Una sconfitta quasi prevedibile: Bologna – Inter 0-1

Foto: primo piano per Nicolò Barella. Uno dei più positivi tra i nostri ragazzi nella trasferta di Bologna nell’ultimo turno di campionato.

Ci sono due modi per analizzare questa partita:

  • Soffermarsi sui singoli episodi, maledire la sorte, la catena di errori sul gol subito, accusare l’allenatore per i cambi improvvidi, prendersela con l’arbitro che, come certificato da Marelli e da altri (poi anche dalle immagini), consente ai rossoblù di guadagnare una quindicina di metri sulla rimessa laterale decisiva, ecc.
  • Oppure ‘leggere’ il risultato semplicemente come un tassello, un pezzo di puzzle per completare il contesto di una stagione, il frammento che a quel punto si sarebbe quasi inevitabilmente incastrato così.

Ho sempre pensato che non avessimo la rosa per lottare in tutte le competizioni con serie possibilità di successo.

E ora, nell’amarezza di un campionato che secondo me sta per sfuggirci (anche se sono certo che i nostri lotteranno fino al termine), ribadisco il mio convinto grazie a dirigenza, settore tecnico e giocatori che ci hanno portato a fine aprile ad essere primi in campionato, tra le migliori quattro d’Europa e in semifinale di Coppa Italia.

In questo momento in cui gli sciacalli si scatenano anche contro di lui la mia riconoscenza va soprattutto all’allenatore, che ha lottato come un… demone per realizzare un sogno ambizioso, sapendo di non avere ricambi fondamentali per far funzionare la macchina fino al termine del GP.

Una sola cosa chiedo ora a Inzaghi: di fare… il Conte.

Di presentarsi davanti alla proprietà dicendo:

“Io ho sognato in grande e ho fatto sognare milioni di tifosi nel mondo, con una stagione strepitosa ben al di sopra delle possibilità del  gruppo  affidatomi.

Ora, o  mi date i rinforzi necessari o trovatevi un allenatore più acquiescente.”

Intorno all’Inter si muovono sempre pulsioni di massa contrastanti: chi la odia, per interessi editoriali o per tifo più o meno nascosto e chi le vuol bene, la segue con entusiasmo e con la giusta apprensione.

I primi hanno fatto di tutto per dipingere un’Inter che non c’era: una macchina schiacciasassi, irresistibile e perfetta, con una rosa mostruosa, destinata a un percorso cosparso di fiori e corone d’alloro.

Il motivo era molto semplice: provocare un contraccolpo fortissimo e distruttivo dopo l’attesa e probabile  caduta.

Hanno sofferto molto, sino a fine aprile, questi personaggi, ma ora sperano che sia  venuto il momento di raccogliere.

Si può spiegare, e non senza ragione, ogni risultato negativo con un errore di un giocatore, con una decisione sbagliata del mister o degli arbitri (in senso lato, compresi var, ecc.).

Secondo me così non si coglie il significato profondo di come abbiamo vissuto questa stagione calcistica, con le grandezze che abbiamo mostrato ma anche con le manchevolezze, almeno relative.

Il Napoli vince 1-0 contro l’ultima in classifica, già condannata, mentre noi perdiamo 1-0 all’ultimo minuto di recupero, per un’azione in cui si verifica una clamorosa svista arbitrale, ben tre nostri giocatori compiono un errore difensivo  e dopo un rimpallo in area la palla capita all’unico giocatore loro capace di insaccare con una prodezza in mezza rovesciata.

E’ sfortuna?

Certamente.

Ma se ci fermiamo qui, estendendo il discorso anche ad altre situazioni del passato, non comprendiamo pienamente il senso di quanto sta accadendo.

Gli episodi positivi capitano quando si ha la forza di cercarli, gli episodi negativi arrivano quando non hai saputo renderli superflui.

