
La maggior parte di noi aveva capito che un’era era terminata almeno dalla sera di Psg – Inter.
Le somiglianze con un’altra tragica (sempre sportivamente parlando, perché le tragedie sono altre) fine di ciclo erano impressionati.
Un’Inter vincente, in tre giorni ha perso tutto in modo clamoroso:
- Allora a Mantova e dopo tre giorni a Lisbona contro il Celtic,
- la scorsa estate in pochi giorni abbiamo perso lo scudo contro la Lazio a San Siro e subito una batosta durissima in Coppa.
Allora come adesso, in tempi diversi, cambiarono presidenza e allenatore.
Allora come oggi lo ‘zoccolo duro’ restava, ma non poteva bastare.
Allora come oggi sarebbero serviti investimenti pesanti su giocatori in grado di capovolgere la deriva, ormai evidente, e di trascinare la squadra verso una ripresa imperiosa.
Fraizzoli non era in grado e lo si capì subito.
Ma oggi davvero non era possibile?
Io non lo credo, ma se anche fosse, bisognava dirlo:
“Servirebbero 2-3 campioni, non vogliamo o possiamo spendere, pertanto prenderemo dei giovani e cercheremo di ricostruire in 4-5 anni, rassegnatevi”.
Avessero preso un grande centrale, Lookman e Koné, oggi saremmo a fare discorsi diversi.
Non si poteva.
Si dovevano prendere giovani che in futuro dessero, sperabilmente, un valore aggiunto.
Non ho nessuna voglia di aprire una nuova querelle che non serve a nulla, ma io sono convinto che con una grande mentalità imprenditoriale, anziché con un atteggiamento speculativo, sarebbero venuti oltre agli indubbi vantaggi tecnici, anche quelli finanziari.
Oggi si scopre che il gioco non va bene, che siamo costretti ad attaccare in massa perché non abbiamo punte che saltino l’uomo.
E che gli avversari ci inducono a questo per rendere sterili i nostri attacchi e colpirci negli spazi.
Ma il gioco voluto e praticato dagli avversari, fino a poco tempo fa veniva sprezzantemente definito ‘non gioco’.
Oggi non lo è più?
D’altra parte noi con questo gioco e con giocatori di questa tipologia siamo stati per qualche anno tra i primi in Italia e nel mondo e nel frattempo abbiamo risanato i bilanci.
Perché i successi portano tanti denari: dai premi, dalle TV, dallo stadio, dagli sponsor.
La mediocrità non porta nulla, fa solo avvitare al ribasso.
Scommettiamo che se non andremo avanti in Europa e non parteciperemo alla prossima CL, gli introiti crolleranno?
Giusto sostenere che servirebbero delle alternative che consentano anche di variare il tipo di gioco, come no?
Ma le ‘alternative’ devono essere forti almeno come i titolari che praticano il vecchio gioco.
Devono essere un’arma in più, non una in meno.
Prendere un allenatore giovane è un evidente escamotage risparmioso: non per il mister, perché io sono convinto che Chivu non abbia nulla da imparare da nessuno, ma perché un giovane senza curriculum importante da allenatore, pur di allenare l’Inter si fa andar bene qualunque situazione gli prospetti.
Prova con un allenatore come Conte o Allegri a prospettargli che per una squadra da rinnovare gli prendi giovani possibili future plusvalenze…
Questa partita, questo inizio di campionato, hanno dimostrato secondo me soprattutto due cose:
- che quando sei al vertice da un po’ hai necessità di importanti investimenti su giocatori di grande qualità, per restarvi,
- che Allegri è un grande allenatore, che dà alle sue squadre un gran gioco, nel senso di un gioco pratico ed efficace.
E che il gioco di Allegri, come il gioco di Inzaghi e come tutti i ‘giochi’ per riuscire ha bisogno di interpreti all’altezza.
Ma Allegri è venuto al Milan e ha fatto prendere i giocatori che gli servivano, subito, cedendo anche qualche elemento fortissimo che però era una sorta di mela marcia, che guastava il cestino intero. O non era adeguato alle sue necessità.
E ha rivalutato altri che avevano grandi qualità ma non le sfruttavano al massimo perché impiegati in modo sbagliato e forse non sufficientemente responsabilizzati.
Il Milan per i cambi aveva a disposizione tra gli altri Ricci, Nkunku, Loftus-Cheek, De Winter, Jashari, Gimenez. Oltre a Estupinan che non conosco abbastanza ma deve essere forte se è stato in ballottaggio sino all’ultimo per un posto da titolare
Ma tutto questo (mio) atteggiamento distruttivo solo perché abbiamo perso una partita, per quanto importante, dopo averla ‘dominata’ non concedendo a loro che un tiro in porta, procurandoci occasioni clamorose e sbagliando un rigore?
