
L’invito alla prudenza era espresso nel titolo del post precedente, scritto in seguito allo strepitoso stop imposto al Como, con una prestazione sontuosa.
Non si tratta di preveggenza, ma di volontà di non limitarsi all’apparenza, per quanto accattivante.
C’erano già, a volerli leggere, tutti gli elementi che, se non definivano (perché si può sempre migliorare) almeno sembravano caratterizzare la stagione dell’Inter.
Siamo una squadra che contro avversari anche solo un filo più deboli, può maramaldeggiare.
Dare spettacolo e segnare gol a raffica.
Quando il livello si alza, va in difficoltà: Napoli, juve, Milan, Atletico avevano già indicato questa situazione, Liverpool l’ha solo confermata.
Di contro Toro, Cremonese, Fiorentina, Lazio, Pisa, Saint-Gilloise, Slavia Praga, rappresentano l’altra faccia della realtà.
Forse non è un caso, anche se il dato è destinato a modificarsi nel tempo, che non abbiamo mai pareggiato: vittorie nette, spesso accompagnate da bel gioco, o sconfitte.
Quando una costante è il frutto di così numerosi elementi a sostegno, secondo me va riconosciuta come una situazione da accettare o sulla quale intervenire robustamente.
Certo, sia a Madrid che ieri contro il Liverpool poteva andare diversamente.
Ieri siamo stati sicuramente defraudati di un pareggio meritato da una decisione arbitrale (e del VAR, responsabile ancora maggiore) che ha il sapore della truffa.
Ma ha ragione Chivu: non serve stare a recriminare. Bisogna mettersi nelle condizioni di non subire questi errori, migliorando.
Sono furibondo per questa decisione e per quella del mancato rigore per il mani di Virgil: ma se guardo la partita, non ho visto l’Inter che mi aspettavo.
A Torino, anche a Napoli, ho visto una grande Inter.
Ieri e a Madrid no: ho visto solo un’Inter generosa, che ha limitato i danni con l’applicazione e la determinazione, ma raramente è riuscita a far emergere le sue qualità tecniche in fase di transizione offensiva.
Secondo me una spiegazione c’è. Napoli e juve sono forti, ma alla nostra portata: giocando contro di loro come contro il Liverpool, intendo come ferocia agonistica in fase di non possesso, non avremmo perso.
Liverpool e in parte Atletico (quella partita è stata più avvicinabile a quella contro il Napoli che a quella contro il Liverpool) sono superiori, se non come classe, come energia.
E qui emergono due discorsi diversi ma complementari: non siamo una squadra quadrata e non abbiamo riserve di energia per consentirci di affrontare avversarie più dotate in questo senso, giocando DAVVERO tutte le competizioni.
Mi spiego con un esempio: tre giorni prima del Liverpool abbiamo battuto per 5-0 il Como, fortissimo in Italia, ma poi con gli inglesi abbiamo pagato il… minus energetico.
L’Atalanta tre giorni prima aveva perso 3-1 contro il Verona, discreto in Italia, ma poi ha avuto le energie per mettere sotto il Chelsea, che non è inferiore al Liverpool.
Nel frattempo il Milan ha perso in Coppa Italia, ma ha rimontato e vinto a casa del Toro.
Ma lasciamo perdere un momento il discorso sull’energia, che riprenderemo poi e vediamo la questione solidità.
In questo sono stati fatti dei progressi, forse non ancora sufficienti, ma abbastanza chiari.
In campionato dalla seconda alla quarta giornata abbiamo subito sette gol in tre partite, media, 2,14 a partita.
Nelle successive: sette gol in 10 partite, media 0,70 a partita.
In CL i dati sembrano parzialmente diversi perché nelle prime tre non abbiamo subito gol, nelle seconde tre abbiamo subito 4 gol (media 1,3).
Tuttavia anche senza voler tener conto che due di quei 4 gol sono imputabili a chiari errori arbitrali, più che alla nostra… perforabilità, bisogna considerare il livello assolutamente disomogeneo delle squadre incontrate.
Mi sembra corretto affermare che su questo problema si stia lavorando con buoni progressi: juve e Napoli credo siano inferiori complessivamente ad Atletico e Liverpool, eppure contro le due italiane abbiamo subito sette reti, contro le due europee solo tre (“e il modo ancor m’offende…”).
Ma dicevo che il discorso sulla solidità di squadra si interseca con un altro discorso: quello delle carenze… energetiche a certi livelli, soprattutto internazionali, e nelle situazioni in cui si sommano scontri ravvicinati, con tanto di infortuni e tossine che colpiscono i protagonisti.
Loro avevano diversi assenti e nonostante questo si sono permessi di tenere in panca utilizzandolo solo da subentrato, per fare un nome, Wirtz.
Loro hanno vinto il ‘campionato delle stelle’ e per rafforzarsi sul mercato hanno speso 500 milioni, comprando tra l’altro un giocatore da 150 e un altro da 85.
