
Avevo scritto che per avere qualche speranza di passare il turno (non per essere sicuri, solo per sperare) dovevamo necessariamente segnare almeno due gol.
Mai previsione è stata più azzeccata, forse perché non era una previsione, ma la logica conseguenza (anche se nel calcio la logica non sempre prevale) di tre fattori:
- La partita d’andata,
- La rosa del Bayern,
- La differenza tra le due rose.
La tendenza principale dell’Inter è quella di pressare alta, di costringere l’avversario a inseguirti, di indurlo all’errore per poi colpirlo con l’incisività delle giocate dei suoi facitori di gioco e le capacità balistiche di chi sta davanti o si inserisce.
Quando per i rapporti di forza, per molti motivi che in questo caso proveremo ad analizzare, la squadra non riesce a imporre il proprio gioco, sa compattarsi molto bene, accorciare le linee tra i reparti.
Anche i suoi campioni si mettono a inseguire gli avversari, a faticare con umiltà per mettersi al servizio della squadra.
E’ la comprensione, la interiorizzazione del concetto per cui “l’io” conta solo se si fonde nel “noi”.
Certo questo non basta: non c’è dedizione alla causa comune, grandezza umana e morale che basti se non è supportata da qualità tecniche, fisiche, mentali e di intelligenza.
E’ difficile provare a capire il calcio, perché per sua natura il successo è il prodotto di una serie molto ampia e variegata di elementi:
- Non vince chi è più forte fisicamente,
- non vince chi è più veloce,
- non vince chi ha più tecnica (stop, palleggio),
- non vince chi ha più fantasia e dribbling,
- non vince chi ha più intelligenza calcistica,
- non vince chi ha più carattere,
- non vince chi ha più organizzazione di gioco.
Vince chi COMPLESSIVAMENTE risulta, magari per quella sola gara, migliore PER LA SOMMA di tutte queste caratteristiche e probabilmente di altre che al momento mi sfuggono.
Ora, la partita di andata secondo me aveva dimostrato chiaramente che il Bayern si faceva preferire per la capacità di imporre (almeno a noi) il suo gioco e a Milano, dovendo solo vincere, avrebbe accentuato la sua spinta offensiva per molti aspetti impressionante.
Il Bayern mi era sembrato superiore a noi (almeno in questa fase della stagione), per corsa, forza e fantasia degli esterni.
A Monaco avevamo concesso loro una sola rete, ma il nostro portiere era stato straordinario e i loro attaccanti avevano sprecato molto in fase conclusiva.
Non si poteva pensare di reggere 98 minuti a contenere le loro sfuriate, limitandosi a frenarli ai limiti della nostra area e a gestire qualche pallone in disimpegno, quando possibile.
A me pareva chiaro che loro avrebbero segnato almeno un paio di reti e che noi per farcela avremmo dovuto, oltre al sacrificio difensivo indispensabile, sfruttare le qualità in cui noi siamo superiori, per andare a colpire almeno un paio di volte.
Con la gestione della palla da parte dei meravigliosi centrocampisti ai quali si aggiungeva un Lautaro mai visto così ispirato anche in fase di distribuzione, con la nostra capacità di manovrare sullo stretto e sotto pressione per mettere le punte, o chi arrivava da dietro, nella condizione di far male.
Le possibilità c’erano, perché a mio parere la partita di andata aveva dimostrato che loro sono irresistibili in fase offensiva, meno impeccabili nel difendere.
E questo nonostante il Bayern non sia il… Real Madrid.
Spiego il senso di questa affermazione: i madrileni non amano investire molti soldi su difensori di qualità. Preferiscono venderci… Samuel e comprare 18 punte.
Il Bayern storicamente ha più equilibrio nelle scelte di mercato: acquista molte punte di grande qualità, ma investe somme ingenti anche sui difensori: per citare solo due casi, prima strappa De Ligt alla juve, poi Kim al Napoli.
Per non parlare di Upamecano, assente
Comunque la mia impressione era che nonostante gli acquisti importanti e la presenza di un allenatore ex difensore (ricordo ancora quando io avrei desiderato per l’Inter il giovane Kompany) si poteva sperare di reggere al loro prevedibile assalto solo sfruttando l’organizzazione difensiva un po’ meno accurata dei bavaresi.
Se le riflessioni sulla partita di andata ci lasciavano qualche speranza, l’analisi della loro rosa e soprattutto il confronto fra le due rose, anche prescindendo dal monte ingaggi, appariva più penalizzante.
Prendiamo come esempio il discorso sulle punte:
Loro avevano in campo Olise, Sané Muller e Kane.
In panca Coman, Gnabry, Vidovic.
In tribuna forse il più forte, Musiala.
Immaginatevi noi con il più forte, Lautaro, fuori con in campo Thuram e Taremi e in panca Arna.
E basta.
Io vedo qualche differenza…
E, scusate se insisto, trovo intollerabile che una squadra ambiziosa (almeno spero che anche la proprietà lo sia) venga costretta a lottare contro queste situazioni.
Ci sarebbe poi un altro elemento da considerare, anche se capisco che qui le valutazioni sono molto più soggettive.
Per me, come ho già avuto modo di dire, considerando la consistenza delle due rose e il dislivello tra le due squadre e le rivali dei rispettivi campionati, noi siamo arrivati ai due match, in aprile, molto più logori di quanto non sia il Bayern, anche se loro avevano più infortunati (che pesavano meno in virtù della diversa consistenza delle rose).
Io resto convinto che in novembre la differenza sul piano fisico e della forza, ci sarebbe comunque stata, ma meno netta.
Quando si affrontano due squadre che, con caratteristiche diverse, complessivamente si equivalgono, un ruolo determinante lo può giocare la sorte, come sempre accade negli sport a bassa intensità di punteggio.
A me sembra che fortuna e sfortuna in questo caso si siano equilibrate (per esempio, Lauti segna dopo un rimpallo, ma loro accorciano con un traversone sbagliato che il vento corregge in porta: senza questo, sul 4-2 per noi la partita non si sarebbe mai riaperta).
