Da un po’ di preoccupazione alla gioia: Lazio – Inter 0-6

Fino al rigore i nostri hanno sofferto un po', compatti e concentrati come si addice a una grande squadra, ma pur sempre in sofferenza. Dopo il rigore, a termini di regolamento ineccepibile, è cambiata completamente l'inerzia del match. Dopo il rigore di Calhanoglu, al termine di una combinazione sull'asse Calha - Dumfries - Dimarco, il nostro esterno sinistro con conclusione al volo di esterno non ha lasciato scampo a Provedel. Inizia il secondo tempo e subito facciamo tre a zero con un bellissimo goal da Barella. Il resto è solo accademia, splendida accademia. La gioia per la prestazione e il risultato è dunque sacrosanta, ma ovviamente non ci deve fare precipitare in una sorta di presunzione sfrenata che sarebbe invece pericolosa. Prestazioni super di Dumfries, Barella, Dimarco, Thuram, mentre Inzaghi non sarà... Thiago Motta, ma riesce sempre a regalarci un'Inter di grandissimo spessore. Per venire alle giovanili, cominciamo con un tre a zero in casa dell'Atalanta degli Under 20 di mister Zanchetta. A segno Topalovic, Venturini, Spinaccè. Grande prestazione di Aidoo e dei due centrali (Re Cecconi e Alexiou); bene Motta e Venturini; Topalovic appare in crescita; ottimi "Spina" e uno scatenato Quieto. Le altre, in ordine cronologico di svolgimento: l'Under 15 vince due a uno contro il Monza con reti di Di Carlo e Marchesi; l'Under 16 pareggia 1-1 sempre con i pari età del Monza, rete di Limido; l'Under 18 di mister Carbone vince tre a due contro il Cagliari, reti di Zouin, Kangasniemi, Iddrissou. Un risultato che non deve trarre in inganno, perché il loro goal del 3-2 è venuto proprio nel finale, a partita praticamente chiusa.

L’Inter c’è. Ma ci sono anche le altre: Inter – Parma 3-1

L'Inter c'è e contro il Parma sfodera un'ottima prestazione, l'ennesima testimonianza che la squadra, al top della condizione, può essere competitiva contro chiunque. Ovviamente l'Inter è una società seria e punta a ottenere il massimo risultato possibile in ogni competizione: questo significa che tra campionato, coppe italiane, Champions League, Mondiale per Club e partite delle varie nazionali, molti giocatori potranno arrivare a disputare settanta partite stagionali. In queste condizioni è evidente che riuscire a giocare al top sempre sarà quasi impossibile. Che cosa accadrà a tutte le big nei momenti di flessione - detto che il Napoli ha solo il campionato - sarà determinante per quello che sarà il prosieguo del campionato e il suo esito. La condizione contro il Parma è apparsa ottima anche se questa è stata guastata da due "nei": le troppe occasioni mancate e l'inevitabile, ennesima, distrazione difensiva che ci ha impedito di tenere la rete inviolata. Anche se per fortuna non ha inciso sui tre punti finali. I migliori in campo? Mkhitaryan su tutti. Impossibile non citare Dimarco. Bene Bisseck, de Vrij, Bastoni, Barella, Calhanoglu, Thuram. Ancora a secco Lautaro, apparso comunque in ripresa e fiducioso. La Primavera vince quattro a tré contro il Torino. Una partita dal risultato prezioso ma sicuramente poco spettacolare: molti errori e poco spazio per le finezze. Di fatto sta comunque che la squadra di Zanchetta in campionato va bene, in coppa benissimo. Speriamo continui così. L'Under 17 di Handanovic è invece costretta al pareggio (1-1) dal Modena. A segno La Torre. Il campionato, in cui i nostri sembravano nettamente i più forti, adesso torna tutto in discussione. Menzione per i risultati di Under 16 (strapazzata a Bergamo dall'Atalanta, perde 6-1) e Under 15, che vince invece a Bergamo 4-1. Sugli scudi Serantoni, autore di una tripletta.

