Il richiamo alla realtà: Monza – Inter 1-1

Foto: l’esultanza di Denzel Dumfries. La sua rete ha permesso ai nostri ragazzi di agguantare in extremis il pareggio contro il Monza nell’ultimo turno di campionato.

Era facilmente immaginabile anche dopo il 4-0 all’Atalanta: il nostro cammino restava tutt’altro che agevole e anzi ogni partita avrebbe nascosto insidie e pericoli assolutamente rilevanti.

Come prima ci si doveva guardare da ogni facile trionfalismo, indotto anche da avversari interessati, ora si deve evitare il pessimismo e lo sconforto, soprattutto alla vigilia di due match che possono incidere pesantemente, in positivo o in negativo, sul prosieguo della stagione.

Senza farsi prendere appunto dallo sconforto, occorre prendere atto che la situazione rispetto alla scorsa stagione è profondamente cambiata e non certo a nostro vantaggio.

Guardiamo intanto alla situazione di classifica.

Apparentemente può sembrare abbastanza tranquillizzante: dopo quattro giornate, per tutte le squadre caratterizzate da alti e bassi, una sola tra le rivali accreditate –  ci precede di un punto (il Napoli che inoltre non ha le coppe e può concentrarsi esclusivamente sul campionato, per il quale dispone  di una rosa competitiva e di un mister particolarmente ‘ispirato’ in questa competizione).

La juve ha gli stessi punti nostri, ma una considerazione si impone: la squadra di Motta dopo 4 giornate non ha ancora subito gol.

Questa cosa ricorda sinistramente il nostro percorso dello scorso anno: noi segnavamo si anche valanghe di gol che per ora la juve non eguaglia, ma con una squadra rifatta, aver sistemato da subito al top la fase difensiva è un grande risultato ottenuto da Motta.

E’ naturale che l’organizzazione più efficace della manovra offensiva richieda altro tempo.

Milan e Atalanta restano potenzialmente molto pericolose e anche la Roma di certo si riprenderà.

Il problema principale però siamo noi, che abbiamo già perso 4 punti sui dodici disponibili.

Con questa media, anziché a 94 come lo scorso anno, finiremmo a 78 un punteggio rischioso per la stessa qualificazione in CL.

In più c’è un’altra considerazione da fare: con 2 pareggi su 4 gare siamo pericolosamente incamminati, come è stato osservato, sulla strada della stagione dei 13 pareggi.

E, tra l’altro, non siamo ancora entrati nella morsa degli impegni molteplici.

Un fattore mi sembra assodato: non ripeteremo la cavalcata trionfale dello scorso anno e potremo vincere il titulo solo se la quota scudetto crollerà in modo verticale.

Sono tanti i motivi di preoccupazione che in molti avevamo già e che ora sembrano venir confermati dai fatti:

Punto numero 1. Non è vero che disponiamo di 22 titolari. Il turn over ci costerà, ma ci costerebbe anche l’utilizzo continuo della squadra base in presenza di impegni incalzanti e severissimi.

Limitandoci alla partita di Monza è probabile che sarebbe andata diversamente con in campo Acerbi, Bastoni, Barella, Calhanoglu.

Anche se la prestazione di Lauti, Miki, Pavard e dello stesso Thuram è risultata palesemente sotto tono.

Da sostenitore della linea “In campo i giocatori pronti” devo riconoscere che se a Genova abbiamo perso due punti per una leggerezza di un ‘giovane’ a Monza li abbiamo persi per una limite del suo… titolare, esperto e non giovane.

  • La rosa dei 15-16 titolari aveva due lacune evidenti che non sono state colmate: l’attaccante di estro e fantasia e il centrale alternativo a Acerbi/de Vrij. 
  • Tutte le squadre ormai conoscono il nostro tipo di gioco, sanno che soffriamo le difese fitte e giocando corte e strette limitano gli effetti degli smarcamenti improvvisi prodotti dal gioco liquido e ci costringono ad un prolungato e sterile palleggio orizzontale.

Non è un caso che siamo andati molto bene contro l’Atalanta, avendola sbloccata subito, e meno bene contro Genoa e Monza.

