
Scelgo un’immagine come esemplificativa di questa partita e del grande periodo che l’Inter sta vivendo da inizio stagione.
Siamo nei minuti finali, l’Inter conduce per 2-0, ma il Frosinone non si rassegna e sta producendo il massimo sforzo offensivo per rientrare in partita.
Sulla fascia laterale, all’altezza della nostra area, Soulé riceve palla e siamo un po’ scoperti.
Da metà campo, dopo quasi 90′ tirati alla morte, capitan Lautaro parte in un recupero ultra energetico, raggiunge Soulé, ingaggia un duello tutto fisico con lui, dal quale il Toro di Bahia Blanca esce vincitore e fa ripartire la squadra.
Episodi simili a questo, magari meno clamorosi, ce ne sono stati diversi altri, con protagonisti i compagni di Lauti.
La morale è che se hai un gruppo di grandi giocatori, umili e disposti a spendersi per il bene comune, nessun risultato è impossibile.
Il percorso dell’Inter da inizio stagione ad ora con 10 vittorie un pareggio e una sconfitta in campionato, 3 vittorie e un pareggio in CL si spiega con una serie di fattori:
- un mercato fatto al risparmio ma con oculatezza,
- un allenatore bravo, che acquisisce sempre maggior esperienza nella gestione di un grande club
- la continuità che viene assicurata al lavoro di questo allenatore (è al terzo anno, quasi un record per noi),
- la costruzione di un organico squadra completo e qualitativamente rilevante,
- la buona condizione fisica e le qualità morali (in senso agonistico) dei suoi componenti.
Basterà tutto questo per raggiungere gli obiettivi che la società ma anche ogni tifoso auspicano?
Al di là delle dichiarazioni interessate, nessuno è in grado di rispondere oggi.
La stagione è solo agli inizi e gli episodi possono essere determinanti, sia nelle singole partite sia nello scorrere del tempo (alludo in questo caso a possibili infortuni, ad errori arbitrali, a cali di condizione, ecc.).
Quando sei forte e sei al top gli episodi in qualche modo li governi.
Il bravissimo Eusebio Di Francesco ha presentato a San Siro una squadra al momento del tutto competitiva ma, come ha giustamente ricordato lui stesso, la partita è stata incanalata a nostro favore non da un’evidente superiorità di prestazione (come vedremo anche analizzando qualche dato), bensì da due episodi certamente legati alla qualità individuale dei giocatori, ma comunque per qualche aspetto fortuiti.
Questo sminuisce il valore della nostra vittoria?
Assolutamente no, anzi per certi aspetti lo potenzia, perché è proprio delle grandi squadre possedere una ricchezza di soluzioni che, accompagnata allo spirito di sacrificio, ti permette di vincere anche quando incontri difficoltà.
Nelle ultime 5 partite in 18 giorni abbiamo battuto il Salisburgo 2-1, la Roma 1-0, l’Atalanta 1-2, il Salisburgo 0-1, il Frosinone 2-0.
Sono state tutte partite, oltre che ravvicinate, tiratissime, vinte meritatamente, da grande squadra, anche sapendo soffrire.
Basta questo, che è tantissimo e almeno da parte mia quasi insperato nelle proporzioni numeriche (si aggiunga anche il fatto che abbiamo la miglior difesa e il miglior attacco del campionato, oltre che un vantaggio abbastanza consistente su quasi tutte le rivali) basta, dicevo, per trarre auspici ottimistici relativi all’andamento dell’intera stagione?
Basta per alimentare una speranza non infondata, ma non ci si può spingere oltre una cauta fiducia.
L’ottimismo nasce soprattuto dalla consapevolezza di avere una grande società e un grande gruppo di campo, in senso lato.
Forti siamo forti, ma si deve essere anche consapevoli che chi ci esalta come una corazzata inaffondabile ce la sta ‘tirando’.
Io ricordo ancora la grave flessione di due anni fa quando avevamo sette punti di vantaggio a inizio girone di ritorno ed eravamo ritenuti il gruppo più forte, ma appunto con una flessione nel girone di ritorno siamo stati scavalcati.
E ricordo l’avvio di stagione deprimente dello scorso anno al quale si è posto rimedio solo con una cavalcata finale irresistibile paragonabile proprio per continuità all’attuale frazione di annata.
Oggi si dice che abbiamo una rosa più completa, più esperienza, una maggior consapevolezza della nostra forza,ecc.
Tutto vero, ma abbiamo anche impegni severissimi proprio in virtù del fatto che le nostre ambizioni internazionali sono cresciute e siamo chiamati a mantenere il prestigio conquistato.
E’ tutto aperto anche perché siamo in un campionato in cui il Sassuolo batte Inter e juve, l’Empoli vince a Napoli, il Milan se la cava a Lecce grazie alla compiacenza del binomio arbitro var e il Frosinone viene a Milano a giocare assolutamente alla pari con noi, tanto che il nostro successo viene (giustamente) celebrato come un gran colpo
La partita
Inzaghi è ben consapevole dei rischi che il match nasconde, al punto di aver fatto turn over in una partita decisiva per la qualificazione in CL per poi tornare alla formazione sulla carta più affidabile proprio contro i ciociari.
Noi applichiamo il solito modulo, stando molto attenti a tenere la squadra compatta, nel senso di non lasciare spazi invitanti fra le linee.
Il Frosinone gioca senza alcun timore reverenziale, punta a mettere in difficoltà l’Inter che ha un’età media più alta e viene da una partita fondamentale di CL.
Per far questo aggredisce alto, con un grande ritmo e anche con un efficace giro palla cercando comunque di tenere la squadra corta e compatta.
Dal punto di vista del modulo ho letto di tutto: chi parla di un 343, chi di un 3421, chi di altre soluzioni ancora.
Per conto mio rimane assodato che la difesa in partenza è a tre, che ci sono due mediani a proteggerla (Mazzitelli e Barrenechea) due centrocampisti larghi Lirola e Marchizza, una punta fissa (Cuni) e due esterni che si affiancano a giocare in linea con la punta ma anche entrano nel campo, tra le linee, per lasciare spazio agli inserimenti di Lirola e Marchizza.
Nel primo tempo il possesso palla è del Frosinone che sembra fare la partita, anche se in realtà non ci sono grandi occasione forse qualcosa di più costruisce l’Inter, pur essendo lenta nel giro palla e imprecisa in qualche uscita.
- All’8′ c’è un tiro da fuori, alto di Barrenechea.
- Al 10′ su angolo Thuram, sul secondo palo, non riesce a colpire bene con Turati fuori causa.
- Al 18′ un altro tiro da fuori di Soulé con intervento agevole per Sommer.
- La prima vera occasione è per l’Inter, intorno al 20′: dopo un’ottima transizione offensiva, Lauti calcia da dentro l’area, ma Turati sventa con un ottimo intervento.
- Subito dopo è Darmian a salvare la porta su Reinier con una chiusura da applausi.
- Non succede più nulla di rilevante fino a poco dal termine del tempo, quando lanciato da Miki, Dimarco inventa il gol dell’anno.
Come si vede dalle note essenziali di cronaca, la partita è equilibrata ma proprio questa è la sorpresa, perché il Frosinone viene a San Siro a giocarsela e a mettere in difficoltà l’inter, non su una ripartenza, ma cercando di imporre il proprio gioco.
Una sorpresa solo per chi guarda le cose superficialmente e si ferma ai nomi, perché in realtà i ciociari non hanno solo ‘giovani’ ma dispongono di elementi di assoluta qualità.
Su tutti Soulé che ha numeri di altissima scuola. A proposito tra le squadre di testa il Milan ha Leao, il Napoli ha Kvara e la juve avrà Soulé, che è suo. Si tratta di tre giocatori di estro e fantasia, capaci di inventare calcio e non a caso tutti e tre non sono numeri 10, ma giocano sull’esterno. In questo modo possono sfruttare le loro doti offensive e rendere meno pericolosi eventuali ‘ritardi’ nel rientro…
Anche Barrenechea soprattutto, Mazzitelli, Okoli (nonostante un grave errore nel finale), Marchizza e Reinier mi sembrano giocatori di ottima qualità e lo stesso Lirola spinge in modo abbastanza insidioso.
Chiaro che una formazione di questo tipo, in grande condizione e più riposata, sia in grado di mettere in difficoltà anche una big del campionato, nella singola partita.
Nella ripresa il gol del 2-0 sembra chiudere la gara, ma poi nel giro di 5 minuti accade che prima Dumfries di testa sprechi una grande occasione schiacciando troppo la palla, poi il Frosinone ha l’opportunità di riaprirla, ma il tiro di Cheddira, imprendibile per Sommer, colpisca la base del palo.
Inter in controllo ma pericolosa nelle ripartenze: ci sono solo alcune occasioni ‘sporche’ da una parte e dall’altra e prima della fine la grande chance per Lautaro che lanciato da… Okoli si presenta solo davanti a Turati ma calcia a lato.
Visivamente resta l’immagine di un Frosinone che ha fatto la partita e ci ha creato diverse difficoltà, ma c’è anche la realtà di un’Inter solida, compatta, quasi mai in affanno e letale in alcune ripartenze.
I dati statistici sostanzialmente confermano questo equilibrio ‘dinamico’ mentre la maggior qualità ed esperienza complessiva dei nostri ha fatto pendere la bilancia a favore dell’Inter.
I tiri sono stati infatti 21 a 12 per noi, i tiri finiti nello specchio della porta 8 a 3 sempre per noi, che abbiamo realizzato due gol contro un loro palo.
Anche le occasioni sono state a nostro vantaggio: 16 a 10, come pure i corner.
Equilibrio invece nel numero di passaggi riusciti e nella percentuale di precisione.
Curiosamente, equilibrio anche nei dribbling riusciti (8 a 8).
Come già era successo contro il Salisburgo, loro hanno corso un po’ di più (circa 2 km) e a velocità media leggermente superiore:7,14 km/h a 7,06.
Sul piano individuale spicca la prova di Soulé, primo per passaggi effettuati nella trequarti (21, contro 13 di Barella, solo quarto), primo nelle occasioni da gol, 5 contro le tre di Dimarco; primo nei passaggi chiave, 6 contro i 3 di Dimarco; primo nei dribbling, 6 contro i 3 di Barella.
Barella invece supera proprio Soulé per i km percorsi, mentre Calha ha tenuto la maggior velocità media e Thuram (33, 87 km/h) è stato il migliore allo sprint, davanti a Bastoni.
Le pagelle
Sommer: sicuro in ogni intervento. Non servono parate miracolose, ma su un paio di conclusioni dei ciociari si dimostra attento e ben piazzato.
7
Darmian: solita prestazione di grande concretezza.
Dietro chiude tutto (memorabile il salvataggio su Reinier), spostato in fascia continua a far bene.
7
Acerbi: sempre più padrone della linea difensiva.
Blocca i suoi diretti avversari – Cuni in pratica non tocca palla – e rimedia a qualche errore dei compagni.
Si fa vedere anche in avanti.
7
Bastoni: affrontare Soulé è difficile per tutti, lui in qualche modo riesce a limitarne la pericolosità, quando l’argentino non si sposta dalla sua zona.
Cheddira in un’occasione lo evita ma poi coglie il palo esterno
6.5
Dumfries: non è devastante come in altre occasioni, ma si limita a presidiare la fascia aiutando soprattuto in fase di non possesso. Davanti gli si presenta un’ottima occasione , di testa, ma anziché cercare il palo opposto schiaccia la palla che finisce a lato.
6
(de Vrij una mezz’ora da braccetto di destra senza correre alcuni rischio e facendosi vedere anche in area avversaria. Affidabile.
6.5)
Barella: conferma di essere in crescita di condizione. Tanto lavoro al servizio della squadra. Serve a Lauti un assist calciando da terra, ma il Toro non lo sfrutta a dovere. Deve ritrovare la via del gol.
6.5
Calhanoglu: fa girare la squadra con la consueta perizia. Scherma le azioni avversarie e rovescia la manovra offensiva. Dal dischetto è implacabile.
7
Sensi: pochi minuti non bastano per una valutazione, ma sembra entrare bene in partita.
s.v.
Mkhitaryan: si conferma giocatore irrinunciabile per qualità e intelligenza ma pure per mobilità e ritmo. Inzaghi gli risparmia gli ultimi 20 minuti in considerazione del fatto che è tra quelli con più presenze.
7
(Frattesi: dà il cambio a Miki, ovviamente con altre caratteristiche. Dà il suo contributo dinamico e di grinta per contenere gli ultimi sforzi avversari e prova anche la sua specialità -l’incursione – sia pure senza fortuna.
6)
Dimarco: solo gli avversari dell’Inter invidiosi possono sostenere che non abbia calciato volutamente in porta, la dinamica dei fatti è chiarissima e Dima ha la tecnica e l’incoscienza per tentare simili giocate. Imprendibile per tutto il match.
8
(Carlos Augusto: una decina di minuti abbondante giocati con attenzione.
s.v.)
Thuram: nel primo tempo arriva con una frazione di secondo in ritardo sulla splenda spizzata di Acerbi. Corsa e resistenza ne fanno un incubo per la difesa avversaria, poi gli riescono due dribbling consecutivi in area e chiude la partita.
7
(Arnautovic: una ventina di minuti indispensabili per ritrovare la condizione giusta. Qualcosa ha cominciato a mostrare.
s.v.)
Lautaro: siamo così abituati ai suoi gol che se non segna prende insufficienze in pagella. Invece lui è sempre fondamentale per la squadra, ogni giocata ogni movimento è realizzato nell’interesse generale. Il suo apporto è determiannte anche quando sbaglia un paio di occasioni: se le sfruttasse tutte, del resto, segnerebbe 50 gol a campionato.
6.5
All. Inzaghi: mi ripeterò fino alla noia, spero. Fino ad ora fa benissimo, anche col Frosinone, resta il dubbio per lui e il suo team sulle capacità di contenere gli effetti negativi di una eventuale ma possibile flessione sui tempi lunghi.
7
Il weekend delle giovanil
Under 15: Inter – Como 3-0 (Gjeci 3)
I ragazzi di mister Fautario piegano il Como dopo una partita che inizialmente presentava qualche difficoltà soprattutto perché i nostri hanno sbagliato sovente l’ultima giocata oppure si sono specchiati troppo nella loro abilità teorica, scordandosi di calciare a rete.
Al punto che più volte il mister li ha richiamati urlando che per vincere bisogna tirare in porta.
Fatto sta che alla fine del primo tempo l’unico vero tiro in porta, insidioso, è stato sventato dal nostro portiere, Sebastiani, alias il ‘piccolo Amadeus’
Nella ripresa squadra un po’ più concreta e partita che, una volta sbloccata, non ha più problemi e anzi ha consentito alla nostra punta di diamante, Gjeci, di portarsi a casa il pallone del match grazie a una tripletta realizzata in 8 minuti.
La formazione iniziale:
Sebastiani
Bettelli, Evangelista, Puricelli, Rocca
Allusufi, Pannuto, Limido
Calò, Salviato
Gjeci
E’ una specie di 4231 a… geometria variabile perché a tratti diventava un 433 oppure un 4231, secondo il movimento degli esterni
Dopo un primo tempo a reti bianche, caratterizzato da una sterile supremazia nostra, interrotta solo da una buona combinazione dei comaschi che arrivano al tiro, sventato da un ottimo intervento di Sebastiani, nella ripresa i nostri trovano maggior concretezza grazie anche ai numerosi cambi che vivacizzano il gioco.
Intorno a metà tempo una bella azione sulla sinistra con palla in area per Gjeci che al volo infila con forza e precisione.
Poco dopo è ancora Gjeci a battere una punizione da una trentina di metri: il tiro è fortissimo e angolato, il portiere comasco arriva a toccare la palla ma non riesce a impedire che si insacchi.
