Le difficoltà ci sono, ma sperare si può: Pisa – Inter 0-2

Foto: l’urlo di Lautaro Martinez. Il bomber argentino e capitano nerazzurro decide la gara con il Pisa con una doppietta.

A me sembra che questo sia stato il vero messaggio scaturito sia dal tipo di gara, sia – soprattutto – dal risultato.

Partiamo dal risultato, perché in questo caso i numeri erano fondamentali…

Siamo a solo un  punto dalla vetta, questo è vero.

Come è vero che perdendo a Pisa saremmo stati dietro a Milan, Roma, Napoli, forse Bologna, pari al Como e con un solo punto sulla juve.

E con un calendario ravvicinato impressionante per la mole e la qualità degli impegni

Con Bologna, Como e juve che sembrano aver trovato un assetto efficace e vengono da una serie positiva, mentre noi, in quel caso deprecabile ma non impossibile alla luce dello svolgimento della gara, ci saremmo trovati con tanti problemi e tre sconfitte consecutive sul gobbo.

Queste secondo me sono le partite che ti dicono se puoi (sottolineo, puoi) essere ancora una grande squadra, o se devi rassegnarti a una flessione piuttosto seria.

La gara col Pisa non risolve i nostri problemi, non ci dà garanzie che lotteremo sino in fondo per lo scudo o addirittura lo vinceremo.

Ma ci dice che questo è ancora possibile.

Chiarisco per l’ennesima volta che a me non piace sovrapporre le speranze alla realtà e preferisco guardare le situazioni con senso critico, valutando gli elementi positivi ma anche quelli negativi o almeno preoccupanti.

Del resto ho più volte espresso la mia opinione, preventiva, perché nei giudizi tecnici quando ho elementi che ritengo sufficienti, non temo di espormi:

“Questo è un gruppo ancora forte, perché ha giocatori e uomini veri, perché ha uno stile di gioco consolidato e potenzialmente efficace”.

Ma non è più un gruppo dominante, come è stato negli ultimi anni.

Il perché, dal mio punto di vista,  l’ho spiegato chiaramente più volte: a questa squadra è mancato l’inserimento di qualche campione, abbastanza giovane o anche in età, se non si poteva fare altro, che contribuisse subito ad attenuare il logorio prodotto sugli elementi trainanti da anni di battaglie al vertice (campionato, ‘coppette’, CL, nazionali: sempre con la pressione e l’obbligo di vincere).

A volte non convince Lautaro, a volte Barella, a volte Thuram, ieri Bastoni, ecc.

Tutto assolutamente normale e prevedibile, secondo me.

Faccio solo un esempio. Lautaro è primo nella classifica marcatori in campionato, è quinto in CL, con la sua nazionale ha recentemente raggiunto il quarto posto tra i marcatori di tutti i tempi: eppure la pressione è tale che sino a poche ore fa veniva considerato in declino.

E ancora adesso si scopre che non è decisivo nelle partite importanti, in Italia.

Abbiamo inserito qualche giovane che costava relativamente (per carità) poco, ma i giovani che costano poco difficilmente sono delle certezze subito. Se lo fossero, probabilmente costerebbero molto di più.

Se la responsabilità è dei direttori che non hanno saputo prendere giovani del valore di qualcuno preso da Como, Bologna, Udinese, ecc; oppure se è di chi non ha creduto di poter investire maggiormente e ha dato direttive molto limitanti, è un discorso che non voglio riprendere.

Ognuno ha le sue convinzioni e le ha espresse chiaramente.

Io mi limito a quelli che mi sembrano fatti (magari invece sono solo opinioni, anch’esse):

  • l’Inter per ora gioca meglio quando è in campo Miki (o Zielinski) rispetto a quando gioca Sucic,
  • gioca meglio quando è in campo Dumfries e se fosse disponibile dopo di lui credo giocherebbe ancora Darmian; in partite importanti piuttosto di L. Henrique ha giocato a destra Carlos,
  • Diouf ha giocato pochi minuti, anche non male, anzi. Ma in una partita importante non è stato messo mai dall’inizio,
  • Pio era nostro, ci hanno offerto 50 milioni e ci mancava altro che non lo riscattassimo per una cifra clamorosamente inferiore…
  • Bonny ha cominciato molto bene, poi ha avuto una piccola flessione, normale in un giovane che passa a una grande squadra, dopo l’entusiasmo iniziale.

Al momento, comunque, io sono molto più contento se possiamo iniziare con Lauti e Thuram in buone condizioni di forma.

Con Dumfries e con Miki o Zielinski.

Gli altri, a esclusione forse di L. Henrique, possono (e lo spero) bruciare le tappe e diventare importanti colonne tra qualche tempo: ma OGGI è stata forse rafforzata la linea delle riserve, non la prima squadra.

Devo rendermi conto che non è possibile, che sono passati i tempi in cui potevamo prendere un giocatore da 50 milioni, che neppure gli altri lo fanno ecc. ecc.

Benissimo, se è così ne prendo atto, ma allora non lamentiamoci se perdiamo qualche partita di troppo e nemmeno se, avendo gli impegni e gli obblighi che non ha il Pisa, stentiamo incredibilmente ad averne la meglio.

Il Pisa ha pareggiato con Milan, Fiorentina, Atalanta, Lazio, ha perso per un gol con Roma e Napoli, in casa aveva subito solo due gol.

Ha un costo annuo… cento volte inferiore a noi, ma anche alle altre squadre citate. E infatti finirà piuttosto lontano da tutte, temo per gli amici pisani.

Ma nella singola partita, in casa, con maggior freschezza, con la possibilità di giocare tatticamente nel modo che gli è più congeniale è in grado di creare difficoltà a tutti, se riuscirà a mantenere la condizione atletica e morale ottimale per tutta la stagione.

Normale che noi alla terza partita in una settimana cruciale, con alcuni infortunati e alcuni uomini da ruotare non all’altezza dei titolari, faticassimo, come hanno faticato le altre.

Il dato preoccupante è che la rosa ha confermato qualche lacuna,

Il dato positivo è che nonostante questo abbiamo fatto come le rivali e in diversi casi meglio.

Il nostro modo di giocare ci espone a rischi in queste partite, ma è anche quello che ci ha permesso di risolverla, perché il pressing alto ha consentito a Esposito di giocare una palla insidiosa a pochi metri dalla loro area e a Lauti di avventarcisi per segnare il sospirato vantaggio.

Ma con questo sistema di gioco siamo dominanti se tutti i giocatori in campo sono forti e sono al top della condizione psicofisica e con le qualità per suonare in un’orchestra di prestigio senza stonare..

Ecco perché secondo me un investimento su un paio di giocatori già di livello sarebbe stato indispensabile, per continuare a nutrire grandi ambizioni.

Poi se non era possibile, bisogna rassegnarsi. Se.

La partita

Gilardino ha confermato di essere un ottimo allenatore, almeno a livello di squadre medie: concreto, positivo, capace di scegliere la soluzione più efficace.

Le armi con cui il Pisa si può affermare son una difesa fitta e ordinata, un atteggiamento aggressivo nei duelli individuali (sul piano puramente tecnico non può competere con l’Inter e con altre), la ricerca immediata delle punte negli spazi e la capacità di portare a rimorchio almeno un centrocampista di corsa (ieri Piccinini).

La cronaca del primo tempo è fatta di impotenza nostra e di qualche sofferenza.

Arriviamo a concludere solo due volte: con Lautaro che su punizione di Calha mette fuori di testa e ancora con il Toro che raccoglie al volo un cross di Barella, ma la palla batte per terra e finisce alta.

Noi perdiamo molti scontri fisici e seconde palle, segno evidente che, oltre alla potenza dei pisani, la brillantezza alla terza partita in sette giorni non è ottimale.

In particolare sono  in difficoltà i tre difensori, perché Meister e Nzola hanno maggior corsa e fisicità e a loro si aggiunge Toure (dicono che lo seguiamo: piuttosto interessante).

Per di più Sucic non fa filtro e non riesce a contribuire in modo determinante alla costruzione della manovra.

Se ci aggiungiamo la solita modesta prestazione di Henrique, si capisce perché il primo tempo scorra via con qualche pericolo corso da noi (Meister che calcia fuori al 13′;  Sommer che rimedia in uscita bassa a un errore di Henrique al 21′;  Touré che vince un duello aereo con Bastoni e serve l’accorrente Piccinini che da ottima posizione calcia fuori di un soffio, al 29′; ancora Touré che impegna severamente Sommer con un colpo di testa allo scadere) e molta impotenza nostra.

Il secondo tempo inizia con lo stesso cliché: occasioni per Meister, per Piccinini e soprattutto per Nzola che si beve nelle praterie Acerbi il quale però di mestiere lo costringe un po’ verso l’esterno e la conclusione del pisano finisce a lato di un soffio.

