Terzo liceo, è l’anno della maturità: Cagliari – Inter 0-2

Foto: Denzel Dumfries. L’olandese, protagonista di un’ottima partita, è stato l’autore del primo dei due goal nella sfida di campionato contro il Cagliari.

Per chi è l’anno della maturità?

Per mister Inzaghi e per la sua tipologia di gioco.

Parliamoci chiaro: che Simone sappia preparare al meglio la squadra per le grandi sfide è assodato. Quattro coppe su quattro vinte in due anni, la qualificazione agli ottavi di CL in un gruppo difficile e l’uscita agli ottavi dopo aver giocato alla pari con il Liverpool; la finale di CL dopo aver eliminato squadroni come Barcellona, Benfica Porto e Milan, oltre a tutti gli altri che Benfica Porto e Milan avevano a loro volta eliminato.

Questi risultati, insieme a quelli ottenuti in campionato contro le più forti (nonostante alcune ruberie subite) sembrano pronunciare un verdetto definitivo in proposito.

Inzaghi però deve ancora dimostrare di saper dare alla sua squadra continuità nella stagione, in virtù del tipo di gioco, secondo me molto dispendioso, che predilige.

In un certo senso in una stagione tutte le squadre hanno periodi migliori e altri più incerti, ma di solito fa bene, alla fine,  chi riesce a mantenere un rendimento quasi costante anche nel periodo meno favorevole.

Cosa che le squadre di Inzaghi non hanno fatto, prima la Lazio e negli ultimi due anni l’Inter.

Io continuo a credere che molto abbia influito anche il motivo contingente di essere arrivato all’Inter nel periodo in cui era in atto un ridimensionamento tecnico notevole, determinato dalla necessità di ridurre il disavanzo di gestione, perché se avesse potuto permettersi non dico  richieste onerose come quelle avanzate da Conte negli anni precedenti, ma anche solo la conferma dell’organico, le cose sarebbero andate diversamente.

Puoi parlare di costi di gestione comunque superiori a quelli degli altri, ma in campo scendono i giocatori, non i bilanci della gestione e se tu impoverisci il tuo gruppo rispetto a quelli delle rivali è normale che paghi.

Nel primo anno di Simone, dopo che Conte se ne era andato di corsa al solo sentir parlare di ridimensionamento tecnico, il gruppo è rimasto comunque abbastanza competitivo e siamo passati da +12 sulla seconda a -2 (con alcuni furti decisivi subìti) sulla prima.

Nel secondo anno le cose sono andate peggio: ma entrambe le stagioni hanno avuto una costante, periodi di gran gioco e di ottimi risultati, intervallati purtroppo da una fase di black out quasi totale proprio sul piano dei risultati (ma anche il gioco è risultato meno incisivo).

Due anni fa con un cammino più equilibrato, avremmo vinto, lo scorso anno, visto lo strapotere del Napoli, comunque no, ma avremmo rischiato meno di finire attorno al quarto posto.

Credo che Simone sia consapevole del fatto che il suo gioco sia molto dispendioso e richieda, per essere attuato spietatamente, giocatori sempre al top della condizione fisica e della freschezza mentale.

Per questo si è attrezzato: se non posso avere i top per il mio gioco (non è un mistero per nessuno che la sua prima scelta era Lukaku) devo avere almeno un coppia abbastanza forte per ogni ruolo,  per le sostituzioni (in corso di partita) come  per le alternanze.

Questo sia per non dover pagare troppo quando entrano le seconde linee, sia, come ha detto lui stesso, per tenere sempre tutti sulla corda e quindi non far calare concentrazione ed impegno delle presunte prime scelte.

Almeno in questo, Simone è stato accontentato: la squadra ‘titolare’ secondo me non è più forte di quella dello scorso anno, anzi, ma la rosa è più completa.

In questo senso per lui (e per il suo modo di giocare) questo è l’anno dell’esame di maturità, dopo aver fatto benino in prima e in seconda liceo classico: lui ha il compito di fare sempre bene (magari non straordinariamente, come in passato) nelle coppe, ma deve dare alla squadra continuità di rendimento anche in campionato.

Se ci sarà chi è più forte, si può anche non vincerlo, ma assolutamente non sono più accettabili prolungati periodi di défaillance.

Lo scorso anno è stato particolarmente intenso per noi che oltre alla pausa mondiali abbiamo scontato l’essere arrivati in fondo a tutte le competizioni, giocando diverse   partite in più, molto stressanti e usuranti, rispetto alle rivali italiane.

Secondo me il mister ha gestito bene cambi e rotazioni, ma per vari motivi la rosa non gli ha consentito di più.

Adesso il gruppo è completo e abbastanza attrezzato, anche se ha perso diversi protagonisti ‘insostituibili’.

Quindi bisognerà vedere (ecco l’esame di maturità) se è il suo tipo di gioco, più ‘effervescente’, a essere poco idoneo ai lunghi tornei, rispetto a quello più speculativo adottato da altri mister (Mou, Allegri, per certi versi anche Pioli) o se invece con i dovuti accorgimenti può risultare vincente nel nostro campionato.

Secondo me Spalletti lo scorso anno ha fatto il miracolo, perché aveva sì la squadra più forte, ma è riuscito a realizzare un equilibrio tra effervescenza e quadratura che gli ha dato continuità nella stagione (e non a caso non è arrivato in fondo nelle coppe).

In ogni modo Simone col suo gioco un risultato l’ha raggiunto: San Siro è sempre sold out, contro qualunque avversario, perché dalla sua Inter puoi sempre aspettarti divertimento ed emozioni. Anche quando perde dopo aver effettuato 25 tiri in porta.

Basta pensare alla differenza (di gioco oltre che di risultati) con i tempi dei vari Gasp, FDB, Mazzarri, ecc.

E, pur considerando che il confronto fra medie di annate diverse ha un  valore relativo per ovvi motivi  (rose e avversari differenti), da quando esistono i 3 punti questa è la graduatoria  dei punti percentuali a partita raccolti dai nostri migliori trainer in campionato:

  • Conte 2,28
  • Mou 2,18
  • Inzaghi 2,08
  • Mancini 2,01
  • Spalletti 1,89.

Si può dire quindi che il nostro mister si presenta all’…esame di maturità con un curriculum e una preparazione molto soddisfacente ora deve solo dimostrare non tanto di vincere, perché questo è il risultato di una somma di variabili incontrollabili, quanto di mantenere un rendimento costante in tutta la stagione.

Se questa è davvero la problematica alla quale occorre dare una risposta, i risultati e le prestazioni delle prime due gare, assolutamente incoraggianti e soddisfacenti, ci dicono poco.

Però, a parte il fatto che vincere (e vincere bene) è… meglio che non farlo, un paio di considerazioni si possono azzardare

La partita

Simone sceglie di confermare in pratica l’undici vittorioso contro il Monza e nel primo tempo la sua squadra domina letteralmente il campo, segnando due gol, colpendo un palo e non concedendo praticamente nulla ai sardi, se non un paio di colpi di testa fuori misura di Pavoletti (e qui si vede l’utilità di possedere due titolari per ruolo: probabilmente Acerbi sarebbe stato più adatto a contrastare la torre cagliaritana, mentre de Vrij è forse più idoneo contro avversari manovrieri).

L’Inter è scesa in campo con una determinazione e una ferocia agonistica esemplari (addirittura più che con il Monza, per altro apparso di livello leggermente superiore).

