
Ero e resto un risultatista, ma sono anche, come ho accennato più volte, una sorta di risultatista pentito.
Alcuni polemizzano sui ‘tituli’ che avremo perso in questi anni se solo… avessimo fatto questo o quello.
Io non so se è vero.
Non so se avremmo potuto, con qualche accorgimento o strategia diversa, vincere di più.
Certamente sarebbe stato possibile se avessimo rinunciato a qualche obiettivo, ma non è possibile, siamo l’Inter non il Napoli o il Milan, con tutto il rispetto.
So che abbiamo vinto abbastanza, che siamo da tempo ai vertici come ci è accaduto raramente (o forse mai per un periodo così lungo) e so che in questi anni in moltissime occasioni mi sono davvero divertito.
Nonostante diverse crisi societarie e l’inopinato abbandono di due allenatori vincenti.
Sgombriamo il campo da possibili polemiche: non lo dico per difendere una dirigenza di cui mi importa zero rispetto alla squadra e che comunque si difende da sola.
Della dirigenza non parlerò più: mi limiterà a discutere di ciò che ho sotto gli occhi, cioè il lavoro del mister e la qualità della squadra.
La partita di ieri mi ha entusiasmato: alcune giocate, alcune intere fasi di gioco sono state sublimi, come le ha definite un amico sul blog.
Detto questo, anche se qualcuno mi accuserà di pessimismo cosmico, di disfattismo, o di tutto quel che si vuole, l’anima risultatista torna a emergere e non posso non chiedermi se è tutto oro quello che luccica, soprattutto in una prospettiva che si proietta sull’intera stagione.
Partiamo da questo fatto: accanto a chi ha espresso piena e incondizionata soddisfazione/ammirazione, ci sono, per eesmpio, le dichiarazioni dei due allenatori.
Chivu ha detto che si poteva fare molto meglio, che c’è tanto da lavorare.
Fabregas (che non è Conte né Gasp, come sportività) ha detto che lui non ha visto tutta questa differenza fra le due squadre e che decisive sono state le due nostre punte, di valore mondiale…
Queste affermazioni, che sorprendono, obiettivamente, sono in qualche modo confortate dai dati statistici del match, come vedremo.
In sostanza la mia posizione è questa: sono felice di come gioca la mia Inter; quando sta bene il suo gioco mi entusiasma sul piano emozionale.
Sul piano del ragionamento (o dello ‘sragionamento’, fate voi) mi restano le preoccupazioni che ho sempre avuto verso questo tipo di gioco: pressing altissimo, grande intensità, capacità del gruppo di rimanere compatto, in avanti o nei recuperi, secondo la situazione.
La mia preoccupazione è questa: non si può giocare ad altissimi livelli in questo modo per tutta la partita, non si può farlo per tutta la stagione, non so se si può farlo quando l’avversario è più forte.
Faccio un ragionamento di tipo generale. Per esempio il PSG lo scorso anno ha rischiato di uscire dalla CL nella fase eliminatoria: quando è arrivato al suo top è stato ingiocabile.
L’Inter ha fatto un po’ il percorso opposto, sempre lo scorso anno.
Ma guardiamo il Como: numeri da favola per i lariani. Quando ci hanno affrontato erano a 3 punti da noi, a 4 dalla vetta, dopo 13 partite.
Avevano la miglior difesa, con 7 gol subiti, uno ogni due partite, e un attacco che con 19 gol era nettamente secondo solo a noi.
Il Como ha praticato il suo gioco contro una squadra più forte e ha perso 4-0, in qualche modo ridimensionandosi.
La partita mi ricorda per certi aspetti, a parti invertite, la scorsa finale di CL, alla quale arrivavamo dopo una stagione strepitosa.
Anche se loro ieri hanno avuto momenti in cui potevano teoricamente rientrare nel match.
Noi contro il PSG, non credo.
Fra tre giorni avremo una prima verifica contro il Liverpool, che di sicuro è più quadrato, più esperto e ha uomini che non vanificherebbero le occasioni che gli si lasciano.
E poi ci sarà la verifica sul lungo periodo, nell’intera stagione, quando qualche uomo cardine necessariamente calerà, quando la squadra non avrà più la brillantezza e l’intensità dei tempi migliori.