Citerò solo un paio di dati relativi alla partita col Monza, perché li considero impressionanti: col 62% di possesso abbiamo tirato in porta solo 2 volte (il gol e un tiro su calcio piazzato).

E’ vero che anche loro hanno tirato in porta solo due volte, ma in pratica hanno rinunciato ad attaccare, attuando un solo schema: cross per Djuric che si smarca sul palo lungo. Quando è entrato Dani Mota e Djuric si è portato via de Vrij, sul palo lungo è andato Motta e ha fatto gol precedendo Pavard.

L’altro dato interessante è quello dei dribbling riusciti: 9 per loro e solo uno per noi.

Incontreremo molte avversarie, medie e ‘piccole’ che attueranno questo sistema di gioco  e per batterle dovremo avere esterni e punte sempre al top e centrocampisti lucidi sulle seconde palle e sugli inserimenti: non solo abili nel palleggio.

Le avversarie si sono tutte molto rafforzate.

Non sto facendo un discorso ‘economico’: hanno preso tutte numerosi giocatori funzionali al progetto, magari anche cedendone altri ‘buoni’ ma inidonei ai compiti che avrebbero dovuto svolgere.

La squadra resta nel suo insieme molto forte, ma alcuni elementi potrebbero risultare un po’ logori o comunque non ripetere le prestazioni dello scorso anno che per molti aspetti, anche psicologici, sono state particolarmente intense e logoranti.

Adesso ci aspettano due partite ravvicinate, che ci sono già costate i due punti persi a Monza e che, senza essere risolutive, indirizzeranno in un modo o nell’altro il proseguimento della stagione: in che situazione le affrontiamo lo possono sapere solo i dirigenti e il mister.

Diciamo però che alcuni segnali, visti a Monza, non sono del tutto tranquillizzanti.

Ma la speranza è che l’orgoglio, la forza del gruppo e dei singoli e la bontà del sistema organizzativo collaudato autorizzano una cauta speranza

La domenica delle giovanili

Sul piano dei risultati è stata indubbiamente ottima e molto incoraggiante.

Cinque partite e cinque vittorie:

  • L’Under 20 ha vinto 1-0 a Cagliari.
  • L’Under 18 ha umiliato il Milan a Interello (3-0).
  • L’Under 17 ha vinto (2-1) a Verona in rimonta.
  • L’Under 16 ha battuto l’Udinese 3-0.
  • L’Under 15 ha battuto l’Udinese 4-2.

Va subito detto, per spegnere facili ma superficiali entusiasmi che la situazione nel mondo delle giovanili professionistiche è molto cambiata.

Una volta si giocava con tutti al limite di età e se vincevi era perché avevi i singoli di quell’annata complessivamente più forti e probabilmente qualche individualità d’eccellenza.

Oggi le società più accorte puntano soprattutto ad accelerare la crescita degli elementi più interessanti, anche a discapito dei risultati della squadra di categoria.

Questo non vale solo per juve, Milan e Atalanta, che hanno le seconde squadre nelle quali militano under 19, under 18 e in qualche caso under 17, ma vale anche per noi e per altre che impiegano nelle varie squadre giocatori sotto età.

I risulti ottenuti nel settore giovanile restano comunque importanti, a mio parere, perché giocare per il risultato è l’essenza anche formativa del calcio, che altrimenti si trasformerebbe in un altro sport.

Ma certamente più dei risulti, o accanto ai risultati, conta l’osservazione del processo di crescita almeno di quei giocatori che si ritiene possano avere un futuro nel calcio professionistico (parlo di A e B, se non addirittura nella prima squadra).

Con questa ottica, nei limiti delle mie possibilità e capacità cercherò di relazionare sulle partite che vedrò di volta in volta.

Partiamo proprio dalla Primavera e in proposito ripubblico con qualche modifica il report che avevo inviato subito dopo il match.

Under 20: Cagliari – Inter 0-1 (Spinaccè)

Dal mio punto di vista ancora una prestazione poco convincente dell’undici di Zanchetta, nonostante il risultato positivo ottenuto in trasferta.