Il triplo cambio di Chivu rimette le cose a posto: Esposito modifica la posizione in campo di Lauti, Bisseck e Diouf hanno ben altra freschezza e velocità rispetto a Henrique e Acerbi.

Mettiamoci anche che probabilmente il Pisa cala un po’ di ritmo com’era inevitabile.

Arrivano i due gol (più un palo) di Lautaro e tutto finisce bene.

Ora vado a consultare i dati statistici, ma sono certo che emergerà una netta superiorità dell’Inter, a conferma che il calcio è uno sport particolare dove le statistiche non sempre fotografano l’accaduto.

Inter superiore per:

  • possesso palla (60 a 40),
  • per tiri verso la porta (14 a 10).
  • per tiri in porta (3-2),
  • per tiri a ret da area (9 a 7),
  • per pali colpiti (1a 0),
  • per corner battuti (6 a 4),
  • per cross completati (10 a 6),
  • persino per dribbling riusciti (6 a 4).

I passaggi riusciti sono quasi il doppio, mentre la percentuale degli stessi ci vede prevalere con un modesto 87% contro il 77% (la differenza credo stia, oltre che nella qualità tecnica, nel tipo di gioco, basato per i toscani sui lanci lunghi.

A livello individuale Lautaro ha concluso verso la porta 5 volte (il doppio del secondo, Nzola).

Il tipo di gioco spiega anche perché ci siano solo interisti tra i primi 5 per passaggi riusciti nell’ultimo terzo (con la sorpresa di L. Henrique al quarto posto)

Infine il dato più attendibile: xG per i Pisa 1.03 per l’Inter 2,

A livello individuale: Dimarco e Barella i migliori per cross riusciti, ma anche Touré e Ancora hanno fatto bene.

Nessun giocatore ha vinto più di un dribbling.

Tanti giocatori hanno tenuto una velocità media sui 19,5 km.

Diouf ha toccato la punta massima di velocità, davanti a Tramoni, L. Henrique e Zielinski (che precede di poco Meister e Nzola!).

Praticamente identico il numero di km percorso dalle due squadre, come del resto i km percorsi sprintando.

Le pagelle

Sommer:

non molto impegnato, nelle uscite se la cava sempre.

6+

Akanji:

deve marcare in revalenza Nzola e viene messo a dura prova dal pisano. Non brillante come in altre occasioni, ma con mestiere e applicazione riesce a neutralizzare l’avversario

6

Acerbi:

viene sverniciato in contropiede prima da Aebischer – e spende  saggiamente l’ammonizione – poi da Meister che costringe  a virare leggermente verso l’esterno, concedendogli un angolo di tiro più ristretto.

E’ in difficoltà, ma in quelle occasioni gli è mancato il necessario raddoppio.

6-

(Bisseck:

aggiunge peso e velocità in un match in cui da questo punto di vista avevamo qualche limite.

6.5)

Bastoni:

Touré sulla sua fascia imperversa, complice anche l’evanescenza di Sucic e la nota non eccelsa propensione di Dimarco nella copertura.

Però perde anche diversi duelli individuali con Tourè e sbaglia insolitamente alcuni passaggi.

Forse gli servirebbe un turno di riposo.

5.5

Luis Henrique:

ancora una prova del tutto incolore. Mai insidioso davanti, poco utile nei ripiegamenti.

Angori lo strapazza spesso

5

(Diouf:

una piacevole sorpresa. Da tempo mi chiedevo, visti i nostri problemi in fascia destra e considerate le sue doti di cursore, se non fosse il caso di provarlo in quel ruolo.

E’ presto per dire se l’esperimento è riuscito, ma sicuramente il giocatore ha mostrato di avere potenzialità sulle quali lavorare.

6.5)

Barella:

finalmente una prestazione del tutto soddisfacente sia per quantità sia per qualità delle giocate.

Come nell’occasione in cui serve a Lauti la palla che mette in sicurezza il risultato.

7

Calhanoglu:

non è al top e questo crea qualche problema.

Il suo avversario (di solito Aebischer) è veloce e lo mette in difficoltà.

Lui se la cava sempre e raggiunge la sufficienza, ma l’Inter era abituata a un contributo più significativo.

6

Sucic:

non basta essere eleganti nei movimenti: serve forza, grinta, concretezza.

Si vede poco in fase di contenimento e non riesce a incidere nella costruzione.

La qualità tecnica c’è e bisogna lavorarci.

A me sembra che renda di più se può giocare negli ultimi 30 metri.

5.5

(Zielinski:

con Bisseck e Diouf determina il cambiamento nell’inerzia del match. Gli altri due ci mettono energia e freschezza. Lui ci mette tutto: palleggio, visione di gioco, intelligenza tattica.

Poi se vai a vedere i dati di movimento, scopri che eccelle anche in quelli, pur considerando che è entrato fresco in un contesto di giocatori agonisticamente molto provati.

7)

Dimarco:

soffre un po’ la maggior prestanza fisica e velocità degli avversari di fascia e questo spiega in parte anche qualche difficoltà avuta da Bastoni.

In fase di possesso resta comunque uno degli elementi più creativi

6

Thuram:

sta ritrovando la condizione. Sempre fondamentale nell’attaccare la profondità e mettere pressione ai sistemi difensivi avversari, gli manca un po’ di brillantezza e lo spunto decisivo.

6

(Esposito:

il suo assist, determinante, per Lautaro è una perla.

Entra con la solita grinta e determinazione e si rende utile in diverse giocate.

7)

Lautaro:

c’è chi lo discute e a 28 anni lo vede in declino.

Io… boh.

7.5

(Carlos Augusto:

pochissimi minuti.

s.v.)

All. Chivu:

è lì, in tutte le competizioni, nonostante diverse traversie. L’impressione è che la squadra debba ancora trovare la necessaria quadratura e questa potrebbe essere un’opportunità se riusciremo a crescere come equilibrio di gioco.

Il ritorno di Miki,  Dumfries e Bonny, la crescita di Zielinski e di Diouf, quella auspicabile di Sucic potrebbero aumentare il potenziale della squadra.

Speriamo bastino.

6.5

Le giovanili

Domenica si giocavano due sole partite, U23 (che considero ancora giovanile, nel senso che la seguo soprattutto per vedere la crescita di alcuni esordienti tra i prof) e U20.

Come al solito tra le due ho scelto l’U20 perché mi diverte di più, mi dà più speranza e poi in questo caso giocava contro il Milan.

Eravamo reduci da una larga sconfitta in YL, assolutamente immeritata nelle proporzioni, considerando che abbiamo giocato in 10  dal quinto minuto o giù di lì, siamo andati in svantaggio, abbiamo fallito un rigore, abbiamo comunque riacciuffato il pari, per poi crollare solo nel finale.

Invece in campionato, dopo un avvio incerto, stavamo (e stiamo) facendo benino: siamo quinti ma a soli 4 punti dalla prima…

La partita era difficile: il Milan che non va benissimo, a detta del telecronista aveva fatto scendere appositamente due titolari fissi dall’U23 e poteva contare su qualche individualità (Longoni, Lontani) di assoluto livello, oltre a qualche giocatore dalla velocità e prestanza fisica importante.

Questa comunque la nostra formazione iniziale:

Farronato

Della Mora (Marello), Peletti, Bovio, Ballo

La Torre, Cerpelletti, Zarate ( Putsen)

Pinotti (El Mahboubi), Iddrissou, Mosconi ( Mancuso)

Dopo alcune schermaglie iniziali siamo passati in vantaggio con il solito Iddrissou, abile nel deviare di testa un cross di Cerpelletti.

Non erano passati 20 minuti e da quel momento la partita ha cambiato registro, con il Milan proiettato alla ricerca del pari e noi che costruivamo azioni di rimessa.

In questa fase si sono rivelati fondamentali il portiere Farronato e il centrale Bovio, davvero insuperabile (entrambi sono 2008).

I nostri esterni offensivi lavoravano bene negli spazi e Jamy richiedeva sempre marcature multiple.

Da loro erano soprattutto Lontani e Scotti a cerare pericoli.

Il match era sempre apertissimo finché a una ventina di minuti dal termine i cambi… cambiavano la situazione.

Dopo alcune conclusioni pericolose di Mancuso sono stati proprio i tre entrati a confezionare il gol che ha chiuso il match: El Mahboubi allarga per Marello, sul cui cross si avventa Mancuso che insacca imparabilmente.

Inter più pratica, più cinica, quasi… allegriana.

Le pagelle

Farronato:

grande prova del nostro portierone (ricordo, metri 2,01) che si oppone a tutte le conclusioni rossonere mostrando anche una reattività insolita per la sua struttura imponente.

7.5

Della Mora:

meglio quando spinge che quando deve difendere: avrebbe anche un’occasione da gol in apertura, ma tira centralmente

6+

(Marello:

ingresso positivo, ma soprattuto assetto difensivo più congruo, con Ballo che torna a destra per lasciargli il posto.

