
Se i miei calcoli non sono sbagliati, qualora il Milan vincesse tutte le otto partite che mancano, arriverebbe a 89 punti.
In quel caso, a noi per vincere lo scudo sarebbe necessario ottenere almeno altri 11 punti. In otto partite.
Da un punto di vista tecnico (ciò che le due squadre hanno mostrato nella stagione) e anche dal punto di vista di un appassionato di calcio ‘neutrale’, i giochi sembravano fatti anche prima della partita con l’Empoli, perché in ogni caso undici punti di vantaggio sarebbero stati tanti.
Dal punto di vista dell’emotività di un tifoso, quale io sono, la certezza assoluta non l’ho neppure ora e quindi prima della gara con l’Empoli, sempre sul piano emotivo, avevo delle preoccupazioni penso non del tutto infondate, che ora motiverò (naturalmente le motivazioni sono valide solo per me, perché rispondono alla MIA emotività).
Dopo un periodo strepitoso (e stressante), l’Inter ha faticato col Genoa, ha faticato a Bologna, ha buttato via un vantaggio complessivo di due reti contro l’Atletico, ha subìto in casa la rimonta di un Napoli modestissimo.
L’impressione (il timore) era che l’Inter fosse sì molto forte, ma avesse speso tantissimo nella splendida cavalcata che l’aveva portata a ottenere una dozzina di vittorie consecutive, in gennaio e febbraio, e che ora le fosse venuta a mancare, come sarebbe naturale, un po’ di brillantezza.
Nel frattempo il Milan, dopo aver pareggiato in casa con l’Atalanta (25/2), aveva vinto sei partite consecutive (4 di campionato e 2 di Coppa Uefa)
Poteva essere un segnale che i rossoneri siano avviati a un finale di stagione in crescendo.
Anche se, tutto sommato, con queste 4 vittorie ci avevano ‘mangiato’ solo due punti, che però in caso di risultato negativo con l’Empoli sarebbero diventati 5
Con noi in calo e loro in crescendo, considerando che già una volta ci avevano recuperato 9 punti in poche giornate (da -7 a + 2) a me risultava chiaro che un eventuale passo falso con l’Empoli, che ci avrebbe portato a + 11 con un derby ancora da giocare, confermando anche la nostra flessione, non ci avrebbe lasciati tranquilli (o almeno non avrebbe lasciato tranquillo me).
Fare risultato pieno con l’Empoli, dal mio punto di vista, sarebbe stato molto rassicurante.
Nel corso del match poi, considerando anche l’ottima prestazione dei toscani e l’evidente calo di condizione di alcuni nostri giocatori, la vittoria diventava ancora più preziosa.
Preziosa ma per nulla scontata, perché dopo il vantaggio iniziale la partita è rimasta in equilibrio, se non sul piano delle occasioni (sicuramente ne abbiamo avute di più noi, a cominciare dal palo di Bastoni) almeno sul piano del risultato, sempre in bilico e delle situazioni di gioco.
L’Empoli pressava alto, come aveva fatto per tutta la partita, giocata senza timori reverenziali.
In quelle condizioni, sarebbe bastato un errore in disimpegno, giocando la palla dal basso, oppure un tiro o un cross rimpallato o deviato, o ancora un tiro dal limite, con la linea difensiva che non riesce ad accorciare in tempo (o con la mediana che non si abbassa tempestivamente), per vanificare il vantaggio costruito faticosamente.
Non è andata così, per fortuna e questo secondo me si deve a due fattori: anzitutto la superiore caratura umana dei nostri (il gruppo) che hanno speso tutto e anche qualcosa di più sacrificandosi nella fase difensiva, nei rientri, rendendosi altresì disponibili per dispendiosissime ripartenze.
Insomma, secondo me l’Inter ha confermato di non attraversare uno di quei periodi ottimali in cui tutto ti viene facile, di vivere una fase non particolarmente felice, ma al tempo stesso e proprio per questo, avendo vinto di squadra, ha dato una risposta rassicurante.
L’altro elemento determinate è stato, per una volta, l’importanza delle seconde linee: da Audero, che si è dimostrato reattivo nell’unica conclusione loro veramente pericolosa e che non ha sbagliato un appoggio con i piedi, a Carlos e Asllani, che hanno fatto in pieno il loro dovere, a Dumfries, dimostratosi decisivo come Sanchez.
Perché se è vero che il cileno ha un po’ bisticciato con il pallone solo apparentemente facile in occasione del gol, è anche vero che nessuna delle altre due punte in campo ieri ha saputo smarcarsi, solo, davanti alla porta.
Quindi, a voler ben guardare, anche il secondo elemento è ascrivibile alla compattezza del gruppo, alla sua solidità, alla determinazione con cui tutti perseguono il grande risultato che hanno ‘ fiutato’.
La partita
Non è stato un match facile, credo che l’abbiamo visto tutti. L’Empoli ha giocato con coraggio, a viso aperto, e con buone trame.
Ai toscani sono mancate due cose per essere alla pari con noi: un po’ di qualità nell’ultimo passaggio e un po’ efficacia nei sedici metri.
Questo anche considerando l’ottima abnegazione e concentrazione di tutti i nostri nella fase difensiva: del resto se i toscani non hanno segnato nelle ultime 4 partite e nelle tre precedenti la nostra hanno sempre perso per 1-0, giocando bene, qualcosa questo deve significare.
L’Empoli ha pressato alto per quasi tutta la partita, cercando di inaridire le nostre fonti di gioco e nel contempo cercando la ripartenza improvvisa su un nostro possibile errore in disimpegno.
La loro manovra offensiva non si sviluppava per vie centrali, ma prevalentemente sulle fasce e in particolare sulla sinistra dove Luperto e Pezzella avanzavano per creare superiorità numerica, sovrapponendosi a Niang e allo stesso Cambiaghi che spesso svariava su quella fascia.
Così i cross tentati sono stati bene 21, il doppio dei nostri, ma di questi solo 7 sono andati a buon fine anche perché in pochi potevano riempire il centro dell’area e solo Bastoni, il loro, tra i centrocampisti… residui aveva un po’ di fisicità.