Ormai chiaramente non c’è più partita, i nostri trovano maggiori spazi e fanno valere la loro superiorità tecnica.
E’ ancora Gjeci che si invola su un bel suggerimento verticale, resiste al ritorno del difensore e infila di precisione.
Poi, a parte le sostituzioni da entrambe le parti, non succede più nulla di rilevante.
Non mi sembra il caso di compilare pagelle, pertanto mi limito a segnalare i giocatori che mi hanno maggiormente impressionato.
Bene il portiere Sebastiani, nell’unica occasione in cui è stato impegnato, sicuro nelle uscite e sui traversoni.
Tra i centrali mi ha ben impressionato ancora un volta Evangelista, ex Romulea, per fisico e pulizia tecnica.
A sinistra in assenza di Pirola, Rocca ha dato una buona dimostrazione di forza e ha coperto la fascia con continuità.
In mezzo al campo i due che forse al momento sembrano un po’ sopra gli altri, insieme a Gjeci naturalmente: Pannuto che non ha tanto fisico ma si impone per doti tecniche, e Limido, una mezzala davvero completa.
Di Gjeci basterà ricordare che ha una media gol superiore a uno per partita: 13 gol in 8 partite), possiede fisico e doti tecniche rilevanti. Speriamo che abbia anche la ‘testa’ e che continui a migliorare.
Anche Calò possiede qualità e si muove molto bene, arriva dai dilettanti e probabilmente ha buoni margini di miglioramento.
Ho guardato con attenzione anche l’altra punta Salviato, proveniente dal Padova, di cui mi è stato detto un gran bene, ma in questa partita non mi sembra che abbia inciso molto.
Infine un cenno a Cristiano, il terzo dei fratelli Carboni: da subentrato ha mostrato qualche giocata interessante. Fisicamente deve ancora ‘farsi’.
Oltre a Carboni sono subentrati Donati, Donato, Masetti, Tosolini, Morosi, Piva.
In classifica siamo terzi a tre punti dall’Atalanta che comanda
Under 16: Inter – Como 3-1 (Curcio, Carrara 2)
Questa è stata una partita dallo svolgimento del tutto diverso rispetto alla precedente (che tour de force per… me: alla 11.00 Inter – Como U15; alle 13.00 Inter – Como U16; alle 16.00 Verona – Inter U19; alle 20.45 Inter – Frosinone).
Qui siamo primi in classifica insieme al Milan (che è secondo negli U15 e primo negli U17: sta sbancando i campionati giovanili…) e avevamo un solo punto di vantaggio sul Como.
I lariani si sono confermati una squadra molto forte e ci hanno impegnato, duramente, anzi per un’ora ci hanno messo sotto soprattutto sul piano fisico: implacabili nell’anticipo, conquistavano tutte le seconde palle, ed erano vincitori di quasi tutti i… corpo a corpo.
Sono una squadra ben preparata, molto aggressiva e non priva di buone individualità: non a caso hanno sconfitto il Milan allora capolista (1-2) al Vismara.
Fa un po’ impressione il pensare che probabilmente lo scorso anno ci sarebbero stati parecchi gol di differenza (noi siamo stati Campioni d’Italia): forse siamo di fronte a un caso di sviluppo muscolare più che scheletrico precoce come accade spesso in queste età di transizione, in cui si vedono giocatori che dominano ma poi con gli anni si ridimensionano e altri che viceversa hanno una crescita progressiva.
Fatto sta che il primo tempo è terminato 1-0 per loro e noi sinceramente siamo riusciti a costruire ben poco.
Probabilmente la squadra iniziale non era neppure la più idonea ad affrontare questo scontro, perché nel corso del secondo tempo, con alcuni cambi, si è vista una partita diversa, anche se è probabile che abbia inciso anche un calo fisico dei lariani.
Intorno alla metà della ripresa, nel giro di pochi minuti e dopo i cambi più significativi sono venute le tre reti che hanno capovolto la situazione e ci hanno permesso di restare in corsa per il primato.
Le pagelle
Dorigo: l’impressione è che in occasione del gol, subito abbia avuto delle responsabilità. Il tiro, un diagonale rasoterra, non era irresistibile a mio parere; lui c’è arrivato ma ha semplicemente opposto il palmo della mano, senza ‘spingere’. Così la palla è scivolata in rete.
Per il resto abbastanza sicuro.
5.5
Lissi: forse era una partita particolare, ma mi è sembrato il tipico esempio di come possono cambiare le cose in pochi mesi.
Lo scorso anno era una scheggia imprendibile ed era bravo nell’appoggiare l’azione offensiva, oggi mi è parso normale nella corsa e in difficoltà in alcuni tocchi di disimpegno.
6
Breda: un baluardo. Nel periodo di loro supremazia si deve molto a lui se i lariani non sono riusciti ad essere più incisivi.
7
Peletti: anche per lui una prestazione positiva, senza sbavature e in piena concentrazione.
6.5
Moranduzzo: lui è sempre stato in partita con forza e determinazione, tanto che la sostituzione a metà ripresa mi ha un po’ stupito. Ma forse era stanco o aveva qualche problemino.
Suppa comunque ha fatto bene.
6.5
Virtuani: di solito uno dei nostri migliori per mobilità, estro, continuità.
E’ uno dei giocatori che visti oggi sembrano aver accusato il salto di categoria proprio in ordine alla forza fisica.
Ma forse è stata solo una giornata così.
6-
La Torre: anche lui non ha fatto la differenza come in altre gare, ma ovviamente, contro un avversario forte, la sua prova deve considerarsi comunque sufficiente.
6
Grisoni Fasana: non male in assoluto, ma malissimo rispetto a quello a cui ci aveva abituati: un dominatore assoluto, tanto che già nella scorsa stagione aveva giocato spesso sotto età.
Invece oggi ha sofferto abbastanza.
6-
Vukaj: siccome un paio d’anni fa era un mio pupillo, oggi mi posso permettere di dire che ha fatto fatica.
5.5
Che oggi il problema fosse a centrocampo e in attacco mi sembra lo dimostri anche il cambiamento con le sostituzioni avvenute proprio in quei ruoli: D’Agostino, Leoni, Stefani e Carrara, oltre a Suppa, hanno contribuito a migliorare anche il rendimento degli altri.
Curcio: ha ricevuto pochi palloni e non riusciva a dare pericolosità all’azione offensiva.
In area però è una sentenza e quando gli è arrivato un pallone giocabile ha incrociato il sinistro mettendola di precisione sul palo lungo e facendo svoltare la gara.
6.5
Franchi: il ragazzo ha qualità e colpi,ma già lo scorso anno pagava un po’ in fatto di fisicità.
Secondo me va aspettato con fiducia.
5.5
Come dicevo, molto bene tutti i subentrati, forse anche aiutati da un progressivo calo di aggressività e forza da parte degli avversari.
Carrara (davvero ottimo: 2 gol in un solo tempo giocato) e D’Agostino si conoscono, Leoni ha dato un contributo di solidità.
Non conoscevo invece Stefani che sicuramente ha contribuito moltissimo a far svoltare la gara.
Sulla fascia destra ha mostrato una corsa progressiva incontenibile.
Forse deve ancora migliorare con i piedi, ma per la loro difesa è stato un vero pericolo. Mi ha ricordato un po’, vediamo se qualcuno l’ha presente, un esterno destro venuto dall’Atalanta, parecchi anni or sono: Orlandini.
In classifica siamo ancora primi, a pari col Milan e abbiamo tenuto lontano il Como che ci insidiava a un punto, ma la sensazione è che quest’anno si fatichi molto di più (e soprattuto che a questa squadra serva Carrara, autore di due gol da subentrato e probabilmente unico nel gruppo a possedere doti atletiche, oltre che tecniche, di livello superiore).
Primavera: Hellas Verona – Inter 1-1 (Kamate)
I ragazzi di Chivu vengono raggiunti in vetta alla classifica dai rossoneri avendo subìto il pareggio del Verona dopo una partita dai due volti, con un primo tempo largamente dominato dai nostri e una ripresa che ci ha visti in calo, forse anche per le conseguenze del duro match di Youth League sostenuto in settimana a Salisburgo
Questa volta però non si può imputare nulla ai ragazzi che hanno giocato bene finché hanno avuto birra, ma poi hanno controllato la partita con sicurezza, da grande squadra, nonostante il calo fisico o mentale del secondo tempo.
Solo un errore individuale del nostro portiere Calligaris ha permesso agli scaligeri di acciuffare in extremis il pareggio. Su un passaggio all’indietro agevole da controlla o rinviare, Calli per eccesso di sicurezza cerca lo stop, la palla gli scivola fuori portata e Diao, in agguato, la sposta e infila a rete sguarnita.
Succede, anche se in questo caso l’errore è stato fondamentale perché la partita volgeva al termine noi non avevamo più le risorse per riacciuffare il risultato pieno.
Adesso il Milan si è portato a un punto da noi e domenica dovremo andare a difendere il primato in casa di un’Atalanta che si sta ritrovando, come dimostra il largo 4-1 ottenuto in trasferta contro la juve, dominandola e esprimendo un calcio ottimo ed efficace.
Le pagelle
Calligaris: l’errore con la palla nei piedi che cosat due punti è gravissimo (tra l’altro c’era andato vicino in un’occasione analoga nel primo tempo), per cui la prova risulta negativa. Ha tutte le qualità per riprendersi.
4.5
Aidoo: in fase difensiva domina la sua fascia, ma contrariamente al solito resta abbastanza frenato. Sosstituito forse perché ammonito.
6.5
(Nezirevic: non è ancora al top, dopo il rientro.
6)
Stante: si conferma fondamentale baluardo di una squadra che anche a Verona ha concesso pochissimo agli avversari: il gol per infortunio del portiere e un tiro da fuori che coglie la traversa. In grande crescita.
7
Matjaz: devo sempre ripetermi ma… spero di farlo sino alla fine del campionato. Insieme a Franci forma una coppia difficlmente superabile per chiunque. Col verona ha limitato le ‘uscite’.
7
Cocchi: due anni sotto età ma si sta imponendo alla grande ogni volta che viene chiamato in causa per alternarsi al forte Motta. Sembra migliorato anche nella fase difensiva (la ‘spinta’ è sempre stato il suo forte).
6.5
Di Maggio: non la sua miglior prestazione, ma viene da un periodo intensisimo e ricco di soddisfazioni anche personali.
6.
Berenbruch: altro giocatore che si è espresso al di sotto degli standard elevatissimi delle ultime prestazioni. Chivu forse lo ha visto affaticato e gli concede solo l’ultima mezz’ora.
5.5
Stankovic: primo tempo da grandissimo regista basso quale ormai ci ha abituati a vedere. Poi anche lui cala alla distanza, coinvolto nella flessione generale del centrocampo.
6+
Akinsanmiro: grinta ritmo e intensità non gli sono mancati per tutto il match, ma da lui ci si aspetta anche qualche giocata ‘vincente’
6+
Kamate: gol meraviglioso per tecnica e precisione, in apertura, poi però cala sensibilmente. Eppure a Salisburgo non aveva giocato.
6.5
Diallo: pochi minuti senza poter esprimere granché.
s.v.
Sarr: si dà da fare come sempre, è veloce e teoricamente insidioso, ma fallisce un paio di conclusioni non difficili. Personalmente avrei voluto vedere inc ampo Zuberek un po’ prima.
5
Zuberek: una decina di minuti nel finale a fare a spallate.
s.v.
Quieto: esile e fisicamente poco appariscente, possiede però qualità tecniche e fantasia rare in categoria. E comunque si applica con grinta e notevole tenacia.
6.5
Owusu: gioca una mezz’ora senza riuscire a incidere. Mi sembra ingrossato fisicamente, ma forse per la lunga assenza e quindi la condizione non ottimale fatica a confermare le doti di velocità e rapidità
5.5
All. Chivu: l’Inter ha nelle gambe le scorie della partita di Youth league. Infatti gioca un ottimo primo tempo per poi calare in modo consistente. Tuttavia le ormai consolidate quadratura e solidità consentono di governare tranquillamente anche la ripresa, fino all0imprevedibile errore di Calligaris. Poi i ragazzi non ne avevano più per riprendersi il risultato.
7
Nelle altre partite delle giovanili, che non ho visto, sono arrivate due sconfitte: particolarmente grave quella dell‘U17 contro il Milan, sia per le proporzioni, sia perché i rossoneri schieravano ben quattro 2008 e le reti sono state segnate (2 doppiette) proprio da giocatori sotto età.
Se consideriamo che lo scorso anno i nostri 2008, da cui provengono i 4 milanisti che hanno fatto il salto e… la differenza, avevano vinto il titolo italiano, mentre ora sono i rossoneri ad emergere, si riaffacciano in me i dubbi che ho già espresso parlando della partita dei nostri 2008 contro il Como: l’impressione è che, tra un anno e l’altro, molte avversarie abbiano conseguito una crescita ‘organica’ superiore alla nostra, per cui oggi ci troviamo più in difficoltà.
Tra l’altro giova ricordare che proprio gli Under 17 sono l’unica squadra su cui si è investito in estate, con ben 4 acquisti dall’estero (di cui tre in campo, tranne il marocchino El Mahboubi: Zarate Humanes Kukulis).
In classifica siamo solo settimi, fuori dalla zona qualificazione, preceduti per esempio di ben 5 punti dal lecco, di 2 dal Venezia ecc.
Anche gli U18 dicevamo, hanno perso a Genova contro i rossoblu, ma lì può essere stato un episodio, anche se ora siamo solo terzi, a tre punti dal Milan e a due dall’Empoli, con la possibilità di venir superati pure dalla Roma, che deve recuperare due partite.
Per concludere sul settore giovanile temo che stiamo vivendo, soprattuto a livello di Primavera gli ultimi bagliori di un ventennio luminosissimo.
Se non si torna ad investire seriamente, sin dai più piccoli, non su giocatori mediocri, ma su autentici top player di prospettiva le numerose annate ricche di titoli, speranze e …divertimento saranno solo un ricordo
Luciano Da Vite
La compattezza dell’Inter, mostrata ormai in diverse partite non dominate ma vinte, è per me la nota più piacevole di questo primo scorcio di stagione. Che ci differenzia dal passato dove match così ne ricordo pochini (parlo di campionato dove quando non abbiamo dominato abbiamo spesso non vinto).
Ora rriverà una sequenza di fuoco.
Iannarelli nel suo editoriale per me esagera un po’ – anche se è vero che la gobba non gioca a calcio ma gioca a non prenderle per poi fare gol di testa – ma su un paio di cose per me ha ragione.
Primo, la gobba è lontana anni luce dallo squadrone di qualche anno fa anche se, per me, ha singoli migliori della somma che si vede in campo (sarebbe strano il contrario visto quello che ha speso).
Secondo, noi abbiamo di fatto grande occasione essendo “instant team che tra qualche anno rischia di essere rivoluzionato nuovamente”. Sappiamo che è importante arrivare primo in fondo ma batterli a casa loro sarebbe un messaggio molto ma molto forte.
Forza ragazzi!
https://www.linterista.it/editoriale/come-puo-lo-scoglio-arginare-il-mare-l-inter-deve-vincere-contro-una-juve-troppo-brutta-per-essere-vera-105353
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Be’, sul fatto che batterli a casa loro sarebbe importante è una cosa su cui concordo anch’io. Sul resto, no..
Ma la storia è sempre la solita: da un lato c’è chi è convinto che il calcio premi l’estetica, dall’altra chi tritine che per come è concepito il sistema dell’attribuzione di punti, il valore fondamentale da perseguire è l’efficacia.
Se io vinco il campionato difendendomi e segnando di testa o in mischia sono stato un mostro. Allo stesso modo che se vinco segnando 100 gol e subendone 70.
in prospettiva si può sostenere che i risultati ottenuti speculando facciano male al calcio e allontanino i tifosi. Ma questo è un altro discorso.