Dunque a me sembra che, se visivamente e superficialmente loro siano sembrati più forti, sommando invece le caratteristiche complessive che un match di calcio richiede, noi si sia vinto con pieno e indiscusso merito.
Possiamo dire che il loro ritmo forsennato e la spinta offensiva dei tedeschi sono stati ben contrastati dalla nostra compattezza tattica e ‘caratteriale’, dalla solidità nonché dalla nostra capacità di sfruttare una loro fase difensiva non impeccabile.
La partita
Come previsto il Bayern, che doveva rimontare, ha cominciato subito con una pressione altissima, favorita dalla maggio fisicità che consentiva loro di catturare quasi sempre le palle in uscita
Non eravamo noi a schiacciarci, ma loro che ci schiacciavano, tenendo la linea difensiva vicinissima a quella mediana.
E in questa fase ci è mancato molto Dumfries che con Thuram era l’unico ad avere prestanza e progressione per ‘punire’ il loro atteggiamento spericolato.
L’avvio è quindi abbastanza sofferto anche se c’è un solo vero rischio, quando Bastoni compie un grande intervento difensivo su Olise, salvando una situazione critica.
Pian piano l’Inter si organizza e ha due buone occasioni: sulla prima Thuram arriva in ritardo per una questione di cm. su una palla che lo avrebbe messo solo davanti al portiere; poi è Calhanoglu che ha una buona occasione (buona proprio perché capita sul suo piede di raffinato tiratore), ma il suo tiro a giro termina di poco a lato.
Il Bayern insiste ma l’Inter ha mandato le prime avvisaglie: i tedeschi devono anche stare attenti…
Ci riprovano loro entrando in area in massa e solo la nostra compattezza impedisce che conclusioni ravvicinate di Sané e Muller vadano a bersaglio: non c’è neppure bisogno di Sommer, sono i nostri difensori a intercettare le loro conclusioni.
A inizio ripresa i nostri sembrano riuscire ad alzare il baricentro e a costruire di più sul piano offensivo, infatti hanno due buone occasioni: una con Thuram, che viene colpito in area al momento del tiro… ma la cosa viene giudicata veniale; l’altra con una conclusione di Dima sulla quale Kane sfiora l’autogol.
Quando finalmente il match sembrava in controllo, segna il Bayern.
Il giro palla tedesco richiama la difesa nostra sulla sua destra, mentre Kane, che centralmente non aveva vinto un duello con l’incredibile Acerbi, si sposta sulla destra dove è rimasto solo Dimarco.
Dima gli lascia troppo spazio e Kane incrocia il tiro che passa fra le gambe del nostro difensore e batte imparabilmente Sommer.
E’ solo il settimo della ripresa e si preannuncia una mega sofferenza.
Ma l’Inter, per una volta, è entrata dopo l’intervallo con un approccio molto più aggressivo
Al 54′ Urbig para una conclusione di Thuram, ma subito dopo Muller calcia in solitudine da buona posizione. Fortunatamente il tiro è sballato.
Intorno all’ora di gioco l’Inter, che si fa vedere più spesso nella metà campo avversaria, ottiene il pareggio: Bastoni lancia lungo da fallo laterale per Thuram che in area viene preceduto di testa da Dier.
Calcio d’angolo e doppia conclusione di Lautaro: la prima, di testa, viene respinta ma lui è il più lesto a riprendere palla e ad infilare.
Un minuto dopo L’Inter potrebbe chiudere il match: Darmian tutto solo in area ha la possibilità di calciare.
Dier recuperando in scivolata gli devia la conclusione in angolo.
Sul corner capolavoro di Calha che calcia a rientrare verso il centro area, dove Pavard stacca di testa su Kim e insacca di prepotenza.
Poi ancora Darmian, servito genialmente da Miki, ha la palla buona, ma il suo tiro viene respinto da Urbig.
In questi primi 20 minuti di ripresa l’Inter è stata più pericolosa.
Ma… c’è un ma, l’Inter è stanca e i cambi possibili sono quasi solo peggiorativi, soprattutto davanti, mentre il Bayern ha enormi possibilità di attingere a giocatori freschi dello stesso livello di quelli schierati titolari.
Nonostante l’ingresso di Guerreiro e Gnabry l’Inter appare in controllo assoluto.
A meno di un quarto d’ora dal termine dei tempi regolamentari il fatto che non ti aspetti: dopo un corner corto, Gnabry crossa sul secondo palo, dove Dier, sulla linea di fondo a qualche metro dalla porta, cerca di rimettere in mezzo. Il vento modifica la traiettoria e la palla finisce inaspettatamente in rete.
Chiaro che i minuti restanti saranno di sofferenza.
Le difficoltà della nostra rosa sono attestate dalla sostituzione (Taremi per Lautaro) e dalle mancate sostituzioni: Thuram provatissimo resta in campo.
Ci sarebbe Arna che ci sa fare in ambito europeo, ma la situazione tattica ne sconsiglia l’impiego.
Le successive sostituzioni di Barella e Bastoni, certo non sono finalizzate a rafforzarci, se non sul piano della freschezza.
Loro attaccano persino col… portiere, ma hanno una sola occasione, al settimo minuto di recupero, con Coman che da dentro l’area calcia sopra la traversa.
E’ finita e noi per la seconda volta in tre anni siamo tra le prime 4 d’Europa (nell’altra occasione non ci siamo arrivati solo per un rigore sbagliato).
Le statistiche
I dati numerici ‘descrivono’ una gara equilibrata, se non per quanto concerne il possesso palla, il numero di passaggi e la percentuale positiva degli stessi.
Il possesso è stato a favore dei tedeschi per 52% a 38%, dato comprensibile se si considera che loro dovevano rimontare.