Il ‘recupero’ delle prestazioni di buon livello di alcuni nuovi è un dato positivo in questa direzione: se anche Diouf e L. Henrique si confermeranno da Inter, le turnazioni potranno essere più efficaci e questo aiuterebbe.
Per assurdo oggi è Sucic il giocatore che deve mostrare qualcosa in più.
E non dimentichiamo che contro juve, Napoli, Milan e Atletico non è andata così bene…
Ripeto, nessun disfattismo, piuttosto solo il desiderio di non farmi travolgere da un entusiasmo comprensibile ma un po’ troppo spensierato.
E un’affermazione: vorrei vincere qualcosa, ma mi riterrei comunque soddisfatto di una stagione fatta sempre ai vertici e costellata da tante prestazioni di grande qualità.
La partita va esaminata, a mio parere, tenendo conto di entrambe le posizioni che ho… intraletto (mi piace creare neologismi) sul blog: abbiamo dominato, è vero, ma in alcune situazioni abbiamo rischiato che il nostro predominio perdesse… concretezza.
Ci sono anche gli avversari, è indiscutibile e ieri erano piuttosto insidiosi: ma non come Milan juve napoli e Atletico, anche se forse da allora in qualcosa siamo cambiati anche noi.
Ma questo è proprio ciò che si deve verificare a partire dalla gara col Liverpool.
La partita piuttosto mi suggerisce una cosa, che magari verrà smentita fra tre giorni, perché così va il calcio: Chivu sembra possedere la capacità, propria dei grandi allenatori, di leggere e capire la condizione del momento dei suoi atleti. Mette Pio, Diouf e L. Henrique nei momenti e nelle situazioni giuste.
Non so se siano i giovani a dare ‘entusiasmo e intensità’: se rileggo la formazione vedo che in campo, per un periodo significativo della partita, di giovani c’era solo L. Henrique (che comunque tra una decina di giorni fa 24 anni).
Per me entusiasmo, intensità e… qualità la danno, per esempio i Barella che nel primo tempo sventa un gol quasi certo da… braccetto di destra e a fine partita, da ala sinistra vince un tackle contro 3 avversari, servendo a Lauti una palla da tramutare in assist per il quarto gol.
Il non giovane Zielinski si è rivelato un’ottima alternativa all’infortunato Miki; Darmian e de Vrij in questi anni si sono dimostrati valide alternative ai titolari, come ora possono esserlo L. Henrique, Pio, o Diouf.
Sbaglierò ma il problema è solo di avere alternative all’altezza, indipendentemente dall’età.
Poi se le alternative, già all’altezza, hanno margini di crescita per poter essere i futuri Barella, Lauti, Bastoni. Thuram e Miki, meglio ancora.
Molto meglio.
La partita
L’Inter comincia fortissimo, con un ritmo e un’intensità pazzesche, unite a tanta qualità.
Dopo 21 secondi il Toro, grazie a un velo di Thuram, ha una buona palla, che però finisce fuori di poco.
Al terzo, Lauti con una giocata strepitosa mette Barella davanti al portiere, che però riesce in qualche modo a sventare la minaccia.
Dopo altri otto minuti di dominio incontrastato una ripartenza di L. Henrique si traduce in un assist per il capitano che brucia sul tempo il suo difensore e insacca splendidamente.
L’Inter continua il suo pressing alto, non concedendo nulla agli avversari e costruendo manovre apprezzabili.
Il primo pericolo per i nostri, che sono in controllo totale, viene al 26′ quando Calha perde una palla velenosa, ma Acerbi chiude implacabile su Morata.
Al 43′ il secondo campanello d’allarme: Douvikas si presenta solo in area, ma la chiusura in recupero di Barella vale almeno quanto un gol fatto.
A inizio ripresa il Como fa entrare il pericoloso Diao e aumenta la pressione, ma è l’Inter che in ripartenza costruisce inizialmente qualche buona occasione, vanificata da un po’ di imprecisione nell’ultimo passaggio.
