
La speranza è quella di portare a casa qualcosa a fine stagione, la realtà è quella di una squadra che ci ha fatto divertire e gioire enormemente, quasi sempre, almeno per sette mesi, da agosto a febbraio.
Voglio vincere una competizione, come tutti i tifosi e come tutti coloro che lavorano per l’Inter e nell’Inter, ma firmerei sin d’ora per avere sempre stagioni di questo livello (e delle ultime cinque), a prescindere dall’esito finale.
Abbiamo preso un allenatore che doveva essere di seconda scelta, per chi non lo conosceva, e non gli sono stati concessi i rinforzi che, secondo gli addetti ai lavori, aveva chiesto.
Lui non si è lamentato, ha continuato a lavorare su quello che aveva (che comunque non era poco) e non solo: ha respinto pubblicamente la scusante (per altro oggettiva) degli impegni eccessivi per una rosa con qualche lacuna: siamo l’Inter e dobbiamo provare ad arrivare in fondo a tutte le competizioni, sapevamo che avremmo avuto tanti impegni, dobbiamo solo lavorare per cercare di farvi fronte al meglio.
Io sinceramente non so come andrà a finire.
Sembra stonato dirlo oggi, dopo un successo strepitoso, ma non sono tranquillo.
Stanno arrivando i mesi e le partite in cui gli sforzi intensi e continui cominceranno a pesare e potremo anche pagarli.
Di una cosa sono sicuro (la mia ‘realtà’): ragazzi e mister faranno tutto quello che è nelle loro possibilità e anche qualcosa in più per arrivare dove tutti sogniamo.
In questa situazione il gruppo merita di essere sostenuto con entusiasmo e passione, accantonando le polemiche: forse la dirigenza poteva fare qualcosa di meglio, sicuramente la proprietà poteva essere più lungimirante.
La squadra e chi la sta guidando, invece, stanno dando il massimo.
I numeri ci parlano di un percorso sino ad ora fantastico: in corsa in tutte le competizioni; primi in campionato con 5 punti (almeno) sulla seconda e 12 (almeno) sulla quinta; 19 partite vinte su 24; una ventina di gol fatti più delle maggiori rivali; tante esibizioni di assoluto livello calcistico.
Eppure i numeri non sempre dicono tutto, non sempre, almeno nel calcio, sono esaustivi.
Per questo la prudenza (che non significa sottovalutazione dei propri mezzi) i ‘piedi per terra’ e l’umiltà predicati da Chivu sono essenziali.
La stessa partita contro il Sassuolo ne è un esempio.
Grande dimostrazione di forza e di qualità, partita dominata, come dicono non solo i gol, ma anche gli altri indicatori che vedremo.
Eppure… non è stato così facile come sembra a posteriori, c’è voluta anche un po’ di suerte.
Sullo zero a zero una chiusura incredibile di Dimarco salva la nostra porta; sull’azione del gol di Bisseck, Thuram è in gioco per 2-3 centimetri; gli stessi che mettono fuori gioco Laurienté (mi pare) sul gol annullato al Sassuolo.
Il loro portiere ha responsabilità almeno su un paio dei primi gol.
Noi segniamo al primo tiro in porta: come ha detto Chivu il calcio è così, a volte domini e fai 20 tiri ma non entra mai, a volte l’azzecchi subito.
Un merito, certamente, ma non sempre ti può accadere.
Ci sarebbe anche da considerare l’espulsione di Matic, ma questo avviene quando eravamo già sul 4-0 e quindi rileva poco.
Insomma io sono d’accordo con Chivu: la partita è stata facile se si guarda alla fine il risultato, ma questa ‘facilità’ è il frutto della nostra qualità e pure di un po’ di suerte.
Riconoscerlo è utile anche per mantenere i nervi saldi e senso della realtà in vista delle prossie sfide fondamentali.
Già contro la juve domenica sarà un ostacolo durissimo: non solo per la forza obiettiva dei bianconeri e per la bravura del loro allenatore, ma proprio perché loro hanno un modo di giocare che presenta, potenziato dalla qualità molto maggiore, le stesse caratteristiche del Sassuolo che inizialmente ci hanno messo in difficoltà.
Anche i bianconeri hanno esterni larghi insidiosissimi nell’uno contro uno e molto più incisivi degli emiliani in zona gol; anche loro hanno centrocampisti bravissimi nell’inserirsi in area sui movimenti della punta.