Non sognavo di fare come loro, ma credo che un paio di giocatori bravi e pronti da 50 milioni l’uno, ci potessero stare…
Anche con le nostre… modeste finanze.
Ci sono a mio parere tre tipologie di giocatori di una certa importanza:
- il campione, che è sopra la media sia per qualità tecniche, sia per doti fisiche e agonistiche.
- il giocatore che eccelle tecnicamente ma è normale atleticamente;
- il giocatore che eccelle atleticamente (per esempio ha sprint e velocità inconsueti oppure ritmo e intensità, secondo i ruoli) ma è normale tecnicamente.
Se non puoi prendere quelli al top in tutto, devi scegliere.
L’integrazione funziona poco: se metti l’incursore Frattesi nel nostro centro campo, per esempio, va in difficoltà e così se mettessi un incontrista che non parla il linguaggio tecnico degli altri.
Insomma la tua scelta è tra prendere giovani vigorosi ma acerbi tecnicamente (altrimenti costerebbero 70-80 milioni) o giovani buoni tecnicamente (Sucic per esempio) che SE MIGLIORANO potranno essere importanti fra qualche anno.
Poi naturalmente, soprattutto se ne prendi sei, ti può sempre riuscire il colpaccio.
Guardate che non succede solo a noi: De Ketelaere per esempio, che pure è stato pagato non poco, il Milan l’ha dovuto lasciar andare perché non era pronto. Oggi nell’Atalanta, a qualche anno di distanza, si è completato.
Magari fra qualche anno Sucic, per esempio, potrà giocare da protagonista una partita decisiva di CL, al momento no.
Abbiamo pagato duramente la sostituzione di Dumfries con L. Henrique, che non ha giocato male, ma con lui in campo al posto dell’olandese, dal punto di vista offensivo la fascia destra non è mai esistita.
Giustamente Chivu rileva come abbiamo pagato duramente anche gli infortuni precoci di Acerbi e Calha che, avendoci lasciato un solo slot disponibile, non hanno permesso di rivitalizzare dopo i primi minuti del secondo tempo, una squadra in difficoltà.
Però i due infortunati li ha sostituiti con Zielinski e con Bisseck, che comunque ha 25 anni ed è da due o tre stagioni tra noi, nelle quali è cresciuto.
Quando ha potuto fare le sostituzioni, ha messo Carlos Agusto, Bonny (per età un po’ più pronto di Pio).
Infine, dovendo scegliere tra Frattesi, Diouf e Sucic, ha messo quello che tecnicamente parla la stessa lingua degli altri, pur sapendo – lo aveva detto esplicitamente – che agonisticamente e tatticamente non è ancora a certi livelli.
Questo per me significa che la politica dei giovani a basso costo ti mette in difficoltà quando ci sono infortuni importanti e manda in difficoltà… energetica i leader, costretti a un super lavoro logorante perché le alternative non sono credibili.
Certo, se invece di 5 giovani promesse prendi Koné e Lookman o Wirtz, magari le cose cambiano anche sul piano della capacità di reggere i ritmi delle più forti a livello internazionale, senza abbassare il tasso tecnico e viceversa.
Questo per dire che secondo me il Liverpool ci è stato superiore, ma noi abbiamo fatto il massimo, perché siamo stati piegati solo da un rigore inesistente e anche, perché no, da una parata di Virgil piuttosto evidente e con braccia larghe.
Non serve a nulla ricapitolare le principali situazioni di gioco, perché già le cifre statistiche confermano la percezione visiva immediata: il Liverpool si è imposto sul piano atletico, dell’intensità, impedendoci di esprimere al meglio le nostre qualità tecniche (la differenza col… Como per me è tutta lì).
Le statistiche
Il dato meno influente (possesso palla) è leggermente a nostro favore: 51 a 49.
Quasi tutti gli altri sono a favore degli inglesi:
- Tiri totali 9 a 12,
- tiri nello specchio 2 a 5,
- attacchi 38 a 49,
- dribbling 8 a 14,
- precisione nei passaggi 88 a 90,
- poi preminenza loro in tutte le tipologie di passaggi (numero complessivo, passaggi corti, lunghi, in zona chiave…).
Noi abbiamo completato più cross (3 a 1), ma ne abbiamo anche tentati di più, 20 a 14
Interessante il numero degli assist: zero per entrambe: a dimostrazione da un lato della maggior solidità difensiva conseguita; dall’altro come spiegazione del perché Lauti in certe partite… fatichi a trovare la via del gol.
La crescita in termini di solidità è confermata da alcuni dati che riguardano la fase difensiva.
Se è vero, infatti che loro hanno recuperato più palloni (29 a 35) lo è altrettanto il fatto che abbiamo portato più tackle (7 a 16) e ne abbiamo vinti di più.
Un dato però dimostra come nonostante una lieve loro prevalenza complessiva, la partita sia stata equilibrata e decisa solo dall’errore di arbitro e VAR.
Gli xG dicono 0,43 per l’inter e 1.57 per il Liverpool.
