
Penso possa essere utile in questo caso tentare un’analisi della partita partendo dall’esporre il punto di vista degli avversari.
Per questo sono andato su ‘Casteddu Online‘ e riporto una sintesi parziale del loro pensiero:
“Cagliari-Inter 0-2, un grande cuore rossoblù non basta: Lautaro ci ha purgato ancora.
Nel secondo tempo il Cagliari sfiora il pareggio colpendo un palo con Folorunsho, e nel momento migliore l’Inter raddoppia.
Tante occasioni per i nerazzurri che meritano di vincere.
Pisacane sbaglia formazione inserendo Ze Pedro e trova il coraggio di inserire Felici solo nella ripresa.
Come contro il Napoli uno schieramento iniziale troppo timoroso, che vede il Cagliari in affanno e l’Inter che domina ampiamente nella prima mezz’ora.
Nella ripresa gli ingressi di Felici e di uno spento Gaetano alzano il baricentro del Cagliari che comincia a fare paura all’Inter, che nel frattempo aveva sciupato occasioni clamorose”.
Più o meno gli stessi concetti li ha espressi il loro mister nelle interviste del post partita, quando ha riconosciuto i meriti dell’Inter e, ovviamente senza attribuirsi errori, ha rilevato come le correzioni apportate (una punta su de Vrij, l’altra a marcare Calha e con Felici maggior spinta su entrambe le fasce) abbiano contribuito al riequilibrio delle forze, dopo un primo tempo dominato dall’Inter.
Pisacane è stato molto onesto nella sua analisi, anche se in generale la critica di parte sarda tende a sottolineare il peso del palo colto da Folorunsho (che effettivamente poteva cambiare la partita).
In un certo senso penso che recriminare, da parte loro, su quel palo sia comprensibile, dall’altro c’è una realtà di due gol, due pali e tante occasioni create dai nostri, contro il loro apparentemente disarmante bottino di zero conclusioni nello specchio della porta.
Tuttavia il calcio è fatto così, se ti va bene puoi tirare una volta sola e ottenere punti.
Il compito di un tifoso interista che si voglia improvvisare analista del match credo sia quello di ridimensionare il ‘peso’ dell’episodio, ma nello stesso tempo di sottolinearne la pericolosità e… sperare che si lavori ulteriormente sulla gestione della partita per evitare o comunque ridurre queste situazioni.
Dovrei rivedere al ralenty l’azione del palo, ma credo che Folorunsho, alto un metro e novanta, non doveva venir lasciato saltare in perfetta solitudine.
Questo per quanto concerne l’episodio, anche se capisco che non succederà spesso di lasciare una sola occasione agli avversari.
Di conseguenza una critica sarebbe ingenerosa.
Infatti la mia non è una critica, ma una riflessione.
L’altro elemento da esaminare è questo: in alcune partite di questa stagione l’Inter è stata spesso rimontata, sovente il secondo tempo è stato meno produttivo del primo, o comunque degli inizi.
A Cagliari non siamo stati ‘rimontati’, anzi abbiamo raddoppiato, ma non c’è dubbio che l’Inter vista nel primo tempo è stata un’altra cosa rispetto a quella della ripresa.
Naturalmente hanno ragione i due tecnici: bisogna considerare che esiste anche l’avversario.
Chivu ha sottolineato la capacità dei suoi di leggere i momenti della partita e Pisacane, come si diceva prima, ha attribuito ai cambiamenti di uomini e di atteggiamento tattico la svolta.
Entrambi hanno sicuramente delle ragioni.
Tuttavia dal nostro punto di vista (cioè nel nostro interesse) dobbiamo partire da un’altra affermazione di Chivu e di alcuni giocatori nel post partita: c’è tanto lavoro da fare per far emergere tutte le potenzialità del gruppo.
Per esempio; la crescita degli avversari alla distanza, in diverse partite, è riconducibile SOLO alle modifiche che apportano al loro organico e al loro sistema di gioco, o c’è anche una questione (la cui natura è da appurare, può essere psicologica, atletica, tattica…) interna al nostro gruppo?