Abbiamo subito 19 gol in ventiquattro partite, media 0,79, ma a Torino i gol subiti sono stati 4 in una sola partita ed eravamo pure in vantaggio, per cui non dovevamo neppure concedere loro ripartenze negli spazi.
La speranza è quella di portare a casa qualcosa a fine stagione, la realtà è quella di una squadra che ci ha fatto divertire e gioire enormemente, quasi sempre, almeno per sette mesi, da agosto a febbraio. Vogliamo tutti vincere una competizione ma non bisogna al tempo stesso sottovalutare il fatto che sono cinque stagioni, questa compresa, che a prescindere dall’esito finale, giochiamo un grande calcio e che ci fa divertire e ci regala grandi gioie. Non sappiamo come andrà a finire la stagione, siamo del resto alla vigilia di un ciclo di sei partite (si giocherà ogni tre giorni) che sono importantissime, ma siamo consapevoli che i ragazzi e il mister faranno tutto il possibile e anche qualche cosa di più per arrivare dove vogliamo e conquistare un titolo. Per quanto riguarda l’allenatore, Cristian Chivu, che doveva essere una seconda scelta, non si può fare altro che riconoscere che il suo lavoro sia stato fino a questo momento assolutamente degno di ogni elogio. Vedremo a questo punto se la squadra saprà mantenere ritmo concentrazione e lucidità nei mesi decisivi quando il logorio di una stagione pesantissima, condotta sempre al massimo, si farà sentire. Già contro la Juventus domenica sarà un ostacolo durissimo: non solo per la forza obiettiva dei bianconeri e per la bravura del loro allenatore, ma proprio perché loro hanno un modo di giocare che presenta, potenziato dalla qualità molto maggiore, le stesse caratteristiche del Sassuolo che inizialmente ci hanno messo in difficoltà. Anche i bianconeri hanno esterni larghi insidiosissimi nell’uno contro uno e molto più incisivi degli emiliani in zona gol; anche loro hanno centrocampisti bravissimi nell’inserirsi in area sui movimenti della punta. Abbiamo subito 19 gol in ventiquattro partite, media 0,79, ma a Torino i gol subiti sono stati 4 in una sola partita ed eravamo pure in vantaggio, per cui non dovevamo neppure concedere loro ripartenze negli spazi. Da allora siamo cresciuti, ma la stessa cosa si può dire di loro.
La squadra merita la massima fiducia, ma ci deve essere anche consapevolezza che le prove più severe stanno per arrivare: juve, la trasferta di Lecce fra le due partite di Champions, poi il derby dopo il Genoa e la semifinale di Coppa Italia,
Sei partite tutte fondamentali tra il 14 febbraio e l’8 marzo, una ogni 3 giorni e mezzo.
Ma per ora godiamoci il momento
La partita
Il Sassuolo si schiera con un 433 piuttosto aggressivo: gli esterni sono velocissimi e insidiosi nell’uno contro uno, mentre in mezzo il movimento di Pinamonti favorisce gli inserimenti delle mezze ali, Thorstdvet e Koné, mentre Matic resta a dirigere le operazioni.
L’Inter schiera perciò i difensori più veloci di cui dispone, Bisseck a destra e Akanji in mezzo, oltre a Bastoni.
Se i rientri dei nostri esterni e/o la chiusura dei centrocampisti non sono immediati, il rischio è che i braccetti vengano attratti lontano dal centro area e magari, se superati lascino il centrale da solo contro la punta e le mezzeali neroverdi accorrenti.
E’ quello che succede nei primi minuti, ma poi l’Inter ritrova le distanze fra i reparti e nei reparti e a questo punto la squadra si mostra ispirata ed efficace nelle ripartenze, contro un Sassuolo che non si chiude a fare barricate.
I nostri affondano con facilità e oltre ai 5 gol si devono registrare altre conclusioni pericolose e due pali. Il tutto limitandoci al periodo in cui il Sassuolo era ancora in 11.
In tutta questa fase per gli avversari c’è solo il gol annullato per fuori gioco e una conclusione sporca di Berardi.
Dopo l’espulsione e sul 4-0 per noi, ovviamente, non c’è più partita.
Le statistiche
Sono poco significative, perché ovviamente tutte positive per noi.
Una piccola sorpresa però viene dagli xG: 2,57 per noi, e 0,78 per loro.
Secondo le mie… interpretazioni il risultato atteso sarebbe di 5 a…1 e mezzo e non 5 a 0 o più.