Cresce la loro aggressione o cala la nostra intensità e poco dopo Douvikas riceve palla sul secondo palo a due passi dalla rete. Akanji può solo disturbarlo, ma questo basta perché il comasco calci fuori.
I pericoli corsi cominciano a farsi numerosi, ma dopo che anche Perrone ha avuto l’occasione di calciare a rete dal limite, arriva il raddoppio dei nostri: Thuram rapido sfrutta una mischia susseguente a corner e infila.
Questa è la vera svolta del match, perché non sempre capita che quando stai soffrendo riesci quasi a chiuderla.
Con un episodio che condensa bravura e suerte.
Dopo un gol giustamente annullato a Dima, ma strepitoso per concezione e realizzazione, abbiamo una conclusione di Diao da fuori non pericolosa, e un’occasione per Lauti, servito ancora da Henrique in ripartenza, ma stavolta Lauti non inquadra la porta.
A 10′ dal termine circa arriva il terzo gol, strepitoso, con protagonisti l’incredibile Barella, l’ispirato Lauti, Miki e il… bomber Calha.
La partita è chiusa, il Como si rassegna e due minuti dopo Carlos segna la quarta rete.
Come dicevo, se stiamo alla cronaca, alle sensazioni visive e ad alcuni numeri non c’è dubbio che abbiano ragione gli ottimisti totali: abbiamo fatto quattro gol e costruito tantissime occasioni contro un Como che aveva la miglior difesa del campionato, non aveva mai subito più di un gol a partita e aveva segnato quasi quanto noi.
Le cifre integrali del match, che comunque vanno interpretate, sembrano invece dar ragione a chi, pur nella gioia per l’ottima prestazione, mantiene qualche cautela.
Ma vediamoli, questi dati.
Partiamo proprio dagli xG che dicono: 1,24 per noi; 0,95 per loro.
Diciamo che su questa base la partita avrebbe potuto chiudersi più o meno sul 3-2: per una volta noi siamo stati più cinici e gli avversari forse più sciuponi.
Possesso palla: 42 a 58 per loro.
Come dico sempre questo in sé è il dato meno significativo: può indicare controllo e gestione, ma può significare pure incapacità di trovare sbocchi, di verticalizzare.
Soprattutto se sei andato subito in svantaggio.
Se passiamo ai tiri fatti e subiti, di solito non c’è partita. In questo caso invece:
- i tiri verso la porta sono stati 15 a 11 per loro,
- i tiri verso la porta da area 5 a 8 per noi,
- i tiri in porta 7 a 3 per noi.
Sembrerebbe confermato che noi siamo stati più cinici oppure che abbiamo messo i nostri tiratori in condizioni più favorevoli.
Questa interpretazione però parrebbe contrastare con il dato espresso dagli xG.
Le occasioni da gol sarebbero state solo 3 a 2 per noi.
I passaggi chiave addirittura 13 a 10 per loro.
Poi noi prevaliamo nei corner, loro nel numero di cross riusciti (20 a 15) e nei dribbling (5 a 2)
Loro sono stati superiori anche per numero di passaggi riusciti e persino nella percentuale di precisione (90 a 83%).
Il nostro dato è tra i più bassi mai registrati, ma l’insieme di questi ultimi fattori dovrebbe confermare che loro facevano passaggi corti e facili perché non trovavano sbocchi, mentre noi praticavamo la verticalizzazione che chiaramente ha un tasso di riuscita minore.
Per quanto loro prevalgano sia per numero di passaggi in avanti, sia per numero di passaggi lunghi.
Assoluta parità, invece, per i recuperi (44 per parte).
A livello di prestazioni individuali, tra loro appaiono spesso nelle primissime posizioni delle varie graduatorie Da Cunha e J. Rodriguez.
Tra i nostri emerge ovviamente Lauti nelle varie tipologie di tiri, Dima nei cross, mentre L. Henrique, a conferma della sua buona prestazione, compare tra i primi in ben 5 graduatorie
L’Inter ha percorso oltre 2 km in più degli avversari che però hanno sprintato per circa 200 metri in più.
Calha è il giocatore che ha percorso più km, davanti a Da Cunha.