Suo l’assist per il gol di Mancuso che chiude il match.

7)

Peletti:

tiene la posizione con sicurezza e concentrazione, limitando  il più possibile le iniziative di avversari insidiosi

6.5

Bovio:

con Farronato, Marello e Peletti è il 4° giocatore della linea difensiva nato nel 2008.

Prestazione maiuscola (non a caso è nazionale U17, appena arrivata terza ai mondiali).

Non fa passare nessuno e salva un gol quasi fatto.

8

Ballo:

spostato a sinistra, se la cava egregiamente.

Certo, quando torna al suo posto le cose migliorano ulteriormente.

6.5

La Torre:

altro 2008: si alterna con il Cerpe nella posizione di centrale.

Bravo con la palla nei piedi, forte nei contrasti, quando avanza ti aspetti sempre qualcosa.

Anche in questo match va al tiro un paio di volte, ma è meno felice del solito.

7

Cerpelletti:

a questi livelli il bresciano della Valtrompia non si discute, è una certezza assoluta, affidabile in tutte le situazioni di gioco.

Figuriamoci in un derby!

7

Zarate:

il meno brillante dei centrocampisti (non a caso è l’unico sostituito). Ci mette dinamismo e grinta ma è piuttosto impreciso in diverse  occasioni anche importanti.

6

(Putsen:

altro 2008, lo svedese contribuisce ad elevare il livello tecnico del centrocampo al quale dà maggior equilibrio.

Dino è ormai un giocatore prezioso.

6.5)

Mosconi:

 gioca a destra in prevalenza e pur non essendo un velocista si produce in alcune ottime ripartenze.

In area risulta sempre insidioso, sfiorando in un paio di occasioni la marcatura.

7

(Mancuso:

era una grandissima promessa, prima che un grave infortunio gli bloccasse la carriera per un anno e mezzo.

Ma l’Inter ha continuato a credere in lui tanto da fargli il contratto da pro.

Lo conosco da quando era un ragazzino negli esordienti del 2007, con Mosconi e Iddrissou.

Buon fisico, tanta corsa e tecnica da sudamericano (è di origine uruguayana).

Durante la lunga convalescenza era spesso sugli spalti a vedere i compagni e ho potuto fare amicizia con lui.

Sono felice del suo successo al rientro. Due gol in due spezzoni di partita, pur non essendo un attaccante.

Se la lunga assenza non l’ha condizionato troppo, ne risentiremo parlare.

7.5)

Iddrissou:

quando schieri Jami, sai che parti già da 1-0.

Almeno.

E che i difensori avversari faranno incetta di cartellini per cercare di fermarlo.

Imprendibile in progressione, implacabile di testa, generoso sempre.

8

Pinotti:

tanti spunti dell’ex comasco, sempre difficile da bloccare per dribbling e rapidità.

Non sempre preciso nell’ultima giocata, si tratti di dribbling decisivo, di assist, o di conclusione.

Ma lavorando tanto è normale si perda un po’ di lucidità.

7

(El Mahboubi:

in pochi minuti, riesce a rendersi pericoloso e  a avviare l’azione del gol di Mancuso.

6.5)

All. Benny Carbone:

non ne ero entusiasta, lo confesso, invece alla lunga sta lavorando bene. Alcuni giocatori con lui sono cresciuti e la squadra sta trovando maggior equilibrio e continuità. Bene così.

7

Under 18: Inter – Lecce 3-0 (D’Agostino 2, Strand)

Oggi alle 11.00 come accennavo si è giocato il posticipo, contro il Lecce,  dell’Under 18 (che, come si evince dalla formazione della Primavera, era priva di 7-8 elementi per… promozione biennale)

I nostri hanno vinto 3-0 con due reti di D’Agostino e con Strand che ha trovato finalmente la via del gol.

Il Lecce è nelle posizioni basse della classifica, ma non si è trattato affatto di una partita facile, tanto è vero che la prima rete è venuta solo dopo un’ora di gioco.

Prima si è vista una gara molto tattica, con i salentini bloccati dietro e i nostri preoccupati di non aprire per loro spazi invitanti.

Dopo il primo gol di D’Ago, la partita è cambiata.

Loro ovviamente hanno cercato di recuperare e in effetti si sono resi molto pericolosi, non tanto su azione, ma a seguito di alcune mischie createsi nella nostra area.

In questo modo però ci hanno lasciato spazi e la superiorità tcnica molto netta dei nostri ragazzi ha portato a numerose azioni efficaci e incisive che ci hanno regalato il raddoppio (ancora con D’Ago) e poi il gol della sicurezza.

Risultato importante perché ci proietti in zona vertice classifica.

La formazione iniziale:

Lleshi

Lissi, Pavan, Mackiewitz, Sorino

Kartelo, Arntzen, D’Agostino

Vukaj, Carra, Konteh

Poi sono entrati anche Costante (2010), Moranduzzo, Breda, Virtuani, Moressa, Franchi e Strand.

Le pagelle

Lleshi:

poco impegnato, ma sempre molto sicuro.

6.5

Lissi:

in difesa non c’è molto da fare, spinge parecchio, ma non risulta particolarmente insidioso per carenza di spazi in cui far valere il suo spunto.

6.5

(Moranduzzo:

sostituisce Lissi a inizio ripresa e lo fa con efficacia e sicurezza.

6.5)

Pavan:

sicuro e attento in marcatura, sceglie sempre posizione e tempi giusti di intervento.

7

Mackiewitz:

grande fisicità ma qualche imprecisione di troppo. Si farà col tempo, speriamo.

6

Sorino:

Davide dopo un primo tempo normale si scatena e offre a D’Ago la palla gol decisiva.

E’ velocissimo e sa giocare a calcio.

L’unica incognita, se parliamo di alti livelli, è il fisico non proprio travolgente.

7

Kartelo:

grande fisico e presenza importante in fase di contrasto  e rottura: meno positivo quando è chiamato a costruire gioco, specialità in cui deve migliorare.

6

Arntzen:

il norvegese (2009) mi è piaciuto moltissimo per intelligenza tattica, senso della posizione e visione di gioco. Quando l’Inter attacca e si scopre, lui si pone sulla linea dei centrali bassi,  facendo diga ma anche guadagnandosi la possibilità di orchestrare la ripartenza.

In altri momenti avanza per distribuire il gioco da centrocampista tecnico e avveduto

7

D’Agostino:

due inserimenti in area, uno con intelligenza ‘posizionale’ l’altro di prepotenza, regalano il doppio vantaggio ai nostri, in un contesto di una buona prestazione.

7.5

Vukaj:

si vede che ha buon piede, tecnicamente, ma trova pochi spazi e fatica abbastanza  a rendersi pericoloso. In altre occasioni l’ho visto più sciolto e disinvolto.

6

Carrara:

pronti via, sfiora subito il gol, poi resta un po’ ingabbiato dalla rete difensiva avversaria anche perché non gli arrivano molte palle giocabili.

Lui comunque si batte sempre, impegnando almeno due difensori.

6.5

Konteh:

inizia benissimo, saltando in velocità difensori come birilli, ma poi le sue iniziative non trovano sbocchi.

Alla lunga, dopo tante accelerazioni, perde lucidità e viene sostituito

6.5

Tra i subentrati oltre ai citati Moranduzzo e Strand, meritano una citazione il solidissimo Breda, l’intraprendente Virtuani, l’agile Franchi e Moressa, il giocoliere dal piede fatato.

Solo complimenti per l’ottimo mister Fautario (8).

Luciano Da Vite

52 pensieri riguardo “Le difficoltà ci sono, ma sperare si può: Pisa – Inter 0-2

  1. Fantastico CHhvu:

    “Sappiamo come agisce la critica con l’Inter. Vincere 5-0 è normale, 4-1 è gol subito, 2-1 è fortuna e se si perde è un disastro. Lo sappiamo e accettiamo la responsabilità. Avevamo un po’ di amarezza per le ultime due partite ma abbiamo saputo reagire alla grande”

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  2. Chivu a me piace molto, sia quando parla (mai banale) sia in campo: lo so che la coperta è corta ma credo che il modo in cui prova a far giocare la squadra sia il più adatto a sfruttare le caratteristiche dei giocatori provando a mascherarne le debolezze (che ahimé ci sono).

    La scelta mi sembra sia stata azzeccata – giù il cappello di fronte a Marotta che dopo Inzaghi sembra aver azzeccatto un altro novello da panchina.

    Sul mercato, invece, credo si sarebbe potuto fare meglio come caratteristiche da inserire in rosa. I problemi già evidenziati lo scorso anno non sono stati, a mio avviso, coperti con l’eccezione di rimpolpare i cambi in attacco (ma fare peggio era francamente impossibile).

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  3. Ausilio può dire quello che vuole.

    L’importante è che quello che dice non lo pensi.

    Altrimenti siamo nei guai.