Questo però mi sembra confermi quanto detto in precedenza, soprattutto nella fase iniziale abbiamo davvero corso qualche rischio di troppo che avrebbe potuto indirizzare diversamente la partita.
Per il resto:
- 62 a 28 di possesso palla,
- 513 passaggi riusciti a 329,
- 93% a 85% come precisione dei passaggi (e i nostro dato è impressionante),
- 14 a 4 passaggi decisivi,
- 65% dei passaggi nella metà campo avversaria contro il 34 del Sassuolo,
- tiri verso la porta 22 a 8,
- tiri in porta 12 a 2,
- tiri da dentro l’area 15 a 4,
- precisione di tiro 54% contro 33%,
- noi abbiamo percorso 106 Km e loro 101 e abbiamo sprintato un po’ di più (2,38 km contro 2,12).
Per una volta inoltre abbiamo attaccato con la stessa percentuale a destra e a sinistra (36%). Che sia un segnale della crescita di fiducia in LH?
Poche curiosità a livello di singoli: Dimarco ha tirato più di tutti (4) davanti a Thuram e Lauti (3), ma Thuram, LH e Miki hanno centrato più volte la porta (2)
Infine per quanto concerne la precisione nei passaggi Sucic precede Zielinski e Bisseck.
Prima di passare alle pagelle una divagazione: ho letto di un nostro interesse per questo Koné. Bene, una partita per di più non vista dal campo è poco significativa, ma a me oggi non è dispiaciuto.
Pagelle
Sommer:
i tiri in porta che deve intercettare sono davvero pochi, ma giustamente Chivu sottolinea il suo merito nel giocare la palla per avviare l’azione
6.5
Bisseck:
all’inizio fra lui e Akanji c’è qualche incomprensione su chi deve marcare Laurienté che ne approfitta. Poi però esce da dominatore nei contrasti, recupera in velocità ed è pericolosissimo in area avversari. Si capisce perché sia oggetto dei desideri di alcuni top team europei.
7
Akanji:
neutralizza Pinamonti, che non sarà un killer, ma la sua partita la gioca. Lo svizzero è impeccabile nella gestione della palla e trova persino il gol.
7
Bastoni:
affronta Berardi, nostra bestia nera e gli lascia solo una conclusione sporca e pretenziosa (di tacco! Mentre era marcatissimo) se Dimarco fa tre assist il merito è anche delle sinergie che il ‘Basto’ assicura.
7
(Darmian:
ben tornato, ci servirai.
s.v.)
Luis Henrique:
all’inizio la divisione dei compiti fra lui, Sucic, Bisseck e Akanji non era chiara. Poi comunque si è espresso con buona continuità e applicazione e il gol dovrebbe verlo sbloccato.
6.5
Sucic:
secondo me deve crescere ancora molto sul piano del contrasto e della capacità di copertura. Certo se ci riesce, con la facilità di corsa che mostra e il piede assai educto, può diventare importante.
6.5
Zielinski:
al Napoli era un giocatore delizioso. Lo scorso anno, a soli 30 anni, non poteva essere improvvisamente finito.
C’era un motivo che noi non conosciamo, ma quest’anno sta dimostrando che è stato un arrivo importante.
7
Miki:
quando disputa una gara ‘normale’ risulta sempre utilissimo e fondamentale. Non ha fortuna nelle conclusioni, ma verrà anche il suo turno.
6.5
(Diouf:
pochi minuti sufficienti per… abbassargli la media realizzativa. Scherzi a parte, sembra anche lui un giocatore ormai inserito. Soprattutto se continuerà a migliorare.
6)
Dimarco:
è senza ombra di dubbio il Roberto Carlos de noantri, forse ancora più decisivo in avanti.
Tre assist, una traversa, molte giocate, senza che per una volta, Berardi riesca a castigarci come gli riusciva spesso.
Lautaro:
spero che molti continuino a criticarlo o comunque a sminuirne il valore, se questa è la condizione per cui lui continui a segnare e a trascinare la squadra con le sue giocate, la sua forza, la sua generosità.
7.5
(Pio:
ha poco tempo e poche occasioni per mettersi in mostra, ma con un apio di interventi difensivi importanti ribadisce la sua utilità per la squadra.
s.v.)
Thuram:
con gli impegni che ci aspettano abbiamo necessità di ritrovare il Thuram che non solo combatte e gioca per la squadra, ma sa anche risolvere le situazioni in area.