Gomez ha sprintato più di tutti (quasi 500 metri complessivi, contro i 300 di Dimarco, che comunque stacca nettamente tutti gli altri, raggruppati introno ai 100 metri).
La miglior velocità media è stata tenuta da Diouf e Vojvoda, ma tutti gli altri sono vicinissimi.
Diouf ha anche toccato la punta massima di velocità (28.877) davanti a Diao (27.450).
In conclusione emerge come rispetto ad altri sport nel calcio i dati statistici siano interessante oggetto di studio, ma meno interessanti come fattore di valutazione globale delle prestazioni offerte dalle due squadre.
Se Fabregas dal suo punto di vista non ha tutti i torti nell’affermare di non aver visto una grande differenza nella prova delle due squadre, è altrettanto vero che gli spettatori, anche quelli neutrali con cui ho parlato, la differenza l’hanno vista chiaramente.
Numeri statistici o meno. Perché alla fine contano i numeri dei gol, anche se è necessario leggere pure che cosa ci sta dietro, come si sono ottenuti.
Le pagelle
Sommer:
come spesso gli accade non ha moltissimo lavoro.
Sbaglia qualcosa nei rilanci e in un’occasione esce a vuoto su una palla alta, ma viene graziato da Valle.
Akanji:
sempre efficace e autorevole nelle fasi di contenimento, anche quando nella ripresa dalle sue parti agisce il veloce Diao.
Non fa mancare un buon contributo qualitativo anche in fase di spinta.
7-
Acerbi:
c’è un dato significativo per la sua prova: gli avversari hanno tirato a rete ben 15 volte.
Ma solo in tre occasioni da dentro l’area.
Dove governa Acerbi, non si passa.
7
Bastoni:
Il Como attacca in prevalenza dalla sua parte, ma grazie anche al lavoro sinergico di Zielinski e Dima, non riesce a creare grandi pericoli.
In avanti si vede meno del solito, ma una sua progressione costringe Perrone a un fallo da ammonizione.
6.5
Luis Henrique:
sta imparando a tenere tutta la fascia: ci voleva tempo perché una cosa è giocare esterno in un attacco a tre, un’altra fare il quinto.
Partendo da lontano è anche più efficace perché può distendere le leve e provare il dribbling.
Al suo attivo tra l’altro l’assist che sblocca la partita e un’altra giocata analoga che però non viene sfruttata da Lautaro.
7
(Carlos Augusto:
in un quarto d’ora di gioco, schierato tra l’altro dalla parte… sbagliata del campo, segna un gol e si rende utile.
6.5)
Barella:
un’altra prova mostruosa per dinamismo, intraprendenza, qualità tecnica e continuità.
Non ci sono più aggettivi.
8
(Diouf:
troppo poco tempo per valutarlo.
s.v.)
Calhanoglu:
gioca più di posizione, rispetto a Barella e riesce a dare equilibrio alla squadra che rischia pochissimo.
Quando può calciare corner punizioni o meglio ancora concludere a rete dal limite è una sentenza.
Mezzo voto in meno per aver ripetuto l’errore – palla persa a metà campo con la squadra scoperta – che ci era costato un gol (subìto) in due altre partite.
Questa volta i compagni rimediano
7
Zielinski:
fa il suo, abbondantemente.
Contribuisce a rendere inoffensivo il Como nella fascia di centro destra; con la palla nei piedi è una certezza, dà ordine ed equilibrio al centrocampo.
6.5
(Miki:
poco più di 20′ per dimostrare di aver recuperato e di essere pienamente a disposizione.
Un rientro subito importante.
s.v.)
Dimarco:
scatti, progressioni continue e giocate di alta scuola, ma non solo, anche una fase difensiva fatta con attenzione e bravura, anche se non sarebbe proprio il suo lavoro preferito.
Gli annullano un gol che avrebbe dovuto venir concesso come premio alla qualità della conclusione.
7
Thuram:
prestazione maestosa.
Lavora per due e quando parte è quasi incontenibile.
Il gol è un po’ fortunoso e un po’ il giusto premio per la sua rapidità e intuizione da rapinatore d’area.
7
(Esposito:
troppo poco per dare un contributo che non fosse meramente agonistico.