L’impressione è che la squadra fatichi a imporre il proprio gioco, si muova a sprazzi e solo per qualche giocata individuale (rara) che determina un minimo di pericolosità.

L’aspetto positivo (e un po’ imprevisto) di questa gara è la tenuta difensiva, perché aldilà dello zero nella casella dei gol al passivo, a un Cagliari non privo di qualità, soprattutto sulla fascia sinistra, non si è lasciato in pratica che una palla gol e mezza, solo nel finale.

La prima è stata sventata da un uscita straordinaria per tempestività di Calligaris che ha chiuso tutto lo specchio della porta all’attaccante sardo, presentatosi solo a non più di 6-7 metri dalla porta, la seconda sventata con un’altra uscita tempestiva, questa volta in anticipo.

Significativo il fatto che nessuno dei tre acquisti esteri (Romano, Topalovic e Perez) che dovevano consentire al gruppo il salto di qualità, fosse in campo dall’inizio.

Anche Cocchi, reduce da un serio infortunio, Mosconi e Lavelli non facevano parte dell’undici iniziale.

Lo scorso anno dopo poche partite dissi che ci saremmo divertiti, a prescindere dal risultato finale.

E così è stato, mi sembra.

Quest’anno dico che ci divertiremo poco a prescindere dal risultato finale.

Davanti abbiamo una batteria di giocatori talentuosi o presunti tali.

Talentuosi sono De Pieri, Lavelli, Mosconi, Pinotti, Quieto e Cocchi (terzino offensivo), perché lo hanno dimostrato; presunti Romano e Topalovic perché li abbiamo presi per quello, non certo per le doti agonistiche.

Poi c’è Spinaccè, forse un po’ meno ‘morbido’ di piede ma alla fine indispensabile perché è l’unico di peso, sia in attacco sia sui calci piazzati nella nostra area.

Ma ai talenti manca ancora qualcosa sul piano fisico per sfruttare a pieno le loro doti e soprattutto spesso non riusciamo a metterli in condizione di essere sollecitati con una certa continuità.

La coperta sembra corta: o proteggiamo bene la fase difensiva ma non riusciamo a costruire con continuità, oppure ci scopriamo troppo, siamo brillanti ma lasciamo molto spazio agli attacchi avversari.

Per fare un’analisi seria bisognerebbe conoscere l’età degli avversari, perché i fuori quota sono i 2004 mentre i 2005 sono all’ultimo anno.

Ma noi abbiamo scelto di far partire i 2005 pronti: con Di Maggio e Stankovic in mezzo, con Pio e Owusu davanti, con Stante e Stabile dietro sarebbe un’altra squadra.

Però è probabile che la stessa operazione l’abbiano fatta altri (il Milan certamente, perché ha mandato a giocare in C tanti diciassettenni e diciottenni e addirittura il sedicenne Camarda. E comunque sta facendo benissimo in Primavera).

Tra parentesi, non c’entra con questo discorso, andatevi a leggere la lista dei giocatori presi dai rossoneri per la C e aggiungete i contratti dei giocatori delle giovanili promossi semipro: quanto spende il Milan per l’operazione seconda squadra? Io sono convinto che siano investimenti e che frutteranno, ma intanto ha sottratto tutti questi soldi al budget pre la prima squadra’? Mah! Io ho qualche dubbio…

Comunque per me c’è davvero tanto lavoro da fare per Zanchetta, perché il problema nel calcio è sempre quello di trovare un equilibrio.

Non un equilibrio qualunque, ma l’equilibrio ottimale per la rosa di cui si dispone.

E’ certo che per il momento a fronte della ‘crescita’ di qualche giocatore altri o non sono ancora al top della condizione o per ora pagano il salto di categoria (però io sono molto incerto: Spina -che sta facendo bene – e quasi tutti gli altri elementi offensivi facevano benissimo in Primavera già lo scorso anno, quindi non dovrebbero essere addirittura regrediti).

Comunque aspettiamo prima di sparare sentenze: le prossime due giornate contro Milan e City ci diranno qualcosa in più.