Sembra ben avviato in questo senso.
6.5
(Bonny:
troppo poco per un giudizio anche parziale.
s.v.)
All. Chivu:
quello che ha fatto sin qui, per me è assolutamente degno di ogni elogio.
Poi bisognerà vedere se la squadra saprà mantenere ritmo concentrazione e lucidità nei mesi decisivi quando il logorio di una stagione pesantissima, condotta sempre al massimo, si farà sentire.
7.5
Luciano Da Vite
Scrivo quasi mai, ma vi seguo sempre. Sono grato a coloro che hanno lasciato da parte (spero non momentaneamente ed ovviamente a mio personale parere), una esagerata permalosità. Per quanto possibile, seguo da sempre la nostra Primavera e, con rammarico, mi dispiace che una discreta qualità sia gestita in maniera imbarazzante. Trovo inadeguato, a questo livello, mister Carbone. Incapace, secondo me, ormai a fine campionato, di registrare una fase difensiva che definire incerta è un complimento. Abbiamo un talento, probabilmente superiore agli altri (Mancuso), che è costretto a giocare fuori ruolo. I risultati arrivano per un grande cuore dei ragazzi (probabilmente l’unico merito del mister). Cosa ne pensa il nostro appassionato esperto sig. Da Vite ?
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Ti ringrazio, Sergio, perché quando mi si invita a parlare di settore giovanile per me è un grande piacere.
faccio una premessa:
ero molto più sicuro delle mie valutazioni quando potevo frequentare gli allenamenti settimanali.
Parlavo con tutti: allenatori, dirigenti, osservatori, procuratori genitori e persino giocatori (qualcuno ricorderà le mie ‘interviste’).
Conoscevo le motivazioni che stavano dietro le scelte di campo ed ero in grado anche di farmi un’idea sulla base, oltre che di fatti obiettivi (infortuni, condizioni di forma, impegni con el nazionali – soprattutto degli stranieri – ecc.).
Tutto questo mi dava un po’ di competenza che oggi, con la chiusura al pubblico degli allenamenti non posso più avere.
Quindi nei giudizi vado con i piedi di piombo. Anche sui singoli, perché prima conoscevo tutto di loro anche dal punto di vista caratteriale, che è importantissimo:serietà, impegno negi allenamenti, determinazione ad arrivare ecc.
Ti faccio un esempio che ho raccontato più volte: ero un tifoso entusiasta di Bonazzoli, con il quale avevo anche una certa ‘confidenza’. In campionato era un crack, in nazionale era meno considerato. Poi Bona fece degli allenamenti con la prima squadra. Al ritorno gli chiesi com si fosse trovato. Mi rispose: benissimo, gioco alla pari.
In quel momento capii che aveva dei problemi ‘di testa’, di mancanza della necessaria umiltà e che in nazionale pagava questi atteggiamenti. Anni dopo in un’ intervista, Bona riconobbe che in giovwnt+ aveva sbagliato atteggiamenti e questo l’aveva limitato-
Tutta questa premessa per spiegare perché or sono più cuto nei giudizi.
Ma sulla Primavera una cosa mi sembra indiscutibile: la fase difensiva è veramente inaccettabile.
Abbiamo subito 53 gol. Solo due squadre, sul fondo classifica hanno fatto peggio. Diverse squadre ne hanno subiti una ventina in meno
Abbiamo subito sei gol dalla Roma in casa, 5 a Frosinone, 4 dal Toro a casa loro, 3 da Cesena, Cagliari, Verona, lLcce, 2 volte juve (una in CI, ma il totale è 8 gol in 3 partite)
Eppure in difesa abbiamo il portiere della nazionale Albanese di categoria, a destra gioca un nazionale, già campione d’Europa U17, o in alternativa un ex nazionale; in mezzo abbiamo uno dei più interessanti prodotti di tutto il vivaio, affiancato di volta in volta da un recente acquisto nazionale del suo Paese e pagato abbastanza, oppure abbiamo un francese che ha già dimostrato di cavarsela benissimo in Serie C. Altre volte gioca Nenna, che ieri nel secondo tmpo è stato forse il migliore; a sinistra abbiamo un’altra perla del settore giovanile e della nazionale.
Ci possono essere mille scusanti: si paga il prematuro passaggio di molti elementi in U23, di conseguenza il risultato passa in secondo piano rispetto alla crescita individuale dei giovani, mancano i punti di riferimento continui causa del su e giu continuo tra le varie categorie, abbiamo una rosa mediamente più giovane degli altri, senza fuori quota e con molti 2008, ecc.