Se consideriamo però che il rigore da solo vale, 0,80, senza quello i dati si assesterebbero su 0,43 a 0,77, cioè con una previsione di risultato pari a 1-1.
Questo significa che non c’è stato uno squilibrio tra… 500 milioni e poche decine di milioni di mercato e che comunque entrambe le squadre hanno concesso poco.
Un’ultima considerazione che certo non sarà condivisa, ma la esprimo comunque.
La volta scorsa facevo notare come il calcio fosse l’unico sport in cui chi perdeva poteva sostenere di aver fatto meglio e la cosa mi sembrava anomala.
Anomalo mi sembra anche il fatto che il calcio sia l’unico sport in cui la decisione della direzione di gara (allargata al VAR) possa decidere anche l’assegnazione di un titolo, con tutto ciò che comporta anche a livello finanziario.
Secondo me il problema è costituito dal fatto che nel calcio il margine di interpretazione è infinitamente più ampio e decisivo che in tutti gli altri sport.
E tra l’altro il VAR, che resta benemerito, sbagliato è semmai l’uso che se ne fa, aumenta questa soggettività: l’arbitro ha visto l’azione e ha deciso che non era rigore.
Non si è trattato di un evidente errore per una cosa non vista dunque il VAR non doveva richiamarlo.
Questa regola o vale sempre o non vale mai.
Ma chi decide se l’arbitro ha visto e lasciato correre o non ha visto?
E’ chiaro che un arbitro richiamato al VAR dopo aver deciso che non è rigore subisca un’influenza psicologica notevole.
Per conto mio è urgente limitare drasticamente, se non eliminare, gli spazi di interpretazione personale. Nel 2025 credo sia possibile.
Le pagelle
Sommer:
para alcune conclusioni non irresistibili, se la cava bene nelle uscite alte che non sono il suo forte, nel finale un buon intervento su Bradley.
6.5
Akanji:
uno dei migliori. Interventi sempre precisi e puliti, lettura delle situazioni efficacissima e anche qualche tentativo di transizione offensiva ben condotto.
7
Acerbi:
inizia bene, registrando la difesa sotto pressione, poi si infortuna.
s.v.
Bisseck:
ormai si è completato. Con la sua esuberanza fisica si impone nella fase difensiva e crea superiorità quando avanza palla al piede.
7
Bastoni:
ho visto giudizi negativi per aver causato il rigore… che non c’era. La leggerezza l’ha commessa perché aveva respinto di testa e non c’era motivo per quella lieve trattenuta. Non una delle sue migliori prestazioni.
6-
Luis Henrique:
diligente nell’applicazione difensiva e attento nella gestione della palla. Completamente nullo in avanti, dove fa rimpiangere Dumfries.
5.5
Barella:
i km di sempre, con totale dedizione alla squadra. Capisce che serve la giocata e la cerca un po’ troppe volte, abusando del colpo di tacco.
6.5
Calhanoglu:
s.v.
Zielinski:
prestazione che riassume un po’ quella dell’Inter intera. Ordinato, preciso, tecnicamente e come personalità all’altezza di ogni sfida. Un po’ più di dinamismo e sarebbe dato notevole plusvalenza.
6.5
Miki:
al rientro, non è apparso al suo top. La solita intelligenza, certo, ma meno percussioni del solito e qualche errore tecnico inconsueto
6
Sucic:
pochi minuti senza poter incidre.
s.v.
Dimarco:
non è la partita che predilige, perché costretto per lo più a esibirsi in sede di contenimento, dove per altro si esprime con efficacia.
6
Carlos:
pochi minuti per far respirare Dima, non ha situazioni particolari per venir valutato.
s.v.
Thuram:
partita difficile per tutti gli attaccanti (le statistiche parlano di zero assist!), per lui stenta a mettere a frutto le sue doti migliori di velocità e potenza.
5.5
Bonny:
stesso discorso fatto per i compagni subentrati negli ultimi minuti.
s.v.
Lautaro:
quando non segna i supercritici storcono il naso. Ma lui gioca un grande primo tempo, soprattutto in fase di distribuzione, con alcune ‘invenzioni’ efficaci. Serve un assist a Thuram il quale anziché tirare prova a restituirgliela, facendo svanire una delle poche opportunità.
Suo l’unico tiro che impegna davvero Allison in un intervento difficile.
6.5
All. Chivu:
non credo proprio che nella giornata l’allenatore potesse fare più di quel che ha messo in atto.
6.5
Youth League: Inter – Liverpool 5-0
Spettacolosa prestazione dei ragazzi di Benny Carbone che a Interello impartiscono un’autentica lezione di calcio ai coetanei del Liverpool.
I nostri avevano in campo molti ragazzi sotto età (gli splendidi 2008) e tre fuori quota, due dei quali però sono stati sostituiti nel corso della gara per infortunio e uno per rotazione, abbassando ulteriormente l’età media…
La loro prestazione è stata impeccabile, a livello individuale e di squadra.