Nello stesso tempo, almeno inizialmente la loro avanzata in massa sulla sinistra apriva spazi ampi per il lancio lungo su Thuram che trovava spazi smarcandosi proprio su quella fascia.
Il gol è venuto così.
A proposito: il regolamento è chiaro, ma confesso che se fosse capitato a noi non l’avrei presa bene.
Premesso che non credo esistano immagini che decretino definitivamente la posizione di fuori gioco iniziale di Thuram, penso che l’assistente non l’abbia giudicata tale.
Il francese è scappato su quella fascia un’altro paio di volte, prima che Nicola ponesse rimedio alla situazione con un diverso posizionamento dei suoi difensori.
La forza dell’Inter invece è la stessa che si era già vista in tante partite: la totale mobilità della squadra, l’intercambiabilità dei ruoli, il perfetto sincronismo con cui questo avviene.
Questa volta l’Inter non ha attaccato con tantissimi uomini, come solitamente avviene quando l’avversario soprattutto si difende, ma ha attaccato con uomini sempre diversi.
Thuruam e soprattutto Lautaro sono spesso arretrati per aprire varchi, gli esterni, le mezze ali e persino i due braccetti si sono inseriti da veri attaccanti, non solo sfruttando la verticalità, ma addirittura cambiando zona del campo.
Dimarco ha segnato dalla posizione di centravanti e in un paio di altre occasioni si è trovato a giocare addirittura sul centrodestra.
Pavard e Bastoni sono andati più di una volta al tiro.
Barella imperversava in ogni zona del campo e lo stesso Acerbi in qualche occasione è avanzato.
Per contro un Calha non al top teneva maggiormente la posizione e tutti, secondo meccanismi collaudati provvedevano a turno a coprire lo spazio lasciato dal compagno in cerca di gloria.
Questi meccanismi sono efficaci e straordinari da vedere ma perché riescano bisogna che la condizione, la concentrazione e la qualità atletica e… ‘intellettiva’ (nel senso di capire dove posizionarsi, nel leggere lo sviluppo possibile dell’azione) dei giocatori siano elevatissimi.
Questo spiega ad esempio perché nonostante l’età Miki sia statisticamente il giocatore più irrinunciabile
L’altro rischio, io sbaglierò ma continuo a considerarlo tale, è il maggior dispendio di energie richiesto da questo continuo movimento di tutti: ed è un rischio che può riguardare sia la singola partita che le diverse fasi di una stagione.
Il rimedio è solo nel possedere una rosa ampia e qualitativa.
Noi l’abbiamo abbastanza ampia a mio parere per far molto bene in campionato, ma non l’abbiamo per vincere in campionato e nelle coppe.
Resto infatti convinto che come undici titolari non siamo inferiori all’Atletico, ma se ne avessimo avuto davvero 25 di qualità e ‘pronti’ (che non significa ‘anziani’ significa giocatori fatti, pronti per qualunque palcoscenico) oggi magari avremmo qualche punto di vantaggio in meno, ma saremmo ancora in CL.
Consentitemi a questo punto una breve divagazione, spero chiarificatrice e non polemica: tutti noi, se si tratta di acquistare un ventiduenne o un trentaquattrenne DI PARI VALORE sceglieremmo il primo, che ha un futuro e può addirittura crescere, mentre il secondo difficilmente incrementerà il proprio rendimento.
Ma devono essere di pari valore ORA e il giovane deve costare una cifra accessibile.
Faccio presente che anche l’acquisto di un giocatore sotto contratto comporta una spesa di mediazione.
Chiaro che il procuratore che ti porta un giocatore a zero chiede un compenso maggiore, ma lo può fare proprio perché per te è comunque conveniente spendere qualcosa in più per la mediazione, rispetto a qualcosa in meno ma pagando il cartellino.
La questione è complessa anche perché di solito i giocatori buoni, tranne rare eccezioni, non vengono lasciati a scadenza ma trattandosi di giocatori ‘desiderati’ oltre al prezzo cresce comunque anche il costo delle mediazioni (è la questione dei molti… forni).
Personalmente lascerei volentieri queste complesse considerazioni agli addetti ai lavori e a chi, rimettendoci soldi suoi, giudica il loro operato.
Io mi limiterei a considerare che, prendendo giovani o prendendo vecchi, prendendo svincolati o vincolati, sbagliando con i giovani e sbagliando con i vecchi, da 4 anni siamo ai vertici del calcio italiano e anche internazionale e abbiamo ridotto enormemente il deficit di bilancio.
Che poi ci siano altri che hanno fatto meglio, io in Italia non ne vedo, ma può essere.
In ogni caso mi accontento. Anzi ne sono felice.
Ma capisco benissimo che altri siano critici.
Ritornando alla partita, ho letto lacune considerazioni secondo le quali l’Inter ha costruito la sua vittoria sull’asse di sinistra.
Se con questo si intende sottolineare la straordinaria prova di Bastoni e Dimarco, concordo pienamente.
Se invece si intende dire che le azioni decisive sono venute su quella fascia ho qualche perplessità: il primo gol ha avuto origine da una percussione profonda iniziata sulla destra, anche se la fase finale è stata… di sinistra/centro.
Il secondo gol è tutto di… destra/centro.
Insomma l’Inter ha rispettato la legge delle pari opportunità, anche se bisogna ricordare pure il palo di Bastoni.
Scherzi a parte: se vado a consultare i dati statistici scopro che la mia percezione ‘in diretta’ di un’Inter molto in difficoltà nell’arco del match, trova una parziale smentita dai numeri, che per altro sono sempre da interpretare.
Le statistiche del match
Cominciamo dai tiri:
- tiri verso la porta: 19 a 14 per noi,
- tiri in porta: 7 (2 gol)+ 1 palo per noi, 3 con zero gol per loro,
- tiri da dentro l’area: 6-1 per noi,
- tiri respinti; 8 a 5 per noi (uno insidiosissimo, mi pare di Pavard, ma non sono certo, respinto… da un nostro giocatore).