Ma una cosa mi sembra certa: non è la difesa a far acqua, ma la fase difensiva, perché con gli uomini di cui disponiamo la difesa deve far molto meglio.
Il sospetto che un po’ di responsabilità ricada sul mister io ce l’ho da tempo. Diciamo che un tempo, con più informazioni anziché il…sospetto, avrei avuto una mezza certezza
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Sul fatto che i punti siano da intendere come direzione e, soprattutto, da implementare progressivamente sono al 100% concorde. Poi consideriamo che sono anche vecchi, probabilmente oggi ci sarebbe anche qualcosa di nuovo grazie a tecnologia più diffusa.
Ma una strada alternativa devi provare a dartela senza limitarsi a sperare che nascano due Yamal.
Io frequento il mondo dilettantisco da anni e parlo con chi sta al piano superiore. Ne ho ricavato una generale conferma di carenza di innovazione. Per ia di un’inerzia quasi automatica che si impadronisce di organizzazioni vecchie (ecco perché cambiare, periodicamente, per me è sempre un bene).
Io, fossi ai vertici federali o anche di club, proverei a muovermi realmente in una direzione pur sapendo che i frutti li raccoglierò, se saremo bravi, tra anni.
Ribadisco che non basta conoscere le cose: l’implementazione fa tutta la differenza. Non esiste un piano industriale che sia pessimo su carta ma poi realizzarlo è la vera sfida. Altrimenti rimane tutto e solo su carta e i mondiali i nostri li guardano in tv
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Anch’io credo che non basti conoscere le cose, ma per me il problema sta nell’avere le possibilità, non solo finanziarle, ma anche di ‘cultura’ popolare e di struttura sociale , per copiarle o almeno ispirarsi.
Io inoltre credo che se siamo tra le prime dieci potenze industriali pur avendo una evidente scarsità di risorse naturali e nonostante le delocalizzzione indotta dal globalismo, significa che il ceto imprenditoriale non difetta di capacità. Semmai di etica
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E’ una giornata decisiva per l’Inter e per la credibilità del campionato italiano.
La cospirazione contro di noi è sotto gli occhi di tutti: decisioni arbitrali indirizzate, clima opprimente, assedio mediatico contro i nostri migliori giocatori.
Ne volete una riprova?
Ecco cosa scrive Tuttosporc:
“Il quotidiano torinese affonda descrivendo così il fallo dell’interista con la maglia Azzurra: “Gli era volato via Amar Memic che non è Mbappé, ma gioca nel Viktoria Plzen e in stagione ha segnato 3 gol (1 in carriera con la Bosnia): lui ha avuto l’ideona di affondare un’entrata da karateka per levargli il pallone anziché accompagnarlo
La faziosità e l’intento di creare un clma stile è evidente nelle falsità espresse in questo passo.
memic, scappa via a mancini, centrale di destra, e non a Bastoni.
Basto con grande generosità e intelligenza tattico con una diagonale profonda tenta il recupero. E’ in ritardo e non può in alcun modo ‘accompagnarlo verso l’esterno’. Tenta l’intervento disperato sulla palla, sapendo di rischiare, ma dve prendersi la responsabilità di provare a rimediare all’errore del compagno e dell’allenatore, che ha lasciato la squadra scoperta.
Se va male potrebbe essere giallo, perché che esistano le tre condizioni per il rosso è cosa discutibile.
certamente, abituato al campionato, sapeva che quando una situazione simile si verifica con un attaccante dell’Inter, l massimo è solo giallo.
faccio solo una domanda: se il fortissimo Bastoni, oggetto del desiderio del barça, non del forlimpopoli, giocasse nella juve, l’organo ufficioso bianconero avrebbe scritto queste sciocchezze? E quando le simulazioni le facevano i Cuadrado e i Nedved (non che non le facciano altri bianconeri, ora, ma quei due sono passati alla storia) scriveva le stesse cose?
Anche questo io intendo quando dico che per riformare il calcio bisogna partire da atteggiamenti cuturali profondissimi e radicati
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Non ne usciamo più ,caro Luciano…e ,contrariamente al solito,sono io ad essere pessimista sul futuro dell’ambiente calcistico,ma ,purtroppo non solo per quello.
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Be’ sul resto credo che nessuno possa essere più pessimista di me
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