Una partita con tante conferme, non tutte positive, ma che soprattutto vale l'ennesimo titulo. Un titulo, la Supercoppa, portata a casa contro una squadra che in campionato ha venti punti di ritardo dopo un solo girone e che mancava di alcuni dei suoi uomini migliori (Osimhen, Zielinski, Mario Rui, Anguissa, Meret) e sulla cui panchina c'era un allenatore che veniva da una lunga e infruttuosa esperienza con noi, al termine della quale il "divorzio" era stato salutato da tutti come una vera liberazione (ma nel merito sarà bene andarsi a rivedere i nomi dei componenti della nostra rosa per la stagione 2014/2015...). In realtà, tuttavia, come abbiamo visto, Walter Mazzarri è un allenatore piuttosto bravo nell'ottenere il massimo possibile da una squadra modesta. Non è un pivello e per questo, consapevole della inferiorità sul piano tecnico, ha saputo ridurre le differenze accorciando la squadra, facendola restare compatta nella propria metà campo e cercando di vincere i duelli individuali con gli attaccanti negli spazi. Un gioco di rimessa funzionale e che noi soffriamo particolarmente. Tra le conferme negative c'è infatti che abbiamo difficoltà ad affrontare difese compatte e fitte, così come il fatto che quando dobbiamo giocare gare ravvicinate la qualità della nostra prestazione scade. Ma il nostro allenatore ha saputo trovare a livello tattico le giuste contrarie (aiutato anche dall'espulsione del Cholito). Tra le conferme positive, quindi, prima di tutto la solidità del gruppo, solidità e consapevolezza della propria forza da parte dei nostri giocatori, quindi la qualità superiore di alcuni anche nel gioco in cui alcuni sono sembrati meno lucidi del solito (al loro top, elevatissimo, Pavard e i sempiterni Mkhitaryan e Lautaro, ma anche i difensovi non hanno avuto sbavature). Soprattutto da sottolineare la crescita di esperienza e consapevolezza proprio di Simone Inzaghi. Bene per la vittoria e per il "titulo", ma le conferme negative ci dicono che la marcia di avvicinamento al fine stagione sarà molto difficile: avremo bisogno di tutti, sperando che i giocatori decisivo non abbiano flessioni, ma anche che alcune seconde linee facciano il salto di qualità definitivo e che Arnautovic e Sanchez riescano a esprimersi su livelli importanti in maniera costante.
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Gli editoriali.
Vinca o non vinca, squadra da amare incondizionatamente: Inter – Lazio 3-0
Non sappiamo come finirà la stagione. In termini di vittorie finali può accadere di vincere tutto o di non arrivare a nessun titulo. In Champions League affronteremo un'avversaria che in un modo o nell'altro può permettersi un'intensità e un ritmo fuori dal normale; in campionato, proprio per il grande sforzo che abbiamo sostenuto e che dobbiamo sostenere, possiamo anche non farcela; per la Supercoppa abbiamo un altro match ravvicinato da giocare alla morte, senza certezze. Tuttavia di fronte a certe manifestazioni di qualità estrema, di forza, di compattezza; di fronte a certe prove prolungate nel tempo di intensità e concentrazione, è impossibile non provare sentimenti di riconoscenza per tutti: giocatori, settore tecnico, dirigenza, proprietà. La vittoria contro la Lazio nella semifinale di Supercoppa sta nel segno di una serie straordinaria di risultati e di una reiterata dimostrazione di qualità eccelsa dimostrata dalle cifre e dallo spettacolo che abbiamo mostrato più volte sul campo. Parliamo di numeri irripetibili, che esprimono una superiorità tecnica imbarazzante, confermata peraltro anche in partite dove il risultato non è stato così netto come contro la Lazio. Adesso avanti con la finale, che, come detto, sarà una partita difficile e senza certezze. Se vinceremo sarà un trionfo sportivo importante. In caso contrario ciò non toglierà la straordinaria dimostrazione di forza e di qualità dimostrata fino a questo momento. Vince anche la Primavera di Christian Chivu, tornata alla vittoria dopo il primo risultato negativo in campinoato a Torino contro la Juventus. Vittoria faticata (uno a zero il risultato finale) contro una Sampdoria che si è comunque resa pericolosissima. Tiene bene la difesa e il primato in classifica è salvo, ma bisognerà migliorare sul piano del gioco per mantenere la posizione conquistata.
