L’Inter è la più forte? Inter – Bologna 3-1

Domanda: l’Inter è la più forte? Non solo: l’Inter è stata la più forte in questi anni? Ci sono ovviamente troppe variabili per potere dare una risposta netta a domande di questo tipo, data la specificità del gioco del calcio. Sicuramente in questi ultimi anni, l’Inter ha toccato livelli di gioco entusiasmanti e si è fatta valere in maniera importante in Europa e quest’ultimo dato pesa. Vincere lo “scudo” resta una soddisfazione fondamentale, ma può bastare per una squadra come l’Inter? È fondamentale entrare e restare stabilmente nel ristretto gruppo delle grandi europee, magari pure arrivando secondi o terzi in campionato, e avere così una dimensione internazionale. Questo al di là del fatto che è poi anche più produttivo in termini di appeal tra gli appassionati di calcio nel mondo e tra i possibili finanziatori. Quindi siamo stati sicuramente una delle due-tre più forti nel nostro campionato, negli ultimi anni, sicuramente la squadra più brava e più assidua nell’occupare posizioni di vertice. Adesso? Siamo una squadra che ha dei punti deboli, già evidenziati più volte, ma in grado di giocare un grande calcio contro chiunque. Quando stiamo bene siamo forti nel pressing alto (che ha una funzione anche difensiva) e nella transizione offensiva, per la qualità di alcuni difensori, di almeno un esterno, di quasi tutti i centrocampisti e degli attaccanti. Sono ragioni che ritroviamo peraltro anche nell’ultima gara di campionato, disputata e vinta contro il Bologna di Italiano, grazie in primis alle scelte dell’allenatore (presenta una squadra in condizioni brillanti, azzecca tutte le scelte di formazione e di gioco, stimola sempre i ragazzi perché non si rilassino) e all’ottima condizione fisica. Ancora una volta ottima la prestazione di Lautaro, al di là del goal e delle doti indiscusse di leadership, così come si conferma in un ottimo momento Piotr Zielinski, in possesso di qualità tecniche superiori: gestisce la palla da padrone, vede il gioco ed è intelligente. Avvia e conclude l’azione del goal che sblocca il match. Il “doppio play”, pure perché “libera” Nicolò Barella, così più libero di andarsi a cercare la posizione, è sicuramente una delle chiavi di questo match e di questa fase del nostro campionato.

Una sconfitta quasi prevedibile: Bologna – Inter 0-1

Il risultato va letto come un “tassello”: il pezzo di un puzzle per completare il contesto di una stagione. Un “frammento” che a arrivati a questo punto appare inevitabile si incastrasse nel complesso della nostra stagione, in questo modo. Non abbiamo la rosa per lottare in tutte le competizioni con serie possibilità di successo. E ora nell’amarezza di un campionato che sta per sfuggirci (nessun dubbio comunque che i nostri lotteranno fino al termine della stagione) bisogna per questa ragione ringraziare la dirigenza, il settore tecnico e i giocatori che a fine aprile ci hanno portati a essere primi in campionato, tra le migliori quattro d’Europa e in semifinale di Coppa Italia. La riconoscenza va prima di tutto all’allenatore: Simone Inzaghi ha lottato come un… demone per realizzare un sogno ambizioso, sapendo di non avere ricambi fondamentali per far funzionare la macchina fino al termine del gran premio. È arrivato il momento in cui rischia di accadere quello che quasi tutti temevano potesse verificarsi: dopo una grande stagione, c’è il rischio reale di non portare a casa nessun titolo. La determinazione, la ferocia agonistica dei nostri non è inferiore a quella di nessuno. Quando l'obiettivo è lo scudo, i nostri sanno tirar fuori il 101%. Ma il 101% di quello che hanno e che a volte può non bastare… Per continuare a sperare in un finale di stagione con qualche buon risultato è fondamentale ritrovare gli esterni titolari in buona condizione, recuperare Thuram al suo top, sperare che i centrocampisti sappiano ancora trovare energie mentali sufficienti per svolgere come è nelle loro corde il doppio compito.

