Sei la più bella del mondo: Inter – Atalanta 4-0

Condivido assolutamente quanto scritto da Luciano Da Vite in questo ultimo post dedicato all'ultimo turno di campionato che ci ha visto prevalere nettamente contro l'Atalanta di Gasperini con il risultato di quattro a zero. Sono più "piccolo" di Luciano di diversi anni, ma dico chiaramente che questa qui è probabilmente l'Inter più bella io abbia mai visto. Un'Inter "entusiasmante per come abbina prestazioni di altissimo livello e risultati stupefacenti". Giustamente, è bene dirlo, "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco", però personalmente ritengo che questa squadra (quando parlo di squadra io dico tutti: proprietà, dirigenza, allenatore, staff, giocatori... ma permettetemi però su tutti, senza nulla togliere ai meriti delle altre parti in causa, dire che questo scudetto se lo merita soprattutto Simone Inzaghi, che secondo me sta dimostando delle capacità e una bravura che hanno pochi eguali tra gli allenatori in circolazione) meriti veramente di portare a casa il risultato finale, che sarebbe poi la vittoria dello scudetto. Poi al di là della giusta scaramanzia, è indubbio che sia ancora presto per potere dare qualsiasi risultato come acquisito, tanto più che siamo alla vigilia di una sfida importantissima a Madrid in casa dell'Atletico (occhio però alla partita di campionato contro il Genoa di lunedì prossimo), ma resta il fatto che stiamo veramente facendo delle cose eccezionali e che dobbiamo considerare a tutti gli effetti in questo senso anche la vittoria casalinga contro l'Atalanta nell'ultimo turno. Atalanta che veniva da quattro vittorie e un pareggio con il Milan a Milano nelle cinque partite che hanno preceduto questo match, con numeri significativi a livello realizzativo, e che abbiamo letteralmente annichilito, dominandola in ogni zona del campo, come indicano i goal, le occasioni e i dati statistici. Basti pensare solo a questo: l'Atalanta ha tirato nella luce della porta una sola volta in 95 minuti di gioco... Migliore in campo? Condivido ancora il giudizio di Luciano. Lautaro Martinez non solo segna un goal spettacoloso, ma è straordinario per come vede il gioco e per come è nei fatti l'autentico trascinatore di una squadra che dopo avere sofferto un po' per venti minuti, si è poi imposta in maniera netta sull'avversario.

“Chi non risica non rosica”: Lecce – Inter 0-4

Considerando l'undici titolare, facendo ricorso alle presenze, al minutaggio, soprattutto alle presenze nelle partite cruciali, contro il Lecce nel primo tempo avevamo in campo solo tre titolari: Mkhitaryan, Dimarco, Lautaro Martinez. Praticamente Inzaghi ha affrontato una trasferta comunque pericolosa con una difesa composta interamente da seconde linee (portiere compreso), con il centrocampo senza due titolari su tre, con un esterno titolare su due e un attaccante su due. Giustamente prima della partita c'era qualche preoccupazione, che è rimasta anche dopo il primo tempo (chiuso peraltro in vantaggio per una rete a zero) in cui per dirla con le parole di Fabio Capello "si è visto che l'undici nerazzurro non aveva i soliti automatismi", ma nella ripresa, dopo che il Lecce ha avuto la palla per pareggiare, in due minuti abbiamo confezionato la svolta e fatto due goal (Frattesi, doppietta di Lautaro Martinez). A questo punto la partita è finita e i timori si sono squagliati definitivamente. Spazio ai cambi, a qualche buona iniziativa dei salentini, al quattro a zero di de Vrij che fissa il punteggio definitivo. Giudizi molto positivi per Bisseck, de Vrij, Alexis Sanchez, ovviamente Lautaro Martinez. Report giovanili sulle sfide degli Under 15 e degli Under 16 contro i pari età del Lecco. Sempre nel merito delle squadre del settore giovanile, da notare che la Primavera, l'Under 16 e l'Under 15 in questo momento occupano la prima posizione in classifica; l'Under 18 è seconda, ma può arrivare in vetta se vince il recupero con il Bologna; solo l'Under 17, seconda ma a 12 punti dal Milan, mostra avere evidentemente dei problemi...