  • Perché lo scorso anno abbiamo subito 22 gol e quest’anno a cinque giornate dal termine 32, come la juve, come la Roma, due più dell’Atalanta e sette più del Napoli?
  • Perché quest’anno abbiamo segnato un po’ meno e subito già il doppio delle sconfitte?
  • Ma soprattutto perché abbiamo subito tante rimonte da situazioni di chiaro vantaggio e abbiamo preso tanti gol nelle fasi finali?

Non può essere un caso, o colpa del destino o ancora degli arbitri se quest’anno l’Inter ha subito un terzo dei gol totali negli ultimi 15 minuti di gara e addirittura più del 50% nell’ultima mezz’ora.

Non può essere un caso se la squadra ha subito una quantità di rimonte nel finale davvero fuori dal comune.

Ne avesse subite solo la metà, che sono comunque tante, sarebbe già campione.

E le ha subite con squadre deboli, medie e forti…

La ‘Gazza’ segnala che:

“Se le partite finissero al minuto 60 l’Inter avrebbe ora cinque punti di più. Ed è un aspetto curioso, se è vero che solitamente proprio da quel momento in poi entrano in gioco le sostituzioni”.

E’ un fatto, anche se è solo una constatazione, cosa ben diversa dall’essere una spiegazione.

Nel senso che la qualità delle sostituzioni può concorrere a spiegare queste situazioni, ma si deve tener conto del fatto che con il turn over, indispensabile, non sempre le sostituzioni sono state fatte inserendo solo alternative ai titolari e nel senso che comunque entrare con compagni già provati (mentalmente più che fisicamente, forse) non può comportare l’addebito totale di responsabilità ai sostituti.

Faccio un esempio: sul gol subito a Bologna non c’è dubbio che ci siano responsabilità preminenti (non esclusive) di Bisseck.

Ma è anche vero quello che dice Barella:

È stata una partita in equilibrio, decisa da un episodio dove dovevamo fare meglio.

Con 7 contro 3 in area non ci possiamo permettere di prendere gol”.

E’ c’è anche un’altra spiegazione, espressa non ricordo da chi ma  da un critico non certo malevolo e prevenuto verso di noi:

“Il Bologna ha vinto anche per un errore arbitrale e con un episodio che le è girato bene, ma ha saputo meritarselo, cercando la vittoria con più voglia e più energie dell’Inter”.

La citazione non è testuale, ma il senso è quello.

Insomma, è arrivato il momento in cui rischia di accadere quello che quasi tutti temevano potesse verificarsi: dopo una grande stagione, c’è il rischio reale di non portare a casa nessun titolo.

Lo ripeto: non ho rimpianti per l’ambizione di squadra e mister che è un segno di grandezza umana e tecnica, per me preferibile al cinico pragmatismo (antisportivo) di scegliere un obiettivo e fingere di partecipare agli altri.

Nutro un’ammirazione e una riconoscenza ancora più grande  per il gruppo e per i tecnici che con quello che considero un autentico exploit, hanno saputo arrivare a fine aprile in piena corsa per tutti gli obiettivi.

Altri, che hanno pure fatto mercati dispendiosi, sono molto dietro in classifica e possono considerare solo un sogno la qualificazione fra le prime quattro in Europa.

Adesso, in una settimana tra Milan (se il match non verrà rinviato), Roma e Barca ci giochiamo la possibilità di arrivare alla fine in tutte le competizioni.

E lo facciamo in una situazione non favorevole per condizioni oggettive, anche se sono convinto, sicuro, che i ragazzi moltiplicheranno le forze per provarci.

Si sapeva che a lungo andare in una stagione così intensa con ambizioni… plenarie, gli infortuni avrebbero finito per incidere e si sapeva, almeno da dicembre, quando si poteva ancora rimediare, che alcuni ruoli erano ‘scoperti’, almeno a livello di alternative.

Il Bologna è stato più determinato di noi perché aveva più energie, era più fresco fisicamente e mentalmente, disponeva di un gruppo forte (è solo a una decina di punti da noi) e soprattutto di alternative valide in relazione agli impegni e agli obiettivi più circoscritti.

Gli emiliani ci hanno aggrediti alti, praticando un pressing asfissiante e cercando di impedirci di ripartire con i nostri numeri preferiti: palleggio dal basso e verticalizzazione.