I nostri uomini aggredivano alti, a volte in due o tre, il portatore di palla, quasi sempre la riconquistavano subito e facevano ripartire l’azione con grande abilità.

Quando l’Inter gioca così ha pochi avversari, ma il problema è giocare così o quasi per 90 minuti e poi per …un campionato

Perché quando calano, come è naturale, la concentrazione e la lucidità, si assiste spesso a un’altra partita.

Nell’intervallo io ero felice per quanto visto, ma per nulla tranquillo.

Temevo infatti un ingresso in campo diverso, non solo per motivi tattici (chiaro che sul 2-0 in trasferta sei più attendista, fai girar palla, cerchi di stanare l’avversario e di colpirlo).

Il fatto è che l’atteggiamento tattico influisce anche sul fattore mentale, in due sensi:

  • da un lato, anche per l’aumentata pressione degli avversari, che cercano il recupero disperatamente, succede di sbagliare più ‘uscite’, 
  • dall’altro qualche volta si vedono giocate rischiose  tipiche di chi è in fiducia e corre dei rischi eccessivi.

In genere la nostra squadra quando si fa aggredire soffre abbastanza e, tenendo conto della differenza di qualità dei due complessi, anche a Cagliari nel  secondo tempo abbiamo perso fluidità nelle ripartenze e subito un po’ troppo le loro accelerazioni.

Intendiamoci, giocano anche… gli avversari e in qualche misura questo cambiamento è fisiologico.

Nel nostro caso hanno anche inciso due fattori importanti e indipendenti dalle nostre scelte.

Nel primo tempo, a mio modesto parere (non è una critica verso un allenatore che stimo), Ranieri ha sbagliato formazione, schierando Oristanio come punta esterna a fianco di Pavoletti.

Poiché Nandez, in fase difensiva si accentrava per provare a schermare Calha e fare maggior densità nel mezzo, Ori avrebbe dovuto ripiegare in aiuto del suo terzino.

In realtà il ‘nostro’ Ori perdeva sempre un tempo di gioco e per tutta quella fase Bastoni imperversava in uscita e, triangolando con Miky, metteva sempre Dimarco nelle condizioni più favorevoli per le sue proverbiali giocate.

Allo stesso tempo la falla sulla destra della difesa sarda costringeva i rossoblu a ‘stringere’ il campo in quella direzione e lasciava un ispiratissimo e scatenato Dumfries solo nell’uno contro uno del suo rivale.

Proprio l’olandese, smarcato splendidamente sulla corsa da Thuram, brucia infatti  l’avversario e segna il primo gol.

E ancora Dumfries avvia l’azione che pesca questa volta Dimarco libero sull’altra fascia per ‘assistere’ Lauti che non si fa pregare e raddoppia.

Se consideriamo che l’apporto offensivo di Ori è stato poco consistente, per cui il Cagliari è arrivato alla conclusione solo con due colpi di testa a lato di Pavoletti, si capisce come questo elemento abbia influito sull’andamento del primo tempo.

Intendiamoci, noi abbiamo giocato benissimo con tante uscite da dietro, scambi di posizione, interscambi di ruolo giocatori che si trovavano a occhi chiusi, ma il tutto è stato agevolato dal fatto che in pratica le nostre… preoccupazioni difensive erano limitate a controllare Pavoletti sulle palle alte.

La riprova sta nel fatto che il primo cambio di Ranieri, nell’intervallo è stato proprio l’ingresso dell’incontrista Di Pardo per Ori.

Il secondo elemento che ha inciso sul match è stato proprio l’infortunio di Pavoletti, verso la fine del primo tempo e la sua sostituzione con Luvumbo.

L’angolano è un attaccante rapido estroso, non alto ma con una grande potenza nelle gambe che gli consente sterzate improvvise e ripartenze che disorientano i difensori. E’ l’unico che ha superato, sia pure di pochissimo, Dumfries come spunto di velocità pura.

Non sempre poi Luvumbo sceglie la giocata più efficace o razionale, ma sicuramente con la sua iniziativa e la sua mobilità  ci ha messi in difficoltà e ci ha costretti a prestare maggiore attenzione alla fase difensiva, cosa che già avremmo attuato in considerazione del vantaggio da gestire.

Il fatto è che l’Inter a gestire non è altrettanto brava come a spingere e proprio Luvumbo crea pericoli non indifferenti: prima inducendo Cuadrado a un salvataggio rischioso, in area, poi raggiungendo il fondo e  mettendo una palla in mezzo sulla quale Darmian salva con una provvidenziale diagonale, quindi servendo a Azzi una palla facile, sul primo palo, che il cagliaritano non colpisce bene, consentendo un bell’intervento di Sommer (la prima e unica  parata della sua partita).

Intendiamoci, come mostrano anche le  statistiche, il nostro dominio nel complesso del match è stato nettissimo, ma due scelte operate dal Cagliari (i compiti assegnati a  Oristanio e l’esclusione di Luvumbo) ci hanno sicuramente agevolato e in qualche modo si è rivisto il gap di rendimento fra i due tempi (anche se in gran parte spiegabile per l’andamento della gara).

Dicevo delle statistiche.

Quasi tutti i dati confermano una nostra supremazia netta

  • dal possesso (67% a 33%)
  • ai passaggi riusciti (67a a 331)
  • alla precisione dei passaggi (88% contro 77%)
  • ai contrasti vinti (15 a 6)
  • ai tiri totali (17 a 12, ma solo 3 a 2 per quanto riguarda i tiri nello specchio della porta).

Il dato più negativo è quello dei dribbling riusciti (2 contro 9), ma non è una novità per l’Inter.

Invece c’è stato equilibrio nei km percorsi e  per le palle recuperate.

Fa riflettere il dato sui tiri nella luce della porta (3 a 2, anche calcolando due pali nostri), perché con un simile dispiegamento di forze offensive, almeno nel primo tempo, sembra evidenziare una necessità di mettere ulteriormente a punto i meccanismi nelle fasi conclusive.

Stesso discorso per il dato sui tiri totali concessi (12) e quello delle occasioni lasciate (9 secondo la statistica ma questo dato è soggettivo per eccellenza): anch’essi sembrano  rivelare che c’è ancora da migliorare l’efficacia della  fase difensiva.

Anche perché non tutte le avversarie saranno della dimensione tecnica dei pur determinati isolani.

Del resto siamo ancora ad agosto con una dozzina di giocatori nuovi, sarebbe strano se non fosse così.

Le pagelle

Sommer:

Impegnato praticamente solo nel finale da una conclusione ravvicinata di Azzi, sulla quale mostra buoni riflessi. Sicuro nelle uscite e discreto in fase di impostazione del gioco

6.5

Darmian:

Solita partita di sostanza e applicazione. Su un paio di cross alti soffre la maggior statura di Pavoletti, ma riesce a limitarlo. Con una grande diagonale risolve una situazione scabrosa.Prezioso sempre.

6.5

de Vrij:

Comanda da leader la linea difensiva e si permette anche qualche ‘uscita’ in appoggio. Sicurezza.

6.5


Bastoni:

Prestazione autorevole e dominante. Né Oristanio né Di pardo riescono a impensierirlo. Lui aiuta al centro della difesa ma soprattutto funge da esterno offensivo aggiunto, con licenza di stringere al centro.