6)
Lauti:
prego Dio che il suo declino prosegua a questi ritmi.
Mi pare che nel 2005 abbia segnato in tutto 38 gol.
E i gol non esauriscono certo il duo fondamentale contributo alla squadra.
Per esempio, ieri il suo marcatore avrebbe dovuto raggiungere anzitempo gli spogliatoi per numero ed… esuberanza di falli commessi.
7.5 (mezzo voto in meno per l’occasione non sfruttata)
(Sucic:
entra nel finale per timbrare il cartellino.
s.v.)
All. Chivu:
non era inadeguato, come ha scritto qualcuno sul blog quando abbiamo perso partite di troppo, non è diventato il nuovo Guardiola adesso.
E’ un grande uomo e un ottimo allenatore che sta facendo bene, ma come tutti è atteso a altre risposte convincenti.
7+
Luciano Da Vite
Io credo che la partita con il Como, come detto anche da Fabregas, abbia dimostrato ancora una volta quanto siano importanti le punte in una squadra. Confermando il saggio Bagnoli.
Per i gol ovvio, ma anche per tutto il resto. Se Toro e Thuram performano bene tutta la squadra ne beneficia e migliorano le prestazioni dei singoli.
Poi chiaro che gli episodi sono determinanti. La Sommerata su Valle questa volta non ha prodotto danni come invece in altre occasioni. Arbitro non ha fatto caxxate, ecc.
Io ribadisco che le richieste di Chivu siano figlie della volontà di sfruttare al meglio le caratteristiche della ns rosa. Se i ragazzi in panchina si dimostrano quelli visti, è ragionevole sperare che con 5 cambi si possa tenere alta intensità.
Quando ci abbassiamo, chiaro che capiterà perché ci sono anche gli avversari, io mi spavento di più perché difesa e cc non hanno caratteristiche di schermo e marcatura pura come può avere il Bilan.
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Ritengo che l’analisi di Luciano sia impeccabile. Come va considerata fisiologica l’impossibilità di ripetere, con continuità, prestazioni simili e poi..”il bello del calcio” è anche questo…in quei 10/15 minuti di inizio ripresa la partita poteva prendere una piega diversa,ma ritengo superfluo ricordare quanto incidono gli episodi in una partita, vedi derby ,Udinese ,juve….Certamente a fine stagione è gratificante poter aggiungere un trofeo,però già vedere una squadra sempre competitiva mi ren de più tranquillo. Finisco con il mio fastidio per le esagerazioni…adesso tutti esalktano in maniera eccessiva questa vittoria….basta un intoppo contro il Liverpool (sgraat,sgraat…) e diventa tutto negativo ….anche in questo angolo nerazzurro.
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Under 15: Inter Atalanta 3-2
A due giorni di distanza dal trionfo degli U16 nella nel confronto con la stessa avversaria, i nostri ragazzi hanno strappato una nuova, meritata ma insperata vittoria.
Si giocava di domenica, dalle 11 all’una e, complice anche un invito a pranzo, ero incerto se recarmi a Interello.
Anche perché la posizione in classifica delle due squadre non lasciava presagire nulla di buono.
I bergamaschi erano al comando con 21 punti, noi solo quinti a sei punti di distacco.
Alla fine sono andato, sperando di assistere quanto meno a una prova di orgoglio dei nostri.
Invece i ragazzi di Solivellas, con una grande prestazione collettiva hanno domato i pretenziosi rivali, anche più di quanto dica il punteggio, visto che loro hanno accorciato le distanze solo all’ultimo minuto di recupero, dopo una mischia furiosa, con qualche contestazione.
Intendiamoci: non è stata un vittoria clamorosa come quella degli U16, che hanno dominato gli avversari a tutto campo, esprimendo un ottimo gioco corale e una maturità atletica e tattica notevole per l’età
I nostri U15 hanno qualche lacuna in più a livello di crescita organica di alcuni elementi, il che se vogliamo può essere un fatto positivo perché segnala un potenziale ancora molto incrementabile.
