
Fino ai minuti di recupero, almeno numericamente, poteva sembrare una vittoria di corto muso.
Solo numericamente, perché si era solo sull’1-0, ma la definizione ‘allegriana’ non si riferisce tanto e unicamente al risultato striminzito, quanto al modo di ottenerlo, giocando una partita molto accorta difensivamente, con poche occasioni e poco nel gioco.
Quelle di corto muso sono vittorie ottenute sfruttando l’organizzazione difensiva e qualche ‘colpo’ individuale in avanti.
L’Inter invece ha giocato in modo diametralmente opposto; sempre all’attacco, con pressione alta sui portatori di palla avversari, azioni ben costruite ed efficaci, tante palle gol non sfruttate a dovere e molta attenzione nell’impedire le loro ripartenze.
Chiaramente nel finale loro hanno tentato il tutto per tutto e in queste situazioni bastava una disattenzione, una palla deviata, un contrasto perso per vanificare un risultato perseguito mostrando netta superiorità su una squadra per altro ben messa in campo e con qualche individualità di valore.
Invece loro in quei minuti concitati non sono mai riusciti a tirare in porta, mentre noi, potendo giocare con più spazio offensivo, siamo andati due volte in gol in due minuti (anche se la prima rete, bellissima, è stata annullata per un mani evidente quanto fortuito).
Questa partita ha confermato alcune peculiarità dell’Inter 2025-26 e ne ha smentite altre.
Partiamo da quelle smentite, che sono meno numerose.
*L’Inter aveva la tendenza, quando non riusciva a chiudere le partite, a farsi rimontare nel finale.
A Parma non solo non è successo, ma non abbiamo neppure corso rischi reali.
*L’Inter aveva la tendenza a subire troppi gol: dopo 4 partite aveva subito 7 gol; nelle ultime nove ne ha subiti 4.
Può influire indubbiamente anche il ‘peso’ delle avversarie incontrate, ma mi sembra evidente che siano stati comunque ottimizzati alcuni meccanismi difensivi.
*Spesso accadeva che si giocasse solo un tempo ad alto livello, il primo o il secondo che fosse, con un approccio ‘feroce’, mentre nell’altro c’era una tendenza più ‘conservativa’ o comunque ‘morbida’.
Contro il Parma ci siamo abbassati solo nei 10’/15′ finali, quando per altro il tutto è stato ‘suggerito’ dalle stesse mosse di Chivu che ha inserito Acerbi per Luis Henrique, spostando a destra Carlos e rafforzando indiscutibilmente la linea difensiva.
Insieme a questa variazioni positive, ci sono state alcune conferme.
*L’Inter fatica maggiormente contro le squadre che difendono con il blocco basso (il Parma in fase di non possesso metteva a protezione della sua area almeno 9 giocatori oltre al portiere).
Sappiamo da cosa deriva questo problema: Luis Henrique era stato preso perché nel campionato francese si era distinto per dribbling e assist.
Da noi non ha confermato questa attitudine quindi nel reparto offensivo la fantasia e l’imprevedibilità non sono cresciute
*L’Inter, pur avendo il miglior attacco del campionato e potendo contare sul capo cannoniere, realizza in modo inadeguato rispetto alla mole di occasioni che costruisce.
Del resto la classifica stagionale degli xG rispetto ai gol segnati conferma questa ‘impressione’ visiva.
*Quasi tutti i giovani acquistati nell’ultimo mercato, almeno per il momento, non sono in grado di sostituire i titolari senza creare un deficit a livello di rendimento quando la partita è molto combattuta.
Se è normale che ci sia un minimo di differenza tra Lautaro/Thuram e Pio/Bonny, la differenza di prestazione è troppo significativa rispettivamente tra Dumfries e Luis Henrique o Barella e Sucic. E anche Diouf non appare una soluzione importante per l’immediato
I giovani in questione potranno anche affermarsi in futuro, ma al momento è evidente che non c’è possibilità di confronto con l’utilità, per esempio, dell’ inserimento di un Akanji.