La nostra superiore pericolosità da questi dati appare netta anche se meno che in altre occasioni, considerando soprattutto che l’Empoli per quanto in buona giornata è squadra di bassa classifica.
In particolare i tiri verso la porta sono abbastanza in equilibrio, ma loro hanno concluso una sola volta da dentro l’area, a conferma della nostra ottima fase difensiva (e/o della pochezza dei loro ‘bomber’)
Le occasioni sarebbero 18 a 12 per noi, ma a me sembrano troppe, sia le loro che le nostre.
Ovviamente il concetto di ‘occasione’ è soggettivo.
Il dato dei cross l’abbiamo già citato: loro hanno crossato 21 volte contro 11 nostre, ma i cross riusciti sono stati solo 7, contro 5 nostri.
Ancora una volta, diversamente da quanto tutti crediamo, sui dribbling riusciti ci facciamo valere: 9 per noi e 9 per loro.
La nostra supremazia sembra tornare netta sui numeri che concernono la costruzione del gioco:
517 passaggi riusciti contro 318, con una percentuale da grande squadra europea per noi: il 91% è andato a buon fine.
Netta superiorità nostra sia sui passaggi in avanti (è evidente che passarsi la palla lateralmente o all’indietro è più facile ma meno…incisivo) sia sui passaggi nella ¾ avversaria.
Infine a conferma della disponibilità al sacrificio di tutti i nostri, i recuperi sono stati 29 per noi e 19 per loro.
A livello individuale una curiosità: Niang con 4 tiri a rete precede Lauti (3). Solo che Niang non ha mai tirato IN porta, e Lauti tutte e tre le volte.
Anche se con scarso esito.
Poi incomincia la passerella di Barella: primo per passaggi nella trequarti avversaria, davanti agli altri due nostri centrocampisti e, importante, davanti a Darmian e Dimarco.
- ‘Bare’ primo anche per palle giocate (88) contro le 79 di Calha e le 75 di Marin.
- ‘Bare’ primo nei passaggi riusciti (88) il che significa che non ha sbagliato nessun passaggio. Dopo di lui Calhanoglu.
- Ancora ‘Bare’ primo nei passaggi chiave (7) contro i 6 di Marin e i 4 di Lauti (a conferma del fatto che il Toro si è speso molto per gli altri).
- Ultimo primato del Bare: primo per dribbling riusciti (4).
E veniamo ai dati atletici.
Lauti e Thuram sono primi per pressione ricevuta, cioè sono stati i giocatori più assiduamente marcati.
Ma qui esce il vantaggio della ‘fluidità’ del gioco inzaghiano: marchi bene le due punte poi segna un esterno su passaggio di un braccetto e lo stesso braccetto coglie il palo, mentre l’altro braccetto arriva ben tre volte al tiro.
Come km percorsi Marin supera leggermente Barella, ma il sardo ne ha percorsi una parte maggiore sprintando.
Come velocità media, Asllani precede Miki, mentre come sprint Thuram con 34, 38 Km/h precede Pezzella e Dimarco.
Infine kilometri e velocità media di squadra sono simili.
Questi dati, considerando che loro stanno dando tutto per salvarsi, fanno pensare che la flessione nostra non sia tanto fisica, quanto nella lucidità di alcune giocate e soprattutto nel calo di incisività dalle due punte e di Calha.
Le pagelle
Audero:
para un solo vero tiro: la conclusione insidiosa di Marin da fuori.
Comunque dà sicurezza nelle uscite e con la palla nei piedi.
6.5
Pavard:
l’Empoli attacca dalla sua parte, con l’aiuto dei compagni lui controlla bene la situazione, concedendo solo qualche cross.
In fase offensiva si fa vedere con efficacia e continuità.
6.5
Acerbi:
dopo una settimana psicologicamente impegnativa riprende la posizione con la sua consueta autorevolezza.
Se gli avversari tirano solo una volta da dentro l’area, qualcosa significherà
6.5
Bastoni:
ancora una prestazione strepitosa: attento e insuperabile in fase difensiva, si trasforma in attaccante aggiunto dotato di progressione (l’azione del palo) e di un piede educatissimo (l’assist per il gol di Dimarco).
Ma soprattutto è sempre in proiezione offensiva.
7.5
Dumfries:
entra a una quindicina di minuti dal termine e subito si rende pericoloso.
Quattro minuti dopo il suo ingresso, si produce in una bella progressione e serve a Sanchez un assist che proprio non si può… rifiutare
7
Darmian:
la solita gara di grande sostanza e lucidità.
Prima a destra, poi a sinistra, da braccetto o da quinto, per lui non fa differenza.
Giocatore prezioso.
6.5
Barella:
domina il centro campo, con la sua mobilità, la grinta, l’intensità.
Ma anche con le qualità tecniche, basta leggere in proposito i dati statistici sopra riportati.
Avesse una percentuale realizzativa migliore, sarebbe ineguagliabile.
7.5
Calhanoglu:
non la solita gara da dominatore della sua zona.
Chi ritiene che si sia accontentato della normale amministrazione dopo lo spavento per il leggero infortunio del pre partita, chi pensa che abbia tenuto giudiziosamente la posizione per liberare le incursioni dei braccetti.
Io penso che non sia al top e allora giudiziosamente ha giocato dove la sua presenza era più importante
6
Asllani:
Venticinque minuti, recupero compreso, svolgendo il suo duplice compito (tamponare e avviare la transizione offensiva) senza squilli ma ma anche senza alcuna sbavatura.
Comunque a buon ritmo
6+
Mkhitaryan:
altra prestazione di livello assoluto.
Sempre nella posizione giusta, ottimo nell’aiutare i compagni quando serve, perfetto nel far ripartire l’azione, trova anche la forza di un paio di incursioni profonde e irrefrenabili.
7
Frattesi:
Solo dieci minuti finali e poche occasioni per mettersi in mostra.
s.v.
Dimarco:
altra partita di livello assoluto.
Segna un gol tutt’altro che facile con atteggiamento (e piede) da centravanti.
Spinge con continuità e precisione, dilaga in tutto il fronte d’attacco senza lasciar sguarnita la sua fascia.