Comunque la storia che Allegri si limiti a difendere e a sperare in un golletto per me è una barzelletta e temo che ce ne accorgeremo amaramente nello scontro diretto.
Allegri è riuscito ad ottenere il massimo in un periodo in cui i suoi attaccanti hanno dei problemi: appena i Vlahovic, i Chiesa, ecc torneranno al loro rendimento normale (e magari i lauti e i Thuram avranno una flessione (sgraaat!) le cose potrebbero cambiare. Ci sono ancora 26 partite e alla fine i punti ottenuti da loro in queste giornate con atteggiamenti un po’ più speculativi potrebbero rivelarsi preziosi.
Certo io preferirei che continuasse a giocare come.. a Sassuolo.
Poi questi sono discorsi da bar, perché nessuno attacca spensieratamente e nessuno si preoccupa solo di chiudere. Si tratta di valutare, partita per partita qual è il punto di equilibrio, sulla base dei tuoi e degli avversari, delle condizioni degli uni e degli altri, ecc.
Naturalmente spero che vinciamo quest’anno, ma solo perché lo spero ogni anno, non perché siamo un ‘instant team’ che rischiamo in breve di essere rivoluzionati. In poco più di due anni (3 mercati)come ha detto Inzaghi, siamo già stati rivoluzionati (abbiamo perso l’allenatore che ci ha portato alla vittoria, Onana, Skriniar, Brozovic, Eriksen, Hakimi, Perisic, Dzeko, Lukaku e li abbiamo sostituiti guadagnandoci complessivamente oltre 130 milioni (abbassando nel contempo il monte ingaggi) come confermato da Inzaghi nella stessa intervista.
Eppure siamo…ancora un ‘instant team’. provate a immaginare che cosa potrebbe succedere se per caso nei prossimi mercati tornassimo ad investire.
Io so solo poche cose: che siamo forti e che anche la juve purtroppo è forte. Che al momento non sappiamo come le due squadra renderanno tra qualche mese o in primavera; che il campionato non lo vincerà chi è più spumeggiante, ma chi fa più punti e che i punti ottenuti quando dei in difficoltà erigendo barriere e vincendo per un gol di testa valgono come i punti ottenuti vincendo 6-0. Che se hai costruito una. squadra con giocatori forti sui palloni alti e vinci parecchie partite con gol di testa, sei stato efficace nelle scelte.
credo che oggi, sulla carta siamo superiori alla juve, ma la temo per due motivi:
proprio per la sua capacità di badare al sodo, con concretezza,
perché so che nella storia del calcio italiano non è mai accaduto che se la juve resta in qualsiasi modo attaccata a noi sino alla fine, noi si sia riusciti a prevalere. E non riuscirebbe neppure quest’anno. Se invece accadesse, vorrebbe dire che il calcio italiano è tornato ad essere uno sport e non una pratica di potere paramafioso
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Può sicuramente essere come scrivi.
Anche io li temo, sia per motivi non tecnici (sono la rubentus) sia per motivi tecnici: personalmente scrissi a inizio stagione che sarebbero stati i più pericolosi del lotto insieme al Bilan, non credendo molto nel napoli di garcia e senza kim, oltre che a romane e Atalanta nettamente inferiori.
In ogni caso questa cosa del “non appena gli attaccanti ingraneranno” la leggevo anche lo scorso anno e….non hanno mai ingranato.
Forse, dico forse (essendo le punte individualmente di buon livello), il poco gioco – usiamo questa espressione – non agevola molto le punte ma esalta i guerriglieri come Locatelli, Bremer, ecc. di cui abbondano.
Come paragone cito il rendimento di Skriniar nel periodo contiano con difesa bassa rispetto a quello con difesa alta e richiesta di partecipazione alla manovra: oro e ferro.
Non sempre il non rendimento, verso attese, di un giocatore dipende solo dal giocatore stesso. Soprattutto, questa è una mia opinione, le punte. Non ho tempo di cercare statistiche più raffinate legate alle performance delle punte ma dalle partite della gobba che ho visto i palloni giovabili per gli avanti sono stati sempre piuttosto pochini e frutto di azioni individuali loro (più faticose e statisticamente con meno probabilità di successo) piuttosto che frutto di un gioco più armonico che li metta nelle condizioni di stoccare.
Mio figlio 12enne ogni volta che vede la gobba mi dice “gioca da schifo, segna in un solo modo”: come si dice, voce della verità….
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Che vuoi che ti dica? Spero che tu abbia ragione. Soprattutto tra 15 giorni.
Io dal canto mio continuo a temere la juve proprio perché gioca con concretezza, magari giocasse più spensierata e… allegra.
Vlahovic lo scorso anno aveva problemi fisici, come pure Chiesa. Io spero che non facciano benissimo neppure quest’anno, magari per i motivi che dici tu o per altri, non mi importa.
Sono d’accordissimo con tuo figlio: gioca da schifo. ma qui non stiamo discutendo sull’essenza del bello, ma sui punti fatti fino ad ora. Io firmerei perché l?inter giochi tutte le prossime partite da schifo vincendole tutte o quasi
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A. Paganin: “All’Inter la dirigenza fa la differenza”. Antonio uno di noi
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Significativa dichiarazione di De Carlo: “L’anno scorso però l’Inter è stata vittima di problemi interni che non potevano essere risolti da una gestione tecnica. C’era una situazione complicata che doveva essere azzerata, con giocatori turbolenti, scontenti o senza alcuna intenzione di restare in nerazzurro.
I lunghi infortuni di Skriniar, Brozovic e Lukaku hanno condizionato tutta la stagione e, una volta tornati a disposizione, la squadra ha iniziato a volare.
(Il fatto che i giocatori infortunati per così tanto tempo siano anche gli stessi che hanno lasciato l’Inter a fine stagione dice molto).”
Ecco, nel valutare l’importanza di certi elementi non basta, per me, guardare solo a potenzialità tecniche
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Non so se è vero quello che dice De Carlo. Può esserlo, sicuramente.
Di sicuro c’è una cosa: nessuna squadra può fare a meno, senza risentirne, di tre assenze di quello spessore. immaginate il Milan senza Theo, Leao e Giroud. Per mesi. O il Napoli dello scorso anno senza Kim Kvara e Osimhen. Sulla professionalità (quindi sui tempi di recupero) dei nostri tre assenti ci metto la mano sul fuoco. Altri fanno bene a non mettercela. Poi c’è un fatto: dissidi o non dissidi, quando sono rientrati siamo diventati uno schiacciasassi. Magari uno schiacciasassi in cui il loro ruolo non era più preminente come prima della loro assenza quando altri li avevano sostituiti. Può essere che a quel punto siano subentrati elementi di rivalità, soprattuto in Lukaku che ambisce sempre a essere il numero uno. Ma resta il fatto che da quando questi sono rientrati tutti hanno fatto il loro dovere.
Quindi concordo sul fatto che incide una miriade di fattori che a noi sfuggono ma che all’allenatore sono ben presenti (e alla società) per cui quando giudichiamo dobbiamo andare cauti, poiché gran parte delle cose su cui pretendiamo di giudicare non le conosciamo.
Io mi limito a constatare che PER ME lo scorso anno abbiamo fatto bene e che se avessimo fatto più punti in campionato verosimilmente non saremmo arrivati in finale di CL e non avremmo vinto due coppe. E non avremmo comunque vinto il campionato perché il Napoli ha fatto tanti, tanti punti.
Quindi io penso che avendo dovuto per il secondo anno consecutivo chiudere mercato in attivo (per 130 milioni, più di qualsiasi squadretta che vende per mantenersi in vita) e contemporaneamente avendo dovuto ridurre il monte ingaggi, abbiamo fatto una grande stagione. Anche tenendo conto dei tre grandi infortunati, non certo ‘vecchi’. Quest’anno forse siamo più equilibrati se non più forti come rosa di partenza e forse siamo anche più compatti (se sono vere le affermazioni di De carlo).
Poi ci sono mille altre incognite che non si possono valutare. Ne dico una: un nostro giocatore, Bastoni, si è infortunato con la nazionale. Due giocatori della juve, che non hanno le coppe si sono infortunati con la nazionale. io ho il sospetto che Bastoni non giocherà contro la juve e i due bianconeri, se serviranno ad Allegri, giocheranno belli freschi e riposati. Poi magari mi sbaglio, volevo solo dire che le incognite possono essere tante
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“Quindi concordo sul fatto che incide una miriade di fattori che a noi sfuggono ma che all’allenatore sono ben presenti (e alla società)”.
Per me hai centrato il punto.
L’esclusione di Lukaku (ma anche di Brozo) dai match chiave del finale di stagione facevano a (quasi) tutti storcere il naso perchè Dzeko 37enne non poteva essere certo paragonato a Lukaku.
Ma tecnico e società sono andati avanti per questa strada.
Quindi per me questi fattori incidono e quindi “perdere” qualche mela marcia, come dice De carlo, anche se teoricamente forte non sempre è un male. Anzi, alcune volte il gruppo ci guadagna e se il sostituto è un po’ più scarso (nel caso di Thuram e Frattesi non sono nemmeno convinto) ma il gruppo è più coese, per me la somma è positiva. Spero sia questo il nostro caso.
Su tema infortuni la penso come te: i gobbi italiani da sempre hanno marcato visita in nazionale. Nella fattispecie citata, però, non mi sono informato sugli infortuni dichiarati per cui non mi esprimo
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Non mi convince questa ricostruzione, perché è molto più semplice pensare a scelte tecniche: In particolare Dzeko era più adatto a contenere, arretrando a giocare con la squadra, mentre Lukaku poteva far saltare il banco entrando nel finale. Su Brozo bisognerebbe conoscere le condizioni di tutti. ma anon convincermi sono tante altre situazioni: A quanto si sa l’Inter ha fatto il possibile per riprendersi Lukaku, aveva l’accordo col Chelsea e Lukaku non si è fatto più trovare. Lo stesso Inzaghi ha detto pubblicamente di aver fatto tutto il possibile pre riavere Lukaku: Ora, un allenatore e una società fanno tutto questo per una mela marcia? No, mi spiace non c’è nessuna logica.
Su Brozo potrebbe essere, ma che sia diventato la mela marcia dopo anni in cui è stato la bandiera della squadra, mi lascia perplesso. Anche qui c’è una spiegazione logica per me più convincente. Calha come play si era affermato, Asllani non era prontiissmo ma era in crescita per l’anno seguente poteva diventare l’alternativa affidabile a Calha. Avendo noi problemi finanziari, giudicando credibile la coppia Calha Asllani, i nostri dirigenti, sempre a caccia di soldi, possono aver pensato di risparmiare molti milioni evitando di pareggiare l’offerta araba per Brozo. Spendere quei soldi avrebbe forse impedito di arrivare a un altro giocatore necessario, per tenere 3 play.
Io non so se sia andata davvero così, ma a volte le risposte semplici sono più credibili di quelle da ‘dietrologia’
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Una ricostruzione non eslcude l’altra.
Sicuramente come scrivi i soldi e i risparmi non fanno schifo ma non sappiamo come possa aver reagito Brozo ad un’esclusione prolungata anche una volta sano, dopo anni in cui era il fulcro insostituibile. C’è poi il richiamo dei soldi arabi che può togliere concentrazione, ecc. Insomma tanti fattori che possono aver influito sull’atteggiamento del ragazzo e di conseguenza spinto tecnico, appoggiato da società (che non mi pare abbia spinto per un suo reintegro da titolare fisso), a fare certe scelte.
Su Lukaku mi sembra palese che qualcuno mente, oppure tutti mentono in parte. Mi sembra tuttavia abbastanza chiaro che il belga non abbia digerito quella fase di stagione in cui giocava contro il Verona ma non contro il Benfica o il Bilan in CL. E bambinescamente ce l’abbia poi fatta pagare. Sempre che non siano stati anche i nostri – di nuovo una cosa non esclude l’altra – a non spingere più di tanto una volta “fatti i conti” finanziari connessi al suo acquisto (parliamo sempre di un 30enne che veniva da stagione travagliata dal punto di vista medico e che non sarebbe stato più cedibile). Che poi Inzaghi dichiari “lo sanno tutti cosa ho fatto per riaverlo” – peraltro tutti no visto che non sappiamo cosa abbia detto al belga – potrebbe rientrare nel gioco delle parti, ossia di non voler essere additato come unico responsabile della querelle di mercato.
Comunque è acqua passata, se non hanno più riaperto il discorso nonostante poi il giocatore fosse disponibile in prestito (e noi eravamo a caccia di un’altra punta), per me vuol dire che non abbiamo spinto più di tanto. E in questo sto con De Carlo.
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Punti di vista entrambi credibili. A me ovviamente sembra più credibile il mio, ma non ho certezze. L’unica cosa certa, perché affermata da tutti è che l’Inter aveva trovato l’accordo col Chelsea per riprendersi defintivamente Lukaku, ma il belga non si è fatto trovare.
Poi, sai sul fatto che uno a 30 anni non è più cedibile…credo chela juve abbia preso Pirlo nel 2015, quando aveva 36 anni, senza preoccuparsi se fosse rivendibile o meno
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Zilliacus: “Se mai dovessi diventare il presidente dell’Inter, visti i risultati del momento, e io penso che momento sia la squadra migliore in Italia, e una delle migliori in Europa, non avrei motivo di cambiare nulla nel management. Tutti quanti, a prescindere dal budget utilizzato, e a proposito c’è da sottolineare la bravura dei dirigenti nell’essere riusciti a fare un ottimo lavoro con un budget ristretto,”
Allora non sono l’unico…pirla
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Bastoni out per almeno un mese è una brutta notizia.
Bisseck immagino avrà diverse opportunità: forza ragazzone!
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L’operazione Brozovic va vista insieme all’operazione Frattesi. Uno escludeva l’altro perchè praticamente il costo annuo (ammortamento + ingaggio lordo) dei due giocatori sarebbe stato molto simile. Brozo aveva ammortamento a zero e ingaggio lordo altissimo, Frattesi il contrario. Hanno fatto bene i nostri dirigenti a fare questa operazione? Lo dirà il campo. Come filosofia io personalmente la condivido.
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Concordo, per me grande operazione.
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a me invece sembra che non ci sia nessuna relazione tra Brozo e Frattesi. mi sbaglierò, ma poiché hanno compiti e ruoli diversi il discorso è stato esclusivamente tecnico. Avevamo due play e si è deciso di puntare su di loro: Poi avevamo solo due mezze ali (Barella e Mikhi) di cui uno anziano. Era necessario investire su una mezzala forte e quindi costosa (Frattesi) e affiancarle una a parametro zero (Klassen). L’alternativa a Klassen sarebbe stato Samardzic, Ma è stato ritenuto prioritario l’investimento sul difensore e quindi su Pavard.
magari invece è andata come dite voi
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E’ vero anche quello che dici tu. Sicuramente Brozo è stato “sacrificato” perchè ritenevano di essere sufficientemente coperti con Calha e Asslani, mentre tra le mezze ali risultavamo corti. A quel punto con la cessione di Brozo si è creato uno spazio economico nel bilancio da investire su qualche giocatore ed hanno puntato su Frattesi che più o meno costa quanto il croato. Volevo semplicemente dire che senza la cessione di Brozovic molto difficilemnte avrebbero potuto comparre Frattesi.
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Volevo chiedere una cosa a qualcuno del blog più esperto di me in questioni finanziarie e di mercato (non mercato di calciatori)..
In questi giorni si discute molto se sia lecito o meno vincere un campionato indebitandosi.
