. 6.5
Bovio: comprensibilmente un po’ meno autorevole del compagno di reparto (credo sia all’esordio in una categoria superiore), se la cava senza strafare.6
Sorino: ha gamba e buone qualità, deve solo fare esperienza in categoria. 6.5
Zarate: non è il giocatore che mi era sembrato dai filmati però è sicuramente una mezz’ala interessante, forte soprattutto negli inserimenti. Bello il suo gol (il secondo in tre partite di campionato) pere tempi di inserimento, potenza e precisione del tiro di prima intenzione. 7
Cerpelletti: motore inesauribile, centrocampista completo che ha grinta e visione di gioco anche se deve crescere sul piano fisico. 6.5
Moressa: altro 2008, talentuosissimo ma fuori categoria paga qualcosa a livello fisico. Finche è al top l’Inter davanti è squadra con inventiva e fantasia. Cala alla distanza. 6.5
Iddrissou: credo che qui si stia cercando di ripetere il successo del ricondizionamento in fascia riuscito in primavera con Kamate. Però in questo modo si toglie dal vivo del gioco un uomo di peso e gamba. Ha il merito di riacciuffare il pari con la punzione nel finale. 7
Tassotti: dopo la strepitosa prova del mercoledì prima (recupero contro il Cagliari, con due suoi gol e un assist, si conferma in ottima condizione e in sicuro progresso. 6.5
Umanes-Gomes: qualche buona giocata, un fisico importante, ma a me almeno dà l’impressione di poter/dover crescere come continuità e inserimento nei meccanismi di squadra.
Come detto mancavano alcuni giocatori importanti , per vari motivi e l’impressione è che senza i ‘rientri’ faremo fatica a qualificarci per le fasi finali.
Attenzione perché a gennaio o in estate potrebbe esserci una spiacevole novità. Mi risulta che i genitori di un giocatore importante siano stati invitati a ‘far conoscenza’, in una grande capitale europea, dei dirigenti della squadra locale.
Ho saputo anche che in Portogallo ci sarebbe un giovane destinato a diventare un top top. L’Inter avrebbe provato a prenderlo, ma la sua offerta è stata respinta dal club lusitano. Avrebbe provato ad alzare l’offerta, ricevendo un altro no. Vedremo come andrà a finire.
Come detto, benissimo sono andate le altre nostre squadre.
L’Under 18 dopo aver piegato il Milan in un bel derby è andata a vincere 4-1 ad Empoli (gol di Fois, De Pieri Garonetti e Pinotti) ed è potenzialmente prima in classifica dovendo recuperare una partita e avendo vinto le due giocate.
Il Bologna, con una partita in più, comanda a sette punti, ma domenica è in programma a Interello un interessante scontro proprio con i rossoblu).
Questa la formazione iniziale:
Zamarian
Re Cecconi, Garonetti, Chiesa, Castegnaro
Venturini, Zanchetta, Fois
De Pieri
Vanzulli, Mosconi
Subentrati: Della Mora, Sotgia, Mancuso, Lavelli, Pinotti.
Di Under 16 e Under 15 ho potuto vedere squarci delle partite, entrambe disputate a Brescia contro le rondinelle, su YouTube.
L’Under 16 ha vinto 3-1 con reti di Suppa, Grisoni Fasana e Franchi, che ristabiliva le distanze dopo che il Brescia aveva accorciato.
Questa la formazione iniziale:
Mortarino,
Lissi, Peletti, Breda, Suppa
Virtuani, La Torre, D’Agostino
Grisoni, Fasana
Carrara, Franchi
In classifica l’Inter è prima a punteggio pieno, dopo 2 partite, con Verona e Como, e nel prossimo w.e. incontrerà a Interello proprio il Verona.
Ancora più netta la vittoria degli Under 15:
Brescia – Inter 0-4 (Gjeci 2, Allasufi, Matarrese)
Ritornato in categoria, il nuovo presunto ‘gioiello’ Delis Gjeci è tornato a risplendere (giocando con gli U16 non mi aveva entusiasmato) con una doppietta dopo il gol segnato domenica scorsa all’Atalanta. Spettacoloso il secondo gol, in ‘stile Recoba’ con un pallonetto forte e preciso da molro lontano, dopo aver visto il protiere fuori dai pali.