I dati statistici in proposito sono clamorosi:
- 65% a 35% di possesso palla,
- 20 tiri a rete contro 7,
- 6 tiri in porta contro 3 (e due pali per noi, che non sono considerati tiri in porta),
- 14 passaggi chiave a 4,
- 9 corner a 1,
- 9 cross completati a 1,
- Attenzione: 7 dribbling riusciti a 2,
- 90% di passaggi riusciti contro 85%,
- 177 palloni giocati nell’ultimo terzo a 49.
Abbiamo percorso quasi 3 km più di loro mentre la parte di questi km percorsa allo sprint è praticamente pari.
Dimarco, Esposito, Bastoni, Calha, Lauti sono i primi fra i nostri per velocità media e i primi 5 milanisti sono sugli stessi livelli
Diouf ha preceduto di poco Akanji e Pavlovic come punta massima di velocità.
Si fa un po’ di fatica a pensare, davanti a questi dati che il problema sia la staticità prodotta dall’età media abbastanza elevata.
Spero che il bravissimo Emiliano riesca a questo punto a inserire il grafico dei tiri in porta e delle relative posizioni, che è illuminante.
Insomma dopo aver considerato tutti questi elementi è lecito quello che verrà definito disfattismo (ma che io considero spirito critico) espresso in precedenza, dopo una partita persa… per sfortuna?
Per me non è lecito, è doveroso, se si vuol bene all’Inter più che alle proprie speranze (come si dice: il medico pietoso fa le piaghe verminose).
Perché non è la prima volta che ciò accade, è la quarta su dodici partite anche se con modalità non sempre identiche…
E tre di queste 4 sono venute contro juve, Napoli e Milan.
Oggi in classifica siamo quarti con un punto sulla quinta.
Provate a fare il conto se in quelle tre partite avessimo ottenuto anche solo tre pareggi…
Insomma a me pare chiaro che quei 4 indizi portino a una conclusione amara e a una situazione difficile da raddrizzare in corsa.
Vorrei tornare un attimo sui sistemi di gioco.
Allora il contropiede con ripartenza è più efficace dell’attacco avvolgente con pressing alto?
Secondo me non è così.
Ma non è neppure il contrario.
La Roma è prima in classifica e non credo che Gasp pratichi difesa e contropiede.
Ma la Roma ha subito 6 gol, l’Inter 13.
Forse la Roma ha dribblatori per cui deve scoprirsi meno per raggiungere il bersaglio, come dice giustamente Chivu.
Ma noi giocando più o meno come oggi abbiamo fatto stagioni dominanti.
E d’altra parte Allegri viene da stagioni insoddisfacenti…
La conclusione per me è una sola: non esiste il tipo di gioco vincente (altrimenti lo praticherebbero tutti). Esistono diversi tipi di gioco, tutti validi sul piano del risultato se hai gli uomini giusti per praticarli e sono in buone condizioni.
Che Chivu abbia ragione sul fatto di dover attaccare in tanti, lo dice un fatto: lui voleva partire dal gioco di Inzaghi introducendo maggior verticalizzazione.
Invece abbiamo addirittura sempre più possesso palla, andiamo al tiro molto più spesso degli avversari dopo manovre molto elaborate e subiamo, per contro, più gol in ripartenza.
E’ ‘colpa’ di Chivu?
Per me assolutamente no.
Lui si è trovato a gestire una rosa che era stata costruita per un certo tipo di gioco e lo aveva praticato piuttosto bene e che forse nel suo insieme non è funzionale a un cambiamento ‘tattico’ profondo.
Se volevi consentirgli delle alternative di gioco dovevi prendergli tre titolari: un centrale (lascia perdere che poi ieri Acerbi sia stato il migliore), un centrocampista di peso e una vera alternativa di qualità tecnica sulla destra.
Giocatori pronti. Capaci subito di fare la differenza.
In realtà non ci sono stati più rinforzi con queste caratteristiche e quasi tutti gli uomini chiave che hanno iniziato il ciclo, sono rimasti i soli decisivi.
E allora ci sta che Lauti viva un brutto periodo, che Sommer stia commettendo troppi errori imperdonabili, che Calha giochi la sua peggior partita da quando è all’Inter (sbaglia un gol alla sua portata, ha responsabilità almeno quanto Sommer sul gol subito, sbaglia il calcio di rigore)
Il calcio è qualcosa di fantastico perché ognuno può sostenere quello che vuole, senza poter essere smentito.
Ho letto per esempio che Diouf (che non mi è dispiaciuto, per quel poco che si è visto) avrebbe fatto meglio di Modric e che l’Inter ha 25 giocatori e un solo esterno destro.
A me sembra che ne abbia uno titolare, più uno acquistato perché ha… caratteristiche diverse, più un terzo che non sarà un esterno destro di ruolo ma ha spesso giocato in quel ruolo ed è stato spesso decisivo.