A prescindere dal fatto che credo siano parecchie le squadre a cui capita di chiudere un bilancio in passivo, il problema che io mi pongo è un altro e coinvolge anche la legittimità del FFP.
la domanda è: in un’economia di mercato, in un’economia capitalista è giusto impedire al proprietario di un’azienda di investire per rafforzare la sua azienda; eventualmente anche face prestiti con le banche (mi sembra una situazione normalissima, molto frequente). E se non. è giusto chi può impedire a un libero imprenditore di seguire la sua strategia operativa? E se un organismo volesse impedirlo non dovrebbe essere accusato di impedire la libera concorrenza, che credo sia un reato, neo paesi occidentali?
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E’ lecito che una lega sportiva professionistica (Uefa o NBA o altra organizzazione) fissi dei paletti economici/finanziari per partecipare alle proprie competizioni? Penso proprio di si. Basti pensare che la NBA negli USA, che sono la patria del liberalismo e del liberismo economico, da tanti anni ha fissato dei vincoli (tipo tetto ingaggi uguale per tutte le squadre) di questo tipo per garantire la massima competizione e quindi il massimo spettacolo. E’ opportuno? Per me assolutamente si. Quanto sono tristi quei campionati tipo Germania o Ucraina o in parte Olanda e Spagna o fino a pochi anni fa l’Italia dove vince sempre la stessa squadra. Quanto invece sono avvincenti quei campionati tipo la Premier o l’Italia di questi ultimi 4 anni in cui c’è competizione vera di più soggetti. Il problema è semmai fissare dei veri paletti non aggirabili, dei controlli seri e delle sanzioni pesanti.
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Io ho gusti completamente diversi. L’equilibrio nella mediocrità non mi piace. Il miglior campionato sembra sia quello inglese in cui ci sono molte squadre che investono cifre enormi e rastrellano i migliori. Sappiamo tutti che non è solo perché incassano tanto dalle tv. Semmai incassano tanto dalle tv perché investono molto e hanno grandi giocatori. Sono convinto che un avvocato che facesse ricorso all’UE. come fecero per il caso Bosman, vincerebbe, perché le società di calcio sono aziende ed è inconcepibile che io proprietario non possa investire per migliorare la mia azienda. Allora aboliamo il professionismo. So di essere l’unico, ma continuo a pensarla così.
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Scusate, non scrivo mai, ma almeno le basi eh!
Ci sono delle regole e vanno rispettate, poi liberissimo di non rispettarle ma ti crei una competizione tua. Voler investire oltre i limiti dati dal regolamento (aggirabile o meno) è come dire che io voglio giocare con le porte più larghe di 2 metri o semza fuorigioco.
Anche qui: libero di farlo, ma mi creo la mia competizione.
Qualsiasi avvocato si rifiuterebbe di fare una roba del genere.
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In apparenza buone notizie per le giovanili impegnate oggi. Giocavano solo U17, U16 e U15
L’Under 17 ha battuto 2-1 l’Atalanta a Interello ( Tassotti, Mosconi) l’U16 ha vinto 3-0 a Bolzano (D’Agostino 2, Curcio) l’Under 15 ha vinto sempre a Bolzano 1-2 (Gjeci 2). Con questa doppietta 15 gol in 10 partite per Gjeci.
In teoria tutto bene, ma come spiegherò in un intervento più analitico, non è proprio così
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Peccato che però le regole da rispettare della FiFA (o dell’UEFA, non so) siano già state cancellate da una decisione giuridica dell’autorità europea che le ha considerate incompatibili con il sistema giuridico vigente. legge Bosman
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Non esistono associazioni private autorizzate a darsi delle regole incompatibili e contrastanti con la legislazione ordinaria
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È sufficiente giustificare la necessità di tali regole al fine della sopravvivenza della stessa associazione.
Il caso Bosman era estremamente differente.
In ogni caso, non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire. La lascio alle sue convinzioni dato che le opinioni sono altra cosa e non le appartengono (detto da accanito lettore del blog e, nel suo caso, dai tempi di Terminator).
Saluti.
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Io quanto meno non ho offeso nessuno
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Non leggo offese, ma – sì – dice bene, lei non offende, lei è quello del sarcasmo generalizzato per colpire una sola persona senza mai nominarla: un vero cuor di leone!
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Secondo me un faiplay finanziario serio (non sono in grado di giudicare la validità dell’attuale) non crea l’equilibrio della mediocrità. Crea un sistema in cui tra i pesci più grandi e quelli più piccoli non ci sia un abisso ma delle differenze di valore tecnico un po’ più contenute. Ma soprattutto da più forza alle competenze tecniche delle società rispetto al potere economico delle proprietà.
Per cui, ad esempio, se Inter Juventus Milan Napoli e Roma possono contare su risorse economiche non troppo diverse l’una dall’altra a vincere sarà la società che ha saputo gestire meglio le risorse, ovvero quella società che ha la struttura tecnca (dirigenti e allenatore) più competente. Un fair play finanziario serio impedisce o comunque limita lo strapotere economico di uno sceicco o di un oligarca russo che, potendo contare su risorse illimitate e avendo una propensione alla spesa quasi senza limiti, ammazzerebbe la competizione per troppa superiorità economica. Chiaramente il mio discorso è molto semplicistico e idealizzato e le situazioni sono molto più complesse però in linea di massima i principi che ispirano il fai play finanziario e analoghi vincoli in altre leghe sportive professionistiche sono questi.
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Scusa, Papis, ma io non vengo a casa tua per offendere. Se non ti piace quello scrivo e la mia orrenda personalità, non leggere. Non dico di non collegarti al blog, ma quando vedi un mio commento saltalo. Non credo che negli ultimi interventi per i quali chiedevo un parere non essendo un esperto di nulla, ma tanto meo di legislazione comunitaria, avessi nascosto da pusillanime a chi era rivolto il mio dialogo, che mi sembra (può darsi che sbagli) ASSOLUTAMENTE CORRETTO NEI TERMINI E SENZA INSULTARE NESSUNO, COME INVECE HAI FATTO TU
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Dunque, in apparenza oggi sarebbe stata una buona giornata per le mostre giovanili, con tre vittorie, di cui due in trasferta, e una in casa ma contro l’Atalanta.
L’under quindici è solo terza in classifica a tre punti dall’Atalanta e a due dal Milan,
l’under 16 è quella che va meglio, essendo prima in classifica a pari punti col Milan
l’under 17 è il vero problema in quanto è si terza, ma pari punti con Monza e Venezia e due punti sotto il lecco.
Del Milan, meglio non parlare: fa male al cuore vederlo là in vetta, con 30 punti in dieci partite e con 13 punti di vantaggio su di noi, dopo che ci ha battuti 4-0 con due doppiette di giocatori sotto età.
D’accordo, il Milan ha ‘trovato’ lo squadrone, lo schiacciasassi rispetto al quale le altre appaiono pigmei (anche se, per esempio, oggi ha battuto il Brescia solo 2-0, un risultato più accettabile di quello subito da noi.
L’impressione generale è che loro abbiano trovato l’assetto dirigenziale e tecnico giusto e forse anche i soldi necessari per gli investimenti, mentre noi dopo vent’anni di domino assoluto siamo in declino.
Ma la questione degli under 17 è particolarmente preoccupante.
Oggi abbiamo battuto l’Atalanta che vincendo ci avrebbe raggiunti, ma così è solamente decima. Questo per dire che non è una grandissima squadra.
Eppure noi l’abbiamo sconfitta al quarto e ultimo minuto di recupero, sugli sviluppi di un corner e facendo una fatica enorme.
Questi gli undici iniziali
Biz
Ballo Bovio Luchetti Sorino
Iddrissou Zarate Cerpelletti Humanes
Mosconi Tassotti
Era un 442 che assomigliava molto più a un 424 perché gli esterni sono giocatori offensivi. Iddrissou grazie alla sua progressione irresistibile copriva abbastanza anche la fase difensiva. Humanes no. E dietro aveva Sorino, un 2008, anche se molto buono.
Nell’Atalanta giocava in centravanti Castiello, milanese puro sangue scippato dagli osservatori atalantini prima ancora che esordisse nella milanesissima Alcione.
Castiello è nazionale e si racconta che il giorno del suo sedicesimo compleanno due squadre esere molto potenti si sono presentate a casa sua con lusinghe importanti per …i genitori (al compimento del sedicesimo anno si può firmare il primo contratto da pro. Il giocatore si sarebbe opposto (a differenza di quanto fatto recentemente da Ciardi dell’inter e Pisani della juve), sostenendo che l’Atalanta è casa sua. Quest’anno gioca in under 19 (7 presenze) ma è sceso per questa partita, perché quel campionato è fermo.
La linea difensiva dell’Inter invece presentava due 2008 (oltre a Sorino anche Bovio) e, come dicevo non godeva di eccessiva protezione perché i centrocampisti puri erano solo due, di cui uno, l’ottimo Cerpelletti, ha tecnica e grinta straordinarie, ma non un fisico dominante.
Abbiamo disputato un primo tempo abbastanza in controllo, manovrando bene fino al limite dell’area, ma poi mancando l’ultimo passaggio, qualche volta rinunciando al tiro epr eccesso di altruismo, alcune volte fermati in fuori gioco reali ma millimetrici.
Loro non sono stati granché pericolosi, ma nelle rare occasioni in cui si sono affacciati manovrando hanno evidenziato il fatto che la nostra difesa non fosse granitica.
Nel secondo tempo dopo una frazione giocata con le stesse caratteristiche, un corner perfetto Zarate metteva la palla sulla testa di Tassotti che non falliva.
C’era solo da controllare e ripartire, magari con un centrocampo irrobustito (che non significava essere più difensivi, ma più equilibrati, con una sorta di 433, anche perché si vedeva che Humanes il compito di contenere proprio non lo sa fare e, nella giornata, non riusciva neppure a rendersi utile in fase di spinta).
Invece loro hanno cominciato ad attaccare con più uomini, avendo poco da perdere e spesso sfondavano proprio sulla destra. Castiello e il numero dieci Inacio ci creavano difficoltà, finché proprio castiello otteneva il pareggio.
Solo a quel punto mister Polenghi toglieva Humanes e inseriva un centrocampista come Mancuso, per procedere poi gradualmente ad altri cambi.
La partita procedeva su un piano di equilibrio anche se i nostri ci provavano con maggior continuità. Tuttavia solo all’ultimo secondo di recupero dopo un corner e una mischia, Mosconi otteneva palla e da dentro l’area non falliva.
Vittoria importantissima nella lotta per i play off anche perché come dicevo tiene lontana l’Atalanta, che non è uno squadrone ma ha tre giocatori di livello superiore, oltre ai due citati anche il centrale Maffessoli, di piede mancino, secondo me destinato a una carriera importante.
Ora, dal mio punto di vista di dilettante, il discorso è questo. L’Under 17 è l’unica squadra tra le giovanili per la quale di è investito qualcosa: in particolare 4 giocatori provenienti da Paesi europei Zarate Humane visti in campo oggi, Kukulis in panchina e El Mahboubi assente non so per quale motivo.
Di questi quattro sino ad ora mi sembra che solo Zarate abbai dato un buon contributo, non eccezionale.
Eppure francamente se guardiamo alla panchina iniziale di oggi la squadra non può essere da metà classifica e non può farsi umiliare così dal Milan.
In panca o…fuori c’erano giocatori che da soli formerebbero una squadra di vertice (sia pure lontano dal Milan)
Taho, Nenna Verre Mancuso, Mantini Rovere El Mahboubi Carrara Grisoni Fasana sono giocatori che potrebbero lottare per un posto da titolare in qualunque squadra.
A me, dal di fuori e senza pretese di giudicare nessuno sembra che ci siano questioni da rivedere. Questa squadra nel suo insieme non può reggere il confronto col milan, ma deve arrivare seconda nel suo girone
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Vorrei indire un mini sondaggio trai pochi frequentatori del blog per sapere con sincerità se davvero sono così vigliacco da utilizzare sistematicamente il sarcasmo sistematico per colpire una sola persona senza nominarla. Se ritenete che questa sia la realtà, mim ritiro spontaneamente, non per ulteriore polemica, ma perché non mi piace essere come mi si descrive e non voglio più avere occasioni per comportarmi in questo modo
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Un’accusa senza senso , dai.
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Personalmente Luciano a me non sembra e sono qua da anni…..comunque bisogna distinguere tra metterla sul ridere e sarcasmo. Al signor Papis invece vorrei chiedere comunque se è tifoso Inter o sostenitore di qualche altra squadra, mi è sembrato molto inacidito sin dal primo commento.
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Per alcuni aspetti puoi aver ragione, ma c’è un fatto che io non riesco, come dire, a mandar giù, perché mi sembra una grande ingiustizia. Siccome non si parte da zero, ci sono squadra con grandissimi campioni e grandissimi introiti, l’impossibilità di investire impedisce a chi è a un livello inferiore ma vorrebbe crescere, di farlo. Cioè questo sistema per me fotografa e cristaliizza la realtà. certo, fra due simili deciderà la bravura e competenza tecnica e manageriale, me se uno a quei livelli ci vuole arrivare, rischiando soldi suoi negli investimenti, non può. Ripeto non sono esperto ma quando si tratta di aziende (e per me la squadra di calcio è un’azienda) non credo si possa impedire all’imprenditore di fare un prestito in banca per migliorare strutture tecnologie e personale della sua azienda al fine di renderla competitiva.
Lo dico da ignorante, ancorché vigliacco sarcastico e quanto peggio
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Sono tifoso Inter da sempre, leggo Luciano e le sue minacce di ritiro da ogni blog a cui ha partecipato dai tempi di Terminator.
Comunque “no, Luciano, ti prego, non ritirarti!”
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ma perché continui a leggermi se sono così violento e vigliacco? E’ vero io sono perennemente in dubbio se continuare a scrivere o no. da un lato la passione mi spinge a continuare, dall’altro dubito sinceramente dell’utilità di quello che faccio. Delle mie capacità di servire a qualcosa o a qualcuno. Ma questo semmai a mio parere dimostra che sono uno che non ha certezze prima di tutto su se stesso, che si interroga, che difende le sue idee solo fino a quando gli sembrano migliori di quelle con cui si confronta (ad esempio, Kelle sostenendo che l’attuale sistema limita le possibilità che il calcio sia dominato dal magnate russo o dallo sceicco di turno, ha portato un argomento che mi fa riflettere, anziché insultarmi per una domanda che ho posto). Complessivamente resto della mia idea perché io, che non sono un apologeta del capitalismo, anzi, sono convinto che se nel capitalismo agisci non puoi stravolgerne le regole basate sulla concorrenza. Se impedisci a un imprenditore di investire nella sua azienda per diventare competitivo, invece fai proprio questo. I forti resteranno forti per sempre, i deboli non cresceranno mai. E’ vero che la differenza fra noi Roma Milan e Napoli (la juve è altra cosa perché fa quello che vuole) non si dilaterà, ma noi non potremo mai crescere al livello delle inglesi e delle società europee più ricche. Quindi il sistema salva si la concorrenza fra le italiane, ma poi ci lamentiamo perché il calcio italiano non è bello come quello inglese, nel quale società di seconda fascia possono strapparci giocatori in virtu della loro forza economica. In questo senso dicevo condanna alla mediocrità chi è in seconda fascia ma vorrebbe/potrebbe salire in prima. Poi il ragionamento può essere sbagliato, come tutti i ragionamenti che si fanno su un blog, perché nessuno ha certezze, spero, ma solo convinzioni maturate nel tempo e dopo più o meno corrette riflessioni.
Però allora si dovrebbe essere coerenti, sempre a mio parere, e smettere di elogiare la bellezza del campionato inglese, criticando la pochezza del nostro
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PS le ‘minacce di ritirarmi’ non sono rivolte agli amici ai quali so che non cambia nulla se mi ritiro o meno, sono minacce solo per me stesso, perché scrivere e dialogare mi piace, ma se vedo che non serve a nulla (anche per colpa mia perché sono sarcastico e non so dialogare) mi interrogo sul continuare o meno
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Quando è partito il can can superlega ho letto un po’ di cose interessanti che riporto, senza pretendere ovviamente si tratti della verità.