Vinca o non vinca, squadra da amare incondizionatamente: Inter – Lazio 3-0

Non sappiamo come finirà la stagione. In termini di vittorie finali può accadere di vincere tutto o di non arrivare a nessun titulo. In Champions League affronteremo un'avversaria che in un modo o nell'altro può permettersi un'intensità e un ritmo fuori dal normale; in campionato, proprio per il grande sforzo che abbiamo sostenuto e che dobbiamo sostenere, possiamo anche non farcela; per la Supercoppa abbiamo un altro match ravvicinato da giocare alla morte, senza certezze. Tuttavia di fronte a certe manifestazioni di qualità estrema, di forza, di compattezza; di fronte a certe prove prolungate nel tempo di intensità e concentrazione, è impossibile non provare sentimenti di riconoscenza per tutti: giocatori, settore tecnico, dirigenza, proprietà. La vittoria contro la Lazio nella semifinale di Supercoppa sta nel segno di una serie straordinaria di risultati e di una reiterata dimostrazione di qualità eccelsa dimostrata dalle cifre e dallo spettacolo che abbiamo mostrato più volte sul campo. Parliamo di numeri irripetibili, che esprimono una superiorità tecnica imbarazzante, confermata peraltro anche in partite dove il risultato non è stato così netto come contro la Lazio. Adesso avanti con la finale, che, come detto, sarà una partita difficile e senza certezze. Se vinceremo sarà un trionfo sportivo importante. In caso contrario ciò non toglierà la straordinaria dimostrazione di forza e di qualità dimostrata fino a questo momento. Vince anche la Primavera di Christian Chivu, tornata alla vittoria dopo il primo risultato negativo in campinoato a Torino contro la Juventus. Vittoria faticata (uno a zero il risultato finale) contro una Sampdoria che si è comunque resa pericolosissima. Tiene bene la difesa e il primato in classifica è salvo, ma bisognerà migliorare sul piano del gioco per mantenere la posizione conquistata.

Reagire ai furibondi e immotivati attacchi concentrici: Inter – Hellas Verona 2-1

Inevitabilmente il post di commento alla partita si apre con alcune considerazioni che riguardano l'arbitraggio e quegli episodi chiave della partita che sono da subito sembrati controversi. In particolare si fa riferimento al goal dell'Hellas, dove è apparso evidente e netto il fallo di un veronese su Arnautovic, nel momento in cui iniziava la loro azione; al rigore che è apparso inventato o quasi (lieve contatto piede contro piede al termine del quale, nello sviluppo dell'azione, il piede che sarebbe stato colpito si trasforma in gamba d'appoggio, e alcuni istanti dopo il veronese si butta per terra, roteando l'altra gamba...); al presunto fallo di Bastoni in occasione del goal di Frattesi, una spallata dopo avere ricevuto a sua volta un intervento falloso, e non una gomitata. Al di là delle considerazioni sulle decisioni arbitrali e var, sicuramente in questo momento della stagione non stiamo vedendo l'Inter migliore e la cosa obiettivamente preoccupa, perché stiamo andando incontro a un periodo fittissimo di impegni gravosi (al contrario della Juventus...) e perché in passato abbiamo imparato che le nostre "flessioni" sono spesso sanguinose in termini di punti persi. Ieri l'abbiamo portata a casa e questo è un buon segno, ma facendo un bilancio del girone d'andata, giocando quasi sempre al top delle nostre possibilità e fornendo spesso prestazioni scintillanti, abbiamo conquistato un margine di soli due punti sulla Juventus, che invece non ha convinto, almeno alcuni, e che sembra possa solo migliorare non avendo tra l'altro i nostri impegni. Il post racconta la partita e anche la partita della Primavera (che vince sei a due contro la Lazio seconda in classifica) e pone l'attenzione su alcuni limiti e difetti su cui bisogna lavorare. La prima considerazione è che in diverse partite abbiamo preso goal su passaggi errati o palle perse a metà campo e sulle quali ci siamo trovati scoperto e questo è qualche cosa su cui bisogna lavorare. Altra considerazione, di natura tattica, è che soffriamo le squadre che non si schierano in modo speculare (nell'uno contro uno siamo quasi sempre più forti) ma che attuamo il 4231 o il 433 e soprattutto se hanno esterni molto veloci. Questo tipo di situazione comporta per i nostri giocatori, in particolare per i due esterni, sforzi particolari e compiti aggiuntivi che ricadono ovviamente su tutta la squadra e che vanno eseguiti con sincronismi perfetti e che richiedono evidentemente grande condizione fisica e lucidità. Inconvenienti, per così dire, su cui bisogna lavorare.