In un’occasione vince un duello aereo (non proprio la sua specialità) contro un avversario ben più alto.
Le cifre, straordinarie, della sua stagione dimostrano che siamo di fronte a uno degli esterni più forti d’Europa
7.5
Carlos Augusto:
venticinque minuti finali in totale sicurezza e positività.
Quando si dice avere una riserva che vale il titolare…
6.5
Thuram:
gioca su filo del fuorigioco e con i suoi tagli mette in difficoltà, almeno inizialmente, la difesa empolese.
Non è più in gran spolvero come goleador, rispetto a qualche settimana fa, ma resta prezioso per i movimenti funzionali al gioco della squadra.
6
Lautaro:
se guardiamo al compito primo di una punta centrale che è anche goleador del campionato, la prestazione sembra sotto tono.
Va al tiro tre volte, centra sempre la porta, ma non è mai veramente pericoloso.
Però gioca per la squadra, si sacrifica, ‘esce’ a giocare per i compagni e serve alcuni assist importanti.
Grinta e autorevolezza da vero capitano.
6+
Sanchez:
entra e dopo 4 minuti si presenta all’appuntamento con il cross di Dumfries e pone fine alle sofferenze dei tifosi.
Dice che non ha segnato in modo… un po’ anomalo.
Ma lui l’ha fatto…
Quattro gol e tre assist in 850 minuti giocati, una partecipazione determinante ogni 120 minuti.
preferirei per il prossimo anno uno bravo e più integro, ma in ogni caso, non male per un bollito.
6.5
All. Inzaghi:
o è migliorato lui, o è migliorata la squadra (intesa come qualità e quantità del gruppo), oppure entrambe le cose, con la possibilità anche che nel miglioramento della rosa lui abbia avuto un ruolo importante, almeno tanto quanto chi l’ha formata, scegliendone gli interpreti.
Personalmente giudico positiva non solo la sua crescita, ma tutti i suoi tre anni.
Non mi era mai capitato di divertirmi a vedere l’Inter per 4 anni di seguito.
Certo vincere è fondamentale, ma esserci sempre e in tutte le competizioni, forse lo è ancora di più.
Almeno per me.
Luciano Da Vite
Luciano pensi che tra Adorante e Merola almeno il primo possa avere la potenza necessaria per arrivare in serie a? Tecnicamente Davide sarebbe assolutamente da serie a ma non ha sviluppato la forza muscolare necessaria
"Mi piace""Mi piace"
Sergio, sono entrambi del 2000, ma secondo me qualche speranza di arrivare in A, fra 2 o3 anni, ce l’ha solo Adorante. Per Merola al massimo la B
"Mi piace""Mi piace"
Si su Merola in effetti l’impressione netta l’ho avuta quando l’empoli, nonostante il giocatore provenisse da una buonissima stagione, lo ha girato nuovamente in lega pro. Adorante invece se non sbaglio è esploso quest’anno ed ha ancora dei margini di miglioramento
"Mi piace""Mi piace"
Avere 25 giocatori pronti di qualità equivalente – che poi è la stessa cosa perchè se uno non è pronto vuol dire che non ha ancora….qualità sufficiente – credo non sia umanamente possibile: neppure il city ha così tanti giocatori tutti dello stesso livello.
Tra un giovane ed un anziano non credo si possa avere a parità di costo annuo – rata cartellino e stipendio (più basso) per il primo e commissione procuratore e stipendio (più alto) per il secondo – lo stesso rendimento atteso. Sul secondo punto ad avere oggi una resa maggiore perchè è molto probabile….cali nel proseguo della/e stagione/i. Sul primo, invece, punto ad avere una resa in aumento nel corso della/e stagione/i. E, fattore tutt’altro che secondario per club come quelli italiani non ricchi, avere anche un “valore” da recuperare sul mercato all’occorenza e non una buonuscita da pagare.
Quando parlo di rendimento atteso oggi, mi riferisco al fatto che credo non sia giusto chiedere ad un ragazzo con 4 anni di esperienza lavorativa sin dal primo giorno di lavoro la capacità di resa di uno che ha 35 anni di lavoro alle spalle. Ma nel giro di 6/12 mesi, se il ragazzo è brillante e si applica, è auspicabile pensare ad una resa migliore in rapporto al costo, anche alla luce della continua evoluzione delle conoscenze (fisicità applicata al calcio) che caratterizza gran parte dei lavori e richiede….evoluzione. Praticamente tutte le aziende ragionano così, un motivo – credo – ci sarà.
L’esperienza, attenzione, serve: ma se ne ho già molta in squadra (come nel nostro caso) credo – senza voler offendere chi la pensa diversamente – che sarebbe opportuno cercare profili più freschi per creare un mix migliore.
Se si ragiona solo su chi è più pronto oggi si dovrebbe preferire Gagliardini o Klassen ad Asslani, o D’Ambrosio a Bisseck, per restare ad esempi in casa nostra. Felicissimo, invece, si sia puntato sui ragazzi che hanno dimostrato come il loro rendimento possa crescere nel tempo, specie se inseriti in un meccanismo che già funziona come il nostro (è questo il plus che abbiamo, a mio avviso, per poter inserire giovani meglio rispetto a squdre in ricostruzione). Vedremo se anche Buchanan confermerà di rendere più del pronto Cuadrado: io ci credo.
Inzaghi ha dimostrato di puntare molto sul nocciolo dei titolari per cui tra i rincalzi hanno spazio limitato sia i giovani sia gli anziani (gli scarsi minuti di Sanchez, peraltro in un reparto con pochissime alternative, sono li a dimostrarlo). Solo che per i secondi la finestra di contributo si chiude….prima. Mentre Asslani può acquisire maggiori minuti anche la prossima stagione, dubito lo stesso si possa dire di Klaassen, Arna, sanchez, Cuadrado, ecc.
Indipendentemente da questo, godiamoci il percorso verso lo scudetto – che ripeto giustifica ogni scelta fatta – ma lasciatemi sperare che la nostra dirigenza possa costruire una base più larga su cui poter contare anche nel prossimo futuro (visto che delle cessioni, temo, saranno inevitabili, per noi come per altri club nostrani)
"Mi piace""Mi piace"
Luciano, a questo proposito cosa ne pensi del flop (penso si possa dire) di Mulattieri al Sassuolo ?