Un’organizzazione privata come la Uefa si da delle regole che i soggetti partecipanti – le squadre – si impegnano a rispettare. Anche se “potenzialmente” contra legem.
Tra le minacce paventate dai sostenitori della Superlega c’era un ricorso presso l’antitrust europeo per monopolio e abuso di posizione dominante da parte dell’Uefa. Da quello che ho letto tale ricorso avrebbe avuto buone probabilità di successo. Ma è chiaro che le squadre ci pensano mille volte prima di fare questo passo perchè sarebbero di fatto espulse da Uefa e …. non potrebbero più giocare. Da qui le continue minacce avanzate da alcune quadre senza che poi sia (finora) accaduto alcunchè.
Semplificando al massimo è un po’ come un club di tennis che tra le proprie regole preveda, che so, non possano accedere persone con reddito inferiore a X. Ci fosse una causa da parte di qualche persona presso la giustizia ordinaria la spunterebbe senza dubbio per discriminazione ingiustificata ma, di fatto, tale “regola privata” viene accettata perchè comunicata a coloro che voglioni iscriversi ex-ante.
Sul fair play finanziario. L’idea di fondo è anche giusta – evitare che una squadra venga presa da un proprietario rischia tutto che fa spese folle e poi sparisce inguaiando quella squadra ma anche quelle che hanno fatto affari con lei (in Spagna ci fu l’esempio Alaves o aaltro team, non ricordo bene, con proprietario russo poi sparito) – però, dal mio punto di vista, per come è concepito, non fa altro che aumentare il divario tra club ricchi e gli altri. Tanto che le “sorprese” sia nei campionati nazionali sia nelle coppe si vedono sempre più raramente.
L’unica soluzione, sempre a mio avviso, che garantirebbe concorrenza equilibrata, premio dell’abilità manageriabile e, di conseguenza, spettacolo sarebbe l’introduzione di un salary cap stile sport americani, dove vincono titoli anche team meno blasonati che programmano. Tutti possono spendere una certa cifra: se do 50 milioni a Mbappe non posso ingaggiare anche Halans, Messi, Ronaldo, ecc. ma devo allestire squadra con giocatori che guadagnano meno.
In Europa, invece, si è scelto di agganciare le spese ai ricavi: ovviamente chi incassa di più – le inglesi e, tra queste, quelle con proprietari che portano “sponsorizzazioni generose” – spende di più e vince di più. Poichè gran parte entrate sono dettate da vittorie sportive – leggasi Champions League – la differenza continua ad aumentare innescando una sorta di circutito vizioso.
Stante questa situazione, personalmente sarei favorevole a superlega laddove, come almeno hanno dichiarato, i partecipanti godrebbero di una suddivisione più equa degli introiti. Certamente i non partecipanti vivrebbero in una sorta di serie B ma credo che l’impianto europeo alla lunga non consentirà più a club medi (Porto, Ajax, ecc.) di essere protagonisti se non a fronte di allineamenti improbabili di pianeti (leggasi sorteggi favorevoli, infortuni altrui, ecc.). Trovo piuttosto ipocrita il ragionamento Uefa per cui, invece, stare con loro offre a tutti la possiiblità di vincere. In teoria si ma nella pratica non è affatto così, anzi diventa sempre più difficile.
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Ciao ragazzi, non mi sono mai permesso di entrare in nessuna polemica, ma questa volta è veramente troppo!
Questo blog esiste perchè Luciano dedica il suo tempo e la sua passione ad esso, non perchè le persone possono venire a vomitare la propria frustrazione ed il proprio rancore verso la vita! O peggio, verso Luciano!
Luciano non è perfetto, chi lo è dopotutto, ma mi sembra assurdo che a chi non piaccia leggerlo venga qui solamente a provocare! Ma veramente non avete nient’altro di meglio da fare durante il giorno?
Chi, come me, adora le sue analisi e la sua visione del calcio e della vita, vi prego, fatevi sentire, è il momento!
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Poi chiaramente anche un eventuale salary cap (tetto ai salari) sarebbe aggredibile con ricorso da parte di club/giocatori alla giustizia ordinaria. Perchè non puoi, in teoria, introdurre un limite simile limitando il libero mercato. Ma leghe forti come quelle americane fanno “firmare” obblighi alle proprie squadre che, in cambio, sono lautamente (ed equamente) remunerate.
L’equlibrio è molto sottile: ogni decisione contraria ai principi del mercato è aggredibile in quanto il diritto sportivo, per temi affini, è inferiore a quello ordinario.
Per lo spettacolo – che per me significa equilibrio anche se poi spero ovviamente vinca sempre l’Inter – io sarei propenso a un cambiamento radicale dell’attuale assetto. Ma credo non accadrà nulla perchè i club più potenti, con questo sistema, tendono a vedere crescere i propri introiti. Il real madrid, abituato a spadroneggiare sul mercato, è unico club che a parole si indigna perchè si è visto superato da club inglesi e/o a proprietà araba.
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Io con Luciano, di cui apprezzo analisi tecniche, mi sono “beccato” soprattutto su temi finanziari su cui la vediamo diversamente.
Credo, tuttavia, di non averlo mai offeso – se lui ha percepito questo tengo a precisare non era mia intenzione – ma ci siamo limitati a sarcasmo che, se non supera certi limiti, per me è accettabile.
L’avere punti di vista differenti è il sale del confronto, altrimenti vivremmo in un mondo piatto con una sola visione imposta dall’alto.
Sulla diatriba che si è scatenata non ho idea da cosa derivi (si fa riferimento a cose/blog che non conosco) ma invito entrambe le parti a passarci sopra e continuare a confrontarsi anche (anzi soprattutto) portando punti di vista differenti che ognuno di noi magari non coglie.
Più siamo ad esprimerci e meglio è
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Io non riesco per natura a serbare rancore per nessuno, neppure per chi mi ha offeso. Se vengo offeso mi chiedo che cosa ho fatto di sbagliato per venir offeso. la diatriba con Roberto è stata interessante all’inizio, secondo me, ma poi è scaduta perché inevitabilmente entrambi finivamo per ripetere cose già dette. la stima che ho per Roberto resta comunque intatta, aldilà delle divergenze che si possono presentare e della forma che hanno asusnto: perché spesso il presunto sarcasmo (da parte di chiunque lo usi) consiste solo nelle spingere alle estreme conseguenze un ragionamento altrui, cioè nel provare avedere che coisa accadrebbe se applicato coierentemente sino in fondo.
Sulla questione oggetto del dibattito attuale trovo la posizione molto interessante, non solo perché nella sostanza mi sembra simile alla mia (la parità di trattamento tra diseguali comporta l’aumento delle diseguaglianze), ma anche perché propone una soluzione interessante (Il salary cap). Rispetto a questo provvedimento le mie perplessità sono di ordine…locale. Negli stati uniti chi bara col fisco va incontro a pene severissime, qui viene premiato. Quindi avremmo gli onesti che sarebbero stupidi e i disonesti che troverebebro il modo per esempio (è uno dei tanti possibili) di fare contratti contenuti e poi contratti enormi per la pubblicità delle proprie aziende.
Infine una considerazione: mi sembra che anche Roberto concordi sul fatto che non si possano utilizzare in associazioni private norme che confliggono con la legislazione generale e superiore. Però le associazioni come FIFA e UEFA hanno un potere di ricatto, avendo assunto una posizione dominante (che è già di per sé discutibile). Quindi le squadra non possono denunciare una situazione ‘illegale0. ma lo possono fare i privati, come ha fatto l’avvocato del caso Bosman (almeno credo, ma se mi sbnaglio non c’è problema, altrimenti se avessi certezze non avrei neppure posto la domanda
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Sul fatto che certe “regole” come il tetto salariale possano venire aggirate è certamente possibile. Come del resto è aggirato il fair play finanziario tanto che ora – meglio tardi che mai – la federazione inglese ha acceso i fari su alcune società tra cui il City. Vedremo come finirà.
Io non sono un fan degli americani, dico in generale, però riconosco che su certe cose – sport e business – ci sanno fare. Ecco, sull’Uefa ho molti più dubbi perchè li il presidente è eletto e non nominato: detta così sembra una cosa positiva ma è inevitabile che debba “restituire” certi favori ai suoi elettori. Diventa in sostanza una gestione più politca e meno manageriale che, nello sport, per me funziona meno bene.
Per quanto ne so le organizzazioni private possono dotarsi di regole anche contro legge fino a quando….qualcuno non presenta denuncia.
Pensiamo al campionato italiano: le società di concerto con FIGC hanno deciso che ogni anno si possono tesserare massimo due extracomunitari. Non sono un legale ma sono certo che se un giocatore sudamericano, appoggiato dal club acquirente italiano, dovesse fare un ricorso per discriminazione vincerebbe e verrebbe tesserato. Ma quel club sarebbe posto in un angolo, diciamo così, per cui nessuno fa questo ricorso. Al massimo partono minacce e il numero viene…rivisto (tempo fa era uno solo, poi alzato a due).
Secondo me è corretto che un’organizzazione si dia regole sue (senza esagerare nel violare la legge sia chiaro) però poi deve applicare meccanismi correttivi laddove si accorge che le cose non funzionano bene come prima perchè ….il mondo evolve e certe scelte giuste ieri non lo sono più oggi.
Se cala la competitività, quello sport è destinato a ridimensionarsi. Il fenomeno Arabia saudita potrebbe fungere da campanello d’allarme, sperando sia colto e ci si prepari ad agire. Per ora, purtroppo, vedo solo un’occasione per cedere giocatori a prezzi esorbitati per sanare buchi creati.
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Premetto che non sono un legale ma personalmente dubito che le regole (tipo farplay finanziario o salary cap o altro ancora) che una lega professionistica si da siano “illegali” in quanto andrebberoa confliggere con i dogmi del libero mercato. E’ vero che quasi tutto il mondo è governato dalle leggi del mercato (tranne pochissime eccezioni come Cuba, Cora del Nord e penso pochi altri paesi) però è altrettanto vero che questo mercato non è mai veramente libero. E’ pieno di vincoli ufficiali (dazi, limiti alle esportazioni, quote di mercato contingentate, monpoli pubblici e addirittura monopoli privati ecc. ecc.) e di vincoli ufficiosi (i vari protezionismi di tantissimi Stati ad esempio. I nostri cugini francesi in questo sono maestri). Sta nella natura del mercato regolarlo con norme e regolamenti vari. E secondo me è giusto che sia così. l’importante è che si facciano norme e regole giuste e non aggirabili. Il mercato libero al 100% è un’utopia che nella realtà non esiste.
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Concordo sul principio ma l’Europa è da questo punti di vista molto più capitalista degli Usa.
Pensa agli aiuti di Stato: crisi compagnia aerea? Per un prestito ponte o una ricapitalizzazione si apre una procedura che deve ottenere ok da Unione Europea altrimenti non si può fare.
Nel “libero” merato americano, l’amministrazione vara pacchetti di supporto da centinaia di miliardi (per crisi finanziaria, covid, ecc.) e non si batte ciglio.
Il problema è che loro sono un unico Stato – ancorchè federale – mentre l’Europa è un insieme di Stati senza un vero governo centrale. Per cui questi meccanismi autorizzativi sono stati previsti per evitare che nazioni economicamente più forti – pensiamo alla Germania – possano favorire (con incentivi) in modo esagerato le loro imprese rispetto ad altri paesi più piccoli o deboli causa indebitamente già elevato accentuando gli squilibri. Questo è aspetto positivo….quello negativo è un ingarbugliamento di leggi e principi.
Per cui club/giocatori che volessero ribellarsi alla regole Uefa – alla Bosman – troverebbero terreno estremamente più fertile.
Ribadisco: Uefa fa bene a darsi delle regole sue ma queste dovrebbero favorire, per me, tre cose: aumento di competitività attraverso livellamento spese (più competizione più appassionati); sostenibilità finanziaria (nessuno vuol vedere la propria squadra fallire); tutela degli investimenti nel movimento giovanile (evitando scippi che scoraggiono società ad investire in questa fascia)
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Per chi volesse porto (tra i tanti) un articolo sul tema dello scorso anno in cui si fa questo confronto con l’approccio amercano al salary cap
Un passaggio dice “in realtà, in base alle leggi Ue e dei singoli Paesi non è possibile introdurre una norma uguale, ma con il lancio della squad cost rule (SCR), secondo l’UEFA i club dovranno limitare la spesa per stipendi dei propri dipendenti”.
E’ questo il punto: in Europa, paradossalmente (essendo in teoria meno liberista degli Usa), una regola così coercitiva e contro il mercato come “un tetto salariale uguale per tutti” non è applicabile perchè sarebbe immediatamente distrutta dal primo ricorso.
https://www.socialmediasoccer.com/it/articolo/nba-e-uefa-il-salary-cap-per-la-stabilita-similitudini-e-differenze.html
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Il discorso si fa molto complicato e io, anche se ho qualche idea, non ho sufficiente competenza per affrontarlo con serietà. Il mio discorso era molto semplice: so anch’io che il mercato libero non esiste, ma un conto è prevedere degli aggiustamenti , altra cosa è stravolgere completamente il principio stesso del libero mercato ‘occidentale’. Ecco, secondo me impedire a un proprietario di azienda di investire per far crescere la sua azienda non è un aggiustamento, ma la fine del libero mercato. Certo che quando tu investi rischi. ma questo vale per una fabbrica metallurgica (che può fallire) per un negozio di alimentari, per una banca, per un’azienda calcistica. Non vedo una legislazione che impedisce al proprietario investimenti sulla sua azienda al di fuori del calcio, da quando c’è il FFP. E, è solo un sospetto sempre da ignorante (nel senso etimologico), ma addirittura il FFP potrebbe danneggiare il calcio di base, limitando in un certo senso il trasferimento di denaro dalle grandi alle piccole società. Secoli fa il Napoli comperò Jepson per una cifra mai vista, facendo il bene suo e dell’Atalanta, che campò su quell’incasso per diversi anni…
ma ripeto esprimo dei dubbi, non voglio prevaricare nessuno
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Una cosa che raramente viene detta e scritta a proposito del fair play finanziario è che a volerlo a suo tempo furono la maggioranza delle società tra le quali anche la nostra amata Inter del nostro amatissimo Moratti che erano preoccupati della deriva che stava prendendo il calcio professionistico verso un progressivo incremento dei costi che sembrava fuori controllo e che preoccupava soprattutto i proprietari delle squadre. Poi se alla fine dei giochi sia stato concepito bene e se abbia effettivamente funzionato secondo gli obiettivi che erano stati prefissati non sono in grado di valutarlo ma di sicuro fu uno strumento chiesto dalle proprietà delle squadre.
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Mah: forse dai proprietari di alcune squadre. ma non mi sembra questo il problema, quanto la compatibilità di questo strumento, così concepito, con regole più generali del sistema economico che hanno, ripeto, forse (almeno a me sembra così) la priorità. Immaginate alcune società-aziende di Confindustria che stabiliscono un regolamento (di fatto erga omnes) il quale impedisce di fare investimenti a soggetti che intendono crescere
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A me sembra che una soluzione potrebbe essere: le società sono tenute a onorare gli impegni presi nei tempi fissati, pena sanzioni molto gravi. Se poi, per onorare gli impegni, il proprietario ricorre a finanziamenti personali (per i quali risponde appunto di persona) sono fatti suoi. E’ il cosiddetto ‘rischio d’impresa’
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Guarda Kelle, come ho scritto sopra il principio per me è giusto: tentare di non far fallire club slegandoli, per quanto possibile, da proprietà. In teoria le sponsorizzazioni legate a proprietà vengono in parte scorporate dai ricavi: sponsorizzazione da parte della Pinetina da parte di Suning, a esempio, ricordo che non poteva essere integralmente conteggiata nei ricavi ai fini del rispetto del settlement agreement fissato con Uefa in quanto dipendente da proprietà. Poi fare questi calcoli per imperi con mille società come quelle arabe diventa complesso.