Tutto non è possibile: Young Boys – Inter 0-1

Non era un match facile e lo sapevano tutti. Dal 28 settembre venivamo, in un mese circa, da quattro vittoria e un pareggio ottenuto a Manchester con il City. Di queste quattro vittorie solo quella con la Stella Rossa è stata larga e ha consentito una certa turnazione in corso d'opera. Nelle altre abbiamo sempre vinto per un goal: quindi sono state combattute fino all'ultimo minuto di recupero. Inoltre abbiamo molti nazionali e in un mese la maggior parte dei nostri non ha giocato cinque partite, ma sette... E alcuni infortuni e la necessità di conservare qualche riserva di energie per la prossima partita contro la Juventus, ci hanno costretto a un turn over "fortissimo". Dopo l'ingresso dei quattro campioni (le due punte, il laterale di spinta Bastoni e il "fantasista" Dimarco) la partita è cambiato e l'azione del goal, dove Dima, Lauti e Thuram sono stati protagonisti, lo dimostra. Thuram migliore in campo: la sua importanza si vede quando non c'è. Con lui e Lauti tutta la squadra gioca meglio. Il goal è da vera prima punta, che prende il tempo al difensore e con un tocco preciso gela il portiere avversario. Veniamo alla Youth League. Ci sono quattro considerazioni fondamentali su cui si concentra il commento alla vittoria per tre a due dei ragazzi di Zanchetta: 1. La vittoria è meritata anche se non è stata facile; 2. Si è avuta la conferma che questa squadra può far meglio in Europa che in campionato; 3. Si è avuta la conferma che i vivai delle principali squadre straniere (e quindi delle nazionali, giovanili e non) possono vantare l'enorme vantaggio di essere costituite per metà o oltre da calciatori di origine extracomunitaria, immigrati recenti o di seconda generazione, ma integrati; 4. La nostra rosa possiede giocatori di grande qualità, ma non ancora maturi, fisicamente o mentalmente, per il grande calcio e giocatori più pronti fisicamente, ma al momento meno dotati fisicamente... Tutti i contenuti sono sviluppati all'interno del post.

La lotta per… il secondo posto è apertissima: Udinese – Inter 2-3

La considerazione potrà attirare rancori e scongiuri da parte di molti tifosi e non si deve cedere di un millimetro, ci sono comunque tutte le possibilità di ripeterci, ma ci sono anche segnali abbastanza evidenti che questo potrebbe non essere il nostro anno, bensì quello di una società che ha potuto permettersi un bilancio in negativo di 200 milioni quest'anno e di oltre 900 milioni (poco più di 130 all'anno) negli ultimi sette anni. A parte questo c’è il fatto che dopo sei giornate la Juventus non ha ancora subito un goal. Si tratta di un dato che nel campionato italiano prelude alla conquista dello scudetto, soprattutto se consideriamo che l’attuale apparente difficoltà dei “gobbi” nell’andare in rete, sembra del tutto contingente, perché la squadra torinese dispone di un potenziale offensivo di assoluto valore. Ovviamente le perplessità sono legate anche a quanto abbiamo noi mostrato in questa parte di stagione. Non siamo davanti alla stessa Inter brillante, spietata e super concentrata dello scorso anno e le “distrazioni” forse solo distrazioni non sono. Al centro, prima del commento alla partita con l’Udinese, ci sono considerazioni che passano per forza di cose su quelle che sono le strategie di Oaktree. Se i mancati rinforzi, che hanno portato il bilancio in parità, comportassero la perdita di posizioni sportive in ambito nazionale e internazionale, si avvierebbe un avvitamento negativo: meno risultati uguale meno introiti, meno introiti uguale meno possibilità di fare mercato sostanzioso. Oaktree che aveva già una squadra forte, con qualche segno di possibile usura, si è preoccupata non di renderla ancora più competitiva, ma di avvicinare il pareggio di bilancio. Del resto la sostenibilità è un mantra ma la si può raggiungere in diversi modi: con gli squadroni e le vittorie e quindi la dilatazione degli introiti oppure con i risparmi e l'oculatezza. Le considerazioni sul settore giovanile non sono molto positive, al di là dei risultati. La Primavera (Under 20), in attesa del match di Youth League di oggi, vince uno a zero con la Sampdoria (Spinaccé). Partita deludente per l’Under 18, che pareggia uno a uno con il Parma (Iddrissou). Ancora una bella vittoria per l’Under 17 di Handanovic (quattro a zero al Sudtirol), prima in classifica da sola, con ventiquattro goal segnati in cinque partite e soli due goal subiti. L’Under 16 vince due a uno con il Cittadella (i nostri ragazzi sono a punteggio peno alla pari del Milan e di Atalanta e Monza). L’Under 15, sempre contro il Cittadella, vince tre a zero.