Solo che due erano infortunati e il terzo era un rinforzo così… consistente che si è preferito far giocare lì Carlos Augusto.
Del resto se ci si pensa bene proprio questo è il fascino del calcio: rendere possibile qualunque discussione.
Pensiamo a una partita in cui uno vince, ma molti sostengono che l’altro ha mostrato un gioco migliore. Addirittura che chi ha vinto non ha gioco.
Voi riuscite a immaginare un tennista che perde pur avendo giocato meglio, un centometrista che vince ma il rivale ha corso meglio, un sollevatore di pesi che vince ma il rivale ha… sollevato meglio?
Si può obiettare che questo è un gioco di squadra.
Allora qualcuno ha mai letto che nel basket, nella pallanuoto, nel rugby, nella pallavolo, chi ha perso ha giocato meglio?
Comunque queste sono considerazioni mie che interessano poco.
E’ comunque un fatto indiscutibile che noi, con il nostro gioco e i nostri interpreti, abbiamo creato parecchio più di loro e se loro hanno vinto meritatamente non è neppure perché noi siamo stati meno precisi di loro nel tiro (hanno tirato in porta solo nell’azione del gol e il tiro è stato tutt’altro che irresistibile, mentre sulla ribattuta hanno segnato a porta vuota).
Diciamo che questa volta il sistema di gioco conta poco: contano di più l’abilità dei due portieri e la scarsa precisione al tiro dei nostri, RISPETTO AL LORO SOLITO.
A me pare quindi che questa sconfitta sia diversa (che non significa meno preoccupante) almeno rispetto ad altre due: Udinese e juve.
In quelle occasioni sì che poteva contare il modulo perché noi avevamo segnato e poi abbiamo subìto le ripartenze.
Qui secondo me no: il modulo l’abbiamo attuato bene. Questa volta gli errori individuali sono stati più importanti.
Noi abbiamo perso perché ci è mancata la forza di superare gli errori individuali: credo che con Lookman al posto di Carlos, con Koné (magari bastava Miki) al posto di Sucic, forse sarebbe andata diversamente nonostante la giornata non buona di Sommer, Lauti e Chala.
Su Sucic sono d’accordo: non ha fatto peggio di altri. Solo che altri, magari non ieri, hanno dimostrato di saper fare meglio, di saper essere decisivi a volte anche nelle grandi sfide.
Lui ancora no.
E lo faccio notare per onestà, perché spero che col tempo anche lui diventi uno che fa la differenza, come la fanno spesso Akanji, Acerbi, Bastoni, Dimarco, Barella, Calha, Miki, Dumfries, Thuram e Lauti.
Non cerco giustificazioni edulcoranti, come ormai dovrebbe essere chiaro, ma la nostra forza quest’anno avrebbe dovuto essere anche il disporre di due alternative con centimetri e potenza al centro dell’attacco per poter sfruttare la supremazia sulle ali.
Solo che a destra l’ala era assente e a sinistra mancava il giocatore più ispirato per intelligenza tecnica e corsa, capace di completare IN ENTRAMBE LE FASI, il triangolo con Bastoni e Dima.
Insomma, credo che dobbiamo rassegnarci: per un motivo o per l’altro quest’anno non avremo continuità.
Per me l’obiettivo massimo sarà restare nelle prime quattro, magari con un po’ di anticipo e fare un buon cammino in coppa per non perdere, oltre che soldi, credibilità internazionale.
Velocissime pagelle (tanto ormai è stato detto tutto)
Sommer:
un solo intervento serio e una mezza cappella. Decisiva.
I punti persi anche per suoi errori cominciano ad essere troppi.
4.5
Akanji:
quando valutiamo i difensori dell’Inter dobbiamo tener conto delle qualità e dei movimenti continui delle punte avversarie. Pulisic lascia la fascia destra alle avanzate di Saelemaekers e con leao si scambia sempre di posizione.
Chiunque passi dalla sua zona Akanji lo ferma, tranne nell’occasione del gol. Dovrei rivederla col fermo immagine per capire se se lo perde o se non poteva che stringere .
6.5
Acerbi:
quasi sempre affronta Leao e non lo fa mai partire. Qualche volta la velocità prevale sulla forza, ma la forza unita all’intelligenza e al mestiere nel caso di Acerbi hanno quasi sempre la meglio.
6.5
Bastoni:
nell’azione del gol ha uno scontro con Leao lontano dalla porta che lo porta a ritardare la chiusura su Saelemaekers. Ma per il resto dalla sua parte nessun pericolo e un lavoro di appoggio continuo anche se non trascendentale.
6
Carlos:
è mancino e tende sempre a portarsi la palla sul piede buono, precludendosi la possibilità di ottenere il fondo per il cross, ma d’altra parte senza riuscire a entrare nel campo in modo determinante.