7

Dumfries:

una delle sue prestazioni migliori. Attento e concentrato nella fase difensiva, quando può distendersi crea sempre pericoli. Bellissimo ancorché un po’ fortunato il destro che batte implacabilmente Radunovic. Meglio del solito nella scelta delle giocate.

7


(Dal 26’ s.t. Cuadrado:

La sua caratteristica è quella, puntare sempre l’uomo per poi mettere palla in area o andare alla conclusione. E’ uno dei pochissimi che può sperare di vincere un dribbling. Vivace. Suo l’assist per Calha.

6 +)

Barella:

Non al meglio delle sue possibilità in termini di lucidità e incisività. Calcia volentieri da fuori ma non l’azzecca. Domina il centrocampo con la sua corsa e la sua aggressività.

6.5


(Dal 26’ s.t. Frattesi:

Rivitalizza un centrocampo un po’ provato, cerca con caparbietà la percussione vincente e aiuta la squadra.

6)

Calhanoglu:

Ottima prestazione perché si sdoppia facendosi apprezzare sia come incontrista e uomo di copertura   (attività nella quale sta migliorando) sia in fase di impostazione, dove riesce spesso a eludere la sorveglianza di Nandez, per altro uno tra i migliori dei suoi.

7


Mkhitaryan:

L’intelligenza e il fosforo fatto calciatore. Queste doti gli consentono di supplire a qualche limite dinamico e di forza fisica. Sbaglia pochissimo e si conferma prezioso.

6.5

(Dal 37’ s.t. Sensi:

il poco tempo a sua disposizione non consente di formulare una valutazione

s.v.)

Dimarco:

già al top della condizione percorre la fascia in continuazione a tutta velocità e grazie all’ottima proprietà del suo sinistro dialoga benissimo con i compagni e fornisce traversoni insidiosi, favorito anche dalla relativa pericolosità di Oristanio. Una perla l’assist per Lautaro.

7


(Dal 26’ s.t. Carlos Augusto:

Appare ancora piuttosto spaesato e non riesce a incidere in fase di spinta oltre a evidenziare qualche timidezza in alcune chiusure. Migliorerà.

s.v. di incoraggiamento)

Thuram:

conferma le impressioni fornite nelle prime uscite. Giocatore di qualità, abile con i piedi e capace di accelerazioni importanti, non è uomo d’area e probabilmente non segnerà molti gol, ma dovrebbe dare un contributo importante al gioco offensivo.

7

(Dal 32’ s.t Arnautovic:

s.v.)

Lautaro:

Magnifica la conclusione al volo, di sinistro in eccellente coordinazione, che purtroppo si infrange sul palo. Poi si rifà quando raccoglie un assist di Di marco in area, fa sedere un paio di avversari, si sposta la palla sul destro e infila.

Conferma di non avere preferenze: per lui segnare di destro, di sinistro o di testa è… la stessa cosa.

Anima della squadra.

7.5


All. S. Inzaghi:

Nel primo tempo presenta un’Inter che lascia incantati per determinazione, aggressività fluidità della manovra e qualità delle giocate.

Nel secondo tempo la squadra è più contratta anche oltre le normali variazioni di atteggiamento tattico.

Tuttavia concede pochissimo (in pratica solo il tiro di Azzi).

Nel finale, dovendo solo preoccuparsi dello sgusciante Luvumbo.

7

Luciano Da Vite

146 pensieri riguardo “Terzo liceo, è l’anno della maturità: Cagliari – Inter 0-2

  1. La mia critica alla dirigenza deriva dal fatto che la politica attuata in quest’ultimo mercato, che giustamente Marotta ha fatto capire essere unica strada ad oggi percorribile, poteva essere perseguita anche gli anni passati allorquando si sono palesate le prime difficoltà finanziarie.
    Nell’ultimo mercato su 13 cambi solo 3 innesti sono risultati più vecchi dei precedenti (Sommer, il colombiano e Sanchez, peraltro questi due per un solo anno).
    Se siamo stati costretti a tanti cambi non è solo per offerte di altri club ma anche per raggiunti limiti di usura di molti nostri giocatori, giustamente lasciati andare.
    Se faremo bene questa politica ci risaneremo, senza dimenticare, come postato da Kelle, che possiamo sempre spendere per la squadra, unico dato che conta, più degli altri club italiani (gobba esclusa).
    Personalmente non confronto inter odierna con quelle passate ma con chi, di anno in anno, sono i miei avversari. E se bilan e Napoli fanno meglio con un costo squadra inferiore, lo evidenzio.
    Ma sono certo i nostri lo sappiano già e, infatti, hanno cambiato scelte di mercato.
    Un lukaku in prestito per un anno, senza certezza di riscatto, a quei costi è operazione poco sensata. Questo per fare un esempio. Purtroppo se soldi non sono molti devi cercare di darti più asset possibili altrimenti allarghi i buchi in rosa. Felice quest’anno abbiano evitato soluzioni simili

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  2. Domanda per chi segue calcio internazionale: chi dei giocatori che abbiamo ceduto negli ultimi due anni sta facendo/ha fatto prestazioni importanti su base continuatuva.
    A me viene in mente Hakimi ancorché abbia più volte letto di un rendimento depotenziato rispetto ai livelli raggiunti da noi.
    Poi? Non certo Lukaku e Perisic….altri?

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  3. Quindi i nostri dirigenti, oltre alle normali capacità specifiche del settore, sono anche indovini: hanno ceduto o lasciato andare Conte, Onana, Skriniar, Brozovic, Eriksen, Hakimi, Lukaku Dzeko Perisic, perché …avevano previsto che nelle squadre di destinazione non avrebbero più fatto ‘prestazioni importanti su base continuativa’. I nostri dirigenti sono sempre quelli che hanno preso questi giocatori (spendendo troppo? secondo i tifosi avversari di sicuro), oltre ad aver preso a suo tempo i Bastoni, i Barella, i Lautaro i Frattesi e poi hanno sostituito alcuni dei partenti con Calha, Mikhi, Onana, Thuram Klaassen, Cuadrado a ZERO.
    Siamo rimasti …a galla (4 coppe vinte, un secondo e un terzo posto in campionato, una finale di CL che avevamo disputato una volta negli ultimi 50 anni).
    pensiamo quanto avrebbero dovuto spendere per ottenere questi risultati se anziché prendere Darmian Acerbi Mikhi, Dzeko avessero dovuto prendere 4 giovinetti capaci delle stesse prestazioni. Che so, altri Asllani, Bellanova, Bisseck, Agoumé…
    Per fortuna anche in questo mercato hanno agito con oculatezza: accanto a qualche scommessa sono arrivati un portiere trentaquattrenne, un centrocampista trentenne, un esterno trentacinquenne, una punta trentaquattrenne, un’altra punta trentaquattrenne…oltre a un paio di elementi già affermati di media età come Pavard e Frattesi, acquistati grazie all’intuizione che hanno avuto loro, non io o un altro tifoso, di prendere Onana a zero

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  4. pensate se oltre a questi cinque ‘anziani’ a e a quelli già presi a suo tempo, tutti a parametro zero o quasi, avessimo preso altrettanti giovani di prospettiva. Avremmo un bilancio migliore (?), un futuro pieno di …speranza e una situazione di campo pietosa