Può sembrare ingeneroso focalizzarsi inizialmente sugli aspetti da migliorare dopo unna vittoria esterna per 2-0 contro una squadra forte e in ottima condizione e soprattutto dopo tre vittorie consecutive di cui due con zero reti al passivo.
Nessuno vuole sminuire la qualità complessiva della prestazione, naturalmente, ma è proprio quando le cose vanno bene che si può lavorare con tranquillità su quello che è ulteriormente migliorabile.
Credo infatti che dopo la disgraziata partita contro l’Udinese, fonte di tutti i guai, più ancora della sconfitta con la juve visto che in due giornate abbiamo recuperato 4 punti ai bianconeri, la qualità del nostro gioco e la produzione offensiva sono andate sempre migliorando.
Abbiamo vinto tre partite di cui due in trasferta, tra campionato e CL, e in due delle tre non abbiamo subito reti.
La prolificità in rapporto alle occasioni create e la necessità di rendere più impermeabile la difesa sono sicuramente i punti da continuare a migliorare.
Anche se contro il Cagliari, che è una buona squadra e in un momento positivo, non abbiamo concesso, come detto, nessun tiro nella luce della porta.
Però la differenza nella prestazione tra un tempo e l’altro c’è stata e sino al raddoppio di Pio, nel finale, penso che tutti fossimo in grande tensione.
Il nostro primo tempo invece credo abbia soddisfatto pienamente sia i risultatisti sia gli esteti.
Nella ripresa non siamo più riusciti a pressare alti e anzi qualche volta siamo andati in difficoltà per il loro pressing, dal quale faticavamo ad uscire più del lecito, per qualche errore individuale di troppo.
Certo che abbiamo le qualità, una volta superata la loro prima linea di pressing, di andare negli spazi e far male. Come dimostrano le numerose occasioni costruite in questa situazione.
Tuttavia se confrontiamo i due tempi dal punto di vista del volume di gioco c’è un’enorme differenza, ma se lo consideriamo dal punto di vista della pericolosità reale il discorso cambia.
Naturalmente non c’è nulla di scientifico nel concetto di ‘vere occasioni da gol’, per la sua soggettività, però con un po’ di buon senso a me pare che le occasioni costruite nel primo tempo siano state 4 (una trasformata in gol), nel secondo addirittura di più (con un altro gol):
Primo tempo:
- al 9° la rete di Lautaro,
- al 20° Miki spara alto da buona posizione,
- al 27° tacco di Thuram nell’are piccola, su servizio di Carlos,
- al 38° Thuram dal limite, potendo calciare indisturbato, spara alto.
Secondo tempo:
- al 52° palo di Calha,
- al 54° paratona di Caprile su Thuram,
- al 66° Lautaro anticipa l’uscita di Caprile ma di testa la palla esce di poco,
- al 77° Akanji va al tiro da buonissima posizione, ma manca il bersaglio,
- all’80° un difensore salva sulla linea, a portiere battuto, dopo la conclusione di Frattesi,
- all’82° il gol di Pio,
- all’85 il palo di Miki.
Mi sembra che la nostra produzione offensiva non sia calata nella ripresa: abbiamo concesso (o si sono presi) più campo, ma questo si è tradotto in un solo rischio autentico, frutto di un’amnesia su una marcatura in seguito a calcio piazzato.
Sono dati che non significano molto perché ogni partita fa storia a sé, tuttavia sembrerebbe di capire che se ci pressano rischiamo di più, ma costruiamo parecchio di più.
Certo, pressare alti e riconquistare subito palla, come avvenuto nel primo tempo, diverte e fa stare più tranquilli.
Ma come lo stesso Chivu ha dichiarato nel dopo gara, le partite hanno dei momenti, delle fasi, (che non dipendono solo da noi) e la bravura di una squadra è saperli leggere e adattarsi al meglio.
Così noi dobbiamo imparare a essere più cinici sotto porta avversaria, sempre concentrati, più pratici e magari qualche volta meno supponenti in fase di contrasto e ripartenza (ho visto, tra l’altro almeno 4-5 colpi di tacco o giocate pretenziose: sempre meglio essere pratici e andare sul sicuro)
Confortante la disponibilità degli attaccanti ad aiutare, anche arretrando in fase di non possesso, perché la compattezza e la densità consentono di limitare al minimo le opportunità altrui.