Le tappe di pianura (insidiose) sono quasi finite. Ora il giro si deciderà sulle montagne: Monza – Inter 1-5
A Monza abbiamo dato spettacolo. Abbiamo disputato una partita che possiamo considerare come perfetta, è stata una delle prestazioni più convincenti dell'intera stagione e da considerare ancora più positiva perché arrivata dopo un breve periodo di relativa e contenuta flessioni e dopo una settimana di polemiche pretestuose. Affrontata e approcciata la partita con ferrea determinazione e lucidità, siamo andati subito in vantaggio di due reti. Poi nonostante il loro goal, grazie a quella che possiamo definire come "tecnica collettiva" in particolare (la tecnica orientata al vantaggio di squadra prima ancora che al vantaggio del giocatore proponente) e alla lucidità delle conclusioni (cinque goal su sette tiri totali), abbiamo nettamente dominato e orientato tutta la partita a nostro favore. Sugli scudi i "soliti" Lautaro e Calhanoglu, una doppietta a testa, ma va sicuramente menzionata la straordinaria qualità, l'intelligenza calciatica fuori dal comune, gamba, ritmo e intensito di un giocatore che non finisce più di stupire: Henrikh Mkhitaryan. Abbiamo corso finora un giro esaltante: 51 punti su 60 sono il segno di una marcia e di una continuità che sembrerebbe non lasciare spazio ai rivali. Ma sappiamo che non è così, così come sappiamo che il giro si deciderà sulle grandi montagne e che le "grandi montagne" non saranno uguali per tutte le contendenti... Under 19: prima sconfitta (Juventus - Inter 1-0) in campionato proprio nel match in cui trova conferma un'antica e eterna legge del calcio, cioè quella che dice che se sei più debole dell'avversario puoi sperare di farcela (sperare, non averne la certezza) solo se lo aspetti, chiudi tutte le linee di passaggio, col tempo gli fai perdere lucidità e poi se hai un giocatore con i colpi lo trafiggi. L'Inter era nettamente superiore alla Juventus, ma i bianconeri hanno fatto valere la teoria del "corto muso". Speriamo sia vincente solo qui e non nel calcio dei grandi.
Reagire ai furibondi e immotivati attacchi concentrici: Inter – Hellas Verona 2-1
Inevitabilmente il post di commento alla partita si apre con alcune considerazioni che riguardano l'arbitraggio e quegli episodi chiave della partita che sono da subito sembrati controversi. In particolare si fa riferimento al goal dell'Hellas, dove è apparso evidente e netto il fallo di un veronese su Arnautovic, nel momento in cui iniziava la loro azione; al rigore che è apparso inventato o quasi (lieve contatto piede contro piede al termine del quale, nello sviluppo dell'azione, il piede che sarebbe stato colpito si trasforma in gamba d'appoggio, e alcuni istanti dopo il veronese si butta per terra, roteando l'altra gamba...); al presunto fallo di Bastoni in occasione del goal di Frattesi, una spallata dopo avere ricevuto a sua volta un intervento falloso, e non una gomitata. Al di là delle considerazioni sulle decisioni arbitrali e var, sicuramente in questo momento della stagione non stiamo vedendo l'Inter migliore e la cosa obiettivamente preoccupa, perché stiamo andando incontro a un periodo fittissimo di impegni gravosi (al contrario della Juventus...) e perché in passato abbiamo imparato che le nostre "flessioni" sono spesso sanguinose in termini di punti persi. Ieri l'abbiamo portata a casa e questo è un buon segno, ma facendo un bilancio del girone d'andata, giocando quasi sempre al top delle nostre possibilità e fornendo spesso prestazioni scintillanti, abbiamo conquistato un margine di soli due punti sulla Juventus, che invece non ha convinto, almeno alcuni, e che sembra possa solo migliorare non avendo tra l'altro i nostri impegni. Il post racconta la partita e anche la partita della Primavera (che vince sei a due contro la Lazio seconda in classifica) e pone l'attenzione su alcuni limiti e difetti su cui bisogna lavorare. La prima considerazione è che in diverse partite abbiamo preso goal su passaggi errati o palle perse a metà campo e sulle quali ci siamo trovati scoperto e questo è qualche cosa su cui bisogna lavorare. Altra considerazione, di natura tattica, è che soffriamo le squadre che non si schierano in modo speculare (nell'uno contro uno siamo quasi sempre più forti) ma che attuamo il 4231 o il 433 e soprattutto se hanno esterni molto veloci. Questo tipo di situazione comporta per i nostri giocatori, in particolare per i due esterni, sforzi particolari e compiti aggiuntivi che ricadono ovviamente su tutta la squadra e che vanno eseguiti con sincronismi perfetti e che richiedono evidentemente grande condizione fisica e lucidità. Inconvenienti, per così dire, su cui bisogna lavorare.