La partita
Chivu deve schierare la formazione migliore possibile, tenendo conto degli infortunati, dei convalescenti e della necessità di distribuire i minuti di gioco tra i vari elementi, per evitare il rischio di infortuni o il calo di condizione da stress psico fisico eccessivo.
Per l’uno o per l’altro motivo nella formazione iniziale mancano alcuni titolari: Bastoni, Acerbi, Barella, Zielinski, Dumfries e Thuram.
Poi nel corso del match il mister risparmierà qualche minuto a Calha e Lauti.
La formazione iniziale mi dà garanzie dietro e nelle due punte, ma mi sembra poco rassicurante a livello di centrocampo, perché Miki rientra da un infortunio e non ha ancora ritrovato la condizione ottimale e Sucic appare al momento piuttosto fragile per le battaglie di grande agonismo.
Poi c’è Luis Henrique in discreta ascesa, che garantisce un lavoro ordinato sulla fascia, ma non ha (ancora?) le doti offensive di un Dumfries.
Cuesta presenta un Parma molto accorto in fase difensiva e affida le possibilità di contrattacco a un insidioso Pellegrino (ha all’attivo un quarto dei gol segnati dai ducali) e a due esterni di qualità come Ondrejka e il ‘nostro’ Oristanio (a proposito, Ori l’ho trovato migliorato nel senso che è diventato un giocatore vero, abile nelle due fasi anche se ovviamente il sacrificio ‘difensivo’ gli toglie un po’ di spunto e lucidità nei pressi dell’area, dove arriva più stanco).
Il modulo e la tipologia di gioco sono elementi che ci possono creare difficoltà, perché sappiamo che ci sono problemi ad affrontare le difese bloccate e che Pellegrino (1,92) approfittando anche dell’assenza di Acerbi potrebbe impensierire il suo marcatore, creando spazi per l’accorrere degli esterni, quando la nostra squadra è sbilanciata.
Tuttavia l’Inter, anche con le assenze citate, se è in condizione psico fisica è troppo più forte per non riuscire a imporre la sua legge, almeno a livello di supremazia di manovra, ottenuta senza rischiare in eccesso.
Attenzione, però: la superiorità teorica non è un elemento sempre dirimente. Lo hanno visto di recente la juve contro il Lecce e il Napoli contro il Verona.
Per questo l’elevato numero di occasioni create e non sfruttate poteva generare legittime ansie.
I nostri sono partiti subito con grande aggressività, impedendo in pratica ai ducali ogni possibilità di ripartenza e minacciando con insistenza la porta di Corvi.
La cronaca essenziale segnala quasi solo iniziative dell’Inter.
- Già dopo 10′ su cross di Calhanoglu, Esposito di testa conclude troppo centralmente,
- Al 15′ Luis Henrique cede palla a Bisseck, al limite; la conclusione è precisa e potente ma Corvi ci arriva con la punta delle dita e la devia sulla traversa,
- Poco dopo è Dimarco che lavora palla sulla sinistra e crossa per Lautaro.
Il Toro anticipa tutti e mette alto di poco.
Era una grande occasione
L’Inter continua a premere, ma attorno alla mezz’ora c’è l’unica occasione della partita per il Parma: Valeri guadagna spazio sulla sinistra e vede l’accorrere di due compagni dalla parte opposta, il passaggio arriva a Ondrejka che, indisturbato, può colpire al volo, a botta sicura, ma coglie solo l’incrocio dei pali.
L’Inter riparte ed è Esposito che gira in porta un assist di Carlos, colpendo a sua volta la traversa.
Poco dopo Calha ha una buona palla appena fuori area, ma non inquadra la porta.
Finalmente in chiusura di tempo gli sforzi dei nostri vengono coronati da successo: su cross di Dimarco, Esposito vince un rimpallo e serve di nuovo il compagno, che da posizione defilata insacca di precisione sul primo palo.
Potrebbe essere la fine di un incubo, ma almeno nel tifoso Luciano resta l’ansia per come i nostri approcceranno la ripresa (alla luce di episodi passati) e come gestiranno i cambiamenti tattici che la modifica del risultato imporrano.