Veramente per me e’ incomprensibile. Non mi aspettavo che vincesse la classifica cannonieri della squadra, ma, da qui a non essere,praticamente, mai considerato … Boh, mi spiace per il ragazzo, arrivava da annate in cui aveva mostrato cose buone in realta’ non proprio “oratoriali”. Grazie
"Mi piace""Mi piace"
Spero che non si debbano mai cedere Barella, Bastoni e Lautaro. Abbiamo altri giocatori forti e se proprio dovrà accadere di cedere qualcuno, ho una grande fiducia nella nostra dirigenza, finché resterà, perché ha dimostrato di saper cedere chiudere il mercato in attivo e nel contempo non far perdere valore alla squadra. Anzi!
Poi . che prendano più giovani o più vecchi, facciano loro che sono molto più bravi di me. Io dico le mie opinioni ma poi mi fido di loro.
Ognuno tira l’acqua al suo mulino: chi è un giovanilista continua a citare Cuadrado ma dimentica il contributo assolutamente determinate di alcuni anziani e di molti non anziani ma parametri zero.
Penso che si può sbagliare su un anziano come su un giovane. Sono contento di Mikhi, Darmina, Acerbi ed altri, mi dispiace per i flop di Klaassen ed altri. Sono contento per le buone promesse di Asllani e Bisseck, e mi dispiace per altri giovani che hanno fallito.
Dico che non mi convince il centrale dell’Atletico e ne preferisco altri di cui si è parlato, ma sono consapevole che loro ne sanno più di me e aspetto fiducioso, non rinunciando a dire la mia, nella consapevolezza che sono parole di un dilettante
"Mi piace""Mi piace"
Eh, Becca, le aveva dimostrate in B le cose buone. Mula ha buona tecnica ma è un giocatore di agilità (o almeno lo era). In serie A una punta importante deve avere forza fisica. Almeno, io la penso così. Ho sperato che giocando da titolare con i professionisti mettesse la forza necessaria. temo che sino ad ora non sia andata così. Questo è anche il motivo per cui credo più in Adorante che in Merola, che pure è forse il nostro giovane epr cui ho tifato di più. Anche Seba deve mettere forza per emergere, mentre Pio credo si più sulla buona strada in questo
"Mi piace""Mi piace"
Bellinazzo: “In questi anni Inter brava nel mercato quando sono mancati i finanziamenti di Suning”
"Mi piace""Mi piace"
Collovati: “Ultimamente – continua – ho commentato le partite dell’Inter una decina di volte, quindi le conosco bene. È una squadra che per circa 60/70′ gioca ad altissimi livelli, anche in Europa, ma poi fa fatica perché perde energie. In Italia sono chiaramente la squadra migliore. Spendono tante energie, perché i loro giocatori partecipano ad entrambe le fasi. I giocatori si inseriscono molto, guarda Barella, Dimarco, Calhanoglu, Mkhitaryan. Lo si è visto contro l’Atletico Madrid in Champions League, ma anche in Serie A contro Genoa e Napoli“.
Sono d’accordo. aggiungo solo che a volte partiamo piano e finiamo in crescendo
"Mi piace""Mi piace"
Sulla faccenda dei 28-29 titolari veri, bisogna fare chiarezza: Se non ci sono le possibilità non si costruisce una rosa così. però allora bifsognera scegliere, puntare su una sola competizione.
Con gli Europei (e presumo la Coppa America in estate, dopo una stagione massacrante, con la CL che avrà più partite, con le coppe italiane che comunque danno soldi prestigio e trofei, con un campionato da squadra da battere e poi mi pare con il mondiale per club o giochi seriamente una sola competizione, o ti suicidi. Io la penso così
"Mi piace""Mi piace"
Io non vedo nessuna squadra che abbia 25 giocatori di pari livello….sarebbe un dream team. Credo sia difficilissimo accada anche perchè ci sarebbero sempre 13/14 giocatori che giocherebbero 80/90% dei match e gli altri 10, se fortissimi, reclamerebbero spazio andando altrove.
Diverso è aver 25 giocatori che possono – mescolandosi tra loro – minimizzare le variazioni di rendimento della squadra. In questo caso, credo, dipenda anche dal tipo di gioco proposto: laddove un team è più corale, i cambi sono meno dolorosi (posto che ovviamente abbiano siano di livello decente) mentre squadre più basate su individualità soffrono maggiormente laddove c’è ampia rotazione.
Io credo che Inter abbia oggi un gioco piuttosto corale in grado di mascherare alcuni cambi. Ma ciò richiede, come giustamente dici, buona gamba in prima battuta (ma questo vale per molti) e soprattutto intensità.
Quest’ultima caratteristica, a mio modesto parere, è più preziosa per le squadre corali come la nostra che non vanno a strappi/giocate individuali ma fanno del gioco strutturatio la propria forza. Ecco perchè – essendo una squadra giò “esperta” – proverei a puntellarla con forze fresche che sappiano tenere intensità alta: il lavoro dello staff tecnico credo possa plasmare tatticamente giocatori intensi ma ancora acerci, facendoli crescere dentro un sistema strutturato.
Ovvio che poi le opportunità dipendano da cosa offre il mercato ma, personalmente, nella nostra condizione è una filosofia che seguirei. Se poi dovessimo prendere 5 ultra 30enni e vincere nuovamente lo scudetto sarei felice e mi toglierei il cappello.
"Mi piace""Mi piace"
Hai ragione, Roberto, su una cosa sola non concordo, ma è questione di gusti, di tipo di aspettativa. Vincere lo scudetto mi sta molto a cuore. A questo punto della stagione è l’unico obiettivo. ma in partenza tra vincere lo scudo e far pena nelle altre competizioni, oppure magari non vincere ma essere all’altezza delle migliori in tutte, penso che sceglierei la seconda opzione. E per realizzarla, a mio parere, soprattutto dal prossimo anno serve una rosa di almeno 25 titolari e magari di 3 giovani con margini di miglioramento ma già pronti.