    Tra Touré, che ha un po’ le caratteristiche di Dumfries eGiovane, che è molto diverso e non sarebbe un doppione, voi chi scegliereste?

    Per me è difficile avendoli visti solo qualche volta in tv

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  4. L’importante non è né quello che dice, né quello che pensa, ma ciò che fa. E se fa ciò che dice, significa che lo pensa anche perché se non lo pensasse avrebbe potuto accettare una delle tante offerte che gli sono arrivate. Se.

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  5. Se la scelta è tra un 98 che gioca nel Pisa e uno che il Verona ha pescato in Brasile svincolato, siamo messi male, soprattutto a livello di idee.

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  6. Magari è…razzista. Chi ha parlato di disaccordo con la società? Lui non ha detto che la società non vuole, ha detto che non c’è necessità. Siccome è evidente a tutti che la necessità c’è, io spero che lo abbia detto per non far salire il prezzo dell’obiettivo che spero stiano puntando

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  7. Le fregnacce che racconta Ausilio sono talmente tante e da anni che non è davvero il caso di considerare quello che dice questo individuo. Io penso che l’Inter meriti di molto meglio e che i risultati degli ultimi anni siano arrivati NONOSTANTE lui. Poi come al solito sarò in minoranza, vabbè, pazienza. Aspetterò la prossima esperienza per vedere la sua bravura.

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  8. Ma lo volete capire che Ausilio non piace neppure a me?

    Solo che io non sono presuntuoso e se lui non piace a me ma piace a 4 presidenti e diversi direttori che l’hanno rinnovato, se Inzaghi lo vuole con sé, se viene premiato come miglior ds, io mi limito a chiedermi se forse sbaglio io, che non sono del mestiere e non conosco le problematiche reali nelle quali agisce

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  9. Alla domanda su chi sia meglio tra Touré o Giovane non so rispondere perchè praticamente avrò visto un paio di partite di entrambi: troppo poco per poter anche solo abbozzare una valutazione.

    In ogni caso si tratta di profili di cui il calcio abbonda senza doversi mettere a fare trattative con club italiani che sicuramente tireranno la corda.

    Piuttosto vorrei chiedere a Luciano qualche informaizone in più su Cocchi che stasera potrebbe partire titolare.

    In particolare chiedo (senza vena polemica ma per pura curiosità) se il ragazzo ha le qualità per garantire quanto meno le prestazioni fin qui fatte da Luis Henrique (che tutti speriamo possa ovviamente migliorare).

    Su Ausilio ribadisco che – personalmente – il giudizio che ho espresso su di lui (e che potrebbe cambiare ovviamente) non si base su singole operaizoni azzeccate o sbaglioate ma su quanto ho visto (mio parere ovvio) in oltre 15 anni di sua guida al settore scouting. Poi non conosco i motivi per cui sia lì da così tanto tempo ma questa non è motivazione solida per ritenere una persona valida: conoscono dozzine di persone che ricoprono certi incarichi e non sono state cacciate nonostante oggettive (perchè viste da vicino) carenze lavorative. Amicizie, coperture, vincoli contrattuali, ecc. chi lo sa. Ma restano mediocri. Poi, ribadisco, uno può cambiare ma per ora non ho ancora sufficienti prove per rivederlo

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  10. beato te che conosci incapaci che fanno perdere alla proprietà aziendale centinaia di milioni (perché un ds mediocre in 15 anni fa questo) senza che la (anzi le) proprietà lo sostituiscano.

    Io conosco persone cacciate o sostituite per piccoli errori

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  11. Mi piacerebbe vivere nel tuo mondo, perché mi sembra molto umano, rispettoso dell’uomo più che del profittp..

    Ti rispondo su Cocchi.

    Fosso io a decidere, se della partita mi importa qualcosa, farei giocare sempre L. Henrique.

    Ma io sono modesto. non ho l’cchio dll’addetto ai lavori non sono in grado di fare comparazioni soddisfacenti tra chi gioca contro dei ragazzi e chi gioca contro atleti importanti.

    Allora lascio parlare Chivu, che tra l’altro conosce a perfezione non solo le potenzialità ma anche i limiti attuali di Cocchi e L.Henrique.

    Forse Cocchi giocherà in coppa italia. Forse.

    Chivu ha schierato Henrique per 13 volte e quasi 500 minuti

    Cocchi 0 volte per 0 minuti..

    Dev’essere per gli stessi motivi per cui 4 presidenti diversi dg e hanno confermato Ausilio, aumentandogli lo stipendio e molti addetti ai lavori ne parlano bene. Alcuni lo hanno persino premiato. E qualche ex allenatore lo vorrebbe nella sua nuova società.

    Verrà il momento , me lo auguro e glielo auguro, in cui Cocchi esordirà e se farà ache solo benino, ci sarà chi dirà: “visto? Perché non è stato schierato prima”? la risposta è: “perché il mister l’ha messo quando, avendone l’occasione, lo ha ritenuto pronto”.

    Poi il mister può sbagliare, ma in genere è più facile che sbagli io.

    E presidenti e dg possono pure sbagliare. Ma a me a questo punto, che volete farci, almeno il dubbio che a sbagliare sia io, viene, e non ci posso far nulla.

    Però vi invidio: è molto tranquillizzante avere certezze

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  12. Non è per rilanciare polemiche, ma davvero io non riesco a rendermi conto come possa non esser chiaro che esiste una regola non scritta che però è indispensabile rispettare perché il calcio viva.

    Il compito delle squadre più ricche è quello di attrezzarsi con giocatori già forti per lottare ai vertici nelle varie competizioni.

    Il compito delle squadre con introiti modesti è quello di sopravvivere, rendendo così possibile lo svolgimento dei campionati.

    Pertanto il direttore di una squadra non ricca ha il compito di trovare risorse in più per continuare a sopravvivere.

    Dove le trova queste risorse ? Acquistando a poco prezzo giovani non ancora affermati ma interessanti.

    Se ogni tre-quattro che si acquistano così, uno diventa importante, viene venduto con un congruo guadagno e questo serve alla società per restare in vita dignitosamente.

    E’ sempre andata e sempre andrà così.

    Le piccole e medie investono sui giovani e quelli che diventano forti, quando sono pronti, vengono rivenduti alle grandi a prezzi molto maggiorati.

    Le grandi hanno bisogno di giocatori pronti tanto che se, per esempio, producono giovani promettenti ma non pronti, li danno in prestito, per riprenderli eventualmente quando sono diventati pronti. E pagano per questo processo di formazione attuato da altri.

    Le più ricche hanno addirittura formato la squadra B per questo

    Qualche volta succede che il tuo giovane lo devi ricomprare dopo averlo mollato (Dimarco, per esempio) e qualche altra volta lo perdi definitivamente, per cui poi va in un’altra grande, arricchendo (si fa per dire) una piccola.

    Non so, Frattesi è all’Inter proveniente dal Sassuolo e la Roma lo ha perso

    De Winter è al Milan dopo esser passato per il Genoa e la juve lo ha perso.

    Il nostro Di Gregorio è passato dal Monza, prima di arrivare alla juve.

    Toure era della juve, non era pronto, il Pisa ci ha investito (come con Akinsanmiro e altri) e adesso se lo rivenderà metterà a posto i suoi conti.

    Il Verona ha investito su alcuni giovani pagati poco, se Giovane si affermerà, i veneti avranno raggiunto lo scopo di auto finanziarsi e qualche grande lo pagherà di più.

    La ragion d’essere delle squadre medie e piccole è lanciare giovani per continuare a esistere e cercare di essere dignitose.

    La ragion d’essere delle squadra più ricche è arrivare a giocatori che costeranno certamente di più rispetto a quando erano semi sconosciuti, ma che diano ragionevoli garanzie di competitività (garanzie, non certezze, perché nel calcio può non esser all’altezza, in una data situazione, anche un giocatore considerato abbastanza forte)

    Una squadra che vuol essere di vertice può rischiare su un giovane che costa poco e di cui non si sanno i limiti perché non è stato messo alla prova in contesti impegnativi.

    Non su 4 o 5 sperando che ne esca uno dopo qualche anno.

    Quattro o cinque giovani ‘promesse’ le prendi per le giovanili o per la squadra B, sperando magari che brucino le tappe come ha fatto la juve con Yldiz.

    Ma anche giocatori fortissimi e precoci come Pio e Camarda hanno dovuto passare per squadre minori (Milan Futuro, Lecce, Spezia) prima di approdare alle prima squadre di Inter e Milan.

    A me sembra tutto molto chiaro, poi magari sbaglio, per carità!

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  13. no, è giusto, infatti le piccole investono 3 o 4 milioni e le grandi (italiane) 25. Per questo ci si aspetta che quelli da 25 rendano perlomeno come quelli da 5, altrimenti qualcosa non torna.

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  14. Beh dai ragazzi..per quanto riguarda quest’ultimo commento ,non potete non condividere quanto ha scritto il nostro Lucianone ( scusami Luciano mi sono permesso il rafforzativo..:) )

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  15. Figurati Tullio, è un termine affettuoso.