Anche se il lavoro da fare è molto e non mi aspetto granché a breve.

Per ora accontentiamoci di aver guadagnato qualcosa sulle ultime e di non aver perso ulteriore terreno sulle prime

Pagelle

Calligaris:

un intervento provvidenziale e uno buono. Qualche incertezza su uno spiovente intercettato a mani alte aperte… che si sono piegate. Per fortuna la palla è finita fuori di poco. Anche un paio di rinvii con i piedi da brivido.

6+

Aidoo:

dalla sua parte scendevano i più pericolosi avversari. Lui senza essere un fenomeno ha la velocità per reggere chiunque in categoria

6.5

Garonetti:

più in difficoltà che in altre occasioni: dribbling secco e scatto degli avevrsari lo hanno tagliato fuori qualche volta di troppo

6

Alexiou:

fisicamente esplosivo, concentrato e rigoroso nella marcatura. In un calcio che richiede sensibilità di piede anche ai difensori qualche difficoltà ancora ce l’ha.

6.5

Motta:

dalla sua parte finché lui è in campo non vengono veri pericoli. Però in fase di spinta (che poi è il suo forte) si vede poco.

6

Venturini

avevo caldeggiato il suo ingresso per il poco dinamico Topalovic. L’intensità l’ha messa tutta, ma ha compiuto qualche errore di tocco eccessivo.

6

Bovo:

in netto progresso rispetto ad altre uscite, anche se non è ancora il giocatore che mi piaceva pure per gli inserimenti. Per lui come per Motta probabilmente è anche una questione di equilibri di squadra. In fase difensiva è stato prezioso. Magnifico l’assist per Spinaccè.

7

Berenbruch:

fra i migliori, con Bovo e Spinaccè. Certo giocare con a fianco Stankovic e Di maggio è un’altra cosa..

7-

De Pieri:

qualche tocco delizioso, ma da lui ci si attende molto di più. Poco sollecitato, poco nel vivo del gioco, quasi mai decisivo

6- (me se teniamo conto delle aspettative…. 5. Questo è un complimento, eh…)

Spinaccè:

alla fine è risultato decisivo non solo per il gol, ma anche per la presenza nella sua area sui calci piazzati. Sbaglia un gol clamoroso ma coglie in pieno un palo terrificante, altrettanto clamoroso

7

Quieto:

si dà da fare, si sposta cerca la posizione per poter incidere. Al suo attivo qualche dribbling e qualche assist ma anche da lui è lecito attendersi molto di più

6-

Subentrati:

Perez:

ritorna dopo un lungo infortunio. Sembra forte di testa ma palla a terra per il momento è in grande difficoltà.

s.v.

Cocchi:

al rientro dopo un infortunio serio. Minuti di…rodaggio.

s.v.

Zarate:

pochissimi minuti, ma l’impressione è che servirà molto a questa squadra.

Sv

Romano:

aspettiamo a giudicarlo, ma l’impressione è che sia più un giocatore… di calcetto, abile e fantasioso che elemento di sostanza e solidità.

s.v.

Mosconi:

vivace e intraprendente, crea qualche grattacapo alla difesa avversaria. Forse lo penalizza un po’ il modulo che lo costringe ad agire da esterno, quando lui è seconda punta, uomo da aerea di rigore.

s.v.

Under 18: Inter – Milan 3-0 (El Mahboubi 2, Iddrissou)

Primo tempo dominato dall’Inter che chiude con tre gol di vantaggio e una clamorosa traversa colta ancora da Iddrissou se non ricordo male.

L’impressione è che i rossoneri abbiano un discreto attacco, soprattutto con il piccolo esterno Pace e il forte centrale Martinazzi (con un anno in più, però), ma in difesa lascino molto a desiderare.

Mister Carbone mostra subito come nel bene o nel male l’orientamento e la ‘visione’ personale del tecnico possa essere decisiva.

Sceglie un tridente offensivo ‘rivoluzionario’ con Iddrissou punta centrale (è la prima volta, dal tempo dei pulcini che lo vedo in questo ruolo) e due esterni velocissimi e insidiosi.