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  5. Sostiuendo tutti over30 o giocatori inutili come Correa.
    Ma al solito eviti la risposta alla domana posta, visto che ogni giocatore ceduto è per te un top player (e quindi relativo impoverimento tecnico), chiedevo solamente chi di questi ha continuato a giocare da top player: la cessione di Lukaku per quella cifra l’ho sempre considerata un capolavoro mentre altri sbattevano la testa gridando che il mondo fosse finito.
    Poi dai tuoi ragionamenti sembra che i nostri facciano squadra con metà delle risorse degli alri quando invece si scopre che….la squadra costa di più degli altri competitor.
    Ma questo non interessa perchè noi siamo tifosi e non contabili…peccato però che ogni commento sia un lamento sull’indebolimento tecnico rispetto agli altri che spendono: peccato i numeri non dicano questo, ma il contrario.
    Io per primo vorrei che la mia squadra spendesse cifre sempre crescenti ma se non si può spero si battano strade che ci consentano di raggiugere un equilibrio per essere poi più appetibili per altri investitori con, si spera, più disponibilità.
    Nessuno però è disposto a comprare una società che brucia montagne di denaro ogni anno (salvo arabo infatuato): e se bruciamo denaro in quantità industriale è perchè qualcuno che dirige ha fatto scelte forse un pelino criticabili. Sempre che si possa raccontare come le cose sono andate.
    Ribadisco, noto che il nostro AD ha sostanzialmente ribadito questi aspetti e abbia agito di conseguenza: non tutti under 23 ma un mix più futuribile rispetto a scelte effettuate nel passato

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  6. 5 non sono 12 giocatori over 30 che ti costringono poi a sostituzioni di mezza squadra scatenando pianti e suicidi di massa

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  7. sarei curioso di sapere quali sono questi 12 giocatori over 30 la cui sostituzione ha scatenato “pianti e suicidi di massa”.
    Mi risulta che le cessioni siano state:
    Onana 27
    brozo 30
    Gosens 29
    Correa 29
    Skriniar 28
    Gaglia 29

    Poi c’è stato Luakaku per altro trentenne, non un matusa che era il primo desiderio di inzaghi ma non siamo riusciti a prenderlo
    Dzeko ceduto non certo per scarso rendimento ma per prendere a zero un nazionale di Francia, più giovane, certo, ma già affermato e strappato al Milan

    Poi ci sono stati D’Ambrosio, svincolato non credo per l’età (è stato riscattato Acerbi che di anni ne ha 35) e handanovic, che comunque non era titolare e la cui sostituzione era stata preparata l’anno prima con l’arrivo di Onana che ha fruttato oltre 55 milioni (di cui 5 o 6 spei per avere il sostituto suo (e prima di handa). Un 34enne.

    la partenza di D’Ambro e handa non ha comportato alcuna minusvalenza perché entrambi erano stati abbondantemente ammortizzati

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  8. “fermandosi all’Inter, incuriosisce un altro aspetto: rispetto a quando la proprietà nerazzurra ha cambiato strategia aziendale, ovvero dall’estate 2020, cioè da quando il mercato in uscita sostanzialmente finanzia il mercato in entrata, l’organico è stato stravolto”. Questo quanto sottolinea oggi la Gazzetta dello Sport in relazione alla strategia del club nerazzurro: reinventarsi per sopravvivere senza perdere in competitività. Una sfida complicata, ma fin qui stravinta”.

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  9. Dunque, la rosa 22/23 era così composta:
    Portieri: Onana, Handa (over 30 e in scadenza), Cordaz (over30 e in scadenza)
    Difensori: Skriniar (in scadenza); Darmian (over30), De Vrj (over30, in scadenza), Acerbi (over 30, prestito), Bastoni, D’ambrosio (over30 scadenza)
    Esterni: Dum, Bellanova (prestito), Dimarco, Gosens
    CC: Brozo (over30, è un 92), Asslani, Chala, Barella, Mykhy (over30), Gaglia (in scadenza)
    Punte: Lautaro, Lukaku (30enne, in prestito), Dzeko (over30 e in scadenza), Correa

    Io conto 10 over30 (di cui 2 in prestito e 5 in scadenza) cui si aggiungono, tra gli under 30, 2 in scadenza e 1 in prestito secco.
    Quando hai 7 giocatori in scadenza (di cui 5 molto anziani) e 3 in prestito significa che mezza squadra non è tua perchè sappiamo bene che chi è in scadenza decide il prorpio destino e chi è in prestito va acquistato.
    Con il mercato di quest’anno abbiamo sostituito 12 giocatori: in 3 casi con profili più vecchi dei partenti (Sommer per Onana, Sanchez per Correa e il numero 7 per Bellanova), in 9 con profili più giovani (i due rimanenti portieri, Pavard per Skrin, Bisseck per Dambro, Augusto per Gosens, Frattesi per Brozo, Sensi per Gaglia, Thuram per Lukaku, Arna per Dzeko).
    I prestiti si limitano ad Audero, i giocatori in scadenza a Digennaro, Cuadrado, Sanchez e Mikhy, tutti abbondantemente over30, oltre a Sensi). Abbiamo quindi 17 giocatori di proprietà.
    Io ci vedo una bella svolta, che personalmente appoggio pienamente.
    Mi sono permesso di scrivere che avrei preferito, NELLE NOSTRE CONDIZIONI FINANZIARIE, che tale strategia venisse applicata prima per evitare rivoluzioni così massicce che possono essere più difficili da fare e poi da digerire sul campo.
    Se questo viene considerato antinterismo alzo le mani.
    Ora però vorrei rispondessi tu ad un paio di domande su cui hai sempre soprasseduto:
    1) perchè Miky vale meno di Asslani, per fare un esmepio, quando il primo è considerato fortissimo ed il secondo una scommessa acerba? Te lo chiedo visto che citi il valore della rosa come punto di forza dove l’armeno vale un quarto dell’albanese. Se non è età che conta, quale altro fattore incide sul diverso valore?
    2) se il puro costo squadra (niente interessi, campo , ecc.) nostro è più alto degli avversari, perchè non è corretto attendersi di essere, come minimo, competitivo al pari degli altri?
    Grazie

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  10. Quindi prendessimo Mbappe e Salah a zero dandogli 30 mn a testa di stipendio netto cedendo Thuram per 50 mn ci saremmo indeboliti in quanto il saldo di mercato risulterebbe fortemente in attivo.
    E chi per assurdo comprasse Caputo e Djuric, per fare due nomi, spendendo 12 milioni avrebbe investito sul mercato e quindi ridotto il gap.
    Io francamente non mi ci ritrovo molto con questo ragionamento ma magari sbaglio.
    Ovvio che ho fatto esempi estremi ma considerare solo i lsaldo di mercato rischia di portare a queste conclusioni.
    Io considero le scelte fatte nell’ultimo mercato molto più lungimiranti rispetto al passato: spero paghino sul campo ma sull’orientamento preso non posso che essere positivo (a patto che il cammino intrapreso venga proseguito anche nelle future stagioni)

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  11. Solo che questa possibilità non esiste nel mondo reale ma solo nelle fantasticherie dialettiche.
    nella realtà si, se io vendo Thuram per 50 milioni e non li reinvesto, mentre uno compra Caputo e Djuric senza cedere nessuno, lui si è rafforzato e io indebolito.
    Perché i giochini di parole fanno effetto, ma la realtà è che i nostri non solo hanno dovuto chiudere i mercati in attivo (per farli sembrare in passivo si ricorre…alle presunte spese dei prossimi anni) ma hanno anche dovuto ridurre il monte ingaggi. restando competitivi. Lo so che questo fa male, ma è un fatto.