Importante anche la conferma di Allosufi e il ritorno, con gol, dopo un infortunio di Matarrese, protagonista nella scorsa stagione.
Formazione iniziale:
Sebastiani
Donato, Evangelista, Tosolini, Pirola
Limido, Pannuto, Morosi
Gjeci, Calò, Piva
In classifica l’Inter è terza e insegue Milan e Udinese, avendo pareggiato domenica scorsa 4-4 contro l’Atalanta .
La prossima settimana a Interello sarà ospite il Verona.
Luciano Da Vite
Hai ragione. Fuoriclasse davanti pochi, ma buonissimi giocatori tanti.
Da Altobelli a Vialli passando per Toni: se solo questi profili fossero disponibili oggi sarei estremamente felice per la nostra nazionale. E immagino anche il ct che si deve arrangiare con profili molto più modesti.
L’unico giocatore con un po’ di estro, tiro e dribbling (Berardi) non ha mai giocato, ironia della sorte, una partita europea con il suo club. E questa disabitudine non aiuta.
Gli stessi rappresentati dell’Inter mi sembrano “dimezzati” non potendo contare su alcuni profili di riferimento come nel club. Al netto del cambio di modulo che, secondo me, penalizza moltissimo Bastoni e Dimarco che mi appaiono molto meno efficaci più vulnerabili rispetto a queando giocano con noi
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Vero quello che scrivi, però qui siamo davanti a tre capitani di industria e finanza che non l’hanno assunto, ma confermato e premiato e di due direti superiori considerati i migliori in Italia che avrebbero rischiato la reputazione per affidarsi a un incapace come collaboratore fondamentale. ora io non dico che non possano aver sbagliato (TUTTI), ma che io umilmente nutro qualche dubbio sulle mie stesse considerazioni fatte dall’esterno e lo riconosco da un incompetente, in rapporto a tutte quelle delle persone citate.
Tu sei sicuro, io sono umilmente incerto
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dal sito del lecce:
Il tabellino
Lecce – Inter 1-3
Lecce: Verdosci, Russo, Jaksic (18’st Pantaleo), Borgo (45’st Giacomazzi), Pacia ©, Montagna, Metaj (45’st Zanotel), Gueye, Iasevoli (38’st Leo), Perricci (38’st Pulpito), Uskok (45’st De Jesus). A disposizione: De lucci, Nikko, Diop. Allenatore: S. Schipa
Inter: Tommasi, Della Mora (18’st Re Cecconi), Castegnaro, Zanchetta, Garonnetti, Maye (38’st Idrissou), Venturini, Ricordi © (18’st Fois), Lavelli (38’st Kukulis), Mosconi, Pinotti (18’st Vanzulli). A disposizione: Zamarian, Chiesa, Sotgia. Allenatore: A. Zanchetta
marcatori: Pinotti, Mosconi 2
cresce bene il ‘Mosco’
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Bella intervista di Marotta che fa chiarezza su alcuni punti.
Quanto è stato difficile chiudere lo scorso mercato in perfetto equilibrio tra entrate e uscite?
“L’Inter è oggi un modello di sostenibilità. È inammissibile che una proprietà debba continuamente immettere soldi, la famiglia Zhang lo ha fatto per circa 900 milioni di euro. Noi come management abbiamo un vantaggio, la possibilità di lavorare con tranquillità: questo a Zhang va riconosciuto. Ma non c’è un club che oggi possa fare a meno del player trading. Un giocatore di peso all’anno va venduto, questo il tifoso deve capirlo. E più che di perdere un calciatore, deve preoccuparsi che la propria squadra abbia vita perenne, garantendosi il presente e il futuro”.