Invece i nostri tornano in campo con la stessa aggressività, anche se al 5° un fallo ingenuo di Sucic al limite, regala una pericolosa punizione al Parma.
Sucic prova a rifarsi poco dopo.
Bisseck si sostituisce a Henrique nell’affondare, poi tocca indietro per Sucic.
Il croato conclude di prima, costringendo il portiere a un grande intervento
Dopo l’ora di gioco è Miki che va alla conclusione da fuori area, ma Corvi neutralizza in tuffo
Al 68′ la… madre di tutte le conclusioni sbagliate.
Dopo una bella azione corale, Sucic si trova solo davanti al portiere, in posizione centrale e con tutto il tempo di prendere la mira.
La sua conclusione invece termina incredibilmente a lato.
A questo punto credo che Chivu tema la beffa, dopo una partita dominata: fa entrare Barella per Sucic e Zielinski per dare un po’ di respiro a Calha, ammonito.
L’Inter però non arretra e continua a cercare il gol della sicurezza.
E’ Lauti, protagonista di una prestazione incolore, a sprecare un’ottima occasione, cercando una conclusione parata anziché servire il liberissimo Dimarco.
Nel recupero le due occasioni, in ripartenza, con il gol di Bonny annullato e quello regolare di Thuram.
Secondo me c’è stata una piccola flessione, almeno a livello di lucidità ed efficacia delle giocate, rispetto alla partita contro il Bologna.
Quasi fisiologica, comunque, considerando la seconda partita in tre giorni, il turn over attuato e il diverso approccio tattico alla gara da parte degli avversari.
Le statistiche
Partiamo dalle xG: 0,36 per loro e 2,60 per noi.
Ciò significa che sarebbe stato abbastanza ragionevole aspettarsi un risultato di 5-0 (o 5-1).
Il possesso palla è per noi: 64 a 36.
Per quanto concerne le conclusioni: ovviamente due gol a zero e 2 pali a 1 sempre per noi.
- I tiri totali sono 23 a 4 per noi,
- i tiri da dentro l’area 14 a 3,
- i tiri da fuori area 1 a 9,
- i tiri in porta 8-0,
- la precisione dei tiri: 0 per loro (nessun tiro nello specchio) e 34% per noi.
Mediamente un tiro su 3 è stato indirizzato in porta.
Le cosiddette big chances sono 5 a 0 per noi.
Al loro attivo 395 passaggi contro i nostri 673,
- la percentuale di passaggi riusciti è di 79 per loro e 91 per noi (ottima!),
- i passaggi chiave 3 per loro e 20 per noi,
- I cross riusciti; 3% a loro e 9% a noi.
Dividendo il campo verticalmente in tre fasce, noi abbiamo attaccato con un certo equilibrio: 37% delle azioni a destra; 33 a sinistra e 29 centralmente.
Loro hanno vinto più tackle di noi (14 a 10), ma noi abbiamo riconquistato più volte la palla: 58 a 41.
Le due squadre hanno percorso lo stesso numero di km (124) ma dì questi loro ne hanno percorsi 2,36 .
A livello individuale i primi tre per tiri verso la porta effettuati sono Espo, Lauti e Calha, tutti con 5; mentre Lauti è l’unico ad aver centrato la porta 2 volte.
Keita ha vinto 5 tackle, precedendo Bisseck, con 3
Infine Akanji è stato il più preciso nei passaggi (86%), davanti a Calha e Bisseck.
Le pagelle
Sommer:
difficile giudicare un portiere che non subisce neppure un tiro in porta.
Lui sbriga con sicurezza l’ordinaria amministrazione.
Sul tiro di Ondrejka non ci poteva arrivare ma la responsabilità non sarebbe stata sua.
6.5
Bisseck:
giocatore in crescita continua.
Quando riesce a tener la coordinazione ha pochi rivali, sia in fase difensiva sia nella spinta, situazioni in cui lo aiuta la forza e la velocità fuori dal comune.