    In fondo le differenze tra me e Phragrance sono molto più ridotte rispetto a quelle con Roberto.

    In questo caso, per esempio, io considero ancora un azzardo un giocatore da 20-25 milioni (non parliamo di uno a sei, come Palacios). Per me oggi il buon giocatore è sui 50, il campione sopra i 70 (spesso abbondantemente)

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  16. Luciano, ribadisco che in linea teorica hai straragione.

    Ma se una grande squadra conferma, impegnando parecchi denari, Lautaro, Barella, Bastoni – ma anche Leao, Pulisic o Vlahovic, Bremer, ecc. (mentre la medio piccola li cede alla prima offerta) – poi è normale che NEL PERIODO ATTUALE (inferiorità economica netta dei club italiani) uno debba completare la rosa in un altro modo, non potendo immettere dei…nuovi Bastoni, Lautaro…Leoa o Pulisic.

    Resta, TRA LE SECONDE LINEE, decidere se puntare sempre e solo su over30 maturi che possono andar bene oggi ma non possono minimamente pensare di diventare il Bastoni del domani, oppure provare a prendere per 25/30 mn chi un Bastoni lo può diventare.

    Per la SITUAZIONE IN CUI SIAMO NOI ritengo la seconda soluzione sia più futuribile. Tanto che Zhangm, con la politica opposta, ha finito per perdere la società per via di prestiti non resi.

    Ora anche a me frega zero se Zhang o chi per lui getta i suoi soldi per l’Inter – anzi sono felice come tifoso – ma non posso biasimare proprietari che non vogliono bruciare soldi così e…guarda caso chiedono di applicare la strategia due di cui sopra.

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  17. Certo: il tempo dirà chi aveva ragione. Quello che non trovo giusto è accusare la politica calcistica di Zhang per responbsabilità che chiaramente trascendono il mondo del calcio.

    Intanto primo tempo pietoso dell’U23: confesso che in diversi momenti sono stato sul punto di addormentarmi.

    Così, l’U23 serve sOlo a buttare soldi

    Però una cosa la partita la conferma: Agbonifo travolgente in Primavera lo scorso anno, non la vede mai. kamaté addirittura via da due anni tocca tre palloni. davvero vorremmo vedere Primavera in prima squadra?

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  18. Personalmente, a meno che sia un potenziale campione stile Balotelli, ovvero uno che ha già un possibile impatto positivo in squadra, no…

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  19. Ok il Venezia, ma si può giocare a pallone anche cin un po di under23 non costati 70 mn.

    Forse si può creare una base di ricambio interna visto che certi acquisti non potremo, almeno per il momento, farli.

    Speriamo sia cosi

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  20. Roberto, le basi interne non si creano. O hai la fortuna di trovare un lamine Yamal, un Totti, che nascono già…imparati , o, se trovi nel vivaio un potenziale campione come Pio o Camarda, per prepararlo alla prima squadra devi mandarlo in squadre medio piccole dove si completa giocando.

    Ho usato il verbo trovare perché la qualità del campione non si forma. Si formano altre cose, fondamentali, e lo si fa impiegando il talentino contro avversari veri. Cosa che L’Inter non può permettersi,

    certo che si può giocare a pallone anche con un po’ di U23 costati poco . Basta iscriversi al campionato di serie B.

    Salvo eccezioni sempre possibili. Che so, uno dei migliori giovani presi da noi, Bisseck, è arrivato a competere (non a soppiantare) con Acerbi e e D vrji, adesso che loro hanno 36(37 anni. E lui ne ha 25, non 22

    L’Inter ha prodotto Pio, spero che anche Ale Stankovic possa diventare da Inter. magari fra qualche tempo Calligaris e Cocchi. O Jamy. O qualcuno attualmente ancora più giovane (per questo sono appassionato di giovanili più che di U23).

    Ma tutti, come è successo a Pio, potranno giocare nell’Inter solo dopo aver dimostrato di poterlo fare

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  21. Una domanda a Chivu:

    18 partite con 4 punte molto decisive: non è roba da poco.

    “Il merito è di chi li ha scelti, chi li ha portati qui …”

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  22. Luciano, rispetto ovviamente la tua opinione, ma resto convinto di non riuscire a spiegare il mio pensiero (colpa mia). Provo a schematizzare:

    1. Condizione oggettiva di partenza: il calcio italiano che compra campioni nel pieno della carriera non esiste più. Lo ha detto più volte Marotta, gli altri ds e….infatti non arriva più nessun fuoriclasse nel pieno della carriera per 70mn. Ma non solo non arrivano più Yamal, ecc. ma nemmeno i Camavinga o i Frimpong. Eccezione Osimeh con operazione…da indagine giudiziaria. A quei prezzi dall’italia giocatori così escono solo, non entrano.
    2. Sostituzione interna. Esempio Bisseck è perfetto. Un ragazzo per prendere il posto del titolare è bene sia inserito gradualmente, visto che per condizione 1 è impossibile comprare….Mastantuono, giovani gia iperpronti (poi i casi di giocatori forti presi a prezzi…italiani ci sono, e non pochi, ma vabbeh…). Se dietro Dum 29enne ho un 22enne, lo uso in modo progressivo (non ci sono sempre partite impossibili in Italia), se ho un 32enne magari nel brevissimo è meglio ma, semore a breve, dovrò cambiarne due e…potrò pescare per via della condizione 1 solo quel tipo di giocatori (giovani da 25 mn o 32enni in declino). Con la differenza che in quel caso dovranno subito partire titolari e non maturare progressivamente. Oggi Pio e Bonny sono apprezzati perché giocano …il giusto. Se al loro posto ci fossero stati, come in passato, over30, cosa succederebbe quando anche Thuram e Toro, a breve, lo saranno? Che dovremo prendere 4 Pio/Bonny o Taremi/Arna) e farli giocare subito titolari, perché Kane o Doue non li puoi comprare. Per me molto più rischioso.
    3. Se poi luis henrique, per dire, non fosse proprio buono ho più chance di liberarmene e provare a ripartire. Ecco perché ho sempre insistito nel non “sprecare” una finestra fatta da una base titolare ancora relativamente giovane (Basto, Barella, Toro, Thuram, Dima, Dum…). Se, per fare un esempio, partiranno De Vrj e Acerbi, serviranno due centrali…e pensi potremo prendere il Bremer di turno a 80 mn? Non credo proprio. Se De Vrj fosse stato un 25enne li da 2/3 anni avrebbe probabilmente giocato lui e sarebbe arrivato un solo difensore, spendendo….sempre circa 30 mn. Poi se la sarebbe giocata con…il De Vrj di turno.

    Casualmente i nostri, ora, lo stanno facendo. Ed è inutile dire “vedremo che combineremo” confrontando con tempi passati…che non ci sono più. Zhang con politica opposto si età messo in un buco per cui non so poteva nemmeno prendere Vicario perché costi erano ingolfati…

    Il ciclo di cui beneficiamo è stato creato da acquisti giovani nemmeno tanto onerosi: tra Toro, Basto, Dima, Barella, Dum, Thuram, Chala nessuno è costato oltre 35/40 mn, e nessuno è stato preso da over30.

    Se non puoi permetterti ogni anno di prendere il forte di turno – condizione di tutto il calcio italiano – è francamente inutile lamentarsi continuamente confrontando con ciò che era. O confrontarsi con Udibese che applica una politica si dei giovani ma che devono costare max come Palacios e guadagnare max come Di Gennaro.

    Non ha mai risposto alla mia domanda: quale giocatore è arrivato in Italia per oltre 70 mn? Ma fai anche 50. Da questa risposta spero comprenderai meglio il mio punto di vista sul perché in Italia sia doveroso competere ai max livelli anche con questa politica e…la possibilità di tenere e rinnovare i top senza, come fanno altri, cederli (vedi anche Bilan e Napoli, non solo Atalanta e Udinese).

    Poi io sono il primo a sperare che ci prenda arabo di turno e crei eccezione spendendo di tasca propria centinaia di milioni, sia chiaro. Ma fino a che non accade mi aspetto che i ns acquisti da 25 mn siano migliori di quelli di Lazio e Roma da 15…

    Spero di aver chiarito una volte per tutte il mio pensiero

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  23. Si, ma è sempre stato chiaro. Solo che io ho idee diverse. Prendi 1-2 giocatori all’anno, da 50 milioni l’uno. Per esempio Lookman e Kone.

    Sono solo esempi.Ci aggiungi il ‘tuo’ Pio e magari Bonny.

    Sforerai di un po’. Ma se vinci, se vai avanti in CL, se ti qualifichi per i prossimi mondiali questo investimento, abbastanza ridotto tutto sommato rispetto alle disponibilità, ti ripagherà ampiamente.