Tanto tuonò che… tornò il sole: Benfica – Inter 3-3
Benfica - Inter finisce tre a tre. Una partita a due facce: nel primo tempo abbiamo visto un'Inter rinunciataria, quasi mai in partita, il Benfica ha fatto la partita senza interruzione e concedendoci solo un paio di ripartenze pericolose; nel secondo tempo la squadra è invece apparsa trasformata sotto tutti gli aspetti. Le divergenze e eventualmente l'attribuzione delle responsabilità (al netto del riconoscimento di quanto prodotto dai lusitani) sono oggetto di analisi di questo post che si concentra sui diversi aspetti che abbiano inciso perché la partita si sia svolta in questo modo. Gli aspetti individuati sono: la sottovalutazione della difficoltà del match e della sua importanza; il conseguente eccesso di turn over; l'altrettanto conseguente (in parte) approccio sbagliato alla gara; l'inadeguatezza manifestatasi sul campo delle seconde linee a sostituire in blocco i titolari; la prestazione straordinaria ma dispendiosa dei lusitani nel primo tempo; l'atteggiamento tattico tenuto dai nostri nel primo tempo, come prodotto di situazioni di carattere psicologico e di composizione dell'organico; il grande ritmo, abbinato alla tecnica, sfoderato dagli avversari. Chiaramente, alla luce dello svolgimento della gara e per come è svoltato il match nel secondo tempo, possiamo considerare siano emerse indicazioni comunque buone e qualche altra più preoccupante, ma sulle quali sembra ci sia la possibilità di lavorare. I punti che sono qui ampiamente analizzati e discussi (su tutti: la sottovalutazione della difficoltà del match e della sua importanza; l'eccesso di turn over; l'approccio sbagliato alla gara) costituiscono spunti di riflessione che riguardano non solo la partita contro il Benfica, ma la nostra stagione nel suo complesso, per quello che abbiamo fatto fino a questo momento (e qui il bilancio è positivo, dobbiamo essere contenti dell'insieme: in CL tre vittorie e due pareggi, in campionato primato in classifica, 10 vittorie, tra cui in 5-1 al Milan, due pareggi e una sconfitta, più goal fatti e meno goal subiti...) e per quello che sarà e dovrà essere il nostro cammino a partire dal prossimo futuro, che ci vedrà già domenica sera impegnati in una difficile traserta in casa del Napoli.
Qualità individuali e spirito di squadra: Inter – Frosinone 2-0
Scegliamo un'immagine esemplificativa di Inter - Frosinone per dare una morale a questa partita e a questo inizio campionato. Nei minuti finali, sul vantaggio per due reti a zero, il Frosinone continua ad attaccare per rientrare in partita. Palla a Soulé sulla fascia laterale, all'altezza della nostra area. Siamo scoperti. Da metà campo, dopo quasi novanta minuti tirati alla morte, capitan Lautaro parte in un recupero ultra energentico, raggiunge Soulé e ingaggia un duello tutto fisico con lui, dal quale esce vincitore e fa ripartire la squadra. La morale è che abbiamo un gruppo di grandi giocatori, umili e disposti a spendersi per il bene comune. La partita è stata incanalata a nostro favore non tanto da una evidente superiorità di prestazione, ma da due episodi legati alla qualità individuali dei giocatori. Questo tuttavia non sminuisce il valore della nostra vittoria. Anzi per certi aspetti lo potenzia, perché è proprio delle grandi squadre possedere una ricchezza di soluzioni che, accompagnata allo spirito di sacrificio, ti permette di vincere anche quando incontri difficoltà. Capitolo giovanili. Nel post il report delle partite degli Under 15 (tre a zero contro il Como, tripletta di Gjeci); degli Under 16 (tre a uno al Como, goal di Curcio e doppietta di Carrara); della Primavera (uno a uno contro l'Hellas Verona, goal di Kamate). Due sconfitte nelle altre partite delle giovanili: Under 17 (contro il Milan) e Under 18 (contro il Genoa).