In apertura sfiora il gol con una grande conclusione
7
Akanji:
prestazione di assoluto valore.
Blocca l’insidiosissimo Pellegrino anticipandolo e leggendo sempre in anticipo i possibili suggerimenti che gli arrivano. Esce dai duelli in sicurezza e non spreca palloni.
All’Inter servono acquisti di questo livello.
7.5
Carlos Augusto:
un giocatore che raramente si prende il proscenio, ma sul quale si può sempre contare per la sua totale affidabilità in entrambe le fasi di gioco.
Prezioso.
6.5
Luis Henrique:
non si può dire che demeriti, fa il suo con applicazione volontà e buon consistenza atletica.
Appoggia a Bisseck la palla con cui il tedesco colpisce la traversa.
Ma di giocatori che fanno il compitino, senza mai accendere la luce ce ne sono tanti ovunque
6-
(Acerbi:
entra a pochissimi minuti dal termine per aumentare la resistenza al prevedibile assalto finale.
Prestazione non giudicabile.
s.v.)
Sucic:
per me non è ancora all’altezza di queste sfide toste.
Non incide quasi mai in fase di costruzione ed è troppo timido quando deve chiudere e contrastare.
La sua prova sarebbe da cinque e mezzo, ma gli si deve togliere almeno mezzo voto per il gol davvero clamoroso che sbaglia.
5
Barella:
in pochi minuti di presenza dimostra quanto sia indispensabile per questa squadra.
Aiuta in fase di contrasto e nella gestione del possesso e riesce pure a servire due assist, anche se uno viene cancellato dal fallo di mano di Bonny).
7
Calhanoglu:
non una prestazione superlativa, ma in ogni caso una regia ordinata ed efficace.
Quando serve ricorre a fallo prendendosi un giallo ben speso.
Va al tiro più volte. Ma non è giornata
6.5
(Zielinski:
sostituisce Calha nel ruolo di play che ormai gli è abituale. Contrasta, pulisce palloni e aiuta a gestire i minuti finali.
6.5)
Mkhitaryan:
una prestazione accorta e utile, normale per l’armeno che forse spinge meno del solito.
Sta ritrovando la condizione migliore, che è indispensabile per le rotazioni nelle grandi sfide che ci aspettano.
Quando si spinge in avanti offre un assist spettacoloso a Sucic
6.5
Dimarco:
spinta costante e autentica spina nel fianco della difesa ducale.
Non perde mai palla e scodella diversi cross importanti, quando gli arriva la palla giusta la sfrutta anche col piede che gli serve per camminare.
Dietro non soffre.
7,5 (mezzo voto in più per il gol, decisivo)
Esposito:
ancora una partita di grande sostanza, spesa integralmente al servizio della squadra per la quale ingaggia corpo a corpo… cruenti, facendo salire i compagni e giocando da pivot alto.
Deve migliorare il rapporto col gol, ma ne ha tutto il tempo. A Parma con una bella girata coglie la traversa e poi con un contrasto robusto fa arrivare a Dima la palla del gol.
7
(Thuram:
pochi minuti di presenza gli bastano per ritrovare la via del gol.
Speriamo che sia l’inizio di un nuovo cammino ispirato.
6.5)
Lautaro:
come sempre, l’utilità, direi l’indispensabilità del suo apporto è fuori discussione, ma in questa partita non ha gli… occhi del Toro e sotto porta risulta insolitamente meno lucido e preciso.
Speriamo che abbia tenuto le sue qualità di cecchino in serbo per domenica…
5.5
(Bonny:
pochissimi minuti gli bastano per andare in gol concludendo con uno splendido smarcamento e una conclusione imprendibile una bella ripartenza di Barella.
Peccato che l’arbitro gli tolga una soddisfazione che meritava e che gli avrebbe fatto comodo per il morale.
6 di stima)
All. Chivu:
ha la necessità di fare turn over e a questo si aggiunge qualche assenza importante.
Mette in campo comunque una squadra solida e competitiva che ha il merito di approcciare bene la partita nei due tempi e di non rallentare, abbassandosi pericolosamente.