Lo spirito di sacrificio nell’interesse generale è sintomo di un gruppo sano e determinato a perseguire obiettivi che ritiene possibili.
Abbiamo visto che da un punto di vista pratico anche se nel secondo tempo loro hanno fatto più pressione, noi abbiamo mantenuto il controllo della gara per quasi tutta la partita.
Vediamo se i dati statistici ce ne danno conferma.
L’elemento più significativo è costituito certamente dall’xG, dato nel quale la nostra superiorità risulta schiacciante: 2,82 contro 0,18.
Il che da un lato conferma che dobbiamo aumentare la percentuale realizzativa, ma dall’altro ribadisce che, con uno scarto così netto, la nostra pericolosità è rimasta costante per tutta la gara
Per la verità lo striminzito 0,18 concesso agli isolani contrasta un po’ con la percezione di pericolo che credo un po’ tutti abbiamo vissuto nel secondo tempo.
Lo Zio in proposito sostiene che non è cambiato molto rispetto all’epoca Inzaghi: anche prima pressavamo alti inizialmente e poi avevamo un calo, almeno prestazionale, alla distanza.
Probabilmente è vero, ma rispetto alle partite con Udinese e juve pur considerando la differente forza dell’avversario, sembra che abbiamo trovato più equilibrio nel momento in cui si alza il livello di sofferenza.
Perché appunto il bassissimo 0,18 di xG concesso loro lascia intendere che abbiamo gestito bene la sofferenza
Quasi tutti gli altri dati sono a nostro favore e confermano la nostra superiorità, se non il nostro dominio.
Il possesso palla è stato di 58 a 42, ma certamente nel primo tempo lo scarto era maggiore.
Abbiamo tirato verso la porta 20 volte contro sei e di questi venti tiri, 5 sono finiti nello specchio (contro lo zero per loro).
Abbiamo tirato 15 volte da dentro l’area di rigore contro 5 loro.
Abbiamo colto due pali contro uno loro.
Le cosiddette ‘grandi occasioni’ create, sono state sette a uno per noi (dato più soggettivo rispetto all’xG, ma che in questo caso lo conferma).
Predominio netto nel numero di passaggi riusciti (453 a 301).
Stesso discorso per i passaggi riusciti nella trequarti avversaria (138 a 59).
Invece loro hanno fatto qualche cross in più (22 a 20) ma se andiamo al numero di cross riusciti torniamo in vantaggio per 7 a 4.
Prevaliamo anche negli indicatori ‘agonistici‘.
Nei contrasti che abbiamo portato siamo usciti vincenti nel 73% dei casi contro il 58 dei loro.
Prevalenza anche nei contrasti aerei vinti (11 a 9).
Abbiamo commesso un fallo in più (14 a 13) e avuto due ammoniti a zero.
Supremazia abbastanza netta anche nei dati di movimento: a livello di squadra abbiamo percorso circa un km in più (24 contro 23) e abbiamo percorso allo sprint oltre 200 metri (circa il 10%) in più.
A livello individuale Calha e Miki sono gli unici ad aver superato i 12 km (interessante notare che rispetto al solito Miki si è ‘alzato’ molto più spesso).
Per quanto riguarda i metri percorsi sprintando, dominano Palestra (384) e ancora Miki (348: non male questi dati per un vecchietto…). Tutti gli altri sono sotto i 200 metri.
Per quanto concerne la velocità media, moltissimi giocatori si attestano, con differenze irrilevanti, poco oltre i 19 KM/H.
Allo sprint individualmente il migliore è risultato Folorunsho (a me è piaciuto parecchio), davanti ad Akanji e a Miki.
Molto più staccato Henrique.
Sempre a livello individuale, ma passando alle giocate, Calha con 80 passaggi riusciti quasi doppia tutti i compagni e gli avversari.
Come percentuale di passaggi riusciti a parte i subentrati, i migliori sono stati de vrji e Dimarco.
Calha è stato di gran lunga l’autore del maggior numero di passaggi in avanti riusciti.
Infine per quanto riguarda le palle recuperate, dominano Akanji, de Vrij e Calha, insidiati da vicino solo da Mina.