La grande aggressività dei bavaresi spiega anche la loro prevalenza nel numero di passaggi (giro palla insistito per cercare gli sbocchi) e persino la imprevedibile bassa precisione nei passaggi dei nostri (74%): quando devi cercare di verticalizzare, con tutti pressati, rischi di più l’errore.
Però nei tiri verso la porta lo scarto è ridotto (20 a 15 per loro) e nei tiri nello specchio, addirittura scompare (6 a 6).
Anche i dati sulle big chances sbagliate (2 a 0 per noi) ci confortano, come il computo dei falli commessi (16 dai bavaresi, 10 dai nostri) sembra attestare che si sono trovati maggiormente in difficoltà.
Il dato dei tiri nello specchio, viene poi confermato dagli xG, che attestano una sia pur lieve maggior pericolosità nostra: 1,46 contro 1,40.
Le pagelle
Sommer:
una volta, dei portieri non molto alti (per la categoria) ma estremamente reattivi tra i pali, si diceva che erano dei gatti. Bene, lo svizzero è il re dei felini.
Incolpevole sul primo gol, viene beffato dal vento e dalla traiettoria impossibile sul secondo
7
Pavard:
è la dimostrazione vivente del fatto che nelle grandi partite, oltre ovviamente alle qualità serve l’esperienza e l’abitudine a giocare questi match.
In occasione del gol, stacca meglio di Kim!
7.5
Acerbi:
uno degli ‘eroi’ di questo doppio confronto.
In un paio di occasioni si immola per opporsi a conclusioni ravvicinate.
Deve marcare il cliente Kane e l’unica volta in cui l’inglese si vede è quando va a trovare spazio a destra, fuori dalla zona presidiata dal nostro centrale.
7
Bastoni:
ancora una partita di grande attenzione e concentrazione in fase difensiva.
Miracoloso il suo recupero su Olise, pronto a calciare a colpo sicuro.
Con tanti saluti a Cassano, che per far credere di essere ancora al mondo spara c…e anche su di lui.
7
(Dal 42′ st Bisseck:
s.v.)
Darmian:
ancora una prestazione encomiabile sotto tutti gli aspetti. Non ha la progressione di Dumfries, ma svolge il doppio compito con continuità ed efficacia, come mostrano il salvataggio su Muller e la conclusione deviata miracolosamente da Dier che causa il corner da cui viene il gol di Pavard.
7
Barella:
in un’occasione si ‘addormenta’ con la palla nei piedi e Muller gliela strappa creando pericoli.
Ma è l’unica ‘pecca’ in una partita di grande corsa e intensità, soprattutto per la fase difensiva.
7-
(Dal 42′ st Frattesi:
s.v.)
Calhanoglu:
altra partita da leader del centrocampo, sempre in posizione, abile nel chiudere come nell’offrirsi ai compagni per avviare la transizione.
Va alla conclusione calciando fuori di poco e serve l’assist per il gol di Pavard.
7
Mkhitaryan:
è quello che per età e struttura fisica dovrebbe soffrire maggiormente il pressing e l’aggressione forsennata dei tedeschi.
Invece è sicuramente il centrocampista che resta più lucido, sia nei posizionamenti sia nelle giocate in disimpegno.
7
Dimarco:
sulla sua valutazione pesa l’opposizione tropo morbida a un campione come Kane, dalla quale scaturisce il cross dell’inglese.
Del resto che abbia qualche limite in fase difensiva è risaputo, ma il tutto di solito viene compensato da una fase offensiva micidiale.
Anche contro il Bayern avrebbe una buona palla gol, ma conclude centralmente.
Suo il calcio d’anglo da cui scaturisce il gol di Lauti.
6.5
(Carlos:
una ventina di minuti con lo scopo preciso di presidiare quella fascia per annullare eventuali pericoli di tedeschi in avanscoperta.
Missione compiuta.
6,5)
Thuram:
non una prestazione tra le più appariscenti, ma un contributo fondamentale al successo di squadra.
Al suo attivo, oltre a otto recuperi, un’infinità di progressioni per cercare di far male sui lanci lunghi o quanto meno per far respirare la quadra.
Subisce anche un mezzo fallo da rigore.
Finisce stremato.
7
Lautaro:
rileggetevi il discorso iniziale sulle qualità che sommate identificano la grande squadra o il campione.
Bene lui contro il Bayern le ha mostrate tutte.
Tecnica, intelligenza tattica, agonismo, forza, capacità di leadership, sacrificio per la squadra, fiuto del gol.
Impossibile chiedere di più a un solo giocatore.
9
(Dal 35′ s.t. Taremi:
s.v.)
All. Inzaghi:
riconoscenza eterna per tutto quello che ha fatto e sopportato (mi riferisco agli ambienti esterni).
9
Luciano Da Vite
Un interessante problema, oggetto spesso di discussione anche qui, è stato sollevato da Del Piero dopo Inter Bayern (evidentemente stare lontano dalla juve aiuta a ritrovare capacità razionali).
Alex si è chiesto come mai spesso le squadre straniere abbiano più ritmo delle nostre che poi spesso, alla distanza, finiscono più sfibrate.
L’occasione è stata Inter Bayern, perché ben cinque nostri giocatori hanno finito la gara stremati e tutti abbiamo avuto la sensazione che andare ai supplementari sarebbe stato un disastro.
Di questo si è discusso spesso anche qui, ma naturalmente non si è trovata la risposta, perché se esistesse, il problema sarebbe stato risolto da tempo.
Secondo me non la si trova perché non c’è una risposta, ma ci sono tante concause.
Spesso si sostiene che all’estero abbiano un ritmo più intenso, ma in questo caso le loro squadre dovrebbero terminare più provate.
Potrebbe essere un problema di intensità degli allenamenti, ma poi bisogna vedere se alzando il livello non cresca il numero degli infortuni.
ma sorge la domanda perché in alcuni Paesi gli allenamenti sono più intensi e in Italia non si può?