Un’estate tra polemiche, “ansie” di mercato e prime verifiche sul campo

Il primo punto di questo post è chiudere o provare a chiudere una volta per tutte le polemiche sulla proprietà uscente che ha ricostruito l'Inter tra mille difficoltà con tanti investimenti, quando ha potuto, e soprattutto formando un gruppo dirigente di assoluto livello sul piano professionale a tutti i livelli. Proprio la capacità di costruire un gruppo dirigente è del resto il segno della bravura di una proprietà. Capitolo due: il mercato. Detto che un paio di colpi che già si stanno rivelando di ottimo livello (Taremi e Zielinski) sono già stati messi a segno da tempo, c'è adesso un'impressione di stasi che desta qualche inquietudine. Ci sono difficoltà nel reperire le ultime pedine occorrenti, mentre le rivali (Juventus e Napoli in testa) non stanno certo a guardare e portano avanti il loro impegno nel cercare di rafforzarsi e prendersi una rivincita importante e clamorosa nei nostri confronti. Le questioni fondamentali che tengono banco sono quello della quarta punta (servirebbe al di là di tutto una batteria di attaccanti completa tecnicamente e tatticamente) e quella del braccetto di sinistra in difesa, ma qualche "problemino" nel reparto arretrato c'è anche per l'età dei due centrali e di Darmian, che costituiscono elementi chiave del nostro pacchetto arretrato. Sul campo intanto la squadra ha dato ottimi segnali nell'amichevole con il Las Palmas, dove è apparsa molto migliorata rispetto a quanto visto contro la Pergolettese. Siamo partiti bene, poi abbiamo avuto una piccola fase di rallentamento, ma con l'ingresso in campo di numerosi reduci dagli impegni con le nazionali abbiamo mantenuto tranquillamente il controllo della situazione. Poi abbiamo colpito con la qualità della nostra azione con un gran goal di Federico Dimarco. Note positive: Bisseck e Fontanarosa, la grandissima prestazione di Zielinski, il gran goal di Dimarco, ancora una volta Taremi e ovviamente Mkhitaryan, giocatore che è sempre presente dove serve ed è sempre strepitosamente lucido nelle giocate. Non ci sono più parole per descriverlo.