    Il prossimo anno prenderai un centrale da 50 milioni, perché negli altri ruoli sei coperto.

    E così via.

    C’è un rischio. Si chiama rischio d’impresa.

    Io non sono un imprenditore, ma vedo che gli imprenditori che vogliono avere successo investono e poi ne hanno un ritorno.

    Per fare questo naturalmente è indispensabile saper scegliere il personale strategico. Ma credo, nella mia ignoranza, che il rischio calcolato e la scelta degli uomini chiave siano le caratteristiche dei grandi imprenditori.

    Poi ci sono anche gli speculatori. bravi anche loro, nel loro mestiere

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  24. “investimento abbastanza ridotto tutto sommato rispetto alle disponibilità”

    E’ questa cosa che ci fa avere visioni diferenti. Noi non abbiamo disponibilità create da società Inter che, al contrario, ha debiti per centinai di milioni. Vero che nell’ultimo anno – finale CL e mondiale per club (difficilmente replicabili) – abbiamo chiuso in utile ma ciò deriva appunta da entrate una tantum che è quasi impossiible replicare (il mondiale per club semplicemente non ci sarà).

    Ma, in generale, è il calcio italiano a non haaveredisposnbilità importanti perchè i diritti tv valgono pochissimo rispetto, ad esempio all’Inghilterra, il merchandising è ridicolo, gli stadi sono…comunali.

    Questo significa avere entrate strutturali modeste rispetto ai top club che possono fare quel tipo di investimenti. Dipendere in larga parte dai premi derivanti da performance sportive è esattamente ciò che non permette di effettuare in serenità investimenti importanti.

    Se poi le disponbilità arrivassero dal proprietrio arabo di turno allora sarebbe un altro discorso. Ma, di nuovo, non vedo questo tipo di proprietari (ad eccezione, in parte, degli ovini) in Italia.

    E’ dura digerire essere passati da movimento top a serie b calcistica – almeno da un punto di vista economico – ma è così. Per cui il capitolo è nuovo e i lconfronto con il passato non ha motivo di esistere.

    Poi chiaro che ci possono essere spese anticipate – vedi bilan scorso anno – ma poi senza qualificazione in CL sono immediatamente rientrati (saldo positivo sul mercato).: ma devi avere asset da vendere per rientrare (e torniamo al solito discorso giovani/maturi)

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  25. Tu insisti che l’Inter ha debiti e formalmente hai ragione. I debiti ci sono

    Se io compro a 300 milioni un’azinda chesul mercato è quotata 1300, ma ha 500 di debito e io glieli lascio, quell’azienda ha debiti.

    Se io che ho comprat a 300 milioni un’azienda che ne vale 1330e saldo i debiti, azienda non ne ha più.

    Se io acquirente preferisco tenermi i miei soldi e lasciare che la mia nuova azienda sia indebitata.

    In altre parole l’Inter non ha debiti perché i debiti che ha sono molto inferiori al differenziale di valore di mercato. Differenziale determinato proprio dai debiti (investimenti) che hanno portato il valore da 300 a 1300.

    Certo, i 1300 sono potenziali, perché se ru non investi tornerà a valere molto meno

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  26. Purtroppo il valore è solo teorico, soprattutto nel calcio dove i valori sono più volatili che mai (valore giocatori).

    Il punto è che anche per via del FFP uefa i tuoi costi devono restare al dis sotto di una certa % dei ricavi (peraltro nemmeno tutti, quelli più strutturali e non legati a proventi connessi alla proprietà).

    Pertanto i limiti di spesa esistono….salvo barare o avere, di nuovo, un proprietario con connessioni così forti da attirare entrare da varie fonti (la Cina doveva essere il nostro eldorado con Suning).

    Non so se ci hai fatto caso, ma riporto un pezzo che ripende dichiarazioni del presidente del Como.

    Il Como è una delle squadre che ha speso di più sul mercato in Italia e in Europa, oltre 100 milioni, riuscendo contemporaneamente a trattenere i suoi gioielli a partire dall’allenatore Fabregas e il fantasista Nico Paz. Un progetto di crescita costante e a lungo termine, ma il presidente del club Mirwan Suwarso predica calma e vola basso: “Arriverà un punto in cui, dopo aver cresciuto i nostri giovani, dovremo venderne qualcuno inseguendo una strategia di sostenibilità”, le sue parole al Corriere della Sera.

    Un messaggio che potrebbe quasi spaventare i tifosi del Como e va sicuramente in controtendenza rispetto alle ultime mosse del club e agli investimenti fatti nelle ultime settimane. Ma Suwarso è molto prudente e anche sull’Europa esprime dei dubbi: “Andare in Europa non è assolutamente nei nostri piani, non possiamo inseguire un sogno rischiando la bancarotta. E’ vero che una qualificazione europea aumenterebbe le entrate, ma allo stesso tempo dovremmo rispettare i parametri del Fair Play Finanziario“. 

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  27. Nel recupero del campionato under 16 terminato pochi minuti fa a Interello, un’Inter fantastica ha liquidato per 3-0 la capolista atalanta.

    In serata conto di mandare il report, in coda al post sulla Coppa Italia

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  28. Va bene, rinuncio: i nostri combattono contro ricconi sfondati che ogni anno fanno incetta di fuoriclasse da 50 e 70 mn. A partite dal Como (cit.)

    Essere competitivi è un autentico miracolo…

    Visto che sono pirla, ho umilmente chiesto quali campioni siano arrivati per quelke cifre. Sttendo ancora risposta…

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  29. Ragazzi il Milan ha perso ma con diversi non al 100%. Se Jashari appena rientrato gioca così abbiamo di fronte un campione….speriamo che Ale Stankovic diventi anche solo la metà di questo giocatore….a occhio comunque il Milan ha una rosa formidabile

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  30. Secondo Fabregas il Como lo scorso anno ha provato a prendere sia Sucic che Luis Henrique…..davvero una questione interessante….

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  31. Avevo scritto e inviato un post su Inter Venezia e su Inter atalanta U16, Ma il pc si è impallato forse per un virus e non è stato più utilizzabile per alcuni giorni.

    Ora me lo hanno aggiustato.

    Rimando tutto sotto forma di post, non tanto per la partita di Coppa Italia che ormai non è più di attualità, quanto per la bellissima partita dell’U16 della quale mi spiace non si sia letto il report.

    Ecco comunque il tutto.

    Opposizione debole, ma voglia e idee ci sono

    Inter Venezia 5-1

    E’ stata una partita che ha presentato poche difficoltà anche se Chivu ha deciso di rinunciare a Sommer, Akanji, Acerbi Bastoni Barella Calha, Dima, Dumfries e Lautaro.

    Gli avversari erano di serie B e avevano anch’essi parecchie assenze.

    La scelta del nostro mister è dunque stata fatta in tutta sicurezza perché l’undici sceso in campo (come del resto i subentrati) hanno disposto abbastanza facilmente dei lagunari.

    Così è stata l’occasione:

    per recuperare alcuni reduci da infortuni o malattie (Mikhi, Thuram, Bonny)

    per dare spazio e fiducia a giocatori nuovi che ancora non si erano imposti (Diouf, L. Henrique),

    per ritrovare un Frattesi convincente e insidioso,

    per far conoscere la prima squadra e la cornice di pubblico di San Siro a qualche giovane (Cocchi, Spinaccé, Bove),

    per fare anche qualche esperimento (per esempio, Zielinski vice Calha, Diouf esterno destro, L. Henrique a sinistra).

    Tutto è andato per il meglio perché la nostra superiorità era netta e non avevamo neppure bisogno di quel pizzico di suerte che sicuramente ci ha accompagnato.

    Per esempio, sul primo gol, bellissimo per ideazione ed esecuzione, la difesa ospite si è sciolta centralmente come il burro.

    E ancora: due realizzazioni da fuori sono state fantastiche per esecuzione, ma non facilmente ripetibili.

    Dopo il doppio vantaggio si sono aperte autostrade, tanto che sono venute anche parecchie occasioni da gol non sfruttate.

    Queste situazioni verosimilmente non si ripeteranno già nel prossimo match di domenica contro il Como, che rappresenterà, quello si, un test determinante per comprendere lo stato di salute, l’energia, la compattezza e l’equilibrio di una squadra che ritroverà i suoi titolari.

    Mi sono divertito, tante situazioni e prestazioni mi hanno rallegrato e convinto, ma naturalmente, come tutti credo, resto con i piedi per terra, consapevole del fatto che si deve ancora crescere e, dopo le sconfitte con juve, Napoli, Milan Atletico, c’è molto da dimostrare e, come dire, da consolidare.

    Ma fermiamoci alla partita, perché di quella al momento dobbiamo occuparci, anche se naturalmente le considerazioni che ha suggerito producono riflessi sulle nostre attese e aspettative.

    Dunque, la partita l’abbiamo dominata persino oltre il punteggio finale.