Ci può essere la spiegazione non tanto etnica quanto storica cioè legata alle ‘selezioni’ per la sopravvivenza che nei corsi dei secoli hanno ‘obbligato’ a sviluppare determinate caratteristiche.
ma questo discorso non regge perché oggi una squadra di club è un vero melting polt di atleti provenienti da regioni , nazioni e persino continenti diversi.
Si potrebbe pensare al discorso sull’età media, cavallo di battaglia di molti, ma questo potrebbe valere solo per l’Inter che sembra abbia un’età media elevata, salvo poi accorgersi che quelli che non stavano più in piedi non erano i più anziani e che i Mikhi e gli Acerbi e i Darmian sono tra i più insostituibili e giocano più di altri.
Perché si potrebbe anche pensare che uno più giovane, quindi più ‘sprintoso’ si possa sfiancare prima.
Si potrebbe pensare all’alimentazione o alla gestione e scelta degli integratori (leciti). Ma oggi le acquisizioni della scienza diventano subito patrimonio universale.
Forse la questione è strettamente personale: per esempio a tutti è noto che l’autonomia di Dimarco non va oltre l’ora (al suo top) mentre quella di Barella puà anche raggiungere…le due ora.
oggi si sta facendo molto per arrivare a una preparazione differenziata su base strettamente individuale, attraverso l’applicazione di strumenti di monitoraggio continuo e minuzioso.
ma anche il ricorso alla tecnologia più raffinata (e universalmente adottata) non elimina gli squilibri.
Seguendo il settore giovanile da tempo, ho visto decine di talenti perdersi perché al momento di forzare (gradualmente) la preparazione, il loro fisico non reggeva l’aumento di carichi di lavoro necessario, da un certo punto in poi, per restare competitivi: perché tu puoi avere tutta la classe che vuoi ma se perdi i contrasti, vieni preceduto in velocità, non sei in grado di esprimerti con intensità e ritmo elevati e costanti, non giochi più.
ovviamente io non ho una risposta, ci mancherebbe, volevo solo far notare la complessità del problema per evitare che anche in un semplice confronto di opinioni tra dilettanti appassionati, si cerchi la risposta in una soluzione troppo semplice e banale.
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Sì, molto spesso esistono concause e noi tendiamo a semplificare la realtà dando valore a una sola di esse sulla base di preferenze, timori, competenze, convenienza.
Nel 2018 in occasione di Barcellona-Inter, Spalletti aveva sottolineato il diverso avvicinamento alla gara da parte dei catalani. Arrivavano allo stadio con poco anticipo e, in breve, la vivevano in maniera molto più rilassata. Da quello che si sente dire da calciatori che hanno giocato sia in Italia che all’estero, penso soprattutto alla Premier, il modello internazionale credo sia più vicino più al modello catalano che a quello nostrano: da noi le partite cominciano molto prima e finiscono molto dopo. Thuram, che è cresciuto calcisticamente tra Francia e Germania, sembra avere una mentalità diversa e sorprende i giornalisti quando dice che nelle ore seguenti non pensa tanto a ciò che è stato, ma al riposo e a ciò che sarà. Lautaro, sudamericano, che ha giocato solo in Argentina e Italia, quando le cose vanno male, mi sembra non se le lasci scivolare via così a cuor leggero. Penso che noi viviamo il calcio in maniera diversa e di conseguenza le gare.
D’altra parte, quando si affrontano due squadre non di pari livello, la squadra sfavorita, se vuole avere la meglio, non può prescindere dal dare tutto ciò che ha. Se gli avversari hanno qualità superiori, noi dobbiamo compensare con concentrazione e applicazione maggiori: sfianca di più un tentativo di dribbling o un raddoppio?
Non sono sorpreso che da un doppio confronto col Bayern che ci vede imbattuti, noi siamo stremati al triplice fischio. Non vale solo per l’Inter. Penso all’Europeo 2021 che ha visto l’Italia trionfare contro squadre che avevano individualità migliori o comunque migliori per certe caratteristiche. Nel 2010 Eto’o faceva il terzino e solo così abbiamo potuto coronare il sogno, il Barcellona si è “limitato” a fare tutto il possibile per mettere in evidenza l’estro, l’inventiva e la freschezza dei propri giocatori. A prescindere da come andranno le gare, Yamal e Raphinha non avranno i crampi né all’andata, né al ritorno e non perché hanno 28 e 17 anni: in un certo senso fanno un altro sport.
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D’accordissimo con Luciano. Non capisco perché quando si parli di economia e finanza, invece, non valga e si possa perseverare con “io continuo a pensare che se si vuole investire, si può fare” e questa non possa essere considerata come risposta “troppo semplice e banale” oltre che non vera, ma vabbè… Sul principio sono davvero d’accordo al 100% ed è esattamente il motivo che fa sì che io eviti attentamente di commentare cose che non conosco: ci sono sempre molteplici fattori da considerare e conoscere.
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semplicissimo, Phragrance: perché vedo numerosi casi di squadre che spendono tutto quello che vogliono senza che accada loro nulla. Qualcuna anche in Italia
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Eh, vedi però che è esattamente il discorso che fai tu nel primo commento se sul tema della preparazione atletica e gestione infortuni qualcuno scrivesse “semplicissimo, perché vedo numerosi casi di squadre che hanno meno infortuni muscolari dei nostri”. Non è vero che le squadre spendono quello che vogliono, spendono quanto gli permette il loro bilancio esattamente come facciamo noi. Il portare avanti tesi come quella che hai appena scritto è voler non tenere in considerazione le molteplici questioni che andrebbero conosciute prima di commentare.