Ci sono riusciti perché sono un’ottima squadra, ben allenata pure e in grande condizione.

Ma ci sono riusciti anche perché noi eravamo forse al 70% delle energie fisiche e mentali.

Un’Inter al top della condizione e completa, se è riuscita a non concedere nulla agli avversari per oltre 90 minuti, avrebbe trovato la forza, alla distanza, di mandarli fuori giri con il loro atteggiamento dispendioso e colpirli inesorabilmente.

Loro avevano tante assenze, come noi, ma chi era in campo aveva maggior freschezza e le sostituzioni (sia quelle iniziali sia quelle a partita in corso) sono state praticamente efficaci come i giocatori schierati dall’inizio.

Noi avevamo due problemi:

  • Il centrocampo che dopo l’infortunio di Zielinski non ha giocatori con le stesse caratteristiche e in qualche caso con  lo stesso valore dei titolari, per cui il trio base risulta particolarmente provato.
  • Ma soprattutto senza Dumfries e Thuram e con in panchina Dimarco (quando è entrato si è visto che davvero aveva bisogno di tirare il fiato) non eravamo in grado di dare profondità ed efficacia alla transizione offensiva e verticale.

E questo non poteva non incidere anche sulla fase di contenimento, che diventava più affannosa e dispendiosa, ma soprattutto consentiva al Bologna di aggredire senza rischiare di andare in difficoltà nell’uno contro uno dietro, per l’assenza di nostri attaccanti in grado di squarciare il campo con la forza e la progressione (Dumfries e Thuram) o con la giocata da fuori classe (Dimarco).

Questa considerazione esce rafforzata, credo, dai numeri, perché l’Inter ha concluso solo 8 volte, meno del 50% di quanto accade mediamente in una sua partita di campionato.

Addirittura c’è stato un solo tiro in porta (Lautaro), scoccato da fuori area e ben 5 dei tiri da dentro area   sono stati deviazioni su corner (4 di Carlos e uno di Bastoni).

Gli xG sono ancora più impietosi: 0,82 per il Bologna e 0,62 per noi.

Quindi l’Inter ha costruito pochissimo su azione e il peso maggiore della gara è rimasto a gravare  sulla fase difensiva.

E in questo caso, l’errore è sempre dietro l’angolo.

La quale fase difensiva è stata anche ottima, se è vero che abbiamo concesso una sola palla gol al 95′, in una situazione di gioco, diciamo, confusa

In queste condizioni secondo me abbiamo fatto tutto il possibile e soggettivamente avremmo anche meritato di ‘tenere’ fino alla fine, come mostra anche l’esiguo scarto tra gli xG .

Per il resto, i passaggi riusciti sono stati meno del solito, ma soprattutto è stata bassa la percentuale degli stessi (un modestissimo 80%, certo frutto anche della pressione bolognese).

I passaggi riusciti nell’ultimo terzo sono pochi e comunque meno di quelli dei bolognesi e sui passaggi lunghi loro ci… raddoppiano quasi: 30 a 17.

Anche qui si è avvertita chiaramente l’assenza di Thuram e Dumfries

Ma a mio parere il Bologna non ha avuto il merito di volere di più il risultato: ha avuto la possibilità concreta di cercarlo con più convinzione, che derivava  dalla consapevolezza della situazione positiva che i loro giocatori vivevano in campo.

Ci ha puniti un episodio, ma solo perché loro hanno avuto la forza di cercarlo e noi ne abbiamo avuta… meno.

La determinazione, la ferocia agonistica dei nostri a mio parere non è inferiore a quella di nessuno.

Quando l’obiettivo è lo scudo, i nostri sanno tirar fuori il 101%.

Ma il 101% di quello che hanno e che a volte può non bastare.

Spero non dispiaccia se provo a sviluppare una considerazione non del tutto pertinente: riguarda Orsolini.

Orsolini era della juve. Orsolini giovane mostrava qualità ma non era giocatore da juve e infatti è stato ceduto.