Tanto tuonò che… tornò il sole: Benfica – Inter 3-3

Benfica - Inter finisce tre a tre. Una partita a due facce: nel primo tempo abbiamo visto un'Inter rinunciataria, quasi mai in partita, il Benfica ha fatto la partita senza interruzione e concedendoci solo un paio di ripartenze pericolose; nel secondo tempo la squadra è invece apparsa trasformata sotto tutti gli aspetti. Le divergenze e eventualmente l'attribuzione delle responsabilità (al netto del riconoscimento di quanto prodotto dai lusitani) sono oggetto di analisi di questo post che si concentra sui diversi aspetti che abbiano inciso perché la partita si sia svolta in questo modo. Gli aspetti individuati sono: la sottovalutazione della difficoltà del match e della sua importanza; il conseguente eccesso di turn over; l'altrettanto conseguente (in parte) approccio sbagliato alla gara; l'inadeguatezza manifestatasi sul campo delle seconde linee a sostituire in blocco i titolari; la prestazione straordinaria ma dispendiosa dei lusitani nel primo tempo; l'atteggiamento tattico tenuto dai nostri nel primo tempo, come prodotto di situazioni di carattere psicologico e di composizione dell'organico; il grande ritmo, abbinato alla tecnica, sfoderato dagli avversari. Chiaramente, alla luce dello svolgimento della gara e per come è svoltato il match nel secondo tempo, possiamo considerare siano emerse indicazioni comunque buone e qualche altra più preoccupante, ma sulle quali sembra ci sia la possibilità di lavorare. I punti che sono qui ampiamente analizzati e discussi (su tutti: la sottovalutazione della difficoltà del match e della sua importanza; l'eccesso di turn over; l'approccio sbagliato alla gara) costituiscono spunti di riflessione che riguardano non solo la partita contro il Benfica, ma la nostra stagione nel suo complesso, per quello che abbiamo fatto fino a questo momento (e qui il bilancio è positivo, dobbiamo essere contenti dell'insieme: in CL tre vittorie e due pareggi, in campionato primato in classifica, 10 vittorie, tra cui in 5-1 al Milan, due pareggi e una sconfitta, più goal fatti e meno goal subiti...) e per quello che sarà e dovrà essere il nostro cammino a partire dal prossimo futuro, che ci vedrà già domenica sera impegnati in una difficile traserta in casa del Napoli.

Due partite contro il Salisburgo: vinta quella che conta

L'entusiasmo dopo l'importante vittoria in Champions contro il Red Bull Salisburgo è giusta, soprattutto dopo il contraccolpo degli stop negativi e inattesi contro Sassuolo e Bologna, dove si erano rivisti i difetti della frazione peggiore della scorsa annata. Per quanto riguarda la partita con il Salisburgo valgono alcune delle considerazioni espresse dopo la partita contro il Torino: una partita difficile, dove abbiamo sofferto un po' troppo, nella fase iniziale e anche a inizio secondo tempo, quando abbiamo subito il goal del pareggio. Alcuni difetti sembrano essere ricorrenti, si sono evidenziati contro Sassuolo e Bologna e anche contro il Salisburgo. La questione è: se come squadra in questo momento siamo al top della condizione fisico-atletica, c'è da nutrire qualche preoaccupazione; se invece abbiamo margini di crescita sotto questi profili e sotto quello tattico, allora avere portato a casa questi risultati si rivelerà determinante. L'altro discorso, al di là della prestazione positiva di Sanchez, riguarda la necessità di recuperare in fretta il migliore Arnautovic e/o di prendere a gennaio qualcuno di spessore. Partita imprevedibile invece quella di Youth League tra i nostri ragazzi e i pari età del Salisburgo. Nel primo tempo si è vista una sola squadra in campo, il Salisburgo, che ha dominato la partita, poi nel secondo tempo abbiamo completamente ribaltato la situazione. Nel post Luciano Da Vite ne parla ampiamente, facendo un racconto e un'analisi completa della gara.