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  12. Ti rispondo con vero piacere:

    1) devi sapere che il valore tecnico e il valore finanziario sono due variabili indipendenti: se tu vuoi vincere due coppe arrivare a qualificarti per la CL e arrivare in finale di CL devi far giocare un campione e lasciare che una giovane promessa maturi. Se metti la giovane promessa, nonr aggiungerai gli obiettivi. Non è che lo dico io: lo dice, con i fatti anche Inzaghi che nelle partite chiave (e anche..nelle altre) fa giocare il campione e non la giovane promessa. A Inzaghi interessa zero che il valore economico della giovane promessa sia superiore a quello del campione. No, a lui interessa mettere il più forte per avere molte più probabilità di raggiungere l’obiettivo

    2) perché il mondo (e il calcio che ne fa parte) non è qualcosa di schematico, di semplicistico. Le situazioni hanno molte cause, hanno una storia. Senza ricostruire la storia, che è individuale e unica per ogni società, le situazioni non si capiscono. L’ho spiegato mille volte, ma capisco che è più facile dire: se hai un bilancio più importante devi far meglio di tutte. Noi abbiamo vinto il triplete dissanguandoci e, siccome si vince con i campioni, e i campioni o sono in età o sono fuori dalla nostra portata nei due anni successivi abbiamo dovuto cambiare tutta la rosa con una proprietà che aveva prosciugato tutte le finanze. Se devi cambiare 20 giocatori e non hai soldi, non puoi che prendere dei mediocri. Neppure se sei il secondo per incassi puoi prendere 20 giocatori forti in una due stagioni. Qualcuno l’hai preso: Icardi Handanovic, Scriniar, Lautaro, Brozovic, ma insieme a loro hai preso inevitabilmente tanta fuffa. La situazione non è migliorata col cambio di proprietà, anzi, visto che il nuovo presidente non aveva soldi né esperienza la situazione è peggiorata anche dal punto di vista finanziario. Perché oggi grazie a Zhang e alla dirigenza che ha scelto siamo la seconda squadra per introiti, ma al tempo di ET gli sponsor facevano ridere e San Siro era spesso mezzo vuoto. Dopo i primi errori di Zhang, lui ha capito tutto: ha scelto il miglior direttore, che si è circondato di collaboratori fidati e ha scelto allenatori del calibro (anche…finanziario) di Spalletti, Conte e Inzaghi. Prima l’Inter non arrivava in CL e finiva la stagione a ottobre. Conte per venire ha chiesto risorse tecniche adeguate, poteva permetterselo. E, tanto per citare, ha speso più di 120 milioni per due soli giocatori. Oltre al resto. E a gennaio ha preso solo…Erksen. Per diventare una grande in poco tempo l’Inter ha dovuto compiere operazioni che sul piano finanziario pesano ancor oggi, perché sono state bloccate dal covid e dalla crisi cinese fondamentali fonti di reddito che avrebbero consentito di reggere le spese di gestione. Da qual momento tutto è cambiato: eravamo forti, ma non potevamo più reggere il monte stipendi che ci aveva consentito di arrivare lì ed è cominciata la diaspora di campioni, senza che potessimo neppure utilizzare il ricavato per tappare i buchi, dovendo in più ridurre il monte ingaggi. E qui è intervenuto quello che universalmente è ritenuto il miracolo della dirigenza: con intelligenti e redditizi acquisti a parametro zero di giovani campioni (Calha, Onana, Thuram, per esempio) con straordinari arrivi di campioni determinanti anche se non più giovanissimi (Dzeko, Mikhi, Acerbi, De Vrji, Darmian, speriamo Arna e Cuadrado, per esempio…) con colpi di mercato interessantissimi ( Dumfries, Di marco, Frattesi, ecc.) gente che se li rivendi oggi fai altri colpi in stile Onana, sei riuscito ad accelerare il rientro finanziario senza perdere competitività (cioè senza tornare a essere fuori da tutto a ottobre). Naturalmente ci sono stati anche errori: Skriniar perso a zero, per esempio; qualche anziano, comunque preso a zero che non ha reso come si sperava (ma è successo anche a qualche giovane, succede a tutti in tutte le squadre), ecc. Ma in ogni stagione si sono presi sia giovani che anziani. Poi se hanno giocato i meno giovani, deve essere perché all’Inter sono tutti incompetenti.
    In ogni caso conta il risultato globale: in una situazione in cui sono venuti meno improvvisamente finanziamenti su cui la società contava, si è riusciti a avviare il processo di ridimensionamento finanziario senza intaccare la qualità tecnica.
    Sursum Corda.

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  13. Tu ringrazio per interessanti considerazioni.
    Sul primo punto mi confermi che valore finanziario spesso citato è un abbaglio, concordo. Però vale in entrambi i sensi: non può essere usato solo per evidenziare valori positivi.
    Sul secondo ciò che scrivi è giusto: il calcio non è matematica. Per fortuna, aggiungo.
    Però il miracolo di una dirigenza, se posso, è arrivare davanti a chi per squadra spende più di me (costo squadra, non mercato). Quindi noi siamo stati nettamente più bravi della gobba negli ultimi 3 anni ma con gli altri questo ragionamento non regge (o comunque vale solo parzialmente), i numeri dicono altro.
    Con ciò ribadisco come il percorso intrapreso nell’ultimo anno mi sembra congruo a garantire maggiore sostenibilità tecnica e finanziaria alla squadra. E di questo sono felice.

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  14. Marotta: “Tutti dicono Inter miglior squadra? Il nostro modello NEGLI ULTIMI ANNI ha portato a casa risultati anche grazie ad una proprietà che subisce diverse critiche. Non sempre più spendi meglio spendi. NOI LAVORIAMO BENE ANCHE GRAZIE AL VALORE UMANO CHE CI HA PORTATI A RAGGIUNGERE ANCHE OBIETTIVI INSPERATI”.
    DOVE SI DOMOSTRA

    1) che, come ho sempre sostenuto, non c’è stata nessuna svolta in questo mercato, ma si lavora così (acquisti a zero, molti anziani campioni, ma non solo)

    2) gli obiettivi raggiunti (evidentemente nelle condizioni date) vengono ritenuti ‘insperati’.
    Potrebbe sembrare un autoelogio, ma non è così visto che chi ci mette i soldi sembra contentissimo del lavoro della dirigenza

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  15. comunque anche accettando, per assurdo, il principio semplicistico proposto da alcuni che considerano solo il bilancio presente senza tener conto della storia e del percorso necessario per arrivare a questo punto, anche finanziariamente, resta da dire che le cifre dimostrano che la dirigenza è stata eccezionale, almeno negli ultimi 3 anni

    Inter: 4 coppe un campionato una finale di CL
    Milan: un campionato e una semifinale di CL (persa contro di noi)
    Napoli: 1 campionato.
    Roma, juventus e lazio: nulla

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  16. Quello che non cogli è che se cedo per 50 e spendo 100 in soli ingaggi (nell’esempio fatto) di gente presa a zero, sul mercato ho investito eccome!
    Ecco perché occorre considerare le due componenti, ammortamenti e stipendi, per capire quanto si ‘investe’ sulla squadra

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  17. Buoni risultati ma, di nuovo, di queste squadre solo gobba ha costo squadra superiore!
    Insperata è finale di CL, mi sembra evidente da dichiarazioni Marotta.
    Se mi parli di miracolo aver battuto la gobba può avere un senso, anche se il termine mi sembra un po esagerato. Il miracolo lo fa il Leicester che vince un campionato superando parecchie squadre più ricche in un torneo da 38 partite, già meno il Fulham che vince una coppa di lega.
    Scommetto che per secondo scudetto, quello della stella, Marotta avrebbe barattato tutti gli altri titoli. Perché lo ha detto lui ad inizio stagione lasciando intendere che quello era obiettivo

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  18. Visto che adesso inizierà il turnover, voi come la vedete assortita la coppia Arnautovic-Sanchez?
    Se Inzaghi replicherà il finale della passata stagione è possibile che spesso le punte si alterneranno.
    A cc non vedo grossi problemi nel turnare mentre qui resto un po’ più perplesso, soprattutto nell’attacco alla profondità, che dite?