Forse si poteva sostituirlo subito dopo lo svantaggio.
5
Barella:
In effetti quando si devono assaltare le difese chiuse (come dopo il vantaggio) forse servirebbe un altro profilo. Se invece si deve contrastare, ripulire la palla e avviare la ripartenza manovrata è quasi… unico.
6
(Pio:
non ha materialmente il tempo di incidere.
s.v.)
Calha:
non è in giornata, può capitare. Ma se capita in una partita importante sono dolori. Poco incisivo sempre, sbaglia una discreta apalla gol arrivando a rimorchio su Thuram, perde la palla a metà campo in occasione del loro gol e sbaglia il rigore…
4.5
(Zielinski:
io sono prevenuto in positivo, ma pur giocando pochissimi minuti, mi sembra più in partita di altri.
s.v.)
Sucic:
può sicuramente diventare un grande giocatore, per corsa e qualità tecniche. Per ora non lo è Primo tempo anonimo con diversi contrasti persi e relativi rimbrotti. Dopo il loro gol si vede molto di più. Incomincia una partita uno contro tutti. Forse non si poteva far altro, ma il calcio è altra cosa.
6 di incoraggiamento.
Dimarco:
tanto impegno, si propone sempre con qualità superiore, gestisce bene la palla ma poi i cross raramente arrivano a destinazione. Qualche volta calcia sull’avversario e non è da lui.
6
Thuram:
probabilmente il migliore, insieme ad Acerbi. Impegna severamente Maignan con una girata capolavoro, serve due assist, sprecati, a Calha e Lauti, si procura il rigore e lotta sempre con estrema determinazione.
7
Lautaro:
al suo attivo il palo, qualche mezza occasione non sfruttata, un grande impegno sempre. Concordo sul fatto che si debbano analizzare la distribuzione dei gol (e degli assist) perché non tutti contano allo stesso modo. Ma se è vero, come mi pare di ricordare che in CL (dove le goleade non sono facili), con 18 gol è il miglior marcatore di sempre per l’Inter, se è vero, dicevo è un po’ presto per intonare il de profundis.
5
(Bonny:
anche per lui poco tempo per poter incidere. Gli capiterebbe anche una buona occasione, ma calcia di potenza e sbaglia il bersaglio.
5.5)
All. Chivu:
è sicuramente colpevole perché i suoi hanno colpito due pali, sbagliato qualche gol e sbagliato il rigore. Ha anche copa per il pallone perso da Chala e per la papera di Sommer che hanno causato il gol.
A parte gli scherzi (c’è poco da scherzare) il Milan viene contenuto bene sul piano offensivo e occasioni al squadra ne crea pur pendendo tutta a sinistra.
Bisognerebbe sapere se proprio non c’erano alternative credibili a Carlos, ma questo lo può sapere solo lui.
6
Luciano Da Vite
Scarsa precisione al tiro rispetto al solito… Sarà. Mettiamo qualche numero, visto che i numeri non mentono mai. Lautaro, nel campionato scorso, ha segnato 12 gol in una stagione fortemente condizionata dalla mancanza di riposo (ringraziamo sempre il direttore sportivo per le rose costruite ad mentula canis e riempite di giocatori che dopo due mesi vorremmo spedire a Timbuctu, ma andiamo avanti).
Se quest’anno dovesse ripetersi il trend di queste giornate, concluderebbe a 12 gol. Pochi? Tanti? Per il centravanti dell’Inter, pochissimi. Ma andiamo più in profondità.
Lautaro ad oggi ha 22 tiri in porta e 4 gol, secondo a pari merito con Orsolini in una classifica dove Nico Paz ha 29 tiri. Una media di conversione niente male? Una media mediocre (1 gol ogni 5 tiri nello specchio), ma tant’è.
Ma allarghiamoci e includiamo anche i tiri fuori dallo specchio. 46 tiri totali. Quindi, Lautaro fa gol ogni 11 tiri, di media. Peccato ci siano anche partite dove ha totalizzato la bellezza di 0 tiri in porta (Udinese e Juventus) e che nelle ultime 5 partite, senza considerare il derby, abbia tirato mediamente 3 volte a partita. È chiaro che con questi numeri, non potrà mai segnare.
Il calcio è un gioco semplice. Il centravanti segna, il portiere para. I nostri, non fanno né l’una né l’altra cosa.
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Per deliziare ulteriormente i vostri palati con qualche altro dato statistico, ecco i dati su Yann Sommer.
Ultimo per tiri parati in serie A (12) tra i portieri titolari – interessante l’anomalia statistica del Napoli dove sia Milinkovic Savic (12) sia Meret (6) hanno pochi tiri parati, ma in questo caso si spiega facilmente con l’alternanza in porta.