Avessimo Lauti Thuram Taremi Gundmunsson preferirei che il quinto fosse ancora Arna, o uno come lui, piuttosto che Carboni, che perderebbe un anno.
E in mezzo avessimo Bare/Frattesi; Calha/Asllani; Mikhi/Zielinski. preferirei anche nell’interesse suo (e quindi nostro) che il settimo fosse il Claassen di turno, che non deve necessariamente deludere, piuttosto che Fabbian, sul quale comunque, come su Valentin, ho molte speranze, in prospettiva.
"Mi piace""Mi piace"
per chiarire cosa intendo per 25 titolari ti dirò che a mio…gusto le coppie di titolati ptrsenti oggi nella rosa sono:
Sommer Audero
Pavard. Darmian
Acerbi. De Vrji
Dunfries Cuadrado (infortuni a parte che capitano a chiunque)
Barella Frattesi
DiMarco Carlos Augusto
Thuram Arna
Non lo sono:
Mikhi Claassen
Lauti Sanchez
Non lo sono ancora (ma potrebbero diventarlo)
Bastoni (o chi per lui) Bisseck
Calha Asllani.
Spero poi che possa essere considerato un titolare in futuro anche Buchanan.
Il mio concetto di titolare è questo: non chi è pari al primo del ruolo, ma chi, se deve sostituire il primo del ruolo in una partita determinante, non mi crea eccessive preoccupazioni. Anche se ovviamente preferirei il primo
"Mi piace""Mi piace"
Concordo. Con Zelinski credo il cc sia a posto e su Buchanan, da quel che ricordo con il Canada, ho fiducia così come su Bisseck e, in parte, Asslani (per me il play basso non è il suo ruolo, ma sta imparando).
Il vero probelma sono le punte che sono quelle che condizionano più di ogni altro reparto la squadra. Dietro la Thula non abbiamo niente.
Almeno una punta (9) di livello servirebbe in panchina accompagnata magari da una quarta punta più guizzante capace di rompere gli equilibri. Taremi non lo conosco per cui non mi esprimo.
Per il resto trovarne una già affermata sul mercato credo richieda somme di cui non disponiamo. La soluzione è affidarsi allo scouting sperando peschi bene qualcuno non ancora affermatissimo per cui economicamente abbordabile. Occorre guardare al mercato mondiale, anche a geografie meno note. Non vedo alternative. Dopo tutto il Bayer pesca Alphonso Davies dal Vancouver in Canada. Occorre avere coraggio e bravura.
Dovessimo puntare sugli Immobile di turno saremmo punto e a capo
"Mi piace"Piace a 1 persona
a meno che non ci faccia una ventina di gol
"Mi piace""Mi piace"
Ero incerto se andare a Monza per vedere il recupero di campionato tra Monza e Inter: da un lato la forte depressione (motivata) mi induceva a starmene a casa. Dall’altro la necessità di reagire mi ha spinto a passare un paio di ore senza pensieri.
E ho fatto bene.
Per diversi motivi.
Anzitutto perché si trattava di una partita importante: la terza in classifica ospitava la prima (noi) in un ambiente solitamente ostile (ma oggi non è stato così).
In contemporanea la seconda in classifica (il Milan) recuperava contro l’Atalanta (quarta).
In caso di nostra sconfitta e di vittoria dei rossoneri, quest’ultimi si sarebebro portati a 2 punti da noi, a 3 giornate dal temine e con il derby ancora da disputare a casa loro.
Invece noi abbiamo vinto e il Milan ha perso in casa con l’Atalanta, per cui ora la classifica recita:
Inter 57
Milan 49,
Monza 48
Atalanta 47.
naturalmente non era questo l’unico motivo di attrazione: mi piaceva controllare la crescita di alcuni giocatori in una partita insidiosa, ‘vera’ e ancor più quando ho letto le formazioni.
Squadra quasi al completo con il solo Carrara in panchina e il solo Bovio, difensore centrale, ad…allenarsi con gli U17 dei quali ormai fa parte.
Inoltre rientra in squadra (è la seconda partita che gli vedo dopo il lunghissimo infortunio) il promettente portiere Farronato. Al rientro dopo mesi anche Gjeci, come noto sotto età, anche lui fermo da mesi e inizialmente in panca (come si vede gli infotuni non capitano solo ai …trentenni…senza polemica eh…)
Questa la formazione iniziale:
Farronato
Lissi Pavan Peletti Sorino
Moranduzzo La Torre Virtuani
Grisoni Fasana
Franchi Moressa
In panchina: Battagliola, Suppa, Medina, Breda Leoni Orlacchio, Carrara Gjeci. Tra i titolari assenti Curcio e D’agostino.
Non è stata una partita facile, come si prevedeva, nonostante il gol del vantaggio venuto abbastanza presto dopo una splendida manovra conclusa da Grisoni Fasana.
Noi avevamo in campo più giocatori di classe, ma eravamo forse più ‘leggerini’ e pretenziosi. Loro erano messi benissimo dietro, dove chiudevano tutti gli spazi e ripartivano in velocità negli spazi che noi regolavamo.
I nostri sbagliavano spesso l’ultimo passaggio oppure esitavano nel concludere a rete, perdendo buone occasioni. In teoria lo schieramento 4312 avrebbe dovuto lasciar scoperte le fasce ma creare consistenza in mezzo: però le cose non andavano come volevamo, perché i nostri centrocampisti si preoccupavano più di giocare che di interdire.
La migliore occasione in questa fase l’hanno avuta loro, con un conclusione ravvicinata respinta miracolosamente di piede da Farronato. Poi noi siamo passati al 433, ma la situazione non è molto cambiata.
La partita la facevamo noi, ma non riuscivamo a concretizzare
nel secondo tempo loro hanno colto anche un palo.
I nostri cambi hanno dato un po’ più di solidità, ma non siamo riusciti a raddoppiare e chiuderla.