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  19. ribadisco: negli ultimi tre anni abbiamo fatto meglio di tutti:sia della juve che delle altre. Più che fa meglio c’è solo far …meglissimo. Anch’io non solo Marotta avrei rinunciato a un paio di cOppe pere un altro scudo, ma i nostri avversari non lo avrebbero potuto fare, perché loro di coppe non ne hanno vinte (E NON SONO ANDATI IN FINALE DI CL)

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  20. Ho grandi dubbi anch’io sulla possibilità di alternare le coppie, per lo stesso motivo da te citato. probabilmente, fossi in Inzaghi, quando ci sono tre match in una settimana farei giocare ai tre titolari due partite su tre (Lauti/Thuram, Lauti/Arna/ Arna Thuram) Sanchez potrebbe evitare l’ultimo quarto d’ora alla punta chiamata a fare due match consecutivi, giocando in totale circa un tempo a settimana

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  21. Ciao ragazzi, avete visto la prova di Frattesi in nazionale?

    La sensazione è che abbia più fisico e intensità rispetto a Mikhytarian ma meno palleggio, soprattutto di prima.

    Come incursioni invece mi sembrano simili, con l’italiano più potente e forse con qualche goal in più, mentre l’armeno leggermente più tecnico.

    Cosa ne pensate?

    Potrebbe essere la superiorità nel palleggio da parte dell’armeno il motivo per il quale al momento Inzaghi lo vede titolare?

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  22. Concordo. Sanchez purtroppo potrebbe rivelarsi l’anello debole del team in quanto di fatto…non più una punta. Spero ovviamente di sbagliarmi

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  23. Concordo con la tua analisi, anche se a favore dell’armeno giocano altri fattori come l’intelligenza tattica, la ‘compatibilità’ con i compagni di reparto e l’abitudine a giocare negli schemi di Inzaghi. Del resto rinunciare a Frattesi è davvero un grosso problema. Inzaghi è di fronte a una scelta difficilissima, perché è indiscutibile che come incursore Frattesi risulta molto più insidioso

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  24. Scrive un noto giornalista di sicura fede interista: ” Inzaghi obbligato a vincere lo scudo? Da quando #Inzaghi è a Milano l’#Inter ha affrontato 3 sessioni di mercato estivo: 21-22: attivo di diverse decine di mln. 22-23: attivo di qualche decina di mln. 23-24: mercato a 0. Con tutto il rispetto, obbligato una fava”.
    Io ho aggiunto, in risposta: “e ha anche abbassato il monte ingaggi”

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  25. Spettatori in Europa (dati della Gazza):
    1) Manchester United 2,50 mln
    2) Barcellona 2,32
    3) #INTER 1,97
    4) #MILAN 1,85
    5) Manchester City 1,80
    6) #ROMA 1,78
    7) Bayern 1,77
    8) Borussia Dortmund 1,69
    9) Real Madrid 1,62
    10) West Ham 1,52
    Prima di questa presidenza/dirigenza san Siro era spesso mezzo vuoto

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  26. Biasin ha posto questa domanda:
    #DerbyMilano , -2. “ #Acerbi completamente recuperato”. A sensazione credo sia anche l’unico dubbio di #Inzaghi. Che coisa faresti?

    La mia risposta
    “Acerbi al top della condizione è forse più adatto a marcare uno come Giraud, però De Vrji fino ad ora ha fatto bene e forse si fa preferire per come dirige il reparto”

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  27. Personalmente, visto come sta facendo bene De Vrji lo confermerei, Acerbi 0 partite e lo metti nel derby, mah …
    Son contento di poter avere il dubbio Mikhytarian o Frattesi, mi spiacerebbe l’avessero altre squadre. Averne di questi problemi…
    L’Armeno sicuramente non puo’ giocare un derby intero. Inzaghi schierera’ prima uno o l’altro in funzione del tipo di partita che intende impostare (poi il campo in un attimo ti scaravolta il tuo piano, ma questo e’ … il bello del gioco).
    Speriamo Lautaro recuperi dalla trasferta. Penso che cmq sara’ carico a mille, ultimamente l’ho visto “maturato”, con la consapevolezza che in “certe” partite, non ci sono scuse, devi dare/fare il massimo. Per Voi Pavard deve partire titolare subito ? Io mi accorgo di non averlo mai veramente “seguito” francamente, quindi non saprei cosa augurarmi

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  28. Sicuramente è un’ottima cosa avere problemi di…abbondanza e di scelta. tuttavia possono creare problemi di gestione dello spogliatoio. Un nazionale seguito con interesse dalle squadre di mezzo mondo immagino che non sarebbe felice di inizare il derby più atteso degli ultimi anni dalla panchina

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  29. Non lo metto in dubbio, dico solo che fare meglio di chi, gobba a parte, ha meno risorse di te non è un miracolo come viene dipinto.
    Tutto qui

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  30. MILAN (4-3-3): Maignan; Calabria, Thiaw, Tomori, Hernández; Loftus-Cheek (dal 65’ Kalulu), Krunić, Reijnders; Pulisic (dal 76’ Chukwueze), Giroud (dal 70’ Pobega), Leão (dal 76’ Okafor). A disp.: Sportiello, Mirante; Florenzi, Kjær, Pellegrino; Adli, Musah, Romero. All.: Pioli.

    Credo che il Milan giocherà con il modulo base utilizzato a Roma visto l’ottimo risultato: un 433 con Loftus Krunic Rejinders a centrocampo e con Pulisic Giroud Leao davanti.

    E’ il modulo che soffriamo di più, soprattuto se gli esterni sono guizzanti e difficilmente ‘prendibili ‘ come nel caso di Pulisic e soprattuto Leao.

    In linea generale teorica il loro 433 costringerebbe i nostri difensori a giocare l’uno contro uno.
    Tre difensori contro tre attaccanti.

    Noi in mezzo avremmo 5 giocatori contro tre, ma questo, ripeto, solo in linea teorica.

    Infatti in situazioni di non possesso (nostro) a turno uno dei loro esterni avanzerà, ma loro manterranno sempre una rassicurante superiorità dietro (3 difensori contro due attaccanti nostri).

    Questo anche perché i nostri due attaccanti sono probabilmente più veloci di almeno uno dei loro difensori (Kjaer)

    A questo punto i nostri due nostri esterni dovranno prendersi cura del terzino che avanza, ma nello stesso tempo dovranno cercare di raddoppiare sulla punta esterna, dividendosi il compito con il difensore centrale chiamato ad uscire, perché lasciare Darmian e Bastoni ad affrontare Pulisic e Leao nell’uno contro uno, sarebbe troppo pericoloso.