Prima di passare alle pagelle, uno sguardo alla classifica, che comincia a farsi veritiera e per certi aspetti, nonostante i miglioramenti conseguiti nelle ultime due gare, non tranquillizzante.
Napoli, Milan e l’outsider Roma ci precedono di tre punti: abbiamo accorciato sulle prime, che però ora sono più numerose.
La juve ci precede di due punti.
Di fatto tutte le concorrenti per un posto in CL ci sono davanti e l’Atalanta ci incalza.
Un’osservazione di… scaramanzia a rovescio: lo scorso anno il Napoli non aveva la CL da disputare e ha perso clamorosamente la prima partita, vincendo poi spesso di stretta misura e con qualche aiutino.
Quest’anno il Milan non deve disputare la CL, ha perso clamorosamente la prima partita e ha vinto spesso ‘di corto muso’ per usare un’espressione cara al suo allenatore.
Le pagelle
Martinez:
non deve parare neppure un tiro. Nelle uscite alte se la cava bene e su Belotti esce tempestivamente anche a terra. Superato dal colpo di testa che si infrange sul palo: ma Folorunsho stacca indisturbato da centro area.
6.5
Akanji:
bravissimo nelle letture difensive, all’inizio perde un paio di palle pericolose in uscita, ma poi va a chiudere.
Se continua così è un acquisto importante.
7
de Vrij:
sembra proprio in un ottimo momento.
Bene nel posizionamento, tempestivo e autorevole nelle chiusure, gestisce anche con la solita sapienza la palla in uscita.
7
Bastoni:
particolarmente ispirato in fase di costruzione, sostiene l’azione offensiva con continuità e molta intraprendenza. Perfetto l’assist per il gol di Lautaro.
Dietro non soffre.
7
Henrique:
a tratti sembra un corpo estraneo.
Deve ancora trovare l’intesa con i compagni prima che lo si possa giudicare.
5.5 di incoraggiamento.
(Dumfries:
una ventina di minuti nei quali non riesce a prendere il sopravvento su Felici.
Sventa una potenziale palla gol deviando in angolo un cross pericoloso, con l’uomo libero alle sue spalle.
6)
Barella:
la solita corsa e determinazione, qualche bella giocata ma anche un eccessivo ricorso a finezze superflue e pericolose. Deve tornare a giocare semplice e a riservare le giocate per le situazioni in cui possono risultare decisive.
Ammonito per un fallo su Felici.
6+
(Frattesi:
‘vai dentro ma con giudizio’ è l’indicazione di Chivu lui cerca di adattarsi anche se il vero Frattesi si vede solo quando con un tocco sotto misura, supera Caprile e costringe un difensore a un salvataggio sulla linea.
6)
Calhanoglu:
è tornato e ora speriamo che… resti.
Le manfrine dell’estate sembrano morte e sepolte e lui è tornato ad essere la guida del centrocampo e il guerriero dominante.
Colpisce un palo con una delle su micidiali conclusioni da fuori.
7+
Mkhitaryan:
con Chivu il suo baricentro viene spostato leggermente in avanti, in certe situazioni almeno.
Attacca di più e colpisce anche un palo.
Ma il suo forte resta il gran numero di palle giocate, la precisione dei passaggi e persino la corsa.
7
Carlos:
ha un avversario abbastanza tosto da fronteggiare e quindi ‘esce’ meno del solito, tenendo la posizione quando Miki avanzava.
Riceve un giallo inutile per un’ingenuità poco comprensibile in un giocatore del suo livello.
6.5
(Dimarco:
sostituisce il compagno ammonito a inizio ripresa e, come è nella sua indole, spinge e crea con continuità.
Regala a Pio l’assist per il 2-0, ma sono d’accordo con Chivu quando sostiene che ancora più encomiabili sono state un paio di chiusure difensive fondamentali.
7)
Thuram:
deve ingaggiare una dura lotta all’ultimo… colpo con Mina che a me piace molto, soprattutto se riuscisse e correggere alcune ruvidezze che ne limitano il valore potenziale.
La spunta poche volte e in un’occasione si vede respingere il tiro da Caprile.
Il suo lavoro è comunque sempre di grande utilità per la squadra.