I nostri difensori d’ufficio diranno che Sommer ha pochi tiri parati perché difendiamo benissimo e quindi non tirano mai ed è sempre inoperoso. Beh, anche in questo caso il nostro svizzerotto si distingue con eccellenza. Il dato di -9 parate attese è ormai famoso, indicando che l’Inter ha subito 9 gol in più di quelli che avrebbe dovuto. Qui interessante anche il dato del Milan, che con Maignan vede lo stesso valore per colpa dei gol subiti con Cremonese e Pisa. Peccato che con Juventus, Napoli, Inter abbia sfoderato prestazioni di spessore diverso.
La situazione Sommer è solo una replica farsesca della tragica dismissione di Handanovic. Quando a uno manca il coraggio, non può darselo. Anche qui, parole dedicate al nostro coraggioso direttore, che ci delizia sempre con grandi intuizioni e idee, a cui i malcapitati (è il caso di dirlo) allenatori della Beneamata cercano di porre rimedio.
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Non ho voglia di riaprire la polemica ma il bilan accontenta Allegri prendendo chi vuole lui….con un saldo positivo di mercato e con stipendi inferiori.
Ogni tanto, solo ogni tanto, un po di autocritica la farei.
De bruyne era fiore all’occhiello e…si rivedrà a febbraio. Peccato che senza di lui credo il Napoli giocherà meglio
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da fc inter 1908
“Quando l’Inter incontra Fabregas e lui dice di voler rimanere a Como, era per questa promessa che aveva dal Como: 150 milioni di acquisti e l’ultima parola sugli acquisti, oltre ai nomi e lo stipendio da top club che ha ricevuto il tecnico spagnolo”.
Ecco come si fa per prendere o confermare un tecnico affermato
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I
Gol fatti stagione 25726:
Inter 26
Bologna 21
Napoli 19
Milan 18
juve 15
Stagione 24/25
Inter 79
Milan 61
Napoli 59
juve 58
Roma 56
24-25 classifica marcatori in CL
Lautaro quinto con 9 gol dopo Raphinha Guyrassi Lewa Kane.
Il primo che giocava in Italia è Lookman, 22esimo.
Senza commento
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La risposta piccata dimostra che il commento è andato a segno e che ha una base solida. D’altronde, è anche metodologicamente sbagliata, e ora vediamo perché. Nessuno mette in dubbio che l’Inter sia una squadra che segna tanto. Che segni tanto grazie al suo capitano, è già più opinabile. Nella stagione 2526 l’Inter ha già timbrato 26 volte, Lautaro 4. Vuole dire che Lautaro ha segnato nel 15% delle occasioni. Nella stagione 2425 l’Inter ha segnato 79 gol, Lautaro 12. Vuole dire che ha segnato…rullo di tamburi! Il 15% delle volte. È poco? È tanto? Prendiamo quei grandi attaccanti con cui Lautaro si confronta sempre. Haaland/MCity 31 partite, 22 gol giocatore, totali 72, percentuale sui gol di squadra 22% (e non è stata una grande stagione…). Kane/Bayern 31 partite, 26 gol giocatore, totale squadra 99, percentuale sui gol di squadra 38%. Lewa/Barcellona 34 partite, 27 gol giocatore, totale squadra 102, percentuale sui gol di squadra 38%. Sono statistiche un po’ diverse, forse Lautaro dovrebbe sentirsi meno sottovalutato dalla stampa o forse impegnarsi di più, chissà.
Per quanto riguarda i numeri in CL, mi sembra stessimo discutendo i numeri in campionato. Fossimo a scuola, direi che Luciano è finito fuori tema… ci sta, quando un argomento appassiona molto.
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Già, i gol in CL sono troppo facili e non contano per vedere la prolificità di un attaccante.
Fuori tema va chi dimentica che la discussione è nata sul fatto che io avevo scritto: in questa partita abbiamo sbagliato più gol di quanto siamo abituati. E ne ha approfittato per una polemica su lautaro.
Riconosco volentieri che l’orrido Lauti possa avere una percentuale realizzativa un poco inferiore a haaland, Lewa e kane. che ciò è gravissimo
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non sono io che mi sono messo tra i primi 5 attaccanti al mondo. Chiedere a Lauti (vedi intervista pallone d’oro).
sui gol in champions, forse affrontare le ultime 4 della classifica ha influito. D’altronde, anche con la cremonese lauti ha fatto 10 tiri. Vediamo nelle prossime partite, felice di essere smentito, nel caso.
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Vabbè proponiamo al Bologna uno scambio Lautaro con Orsolini sperando che accettino, magari pagando un conguaglio.
Roberto senza polemica ma Allegri secondo te avrebbe tenuto Gimenez ? vorrebbe titolare Bartesaghi come terzino sinistro ? Avrebbe preso Nuknku ? Un centrale difensivo non lo vorrebbe ?