Il modo in cui è stata applicata lascia pareecchi dubbi e lo dico sulla base di risultati sportivi. Guarda la CL: squadre che fino ai primi anni duemilla (20 anni fa) si affacciavano ai vertici con “regolarità alternata” – Porto, Ajax, Dortmund, ecc. – oggi non ci arrivano più. Non perchè cedono 22enni formati come hanno sempre fatto ma perchè quei 22enni si svincolano prima attirati da promesse milionarie di altri club non lasciando più le risorse di un tempo.
Senza offendere nessuno, noi lo scorso anno ci siamo arrivati in quanto inseriti in un gruppo (inteso come parte di tabellone) normale: non fossimo arrivati noi ci sarebbero stati i gonzi, Benfica o Porto, club finanziariamente normali. Ci fosse stato nel gruppo un bayern, psg o altro, la cosa sarebbe stata infinitamente più complicata.
E ogni anno questo gap peggiora anzichè ridursi: segno inequivocabile che qualcosa nelle scelte Uefa non funziona
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A proposito di fair play finanziario e Moratti guardate che h trovato
https://www.lastampa.it/sport/calcio/2011/01/24/news/moratti-calciopoli-truffa-per-l-inter-br-il-fair-play-finanziario-con-aperture-1.36984316/
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Scusa, Kelle, ma è evidente che Moratti ormai, si fa per dire, stremato finanziariamente (per cercare di vincere aveva dovuto sfidare Berlusconi e Agnelli) fosse favorevole a una sorta di calmiere generale. Chiaro che la ‘posizione’ influenza l’opinione che uno ha. Io però ponevo un’altra domanda: secondo voi è giusto che in un sistema capitalistico un imprenditore non possa investire nella sua azienda per renderla più competitiva? Era una domanda, come dire, sui princìpi.
Io non lo ritengo giusto, ma capisco che altri, magari con altri interessi, oppure semplicemente per diversi orientamenti, la pensino in altro modo
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Per la competitvità e lo spettacolo – che deriva dall’equilibrio – io ritengo giusto mettere (potenzialmente) tutti nelle condizioni di poter vincere.
Non mi convince COME l’Uefa ha scelto di portare avanti questa dichiarata ricerca della parità competitiva.
Poi sono sicuro che un eventuale limite di spesa non sarebbe mai avvicinato da club con meno tifosi e quindi meno seguito, meno merchandising, ecc. – in sostanza è probabile a vincere siano in gran maggioranza i club storici – ma la differenza tra club di vertice e club medi negli ultimi anni si è dilatata enormemente. E questo per me non va bene.
Se mi chiedi se impedire a Suning, per fare un esempio, di spendere di tasca propria per arrivare al livello dlò city sia giusto, io dico che per sostenibilità finanziaria sarebbe più giusto fissare tetto che anche il city non può superare. Allora in quel caso sarebbe giusto consentire a Suning di turno di raggiungere lo stesso livello.
Ma se si lascia tutto libero, il gap di spesa si dilaterebbe ulteriormente. Ormai imprenditori ricchi come furono Berlusconi o Moratti di fronte a queste cifre non potrebbero competere: il giocattolo calcio si è gonfiato troppo e il risultato è concentrazione di giocatori in pochi club e impoverimento (tecnico e finanziario) di tutti gli altri. Questa cosa nel tempo uccide
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Le proprietà italiane (Agnelli, Suning, Friedkin, Comisso, il fondo del Milan di cui non ricordo il nome, De Laurentis, Lotito ecc.) non investono cifre folli sulle squadre non a causa del fair play finanziario ma perchè o non ce la fanno economicamente o non lo vogliono fare o tutte e due. Il problema del calcio italiano non è il fair play finanziario ma è la scarsa vendibilità del prodotto serie A. Il fair play finanziario ce l’hanno anche gli inglesi. L’Italia tutta insieme (società, lega e altri soggetti coinvolti) o si mette a lavorare con uno spirito di collaborazione che vada oltre i particolarismi di ogni singolo soggetto e prova con un programma ben concepito a risalire la china per riaquisire un posto di primo piano nel mercato mondiale delle varie leghe nazionali o è destinata a rimanere in questa posizione di 4° o addirittura quinta lega europea. E non è detto che non si vada a peggiorare ulteriormente.
PS1 Finchè in Inghileterra ci saranno partite come Chelsea-Manchester City 4-4 e contemporaneamente in Italia ci saranno partite come Lazio-Roma 0-0 la vedo molto dura per il prodotto calcio italiano.
Allego articolo al proposito di Ultimo Uomo
https://www.ultimouomo.com/chelsea-city-4-4-premier-league-roma-lazio-espresso-davvero-il-calcio-che-ci-piace/
PS2 Da questo punto di vista sono contento che la nostra amata Inter è un’eccezione rispetto al panorama italiano, sia per quanto riguarda lo spettacolo maestoso che San Siro stracolmo offre sempre anche contro il Frosinone sia per la qualità gradevole del calcio di Inzaghi
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Su FCInter 1908 c’ un articolo la cui lettura è per me irrinunciabile che forse chiude definitivamente la querelle che ha animato questo blog nelle scorse settimane: “Juventus e Milan, giù la maschera: deficit mostruoso sul mercato. L’Inter…”. Consiglio di leggerlo. Dove si parla persino…del Napoli. E viene trascurata la Roma, ma io un’occhiata gliela darei.
Sono cifre, come lo sono quelle proposte da altri. A conferma che le cifre in un senso o nell’altro, vanno sempre accompagnate da ragionamenti. In sé dicono poco
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Juvents deficit mercato mostruoso e soprattutto deficit bilancio supermostruoso
Milan deficit mercato mostruoso e …. sorpresa … utile di bilancio
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nessuna sorpresa sono solo due voci completamente diverse alle quali concorre una pluralità di fattori. resta il fatto che loro hanno speso per rafforzarsi e noi abbiamo guadagnato per…rafforzarci. E questa situazione per noi e per loro, come da articolo citato, si dilata se guardiamo all’ultimo triennio
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Io non cambierei i nostri dirigenti con i loro (anche se ammetto che Massara Maldini erano molti bravi, questi ultimi non so. Voi invece li cambiereste. qual è il problema?
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Non penso il tema sia cambiare o meno.
Applicano filosofie opposte ma guardare solo il mercato è come considerare la struttura di una casa senza interni. Loro ribatteranno che il monte stipendi nostro è stato mostruosamente più alto e lo è ancora.
Ma mi sono ripromesso di non riaprire il tema e quindi non lo farò
Forza Inter!
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Io non mi confronto con loro. Se mi confrontassi con gli juventini, per esempio, direbbero che i ladri siamo noi
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Invece il tema è proprio quello. Tutta la discussione è nata dal fatto che tu ti sei opposto alla convinzione, propria di tutti gli addetti ai lavori, che la nostra dirigenza abbia fatto benissimo. Hai detto che altri hanno fatto meglio…con meno soldi (sic!) e citato proprio i dirigenti del Milan. Quindi se i dirigenti del Milan sono più bravi è normale che tu faresti uno scambio
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Io ho parlato di scelte effettuate in certe condizioni: secondo la MIA OPINIONE, in una condizione finanziaria precaria come la nostra, la politica di avere tanti giocatori anziani (costosi come stipendio e, soprattutto, nulli di valore di mercato) non la considero sostenibile. E lo credo in base a ciò che hanno fatto altri team europei che si sono trovati in questa situaizone sui quali ho letto parecchio.
Il bilan era conciato finanziariamente come noi e ha adottato una politica opposta, ricavando uno scudetto come noi. Quindi per me hanno fatto bene.
Sui sic ai soldi lascio correre: se il nostro costo squadra è ed è stato decisamente più alto non serve commentare o discutere. Altrimenti dovremmo confutare che 100 è minore di 70. Poi se vuoi continuare con il SOLO delta di mercato fai pure, più che spiegare cosa sia il costo squadra – anche ai fini del farir paly finanziario che, casualmente, non guarda al solo saldo – non so che fare.
La mia critica, e concludo, è sempre stata rivolta ad Ausilio per ciò che ha fatto in parecchi anni, non in un paio di sessioni di mercato. Dopo 20 anni auspicherei un cambio tecnico anche per vedere se un nuovo metodo di scouting possa risultare più efficace di quanto sia stato in questi anni. Ma ho anche scritto che capisco come Marotta sia meno propenso ai cambi e spero naturalmente la scelta si verifichi vincente.
Per ogni affermazione che parli di soli saldi ce ne sono altre che parlano di soli stipendi. In entrambi i casi trovo la polemica dei vari Biasin-Suma decisamente bambinesca e spero tra noi si vada oltre.
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Be’, mettere sullo stesso piano Suma e un giornalista….
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Sono due bambini (giornalisti o meno poco importa anche perchè oggi essere giornalista non mi sembra una garanzia e tantomeno un complimento visto quello che si legge) che litigano per la caramella omettendo, ENTRAMBI, una parte della verità.
Poi chiaro che gli interisti parteggino per Biasin e i gonzi per Suma.
Ma qui nel blog il livello della discussione è, fortunatamente, molto più alto e serio per cui spero non ci si attacchi alle inesattezze pronunciate dai suddetti.
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Marotta su Zhang: “Posso garantirvi che è un grande appassionato, che ha voglia di rimanere e non ci sono sintomi particolari in questo momento che depongono sfavorevolmente. Siamo molto contenti di lavorare con lui e con la famiglia Zhang perché ha profuso consistenti investimenti negli ultimi 5-6 anni.”
Chiaro che un dirigente non può pronunciare parole di tono contrario al proprietario ma avrebbe potuto trincerarsi dietro il solito silenzio oppure rilasciare un laconomico non sono cose che mi riguardano. Invece ha evidenzaito la “consistenza” degli investimenti fatti negli ultimi 5/6 anni, inclusi i recenti. Altra prova del fatto che, dopo la gobba dei ladri ovini, come forza economica in Italia ci siamo noi, i numeri non mentono.
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Io ho posto una questione molto semplice, con numeri che non possono essere negati come non possono essere negati i tuoi. E’ vero o no che negli ultimi tre anni siamo rimasti competitivi nonostante il fatto che le vendite sul mercato abbiano superato di oltre 150 milioni gli introiti.
E che nessun altro tra i club importanti ha disinvestito?
E ancora: è vero o no che nessuno ha vinto un campionato, giocato una finale di CL, vinto quattro coppe. certo poi tu puoi dire che delle 4 coppe e della finale di CL non te ne importa nulla, ma questa è un’opinione, non sono più numeri e un’opinione a mio parere dello stesso livello di quella per cui hai messo sullo stesso piano Suma e Biasin.
Io i bilanci analitici non li ho letti: non so quanto pesino contratti+cartellini rispetto alla decine di altre voci anche rilevanti che incidono sulla gestione. E’come se io chiedessi: è vero o no che il City ha vinto l’ultima CL e tu mi rispondessi: Djokovic ha vinto 24 titoli del Grande Slam, i numeri non mentono. Certo che non mentono, ma a me interessa sapere se è vero o no che abbiamo fatto bene nonostante un processo di disinvestimento sul mercato
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E un’altra cosa: spendiamo tanto (per la gestione del l’Inter, non per il mercato) perché giochiamo meglio, facciamo più strade nelle coppe, abbiamo più sponsor e spettatori, una squadra che fa audience e non per un caso fortuito
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Ps, quando ho scritto che per me è indecente paragonare Suma a un giornalista, non intendevo esaltare in sé il ruolo del giornalista, ma ridimensionare quello di guitto. Forse non si era capito
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Io i bilanci li ho letti. Ho riportato per semplicità la “sintesi” di una fonte autorevole in materia come calcio&finanza. Di più non so che fare.
Siamo rimasti competitivi? Si
Abbiamo un saldo di mercato positivo? Si
Abbiamo vinto le coppe naizonali? Si
Abbiamo più scudetti degli altri? No
Uno slam vale come un titolo atp? Non credo
ABBIAMO UN COSTO SQUADRA – che è quello che conta se vuoi considerare potenza di spesa di un club – PIU’ ALTO DELLE ALTRE? SI (tranne gobba)
Cosa unasa il Fair Play Uefa per misurare equilibrio? Il costo squadra, non il saldo di mercato
Alla luce di quanto sopra, è un MIRACOLO DELLA DIRIGENZA quanto ottenuto? No perchè essere competitivi in Italia, con quei numeri (riconosciuti da Marotta, non da me), è piuttosto normale (il miracolo sarebbe lo avesse fatto l’Atalanta o l’Udinese).
Poi Roberto avrebbe seguito strada differente? Si
Ha ragione Roberto? Non lo so, non avremo mai controprova di cosa si sarebbe fatto
Roberto spera abbia ragione la dirigenza? Ovviamente si
Qual è obiettivo stagionale? La seconda stella (lo ha ripetuto fino alla noia il nostro AD)
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Io non guardo etichetta ne tanto meno fede calcistica.
Se uno dice una cosa inesatta o incompleta lo dico sia che sia gonzo, nerazzurro od ovino, giornalista, faccendiere o ex calciatore.
Cosa inesatta, non parere che non condivido: un parere, in quanto tale, è personale. Una cosa inesatta è leggere in un bilancio 100 e sostenere sia 60 (omettendo, spero volutamente altrimenti ci sarebbe un problema di comprensione, le componenti che vogliamo ignorare)
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Li semmai incassiamo di più e, quindi, possiamo spendere di più.
Ottimo: però resta che SPENDIAMO DI PIU’, non meno come alcuni alla Biasin vogliono far passare semplicemente per contraddire avversario (spero facciano apposta nell’ambito di bambinate).
Il nostro giornalista cita transfmarket da cui si evince che ultimo mercato si è chiuso con un saldo positivo di 64 mn: occorre considerare che Frattesi, Augusto e Arnautovic, circa 55mn, non sono contabilizzati in quanto prestiti (ma con obbligo già stabilito). Per lo stesso fatto anno precedente il saldo è negativo per 47mn, anche se la vulgata cita anche il mercato precedente in grande attivo.
Ecco le inesattezze: a bilancio obbligo di riscatto viene conteggiato; transfmarket è ottimo strumento se considerato in un medio arco temporale in cui riscatti sono valutati. Nel singolo anno è fuorviante, sia in positivo sia in negativo.
https://www.transfermarkt.it/inter-mailand/transfers/verein/46
https://www.transfermarkt.it/inter/transfers/verein/46/plus/?saison_id=2022&pos=&detailpos=&w_s=
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Ricominciamo?
Un detto Veneto recita.. “a rason xe de’ mussi “….
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C’è chi la pensa come Allegri e chi la pensa come Inzaghi che risponde ad Allegri. Forse Allegri conosce le cifre dell’Inter e Inzaghi no. ma come Inzaghi la pensa non il bieco Biasin, ma la quasi totalità degli addetti ai lavori che si dicono ripetutamente stupiti di come l’Inter con tre mercati in attivo (per un totale di circa 150 milioni) continui a vincere e a restare competitiva.
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Rinuncio….veramente.
Non hanno ragione ne Allegri – che allena squadra più costosa in assoluto – ne Inzaghi che si limita al mercato.
Ma va bene, ha sicuramente tragione Inzaghi, non voglio riaprire questa cosa.
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Questa cosa da parte di molti di voler sostituire Ausilio con uno dei nuovi DS in rampa di lancio…uno di quelli pieni di idee e di genialità, inizio a vederla come un rischio concreto di rompere il giocattolo e rovinare la sintonia che si è venuta a creare all’interno di un gruppo di dirigenti rodato e focalizzato.