    Tuttavia queste situazioni si creeranno solo in occasione di transizioni offensive rapide (oggi chiamarle contropiede o ripartenze fa brutto), perché nella stragrande maggioranza delle fasi di gioco i possessori di palla delle due squadre si troveranno ad affrontare difese schierate.

    E allora la posizione di partenza conterà relativamente, perché entrambe le squadre finiranno per mettersi col 541 (o al massimo 451):

    il Milan arretrando il centrocampista centrale sulla linea della difesa, o poco più avanti, e i due esterni a ridosso della mediana (con linee strettissime e lasciando il solo Giroud in avanscoperta);

    l’Inter arretrando i due esterni sulla linea difensiva e abbassando tutta la mediana, con l’aggiunta di uno a turno tra Lauti e Thuram.
    La minor mobilità di Arna rispetto al francese costringerebbe Lauti a un maggior sacrificio.

    In queste situazioni di attacchi a difese schierate saranno decisivi gli uno contro uno, soprattutto sugli esterni dove per me loro si fanno leggermente preferire per imprevedibilità, mentre gli inserimenti in un’area fitta di difensori saranno più difficoltosi.

    Potranno quindi essere importanti le conclusioni da fuori o le palle alte rimesse dall’esterno (storicamente noi soffriamo anche i calci piazzati in diagonale dalla trequarti).

    Entrambe le squadre dunque difenderanno schierandosi nello stesso modo, aldilà dei moduli a gioco fermo.

    Tutto può succedere, ma l’ultimo derby perso lo abbiamo perso su una ripartenza (fallosa) e ci è costato la seconda stella

    Gli ultimi derby che hanno perso loro, li hanno persi su nostre ripartenze brucianti (memorabile l’inizio del derby di coppa con due gol un palo e un gol annullato nei primi minuti, tutti su azioni concettualmente simili).

    Secondo me in mezzo al campo tecnicamente noi siamo ancora superiori e abbiamo la qualità per far male, ma bisognerà nello stesso tempo avere l’intelligenza tattica per sganciarsi scoprendosi solo il giusto, prendere rischi calcolati e accettabili.

    Sempre a mio parere loro che hanno fatto un ottimo mercato (allora non era merito solo di Massara Maldini…) hanno oggi più forza e più passo rispetto allo scorso anno, quindi il match è apertissimo, se si considera la loro probabile superiorità sugli esterni offensivi (poi molto dipenderà per tutti dalla condizione di forma del momento).

    L’esito di alcuni duelli sarà decisivo più delle scelte tattiche perché ormai con tutte le squadre aggressive, compatte, corte e strette, la tattica in senso tradizionale, intesa come ‘numeri’ perde importanza.

    Se si arriverà in equilibrio alle fasi finali, sarà la lucidità e la brillantezza di condizione (insieme alla qualità dei cambi) a decidere, perché in quelle situazioni è evidente che un rientro ritardato di una frazione di secondo, una palla pericolosa catturata o persa in uscita, magari in occasione di un appoggio facile, un posizionamento strategico, potranno essere l’occasione della svolta.

    Se cerco di non ‘ragionare’ da tifoso penso che sarà molto dura anche se confido nella qualità dei centrocampisti, nella forza delle nostre punte centrali e nell’applicazione e concentrazione di tutti.

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  31. ovviamente quella sopra riportata era la formazione che ha giocato a Roma. Poi mancheranno Tomori e Kalulu

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  32. da fcinternews (o fcinter1908, non ricordo). naturalkmente è solo un’opinione come un’altra, ma fa sempre piacere
    “A dispetto del debito a monte, la cui risoluzione è demandata al prossimo proprietario — la scadenza debitoria di primavera pare la data in cui diventerà presente — l’Inter è un pianeta tranquillo, totalmente in mano al suo management italiano la cui abilità gestionale è riconosciuta in ogni angolo dell’agorà calcistica (…)”.

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  33. Idem: “”Per lui (Inzaghi, ndr) Romelu se n’è andato perché ha capito che l’ascesa di Lautaro è ormai compiuta, e l’aspirazione a recitare da leader tecnico come ai tempi di Conte non è più realistica”.
    Naturalmente non so se sia vera o meno questa ‘spiegazione’ ma serve come esempio delle difficoltà che si hanno nel gestire giocatori importanti che occupano lo stesso ruolo. certo che in assoluto …melius abundare quam deficere. Però poi bisogna gestire l’ambiente alle prese con gli scontenti. intanto oggi Arna se n’è uscito con un’affermazione della quale avrei volentieri fatto a meno, alla vigilia del derby

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  34. Credo che il Milan giocherà con il modulo base utilizzato a Roma visto l’ottimo risultato: un 433 con Loftus Krunic Rejinders a centrocampo e con Pulisic Giroud Leao davanti.

    E’ il modulo che soffriamo di più, soprattuto se gli esterni sono guizzanti e difficilmente ‘prendibili ‘ come nel caso di Pulisic e soprattuto Leao.

    In linea generale teorica il loro 433 costringerebbe i nostri difensori a giocare l’uno contro uno.
    Tre difensori contro tre attaccanti.

    Noi in mezzo avremmo 5 giocatori contro tre, ma questo, ripeto, solo in linea teorica.

    Infatti in situazioni di non possesso (nostro) a turno uno dei loro esterni avanzerà, ma loro manterranno sempre una rassicurante superiorità dietro (3 difensori contro due attaccanti nostri).

    Questo anche perché i nostri due attaccanti sono probabilmente più veloci di almeno uno dei loro difensori (Kjaer)

    A questo punto i nostri due nostri esterni dovranno prendersi cura del terzino che avanza, ma nello stesso tempo dovranno cercare di raddoppiare sulla punta esterna, dividendosi il compito con il difensore centrale chiamato ad uscire, perché lasciare Darmian e Bastoni ad affrontare Pulisic e Leao nell’uno contro uno, sarebbe troppo pericoloso.

    Tuttavia queste situazioni si creeranno solo in occasione di transizioni offensive rapide (oggi chiamarle contropiede o ripartenze fa brutto), perché nella stragrande maggioranza delle fasi di gioco i possessori di palla delle due squadre si troveranno ad affrontare difese schierate.

    E allora la posizione di partenza conterà relativamente, perché entrambe le squadre finiranno per mettersi col 541 (o al massimo 451):

    il Milan arretrando il centrocampista centrale sulla linea della difesa, o poco più avanti, e i due esterni a ridosso della mediana (con linee strettissime e lasciando il solo Giroud in avanscoperta);

    l’Inter arretrando i due esterni sulla linea difensiva e abbassando tutta la mediana, con l’aggiunta di uno a turno tra Lauti e Thuram.
    La minor mobilità di Arna rispetto al francese costringerebbe Lauti a un maggior sacrificio.

    In queste situazioni di attacchi a difese schierate saranno decisivi gli uno contro uno, soprattutto sugli esterni dove per me loro si fanno leggermente preferire per imprevedibilità, mentre gli inserimenti in un’area fitta di difensori saranno più difficoltosi.

    Potranno quindi essere importanti le conclusioni da fuori o le palle alte rimesse dall’esterno (storicamente noi soffriamo anche i calci piazzati in diagonale dalla trequarti).

    Entrambe le squadre dunque difenderanno schierandosi nello stesso modo, aldilà dei moduli a gioco fermo.