In ogni caso i ragazzi hanno mostrato compattezza, buone qualità tecniche e determinazione nel blocco difesa-centrocampo, mentre in avanti hanno potuto contare sulla velocità di Sanogo, Sare, Fall e Zounbare, oltre che sul fiuto del gol di Giovannoni (alla settima marcatura stagionale).
Dopo una decina di minuti equilibrati, Giovannoni trova il vantaggio insaccando con un bel rasoterra in diagonale dopo un’azione corale.
L’Inter controlla il gioco e si rende pericolosa, in ripartenza; ma l’Atalanta, che comunque conferma la sua forza, trova il gol del pareggio a metà tempo, con il terzino Fradegrada, in mischia.
Tutto da rifare, ma i nostri sono concentratissimi, ripartono appena possibile e raddoppiano prima della fine con l’imprendibile Sanogo, l’unico 2012 in campo.
La ripresa ha le stesse caratteristiche: molta intensità, gran ritmo da entrambe le parti, maggior pressione dei bergamaschi, ma capacità da parte dei nostri di ribattere colpo su colpo.
A 5′ dal termine è Zoumbare, appena entrato, che si libera sulla destra, entra in area ed evita il suo marcatore, che lo stende.
Rigore ed esecuzione perfetta dello stesso Zoumbare.
In pratica la gara si chiude qui, anche se all’ultimo minuto di recupero, dopo una mischia furiosa nella quale i nostri reclamano per irregolarità subite, il fortissimo Bellei accorcia le distanze.
Ma non c’è più tempo per provare a pareggiarla.
Nell’Atalanta, che resta un’autorevole candidata al titolo, oltre a Bellei mi sono piaciuti curiosamente i due più piccoli: il mediano Damioli e il numero 10 Magrin (non so se figlio d’arte).
Queste in sintesi le valutazioni dei nostri:
Spanò:
sempre sicuro e in un paio di interventi provvidenziale.
7
Livella:
contende il posto a Ottaviani. Presidia la fascia con autorevolezza e sale, anche se non troppo spesso, in appoggio.
6.5
Grigioni:
Centrocampista di qualità, dotato di fisico e tecnica, nazionale, ha giocato in questa occasione con compiti difensivi, ma sempre con ottimi risultati.
7
Pietraru:
con il compagno di reparto ha costituito una coppia quasi insormontabile
6.5
Parisi:
esterno mancino abile, veloce, forte in marcatura e interessante quando avanza per partecipare alla transizione offensiva.
7
Pititto:
lavora in mezzo al campo con applicazione e continuità, senza trascurare qualche accelerazione a alcune giocate significative.
6.5
Tedesco:
giocatore molto interessante, che dirige il traffico in mezzo al campo con personalità, abiità tecnica e qualità fisiche
7
Rigamonti:
forse il più esile della compagnia, ma supplisce a questo limite temporaneo con agonismo e con una notevole padronanza della palla
7
Sanogo:
il più giovane in campo è anche forse l’uomo più pericoloso.
Oltre a un gran gol, mette continuamente in difficoltà la difesa orobica con le sue iniziative e le sue progressioni.
7.5
Giovannoni:
sblocca la partita con una conclusione da bomber vero, poi lotta fra più avversari fino alla sostituzione nel finale.
7
Sare:
ci prova sempre con gli spunti in che velocità, ma la difesa atalantina è solida, ha prestanza atletica e meccanismi di chiusura efficaci.
Lui comunque è una spina nel fianco.
6.5
Tra i subentrati, tutti espressisi a buon livello, merita una citazione Zoumbare, che mi ha impressionato: in 10 minuti si procura un rigore e lo trasforma impeccabilmente.
Mister Salivellas:
credo che stia ottenendo il massimo dal gruppo affidatogli
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Intanto l’U15, unica italiana, è a Maiami, dove da domani disputerà la Messi Cup con alcune delle prime società al mondo.
E l’U18 ha stravinto a Cagliari confermando il suo grande momento e soprattutto mettendo finalmente in mostra le grandi doti tecniche di Vukoje
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U16, non u15, ovviamente.
Intanto anche l’U17 ha vinto 2-1a Verona nel posticipo di oggi. Gol di Matarrese e Evangelista
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Bene !
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Semplicemente spettacolosa la prova dei nostri ragazzi contro il Liverpool.