Orsolini, col tempo, in una squadra con diverse ambizioni ed esigenze, una squadra che ha potuto aspettarne la maturazione (le potenzialità si vedevano) è diventato un ottimo giocatore.

Buono lo era già ma non bastava per restare nella rosa della juve.

Oggi ci potrebbe stare.

Ma ha 28 anni. Diciamo che potrebbe essere pronto da due o tre.

Forse Asllani, per fare un esempio, al Bologna o al Torino, giocando con continuità e avvertendo il sostegno dell’ambiente,  farebbe una carriera simile.

All’Inter incontra delle difficoltà; il perché a me sembra abbastanza chiaro.

Comunque ritornando a noi mi sembra che per continuare a sperare in un finale di stagione con qualche altro buon risultato è fondamentale ritrovare gli esterni titolari in buona condizione, recuperare Thuram al suo top, sperare che i centrocampisti sappiano ancora trovare energie mentali sufficienti per svolgere come è nelle loro corde il doppio compito.

Per il futuro invece o si ridimensionano le aspettative, o è necessario provvedere alla formazione di una rosa che:

  • Non abbia il vuoto dietro le due punte titolari;
  • Disponga di un giocatore di qualità in grado quando necessario di ‘inventarsi’ la giocata in una partita ‘bloccata’;
  • Si prepari la successione di alcuni campioni anziani magari con giovani, ma che siano all’altezza subito, per qualunque partita o situazione

Le pagelle

Sommer:

ero tentato di dargli s.v., perché non ha fatto neppure una parata. Ma qualche uscita alta autorevole e una buona disposizione a giocare coi piedi gli valgono un…

6.5

Pavard:

una sicurezza. Chiude la sua zona e va ad aiutare al centro. Un salvataggio miracoloso su Dallinga gli vale mezzo voto in più.

7

Acerbi:

in difficoltà per questioni di passo un paio di volte quando dalle sue partita si presenta Ndoye. Ma nel complesso dirige la difesa con autorità e annulla le punte centrali, resistendo anche…ai crampi

6.5

Bastoni:

non è il match in cui può dispiegare le sue capacità propositive. Anche lui va in difficoltà contro Ndoye, ma alla lunga anche spendendo un giallo pesante, lo contiene

6

(Dimarco:

anche dopo il suo ingresso la manovra offensiva della squadra non trova spunti più efficaci. In fase difensiva qualche perplessità la lascia sempre.

5.5)

Darmian:

può essere un eccellente jolly difensivo, non può più essere l’alternativa a Dumfries, perché altrimenti la spinta sulla destra viene a mancare e gli attacchi nostri diventano troppo prevedibili

6

(Bisseck:

ha delle qualità. Senza dubbio, come confermano i presunti interessi milionari di altre società. Però spesso quando entra  nel finale prendiamo gol.

Anche n questa occasione il suo intervento non è… dei più precisi.

5.5)

Barella:

la squadra è spuntata  e lui depone le… armi qualitative e si dedica a combattere contro tutti in mezzo al campo, per proteggere la difesa

6.5

Calhanoglu:

soffre il ritmo del Bologna, continuamente in pressing e la pericolosità di Odgaard che ha un’altra struttura fisica e un altro passo.

Alla fine lo neutralizza, ma non riesce a supportare l’attacco come sarebbe necessario.

6

Mkhitaryan:

conferma di essere elemento assolutamente essenziale per questa squadra. Quando non la illumina con le sue giocate e i suoi posizionamenti geniali, tutta la manovra offensiva dell’Inter si inceppa.

5.5

Carlos:

fa la sua onesta partita reggendo bene il confronto con l’avversario, sia da esterno sia da braccetto. Arriva al tiro in bel quattro occasioni.

6+

Correa:

dicono che ci fosse anche lui, ma io non me ne sono accorto se non per una conclusione sballatissima.

5 per non infierire

(Taremi:

con meno minuti, ma vale il discorso fatto per Correa.