L’estasi e l’inquietudine

Nel giorno dei festeggiamenti più sfrenati e gioiosi, una preoccupazione forte e fondata agita i cuori nerazzurri. Difficilmente Steven Zhang (la proprietà più vincente della storia dell'Inter dopo la famiglia Moratti) riuscirà a trovare una soluzione che gli consenta di restare al timone: questo significa che siamo davanti alla chiusura di un ciclo e all'apertura di una nuova fase, ricca di prospettive e di incognite. Parlare di un salto nel buio non è purtroppo sbagliato e questo genera inevitabilmente una profonda inquietudine. Siamo al top o quasi e migliorare appare a questo punto impossibile, mentre il rischio di un ridimensionamento di ambizioni e di successi è invece reale. E possiamo già considerare che la stampa stia già manifestando una certa soddisfazione e un malcelato senso di rivalsa possibile dopo avere masticato amaro in questi ultimi anni. Le incognite sono tante, il mondo del calcio italiano è ricco di insidie che conosciamo bene, in attesa di chiarezza ed i nuove indicazioni non sappiamo che cosa succederà per quello che riguarda le operazioni di mercato e i rinnovi più costosi... Come tifosi quello che possiamo e dobbiamo fare è stringerci comunque attorno alla squadra (anche per questa ragione troverete nel post un'ampia sezione dedicata alle giovanili con i report delle gare di Under 19, Under 18, Under 16 e Under 15...) e "chiedere" prima di tutto la garanzia che la nuova proprietà (se ci sarà) rispetti la rettitudine morale che caratterizza storicamente la nostra società. La seconda è che si mantenga almeno l'attuale competitività e il fascino crescente che i nostri colori incontrano in ogni parte del mondo. Chiaramente la speranza è che si possa in qualche modo comporre un disegno unico, accettato e condiviso tra tutti, proprietà, gruppo dirigente, settore tecnico e giocatori, una fiducia e una stima reciproca che sono stati il tratto dominante e la vera forza dell'Inter in questa fase storica. Forza Inter!

I colori del cielo e della notte. Illuminata però da due stelle splendenti

La vittoria nel derby, portata a casa con la furiosa sete di gloria e le qualità di alcuni giocatori, comunque espresse dentro uno stile di gioco che le potenziano, più che con lo splendore delle condizioni atletiche, ci consegna matematicamente la vittoria dello scudetto della seconda stella. I numeri, ne parliamo all'interno del post, sono eloquenti in questo senso, ma rispetto ad altre recenti stagioni questi numeri sono stati resi possibili da un fatto davvero stupefacente, anche se in parte agevolato dalla sconfitta ai rigori in CL che ha alleggerito il peso numerico delle gare più stressanti. Come in tutte le stagioni, infatti, e per tutte le squadre, ci sono stati periodi di flessione, ma con la qualità tecniche e agonistiche, con il sacrificio del gruppo, con la guida anche tattica ma soprattutto psicologica del mister, in questi periodi abbiamo lasciato solo le briciole. La stagione non l'abbiamo costruita dando cinque goal al Milan, quattro goal alla Roma e all'Atalanta, tre al Napoli, ecc. Certo, quelle sono state dimostrazioni di forza importanti... Ma sono state determinanti vittorie come quella con il Verona, allo scadere, e poi le vittorie risicate di Empoli, Firenze, Bologna, con la Juventus, a Udine. In altre stagioni, infatti, in alcuni di questi match avremmo perso punti preziosi. È stata quindi una vittoria arrivata al termine della cavalcata di un autentico squadrone, che ha affrontato una annata senza mostrare punti deboli, né cedimenti, e che ormai ha riconquistato il riconoscimento di squadra che si colloca nello ristretto gruppo dell'élite mondiale. Una cavalcata impressionante, per i numeri che l'hanno contraddistinta, ma anche per la qualità del gioco con cui si è imposta. Aspettiamo ancora prima delle pagelle di fine stagione. Per ora dedichiamo il post alla vittoria nel derby, ottenuta al termine di una gara in cui il Milan ci ha fatto sicuramente soffrire, e diamo spazio nel post, anche se l'attenzione di tutti è giustamente concentrata sulla vittoria dello scudo, ai report sulle sfide delle giovanili di Under 19 (Inter - Cagliari), Under 15 (Inter - Milan) e Under 17 (Monza - Inter). Siamo Campioni d'Italia! Forza Inter! Amala!