In particolare la difesa, che aveva il compito più delicato essendo gli inglesi particolarmente forti nel reparto offensivo, ha retto con assoluta sicurezza e con gli esterni ha dato un grande contributo alla transizione.
Centrocampo e attacco sono apparsi incontenibili.
Qualificazione guadagnata e grandi speranze confermate per molti protagonisti
Formazione:
Farronato
Ballo, Bovio, Maye (66’Mackiewicz),Marello
Venturini (78’Mancuso), La Torre, 8Zarate (22′ Putsen)
Mosconi, Iddrissou (78’Kukulis), Zouin (78’Moressa)
A disposizione:
Pentima, Nenna, Conti, El Mahboubi.
Come detto, Carbone sceglie un formazione molto giovane, con tre 2005 a far da chioccia, uno per reparto: Maye – Venturini – Zouin.
Cenni essenziali
L’Inter parte subito molto forte e l 2′ v già in vantaggio: Aarate scende sulla sinistra e crossa, deviazione col braccio largo di un inglese e calcio di rigore.
Batte lo stesso Zarate, il portiere intuisce ma non riesce a deviare.
Gli inglesi cominciano a innervosirli e la mettono sull’intimidazione.
Dopo un giallo per un duro intervento sempre su Zarate, è Mosco che si libera e prova il tiro a giro: palla che sfora il palo.
Al quarto d’ora l’Inter raddoppia e io… vado in paradiso. Il ‘mio’ Pit La Torre raccoglie fuori area una corta respinta della difesa inglese e di prima intenzione calcia violentemente e angolatissimo. Conclusione irresistibile.
Qualcuno ricorderà che da… anni sto rilevando come Pit nei calci dal limite sia il nuovo Calha…
Il Liverpool cerca di reagire qualche minuto dopo approfitta di un errore di Zarate per mandare al tiro l’insidioso Kone-Doherty. Ma Farronato si supera.
Zarate si infortuna e viene sostituito da un altro 2008: Dino Putsen. Lo svedese sarà protagonista di un’ottima partita.
La fascia sinistra dell’Inter fa letteralmente impazzire la retroguardia avversaria: quando scendono in tandem, Marello e Zouin sono inarrestabili.
La… maledizione dei terzini sinistri. Come poi Bastoni, anche Marello causa involontariamente il rigore. Intercetta un cross ravvicinato con un braccio che viene giudicato un po’ largo.
Tiro violentissimo di Morrison che coglie in pieno il palo.
Dopo l’ennesima occasione creata dal tandem Marello – Zouin, con buona parata del oro portiere, il tempo si chiude
L’Inter riparte forte per mettere al sicuro il risultato, ma due ottime azioni di Mosconi e Zouin si concludono con tiri che impegnano il portiere.
Poi è la volta di Bovio a provare il tiro da fuori, a lato di poco.
Infortunio muscolare per Maye che viene sostituito dal polacco Mackiewicz (altro 2008).
‘Mosco’, scatenato, cerca il suo gol, ma la conclusione dopo azione personale si stampa sul palo.
E’ solo i preludio, perché subito dopo Putsen calcia dal limite e coglie ancor il palo, ma la palla batte sul portiere e si insacca.
A 15′ circa dal termine Mosconi ha quel che si merita. Ancora La Torre in pressing alto ruba palla e serve l’esterno, accentratosi. Mosco fa un’autentica prodezza tecnica, saltando il suo marcatore con il controllo orientato e un colpo sotto, poi calcia con forza realizzando imparabilmente.
Triplo cambio per l’Inter e subito due dei nuovi entrati confezionano il quinto gol. Mancuso si invola e serve Moressa (altro 2008). L’ex padovano controlla con grande tecnica e infila di precisione.
Sintetiche pagelle:
Farronato:
almeno due ottimi interventi e una grande sicurezza in tutte le situazioni
7
Ballo:
deve affrontare l’avversario più pericoloso, ma lo contiene con sapienza e velocità
7
Bovio:
una diga. Di testa e di piedi non si passa. Bravo nella transizione. Grandissima promessa.
8
Maye:
ha una velocità da… prima squadra. Sicuro e ordinato in ogni intervento. Esce per infortunio muscolare.
7
Marello:
eccellente prestazione. Quando scende in tandem con Zouin è sempre allarme rosso per la difesa avversaria. Dietro contiene benissimo l’insidioso Morrison. Al suo attivo l’assist per il gol di Pit.
8
Venturini:
mezz’ala instancabile, rincorre tutti e si propone senza sosta.
Non solo quantità anche buone giocate.
7
La Torre:
è un 2008, sostituisce il Cerpe, leader della squadra.
Non lo fa rimpiangere, anzi. Signore assoluto del centro campo, contrasta, copre costruisce, avanza e conclude.
Un grandissimo gol, un grande assist.
8.5
Zarate:
si procura il rigore e lo trasforma.
Grande esuberanza fisica. Si infortuna presto e lascia il posto a Putsen.
7
Mosconi:
una buonissima prova del mio ‘Mosco’ che conferma di essere molto più efficace se gioca centralmente: quando può entrare nel campo anziché cercare il fondo diventa letale.