Un risultato che non elimina tutti i problemi: Salernitana – Inter 0-4

Una prestazione super di Lautaro Martinez porta a una vittoria in trasferta per 4-0 e il primo posto in classifica a pari con il Milan. Tutte le altre al momento sono dietro, abbiamo vinto sei partite su sette, segnato più goal di tutte e subito meno goal delle altre. Situazioni che in tempi non lontanissimi (parliamo di quattro anni fa, prima dell'arrivo di Conte) non contemplavamo neppure nei sogni più appagati. Ma restano degli aspetti e alcune considerazioni che non ci lasciano tranquilli. Partendo da lontano si ritorna sulla perdita nel mercato estivo di cinque giocatori importanti (Onana, Skriniar, Brozovic, Dzeko e Lukaku) con in particolare la perdita a metà campo di un campione (Brozovic) per un aspirante campione (Frattesi) e la perdita davanti di due fuoriclasse e di Correa per un campione (Thuram) e un buon giocatore avanti con gli anni (Arnautovic) più Alexis Sanchez. Mentre gli ultimi risultati smentiscono nella pratica la tesi portata avanti da chi sostiene che l'Inter abbia due squadre, a Salerno abbiamo visto cose migliori rispetto alla trasferta di Empoli e soprattutto al match con il Sassuolo, ma dopo un buon approccio, non abbiamo costruito nulla fino alle sostituzioni e all'ingresso di Mkhitaryan e Lautaro Martinez che, con Thuram, sono stati i due giocatori che hanno cambiato la partita. Spazio poi alle giovanili. La Primavera vince quattro a zero con il Torino: finalmente un'Inter bella, pratica e convincente, dove la forza sta nei reparti offensivi, la qualità straordinario e il ritmo delle mezze ali e le giocate sublimi per la categoria delle ali (la squadra gioca con il 433). Partita delutente per l'Under 17, costretta al pareggio dal Venezia e in classifica solo quarta, a quattro punti dal Milan e dietro pure al Verona, che incontreremo nel prossimo fine settimana. Nette vittorie dell'Under 16 (tre a uno) e dell'Under 15 (quattro a zero) contro i pari età del Brescia.

Due cose da salvare, il risultato e gli ultimi 20 minuti: Real Sociedad – Inter 1-1

Un'Inter troppo brutta per essere vera è costretta al pareggio (uno a uno il risultato finale) in casa della Real Sociedad nella prima sfida d'esordio nella nuova edizione della Champions League. Si salvano solo due cose: il risultato, positivo per come è andata la partita, e gli ultimi venti minuti di gioco. Il mister ci ha creduto fino all'ultimo, le ha provate tutte e alla fine con i cambi di giocatori, ma anche di modulo, ha raddrizzato la partita. Sicuramente la cattiva prestazione è stata dovuta ai cambi (sembra assodato che al momento Asllani non vale Brozovic, Arnautovic non vale Dzeko e Sanchez vale... Correa, cioè non molto), ma tra i peggiori troviamo anche giocatori che sono tra i pilastri della squadra, come Bastoni e Barella, quindi è lecito dubitare che la formazione di partenza non sia stata l'unico fattore determinante. Vale la pena considerare dunque che: 1. Ritmo e qualità sono determinanti e per potere garantire lo stesso livello sempre bisogna essere attrezzati atleticamente, sia dal punto di vista della scelta degli uomini sul mercato, sia dal punto di vista della preparazione da forzare; 2. In ogni caso questa è la prima volta che per un'ora abbiamo subito una lezione così dura. Niente catastrofismi e speriamo in un immediato ritorno al top, in campionato (immaginate le ripercussioni se non vincessimo a Empoli, cosa per nulla facile, dopo che la Roma di Mou, Lukaku e Dybala ha sotterrato i toscani sotto una valanga di sette reti...) e soprattutto in Coppa, dove il pareggio è stato prezioso, visto l'andamento della gara, ma la situazione è più che mai ricca di incognite e pericoli.