Inammissiiblità di poter contare sempre su grandi deficit, vantaggio di lavorare con tranquillità (e se lo dice uno che ne ha viste di ogni…), player trading non è scelta, ma obbligo e “un tifoso deve preoccuparsi che la squadra abbia presente ma anche futuro”. In ulatro passaggio si evince come il monte ingaggi sia comunque pari a quello del suo arrivo all’Inter e non il 50% in meno come appare da più parti
Sono sollevato di leggere questi pensieri, pensavo di essere pazzo…. :)
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Player trading obbligo per TUTTI i club (tranne ovviamente pochissime realtà che conosciamo)
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Marotta difende il suo lavoro e fa bene. ma queste cosa le vada a raccontare a Chelsea, PSG, City, M.U e persino a Tottenham e West Ham, per non parlare di Barça RM, e persino juve.
poi un conto sono i bilanci ufficiali e altra cosa è la realtà. Comunque se è così spero che il Napoli ceda Osimhen e Kvara, il Milan Maignan Leao e Theo….
Io voglio una società che non ceda i suoi simboli, altrimenti mi metto a tifare per Lecce, Udinese o Sassuolo (che per altro Berardi non lo ha ceduto) che sono più brave a prendere sconosciuti
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Ma poi chi impedisce a un proprietario di ricapitalizzare ogni anno, se gli fa piacere?
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L’Uefa con il financial fair play.
Di fatto l’obiettivo di questo accordo è far si che società non falliscano allorquando il magnate di turno si stufa, perchè il fallimento di una società crea problemai a cascata sulle altre (crediti non riscossi, diritti tv, ecc.)
Ricapitalizzazione peraltro c’è ogni qual volta il bilancio si chiude in perdita, perchè il capitale sociale non può diventare negativo. Zhang negli ultimi tre anni ha ricapitalizzato per circa 450 milioni.
Marotta certamente difende il suo lavoro ma per i club italian idice la verità: il Bilan, per ora, non ha ceduto Leao ma Tonali. Il tema loro si presenterà quando questi si approssimeranno a scadenza e vorranno ingaggi non in linea con politica club: li scatterà la cessione se continueranno ad essere gestiti come lo sono ora.
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l’Uefa impedisce la ricapitalizzazione ma…la ricapitalizzazione c’è ogni volta che il bilancio si chiude in perdita.. Zhang avrebbe ricapitalizzato per 450 milioni che in sei anni non sono moltissimi, poco più di 70 milioni all’anno, quanti uno sponsor improtante versa a fondo perduto per farsi pubblicità. invece i 450 milioni non sono a fondo perduto perché se impiegati bene accrescono il valore della proprietà (oltre a fare pubblicità mondiale al proprietario): tanto è vero che ora Zhang chiede 1,3 miliardi per cedere. Questa cifra credo comprenda l’investimento iniziale per l’acquisto più le successive ricapitalizzazioni.
Ma sono tutti discorsi secondari, per il tifoso. io da ragazzo se mi avessero detto che i miei eroi (i Nyers, gli Skoglund, gli Angelillo, i Suarez, i Mazzola, i Corso, i Facchetti erano solo di passaggio, destinati a venir ceduti in uno-due anni, a tutto mi sarei appassionato tranne che al calcio
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La impedisce nel senso che fissa dei limiti di perdita oltre i quali non si dovrebbe andare altrimenti scattano penalizzazioni di vario genere. I 450 mn si riferiscono solo agli ultimi tre anni, somma delle perdite registrate dalla nostra inter.
Anche a me dispiace se accadessero le cose dette da Marotta ma questa è la situazione del calcio italiano.
Tonali, Onana, Kim e Savic sono stati ceduti. Le quattro partecipanti alla CL, quindi con più soldi delle altre, hanno ceduto uno dei loro migliori giocatori.
Non contiamo Atalanta e altre che lo fanno sempre.
Questa è la realtà: che poi possa non piacere è un altro discorso, nemmeno a me piace.