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Ame non pare che siano questioni paragonabili, mi sbaglierò.
mai poi c’è un non detto di fondo: non riesco a capacitarmi che in un sistema ‘liberale’ si possa impedire a un imprenditore di investire per ingrandire la sua azienda. E non mi convince la tesi; ma è un’associazione privata. nella mia ingenuità penso che le associazioni private non possano avere regole che confliggono con la legislazione generale. Il caso Bosman credo ne sia una prova: puoi violare la legge generale solo fino a quando uno non denuncia l’ingiustizia
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Anche a me non sembrano paragonabili, ma forse perché conosco molto bene i temi economici-finanziari e trovo alcune affermazioni davvero insostenibili e inventate.
Tornando al tuo ultimo commento: nessuno ti obbliga a aderire a quella che chiami “associazione privata” (il tentativo della SuperLega ne è un esempio evidente), sarebbe anche abbastanza ridicolo aderire a quest’associazione e poi farle causa. Causa che – peraltro – nessuno ha mai intentato. Dovremmo chiederci il perché. E a mio avviso, il perché lo riscontri nel fatto che gli introiti e la visibilità che ti garantisce questo sistema, a oggi, non te li dà nessuno.
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Che poi l’UE riconosce allo sport uno spazio regolatorio proprio. La Corte di giustizia ha chiarito che le regole sportive incidono sul mercato ma sono lecite se perseguono obiettivi legittimi, sono necessarie e proporzionate. Ora possiamo disquisire sul fatto che siano proporzionate, ma come detto, se club come Manchester City o Chelsea non hanno fatto causa, presumo abbiano fatto esaminare a fondo la proporzionalità della cosa e poi desistito.
Inoltre quando i club hanno sforato, il TAS/CAS ha confermato la potestà sanzionatoria UEFA (es. AC Milan escluso dall’Europa League 2019/20). Ciò dimostra che i giudici considerano le FSR (Financial Sustainability Regulations che ha sostituito il “caro”, vecchio FFP) uno strumento adatto e non discriminatorio.
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Non te la prendere, riconosco la tua competenza e la mia ignoranza in materia non solo finanziaria ma anche giuridica, eppure c’è qualcosa che non mi convince nel concetto che in un’economia di mercato si possa impedire a un imprenditore di investire.Poi mi pare che ci siano casi di club che spendono regolarmente più di quanto incassano senza aver subito sanzioni.
Poi il vincolo esisteva tranquillamente da decenni e decenni prima che la denuncia di Bosman lo facesse abolire
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Ma no che non me la prendo, ma il paragone con Bosman non sta in piedi, Luciano, proprio per i motivi che ti ho scritto prima, andavano contro a dei diritti umanitari in qualche modo.
Non ci sono club che spendono più di quanto incassano, da un po’ di anni ormai. Il Milan, al TAS, ha perso. Nessuno si sogna di far causa all’Uefa. Perché secondo te?
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Io resto dell’idea che in un sistema liberale sia un diritto umano anche quello di poter investire per creare qualcosa di grande.
Qui non si tratta di competenze di economia o di diritto: si tratta di modo di concepire una società
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Ti ripeto la domanda: perché secondo te nessuno ha fatto causa all’Uefa e chi l’ha fatto ha perso anche di fronte alla Giustizia non sportiva?
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Tempo fa si parlava delle stesse cose, si diceva che la Juve faceva quel che voleva e spendeva troppo di più (nel frattempo mi sono allontanato dal blog per diversi anni, ha ridimensionato, disinvestito, non è più competitiva, è stata esclusa dalle competizioni europee… nel 2019 fu il turno del Milan, ma sembra che le nostre avversarie non vengano mai punite: sono bias). I bilanci sono pubblici. È troppo comodo quando non si hanno competenze, dire che non si tratta di competenze ma di idee, perché tutti abbiamo idee.
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Lo ripeto: io trovo inconcepibile che in una società ‘liberale’ a un imprenditore si impedisca di investire per rafforzare la sua azienda.
Non so se questa sia un’idea o una competenza e mi interessa poco. Se vuoi non chiamarla una mia idea ma una mia incompetenza. per me non ci sono problemi.
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Non partecipo a guerre personali. Espongo le mie idee e i miei valori (in questo caso la tutela della libera concorrenza e della libera iniziativa). magari sono valori sbagliati, nulla di strano. C”è chi è nazista, chi è razzista o ha altre idee aberranti. posso averne una sbagliata ma credo meno pericolosa anch’io?
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Quale frase avrebbe fatto partire una guerra personale? Tra l’altro mai messo in discussione l’idea (figurarsi la persona), credo che il mio commento fosse chiaro.
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Ma Luciano, perché te la prendi? Sei un sostenitore del “mi fido più dei professionisti che dei tifosi” quando si parla del valore di un giocatore e parliamo di gente con grande professionalità che – quando va bene – ha un diploma. Cosa ti porta a ragionare in maniera differente quando si parla di giuristi e economisti?
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Poi certo che puoi avere la tua idea – ci manca! – ma se fai passare il messaggio che la proprietà non investe perché non vuole, non è più la tua idea. La proprietà rispetta le regole esistenti e investe per quanto le è concesso.
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“È troppo comodo quando non si hanno competenze, dire che non si tratta di competenze ma di idee”.
Questa non è una risposta nel merito per amor di discussione, ma una polemica di metodo. Invece io confermo che tutti i competenti di diritto e di economia del mondo non mi fanno cambiare l’idea per cui in un sistema liberale non si debba poter impedire a un imprenditore di investire nelle sue aziende.
Poi ho un’altra idea, diciamo un sospetto: che volendo si possa trovare il modo di aggirare (non violare frontalmente) una regola sbagliata a livello di sistema e, per quello che ho letto, diverse squadre sembra che lo facciano.
PS la juve non è stata punita per aver speso più del consentito e continua a spendere moltissimo, sempre per quel che ho letto.