Se El Mahboubi era titolare anche lo scorso anno, Zouin vedeva poco il campo.

I tre hanno squassato la difesa avversaria e se quasi tutti sottolineano la prova dell’ispano-marocchino autore di due reti, io sono invece stato piacevolmente sorpreso dalla crescita di Zouin, imprendibile sulla fascia destra e capace anche  di mettere sulla testa del compagno due palle che chiedevano solo di essere messe in rete.

La solidità del centro campo a tre e la buona prestazione di squadra della difesa hanno fatto il resto.

Il modulo era un classico 433 che però in fase di impostazione, considerando le qualità di marcatore di Verre, ex centrale, si trasformava in un interessante 343, con il terzino Ballo costantemente proiettato in avanti a supportare l’azione di Zouin.

Nel secondo tempo ci siamo soprattutto dedicati al controllo, anche lasciando un po’ di campo, soprattutto dopo le sostituzioni

Formazione:

Taho

Ballo, Bovio, Kangasniemi (Luchetti), Verre (Rozzi)

Mantini, Cerpelletti, Putsen (Patelli)

Zouin (Humanes), Iddrissou, El Mahaboubi (Kukulis)

In panca: Michielan, Nenna e Carbonara.

Le pagelle

Taho:

impegnato raramente, quando è stato chiamato in causa l’ha fatto con grande sicurezza.

7

Ballo:

il campione d’Europa non ha avuto eccessivi problemi in marcatura e si è dedicato a spingere, con la sua velocità, costruendo con Zouin un binario efficacissimo.

7

Bovio:

grande prestazione del nostro centrale che, come al solito gioca sotto età. Elemento la cui crescita va seguita con grande attenzione perché può riservare molte soddisfazioni.

7

Kangasniemi:

altro giocatore reduce dagli europei, con la sua Finlandia. Fisicamente c’è tutto, mi sembra che si stia adattando bene ai ritmi e alle difficoltà del nostro campionato

6.5

Verre:

prestazione importante, chiude benissimo sul suo avversario e si disimpegna con successo in fase di costruzione

7

Putsen:

poco più di un’ora per il centrocampista svedese che gioca sotto età. Tiene la posizione ma non incide particolarmente. Come è ovvio, va aspettato che completi l’inserimento

6

Cerpelletti:

le qualità tecniche e agonistiche le ha sempre avute, a occhio mi è sembrato anche cresciuto fisicamente. Con il modulo di Carbone (due mediani e il regista leggermente più avanti) è sempre nel vivo del gioco e fa pesare le sue doti importanti

7

Mantini:

il secondo nostro campione d’Europa comincia bene la stagione con una prova gagliarda e di sostanza in mezzo al campo. Elemento fondamentale per questa squadra. E non solo…

7

Zouin:

è l’unico nostro ‘fuoriquota’ (2006) contro i due del Milan, ma di fatto lo scorso anno si era visto poco. Scatto e dribbling sono le sue armi letali (per il Milan) ma anche la precisione nei cross merita una segnalazione.

7.5

Iddrissou:

E’ sempre stato potente e veloce e sin dai pulcini metteva queste qualità fisiche o sulla fascia o in mezzo al campo, dove si sdoppiava nelle incursioni (soprattutto) e nei recuperi. Atleticamente è ancora cresciuto e nel nuovo ruolo, in attesa di conferme contro avversari difensivamente più tosti, fa sfracelli.

7.5

El Mahboubi:

dopo un inizio incerto, già sul finire della scorsa stagione si era imposto con alcune prestazioni importanti. Con lui e qualche altro (Zarate per esempio gioca in U20) sembra evidenziarsi  che la campagna acquisti all’estero dello scorso anno non era così mediocre.

8

Senza valutazione tutti i subentrati, perché ormai era una partita diversa.

All. Benito Carbone:

un esordio migliore non poteva farlo. Adesso deve solo confermarsi. Sembra avere qualche idea innovativa. Seguiamone il lavoro con interesse.

Under 16: Inter – Udinese 3-0 (Matarrese, autogol, Salviato)

Anche qui, partita risolta nel primo tempo, addirittura nei primi 20′ quando ci siamo portati sul 3-0.