Interplanetaria: due cinquine al Milan

Nessuno poteva oggettivamente immaginare una partita e un dopo partita così esaltante. Con questo derby rifiliamo al Milan due cinquine: cinque a uno è infatti il risultato finale; cinque sono i derby vinti nel corso dell'anno 2023. Dodici goal fatti, uno subito. Il primo goal subito nelle prime quattro partite di campionato finora disputate. Una vittoria che possiamo considerare, per quello che è il nostro percorso in campionato, tanto più importante alla luce del fatto che il Milan è tutt'altro che una squadretta. Siamo stati bravi a rompere subito l'equilibrio e a non ritirarci nel difendere in vantaggio (se non per una ventina di minuti), mentre loro hanno espresso lo sforzo massimo per rientrare in partita. Poi, dopo il due a uno, sono state le scelte di Inzaghi, con le sostituzioni (determinante in particolare l'ingresso di Frattesi), a dare nuova linfa alla nostra squadra, mentre i cambi un po' forzati di Pioli non hanno prodotto i risultati desiderati. Un plauso al mister e a chi ha allestito la rosa, che appare ad oggi più competitiva di quella del Milan (siamo però ovviamente solo all'inizio della stagione) e dove possiamo considerare, probabilmente anche alla scelta societaria di puntare su uno zoccolo duro italiano, anche molto positivo l'inserimento dei nuovi. Sugli scudi un super campione come Mkhitaryan, dominatore assoluto del centrocampo; Marcus Thuram, autore tra le altre cose di una rete che probabilmente passerà alla storia coem il goal più spettacolare del campionato; Lautaro, autentico leader della squadra. Spazio a un report poi sulla partita della Primavera di Christian Chivu che ha vinto tre a zero contro i pari età della Fiorentina. Una squadra, la nostra Primavera, che non sappiamo se possa essere competitiva fino in fondo, ma che è apparsa brillante e che molto probabilmente ci farà divertire più che l'anno scorso. La differenza contro i "viola" l'ha fatta la qualità dei centrocampisti e di Quieto, nonché la "gamba" degli altri due attaccanti. Incontenibile Sarr, bellissimo il goal di Berenbruch, mentre Kamate" è apparso un "Leao in maglia nerazzurra". Adesso, a partire dalla sfida di mercoledì in Next Generation, servono conferme.

La notte degli orrori: RB Salzburg – Inter 3-4

Ci sono delle attenuanti e parliamo in ogni caso di un'amichevole, ma la prestazione dei nostri alla Red Bull Arena mercoledì è stata davvero scoraggiante. Il titolo del post è forte: "La notte degli orrori". Perché quello che abbiamo visto nell'amichevole giocata contro il Red Bull Salzburg è stato indicativo di manchevolezze che si erano evidenziate lo scorso anno nel periodo agosto/febbraio. La squadra subisce troppo e l'attacco segna poco. Certo, abbiamo fatto quattro goal in trasferta, ma uno è stato un autogoal, uno è stato realizzato dal difensore centrale in mischia, uno dal centrocampista Sensi e solo uno da un attaccante e questo peraltro con un fatto piuttosto - diciamo così - inconsueto per le sue abitudini. Non si segnalano altre occasioni costruite dagli attaccanti e questa scarsa propensione a incidere da parte loro costringe la squadra a uscite da dietro insidiose, imprevedibile e pericolose. L'allenatore deve capire perché per mesi l'anno scorso non è riuscito a trovare la quadra e come invece "improvvisamente" è riuscito a ottenere che tutti aiutassero nella fase difensiva, chiudendo gli spazi anche a giocatori più forti, che la squadra non si allungasse mai, anche quando si contrattaccava con tanti giocatori. Vedremo che cosa cambierà con la squadra al completo (mancavano due giocatori importanti come Acerbi e Lautaro), quando arriveranno il "braccetto" e soprattutto la punta, quando i nuovi si saranno inseriti. Non possiamo ripetere la partenza lentissima dell'anno scorso e dobbiamo arrivare al finale con le energie intatte. Inzaghi ha davanti un compito difficilissimo: la società vuole puntare molto in alto, ma non ha i mezzi finanziari per farlo. Non vorremmo essere nei panni dell'allenatore, già la partita con il Monza sarà un test di grande importanza, per cui andrà preparata come se fosse una finale, con in campo gli uomini che al momento danno più garanzie.