6.5
E’ tempo di mercato, anche se quello invernale è quasi sempre un mercato minore.
Le prestazioni degli ultimi tempi e… lo scorrere degli anni di alcuni titolari storici obbligano chi di dovere a pensare le strategie di mercato necessarie per completare al meglio la stagione, se possibile e poi per rilanciare le nostre ambizioni nella prossima.
Oaktree permettendo.
Siamo tutti d’accordo che ci serva un portiere.
In difesa con Bisseck, Akanji, Bastoni Carlos ci serve una giovane promessa utilizzabile subito e uno forte.
Davanti vanno bene i 4 che abbiamo.
A centrocampo con il probabile arrivo di Stankovic e la partenza di Frattesi (oltre al probabile addio di Miki) si può sperare nella crescita di Sucic e Diouf.
Servirebbe un centrale di sostanza, ma dubito che la proprietà… spendacciona sia d’accordo.
Sulla fascia uno bravo serve assolutamente.
Siccome portiere, centrale, centrocampista e esterno bravo tutti insieme non li prenderanno, servirebbe che almeno due di questi fossero campioni veri e non pischelli speranzosi.
Ma sarà quel che sarà.
Intanto godiamoci una squadra che da anni sta ai vertici, in tutte le competizioni che gioca.
Luciano Da Vite
Sono molto contento della gestione di Chivu: calcio moderno e propositivo, nulla a che vedere con il nuovo calcio anni 80 – cross per mischioni e contropiedi – proposto da Allegri.
Attenzione, qui in Italia può bastare per vincere lo scudetto stante la grande superiorità fisica del bilan, costruito a immagine del suo tecnico che può sfruttare il singolo impegno per ampliare il vantaggio di fisicità (col doppio impegno questo calcio li avrebbe già portati 10 punti dietro).
Quanto a noi chiaro cge i giovani non siano dei top fatti e finiti. Personalmente però preferisco avere Sucic, Diouf, Bonny e Esposito piuttosto che gli esperti (ex big) come Vidal, Gaglia, Klaassen, Arna e Taremi.
Anzi, credo fermamente che lo scorso anno se avessimo avuto i cambi di oggi, specie in attacco, lo scudetto sarebbe stato nostro nonostante le sciagure arbitrali.
Poi ovviamente arrivassero due top player sarei chiaramente felice ma, per guardare l’altra sponda del naviglio, Bartesaghi è meglio del nazionale Estupinian. Per dire.
Quindi rimboccarsi le maniche e scegliere bene nei ruoli più necessari
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Turno di campionato favorevole con gli inaspettati pareggi di Napoli e Milan, speriamo domenica di sfruttare la sfida casalinga con il Napoli sarebbe un bel segnale al campionato anche perchè la trasferta a Firenze del Milan non sarà facile.
Agli acquisti proposti da Luciano per la prossima stagione io aggiungerei una quinta punta o centrocampista offensivo con qualità diverse da quelli attuali, giocatore in grado di saltare l’uomo con fantasia, prospetto che ci manca da sempre, può essere Giovane del Verona ?
Reputo che una squadra che voglia competere per tutte le competizioni a cui partecipa non può non avere 5 giocatori offensivi, non so forse sono troppo esigente io a meno che ci sia tra i giovani dell’under 20 o 23 un prospetto che nel caso possa entrare nel turn over ma penso che sia inverosimile.
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Sono d’accordo, Sergio, un quinto attaccante servirebbe, ma già un portiere un centrale difensivo un centrocampista e un esterno forte non li prenderanno, forse basterebbe che il centrocampista o l’esterno fossero davevro giocatori offensivi.
Su Giovane non saprei. Contro di noi mi era molto piaciuto. Poi non ho continuato a seguirlo, direttamente, ma da quel che leggo sembra si sia un po’ ridimensionato. Inoltre non so se può fare tutta la fascia, com si richiede ai nostri esterni.
Dumfries tecnicamente non è un fenomeno, ma è prezioso perché ha una forza che gli consente di fare la fascia e poi andare in area a fare in pratica la terza punta
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