Poi naturalmente gestione e , nel secondo tempo la sfilata dei cambi

Formazione:

Galliera

Bettelli (Puricelli), Cassini (Tosolini), Evangelista, Pirola (Vanacore)

Limido (Piva), Pannuto (Dade), Morosi

Salviato (Donati), Matarrese (Calò), Rocca

Da notare che nell’Udinese giocava in porta il nostro ex Sebastiani (il figlio di Amadeus) e che nel secondo tempo è entrato per noi, da sotto età, il nuovo acquisto Vanacore.

Giocatori che conoscevo già tutti, ad eccezione appunto di Vanacore, per cui ero curioso di vedere eventuali auspicabili progressi. E’ rimasto in panca invece l’altro nuovo arrivo, Owusu.

Evangelista era già forte: difensore centrale, nazionale,  bravo in marcatura ed elegante in disimpegno

Matarrese era un altro molto forte, ma nella scorsa stagione era stato spesso fermo per infortunio. Ora ha iniziato alla grande e penso che vada seguito con molto interesse.

Salviato invece era una punta a mio parere interessante, ma da aspettare perché un po’ in ritardo come maturazione atletica. Ora sembra ben avviato

A me sono piaciuti anche Bettelli, per la personalità evidenziata e l’agonismo non disgiunto da una buona velocità; e Dade Lombardi, attaccante di colore, potentissimo, da disciplinare ma… è meglio averlo in squadra che contro.

Interessanti i già noti Pirola e Rocca che sulla sinistra hanno devastato la difesa udinese.

Leggermente sotto tono, rispetto alle prestazioni promettenti dello scorso anno i centrocampisti Pannuto e Limido.

Under 15: Inter – Udinese 4-2 (Serantoni 3, Menegazzo)

Partita letteralmente dominata dai nostri che si sono portati sul 4-0 a inizio ripresa e poi, un po’ per il risultato acquisito, un po’ per i molti cambi e soprattutto per due clamorosa ingenuità del portiere che per ben due volte con i piedi passa la palla all’avversario, subisce le reti che accorciano il risultato.

Avevo molta curiosità per la prova dei nostri, campioni d’Italia U14 uscenti e con diversi nuovi in organico.

Direi che hanno confermato i giudizi positivi che li hanno accompagnati a questo debutto, anche se ovviamente bisogna attendere prove più impegnative.

Formazione:

Coen

Foroni, Di Carlo*, Forlani (Bagnara), Barcella

Ferri (Omini G.), Keqi*, (Palmini*), Marchesi (Omini P.)

Penta (Ariu)

Menegazzo* (Sacco),  Serantoni (Castellarin*)

Con l’asterisco ho segnato i nuovi arrivi.

Preferisco non dare pagelle, trattandosi di ragazzi che ho visto per la prima volta e spesso neppure per l’intera partita.

Semplicemente alcune impressioni, limitate per altro ai casi che a torto o a ragione mi hanno in qualche modo colpito

Cohen: speriamo che si sia trattato di una giornata sfortunata, ma con i piedi ha servito 4 volte l’avversario, In due casi non è stato possibile rimediare, negli altri i difensori hanno recuperato.

Foroni: grande spinta in fascia destra. Contro avversari più forti vedremo come se a cava in marcatura.

Di Carlo: centrale in arrivo dalla Romulea, mi ha veramente impressionato per la calma e l’autorevolezza degli interventi.

Forlani: grande fisico e qualità incoraggianti.

Ferri: ordine e qualità in mezzo al campo.

Keqi: grande tecnica e fantasia. Mi pare che se ne compiaccia un po’ troppo.

Marchesi: ritmo e intensità ma anche buona tecnica.

Penta: per le sue doti tecniche mi sembra da seguire con grande attenzione.

Serantoni: tre gol e tanto altro. Rapace.

Menegazzo: mi ha bene impressionato soprattutto per le progressioni con conduzione di palla e la pericolosità sotto porta.

Castellarin: pochi minuti ma interessanti.