In occasione del gol taglia a centro area e dopo una prodezza tecnica nel controllo, non dà scampo al portiere.
7.5
Iddrissou:
per lui la vita è dura.
Lo marcano in tre e spesso con le cattive.
Lui non si spaventa, tiene botta, reagisce e fa da punto di riferimento przioso per la squadra.
Certo che una partita con 5 gol e nessuno di Jamy fa strano.
7
Zouin:
l’Italo marocchino è in giornata di grazia.
Il suo tipo di gioco è quello che manca… alla prima squadra: dribbling estro, tecnica, fantasia.
Non segna ma conclude pericolosamente un paio di volte.
8
Tutti bravi i subentrati:
Mankiewicz (7) non ha fatto rimpiangere Maye, pur essendo di due anni più giovane;
Putsen ha qualità e geometrie. Calcia anche bene come mostra il gol (7);
Kukukis ha poco tempo per mettersi in mostra (s.v.);
Mancuso, anche lui con poco tempo, si dimostra decisivo e ritrovato dopo il lungo infortunio, con un assist all’attivo (7);
Il talentuosissimo Moressa, in poco più di 10′ minuti trova addirittura il modo di segnare (7.5).
All. Benny Carbone:
più di così un allenatore che cosa può fare?
8
Luciano Da Vite
Credo nessuno pretenda che l’Inter al massimo batta il Liverpool al massimo: divario economico lampante.
Poii l singolo match, causa le differenti situazioni dei team, può sempre riservare sorprese. Senza torti arbitrali avremmo strappato un ottimo punto per la classifica.
Credo anche sia inutile continuare a recriminare sull’impossibilità di spendere certe cifre per certi giocatori: in Italia non arrivano, facciamocene una ragione.
Piuttosto se, e concordo, si sostiene che “magari fra qualche anno Sucic, per esempio, potrà giocare da protagonista una partita decisiva di CL, al momento no” torniamo al mio cavallo di battaglia: mettiamoci nella condizioni che Sucic possa maturare alle spalle di Barella prima che questo crolli di prestazioni. Qui si è perso, per me, molto tempo: un Sucic preso al posto di Vidal oggi, forse, potebbe essere come scrivi un giocatore di valore.
Ormai però quel che è fatto è fatto e non ci resta che sperare di reggere, almeno in Italia.
Certo, poi il grande Napoli di Conte a cui comprano tutti ha 7 punti in CL e perde netto contro un Benfica anch’esso in discreta crisi (cambio di tecnico).
Per me il motivo per cui fatichiamo contro team di livello piùà alto della media italica è che noi possiamo vincere…solo di ritmo (per caratteristiche rosa): ma sopravanzare di ritmo Liverppol. Atletico (ma anche Napoli e Bilan…) è più difficile rispetto agli altri team.
Anche un’Atalanta che vende i migliori può contare sui guizzi di DeKat e Lookman che hanno deciso partita (al netto degli episodi favorevoli che servono sempre). Noi, invece, dobbiamo sempre cercare di prevalere di ritmo o su corner (ma un conto è affrontare Van Dijck e Konatè, un altro Ranieri e Comuzzo).
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Come al solito, non condivido neppjure una parola.
Soprattutto non. capisco questo ‘trucco’ di andare a scegliere uno dei (pochi) acquisti sbagliati di una categoria per contrapporgli uo di altra catgoria che in futuro potrebbe essre giusto.
Io lo riconosco: si può sbagliare con un campione in età che costi poco (ci sarà un motivo) come con u. giovane interessante che costi poco (ci sarà un motivo)
Allora invece che scegliere il confronto fra singoli che mi conviene, io valuto il risultato complessivo di una politica
Io dlla politica condotta sino all’arrivo di Oaktree sono soddisfattissimo, tu no, perchè ritieni che incassando di più dovevamo vincere di più.
Dimenticando così la nostra storia (le decine di anni in cui incassando più degli altri viaggiavamo nell’anonimato) ma anche gli altri fattori che concorrono alla valutazione: la qualità del gioco, il fatto che per anni siamo stati sempre competitivi in tutte le manifestazioni.
Tiri fuori il Napoli, ma il confronto è improponibile. Il Napoli è il Napoli, noi siamo l’Inter. Loro possono permettersi (a volte sono…costretti) di puntare tutto su una sola manifestazione, facendo figuracce nelle altre. se vinci passa alla storia. Noi siamo lInter e il nostri dna richiede che si dia orgogliosamente il massimo o si rinunci a partecipare. Anche a rischio di arrivare secondo in tutte.
Insomma, abbiamo due punti di vista non solo diversi, ma inconcilabili e opposti. bene, la varietà è ricchezza
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Finché si rimane prigionieri del noi siamo l’Inter, finiremo per essere prigionieri di una gabbia ideologica al pari di chi sostiene “noi siamo l’Italia, paese del G7” oppure “siamo l’Italia, è impossibile che non si vinca una partita al mondiale da 20 anni”.