6.5
(Pio:
dopo ver diostrato di saper ciocare con e per la squadra, alla terza uscita con minutaggio parziale dimostra anche di saper trovare la bia del gol.
Non male come inizio per un ventenne.
7)
Lautaro:
un gol da grande bomber in apertura e poi un lavoro costante di altissima qualità per la squadra.
Ora lo celebrano per il numero di gol segnati al Cagliari e per il quinto posto tra i marcatori dell’Inter.
Ma lui era un grandissimo anche prima di questi exploit.
7
(Bonny:
neppure il tempo di entrare in partita per mostrare le sue qualità.
s.v.)
All. Chivu:
è una grande persona, il calcio lo conosce, sia come fatto di campo sia come gestione dello spogliatoio e dei media.
Lavora con grande dedizione e passione e i ragazzi sembra che lo seguano con convinzione, per potenziare il loro bagaglio tecnico e tattico.
Il lavoro sembra ben avviato, ma siamo solo all’inizio.
7
Luciano Da Vite
Beh , il “tanto vituperato” fondo Oaktree ha destinato 100 ml per interventi alla Pinetina ed a Interello…ok Luciano anche Zhang era intervenuto,non mi pare comunque con una tale entità di budget. Non faccio paragoni,solo sottolineo che è un’indicazione di un certo impegno nei riguardi della Società…mi dirai che tutto torna per incrementare il valore della Società per poi vendere meglio,ma quello rientra nella logica di mercato ..i samaritani come Moratti non esistono più. Vediamo …in ogni caso ,come diceva il Trap,…” non dire gatto…”
Ed è arrivato anche un tassello importante per lo stadio.
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Per americani “investire”, piaccia o meno, significa primariamente in strutture materiali: qundi nel calcio stadio e centri allenamenti da “far fruttare” il più possibile.
Poi viene il resto.
Lungi da me difenderne o avallarne in toto operato, ma costruire uno stadio e avere centri tecnici all’avanguardia costa ed è utile per avere una base stabile in grado anche di garantire, se servono, finanziamenti. I tempi in cui tutte le risorse finivano sul mercato ma poi si giocava in stadi pubblici progressivamente fatiscenti è destinato a non tornare.
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“Mea culpa”….tempo fa avevo esternato la mia perplessità sulla possibilità di rivedere(per vari motivi ) un Chala all’altezza della sua fama….smentito ! E ne sono davvero contento.
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E’ senza dubbio comprensibile ,ma il blog appare come un”muro del pianto”…si commenta soprattutto quando e delle cose vanno male. Non prendetevela ,ok ?
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Ieri non ho potuto vedere la partita, mi sono accontentato degli highlights e di qualche commento da cui pare si abbia dominato.
Non credo lo Slavia fosse granchè – il primo gol è fantozziano – ma mi inetressa capire, da chi ha visto tutta la partia, il nostro stato fisico.
Purtroppo leggo di un problemino di Thuram che andrebbe preservato in quanto di gran lunga, per me, il nostro giocatore più importante insieme a Dumfries
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Vista tutta la partita. Praticamente Sommer inoperoso per tutti i 90 minuti, la pressione esercitata dal 2 a 0 in poi degli avversari ha prodotto un solo tiro in porta e comunque sul piano delle coperture preventive e dei duelli individuali gli avversari sono stati annullati. L’unico rammarico è non aver incrementato il bottino anche se questa volta ciò non è dipeso da errori in fase conclusiva quanto da episodi fortuiti (vedi la splendida azione di sucic salvata sulla linea). Ad eccezione dell’incerto Zielinski direi tutti bene, giusta la decisione di gestire i ritmi dopo il terzo gol. Interessanti alcune giocate di Bonny nell’uno contro uno
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Tra poco il post sulle due partite (quella di YL direttmente da interello)
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Grazie Sergio!
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post inviato. Per quanto mi riguarda quando ci va male perdo la voglia di scriverne, mentre ovviamente avviene il contrario
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Di nulla Roberto
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Post ricevuto. Lo pubblico domani.
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Nuovo post: https://buu.zone/2025/10/02/uninter-camaleontica-inter-slavia-praga-3-0/
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