Arrivederci Rom(elu): Inter – Roma 1-0
La partita con la Roma era ricca di significati. C'era infatti un motivo emozionale, legato al ritorno di Lukaku a San Siro dopo il grande "tradimento". C'era il ritorno di Mou, c'era la presenza di altri ex, c'erano nella Roma ex milanisti come El Shaarawy e Cristante. C'era la necessità psicologica di rispondere alla Juventus, che ci aveva temporaneamente scavalcati al primo posto. C'erano soprattutto dei motivi e delle pressioni più decisamente di natura tecnico-tattica: l'opportunità di guadagnare punti; l'esigenza di dare conferma della buona condizione; l'esigenza di capitalizzare al massimo questo periodo di buona condizione; l'occasione per confermare quanto si sostiene circa la presunta disponibilità di due squadre di pari valore. Abbiamo ottenuto una grande vittoria e confermato un paio di cose che sembrano certe, anche dopo i passi falsi contro Bologna e Sassuolo, cioè che il gruppo è forte e che la squadra sembra al momento fare tesoro dell'esperienza passata e avere rtovato un migliore equilbrio. Sugli scudi Acerbi, che annulla completamente Lukaku; Chalanoglu; Asllani; Dimarco; Marcus Thuram, non solo per il goal, quando brucia sul tempo il suo marcatore e insacca con freddezza. Nel post il report sulla gara della Primavera, che vince tre a due in casa del Bologna, e i risultati delle altre giovanili con l'aggiornamento last-minute sulla partita dell'Under 18. Ottime notizie da Parma, dove Kevin Zefi, infatti, ha mantenuto la parola: non solo ha giocato ma anche segnato una doppietta decisiva per il nostro 3-2 finale. Se davvero il giocatore rimarrà in nerazzurro, potrebbe rivelarsi un grande colpo di prospettiva non molto lontana.
Una vittoria che può significare molto: Torino – Inter 0-3
Alla vigilia di due partite fondamentali per la nostra stagione, con Salisburgo e Roma, otteniamo su un campo difficile come Torino una vittoria importante con il risultato netto di tre reti a zero. Una vittoria in trasferta che, al di là del risultato, serve a dare un po' della fiducia persa dopo i due match contro Bologna e Sassuolo. Se la vittoria è stata netta, infatti, non possiamo dire che la partita di Torino sia stata una "passeggiata". Dal 20' del primo tempo, infatti, fino al goal del nostro vantaggio il Toro ci ha semplicemente messi sotto con il ritmo, l'aggressività e una disposizione tattica azzeccata. Il gran goal di Thuram, poi, ha cambiato le sorti del match è da quel momento abbiamo ampiamente legittimato il successo. Finalmente è stato decisivo il cinismo in fase realizzativa che altre volte è mancato. Adesso, come detto, due sfide importanti, considerando che la doppia sfida con gli austriaci può decidere la qualità della nostra annata, in prospettiva; il match contro la Roma, difficilissimo in sé, è ad alto rischio per le probabli conseguenze. Insulti e forse anche "buu" della curva indirizzati contro Lukaku, oltre a moltiplicare le forze del colosso belga, potrebbero mettere a rischio la squalifica del campo... Per quanto riguarda le giovanili, nell'ordine: l'Under 16 vince uno a zero con il Cittadella, concediamo poco agli avversari, mostriamo una superiorità tecnica individuale piuttosto netta, ma non riusciamo a farla valere mostrando una certa involuzione preoccupante; l'Under 19 vince nettamente 4-0 contro il Sassuolo, Chivu è primo in classifica, 17 goal fatti e solo 4 subiti, miglior attacco e miglior difesa del campionato con la squadra che ora sembra avere il giusto mix tra qualità tecniche e potenza atletica; l'Under 18 pareggia incredibilmente 4-4 contro la Roma dopo essere andata in vantaggio per quattro reti a zero con 4 bellissime azioni in verticale dopo 20 minuti di gioco; l'Under 15 di Fautario vince 3-2 contro il Cittadella, pure facendosi rimontare di due reti, si fa notare per le sue grandi qualità Gjeci (Nb. Che speriamo non faccia la fine di Mastour).