Ma se è così ritengo sia giusto operare per adattarsi al meglio
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In realtà L’inter non ha ceduto un campione ad ogni mercato, ma almeno tre, se non di più. Poi un conto è se uno lo cedi o se telo portano via. per Kim ad esempio hanno pagato il rezzo prefissato, lì non puoi farci nulla. Tonali è un mediocre e infatti è andato a una squadra mediocre. tra l’altro con un possibile retroscena (“Il Newcastle sta monitorando con interesse il caso scommesse e in particolare gli sviluppi su Tonali che ha ammesso di aver scommesso anche sul Milan. I bianconeri hanno un sospetto sull’operazione di mercato della scorsa estate”). In ogni caso il Milan si è guardato bene dal cedere Maignan Theo e Leao.
Come il Napoli non ha ceduto nessuno di quelli davvero forti, ha perso Kim non per sua scelta. Savic..preferirei non paragonarmi alla Lazio, anche se ci è arrivata davanti.
Detto che non sarà mai contento della cessione dei nostri migliori e che comunque apprezzerò chi cedendoli (a bizzeffe) riesce a mantenerci in alto, spero mi si consenta di sperare per la mia Inter che arrivi una proprietà in grado di evitare questi eventi negativi.
Bella l’Intervista a Cavasinni (un giornalista che apprezzo): il succo importante delle sue considerazioni riguarda un altro argomento. Come scriviamo da tempo, anche lui fa un’analisi stringente dei problemi della rosa dell’Inter e della causa degli stessi.
Non abbiamo elementi che da soli inventano il gol che ti fa vincere, al gol dobbiamo arrivare con una manovra complessiva e sfibrante, fatta di sovrapposizioni, di inserimenti dei centrocampisti, del quinti e persino dei terzi. Questo deriva, aggiungo i, dalla scelta di giocare a tre e di provare a pressare alti. Avendo una punta come Lauti, irrinunciabile, con questo modulo gli altri offensivi (il secondo attaccante e gli esterni) devono essere tutti di gamba e non di scatto e fantasia . Così si sprecano molte energie.
Ok, però c’è un altro fattore: se come dice lui e come sostengo io da tempo è inutile vincere delle partite 4 o 5 a zero e poi perdere altre 0-1 o 1-2. Il campionato lo vicne chi prevale magari 1-0 nelle partite ‘sporche’ (il motivo per cui ho previsto due anni fa a dicembre che non avremmo vinto lo scudo), non possiamo spiegare questo fatto solo con la stanchezza indotta dal tipo di gioco.
Infatti abbiamo perso contro il sassuolo dopo essere andati in vantaggio e contro il Bologna si è fatta rimontare addirittura due gol. A mente ricordo il 3-3 casalingo contro il benfica lo scorso anno, ma diverse altre partite.
Quindi l’organizzazione di gioco dell’Inter ha sicuramente la lacuna della mancanza di fantasisti inventori , ma ha anche l’incapacità di riadattarsi quando il risultato lo hai sbloccato comunque. L’arrivo di Colpani o di Baldanzi, senìza che siano fenomeni potrebbe attenuare questo problema. ma già da oggi, con una miglior organizzazione difensiva si potrebebro portare a casa punti che invece perdiamo
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Beh, noi cediamo Onana, un portiere che sta dimostrando in Uk di essere medio (e siamo generosi) tra i pali per molto soldi rispetto al valore.
Su Tonali mediocre non concordo: ricordo anche qui molti commenti di disperazione su quanto fosse il perno del Bilan e sui rimpianti di non averlo preso quando, si diceva, lo avevamo in pugno.
Purtroppo l’equilibrio finanziario lo raggiungi nel tempo e noi eravamo….finanziariamente molto sbilanciati su un futuro di aumento dei ricavi che, anche causa covid, non si è concretizzato. Da qui le cessioni di Hakimi e Lukaku. Gli altri sono andati via a zero o a relativamente poco per questioni di età oltre al caso Skrin su cui la società ha purtroppo commesso un errore fidandosi di lui.
Altroi club erano finanziariamente più equlibrati (costi più bassi) per cui hanno potuto tenere più giocatori. Anche il Bilan, per restare a loro, perde a zero Chala, Donnarumma, Kessie e ….Thuram perchè non puà garantire loro un certo stipendio.
Se fai un quinquennale ad un giocatore di 24 anni hai in pungo il suo destino, se fai triennale ad un 30enne cambia tutto. Con pro e contro, ovvio.