5)

Lautaro:

lotta, gli riesce qualche bella giocata, ma è troppo solo in mezzo a una difesa fittissima che è anche, mi sembra, la meno battuta in casa.

6

(Arnautovic:

pochissimi minuti.

s.v.)

All. Inzaghi:

a ogni risultato negativo dell’Inter saltano fuori i supercompetenti e i maicontenti. Oltre agli scribacchini prezzolati.

Non ti curar di loro ma guarda e passa.

7

Luciano Da Vite

27 pensieri riguardo “Una sconfitta quasi prevedibile: Bologna – Inter 0-1

  1. Non ho potuto vedere la partita per impegni personali fino al 70, mi sono collegato praticamente appena entrati Taremi e Orsolini.
    Devo dire che i primi 10 min non mi sono sembrati neanche male, avendo ancora negli occhi il secondo tempo del Bologna contro il Napoli. Non ho visto particolare sofferenza dietro, anche se in avanti proponevamo davvero poco e male.Piano piano pero’ il Bologna ha preso sempre piu’ campo, ha capito che non avremmo retto (fisicamente/psicologicamente?) a spallate decisive.
    Gli ultimi 4/5 minuti prima del goal e’ stato uno strazio e purtroppo il loro goal era troppo nell’aria per non arrivare.
    Bisseck non avra’ fatto un super colpo di testa, pero’ io la colpa maggiore la do a Di Marco, che, come col Bayern, non fa veramente nulla per opporsi al tiro dell’avversario (al di la’ che, come Orsolini onestamente ha detto, quella mezza rovesciata entra una volta su dieci).
    Io sono scettico, gli occhi e le facce dei nostri giocatori dicono molto…

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  2. conosco bene Andrissi, con il quale a suo tempo ho avuto anche una certa frequentazione. Non so se sia il nome adatto per il ruolo di ds dell’Under 23. Bene invece se la scelta cadesse su Vecchi allenatore. E’ uno che guarda alla sostanza. Giocatori ‘bellini’ che non rendono, non li vuole neppure vedere.

    Sui nomi di acquisti che si fanno per la prima squadra, devo dire che gli ultimi mi lasciano un po’ perplesso. Se si va su giovani come seconde linee devono essere giovani in grado didiventare in tempi abbastanza brevi sostituti di alcuni pilastri.

    Questo tipo di transizione è la fase più pericolosa. Lo dimostra anche la juve dopo i nove scudi. Eppure loro di soldi ne hanno spese a palate. FFP o come si chiama ira, permettendo

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  3. Veramente un peccato non avere una terza punta normodotata.

    Nostro problema è li: scarsa capacità di finalizzare una mole di gioco nettamente superiore

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  4. Ci sono e leggo. Anche dopo il torello avversario sul 3-0. Mi chiedo solo come è stato possibile al bayern farsi eliminare da questa squadra, non lo posso concepire. Non dico altro perché mi sono ripromesso di non essere più offensivo contro nessun componente della società e forse anche per chi ha continuato a pensare a quel poveraccio inesperto di motta conviene pensare al presente: il quarto posto non è ancora matematico nemmeno per il Napoli

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  5. Purtroppo la benzina è finita.

    Un giorno qualcuno mi spiegherà cosa hanno visto in Taremi e Arna (lascio stare Correa che poteva anche starci visto età e tecnico che lo aveva avuto).

    Jovic e Abraham, che non sono fenomeni ma hanno segnato singolarmente più dei ns messi insieme, sono costati zero. Questo per fare esempio.

    Purtroppo tre errori così nel reparto più delicato si pagano se ambizione è competere su tutti i fronti

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  6. guarda ti rispondo su Arnautovic: l’errore riguarda la vulnerabilità agli infortuni ben conosciuta perché in condizione ha capacità tecniche di visione ed estro ben superiori al buon correa. Ed è stato utile quest’anno. Correa ha la garra di un bimbo pauroso di 4 anni ma ha sempre fatto in tutta la carriera una partita buona (con squadre salvezza) ogni 10-15 partite fatte, quindi investimento davvero assurdo.

