Questa Inter, senza avere in passato investimenti importanti, come quelli dei due mecenati Angelo e Massimo Moratti, continua a stupire il calcio continentale da cinque anni, pur non vincendo tantissimo. In otto partite di Champions disputate, siamo stati inferiori solo all’Arsenal, finito primo con 24 punti su 24, 23 goal fatti e solo 4 subiti. Restiamo fuori dalle prime otto e arriviamo “solo” decimi, ma alle nostre spalle ci sono grandissimi club e davanti solo società stellari, ad eccezione forse del solo Sporting. Tutto questo mentre abbiamo momentaneamente conquistato e mantenuto il primato in classifica in Serie A, un campionato che anche considerando il valore e l’andamento delle avversarie, si sta molto rivalutando. Restano considerazioni da farsi su quelle che sono le questioni riguardanti il calciomercato. Già lo scorso anno, con degli investimenti a gennaio, forse non avremmo lasciato lo scudetto al Napoli e allo stesso modo è lecito pensare che servano dei rinforzi – a fronte degli impegni e con la consapevolezza che questa squadra, guidata da un allenatore come Chivu sempre più convincente – per potere affrontare le due competizioni (campionato e Champions League) e in particolare mantenere, fino alla fine, il primato in Serie A. La partita contro il Borussia ci ha visto prevalere contro una squadra che aveva perso in casa in Champions League, solo una delle ultime ventuno partite giocate. Un dato che non possiamo ignorare e che ci dà la misura della importanza della nostra prestazione e del risultato ottenuto. Il mister dà l’impressione di avere in pugno pienamente la squadra e di saperla guidare verso un continuo miglioramento. Il migliore in campo è stato senza dubbio – di nuovo – Federico Dimarco, che segna un goal su punizione molto importante e spettacolare per precisione, ancor più che per potenza. Da segnalare le ottime prove di Bisseck e di Acerbi e poi il goal di Andy Diouf, entrato in campo all’88’, autore di una rete forse rocambolesca, ma comunque cercata con grande personalità. Sette di incoraggiamento.
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Primi in classifica, ma con tanti problemi: Bologna – Inter 4-3 d.c.r.
In ossequio ai dettami della proprietà sono arrivati cinque giocatori giovani, tutti costati entro i 25 milioni, quasi tutti molto meno. Al momento si può dire che quattro dei cinque nuovi arrivi sono stati sostanzialmente azzeccati. Solo Luis Henrique lascia perplessi. È una buona media. Ma nessuno di questi è attualmente in grado di trascinare la squadra nel momento di necessità. La squadra non era “finita”, dopo il finale della scorsa stagione, ma doveva essere in qualche modo aiutata a ripartire e andava rafforzata nelle strutture portanti. Così non è stato e la squadra sembra andare incontro a delle “costanti” che sono positive, purtroppo meno numerose (segniamo molti goal, contro le squadre medio basse perdiamo pochissimi punti e diamo anche spettacolo), come negative. Prendiamo molti goal, spesso non riusciamo a gestire il vantaggio, contro le squadre forti e nelle partite decisive o fondamentali andiamo sovente in difficoltà, soffriamo le squadre di grande ritmo, che giocano con moduli non speculari e hanno attaccanti rapidi sugli esterni. Sono tutte ragioni che sono dentro la semifinale di Supercoppa persa ai calci di rigore contro il Bologna e che meritano di stare al centro di riflessioni da parte della proprietà per quello che è il prosieguo della stagione, dato che siamo prossimi all’apertura della sessione invernale di calciomercato. La Primavera, intanto, mentre la prima squadra esce sconfitta dalla sfida contro il Bologna, vince contro il Genoa con il risultato di tre a uno. Continua l’ascesa degli uomini di mister Benny Carbone, che appaiono in un momento di condizione brillantissima, nonostante le continue rotazioni di giocatori (tra Under 18 e Under 23) e nonostante l’età media contro bassa. Contro i rossoblù, che ci incalzavano da vicino e che dispongono di elementi maturi e insidiosi, non c’è stata partita. Questa squadra ha davvero molti talenti e potrebbe nel tempo regalarci anche qualche bella sorpresa a livello di individualità importanti. Intanto fa punti e gioca benissimo.