Naturalmente per gli altri c’è tanto tempo per…impressionarmi.

Under 17: H. Verona – Inter 1-2 (Carrara, Moressa)

Ovviamente questa partita non l’ho vista perciò mi limito alle formazioni, anche perché le mie impressioni (valutazioni sarebbe termine eccessivo) su questi ragazzi le ho già espresse più volte, anche se naturalmente data l’età sono continuamente rivedibili.

Farronato

Moranduzzo (Medina), Pavan, Breda, Sorino

 D’Agostino, La Torre, Virtuani (Leoni)

Vukaj (Fofana)

Carrara (Franchi), Moressa (Peletti)

In panca tra gli altri Lissi e Nese, assente Grisoni Fasana.

Per Samir un ottimo esordio in panchina: 2 partite, 6 punti, 7 gol all’attivo, uno al passivo.

Luciano Da Vite

13 pensieri riguardo “Il richiamo alla realtà: Monza – Inter 1-1

  1. Non conosco ovviamente i giovani del City, ma se sono forti, come credo, viste le nostre convocazioni non prevedo proprio nulla di buono

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  2. visto ora gli highlight su youtube. Che erroracci della ns difesa nei loro 2 goal, incredibile. Per contro, Berenbruch sembra avere la dinamite in quel sinistro. Il suo secondo poi, da fermo praticamente, dopo aver arpionato una palla altissima vagante, ha tirato una mina nel sette … Anche il secondo goal della squadra nasce da una sua bomba non trattenuta dal portiere. Mi e’ sembrato di vedere tanti errori e un po’ di fortuna l’abbiamo avuta, ma quella a chi non serve :-)

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  3. Match giocato molto bene, si poteva perdere nel finale ma anche vincere.

    Zelinski ha giocato molto meglio dell’ultimo Micky, questo è un buon segnale.

    Il Toro mi sembra faccia fatica a correre, mi da l’impressione di non appoggiare bene il piede.

    Speriamo recuperi: Taremi è stato prezioso in copertura ma davanti dobbiamo ritrovare il miglior Toro per raggiungere gli obiettivi.

    Menzione e d’onore per Bisseck: questo ragazzo non ha paura di nulla e ha una potenza devastante

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  4. In serata il post sulla partita, sul match dell’Under 19 in YL e dell’Under 17 (recupero di campionato)

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  5. Repubblica, su Gudmunsson, rivela che è stato il giocatore a rifiutare l’Inter perchè non voleva partire dietro nelle gerarchie mente a Firenze sarà la prima scelta.

    Ora non so se sia vero o meno ma è plausibile e vale per molti giocatori: non tutti accettano, a certi punti della loro carriera, di venire a fare il panchinaro – anche in una grande squadra – quando hanno alternative di titolarità a parità (più o meno) di emolumenti

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  6. Post inviato.

    Bene, repubblica dice una cosa a me persona di mia fiducia ne ha detta un’altra.

    Sicuramente avrà ragione repubblica

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  7. Da semplice appassionato penso che Gud non fosse l’unico giocatore al mondo con quelle caratteristiche e se la società avesse voluto o potuto fare un investimento di una certa consistenza nel ruolo, qualcuno avrebbe trovato

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  8. Ho qualche dubbio che Gud preferisse giocare Accademia Puskas Fiorentina di Conference League, piuttosto che Manchester City Inter di CL

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  9. Ho scritto non so se sia vero….però magari preferisce fare 90 minuti per 40 partite che 5 da titolare contro Como e Venezia e poi pezzetti da 10 minuti. A parità di stipendio….Chi lo sa.

    Personalmente credo nessun club grosso abbia affondato anche per via del processo per stupro che dovrà affrontare questo autunno

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  10. Quando frequentavo quotidianamente le giovanili dell’inter mi capitava spesso di sentire ragazzi che si lamentavano per lo scarso utilizzo e volevano andar via. Dicevo loro: se sei il primo a non credere in te stesso, a pensare che non puoi competere con quelli bravi, fai benissimo ad andare al Como o al Renate, che sono realtà più accessibili. Altrimenti lavora per conquistarti il posto

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