    Loro non sono mai stati pericolosi, se non nell’azione del gol frutto di parecchia casualità e forse dell’unico atteggiamento un po’ superficiale tenuto in partita.

    Abbiamo sprecato o fallito di poco numerose occasioni, anche se va tenuto nel debito conto, oltre alla evidente inferiorità tecnica e fisica dei lagunari, del fatto che il loro atteggiamento è stato tutto tranne che… disperatamente difensivo.

    Non solo perché non hanno messo l’autobus davanti all’area, ma anche perché hanno in pratica rinunciato (o non sono riusciti) a marcare, con più uomini e con ferocia agonistica, le nostre fonti di gioco o anche semplicemente i portatori di palla, in fase di costruzione.

    Giocare così, per chi da del tu al pallone, diventa facile, ma temo non ci capiterà più.

    Il Como, per esempio, non è una squadra che si difende, come è noto, ma l’aggressività sui nostri portatori di palla (che è un’altra arma fondamentale di ogni sistema difensivo) sarà ben diversa, come diversa sarà la loro qualità nella ripartenza e in fase conclusiva.

    Sulla partita non credo ci sia altro da dire perché la differenza, come testimonieranno anche i pochi dati disponibili, è stata troppo netta.

    Prendiamoci dunque le soddisfazioni che il match ci ha dato, insieme alla consapevolezza, confermata, che siamo una squadra di qualità e attraversiamo anche un buon periodo dal punto di vista della condizione psico fisica.

    Il Como quindi va aspettato con fiducia ma anche con la necessaria totale concentrazione, sapendo per altro che subito dopo avremo lo scontro col Liverpool, la cui importanza è fondamentale (mentre il Milan per esempio, non avrà questi problemi)

    Dicevo delle statistiche:

    come sempre per la Coppa Italia disponiamo di meno dati, ma in questo caso direi che sono …più che sufficienti

    L’unico dato significato in cui prevaliamo di poco è quello del possesso palla (34 a 46).

    Ma c’è una spiegazione: il possesso palla del Venezia è stato…difensivo e non aveva la funzione di preparare l’affondo. Era finalizzato più che altro a evitare guai maggiori.

    Infatti l’Inter ha completato ben 139 passaggi nella tre quarti avversaria, contro i soli 23 del Venezia.

    Questi dati influenzano ovviamente anche gli altri:

    tiri totali: 19 a 5

    tiri in porta: 10 a 1

    grandi occasioni create: 6 a 0

    xG: 3,22 a 9,15.

    Se consideriamo che mediamente si realizza un gol ogni 0,50 xG, si determina che il risultato atteso sarebbe di 6-0

    Mancano, come sempre quando non è campionato, i dati sulla corsa e quelli individuali, ma questa volta credo siano superflui.

    Veniamo quindi alle pagelle

    Pepo Martinez:

    al rientro dopo una lunga assenza e dopo le note vicende drammatiche, in pratica non deve parare neppure un tiro (il gol subito nasce da una deviazione fortuita e imparabile). Sicuro nella normale amministrazione, sbaglia un po’ troppo con i piedi, ma squadra, mister e pubblico lo sostengono.

    6

    Bisseck:

    Non deve impegnarsi granché per domare gli avversari che si presentano dalle sue parti, allora, con il suo strapotere fisico, si avventura spesso in attacco con buone iniziative.

    Determinante nell’azione sfociata nel gol di Pio.

    7

    De Vrji:

    sempre ben posizionato, domina sulle palle alte e non lascia nulla…su quelle a terra.

    6.5

    Carlos Augusto:

    impiegato da braccetto di sinistra, assolve al suo compito con concentrazione e pulizia.

    Sfortunato per la deviazione che batte Martinez.

    6.5

    Diouf:

    conferma ed amplia i segnali di ripresa dati nell’ultima uscita.

    Impiegato da esterno destro mostra progressione e anche buon trattamento di palla.

    Tatticamente entra spesso nel campo (come in occasione del primo gol) scambiando di posizione con Frattesi e favorendo le avanzate di Bisseck.

    Molto interessante.

    7.5

    Frattesi:

    Il mister ha lasciato intendere che vi erano elementi non rivelati, oltre all’intervento subito in estate, che ne hanno ritardato il ritorno ai suoi livelli abituali.

    Potendo dedicarsi quasi esclusivamente alle abilità di incursore, sfiora un gol con una bella giocata e offre due assist ai compagni.

    Finalmente sempre nel vivo del gioco

    7

    Zielinski:

    è sicuramente uno dei giocatori in miglior condizione. Dimostra di poter essere il vice Calha, anche se bisogna aspettare prove più impegnative.

    Comunque lui non sbaglia tempi di gioco, posizionamenti e passaggi.

    Bravo anche nel pressing alto, come in occasione del terzo gol

    7+

    (Mikhi:

    il professore è tornato e ha sùbito ribadito la sua centralità nel creare gioco, nel rifinire per le punte e anche nell’interdire, con corsa e senso della posizione.

    Deve solo ritrovare la via del gol, poi è perfetto.

    7+

    Sucic:

    ancora il meno convincente del centro campo.

    E’ timido, ha delle idee ma non riesce a incidere; nei contrasti lascia a desiderare, come quando si fa bere in area da Sagrado che, grazie a una deviazione, trova il gol.

    Vale la pena di crederci e lavorarci.

    6

    (Bovo:

    quando è arrivato dal Chievo, nei giovanissimi, è subito stato un mio pupillo. Poi la crescita non è stata così impetuosa come mi aspettavo, ma se Chivu lo ha preferito ad altri centrocampisti dell’U23, significa che è sulla buona strada)

    sv

    eeeeeeeeeeeeeL. Henrique:eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeei…risveglio.

    Spostato a sinisteeeera, in alcune occasioni si fa vedere con qualche sgroppata e un paio di belle giocate (tra cui un tunnel…funzionale, cioè non fine a se steseseoeeeeeeeee). Avrebbe anche una alla gol, ma il portiere gliela devia.

    6

    (Cocchi:

    Una buona mezzora per il diciottenne imolese, che aveva già conosciuto l’emozione dell’esordio.

    Non ha occasioni per mattersi particolarmente in mostra, ma gioca con assoluta personalità e sicurezza nei propri mezzi davanti a 45 mila spettatori.

    E’ già un professionista, vedremo a che livelli.

    6.5

    Thuram:

    credo sia ormai vicino al top della condizione, anche se la sicurezza si avrà solo dopo Como e Liverpool. Certo che quando sta bene è irrefrenabile e devastante.

    7.5

    (Bonny:

    gioca da…convalescente, ma ha comunque energie e qualità pr segnare un gran gol e fornire un assist importante per Mikhi).

    7

    Pio:

    un grandissimo gol e tanto lavoro anche di qualità e non solo di forza, per la squadra. Si è inserito da protagonista.

    7

    (Spunaccé:

    non ha molto tmpo per mostrare i suoi progressi, ma qualcosa lascia intravedere.

    Sv.

    Chivu:

    cambia ruolo ai giocatori (Diouf a destra, Henrique a sinistra, Zielinski play) ma l’inter funziona, dà spettaccolo ed è pratica. Vediamo se sarà così anche in sguito, ma per oggi, godiamo.

    7.5

    Under 16: Inter Atalanta 3-0

    G. Omini, Vanacore, Menegazzo)

    Nell’anticipo di oggi a Interello, i ragazzi di Dellafiore (qualcuno lo ricorderà come promettente difensore delle nostre giovanili) affrontano l’Atalanta che comanda la classifica con tre punti sul Milan e 5 sull’Inter, terza.

    Sulla carta è una partita difficilissima e infatti si dimostra tale, perché i bergamaschi confermano la propria forza soprattuto sul piano atletico.

    Ma quando i nostri giocano così, non ce n’è per nessuno.

    Davvero una prestazione esaltante nella qual tutti, nessuno escluso, s sono espressi su livelli elevati, contrastando gli avversari sul piano fisico e surclassandoli sul piano tecnico.

    Era passato forse un quarto d’ora quando i nostri si trovavano già sul 2-0 e avevano fallito di poco la palla del terzo gol.

    Il vantaggio arriva da una super giocata dei due gemelli …Modric.

    Pietro serve Gioele che conclude di precisione.

    Poco dopo é Saverio Vanacore che conlude una splendida azione sulla sinistra, entra in area e batte con un forte diagonale il portiere Atalantino .

    La partita prosegue a fasi alterne, perché i bergamaschi non ci stanno, e cercano di recuperare.

    Ma i nostri non cedono di un passo e a loro volta si rendono pericolosi con giocate e un’intesa da applausi.

    Quando gli avversari vanno al tiro uno strepitoso Costante (portiere 2010) si oppone con enorme reattività.

    Inizia il secondo tempo e personalmente ho qualche timore: i nostri col trascorrere dei minuti potrebbero subire la pressione dei bergamaschi che ovviamente tentano il tutto per tutto.

