Vinta la partita giocata peggio: Inter – Lecce 1-0

È stata sicuramente la peggior prestazione dei nostri, insieme a Inter - Udinese del girone d'andata. Allora però la squadra era in rodaggio, mentre questa volta è apparsa un po’ stanca. La vittoria ottenuta in questo modo, manda segnali positivi, ma crea anche preoccupazioni legittime. Di positivo c'è la tensione estrema per la vittoria, la determinazione e la forza del gruppo, capace di sopperire a flessione o inadeguatezza di alcuni singoli. Chi vince il campionato necessariamente ha nel suo percorso alcune vittorie risicate e poco convincenti sul piano della prestazione. Per contro, non sempre vincere queste partite è un segnale per un proseguimento felice del percorso. Hai vinto nonostante diversi problemi e questo dimostra la tua forza. Ma sono emersi anche dei problemi e quella che è la loro natura. Nel nostro caso il problema maggiore è dato dal fatto che siamo solo all'inizio di un ciclo pesantissimo, da questo punto di vista. Fra tre giorni saremo in campo a Udine, contro la squadra più “fisica” del campionato. E subito dopo ci sarà una partita decisiva contro una big europea come l'Arsenal. E questa è solo la prima parte del programma che ci aspetta… I tecnici dovranno fare un grande lavoro sul fisico e sulla mente dei giocatori per evitare una flessione importante. Questo anche considerando che i buchi in organico ci sono e rendono impossibili certe turnazioni, sommandosi agli inevitabili infortuni che la frequenza delle gare implica: nella rosa ci sono elementi che al momento non sono da Inter o comunque non offrono garanzie paragonabili a quelle dei titolari. La prestazione della squadra contro il Lecce ha riguardato tutta la squadra ma ha influito molto l’assenza di un play basso, organizzatore del gioco e contemporaneamente dei due unici elementi in rosa capaci di aprire le difese con spunti sull’esterno: Dimarco e Dumfries. Tra l'altro l'assenza contemporanea di Calha e Dimarco ci ha impedito di sfruttare i calci piazzati e in qualche occasione il tiro da fuori. A questo si aggiungeva una prevedibile stanchezza psico-fisica. Vinciamo la gara anche grazie al coraggioso cambio di Chivu, che mette dentro Lautaro per Mkhitaryan e passa a un 3-4-3 molto offensivo. Le scelte del mister sono state decisive, intervenendo su quelle legate al turn over, ceh hanno fatto emergere i limiti sopra richiamati per quello che riguarda la struttura della rosa. Cristian Chivu prova a ottenere il meglio possibile, dato il materiale a sua disposizione, e al momento i risultati lo confortano. Avrebbe bisogno di un sostegno societario, immediato.

Segnali moderatamente positivi: Viktoria Plzen – Inter 0-2

La vittoria in Repubblica Ceca contro il Viktoria Plzen costituisce indubbiamente un passo in avanti sul piano della prestazione e un segnale positivo - da prendere comunque con cautela - rispetto alle ultime uscite e in vista di una trasferta molto difficile come quella di Udine di domenica prossima, quando affronteremo quella che è probabilmente la squadra più in forma del momento nel nostro campionato. Contro i cechi abbiamo potuto manovrare partendo da dietro in tutta tranquillità, la squadra saliva compatta accompagnando l'azione e si trovava così pronta a impedire sul nascere ogni loro tentativo di ripartenza. Proprio su una ripartenza abbiamo noi segnato uno dei due goal, mentre l'altro è stato il frutto di un'azione corale ben congegnata. Sotto questo aspetto dobbiamo comunque sottolineare la maggiore difficoltà rispetto alla scorsa stagione, nel trovare la via del goal, anche se è auspicabile che il rientro di Lautaro e soprattutto di Lukaku (magari con una migliore condizione atletica rispetto alle prime uscite) la situazione possa poi migliorare. La perdita di Sanchez (con tutti i suoi limiti) che era praticamente l'unica attaccante che sapeva dribblare e inventare (sarebbe servito un Dybala a costo zero...) e dell'unico giocatore capace di saltare l'uomo in progressione - se non in dribbling - cioè Perisic, sono sicuramente un fattore da questo punto di vista. La trasferta di Udine sarà molto difficile e i progressi visti nella prestazione di Plzen non basteranno. Loro saranno riposati e noi (nonostante il turn over) dovremo scontare la fatica infrasettimanale, servirà un nuovo importante miglioramento.

Una bella Inter premia il lavoro di Conte, adesso la squadra va completata: Tottenham – Inter 1-1

La sfida di Londra contro il Tottenham era un test particolarmente probante. L'avversario era molto forte e giocava in casa, presentandosi al suo pubblico alla vigilia dell'inizio del campionato e per la prima volta dopo la finale di Champions disputata alla fine dell'ultima stagione. Eravamo indietro nella preparazione e con una rosa ancora incompleta e diverse assenze tra giocatori non ancora in forma e/o infortuni, eppure per cinquanta-sessanta minuti, nonostante anche lo svantaggio iniziale (poi pareggiato da una rete di Stefano Sensi su assist spettacolare di Sebastiano Esposito) abbiamo tenuto il campo e fatto meglio dell'avversario. Pareggio giusto e che premia il lavoro fatto finora da Antonio Conte e dalla squadra. È tempo adesso di completare la rosa per non sprecare tutto questo patrimonio accumulato e anche la fiducia, che si rinnova partita dopo partita, nel nuovo progetto tecnico.