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Io non capisco solo l’incoerenza tra “mi fido di chi ne sa più di me” se si tratta di passare un pallone e non fidarsi di chi ha studiato determinati argomenti per decenni, ma – per carità- liberissimo di dire e fare quello che vuoi. Certo che risulta a maggior ragione quantomeno bizzarro e scarsamente coerente, cassare il pensiero, con sentenze sardoniche rispetto al non essere un professionista, di chi vorrebbe un giocatore invece di un altro. Ma vabbé me ne faccio una ragione…
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Io non ho mai cassato il pensiero di nessuno con risposte sardoniche su eventuali acquisti. Chi sono io per cassare qualcuno su questo? Non sono né marotta né …Giuntolone. Al massimo posso avere opinioni diverse, nella piena consapevolezza della loro fallibilità (parlo delle mie)
Poi mi fido di quello che dice chi ne sa più di me, ci mancherebbe. A meno che altri, che ne sanno anche loro più di me, dicano il contrario. Allora resto col dubbio.
Se si discute sul nucleare, c’è chi è favorevole e chi è contrario, tra gli addetti ai lavori. Io non lo voglio perché mi convincono di più i contrari, ma questo non significa che prentendo di saperne di più degli addetti ai lavori favorevoli.
In questo caso poi per me le competenze non c’entrano nulla.
I regolamenti fissano se e quanto si può investire. Io li considero averrabti inun sistema liberale, magari sbaglio, ma è la mia OPINIONE.
Poi credo anche che si possano aggirare, volendolo, e che molti lo facciano. Chi non lo fa li prende a pretesto.
Se però degli esperti mi assicurano che questi regolamenti non si possono aggirare e non sono mai stati aggirati da nessuno, mi ricredo prontamente.
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Si sono giocate giovedì tre partite delle squadre giovanili, U15, U16 e U17
Tutte a Interello, in attesa della Primavera che affronterà sabato l’Atalanta
Per impegni personali ho potuto assistere solo al match dell’U15 e al primo tempo dell’U16..
Per la verità l’unica gara con un po’ di pathos era quella dell’U17 che contro il Cagliari avrebbe dovuto vincere per avere la matematica certezza di chiudere al primo posto
I risultati non sono certo stati positivi:
l’U15 ha battuto il Brescia per 2-1
L’U16 ha perso sempre col Brescia per 2-0
l’U17 ha pareggiato in casa col Cagliari (2-2) ma si è
classificata comunque prima grazie al pareggio tra Monza e Milan
ovviamente soprattutto U15 e U16 hanno fatto un po’ di turn over e questo spiega in parte le difficoltà incontrate soprattutto dall’U16, mentre all’U17 mancavano solo 2-3 possibili titolari
l’U15 ha giocato una buona partita, aldilà del risultato risicato, perché il loro gol è venuto solo nel finale, dopo tutti i cambi e il nostro successo non è mai stato in discussione.
Questa la formazione iniziale:
Bettinelli
Seghezzi Poltronieri Di Carlo Barcella
Keqi, Omini G. Ferri
Omini P
Castellarin Penta
le posizioni da centro campo in su variavano moltissimo nel corso del match
In panchina nomi di rilievo: Coen Foroni Lucarelli Bagnara Palmini Menegazzo Serantoni e due U14, Sané e Tudor.
Per fare un esempio: Bettinelli è solo il quarto portiere.
Dal mio punto di vista il match ha confermato la solidità di Seghezzi e Di Carlo, la capacità di sprint di Barcella, la velocità e la buona tecnica seppure con un fisico non eccezionale, per un centrale, di Poltronieri; le doti tecniche straordinarie dei gemelli Omini (anche loro con fisico non eccelso), la completezza di Ferri.
Davanti eravamo un po’ leggerini perché il solo Castellarin si segnalava atleticamente, ma purtroppo litigava spesso con la palla nei piedi
Alcuni dei subentrati (Foroni, Lucarelli Bagnara, Palmini…) non avevano bisogno di conferme, quindi la mia curiosità era rivolta a Keqi, arrivato come una grande promessa ma poi visto poco, penso per infortuni, e ai due 2011 Tudor e Sare.
Keqi mi è sembrato un giocatore interessante è un centrocampista con fisico e buona tecnica, ma mi è parso piuttosto fuori dal gioco. Evidentemente deve migliorare l’intesa con i compagni.
Sare è un esterno piccolo, ma rapido, velocissimo, ricorda un po’ Fofana (il nostro u17)
Invece Tudor, che conoscevo già, ha confermato la grandissima considerazione e le notevoli aspettative che ripongo in lui.
Centrocampista offensivo con un’ottima struttura atletica, ha una visione di gioco e una capacità di coprire il campo con lanci visionari o con verticalizzazioni efficacissime.
Ha inoltre un ottimo piede e so che calcia benissimo anche se nei pochi minuti giocati non ha avuto occasione di andare al tiro
Negli ottavi affronteremo il Sassuolo in Emilia il 4/5 e in casa l’11/5
Under 16 Inter Brescia O-2
Anche qui, Inter molto rimaneggiata e meno motivata contro un Brescia fortissimo in tutta la stagione che si giocava l’accesso alle fasi finali e, almeno per il primo tempo che ho visto, è sembrato assolutamente padrone del campo
Questa la nostra formazione iniziale:
Galliera
Benatti Donato Evangelista Tosolini
Allasufi Nese Carboni
Piva Dade Calò
A parte gli assenti (Adomavicius, Rocca, Limido, Salviato, Matarrese, Owusu), basta leggere la panchina per comprendere la profondità del turn over:
Costante, Bettelli, Cassini Forlani, Pannuto Marchesi Morosi Gjeci Vanacore.
Resta il fatto che l’undici visto in campo, ripeto almeno nel primo tempo, concluso 2-0 è stato dominato da cima a fondo
Negli ottavi affronteremo il Milan al Vismara il 27/4 e in casa il 1° maggio-
Stessa cosa sembra essere successa nella partita
dell’U17 contro il Cagliari (2-2, Carrara Rocca):
anche qui un’Inter rimaneggiata concede agli isolani il pass per le fasi finali, portandosi prima in vantaggio per 2-0, poi subendo la rimonta di un avversario per altro rimasto in dieci.