Devo essere sincero, anch’io ho avuto dubbi sul Ras di Cinisello per lungo tempo, ma credo che Marotta da grande direttore qual’è, abbia capito l’importanza di sfruttare l’esperienza e la competenza di chi ha commesso errori si, ma è cresciuto di anno in anno fino ad individuare sempre più spesso ciò che serve all’Inter per mantenersi competitiva, malgrado come fa giustamente notare Luciano gli ultimi mercati siano avvenuti in regime di austerità.
Tutti ricordiamo l’umorismo ed il sarcasmo verso la sua ricerca esasperata di un paio di terzini/laterali all’altezza….in pochi fanno notare come dopo i primi ingaggi un po’ avventati, siamo passati a gente come Cancelo e Perisic, Hakimi, poi Dumfries, Di Marco, Gosens, Darmian e Augusto.
Comunque al di là di tutto questo, continuo a vedere interisti che non sono del tutto soddisfatti di quello che vedono, chi per motivi tattici e tecnici….altri per ragioni di carattere finanziario (mah…), per quel che mi riguarda da tempo ormai quando vedo giocare la mia Inter a prescindere dal risultato finale, provo sempre tanto orgoglio e grande senso di appartenenza e attaccamento ai colori….spettacolo da tutti i punti di vista.
C’è grande competenza e progettualità, Inzaghi da l’impressione di imparare e crescere col passare del tempo, è sempre più sicuro di se, ha in mano la squadra (o forse adesso ha una rosa competitiva nel suo insieme), nuovi sponsor sempre più ricchi, giocatori che desiderano questo club e lodi e stima da parte di tutti gli esperti più quotati…..ho letto l’intervista di Zilliakus, dice che vorrebbe acquistarci per portare a Milano gli Haland e Mbappè….queste sono le cose che mi spaventano, faccio fatica a credere ad una simile eventualità, mi sembra una visione superficiale e poco credibile di come voler operare in una realtà calcistica come quella Italiana…..anche in prospettiva.
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Siriano: mi costringi a non scrivere più, visto che esprimi quello che io penso molto meglio di come io stesso sappia dirlo.Soprattuto su Ausilio siamo in piena sintonia. E’ cresciuto certamente forse non è il top ma nel gruppo di gestione ci sta perfettamente e i risultati, la crescita del gioco e della considerazione a livello europeo che la squadra sta avendo lo dimostrano. Perciò, contenti presidenza e direttore io non toccherei il gruppo dirigente.
Quanto ai ricavi finanziari eravamo sempre tra i primissimi, anche quando finivamo a 30 punti o rischiavamo la B, magari chiudendo il mercato con pesanti passivi. Adesso snon è più così, a me basta, ma capisco che ci sia chi la pensa diversamente.
L’Unico dubbio rispetto al tuo post è su Zilliacus. A me non sembra che abbia proprio promesso Mbappé e Haaland. Mi sembra li abbia citati come esempi di giocatori top ai quali l’Inter deve poter ambire. Io non posso giudicare la bravura (e le disponibilità finanziarie) di due magnati di livello mondiale come Zhang e Zilliacus (con vincoli diversi), ma il discorso che lui fa su ciò che porterebbe di nuovo all’Inter mi incuriosisce. Una partnership con l’attuale proprietà permetterebbe di continuare ad espandersi a est (dove c’è un mercato in crescita) e contemporaneamente acquisire influenza e…tifo in altre zone strategiche del pianeta: il m ondo arabo e/o quello USA. O almeno, se le cosa andassero così, questa sarebbe la mia speranza.
Inutile che ripeta la mia stima e gratitudine per Steven
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Da settimane si stanno confrontando con una certa acrimonia due tesi
La mia: personalmente sono molto soddisfatto del lavoro di proprietà e dirigenza che nonostante in tre anni abbiano dovuto ricavare dal mercato un utile complessivo di oltre 150 milioni, sono riusciti a conservare e forse migliorare il livello di competitività e di qualità di gioco della squadra. Anche Ausilio sul quale avevo molte riserve, è cresciuto abbastanza sotto la guida e seguendo gli indirizzi di Marotta.
L’altra: poiché incassiamo più delle altre, anche se siamo costretti a vendere, non per reinvestire ma per diminuire il deficit, e abbiamo vinto solo uno scudo come Milan e Napoli ne consegue che altri hanno fatto meglio e di conseguenza hanno delle dirigenze migliori
Intanto tra due giorni si giocherà una partita probabilmente decisiva per le sorti del nostro campionato. E ce la giocheremo contro la juve che incassa più di noi e gode di favori (non tanto) occulti
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Toh, sembra che Zhang…mi legga . E mi ascolti
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Beh Luciano che dire…….l’annuncio del rinnovo di Marotta e (presto) le conferme pure di Ausilio e Baccin…sono una gran bella notizia!
Partendo da questi presupposti vado ad affrontare la trasferta di Torino con animo più leggero….tanto tutti sappiamo cosa ci aspetta in quel campo per noi notoriamente maledetto…..e dove (in un paese civilizzato) avrebbero dovuto al massimo organizzare concerti e pic nic.
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Siriano, purtroppo io non riesco ad avere un animo leggero, per l’Importanza della partita. Per una serie di motivi sono portato a pensare che possiamo vincere lo scudo solo se non perdiamo a Torino
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da FcInternews:
“Marotta ha già firmato, mentre Ausilio e il suo vice Baccin lo faranno presto, probabilmente già la prossima settimana. Come conferma anche la Gazzetta dello Sport, tutto fatto per i tre rinnovi: Zhang, nella migliore delle tradizioni calcistiche, NON CAMBIA LA SQUADRA CHE VINCE.
E questo triplo prolungamento viene visto come un segnale di fiducia della proprietà verso la dirigenza, con in particolare il presidente molto soddisfatto del suo management. Sia in campo che a livello di conti, Marotta e compagni si sono meritati elogi e un rinnovo che sa di premio: IL TREND IN ASCESA è SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI E A 360 GRADI.”
Bè, per alcuni LA SQUADRA NON VINCE e il TREND IN ASCESA non è così evidente
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primo tempo sofferto ad Alzano. Noi facciamo la partita ma l’Atalanta ha avuto un paio di occasioni .Atalanta che, non dimentichiamolo ha fatto 4 gol alla juve. campo irregolare e molto vento non ci aiutano. Questa inter non può fare a meno di Stankovic e Berembruch, in un match di cartello. Inoltre per Quieto questo non è proprio il campo ideale. Bovo, che era un mio ‘pupillo’ purtroppo non ha (ancora?) messo la massa muscolare necessaria per emergere come nelle categorie inferiori. temo che questa partita sarà decisa da un errore, da una palla persa in transizione offensiva, ecc.
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Inter senza panchina: solo Zuberek cambio affidabile
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da fc Inter 1908
“Le due squadre che hanno speso di più? Ma quando mai? Prendiamo in prestito le tabelle di Transfermarkt per rendere palese un’evidenza: negli ultimi 3 anni non solo l’Inter non ha speso neanche un euro che non fosse frutto delle cessioni ma ha portato in cassa ben 180 milioni di euro, cifra più alta dell’intero campionato di Serie A. Nello stesso lasso di tempo, la Juventus ha un saldo di ben -90 mln. Una forbice di 270 milioni di euro, un’enormità. Per rimettere la verità al centro del discorso: l’Inter è stata competitiva grazie alle scelte della sua dirigenza in sede di mercato e al lavoro degli staff tecnici, allenatori in primis. Mentre gli altri spendevano (legittimamente, non siamo qui per giudicare le mosse altrui), l’Inter faceva cassa. E nonostante questo, la competitività della rosa non si è mai abbassata. Altro che “club che spende più di tutti”.
Standing ovation
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Abbiamo avuto due occasioni per chiuderla, ma né Di maggio né Zuberek ci sono riusciti. A quel punto ho pensato che avremmo subito il pareggio anche se mancavano solo pochissimi minuti. E così è stato, puntualmente, perché il calcio ha una sua logica. Difendersi e ripartire va bene, ma dipende da come ti difendi. Le ripartenze verticali vanno alternate alle azioni palleggiate in mezzo al campo, altrimenti la palla ritorna subito nella tua area e lo stress per i difensori diventa insostenibile. Sono mancati alcuni giocatori chiave (Akinsanmiro prima di tutti, ma anche Quieto). Decisivo nell’Atalanta l’ingresso del 2007 Castiello. Qualcuno ricorderà che avevo segnalato le straordinaire qualità di questo giocatore, relazionando sulle partite delle squadre più giovani. Bene così, comunque, considerando anche il fatto che mercoledì dovremo giocare a Lisbona un match impegnativo che ci vede nettamente sfavoriti. Ma sarà un’occasione per crescere
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Pagelle:
Calligaris: 7 sicuro nelle uscite e una grandissima parata nel finale
Aidoo: 5 il suo avversario è il più pericoloso, con un po0′ di fatica riesce a contenerlo
Stante: 6.5 fino a quando il centrocampo fa filtro non concede nulla al pericolo Vlahovic
Matjaz: 6.5 stesso discorso di Stante. Al momento in mezzo siamo messi bene
Cocchi: 6 bene quando c’è da spingere, un po’ meno nel contenere e appoggiare
Akinasnmiro: 5 prestazione incolore. Non dal giocatore che ci si aspetta.
Bovo: 6+ fa filtro e gli riesce qualche bella apertura. Deve crescere sul piano della potenza
Di Maggio: 6.5non riesce a vincere le partite da solo come nelle giovanili, ma si batte e ha qualità
Kamaté: 5.5 si sveglia un po’ nel finale quando ha campo. Ci si aspetta molto di più
Sarr: il gol e tantissimo lavoro per la squadra. esce stremato. 7
Quieto: 5+ per il campo il vento e per la cazzimma atalantina non era la partita per lui
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Potrebbe accontentare tutti una formulazione di questo tipo: siamo sempre stati fra le prime tre in italia per incassi e quindi per spese. Non sempre però siamo stati tra le prime tre per risultati. Con questa dirigenza continuiamo ad esserlo da qualche anno e abbiamo conquistato un posto di prestigio in un Europa che diventa sempre più ostica per le squadre italiane. Tutto questo nonostante sul mercato si sia costretti a disinvestire al contrario delle altre. Continuiamo a essere tra le top per spesa, a causa della voce ingaggi e di altre spese accessorie.
Chi è soddisfatto di questa situazione è giusto che speri di continuare con l’attuale dirigenza. Chi non è soddisfatto è giusto che speri in un cambiamento di filosofia e di metodo.
Intanto per tornare a parlare di calcio ha esordito in serie A a 15 anni e 8 mesi Francesco Camarda. Ho avuto la fortuna di vederlo giocare e a suo tempo di vedere giocare Del Piero, Totti e Giordano. Ebbene, alla sua età questo è più forte di loro. Non significa che lo sarà necessariamente anche da grande, ma…
Complimenti a lui e tanta tanta invidia (in senso benevolo)
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Giornata pazzesca per un povero…vecchio come me. dalle 8.30 alle 10.30 fuori col cane. Alle 10.30 a Interello, da dove sono venuto via alle 16.0 (vistre tre partite). Di nuovo fuori col cane e rientro ora.
Le tre partite: Under 18 Inter lazio 2-1 (in rimonta)
Under 15 Inter Monza 3-0
Under 16 Inter Monza 2-1 con emozioni a non finire (il monza era subito dietro di noi in classifica): primot empo 1-0 per noi. a metà secondo tempo espulso un nostro difensore. Poi il Monza pareggia. All’ultimo minuto di recupero, sempre in 19 riacciuffiamo la vittoria
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Ah, dimenticavo: DALLE 16.15 ALLE 18 ANCORA AL PARCO COL CANE
+
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La Juventus fa uno splendido anticalcio… Anche un pareggio è un passettino verso grandi obiettivi.
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Sarà Fabio ma perdonami se puntualizzo: con tutto il centrocampo fuori uso (ad eccezione di rabiot, il migliore del suo ruolo in serie a) e con il poco più che esordiente e mediocre Nicolussi Caviglia hanno sostanzialmente impedito agli avversari di fare il proprio gioco, anche attraverso una maggiore intensità e aggressività. Certo è vero che ci sono alcuni che sono le ombre di sé stessi ma sono d’accordo con Inzaghi: per la differenza esistente in mezzo al campo l’inter ha subiti eccessivamente i ritmi avversari. Poi si sa, il loro attacco è micidiale ed hanno occupatp lo spazio in fase di non possesso ma senza fonte di gioco di piu non potevano fare. La realtà è che ci sarebbe voluto almeno un cuadrado in buona salute e con maggior minutaggio per creare quella imprevedibilità necessaria nell’uno contro uno: per motivi diversi i di marco e (soprattutto) i carlos Augusto non sono idonei a mettere in difficoltà squadre così organizzate. Ci vorrebbe un giocatore simile che manca da anni (ideale sarebbe investire su giovani di 16-17 anni alla Soule) di sicuro un arnautovic o un sanchez non servono a molto a questi livelli.
Detto questo, ancora una volta va dato atto che Thuram è un grandissimo colpo e che ha alzato il livello nell’uno contro uno.
Insomma è più un punto perso a mio parere, sono convinto che a parte i nerazzurri Allegri faccia punteggio pieno fino a fine campionato: lo scorso anno, in una situazione assurda per qualsiasi atleta, dove la maggior parte degli allenatori sarebbero crollati con la squadra (finanche alla lotta per non retrocedere) ha raggiunto il terzo posto. Mi pare dimostri che, al di la di una capacità elevata di entrare nella testa di giocatori, si confermi di saper generalizzare al calcio i successi che ha come scacchista.
Sicuramente mi aspetto che i Barella tornino ad essere incisivi ma ci vogliono giocatori più estrosi nelle zone più efficaci del campo
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Partita di livello modestissimo che, purtroppo, evidenzia perchè i diritti di serie A scendano sempre mentre in altri campionati crescono. Lo dico non perchè non sia finita 4a4 ma perchè le squadre hanno scelto di non giocare (cosa che la gobba fa praticamente sempre rendendo le sue partite inguardabili).
Il tatticismo esasperato ha “ucciso” la partita che ha visto l’ultima conclusione tentata verso la porta al minuto 50: non c’entra la discussione sull’essere risultatisti o esteti, si tratta semplicemente di giocare a pallone o scegliere di non giocare puntando solo a fermare l’avversario.
Essendo loro dietro in classifica ed in casa, mi sento di dire che i principali colpevoli di questo obbrbrio non siamo stati noi.
A un certo punto i passaggi tra Sommer e i nostri tre centrali sarebbero potutti proseguire per 25 minuti senza problemi.
Sergio per me ha ragione quando dice che manca un giocatore più estroso in grado di provare ad aprire le scatole chiuse a tripla mandata come quella ovina. Ha torto, sempre per me, quando incensa il modo di giocare gobbo come unico possibile stante ciò di cui dispongono. Loro sono stati fatti passare ad arte come una squdraccia che è un miracolo dovesse arrivare quarta. tra Caviglia e Locatelli, Cambiaso e Weah, cambia pochissimo. Sono tutti profili fisici, di corsa lunga, con tecnica modesta ma enorme forza ed irruenza.
Hanno un costo squadra enorme e un potenziale davanti importate: un attacco Vlahovic, Chiesa, Milik e Kean in Italia non lo ha nessuno. Poi i giocatori appaoiono involuti perchè giocano sempre spalle alla porta, serviti con lanci da 20 metri e poco accompagnati dai cc tenuti a coprire la loro zona. Rabiot, non a caso uno straniero, nel dopo partita ha candidamente ammesso che loro puntano al titolo, come è giusto che sia, perchè sanno di essere forti.