Ma così è: l’Italia è un paese economicamente in declino e calcisticamente in regressione.
La storia dice che l’Inter e il Napoli hanno vinto negli ultimi 6 anni due scudetti a testa, ma…. prima l’Inter ne aveva vinti 18 e il napoli due. E la gobba dei 30 scudetti non ne ha vinto nemmeno uno. Così come il City aveva vinto nulla e poi ha infilato titoli in serie. Quindi?
Quindi la storia conta zero, contano il presente e le prospettive future.
Il presente dice che l’Inter come molte altre squadre italiane non è quella di 15/20 anni fa che aveva il dovere di competere al massimo ovunque e, quindi, acquistare giocatori al top costassero quel che costassero. Perchè poteva permetterseli e infatti li acquistava. Mi piacerebbe tornare a quell’epoca, eccome! Ma poi esiste la realtà che dice tutt’altro.
Il futuro dice che se non rinnoviamo prima che il nucleo degli allora giovani che ancora costituiscono l’ossatura della squadra ceda, sarà complesso restare ai vertici in Italia.
I nostri successi degli ultimi 6 anni si sono basati al 90% e passa sulla base giovane costruita nella prima era Zhang (quando si spendeva a debito): Barella, Bastoni, Lautaro, Dimarco….cui poi si sono aggiunti i cmq giovani (quando presi) Thuram, Chala, Dum…..
Che poi Acerbi, Micky e anche Darmian abbiano dato un buon contributo è assodato ma se metto in fila chi di questa categoria ha fatto male o dato solo contributo marginale (in rapporto a ciò che guadagnava) non mi basta lo spazio presente in questo post.
Chissà perchè il confronto con il Napoli a giorni alterni è improponibile per blasone mentre altre volte si può fare, anzi va fatto, sul mercato (ma solo quando il loro saldo è maggiormente negativo del nostro).
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Allora fai finta di non capire. Noi per il blasone che abbiamo, dobbiamo lottare in ogni competizione. Il Napoli no, se ne vince una è storia. Infatti nel periodo considerato ci saranno anche due scudi a testa, ma poi conta i secondi posti in CL le coppe Italia, le super coppe….
Dai, su…
Noi abbiamo fatto un primo nucleo di squadra forte comprando campioni già affermati da noi o al loro Paese come Lauti (uno così alla sua età di allora, oggi non lo pagheresti meno di 80 milioni, Barella era già un top costoso, bastoni è costato più fi 30 milioni pari al ameno 70-80 di oggi Thuram Acerbi De Vrji, Mikhi Calha, Onana (che ci ha reso 50 milioni) sono venuti con la politica dei parametri zero e sono stati determinanti, come non lo è stato nessun giovinetto da 15-20 milioni.Ma poi sono tutte chiacchiere, Ognuno resta della sua idea.
Io sono convintissimo che se vogliamo restare competitivi quando declineranno i boss, dobbiamo prendere, possibilmente per tempo altri boss, Con i giovani a poco prezzo se va bene faremo un buon campionato ogni 6-7 anni e comunque la CL non la vedremo più.
Se poi non vogliamo o non possiamo lo si dica chiaramente. Chissà che il popolo nerzzurro non si indigni
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Lautaro è arrivato per un prezzo inferiore a Correa ed era un giovane rampante che faceva panca a …Icardi e Keità Balde.
Idem Bastoni, idem tutti gli altri. Idem Dimarco che fu mandato in giro perchè non pronto salvo poi diventare titolare con cambio tecnico.
Dum dove giocava, al PSV in Olanda…Chala fu di fatto scartato dal Bilan.
Sono diventati giocatori al top della loro carriera da noi. Sono ben altri i giocatori che hanno toccato apice della carriera altrove.
De Vrj arriva da noi a 25 anni! Idem Thuram! Non storpiamo la realtà solo per avere ragione.
Il balsone che ha l’Ajax cosa imporrebbe di fare? Concorrere ovunque….perchè non lo fa? Perchè è in una fase storica in cui non ci riesce! Cerchiamo di guardare la realtà, anche se non è quella che vorremmo
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Ho dei problemi con l’italiano, non riesco a far capire la differenza fra l’obbligo di lottare per tutte le competizioni a cui sei iscritto e la scelta che possono fare molte squadre di uscire per esempio in coppa italia contro il Feralpi Salò ( iperbole) per puntare tutto su una sola competizione.
Tutte le altre squadre, quando hanno fatto bene, hanno fatto bene in una competizione
Comunque, il tempo è galantuomo. Continuiamo a prendere giovani di 15 – 20 milioni (di oggi, non di otto anni fa quando abbiamo preso Lauti offrendo più dell’Atletico Madrid) con la speranza che un giorno siano i nuovi Lauti, Barella Bastoni e si vedrà per quanto tempo restiamo ai vertici in tutte le competizioni.