    Taremi non ha nessuna delle qualità presenti o assenti nei primi due, sembra davvero che non sappia giocare a calcio. Jovic e Abraham a zero operazioni favolose te ne do pienamente atto. Jovic a mio avviso, se non avesse le turbe psicologiche spesso presenti negli slavi sarebbe il più forte al Milan. Mi ricordo che giocatore sarebbe stato ad esempio, Alen Boksic se avesse avuto un temperamento piu latino che balcanico…..o lo stesso Prosinecki per dirne un altro. Qui però entriamo in un altro campo

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  7. I colpi singoli, perdonami, ma contano poco.

    Arna è sempre stato così e infatti la sua carriera si è svolta in Cina salvo un anno a Bologna e….eccoci qui.

    Altrimenti anche Sensi sarebbe da prendere se….non si infortunata.

    Uno che è propenso ad infortuni difficilmente migliora a 36 anni…

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  8. però in Germania e soprattutto al West ham Arna ha fatto bene e con costanza. Poi sul prezzo pagato concordo appieno con te

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  9. Posto che della Coppa Italia personalmente importa il giusto (quasi nulla), al netto del bruciore di perdere con quelli là, il mio timore è quello che il voler ballare su tutti i tavoli alla fine ci faccia restare a mani vuote per …. carenze pesanti in ruoli chiave.

    Esterni e punte sono fondamentali nel nostro meccanismo ed è proprio li che abbiamo un discreto vuoto dietro i titolari. Purtroppo abbiamo visto come giocatori importanti – penso a Micky ma non solo – calino in maniera netta di rendimento se costretti a match ravvicinati.

    Se poi ci mettiamo gli infortuni in quei ruoli chiave – che purtroppo in questa parte della stagione possono capitare – il problema si amplifica. Speriamo società concentri risorse su questi ruoli e non buchi più acquisti.

    Onestamente come si sia potuto prendere Taremi – goffissimo nei movimenti come evidenziato ieri da molti opinionisti – resta un mistero. Purtroppo lo avremo con noi per ancora un biennio salvo dargli lauta buonuscita (film già visto) o che ci sia un richiamo arabico.

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  10. Dal mio punto di vista l’editoriale diel direttore Daniele Mari su fc inter 1908 è perfetto tranne che in un punto: dove si dice che l’errore di Inzaghi è stato quello di accreditare l’idea di avere una squadra competitiva per tutto.

    Secondo me il mister doveva assolutamente dire queste cose in pubblico, per sostenere i suoi giocatori impegnati in uno sforzo titanico.

    Contento della rosa, non li cambierei con altri, sono frasi che in pubblico ogni allenatore deve pronunciare.

    In privato, cioè davanti a una proprietà di puri speculatori avrebbe dovuto dire: o mi date i mezzi (tecnici) per competere, oppure dichiarate pubblicamente obiettivi minimi, oppure ancora io me ne vado.

    Avete acquisito per 400 milioni una squadra che noi giocatori tecnici e dirigenti in questi anni abbiamo portato non solo a risultati sportivi inconsueti, ma anche a valere almeno 1200 milioni.

    Adesso trovate il modo, con investimenti adeguati, quanto meno di non svilire il vostro capitale

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  11. Io spero che oltre a sblocchi economici – credo possiible stante la scadenza di diversi paracarri – ci sia un cambio di passo nelle scelte dirette a dare linfa fresca ad una squadra che per metà è giunta a fine corsa.

    Peccato perchè a gennaio con anche solo una punta in prestito normale, credo avremmo avuto più fieno in cascina in campionato.

    Onestamente Inzaghi ha fatto un’impresa a trscinare fin qui – su tutti i fronti – una rosa che dal 15esimo in poi è piuttosto modesta, soprattutto in un reparto chiave come l’attacco

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  12. Io invece sarei già contento se con più soldi a disposizione si otterrà la stessa media di successi e insuccessi sul mercato ottenuta da quando, dalle vendite di Lukaku Hakimi, poi Onana a oggi, si è incassato più di quanto speso

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  13. Se avessimo avuto meno soldi per Taremi a questo punto li staremmo perculando per l’acquisto dell’iraniano.