Questa la formazione iniziale:
Farronato,
Lissi, Pavan, Breda,Peretti (23′ Rocca),
D’Agostino La Torre Virtuani (78′ Limido),
Moressa (78′ Vukaj), Carrara, Grisoni (78′ Owusu Baah).
A disp.: Dorigo, Puricelli, Salviato, Pentima.
Anche qui almeno 5 possibili titolari erano assenti e tra i panchinari c’erano diversi sotto età
Nell’U17 sei squadre passano direttamente ai quarti e sono:
juve Torino (gir. a)
Inter Milan (gir. b)
Roma Empoli (gir. c)
A queste si aggiungeranno le due uscite dalle qualificazioni
Dulcis in fundo (anzi amarus in fundo), giocata oggi:
U20 Inter Atalanta 0-1
penso che la partita l’abbiano vosta quasi tutti gli amici del blog e quindi mi limito a poche considerazioni ‘dal vivo’.
Prima di tutto la situazione di classifica pre match, con l’Inter 23 punti avanti sull’Atalanta e i bergamaschi in serio pericolo di retrocessione.
Poi la partita ha detto ben altro e qui credo che le assenze (che pure c’erano: Aidoo, Re Cecconi, Cocchi, Berembruch) c’entrino poco.
Semplicemente non è un buon momento per i ragazzi di Zanchetta, che nel primo tempo avevano fatto anche benino (a mio avviso noi eravamo stati superiori nella manovra, mentre loro avevano avuto qualche contropiede pericoloso soprattutto con il velocissimo Idele ).
Dopo 10 minuti della ripresa, mentre il mio amico arbitro diceva: dai che è il momento di segnare, io prevedevo: questa partita la perdiamo 1-0. E non perché gufavo, ovviamente, ma perché si vedeva che la squadra era in balia degli avversari che si rendvano spesso pericolosi nella nostra a rea, mente noi faticavamo a uscire perché chi partiva restava isolato senza l’appoggio di difnesori e centrocampisti con ogni evidenza non più in grado di sostenere il doppio compito.
Non si contano le occasioni in cui Depi, Mosconi Spina e poi Lavelli seminavano avversari e poi dovevano…tornare indietro perché erano rimasti soli, con i compagni schiacciati nella loro metà.
I cambi non hanno migliorato affatto la situazione.
Ciò nonostante un episodio dal vivo apparso anche discutibile ha deciso il match: un rigore, contestatissimo dai ragazzi, per un possibile mani di in mischia.
Devo dire onestamente che se la gara l’ha decisa un episodio, loro si sono meritati, nel secondo tempo l’episodio positivo.
A me l’Atalanta ha fatto un’ottima impressione e non capisco la loro classifica.
A differenza nostra hanno tutti giocatori completi: diciamo fisico e tecnica entrambi all’80%, mentre noi abbiamo qualche giocatore al 90% come tecnica ma al 70% come fisico
Se la partita è rimasta in equilibrio fino al 41′ della ripresa dobbiamo ringraziare principalmente i difensori, autori di una prova davvero di alto profilo
Questa la formazione
Calligaris;
Della Mora, Garonetti, Alexiou, Motta (Maye 70′);
Venturini, Zanchetta ( Bovo 70′), Quieto ( Topalovic 61′);
De Pieri, Spinaccè (Lavelli 61′), Mosconi (Pinotti 80′).
Da notare che in panchina, per la prima volta c’era l’U17 mio pupillo La Torre
Rapidissime pagelle:
Calligaris:
grande sicurezza nelle uscite. Sul rigore riesce a tOccare, ma il tiro era troppo preciso e potente)
7
Della Mora:
corre i appoggio a DePi finchè ne ha. Poi si limita a contenere.
6.5
Garonetti:
forse la miglior partita in U20. Insuperabile e bravissimo nelle uscite.
7.5
Alexiou:
conferma di essere pronto per altri palcosecnici.
7.5
Motta:
dalla sua parte scendeva l’avversario più pericoloso. Tirando le somme, non gli ha concesso nulla e finché ne ha avuto ha pure spinto.
7
(Mayé:
entra per far tirare il fiato al generoso Motta. E fa il suo)
6.5
Venturini:
sicuramente il migliore del centrocampo: corsa, contrasto e qualche otima giocata. Sembra che nella mischia il tocco di mano sia suo, ma non lo si puà colpevolizzare per un ..incidente.
6.5
Zanchetta:
aveva anche cominciato bene, poi in chiusura di tempo un errore clamoroso libera al tiro l’avversario, che per fortuna viene rimontato. Poi sembra non avere più birra.
5.5
(Bove:
con lui in campo la situazione non nigliora. Prova incolore).
5.5
Quieto:
utilizzato nell’insolito ruolo di mezz’ala se la cava in modo pienamente sufficiente.
6+
(Topalovic:
entra e fa rimpiangere Quieto. Cosa gli succede?)
5.5
De Pieri:
velocissino e insidioso. Quando parte non lo prendono mai. Poi…deve aspettare che arrivino i compagni
7
Spinaccé:
contro squadre di questo ‘peso’ è indispensabile.Lotta moltissimo e aiuta la squadra.
6+
Lavelli:
paga un po’ il fatto di non giocare con continuità. I numeri li ha e si vede. Ma neppure lui riesce a incidere.
6
Mosconi:
qualche spunto interessante ma anche lui non trova modo di risultare decisivo.
6+
(Pinotti:
pochi minuti per cercare di impensierire gli avevrsari con la sua freschezza).
All. Zanchetta:
la squadra è in calo. Evidente. Speriamo riesca a rilanciarla per il finale. Giustamente evita di ricorrere all’alibi delle assenze,
5.5
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Ti chiederei, da quando il FFP è diventato FSR, chi l’ha violato senza pagare, ma non la finiremmo più. Dai, tu non hai mai cassato alcun opinione/commento calcistico e sicuramente è possibile aggirare queste regole, peraltro, inique.