    Tutto può succedere, ma l’ultimo derby perso lo abbiamo perso su una ripartenza (fallosa) e ci è costato la seconda stella

    Gli ultimi derby che hanno perso loro, li hanno persi su nostre ripartenze brucianti (memorabile l’inizio del derby di coppa con due gol un palo e un gol annullato nei primi minuti, tutti su azioni concettualmente simili).

    Secondo me in mezzo al campo tecnicamente noi siamo ancora superiori e abbiamo la qualità per far male, ma bisognerà nello stesso tempo avere l’intelligenza tattica per sganciarsi scoprendosi solo il giusto, prendere rischi calcolati e accettabili.

    Sempre a mio parere loro che hanno fatto un ottimo mercato (allora non era merito solo di Massara Maldini…) hanno oggi più forza e più passo rispetto allo scorso anno, quindi il match è apertissimo, se si considera la loro probabile superiorità sugli esterni offensivi (poi molto dipenderà per tutti dalla condizione di forma del momento).

    L’esito di alcuni duelli sarà decisivo più delle scelte tattiche perché ormai con tutte le squadre aggressive, compatte, corte e strette, la tattica in senso tradizionale, intesa come ‘numeri’ perde importanza.

    Se si arriverà in equilibrio alle fasi finali, sarà la lucidità e la brillantezza di condizione (insieme alla qualità dei cambi) a decidere, perché in quelle situazioni è evidente che un rientro ritardato di una frazione di secondo, una palla pericolosa catturata o persa in uscita, magari in occasione di un appoggio facile, un posizionamento strategico, potranno essere l’occasione della svolta.

    Se cerco di non ‘ragionare’ da tifoso penso che sarà molto dura anche se confido nella qualità dei centrocampisti, nella forza delle nostre punte centrali e nell’applicazione e concentrazione di tutti.

    ovviamente quella sopra riportata era la formazione che ha giocato a Roma. Poi mancheranno Tomori e Kalulu

    da fcinternews (o fcinter1908, non ricordo). naturalmente è solo un’opinione come un’altra, ma fa sempre piacere
    “A dispetto del debito a monte, la cui risoluzione è demandata al prossimo proprietario — la scadenza debitoria di primavera pare la data in cui diventerà presente — l’Inter è un pianeta tranquillo, totalmente in mano al suo management italiano la cui abilità gestionale è riconosciuta in ogni angolo dell’agorà calcistica (…)”.

    Idem: “”Per lui (Inzaghi, ndr) Romelu se n’è andato perché ha capito che l’ascesa di Lautaro è ormai compiuta, e l’aspirazione a recitare da leader tecnico come ai tempi di Conte non è più realistica”.
    Naturalmente non so se sia vera o meno questa ‘spiegazione’ ma serve come esempio delle difficoltà che si hanno nel gestire giocatori importanti che occupano lo stesso ruolo. certo che in assoluto …melius abundare quam deficere. Però poi bisogna gestire l’ambiente alle prese con gli scontenti. intanto oggi Arna se n’è uscito con un’affermazione della quale avrei volentieri fatto a meno, alla vigilia del derby

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  35. Io li temo per fisicità in un periodo in cui stanno bene. Pioli parte sempre forte per poi cedere….
    Se ben ricordo da quando allena il bilan nelle prime giornate ci ha fatto sempre male mentre più avanti in stagione li abbiamo quasi sempre pettinati.
    Però senza Tomori dietro sono lenti: se aiano bravi possiamo infilarli centralmente sia con punte che inserimento centrocampisti.
    Comunque non disdignerei un pari

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  36. Che poi, un goal più bello dell’altro, che partita. Thuram un mostro. Frattesi è entrato alla Berti :-) . Mikhytarian magistrale. Neanche nel migliore dei sogni …

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  37. Che bella Inter. Che bella vittoria.
    Ed il Milan, ribadisco, è una squadra forte, molto forte, quindi la prestazione è ancor più esaltante.

    Voti molto alti per tutti

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  38. Straordinaria vittoria sotto tutti i punti di vista, tenendo ferma la considerazione che in entrambe le squadre i nuovi devono ancora inserirsi completamente.
    A mio avviso il Milan ha guadagnato fisicità e qualità da metà campo in su ma ha perso la capacità di fare filtro: non bisogna sottovalutare la grave perdita di Tonali in questo senso il quale oltre a portare una determinazione fuori dal comune portava forza anticipo e lettura difensiva da grande giocatore. E non è stato sostituito adeguatamente…al netto delle assenze dei difensori centrali il ritmo alla partita lo abbiamo imposto noi e lo abbiamo gestito anche dopo l’errore di sufficienza e di posizionamento in occasione del loro gol. Da notare come l’ingresso di massa ha consentito di alzare nuovamente il baricentro: frattesi come alternativa a barella è un lusso che nemmeno la juve attuale a pieno regine e senza più infortunati possiede. Ho l’impressione che la panchina sia di forza e qualità, Carlos Augusto ad esempio penso che diventerà un perno della squadra ,progressione e forza indispensabili per il ruolo: curioso di vedere se rende allo stessi modo quando dovrà coprire.
    Avere alternative che riescono a incidere sull’organizzazione di gioco oltre che sulla tenuta difensiva è un’esperienza nuova.
    Dei titolari mi sembra che si sia detto tutto, vuoi vedere che Thuram condensa le caratteristiche di lukaku e dzeko?
    Bisogna vederlo con le squadre solide: un conto è attaccare la profondità con squadre in decomposizione totale e finite come il Napoli e un conto con le squadre compatte e organizzate a giocare in contropiede come la giuve, la quale adesso mira a fare il Napoli dello scorso anno( può contare su una coppia di attaccanti forse persino superiore a quella degli azzurri).
    Comunque bisogna aspettare almeno un paio di mesi: sono convinto che a inter e juve e Milan si aggiungerà anche la Roma di mourinho per le 4 posizioni. Napoli e Lazio per motivi diversi (giocare con juan jesus titolare è un suicidio da polli)e con le competizioni europee in corso resteranno a mio parere fuori dall’Europa che conta (e da Napoli andranno via tutti il prossimo anno).

    P.s. su un canale streaming spagnolo ho sentito parlare nientemeno che di Dylan Zarate, il colombiano-spagnolo 2007 preso ultimamente: ne hanno parlato bene. Curioso di saperne di piu

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  39. Come al solito, Sergio, sei sempre estremista (il Napoli squadra in decomposizione, la juve che mira a fare il napoli dello scorso anno…).
    Su Zarate ho visto dei filmati che mi hanno impressionato molto: sono ansioso div ederlo in partita.ù
    Se riesco stasera mando un post su derby e Primavera

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  40. ieri dovevo scegliere tra vedere l’under 18 o l’U16 che giocavano in contemporanea. Ho scelto l’U16 sperando di vedere eventuali nuovi arrivi. Sono stato fortunato, infatti tra gli altri giocava Delis Gjieci, il giovane che secondo la stampa e molti addetti ai lavori ‘tutta Italia sognava’.
    Bene, il ragazzo, che giocava un anno sotto età (è un 2009) non mi è piaciuto per nulla. Fisico longilineo, sicuro con la palla nei piedi, sembra specchiarsi molto nella sua eleganza, cerca sempre il dribbling, anche fra tre ma viene sempre bloccato da giocatori più ruvidi, magari tozzi e tosti. Spero di sbagliare, ma lui temo debba capire che il calcio a livello di professionisti, sia pure nelle giovanili, è un’altra cosa. oltre a cpire questo, il problema è se saprà adeguarsi alle diverse esigenze

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