Un risultato che non elimina tutti i problemi: Salernitana – Inter 0-4
Una prestazione super di Lautaro Martinez porta a una vittoria in trasferta per 4-0 e il primo posto in classifica a pari con il Milan. Tutte le altre al momento sono dietro, abbiamo vinto sei partite su sette, segnato più goal di tutte e subito meno goal delle altre. Situazioni che in tempi non lontanissimi (parliamo di quattro anni fa, prima dell'arrivo di Conte) non contemplavamo neppure nei sogni più appagati. Ma restano degli aspetti e alcune considerazioni che non ci lasciano tranquilli. Partendo da lontano si ritorna sulla perdita nel mercato estivo di cinque giocatori importanti (Onana, Skriniar, Brozovic, Dzeko e Lukaku) con in particolare la perdita a metà campo di un campione (Brozovic) per un aspirante campione (Frattesi) e la perdita davanti di due fuoriclasse e di Correa per un campione (Thuram) e un buon giocatore avanti con gli anni (Arnautovic) più Alexis Sanchez. Mentre gli ultimi risultati smentiscono nella pratica la tesi portata avanti da chi sostiene che l'Inter abbia due squadre, a Salerno abbiamo visto cose migliori rispetto alla trasferta di Empoli e soprattutto al match con il Sassuolo, ma dopo un buon approccio, non abbiamo costruito nulla fino alle sostituzioni e all'ingresso di Mkhitaryan e Lautaro Martinez che, con Thuram, sono stati i due giocatori che hanno cambiato la partita. Spazio poi alle giovanili. La Primavera vince quattro a zero con il Torino: finalmente un'Inter bella, pratica e convincente, dove la forza sta nei reparti offensivi, la qualità straordinario e il ritmo delle mezze ali e le giocate sublimi per la categoria delle ali (la squadra gioca con il 433). Partita delutente per l'Under 17, costretta al pareggio dal Venezia e in classifica solo quarta, a quattro punti dal Milan e dietro pure al Verona, che incontreremo nel prossimo fine settimana. Nette vittorie dell'Under 16 (tre a uno) e dell'Under 15 (quattro a zero) contro i pari età del Brescia.
Non è tutto oro quello che luccica: Empoli – Inter 0-1
Quattro partite, quattro vittorie. In ordine: prima squadra, Under 16, Under 19, Under 18. Quattro vittorie, tutte e quattro molto importanti, ma come recita il titolo del post, non è tutto oro quello che luccica. Chiaramente il riferimento va, in primis, alla prima squadra. Qui c'è ovviamente molto da rallegrarsi: il successo in una trasferta rivelatasi ostica come quella di Empoli (nonostante i numeri dicono chiaramente che il match sia stato dominato) segna la quinta vittoria su cinque partite di campionato e giunge peraltro in contemporanea con la perdita di qualche punto di alcune rivali. Ovviamente tutte le squadre italiane vorrebbero essere in questo momento al nostro posto e tutti avremmo strafirmato per un cammino simile (compreso il pari in trasferta in CL). Ma ci sono ragioni di ansietà e questioni che non hanno almeno parzialmente convinto nella partita di Empoli, dove abbiamo rivisto la "storia" di tante partite dello scorso campionato in cui noi, contro squadre piccole che fanno densità davanti alla loro area, "creavamo" (facciamo gli scongiuri per il prosieguo della stagione) decine di occasioni senza riuscire ad andare in goal e molte, troppe volte venivamo poi puniti al primo contropiede avversario. In situazioni simili a quella di Empoli lo scorso anno abbiamo perso sei sconfitte. Praticamente 18 punti, più o meno quelli che hanno fatto la differenza rispetto al Napoli. Partiamo da qui nelle considerazioni che seguono la gara di Empoli per poi passare all'ottimo avvio di stagione dell'Under 16 (tre a due contro l'Atalanta alla prima di campionato di fronte alla squadra di chi ha creato con l'Inter il più grande settore giovanile d'Italia ma non solo); alla vittoria in trasferta con il Frosinone della Primavera di Christian Chivu (siamo all'inseguimento qui di un Milan che sembra una vera macchina...); alla vittoria del derby Under 18, ottenuta con un 2007 in campo e altri quattro in panchina tra cui uno, Iddrissou, autore del goal decisivo.