Mi sembra che l’erba del vicino sia sempre più verde.
Allegri deve ringraziare San Culino perchè con Roma e Inter senza di lui avrebbe fatto zero punti e sul banco degli imputati ci sarebbe la dirigenza del Milan ma tant’è giustamente alla fine contano i risultati ed è giusto fare le critiche a quella dell’Inter che sicuramente qualcosa ha sbagliato però a volte mi sembrano eccessive, forse sono troppo io tifoso.
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Alberto Maffini scusa la domanda personale e scusate tutti del blog ma tu hai per caso fatto il militare a Fossano nel 1989 ?
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L’atmosfera del blog è diventata invivibile
Ho scritto un post, sacrificando tempo ed energie, per proporre idee alla discussione.
Alcune di queste idee saranno state giuste, forse, altre sbagliate.
Tra le sedici pagine che ho scritto c’era questa frase:
“Diciamo che questa volta il sistema di gioco conta poco: contano di più l’abilità dei due portieri e la scarsa precisione al tiro dei nostri, RISPETTO AL LORO SOLITO”.
Questa frase, estrapolata dal testo e non compresa affatto, ha scatenato il finimondo
In un modo che era tutto tranne che colloquiale, mi si e risposto che Lautaro sbaglia spesso, o tira poco, o tutte due le cose.
Non ho capito bene.
Ora chiunque rilegga quella frase, capisce che io non parlo di Lautaro, parlo del sistema offensivo dell’Inter.
Cioè di tutti i giocatori che vanno al tiro e che sono tanti: noi segniamo da un pezzo più gol di tutti e con più giocatori.
Se segniamo tanti gol significa che
– tiriamo abbastanza bene di solito
– oppure arriviamo spesso al tiro, ne sbagliamo tanti, ma il risultato è che segniamo più di altri.
Tra l’altro, riferendoci al derby, nel quale secondo me abbiamo sbagliato troppo in fase conclusiva, gli errori li hanno commessi altri protagonisti della fase offensiva (non attaccanti); Calha ha sbagliato un conclusione per lui agevole e un calcio di rigore; Acerbi ha preso un palo (come Lauti), ecc….
Ripeto, se si dice (e i numeri lo dicono, oltre al buon senso) che abbiamo avuto più occasioni del Milan, per me significa che abbiamo sbagliato un po’ troppo in fase conclusiva.
Non gli attaccanti ma tutti quelli che hanno partecipato alla manovra offensiva.
E se da tempo siamo quelli che segnano più gol di tutti, per me vuol dire che di solito sbagliamo meno.
Magari è una conclusione errata.
Ma rispondere in quel modo, sbagliando bersaglio e con un’aggressività incomprensibile (a meno che non ci siano risentimenti passati) dal mio punto di vista è il segno di un deterioramento di atteggiamenti, che probabilmente è anche colpa mia -certo non nel caso specifico- , ma che comunque rende ormai impossibile il confronto sereno e costruttivo nel blog
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quando dici che il blog è troppo tranquillo ti lamenti, quando la critica si fa intensa e c’è uno scambio dialettico più forte, ma comunque rispettoso (visto che non ho insultato nessuno) non va bene ugualmente. Per me Lautaro è un calciatore mediocre e molti dei problemi dell’Inter dipendono dal suo status di intoccabile. Chi ho offeso con questa frase? Devo sentire i risolini dei sodali si dai scambiamolo con Orsolini, questo si, offensivo. Poi parlerò male l’italiano e i miei concetti risulteranno confusi (quelli su Lautaro, perché la voglia di offendere invece è comunicata chiarissimamente) e allora va bene così. Et de hoc satis
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@ Sergio Longoni, guarda che io non sto tessendo gli elogi della dirigenza del Bilan.
Solo che trovo stucchevole la solita affermazione per cui non siamo più deboli degli avversari (non è mia, ripeto) per via dei pochi soldi messi a disposizione della dirigenza costretta al solito a fare miracoli.
Ho solo risposto alla frase “Prova con un allenatore come Conte o Allegri a prospettargli che per una squadra da rinnovare gli prendi giovani possibili future plusvalenze”. Se ciò è avvenuto – ma anche tu convieni che domenica il bilan non aveva tra i titolari gente da 80 mn ma, tra gli altri, Bartesaghi e Gabbia – ho evidenziato come lo abbia fatto con saldi di mercato positivi.
Sarebbe un miracolo gestionale, giusto? Per me non lo è ma è solo l’abitudine a percorrere una strada che ovviamente 15 anni fa non serviva percorrere, ora si.