Adesso si fa dura: Inter – Bologna 2-2

Sgombriamo subito il campo dal discorso arbitraggio. Pairetto ha infierito contro l'Inter scientemente e ha determinato, con una direzione provocatoria, il risultato finale. Tutto questo è vero e fa arrabbiare… Ma un'Inter normale avrebbe vinto largamente anche contro i dodici avversari. Non è colpa di Pairetto se i nostri sono apparsi sin dall'inizio poco brillanti e nel secondo tempo sono calati vistosamente. Abbiamo sbagliato qualche facile occasione, ma abbiamo pur sempre segnato due reti: non è lì il problema, a mio avviso. Il problema è aver preso due gol in casa, da una squadra buona ma non eccezionale. Due gol presi nello stesso modo, con la difesa che si schiaccia, centrocampisti e attaccanti che tardano a chiudere, avversari lasciati liberi di concludere da fuori (già c'era stato l'avvertimento di una grande parata di Sommer, sempre su tiro da fuori prima dei gol). Nei (pochi) risultati insoddisfacenti dell'Inter in questa stagione c'è sempre questa costante: squadra che non ha più energie per attuare il pressing alto, che si appiattisce sulla linea di difensori, lasciando troppa libertà di conclusione da fuori per i centrocampisti avversari. Una tendenza negativa accentuata qui dall'assenza di due giocatori mostruosi nel vedere in anticipo il gioco e quindi nel posizionarsi tempestivamente davanti alla difesa come Calhanoglu e Mkhitaryan. La squadra non è apparsa in difficoltà tanto sul piano fisico, come dimostrano anche i dati, quanto invece affaticata mentalmente. Minor concentrazione, movimenti ritardati, riflessi più lenti del solito. Ormai la partita è alle spalle: adesso la questione preoccupante è come affronteremo domenica l'Empoli e poi la serie di partite che si susseguiranno ogni 2-3 giorni. Se vedremo la stessa Inter, quali che siano gli uomini schierati, le prospettive rischiano seriamente di non essere all'altezza delle nostre attese e ancor più di coloro che non hanno sborsato i soldi per i rinforzi indispensabili.

Di squadra. Con le unghie e con i denti: Bologna – Inter 0-1

Avevamo subito a tratti il Genoa, abbiamo subito più spesso il Bologna, che è molto più forte. Anzi il Bologna possiamo ben dire che è una squadra fortissima (i meriti sono da dividere equamente tra dirigenti tecnici, Sartori e Di Vaio, allenatore e giocatori), così come è vero che noi veniamo da una stagione fino a questo momento massacrante (non si vincono 24 partite su 28 in campionato e due finali di Supercoppa, non si disputano sei partite di Champions, senza una sconfitta e vincendo per giunta la settimana, senza pagare un dazio notevolissimo di stress e di fatica) e comincia adesso ad affiorare una certa stanchezza, soprattutto nei centrocampisti titolari. Una impressione che speriamo si riveli fallace, tanto più alla vigilia di una trasferta importantissima come quella di Madrid contro l'Atletico. Il primo tempo della gara è stato equilibrato sul piano del gioco, così come possiamo dire di avere avuto solo noi delle vere occasioni da goal. Alla fine otteniamo anche il vantaggio, al 37', al termine di una splendida azione corale, la palla arriva a bastoni che pesca sul palo lungo Bisseck che fa goal con una grande schiacciata. Nel secondo tempo tuttavia noi non siamo praticamente più esistiti, ma loro hanno costruito una sola occasione. Non si ricorda un tempo così in sofferenza, aumentata dopo l'ingresso di Orsolini, Ndoye e Castro... Ciononostante abbiamo tenuto ed è venuto l'ennesimo risultato fondamentale di questa annata fin qui strepitosa. Merito di organizazzione di gioco, compattezza, spirito di sacrificio del gruppo. Pari due a due nel campionato Primavera tra i ragazzi di Chivu e la Juventus. Dominiamo la gara, ma non riusciamo a portare a casa l'intera posta causa un po' di sfortuna e una disattenzione nel finale. Non basta la doppietta di testa di Owusu, al rientro dopo una lunga catena di infortuni.