Il pareggio contro il Milan è giusto, anche se noi abbiamo avuto qualche occasione in più e abbiamo per necessità dovuto condurre il primo tempo... zoppicando (per l'assenza di un costruttore in mezzo e non solo). Dopo il goal subito e l’ingresso di Mkhitaryan, Pavard e Zielinski, pareggiamo. Mkhitaryan dà alla squadra, in mezzo al campo, il palleggio e le idee che servivano, continuano a sentirsi le assenze degli esterni titolari (Dima e Dum), fondamentali per dare ampiezza al gioco e di una punta che costituisca un'alternativa a Thuram in area. Ma Pavard appoggia meglio l'azione e Zalewski se non altro ci mette estro e velocità sul breve. Per questo giochiamo meglio e per questo alla fine il pareggio ci va un po' stretto. C’è un dato rassicurante: la squadra è viva, nonostante la mole di impegni e nonostante il fatto che per gli infortuni alcuni giocatori siano costretti a un super lavoro. Bene Josep Martinez. Si confermano indispensabili Mkhitaryan e Calhanoglu (autore del goal del pareggio). Ottima la partita di Thuram. Simone Inzaghi lascia negli spogliatoi o in infermeria sette possibili titolari. La squadra patisce soprattutto l'assenza di Mkhitaryan in costruzione, degli esterni Dumfries e Dima per l'ampiezza del gioco e i sincronismi collaudati, nonché quella di Lauti (o anche Arna) che lascia Thuram troppo isolato. Ma, a parte gli infortuni, deve fare rotazioni importanti con il calendario... passato e con quello che lo aspetta. Quando entra qualche titolare in più e un esterno offensivo, la squadra cambia volto.
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Gli implacabili: Inter – Shakhtar 5-0
Un'Inter strepitosa "strapazza" gli ucraini dello Shakhtar Donetsk e si qualifica per la finale di Europa League. Dieci anni dopo Madrid, i nerazzurri tornano a disputare una finale europea al termine di una stagione calcistica che, tra mille contraddizioni, si deve considerare positivamente. Il secondo posto finale a un punto di distacco dalla Juventus e il raggiungimento di una finale sono perfettamente in linea con gli obiettivi stagionali. Grande merito al mister Antonio Conte e il suo staff. Negli ultimi due mesi la squadra è progressivamente cresciuta fino a esprimere adesso un calcio convincente. Questa Inter ha una sua identità specifica e che "impone" a modo suo sugli avversari. La condizione fisica è ottimale e ieri si è "ritrovato" anche Lautaro Martinez, autore di una doppietta e "man of the match". In finale, venerdì sera a Colonia, ci aspetta il Siviglia. È chiaramente un avversario di livello, che vinto questa competizione tre volte negli ultimi dieci anni ed ha una maggiore abitudine rispetto a noi a giocare in Europa e partite di questo tipo. D'altra parte apparentemente non abbiamo nulla meno che gli spagnoli. Se fisicamente stiamo bene e giocheremo con la stessa intensità di gioco e la stessa voglia mostrata nell'ultimo periodo, potremo portare a casa la coppa. Non sarà facile, però adesso possiamo fare veramente il "colpo grosso" che sarebbe il giusto premio per i tifosi e poi per la società, la dirigenza e soprattutto l'allenatore e i giocatori, protagonisti di una grande stagione.