L’Inter, se posso, non ha di fatto rinnovato la squadra perchè non ha ceduto nessuno dell’undici titolare che infatti è ancora tutto al supo pasto da 4 anni. Semmai ha (finalmente) provato a rimpolpare le seconde linee con prospetti più futuribili. Vedremi se avranno pescato bene. Io spero di si, se non lo avranno fatto credo che un minimo di autocritica i nostri la faranno senza piangere come al solito miseria.
L’erba del vicino sia sempre più verde la vede, perdonami, chi ritiene sempre che gli avversari abbiano speso tantissimo (falso), abbiano preso gente fortissima (falso) mentre noi siamo i poverelli costretti a vivere di elemosina (falso).
Su Lautaro i numeri citati da Alberto sono interessanti (purtroppo). Il timore che sia in calo (che non vuol dire che sia di colpo diventato un Taremi) l’ho postato già tempo fa. Spero di sbagliarmi ma se così fosse sarebbe un problema perchè confermare Lautaro a quelle cifre (rinunciando ai soldi della sua eventuale cessione) è, checché se ne dica, un grande investimento. Se il capitano dovesse croallre di rendimento (sgrat) sarebbe un grosso problema ascrivibile a chi questo investimento lo ha fatto. Viceversa tornasse il Lautaro di qualche anno fa sarebbe un grande merito da attribuire a chi l’investimento lo ha fatto.
Non capisco come questa cosa non possa essere serenamente accettata senza appigliarsi ogni volta a cause terze
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Ma qual è il problema? Una parte dei tifosi è contenta che la società non investa o investa poco SUL MERCATO e qul poco suddiviso tra 4 o 5 giovani, un’altra parte ritiene che la proprietà dell’Inter che è ai vertici in italia e in Europa abbia il dovere di investire ogni anno SUL MERCATO almeno per un campione conclamato.
Ogni tifoso ha il diritto di pensare in grande o in piccolo.
Non c’è questione
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Io ne vorrei 2, 3 di campioni ogni anno.
Il punto è solo.un altro: dimmi chi in Italia ha preso campioni nel pieno della carriera da 70 e oltre milioni negli ultimi anni.
Se la risposta è nessuna (gobba a parte con vlahovic) direi che le lamentele finiscono qui
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Il Como non il Real ha messo a disposizione dell’allenatore 150 milioni per il mercato.
Noi abbiamo incassato più di tutti.
Poi io tifo Inter e credo che un simil Lookman o un simil Kone me lo meritavo. E l’anno prima mi meritavo qualcosa di più costoso di Palacios
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Posso dire che la frase che odio di più tra quelle relative al calcio, è: “non è un giocatore da parametri di Oaktree”?
Con i parametri di Oaktree non avremmo mai vinto nulla
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Quali giocatori da 70 e passa milioni nel PIENO della carriera ha preso il Como?
Vorrei una risposta.
Ripeto, il punto non è se lo meritiamo o meno: tutti vorremo campioni acquistati ogni anno. Il punto è vedere (e capire) il contesto in cui giochiamo
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Luciano, tu parti dal presupposto che se il Como mette sul mercato 100 Inter deve metterne 200, per giro d’affari, blasone, ecc.
A parte che la base di partenza è nettamente differente (e questo conta), a parte che il suo presidente ha dichiarato che il maggiore margine di manovra deriva dal non essere nelle coppe e quindi con meno vincoli da fair play (e questo conta), a parte il diverso indebitamento societario (e questo conta), il PUNTO è che il Como i suoi -95 mn di saldo di mercato (vs i -45 dell’Inter) non mi risulta abbia comprato campioni, o presunti tali, nel pieno della carriera e affermati come Konè o Lookman.
Sbaglio?
Io vedo una marea di giovani alcuni dei quali già molto forti. Spesa max 22 mn per il 19enne Jesus Rodrigues, ossia il profilo che ritieni non farà mai fare un salto di qualità (salvo un incrocio miracoloso) alla squadra perchè a 19 anni se sei fortissimo costi già oltre 50 mn.
Questa è l’Italia, oggi, quindi devi essere più bravo degli altri.
Il nostro vantaggio – e non è poco – è che noi possiamo tenere Lautaro dandogli 10 mn annu, Chala 7, Barella 6,5, e spero un domani il Sucic di turno, ecc. Vedemo se il Como lo farà quando sarà in Europa.
Anticipo l’obiezione “eh ma il Como non è l’Inter….”, però non sono io che poi li paragono. Se fosse veramente paritaria la capacità di spesa, il Como dovrebbe andare su Lookman e non su jesus Rodrigues, su Konè e nn su Baturina, ecc. per diventare vincente come direbbe il budget che ha. Non è forse così?
In soldoni, io resto convinto che noi siamo anche oggi più strutturati del Como e se faremo peggio dei lariani bisognerà solo fare autocritica per le scelte compiute.