    U ragazzi però non abbassano il baricentro, non si chiudono, raddoppiano le energie e continuano a costruire manovre efficacissimi.

    Così, dopo un po’ mi…tranquillizzano, perché un’azione sviluppata sulla sinistra, porta Vanacore dal fondo a vedere l’arrivo di menegazzo che incrocia di precisione e con una gran botta coglie il 3-0.

    Io però non voglio subire gol anche se il risultato è in cassaforte e così assisto trepidante agli ultimi assalti dei bergamaschi.

    Pur non rinunciando a ripartire e a creare pericoli, i nostri un po’ per stanchezza e un po’ per la pressione disperata degli avversari, arretrano di qualche metro.

    Allora ci pensa Costante a mantenere la rete inviolata, con una parata che lascia tutti stupefatti, sugli spalti.

    C’era un po’ freddo (non molto) e tanta umidità nel buio di Interello, ma la prestazione dei nostri ha aiutato a non sentire,

    Che dire, in prospettiva?

    Ci sono ragazzi che tecnicamente e alcuni anche come intelligenza calcistica fuori dal comune, promettono tantissimo. Bisognerà vedere se metteranno anche la forza necessaria.

    Ci sono alcuni che hanno forza, velocità, concentrazione, con piedi comunque non disprezzabili.

    Se qualcuno arriverà ai massimi livelli (intendo alla prima squadra nostra) festeggeremo, ma in ogni caso diversi buoni giocatori dovrebbero uscire.

    Pagelle

    Non darò voti, perché questa sera dovrei dare otto a tutti, titolari e subentrati..

    Mi limiterò a qualche sintetico giudizio.

    Costante:

    la reattività è incredibile, assolutamente fuori dal comune. Se mette ancora qualche centimetro…

    Foroni:

    difende si propone e fa gioco.

    Fortissimo in entrambe le fasi

    Forlani:

    Noah è da sempre un mio pallino. Imbattibile sulle palle alte, doma gli avversari con la sua fisicità e sicurezza con la palla nei piedi

    Di Carlo:

    oggi vale il discorso fatto per il compagno di reparto. Mi sembra in notevole crescita

    Barcella:

    la spinta di sempre e l’attenzione difensiva cnsueta. Oggi anche un piede ispirato.

    Marchesi:

    tuttocampista di notevole quantità, senza che questo vada a discapito della qualità delle giocate.

    Prezioso.

    Gioele Omini:

    piede e cervello fatti per il calcio.

    Non serve dire altro. Speriamo metta tanta forza.

    Ferri:

    Boh, che volete che vi dica, quando vedo che ci sono solo due nazionali di questa squadra penso che davvero dobbiamo essere trai primi al mondo…

    Un leader.

    Pietro Omini:

    lui non ha una posizione fissa in campo; un po’ trequartista, un po’ punta, un po’ esterno. Va a cercarsi gli spazi, poi nasconde la palla anche lo braccano in tre e alla fine va al tiro o serve l’assist.

    Menegazzo:

    arrivato dal Cittadella come esterno, Leo si sta imponendo anche nel ruolo di punta centrale, disponendo di fisicità, velocità e visione della porta.

    In crescita.

    I subentrati hanno portato un contributo importante,se non determinante.

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  32. Luciano se non erro non ci sta il giudizio su Vanacore. Ricordo che lo definivi leggero…è cresciuto? Interessanti i giudizi, Forlani è dominante come lo era a suo tempo Bettella?

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  33. Semplicemente straordinari! Al di la di 10 minuti di inizio ripresa, i ragazzi hanno sfruttato benissimo i punti di debolezza di un avversario forte ma che gioca a ritmo alto e lascia spazi per le ripartenze. Alcune tra l’altro fatte in modo sublime….a parte sommer tutti perfetti ma dico 3 nomi che meritano una citazione: Zielinski che sta facendo una buona stagione per qualità visione e concentrazione, luis henrique perché ha fatto davvero una partita di personalità gamba e lettura senza timori, Diouf perché da subentrato ha mostrato di esserci con testa cuore e gambe.

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  34. Inzaghi è stata la scelta migliore per il dopo Conte, Chivu lo è stata per il dopo Inzaghi.

    forse dovremmo ricrederci sui giudizi affrettati che abbiamo dato su Luis Enrique e Diouf

    Ausilio che in passato ha sicuramente fatto degli errori in questo caso soprattutto per quanto riguarda gli allenatori a mio modesto parere ha fatto molto bene

    Quando bisogna criticarlo è giusto farlo ma bisogna anche fargli i complimenti quando li merita.

    Non sono né parente ne amico di Ausilio.

    per quanto riguarda la partita con il Como, ottima prestazione da parte di tutti, veramente una bella Inter

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  35. La filosofia di inserire giovani, che danno entusiasmo e intensità, è giusta, specie se la base è sufficientemente esperta e matura.

    Se LH è questo, un plauso ad Ausilio.

    Resto convinto che se l’avessimo perseguita anche in passato, avremmo in bacheca un paio di scudetti in più.

    Chivu mi piace molto: sa che per creare e rischiare meno palla va recuperata alta. Certo, deve anche girare bene (Como ha due palle gol grosse su 1a0) ma la scelta è giusta, per caratteristiche ns rosa

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  36. Concordo, se LH e Diouf confermano i progressi visti in queste ultime settimane, Ausilio merita un plauso.

    Il Como avrà anche avuto due chance sull’1 a 0 e ci avrà impegnato per 10 minuti come leggo, ma se per gli altri 80 domini e crei 10 palle gol potenziali, non credo si possa sostenere che sia girata bene, ma semplicemente che il risultato rispecchia quanto dimostrato sul campo. Gli avversari esistono e pensare di schiacciare tutti 90 minuti senza concedere nulla, mi pare decisamente utopico.

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  37. Non capisco, scusatemi, questa insistenza su Ausilio, nel bene e nel male. Sono convinto che i giocatori vengono presi quando sono d’accordo presidente-direttore, ds e allenatore.

    Magari mi sbaglio

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  38. Beh, Luciano, però per quanto riguarda Sucic e LH, Chivu non era nemmeno qui.

    Marotta sarà certamente informato, ma non credo sia più quello che era 10/15 anni fs, ha un ruolo troppo differente per andare a esaminare i report degli scout. Ha un team, di cui si fida, e dà loro responsabilità come giusto che sia.

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  39. Grande, grande Inter.
    Approccio perfetto, pressing altissimo, intensità, riconquista veloce. 20 minuti di grande Inter.
    Poi controllo fino a fine primo tempo, poi i famosi 10 minuti dove siamo stati un pò troppo passivi sulla reazione del Como a inizio secondo tempo, e dopo il gol di Thuram sipario chiuso.

    Devo chiaramente fare i complimenti a Luiz Henrique, che come provai a spiegare più volte non è mai stato scarso (se no i 9 gol e 10 assist dell’anno scorso non li fai..) ma era in mancanza totale di fiducia. Stesso discorso per Diouf, è stato bravo Chivu a proteggerli e riproporli una volta più pronti.
    Ora, per dire che sono due scommesse vinte ne manca ancora di tempo e prestazioni top, però perlomeno hanno fatto vedere il potenziale fisico e tecnico che indubbiamente hanno dentro.

    Tanti complimenti devo farli anche a Zielinski, sembrava emarginato a inizio stagione invece sta diventando il nostro quarto centrocampista titolare, la continuità che sta avendo sta pagando, soprattutto a livello fisico, dove lo vedo bello tosto anche nei contrasti.

    Ultima serie di complimenti per Dimarco, che ultimamente vedo trasformato a livello fisico e anche più potente sia nelle corse offensive ma anche nella fase difensiva, dove mi sta sorprendendo per forza e recuperi sugli avversari.

    Unico rammarico, in mezzo a tanta bellezza, le prestazioni un pò moscie di Sucic, giocatore che adoro, ma che si sta “perdendo” un pò. So che verrà fuori, perchè ha troppo talento per non farlo, ma deve “italianizzarsi”, come fece Brozovic a suo tempo, il prima possibile, perchè abbiamo bisogno della sua qualità e genio.

    Qualcuno è ancora sinceramente convinto che potenzialmente non siamo nettamente la squadra più forte d’Italia?

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  40. Vittoria dell’U25 (3-2) contro la fortissisma atalanta capolista a Interello, dopo una partita di altissimo contenuto agonistico ma anche tecnico

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  41. Spero che queste vittorie dei ns ragazzi delle giovanili, ti ridiano un po di ottimismo…:)

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  42. Tullio: sono state due prestazioni davvero formidabili: gli U17 per superiorità tecnica; gli U15 per bravura e abnegazione.

    Ho completato il post su Inter Como, ora scrivo qualcosa sull’U15 e poi invio il post.

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  43. contro ordine, non ce la faccio. Mando subito il post su Inter Como e il report di Inter Atlanta U15 lo invierò domani

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