Non servono altri commenti
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Ce la racconti un po luciano? Il Liverpool non era così forte come ci si aspetterebbe dal suo budget o è stata una vera impresa?
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Gabriele: il liverpool per quello che si è visto sino ad ora ha una squadra buona, ma non eccezionale, soprattutto in difesa prende qualche gol di troppo. Purtroppo non so l’età dei loro giocatori, ma di certo i nostri erano molto giovani, con in campo 6-7 giocatori del 2008 (tra l’altro tutti bravissimi).Adesso giocano i grandi magari domattina farò un report.
Hanno sbagliato un rigore, sul 2-0, ma hanno anche salvato due tiri sulla linea di porta a portiere battuto.
Ti basti dire che per me il eno nrillante dei nostri è stato iddrissou, che di solito è il trascinatore. ha lottato tantissimo (non in senso figurato, perché il suo marcatore lo maltrattava, ma lui rispondeva per le rime e ha giocato per la squadra. Però di solito quando lui è in campo l’Inter parte da 1-0. oggi strepitosi tutti i 2008 in campo, con il ‘mio’ pit che da fuori vale…calha
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Grazie mille!
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Peccato…oltretutto con il pareggio tenevamo a distanza il Liverpool in classifica. Comunque,al di là degli episodi di vario tipo e dei cambi forzatamente ritardati, a me sembra ormai evidente che ci manchi un giocatore fisico ,un “frangiflutti” in mezzo al campo….quando ci calano le energie ,andiamo in difficoltà…sono troppe le partite perse negli ultimi minuti
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A me della partita di ieri invece mi dispiace l’approccio.. non da grande squadra.
Siamo migliorati nella personalità e nella gestione da quando è entrato Zielinski al posto di Chala.
Nessuno discute il valore assoluto di Chala, ma i big match in cui gioca sottotono iniziano ad essere tanti.. partendo dalla disastrosa prestazione di Istanbul con il City. Forse nei big match si mette troppa pressione addosso e non riesce ad essere quel trascinatore che invece è nei match non di cartello.. Gli unici due rigori sbagliati con la nostra maglia sono stati quelli sanguinosi con il Napoli e con il Milan.. rivali dirette per lo scudetto.
Ieri il Liverpool si vedeva che era una squadra alla portata, fragile e poco tranquilla.. mi ha ricordato la partita con il Napoli post-scoppola con il PSV.. certe partite secondo me devi azzannarle come fatto con il Como, non dargli la possibilità per troppo rispetto o paura di crescere nella partita.
Ieri era una brutta partita da 0 a 0 tra due squadre che non hanno incantato.. dopo cè stata una grave topica dell’arbitro e siamo qui a parlare dell’ennesima sconfitta.
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inviato il post con anche il report sulla partita di YL
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Ho visto solo ora la mail Luciano, pubblicherò il post domani.
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Qualcuno mi aveva chiesto di Vanacore: non so perché ma la richiesta mi era sfuggita, mi scuso e provo a rimediare ora.
Secondo me ‘Save’ è migliorato tantissimo: ora il suo gioco è più essenziale, molto più incisivo e anche agonisticamente è più in partita. le qualità erano innate, il lavoro sta completandone il rendimento. Prima era elegante e bellino, ora è efficace. Purtroppo da quando non si possono più seguire gli allenamenti non ho modo, salvo rare eccezioni, di conoscere i ragazzi anche come persone e questo è determinante per capire dove arriveranno. Diciamo che lui ha la tecnica per puntare in alto, purché nel tempo si costruisca la forza necessaria per quei livelli e purché abbia la ‘testa’, fattore indispensabile sul quale non ho elementi di giudizio
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Ho guardato Brugge Arsenal per seguire attentame Ale stankovic e Ordonez.
per quel che si può giudicare da una partita, tra l’altro vist in tv, ordonez non mi ha convinto e Ale ha fatto bene, ma al momento non credo sposti molto a questi livelli.
Impressionante l’Arsenal che aveva in panca, per turn over, molti autentici campioni
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Post online: https://buu.zone/2025/12/11/la-prudenza-era-saggia-inter-liverpool-0-1/
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