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Su questo non c’è dubbio: la scelta compiuta ha già portato a 4 sconfitte in 12 giornate, cosa che quando per integrare la rosa compravamo campioni a parametro zero non era neppure concepibile.
Comunque io sono pronto a tifare per Oaktree se nel prossimo mercato metterà a disposizione dell’allenatore almeno 200 milioni, lasciando liberi allenatore e dirigenti di fare le scelte che vogliono . Dopo aver chiarito che se non vengono i risultati attesi, salteranno tutti
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2022/2023: 4 sconfitte nelle prime 8 gare di campionato.
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Insomma, non potrete mai convincermi ad amare una proprietà che si rifiuta di investire soldi per rafforzare l’azienda Inter . E sono convinto che un proprietario di azienda se vuole investire trova il modo di farlo.
Forse sbaglio e avete ragione voi .
Ma nessuno di noi cambieraà idea. Smettiamo di polemizzare e ognuno faccia la propria narrazione della stagione interista, ovviamente sulla base del proprio punto di vista
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Ho soltanto corretto un’affermazione (“non era neppure concepibile”) errata.
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Io non amo Oaktree e sono il primo che festeggerà quando arriverà una proprietà disposta a immettere di tasca propria ingenti risorse per la squadra per cui tifo.
Però non amo le ricostruzioni errate secondo cui saremmo i soli in Italia tra le squadre di vertice, tra cui possiamo mettere anche l’emergente Como, ad essere in questa situazione.
Non ho ottenuto risposta su quali campionissimi da 70 mn siano arrivati in Italia nell’ultima sessione di mercato
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Sono un padre di famiglia. Dopo un po’ di economia ho trovato 500 € e finalmente il bilancio famigliare non è più in rosso. Mio figlio mi chiede 500 €, magari sono un po’ restio a darglieli, facciamo così, gliene do 100, sulla fiducia. Ne sperpera 50 in alcol e sigarette. Avrei dovuto dargli di più? Di meno? Sta di fatto che dei 100 €, 50 sono finiti in fumo, letteralmente. Io mi concentrerei su quello, poi non so, forse è più produttivo inveire perché il figlio di papà ha preso tante altre cose, spendendo… 150€ (comunque, il paio di jeans da 70 € non l’ha preso manco lui, magari una maglietta un po’ più carina a 35).
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Peccato che il figlio di papà ha costruito da una baracca un palazzo straordinario, commettendo anche qualche errore. Ora c’è bisogno di un restauro e tu tieni i soldi in banca e fai deperire tutto
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Magari trovo qualcuno che non scoppi 50€ sudati prima. Sono priorità differenti.
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E peccato che papà i suoi soldi li ha fatti investendo 300 milioni su un bene degradato che grazie al lavoro dei figli di papà ora vale 1.300 milioni
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Io ho un papà strano: alla nostra azienda servivano due ferrari: lui mi ha dato i soldi per prendere due cinquecento e quando ho preso le cinquecento (una strappandola al Napoli, l’altra ora richiestami dalla Roma capoclassofica) si lamenta che non ho preso le ferrari
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intanto la cinquecento fortemente richiesta dalla Roma in cima alla classifica non è titolare nemmeno stasera. I casi della vita.
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Al solito Appena livello degli avversari si alza, in un modo o nell’altro si perde.
Inquietante prestazione del Toro…se punta e portiere non sono i top di squadra diventa complesso.
Purtroppo il ns livello temo si sia assestato ad un livello non piu elevato: troppi i giocatori che Chivu non usa con regolarità, segno che lo ritiene non adatti. A partire dai due centrali
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phragrance: riconosco l’errore. Probabilmente la memoria non è più quella di una volta.
Io non so se sono arrivati campioni da 70 milioni. So che il Como ha avuto 150 milioni da spendere come voleva mentre a noi non solo hanno lesinato i soldi, ma ci hanno persino obbligati a non prendere certi giocatori
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Penso che, a meno di ripensamenti sempre possibili non scriverò più post strutturati e analitici (scusate la parolona): troppo faticoso perle mie possibilità attuali.
Mi limiterò a scrivere spot con qualche osservazione varia, una serie di spunti ‘isolati’. Non essendoci nessun altro disposto a scrivere post., è l’unico modo per tentare di tenere in vita il blog
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Grazie Luciano per l’impegno che ci metti in ogni caso da parte mia molto apprezzato
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Uno sforzo immenso considerando anche il declino strutturale irreversibile di proprietà dirigenti e squadra. Sarebbe assurdo biasimarti
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Sergio, non esagerare: è prima di tutto un piacere.
Comunque ho inviato un post più…sommario del solito
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Post ricevuto, lo pubblico dopo o domani mattina.
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Post online: https://buu.zone/2025/11/27/la-partita-nel-suo-contesto-considerazioni-in-liberta-atletico-madrid-inter-1-2/
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