Meno 11. Ma che fatica! Inter – Empoli 2-0

Fare risultato pieno con l'Empoli è stato in qualche modo rassicurante. Si tratta di una vittoria preziosa, tanto più in considerazione dell'ottima prestazione dei toscani e dell'evidente calo di condizione di alcuni nostri giocatori. Non è stata quindi una vittoria scontata: dopo l'iniziale vantaggio, la partita è rimasta in equilibrio, se non sul piano delle occasioni, almeno sul piano del risultato (sempre in bilico) e delle situazioni di gioco. Sono stati decisivi la superiore caratura umana dei nostri, la forza del gruppo; l'importanza delle seconde linee (Audero, Carlos Augusto, Asllani, Dumfries, Alexis Sanchez). Abbiamo dimostrato ancora una volta di essere una squadra forte e dove punti di forza sono la totale mobilità dell'intera squadra, l'intercambiabilità dei ruoli e il perfetto sincronismo con cui tutto questo avviene. Parliamo di meccanismi efficaci e straordinari da vedere, ma per cui è necessario che la condizione, la concentrazione, la qualità atletica e "intellettiva" dei giocatori siano elevatissimi (vedi qui l'importanza di un giocatore come Mkhitaryan, praticamente irrinunciabile). Chiaramente questo richiede un dispendio di energie importante a cui si può porre rimedio solo con una rosa ampia e qualitativa, che in questo momento evidentemente abbiamo per fare molto bene in campionato, ma non per vincere in campionato e nelle coppe (sotto questo aspetto, senza muovere critiche alla società per l'operato, mi permetto di aggiungere e di annotare quello che credo sia un "sottinteso" di Luciano, cioè che bisognerà fare qualche cosa in più sul mercato rispetto alla scorsa estate per potenziare la rosa). Registriamo comunque il miglioramento e la crescita del nostro allenatore, così come quello di tutta la squadra: questa Inter è forte ed è anche divertente e bella da vedere e questa non è una novità, ma qualche cosa che possiamo considerare come tale da almeno quattro anni a questa parte e in particolare sotto la gestione di Simone Inzaghi.

Le tappe di pianura (insidiose) sono quasi finite. Ora il giro si deciderà sulle montagne: Monza – Inter 1-5

A Monza abbiamo dato spettacolo. Abbiamo disputato una partita che possiamo considerare come perfetta, è stata una delle prestazioni più convincenti dell'intera stagione e da considerare ancora più positiva perché arrivata dopo un breve periodo di relativa e contenuta flessioni e dopo una settimana di polemiche pretestuose. Affrontata e approcciata la partita con ferrea determinazione e lucidità, siamo andati subito in vantaggio di due reti. Poi nonostante il loro goal, grazie a quella che possiamo definire come "tecnica collettiva" in particolare (la tecnica orientata al vantaggio di squadra prima ancora che al vantaggio del giocatore proponente) e alla lucidità delle conclusioni (cinque goal su sette tiri totali), abbiamo nettamente dominato e orientato tutta la partita a nostro favore. Sugli scudi i "soliti" Lautaro e Calhanoglu, una doppietta a testa, ma va sicuramente menzionata la straordinaria qualità, l'intelligenza calciatica fuori dal comune, gamba, ritmo e intensito di un giocatore che non finisce più di stupire: Henrikh Mkhitaryan. Abbiamo corso finora un giro esaltante: 51 punti su 60 sono il segno di una marcia e di una continuità che sembrerebbe non lasciare spazio ai rivali. Ma sappiamo che non è così, così come sappiamo che il giro si deciderà sulle grandi montagne e che le "grandi montagne" non saranno uguali per tutte le contendenti... Under 19: prima sconfitta (Juventus - Inter 1-0) in campionato proprio nel match in cui trova conferma un'antica e eterna legge del calcio, cioè quella che dice che se sei più debole dell'avversario puoi sperare di farcela (sperare, non averne la certezza) solo se lo aspetti, chiudi tutte le linee di passaggio, col tempo gli fai perdere lucidità e poi se hai un giocatore con i colpi lo trafiggi. L'Inter era nettamente superiore alla Juventus, ma i bianconeri hanno fatto valere la teoria del "corto muso". Speriamo sia vincente solo qui e non nel calcio dei grandi.