Secondo me già quest’anno sarebbe andata diversamente se avessimo preso un centrocampista come Koné e un esterno da 50-60milioni
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”Se poi non vogliamo o non possiamo lo si dica chiaramente. Chissà che il popolo nerzzurro non si indigni” scusa Luciano, sono 4 anni almeno che Marotta, in ogni singola intervista, ribadisce la necessità di essere sostenibili e spesso rimarca come certi acquisti siano preclusi.
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Marotta se vuole restare presidente dell’Inter, visto anche che ormai per sua ammissione è al termine della carriera calcistica, deve attuare la linea imposta dalla società. Purtroppo non c’è più un proprietà che gli lasciava scegliere la politica- Questo è il mio timore. Che la politica la decidano persone totalmente incompetenti di calcio. Marotta con la su politica ha vinto e risanato il bilancio quindi la sua politica era e sarebbe sostenibilissima. Lui ha preso i parametri zero campioni ‘maturi’ ma ha anche preso parametri zero come calha, Onana e Thuram
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Questo è un discorso diverso da ciò che dicevi prima. Prendere Koné e un esterno da 50/60 milioni, ha sempre detto che non era possibile, indipendentemente da politica e proprietà.
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E come mai li hanno trattati?
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Perché fino a 40 arrivi poi no.
Ma scusa, quali campioni da 60 mn sono arrivati in Italia ultimi 5 anni?
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E come mai li hanno trattati se la proprietà non voleva?
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Ti ha risposto Roberto, Phragrance. Fino a 40 andava bene, a 45 è arrivato lo stop di una proprietà puramente speculativa che ci farà perdere tituli prestigio internazionale e soldi, temo, per…qualche dollaro in meno.
Roberto: non lo so quanti giocatori costosi sono arrivati in Italia, ma io sono un tifoso dell’Inter, non delle altre squadre
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Luciano, ho scritto mille volte che io sono il primo a voler tornare ai tempi di Moratti in cui arrivavano i top di ruolo ogni anno.
Ma ti ho anche scritto che in Italia non è più così, non solo per l’Inter: si possono spendere sol ocerte cifre, non oltre.
Tu hai sempre ribattutto che non è vero, siamo solo noi con questa proprietà a non spendere.
Per cui se poi non mi dici quali campioni le altre squadre italiane hanno acquistato (perchè non ci sono) spendendo le cifre che citi, scusa ma il tuo ragionamento non sta in piedi.
Ribadisco: non c’entra essere tifosi o ragionieri, occorre guardare i fatti.
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Io dico solo che con i nostri introiti è impossibile che non si possa comprare un giocatore da 50 milioni. Tutto il resto sono chiacchiere
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Beh, ora sei passato da “Koné più un’ala da 50/60 milioni” a “un giocatore da 50 milioni”. In questo caso sono d’accordo.
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Ma certo che si può se tutto il resto rientra in certi parametri.
Ma se ogni anno devo cambiare almeno 5 giocatori per sopraggiunti limiti di età è più complesso ….ognuno tragga le conseguenze
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se compri almeno un campione ogni anno, non ne devi mi cambiare 5 o 6.poi io mi accontento di un campione trentenne che preferisco a un giovane da 15 milioni o meno
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E comunque, confermo: una proprietà lungimirante e non meramente speculativa quest’anno con gli introiti straordinari ch ci sono stati potva comprarne due, soprattutto risparmiando su qualche giovane non entusiasmante
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Ah beh, stai pur certo che se spendi quello che ti han detto di spendere puoi prendere anche due giocatori da 40 anziché 4 da 20.
Ma se a 40 mn non trovi un campione, che te ne fai di 2 medi anizché 4 che magari campioncini possono diventarlo?
E comunque se anche i tuoi concorrenti italiani soo nella stessa situazione, inutile piangere miseria. Tanto più che non siamo stati costretti a cedere nessuno a differenza degli altri. Questo viene sempre poco rimarcato ma conta moltissimo
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A parte che giovani sotto i 15 milioni non ne abbiamo presi quest’anno, ma la narrazione in questo blog pare debba essere questa. Sucic 14+2 è il tipico giocatore al quale ora qui gli si preferisce un campione 35enne e quando esplode ci si lamenta che non vengono investiti 70 milioni per acquistarlo senza mai considerare la situazione che sostiene Marotta, osannato come il Messia, ma solo quando dice cose coerenti con il pensiero di chi lo osanna, altrimenti passa tutto in cavalleria… @Roberto: correggerei la tua frase finale in “Tanto più che non siamo in grado di cedere nessuno a differenza degli altri. Questo viene sempre poco rimarcato ma conta moltissimo”.
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Facciamo così: il mondo è bello perché è vario e c’è spazio per tutti.
Io accetto che voi siate contenti di aver preso Diouf e Henrique invece che Lookman e Koné (o altri di quel livello). Voi accettate che io possa essere dispiaciuto e la consideri un’occasione persa, con rischi considerevoli
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Intanto figuracce dell’U16 alla Messi Cup
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Facciamo così: io accetto che tu non sia in grado di comprendere perché non li abbiamo presi. Tu accetti che ci facciamo andar bene una politica che, oltre a evitarci di giocare in serie D tra un paio d’anni, ci permetta di sperare anche in un futuro migliore.