Trovo vergognese le dichiarazioni di Allegri in cui, commentando il gol del Toro, dice che Rugani avrebbe dovuto prendere palla con le mani e Bremer andare addosso a Thuram.
Ecco spiegate le ancate, manate , spintoni che caratterizzano il gioco gobbo venduto dai giornalisti come gioco fisico. No, è gioco ostruzionistico e scorretto che in Italia viene, in virtù del nome, tollerato e…..anche apprezzato.
Contro il bilan Gatti e compagnia hanno subito il giallo al solito 80esimo minuti dopo aver tirato pestoni continui.
Che nel 2023 la gente sia ancora a sbavare dietro questo non calcio non lo capirò mai.
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Il mio definir splendido anticalcio è risaltare la bravura nel non far giocare bene gli avversari.
Si basa sull’opposto dello spirito del gioco, non voler far segnare gli avversari, piuttosto che farne uno più degli altri. In questo Allegri è maestro ed ottiene da sempre buoni risultati.
Nel complesso credo che un pareggio fuoricasa della seconda in classifica sia un risultato più che accettabile in una maratona di 38 partite.
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“Si basa sull’opposto dello spirito del gioco”.
Ecco, questa frase riassume alla perfezione la scelta di non giocare. Peccato il calcio sia un gioco dove si può certamente provare a vincere in modi diversi ma sempre giocando, soprattutto se disponi di una squadra tutt’altro che scarsa.
I giornalai fano passare la gobba come un Verona qualsiasi e Allegri un mago in grado di tenerla al secono posto. Pazzesco. A calcio giocano anche il Frosinone, il Cagliari, ecc. con mezzi infinitamente inferiori ma non producono queste schifezze. E, soprattutto, non vengono incensati gli allenatori che fanno barricate pur avendo squadre modeste, ma anzi accusati di rassgnarsi a prenderle restando passivi. Allegri invece è un mago. Ringrazio ogni giorno che non sia seduto sulla nostra panchina
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Ritengo dannoso a questo punto scrivere un commento sulla partita che suonerebbe inevitabilmente come polemico nei confronti dei commenti che mi hanno preceduto (con la parziale eccezione di Sergio)
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Se ti riferisce ai miei commenti fai pure, quello che ho espresso è il mio modesto punto di vista.
Ho sempre considerato gobba la principale antagonista con bilan e, staccato, napoli nella corsa allo scudo per i giocatori di cui dispone. Addirittura c’è chi la considerava favorita. Non concordo assolutamente con la storia che la passare per una squadretta il cui obiettivo deve essere il quarto posto. Rabiot ieri ha chiaramente detto che in spogliatoio puntano allo scudo, sbugiardando la bislacca teoria che vuole far passare il (non) calcio ostruzionistico di Allegri come fenomenale.
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No, Roberto, non mi riferisco al tuo commento, ma a una con dizione molto più generale. Riconosco di avere una ‘lettura’ del calcio assolutamente minoritaria e nello stesso tempo tanto incompatibile con quella dominante da rendere inutile il confronto. Io ho visto una grandissima partita tra due squadre molto forti che al momento non a caso sono al vertice del campionato. Se poi avranno un calo, altre le supereranno, questo non si può dire. ma oggi hanno la solidità, la concretezza e il realismo per dare continuità alle loro prestazioni. Noi abbiamo un po’ più classe (per una volta sono d’accordo con Zazzaroni: loro avevano in campo Gatti Rugani Cambiaso Caviglia, persino Mckennie), ma loro avevano fisicità ed erano messi bene per rischiare il meno possibile e provare a vincerla con i non molti giocatori in grado di fare la differenza. Se la juve fosse allenata da Pirlo, con altre scelte di gioco e di uomini avrei meno timore.
Comunque so di essere una mosca bianca e sono stanco di scontrarmi, sia pure civilmente, contro tutti. Così rinuncio a completare il post e semmai invierò le notizie sulel tre partite delle giovanili che ho visto nel fine settimana (oltre a quelle già inviate sulla Primavera
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Come dicevo, domenica di grande passione con ben 4 partite (juve Inter compresa).
Di grande passione perché io vivo così anche i match che vedono impegnate le nostre squadre giovanili e vi assicuro che alla mia età non è semplice saltare il pranzo della domenica e stare all’aperto, immobile, dalle 11 alle 16.15 nella stagione invernale.
Però questa volta ne è valsa la pena, certamente a livello di risultati (che per me, non posso farci nulla, contano anche a livello giovanile) ma forse anche per avere nel bene e nel male qualche elemento di valutazione in più sulle prospettive dei singoli più interessanti
Iniziamo dalla prima partita alla quale ho assistito, l’under 18
Inter Lazio 2-1
Si trattava di un match importante, perché la Lazio era a tre punti da noi e la lotta per la qualificazione almeno ai play off vede coinvolte più squadre.
I nostri dispongono di buone individualità, pur se molto dipende da chi ‘sale’ e chi ‘scende’, perché è una categoria che funge da ‘ascensore’ tra la Primavera e gli allievi.
Il suo problema è la fase difensiva (non necessariamente i difensori) il che fino ad ora le ha impedito di avere continuità nel percorso in campionato ma anche nella stessa partita: emblematico ma non unico il caso di Inter Roma, in cui vincevamo 4-0 al 18′ del primo tempo ed è finita 4-4).
Contro la Lazio siamo scesi in campo così:
Zamarian
Re Cecconi (23′ st Della Mora)
Garonetti
Chiesa
Castegnaro
Venturini
Zanchetta
Fois (14′ st Zarate )
De Pieri
Spinaccè (14′ st Lavelli )
Pinotti (14′ st Zefi 6).
A disp. Taho, Bovio, Sardella, Pavesi, Vanzulli.
Partita stranissima, con un primo tempo dominato da noi territorialmente, anche se in modo sterile, ma chiuso in vantaggio dalla Lazio che ha letteralmente passato la metà campo due volte, ma nella prima occasione ha ottenuto il gol del vantaggio e nella seconda ha impegnato severamente Zamarian.
Da parte nostra poche occasioni: un colpo di testa di Chiesa su corner, finito fuori di poco; un bel tiro di venturini respinto di piede dal portiere;e ancora una conclusione violenta e angolata di De Pieri con ottimo intervento di Gagliano.
Loro passano in vantaggio intorno al ventesimo con una grande azione in ripartenza di Urbano (un nostro ex che tra l’altro giocava sotto età). “Urba” affrontato da un solo giocatore, spostava la palla sul destro e concludeva rasoterra sul palo opposto. Tiro che secondo me era preciso ma non violentissimo e sul quale mi è sembrato che Zamarian si sia ‘sdraiato’ in ritardo.
‘Zama’ si riscattava verso la fine del tempo con una grande parata su Paolacci, liberatosi in ripartenza per concludere ancora nello stesso angolo.
Così trovava l’ennesima conferma un grande segreto del calcio: se sei leggermente inferiore chiudi tutti gli spazi dietro, ma solo perché non perdere è l’unica possibilità per riuscire a vincere.
Se la Lazio ci avesse lasciato più spazi davanti, il primo tempo sarebbe finito tanti a pochi per noi. Ma probabilmente i tifosi laziali che non amano…l’anticalcio sarebbero stati contenti.
Nel secondo tempo Zanchetta decide alcuni cambi che si rivelano positivi, ma la situazione non cambia: loro difendono fitti, tengono un po’ più la palla, noi attacchiamo in massa senza riuscire ad essere pericolosi.
La svolta accade introno alla mezz’ora, quando in ripartenza
Ferrari con un gran tiro obbliga Zamarian a un intervento disperato che riesce grazie all’aiuto determinate della traversa.
A dimostrazione del fatto che si gioca in due (squadre) e se l’altra ti costringe a difenderti, non necessariamente tu lo fai per non perdere, ma piuttosto per provare comunque a vincere.
Manca poco alla fine e l’Inter prova il tutto per tutto prima Dalla Mora conclude, da vicino, sul corpo del portiere (ma l’angolo di tiro era ridotto), poi a poco più di 10′ dal termine l’ennesima grande giocata di Venturini con passaggio corto all’indietro, libera al tiro Zarate. La conclusione del 2007 Dylan è perfetta e il pareggio cosa fatta.
Intorno al 40′ l’Inter….fa la Lazio e opttiene il gol vittoria. Palla conquistata nella nostra metà campo dalla difesa, lungo appoggio su De Pieri che ha più gamba di tutti, si fa 40 metri di progressione irresistibile e anticipa di un soffio Gagliano, che lo stende.
Rigore perfetto di Zanchetta e vittoria in cassaforte
Come a Torino contro la juve, anche in questa partita 2 dei 3 gol sono stati realizzati su ripartenze, a dimostrazione che se l’obiettivo del calcio è vincere, non sempre solidità difensiva e ripartenza sono l’anticalcio
le pagelle
Zamarian: sul gol io qualche responsabilità gliela darei, magari mi sbaglio. Comunque si riscatta con due interventi determinanti sulle conclusioni di paolacci e Ferrari, che avrebbero chiuso il match. 6.5
Re Cecconi: in giornata non particolarmente ispirata, deve soprattutto spingere, che è il suo forte, ma non riesce a creare situazioni importanti. 6
(23′ st Della Mora: più vivace e intraprendente di ‘ReCe’, riesce a procurasi anche una buona opportunità).6.5
Garonetti: prestazione in apparenza positiva, ma se gli attaccanti laziali avanzano tre volte, segnano un gol, prendono una traversa e costringono il portiere a una grande parata qualcosa nel sistema difensivo va rivisto. 6
Chiesa: vale il discorso fatto per Garonetti. Lui in più si rende pericoloso davanti, sui calci piazzati. 6+
Castegnaro: non è il Jean che conosco da tempo e che mi aspetto: contro una squadra chiusa le sovrapposizioni sulle fasce diventano determinanti, ma né lui né ReCe riescono a creare veri pericoli. 6
Venturini: grande prestazione, certamente uno dei migliori. Centrocampista di destra, grande spinta e garra, lotta su ogni pallone e si esibisce in qualche buona giocata anche dal punto di vista tecnico. 7.5
Zanchetta: autentico leader della squadra. Cervello e piedi (entrambi) di tutto rispetto. Ha visione di gioco, calcia bene, se migliora nella rapidità può aspirare a diventare un giocatore di spessore. Ha tencica visione di gioc e centimetri. 7.5
Fois: tecnicamente c’è, non si discute, ma quando la partita si mette sul piano dello scontro fisico qualcosa finisce per pagare. 6
(14′ st Zarate: dà alla squadra maggior peso e personalità. Esordio molto positivo, condito anche dal gol del momentaneo pareggio, realizzato con freddezza e precisione. 7)
De Pieri: giocatore delizioso e concreto nello stesso tempo. Non è un colosso, fisicamente, ma ha un passo irrefrenabile e una conduzione di palla, in corsa, di assoluta qualità. Dopo quasi 90 la sua progressione per arrivare sul pallone e ottenere il rigore è entusiasmante. Non so se il ruolo di ala detra sarà quello definitivo. Ne seguiremo la crescita, ma certo ha tecnica garra e vede benissimo la porta. 7.5
Spinaccè: si dà da fare, ma non è facile giocare da unica punta centrale in un’area di rigore affollata da difensori laziali. Raramente va al tiro ma si preoccupa più che altro di aprire spazi per i compagni. 6
(14′ st Lavelli: Più mobile e rapido di Spinaccé impensierisce maggiormente la difesa ospite pur senza riuscire a trovare lo spunto personale vincente. 6+ )
Pinotti: anche per lui è difficile destreggiarsi tra le maglie fittissime della difesa avversaria. Meno determinante e incisivo che in altre situazioni ma comunque sempre potenzialmente insidioso.6
(14′ st Zefi tenta qualche giocata importante che però non gli riesce anche per un eccesso di individualismo. Non c’è dubbio comunque che con lui in campo gli avversari devono riservargli un’attenzione speciale. Speriamo che resti – come mai non schierato dall’inizio?- e che trovi presto condizione e altruismo, perché è un giocatore potenzialmente importante) 6.
Under 15: Inter Monza 3-0
Partita condotta in porto con relativa tranquillità, da una squadra che sembra in grado di giocare un ruolo da protagonista, anche se l’Atalanta appare un po’ fuori concorso, non tanto per i 3 punti di vantaggio in classifica (noi siamo secondi, il Milan terzo a un punto da noi), quanto per i 50 gol segnati in 10 partite, contro i 28 di Inter e Milan.
La squadra sembra equilibrata forte in tutti i reparti e con diversi giocatori sopra la media.
Il Monza comunque è stato un test attendibile, essendo riuscito a restare in partita sino al nostro secondo gol, realizzato da Gjeci nel secondo tempo
Questa la formazione
Galliera,
Masetti Evangelista Cassini Bettelli
Limido Pannuto Morosi Calò
Salviato Gjeci.
In realtà mi è sembrato che spesso Calò agisse spesso da seconda punta con Gjeci dietro le linee, con il ruolo di seconda punta, che preferisce.
Nel secondo tempo sono entrati Donato, Rocca, Nese, Donati, Carboni, Piva e Allasufi.
Direi che tutti si sono espressi su buoni livelli, tanto che mi stupisco del fatto che ci sia un solo nostro giocatore (Gjeci) tra i 20 convocati per la prossima fatica della selezione nazionale.
Se devo fare una citazione particolare indicherei Masetti, che ha una notevole progressione, Evangelista che è un centrale completo e molto interessante e l’altro centrale Cassini, autore anche del bel gol che ha aperto le marcature, poi i soliti Pannuto e Limido, autentici motori della squadra, oltre naturalmente a Gjeci.
Bene anche Piva e Salviato.
Under 16 Inter Monza 2-1
Dorigo
Pavan Breda Peletti Moranduzzo,
Virtuani La Torre Grisoni Fasana,
Moressa,
Carrara Curcio
Subentrati: Suppa, Stefani, D’Agostino, Leoni, Vukaj, Franchi
Campioni d’Italia in carica, i nostri con ducono la classifica con ventisette punti in 10 partite, davanti a Milan (a 2 punti) Como Monza e Verona.
Subito in vantaggio con una conclusione potente da fuori di Virtuani, nel primo tempo l’Inter gestisce la partita.
Poi i nostri provano a chiuderla, ma trovano sulla loro strada un ottimo portiere (Ballabio) che si esibisce splendidamente sulle conclusioni di Moressa e Carrara.
Poi è la volta di Curcio a calciare a lato di poco.
Ma l’espulsione di Peletti per doppio giallo riapre il match e il Monza ha un paio di occasioni per pareggiare. Sulla seconda (30′) Trefiletti con una conclusione da fuori riagguanta i nostri.
Sembra finita, ma l’Inter ci prova ancora, soprattutto sulla destra, dove il nuovo entrato Stefani semina ripetutamente il panico con i suoi allunghi irresistibili.
In pieno recupero è proprio Stefani che, lanciato nello spazio, conclude da dentro l’area battendo imparabilmente Ballabio.
Tra i migliori segnalerei Breda, Grisoni Fasana, Virtuani, Curcio e carrara, D’Agostino. Oltre naturalmente a Stefani il cui ingresso ha cambiato l’inerzia del match
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io ieri speravo in una maggiore convinzione nel cercare di creare occasioni goal. Non è vietato arrivare oltre la 3/4 avversaria e passare indietro la palla, dalla corsia di dx e di sx. Ma provare a fare qualche cross ogni tanto o fare qualche tiro da fuori neanche … Mi spiace perché appena preso goal e liberati forzatamente dalle ns paure, li abbiamo messi subito sotto. Per me, da tifoso, mi è sembrato più bicchiere mezzo vuoto (e anche un po’ di più) . Di Marco molto stanco. Cuadrado… subito benissimo in partita ( ma guarda cosa mi tocca scrivere :-). )
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