Fino ai minuti di recupero, quando Gjeci, entrato da pochissimo andava a impattare splendidamente di destro, al volo un pallone messo in mezzo, alto a scavalcare il loro difensore centrale, col contagiri, e lo infilava in rete.
Di positivo c’è la conferma della qualità della squadra, il recupero di elementi fondamentali come Farronato e Gjeci e il valido contributo dato in generale dai subentrati.
Ai margini della partita qualche considerazione generale.
C’è molta attesa nel club (giocatori e tecnici) per le decisioni societarie nella prossima estate, la prima in cui Tarantino sceglierà i ‘suoi’ uomini e soprattutto interverrà sul mercato, in entrata ma anche in uscita. Tra l’altro dal prossimo anno anche gli U16 potranno avere come in tutta Europa, un contratto da pro.
Questo da un lato è dispendioso (il livello minimo mi dicono sui 1.700 euro al mese, al quale vanno aggiunte le spese di mantenimento e scolarizzazione per i fuori sede).
Ci saranno giocatori senza contratto che riceveranno proposte altrove e anche giocatori di altre squadre che si renderanno disponibili dovendo investire soldi sui giovani già in età precoce le scelte, in entrata e in uscita, diventeranno particolarmente insidiose.
Insomma, si preannuncia un’estate densa di novità nel nostro settore giovanile
"Mi piace"Piace a 1 persona
Mah, l’ho visto malissimo fisicamente.
Arna e Sanchez, in due, non hanno garantito 10 gol: pazzesco come la squadra abbia sopperito a pochi gol dalle punte (tolto il Toro) restando il miglior attacco del torneo.
Non posso che fare enormi complimenti ad Inzaghi ed al suo staff
"Mi piace""Mi piace"
Condivido. Quest’anno Inzaghi ha fatto un capovaloro, alla stregua di quello fatto da Spalletti l’anno scorso. Dominare un campionato facendo spettacolo tra l’altro in tutte le partite con solo due punte ….. Senza parole.
"Mi piace"Piace a 1 persona
“”E ancora, più concretamente: i dirigenti nerazzurri sanno già come muoversi sul mercato la prossima estate. Le linee guida della proprietà sono state già dettate. Due i principi da rispettare: il sostanziale pareggio della sessione di mercato, un equilibrio tra entrare e uscite proprio come accaduto la scorsa estate. E altro passaggio importante, non ci sarà la necessità di abbassare il monte ingaggi, anche in virtù di molti parametri zero in rosa che hanno abbassato il costo degli ammortamenti“.
Anche questo è un fattore importante. Io per esempio non ci avevo pensato, nella mia incompetenza
"Mi piace""Mi piace"
ho visto a Interello la partita della Primavera, ma, nonostante la vittoria non ha cancellato le mie perplessità. L’ultima in classifica ci ha messo in difficoltà, sia nel primo tempo, quando stavano chiusi per cercare di ripartire, sia nella ripresa quando hanno fatto loro la partita.
Noi abbiamo avuto certamente più occasioni (ci mancherebbe, in casa contro una squadra abbastanza modesta), ma errori anche clamorosi nell’ultimo controllo, nella misura dell’ultimo passaggio, nel temporeggiare prima di andare al tiro ci hanno impedito di chiudere il match, dopo il bel col di Quieto a inizio ripresa.
Molto bene i difensori centrali, Stante e Alexiou, che in pratica hanno consentito a Calligaris di non fare nessuna parata impegnativa, anche se in un’occasione è stato salvato dal palo.
Sufficienti anche le prove dei due esterni, Motta e Aidou e quella di Stankovic.
Di maggio, ottimo nel primo tempo, si è spento alla distanza come Quieto e Kamaté.
Il vero problema è al centro dell’attacco,dove Spina che ha centimetri e sa giocare, non ha peso e forza fisica per incidere.
Nel finale tra gli altri è entrato Lavelli che secondo me, essendo un 2006 come Spina, è più pronto. In un quarto d’ora scarso ha creato almeno 4 o 5 situazioni molto interessanti e sarebbe andato in gol se Enoch non avesse incredibilmente sbagliato la misura dell’ultimo, facile passaggio
"Mi piace""Mi piace"
Quattro partite e quattro vittorie delle nostre giovanili nel fine settimana, in attesa dell’Under 18 che giocherà lunedì a Interello contro il Genoa.
Di particolare importanza la vittoria dell’U17 a Bergamo (0-2 con gol di Cerpelletti e Mosconi)
"Mi piace""Mi piace"
La Fiorentina è così disperata che potrebbe fare un’offerta per Arnautovic….
Bene vittoria gobba, crescono chance che Allegri possa essere confermato.
Sempre più convinto che Vlahovic da noi sarebbe giocatore da 30 gol a campionato….senza rigori
"Mi piace""Mi piace"
Anche da loro, se sta bene
"Mi piace""Mi piace"
Non credo proprio. Ormai sta bene, da mesi, ha fatto 16 gol in una squadra in cui le punte sono raramente accompagnate da un numero consistente di giocatori.
Se fai 16 gol in una squadra che ne fa 45 in 31 partite sei molto molto forte. 45 gol da una squadra che punta al titolo sono niente. Una manciata in più del Frosinone terzultimo.
Sono felicissimo se decidessero di proseguire con Allegri: dopo tre anni parla di quarto posto….alla gobba, in A.
Giustamente ieri Cassano, e prima di lui Adani e altri, hanno il coraggio di dire come stanno le cose: tecnico più pagato, da 3 anni seduto su panchina con monte ingaggi più alto della A, senza coppe….dichiara che obiettivo è quarto posto. Ridicolo. Solo la stampa italiana, spudoratamente, pagata dagli ovini, può essere accondiscendente. Da noi ma anche al bilan sarebbero già saltati…giustamente. Per non parlare dei club esteri.
Se, e io sono tra questi, Motta (di fatto un semi esordiente) gli è considerato superiore credo che Cassano dica il vero.
Comunque se restasse, ribadisco, ottima notizia: avremmo un altro anno per provare a puntare lo scudetto nonostante la loro schiacciante superiorità economica che prima o poi si concretizzerà sul campo, purtroppo.