    Sempre che poi tutto ciò sia vero.

    A parte ieri concordo cmq con Sergi che Jovic da tre piste a Taremi tanto che il serbo fu preso dal rela madrid mente il buon Taremi ha costruito la sua fama facendo un sacco di gol contro il Vitoria Guimares, Gil Vicente ed Estrela Amadora….

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  14. Buongiorno a tutti, vi seguo da sempre ma non ho mai commentato, lo faccio ora dopo una cocente sconfitta nel derby e soprattutto una delusione acuita dalla paura in un prossimo futuro non molto roseo visto la stanchezza della squadra che secondo mio modesto parere fino ad ora ha fatto miracoli. Concordo con chi dice che se a gennaio fosse arrivata una punta migliore di quelle che abbiamo in panchina ( non ci vuole molto ) probabilmente qualche punto in più in campionato lo avremmo e avremmo potuto far rifiatare anche le due punte titolari. Non sono d’accordo per quanto riguarda Jovic, adesso dopo i due gol sembra diventato un fenomeno ma è sempre stato un incompiuto e anche al Milan non ha mai fatto molto tanto è vero che fino a poco tempo fa era la terza scelta se non la quarta addirittura dopo Camarda. Certo anche io mi aspettavo qualcosa in più da Taremi che non si è minimamente integrato da noi.
    Colgo l’occasione per ringraziare Luciano per i suoi report sulle giovanili e tutti quanti partecipano attivamente al blog.
    Sergio

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  15. Ciao Sergio, benvenuto tra i commentatori. Più siamo a scambiare opinioni meglio è

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  16. Riprendendo il titolo del post..potrei dire un ‘altra sconfitta …abbastanza prevedibile.

    Condo e quasi tutto il “circolo mediatico” consideravano la nr. rosa decisamente superiore a tutte le altre….forse sarebbe meglio valutare meglio quelle di Juve ,Milan e ,forse, anche Atalanta; certo poi incidono gli infortuni e quando devi affrontare un calendario impossibile come il nostro…

    Non che mi aspettassi sfracelli,ma Taremi mi ha deluso molto …sembra spaesato,insicuro…

    Detto questo mi sembra esagerato definire modesta la gran parte delle cosidette riserve,piuttosto direi i rincalzi degli attaccanti sono inadeguati.

    A posteriori è un pò ridicolo scriverlo,ma sono convinto che con un Abraham (provocando forse anche con Camarda) avremmo già sistemato la questione scudetto

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  17. Col porto, non con il San fruttuoso, Taremi ha segnato 91 gol in 4 stagioni, oltre a moltissimi assist.( gol in CL forse tutti contro il San Marino e con la nazionale 47 gol. Sempre contro la nazionale del San Marino

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  18. Concordo con Luciano, Taremi – prima di vederlo – era un signor acquisto. Ci sta sbagliarne, sbagliano tutti. La sfortuna è che li abbiamo sbagliati tutti nello stesso reparto (parlo delle riserve ovviamente).

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  19. Beh, se giochi nel Porto in un campionato in cui vincono sempre o Porto o benfica contro squadre improponibili fare gol è….meno diffiicile rispetto a campionati un po’ più seri.

    Ma a parte questo chiedo quali siano le qualità: non è veloce, non è forte di testa, non protegge palla spalle porta, non è un dribblatore, è dotato di una tecnica normalissima e non è cazzuto.

    Onestamente più che di ambientamento parlerei proprio di giocatore che manca delle caratteristiche minime per giocare un calcio un pelino più strutturato. Sbaglierò io ma questo è ciò che ho visto

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  20. Ho parlato di 8 gol in CL e di 47 con la sua nazionale.

    Non di Porto/Roccacannuccia. A parte che in portogallo ci sono almeno 3 squadre migliori, guardando gli ultimi risultati europei, migliori delle nostre (tranne noi) e segnare tanti gol nel Porto non può essere una colpa

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