Bón, va bene così.
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Il FSR è in vigore dal 2023, le prime vere verifiche partiranno nel 2024-2025 con dati completi, quindi ci saranno sicuramente casi nei prossimi anni, ma per ora siamo ancora nella fase di “adattamento”.
Il Chelsea ha registrato 138 milioni di euro di perdita nel 21/22 e 105 milioni di euro nel 22/23.
Poi ha venduto due hotel di proprietà ad una società collegata alla proprieta generando una plusvalenda di 89 milioni di euro. Quindi la perdita senza questa operazione di molta dubbia natura sarebbe stata nel 22/23 di 193 milioni di euro.
Poi la porcata più clamorosa per salvare il bilancio è stata nel 23/24, chiuso con un utile di 153 milioni di euro grazie a questa operazione riportata nel bilancio: «durante l’anno, il Gruppo ha avviato una revisione della propria struttura societaria, che ha portato alla vendita del 100% delle azioni della Chelsea Football Club Women Ltd a Blueco 22 Midco Limited, una consociata della stessa società madre intermedia, Blueco 22 Limited, in data 28 giugno 2024, per un corrispettivo totale di £200,0 milioni (circa 236 milioni di euro, ndr). Questa vendita ha generato per il Gruppo un utile da cessione di controllate pari a £198,7 milioni (circa 234,7 milioni di euro).
Senza questa operazione senza senso sotto verifica da parte della Premier, il Chelsea avrebbe chiuso il bilancio con un rosso di 81 milioni.
Ho preso il caso più clamoroso di magheggi finanziari per aggirare le regole in corso, dato che il Chelsea in condizioni normali avrebbe un rosso di 412 su tre annualità.
Quindi il discorso, penso, di Luciano è: i proprietari dell’Inter potrebbero investire per rafforzare di più l’Inter? La risposta è si, ma non ne hanno un’interesse perchè sono un fondo con le caratteristiche perfettamente elencate da phragrance, che al riguardo ne sa molto più di me.
Ci sono vari metodi per accresciere il fatturato, per esempio la costruzione di uno stadio moderno che genera più ricavi e sopratutto investire fortemente sulle giovanili, per generare valore che un domani incida sulla possibilità di effettuare laute plusvalenze e quindi aumentare le capacità di spesa del club.
Quindi la verità come spesso sta nel mezzo, se domani arriva lo sceicco che si innamora dell’Inter o vuole farne un veicolo di propaganda per varie ragioni nel suo stato, sicuramente assisteremo a manovre diverse da quelle della nostra proprietà, con una forte possibilità di essere più competitivi ad alto livello dopo qualche anno.
La dirigenza e il corpo tecnico attuale sta facendo un miracolo nelle condizioni date per mantenere questo grado di competività, quindi godiamoci il momento perchè non è affatto scontato.
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Ma il Il Chelsea, come il Como per fare un esempio caro a Luciano, non partecipa alle competizioni UEFA, quindi non è (ancora) sotto esame UEFA FSR.
Poi le regole UEFA si applicano retroattivamente. Quindi se il Chelsea si qualifica per una Coppa nel 2025/26, l’UEFA analizzerà i bilanci 2023, 2024 e 2025 (rolling 3 anni) e potrebbe rigettare operazioni non genuine fatte nel frattempo.
Il PSR della Premier è certamente più tollerante del FSR.
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Se togli Bastoni e lasci sulla fascia Augusto e Di Marco oppure se stravolgi la difesa negli ultimi minuti ormai è comprovato…non tieni il risultato.
A questo punto faccio fatica a restare ottimista, ogni avversario che incontriamo in qualunque competizione affrontiamo, lotta allo stremo perché si gioca tutto…..noi siamo una grande squadra, siamo orgogliosamente in lizza e con buone chances in ogni competizione, ma abbiamo un problema insuperabile….le nostre seconde linee non incidono e peggio che peggio non riescono a tenere un risultato…oggi abbiamo giocato in 10 per 90 minuti.
Alla fine la fatica ci sta facendo pagare dazio, non può essere colpa dei tesserati, che come detto stanno dando il loro massimo, ne dei dirigenti che tutti gli anni devono fare le nozze coi fichi secchi se a un certo punto inizi a frenare…sicuramente ad Oaktree stanno fischiando le orecchie, e posso affermare che con Zhang ancora in sella questo scudetto sarebbe già in saccoccia.
Poi perdonatemi ma potendo vorrei provare ad incaricare un nuovo DS al posto di Ausilio, troppi nuovi acquisti hanno “cannato”…rischiamo davvero di ritrovarci con un pugno di mosche in mano a fine stagione per aver sopravvalutato certi ingaggi….per fare un esempio come sarebbe andata la stagione se al posto di Correa e Taremi avessimo invece mantenuto in rosa Dzeko e Sanchez? Non lo, so ma anche se vecchi mettevano in campo tutt’altro carisma ed esperienza.
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Siriano: purtroppo, ancora una volta sono d’accordo con quello che scrivi. Anche sull’idea di provare a cambiare ds. Il bologna è una squadra forte, ha una rosa adeguata ai suoi obiettivi, con doppioni ‘giusti’. La sua forza non era l’allenatore (Motta) ma chi ogni anno costruisce una squadra di ottimo livllo. Anche se costruire una squadra di ottimo livello è cosa completamente diversa dal costruire una squadra che deve stare ai vertici in campionato, CL e coppe italiane, con zero euro a disposizione per chi deve occuparsi di sostituire i ezzi usurati o guasti.
Bisognerebbe che i tifosi facessero capire a questa proprietà che o gestisce l’Inter da Inter o, nell’interesse di tutti è meglio che venda.
Ricordo scritte: Zhang out, immeritate …
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Arrivato. Penso che lo pubblicherò domani in mattinata.
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Post online: https://buu.zone/2025/04/21/una-sconfitta-quasi-prevedibile-bologna-inter-0-1/
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