Fino a che il nostro costo squadra (stipendi e mamortamento) resterà più alto della concorrenza – siamo dietro soloai gobbi – per me la proprietà sarà sempre da ringraziare. Quando (spero mai) questa cosa verrà meno allora preferirei un cambio. Ma dei fondi di investimento farei volentieri a meno: solo logica del profitto guida le loro scelte.
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Oggi giornata molto positiva per un interista a tutto campo. Ho cominciato a vedere l’Inter alle 13 e ho finito alle 20 (under 19 alle 13; Under 16 alle 15,30 e prima squadra alle 18.00)
ma soprattutto 3 vittorie, nove punti, 8 gol fatti e nessuno subito.
una partita e mezza giocate molto bene, una e mezza un po’….meno..
Domani contro di vederne altre due (alle 11 e alle 15) e poi se ci riesco farò un post con tutti e report.
Anticipo una notizia che io stesso non so se considerare tale. Ho incontrato kevin Zefi e gli ho chiesto della sua situazione. Mi ha detto che è stato fermo sino ad ora per il grave infortunio alla spalla di fine stagione scorsa, ma ora ha ripreso ad allenarsi e spera di giocare inizialmente con l’U18, già da domenica prossima.
Gli ho chiesto cosa c’era di vero nelle voci che lo voelvano già con un accordo per il prossimo anno con una squadra inglese. Ha smentito (c’era anche il suo procuratore che rideva) dicendo: no, no tranquillo, resto qui.
E’ una notizia ma allo stesso tempo non lo è perché mica poteva dire di avere già un accordo in tempi proibiti…
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Ieri per me partita ben gestita: ritmi più controllati all’inizio contro un Torino pimpante e poi su i giri del motore a fronte del loro calo.
Considerazioni sparse: a destra Dum è imprescindibile. Con lui siamo più alti, sempre. Darmian li fa fatica a pungere mentre il colombiano è ennesimo caso di prepensionamento lautamente pagato.
Barella mi sembra un po in difficoltà: non so se fisica, mentale o entrambe. Ma fa parecchia confusione condita con numerosi errori tecnici. Meno male ci sia Frattesi pronto a rilevarlo. Forse Inzaghi dovrebbe temporaneamente rivedere le gerarchie.
Micky ha passo per fare seconda punta, per me, molto meglio di Klaassen che è il classico cc compassato non in grado di aggredire gli spazi. Dietro la Thula proverei lui perché il cileno fa solo casino fine a stesso occupando spazi non da punta e scombussolando così gli altri: un anarchico inconsistente.
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In generale concordo. Primo tempo, a mio modo di vedere, maluccio perche’ troppo titolari “stanchi o scarichi”: su tutti Barella, Di Marco, Lautaro, Micky, Darmian. Barella secondo me e’ a una svolta della carriera: o decide di smetterla di fare l’isterico in campo, protestando con arbitro e compagni dal fischio d’inizio e di indirizzare il suo nervosismo in positivo sulla sua prestazione. Oppure temo (perche’ mi spiacerebbe, stravedo per lui) che il suo ruolo in questa squadra verra’ per forza di cose ridimensionato.
Sono sempre molto critico nei confronti di Dumfries, ma ieri e’ entrato col piglio giusto, bravo Dum ! Thuram mi stupisce in positivo ogni volta che lo vedo giocare : che giocatore abbiamo preso :-) .
Klassen non ho ancora capito “cosa” (con tutto il rispetto per lui) abbiamo preso, vedremo e speriamo … Oggi spero che la terza squadra di Milano pareggi, I … malavitosi e meglio non si avvicinino troppo.
Buona Domenica.
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Post inviato
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Ciao Luciano, ho visto la mail, pubblico il post in giornata.
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Scusate il ritardo, giornata un po’ impegnativa, ma finalmente ora il post è online: https://buu.zone/2023/10/23/una-vittoria-che-puo-significare-molto-torino-inter-0-3/
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Va bene anche così, Luciano. Grazie mille per l’aiuto. Gentilissimo come sempre.
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