Perché se per porre fine alla discussione devi manipolare il pensiero altrui, sono capace anch’io.
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Io non manipolo nulla. Per voi due nelle condizioni date la politica dei giovani a basso prezzo era la migliore possibile, per salvarci appunto dalla futura serie D (questa è un’aggiunta di oggi). Ci sono decine di affermazioni in questo senso. Per me no. Si poteva spendere qualcosa in più senza andare in serie D e si poteva fare meglio aggiungendo quel qualcosa al resto dei soldi spesi, per arrivare a un paio di elementi più qualificati
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Per la verità almeno Phragrance aveva concordato sul fatto che ci fossero le condizioni finanziarie per prendere anche un giocatore importante. Io sostengo solo che oltre a un giocatore importante si potesse prenderne un altro evitando un paio di acquisti molto rischiosi sul piano del rendimento imemmdiato, senza certezze su quello del futuro(e magari cedendo qualcuno dei giovani che hanno fallito, tipo Palacios, con buon vantaggio finanziario perché…”i giovani si possono sempre rivendere”)
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Luciano,dai…come puoi immaginare di prendere in una sola sessione di mercato due giocatori tipo Konè e Lookman ,senza vendere un elemento importante della rosa ? Sopratutto Lookman mi intrigava moltissimo,ma probabilmente avrebbe comportato delle modifiche notevoli nel nostro impianto di gioco. Per quanto riguarda Konè,senza dubbio è un ottimo prospetto,però gli oltre 50 ml.mi sembrano troppi .
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E continuo a concordare! Per un giocatore da 50 milioni c’era spazio a bilancio. Lo dico da quest’estate. La differenza è che leggendo i bilanci e sapendo due regole, non dico “Eh, ma se la proprietà voleva, alzava l’offerta da 50 a 55” Poi da 55 a 60. Poi da 60 a 70. E così via ad libitum
Poi, per la verità Luciano era passato da “Koné più ala da 50/60” a “un giocatore da 50” a “ poteva comprarne due”.
Sul fatto che i giovani si possano sempre rivendere, in effetti, concordo con Roberto, certo devi saperli scegliere e magari evitare favori e complicità. E come sempre la “politica dei giovani a basso costo” che insisti a propagandare, non ha nessun riscontro sui numeri purtroppo per te. Senza dover ricordarti ogni volta che non siamo il Real Madrid perché se non te ne sei ancora accorto, allora alzo le mani.
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Oggi niente partite, non sto bene
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Buongiorno Luciano, mi spiace, spero niente di grave.
Ieri bella partita dall’Under 20 anche se sicuramente Luciano avrà da ridire sulla fase difensiva dove eravamo un pò allegri e abbiamo lasciato parecchie occasioni agli avversari ma sinceramente io mi sono divertito.
Mi sono piaciuti i due esterni offensivi, giocatori che saltano l’uomo e che avremmo bisogno come il pane per la prima squadra, comunque mi sembra che la squadra sia cresciuta parecchio rispetto ad inizio stagione.
Poi Luciano quando starai meglio e se lo vorrai mi piacerebbe sentire una tua opinione sulla prima parte di stagione della primavera e sulla crescita dei giocatori e se magari vedi qualcuno di futuribile per la prima squadra anche se lo so che azzardare previsioni sui giovani è molto difficile.
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Rimettiti presto, Luciano!
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Buona ripresa Luciano
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In bocca al lupo Luciano
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Spero tu sia in ripresa Luciano.
Contento del risultato della partita e dei primi 60 minuti, anche se e’ veramente incredibile quanto poco raccogliamo rispetto alle occasioni create. Che poi spesso segnamo in quelle piu’ difficili o cmq meno “expected” rispetto alle piu’ “semplici”. Boh.
Pero’ non capisco come possa un goal, preso nella quasi unica occasione che capita agli avversari, destabilizzare COMPLETAMENTE la squadra. E finche’ giochi col Genoa te la cavi (a fatica e tanto spavento), ma con squadre onestamente piu’ forti, rischi grosso e quasi mai la porti a casa. Va beh, godiamoci i 3 punti ed il bel gioco, fino a che dura, sperando che Chivu riesca a correggere questa “irrazionalita’” della squadra
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Ora mando il post che ho terminato un pezzo per volta, quando sono riuscito ad alzarmi dal letto, da cui ho visto pure la partita.
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Ciao Luciano. Spero vada meglio. Per il post, lo pubblico in giornata appena mi libero da alcune scadenze. Al massimo lo pubblicherò questa sera.
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Condò: ecco un che la pensa come me : “Inter, niente acquisti di secondo piano. Devi spendere!”
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Post online: https://buu.zone/2025/12/16/partita-tosta-vittoria-importante-genoa-inter-1-2/
Perfettamente d’accordo con Condò, ci vogliono giocatori forti… Basta “mezze figure”.
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