La sua confusione è povertà tattica è confermata da dichiarazioni catturate a bordo campo: per chi ha dzan, invito a vedere bordocam di lazio gobba. Esilarante….per 9 mn annui.
Veramente un colpo di fortuna il suo rifiuto di allenarci
"Mi piace""Mi piace"
Per stabilire se uno è un grande allenatore, a meno che non sia agli inizi si guarda il curriculum.
Allegri e Mou sono due grandi allenatori anche se nelel ultime stagioni non hanno fatto bene. Hanno guidato le squadre di grandi società? Si, ma altri che le hanno guidate non hanno ottenuto grandi risultati. E poi, sarà un caso che loro abbiano guidato grandi società e, che so, Ballardini, Colantuono, Di francesco, Nicola, Andreazzoli ecc, no?
Intendiamoci io oggi non lo vorrei. Mi piacciono T. Motta, De Rossi (da testare fuori dal suo ambiente), anche Gila (non per l’Inter al momento) e qualche altro
"Mi piace""Mi piace"
Concordo, ma ognuno ha la sua epoca.
Il calcio evolve, alcuni tecnici anche mentre altri no.
Mourinho ha vinto con il Porto un CL – direi da non favorito così come anche da noi – poi ha fatto bene ovunque sia andato. Certo, piazze attrezzate, ma se vinci in 4 campionati differenti vuol dire che sei forte.
Poi oggi io non prenderei neppure lui perchè, secondo me, ognuno fa il suo tempo.
Allegri non è mai uscito dai confini nazionali, tendo a credere per un motivo ben preciso: la poca propensione a proporre un calcio non dico necessariamente offensivo (Di Francesco non è l’esempio) ma quanto meno decente.
In ogni caso se uno con il suo cv è dietro – e concordo al 100% – ai nomi citati per me vuol dire molto.
"Mi piace""Mi piace"
Mou vince scudo al Real contro il Barca di Messi, al Chelsea contro corazzate come Manchester e altre. Vince due CL da non favorito.
Allegri vince nel quinquennio del non campionato delle milanesi – out dal giro per problemi economici – contro la Roma e il Napoli che, a proposito di cv, vantano 6 campionati combinati in e se la gobba non avesse rubato spudoratamente avrebbe lasciato il campionato al napoli di Sarri: non a caso quest’ultimo, pur essendo arrivato secondo, è stato chiamato in inghilterra.
Il contesto, nella composizone del cv, per me conta. Altrimenti tutti i tencini del psg sono dei califfi facendo quasi tutti doppietta campionato/coppa nazionale ogni anno.
"Mi piace""Mi piace"
stasera altra partita importantissima, speriamo La LuLa stia un po’ meglio, idem il centrocampo.
Forza ragazzi, il traguardo e’ vicino, ma serve ancora concentrazione e la giusta carica agonistica.
"Mi piace""Mi piace"
I tecnici del PSG sono ottimi tutti, altrimenti non sarebbero stati chiamati al PSG.
Quindi secondo il tuo ragionamento gli scudi vinti con juve e milan in b o penalizzate, o comunque non competitive, non contano… E lo stesso per gli scudi vinti da altri quando non era competitiva l’Inter. per me gli scudi sono scudi, vincerli in Italia è sempre difficilissimo, In Francia è un po’ diverso, credo lo capiscano tutti. Che titolo di merito avrebbe Inzaghi a vincere uno scudo con La juve a 20 punti il napoli a 40, il milan a 14 a otto giornate dal termine’ Troppo facile, non conta nulla. Non è così, magari lo vincessimo davvero
"Mi piace""Mi piace"
Becca, io non sono per nulla tranquillo. Intanto l’under 18 ha perso in casa 2-3 contro il Genoa. Una partita molto importante per il materiale che ha offerto su cui riflettere. non so se avrò voglia di scrivere il consueto post su prima squadra e giovaniuli (dipende dal risultato di questa sera e quindi dal mio umore), ma se lo farò, cercherò di spiegare perché (secondo me naturalmente)
"Mi piace""Mi piace"
Becca, io non sono per nulla tranquillo.
Oggi l’Under 18 ha perso in casa 3-2 col Genoa. Una partita che fa davevro riflettere sulla filosofia delle scelte societrie a livello tecnico.
Non so se avrò voglia di scrivere il post su prima squadra e giova
"Mi piace""Mi piace"
scusate il…mezzo doppione
"Mi piace""Mi piace"
3 punti che contano come un macigno
"Mi piace""Mi piace"
Non mi hai capito.
Pazienza
"Mi piace""Mi piace"
Thula stanca ma come sempre decisiva: Thuram prende rigore e Toro propizia rete di Frattesi.
Bravo Davide che copra la sterilità offensiva di Sanchez e Arna.
Udinese segna senza tirare di fatto in porta.
Bene cosi
"Mi piace""Mi piace"
soprattutto perché a livello di pressione arrivano dopo tanta campagna mediatica pro avversari (per il futuro ma con impatto sul presente)
"Mi piace""Mi piace"
Come dice Fabio Frigiola ieri sera tre punti che pesano qualche decina di tonnellate.
Oltre a ciò abbiamo palesato una condizione atletica generale discreta. Non siamo più al 100% come un paio di mesi fa quando abbiamo prodotto il massimo sforzo per creare un divario incolmabile con Juve e Milan però non siamo assolutamente cotti. Da pessimista insicuro quasi patologico quale sono temevo che dopo il tour de force poderoso che abbiamo fatto da gennaio a fine marzo e dopo anche la delusione di Madrid oggi ci potessimo anche giustamente trovare sulle gambe con le ruote sgonfie. La partita di ieri, al di là del risultato, testimonia che abbiamo ancora una discreta scorta di benzina. Cito alcune statistiche: possesso palla 77%-23%, passaggi 709-215, precisione nei passaggi 88%-59%, tiri totali 23-3, tiri in porta 6-1. Quest’anno masterclass Inzaghi.
"Mi piace""Mi piace"
Se il portiere dell’Udinese è quello che ho visto ieri sera e contro i gobbacci al cessum direi che ci si potrebbe fare un pensierino (sempre non chiedano la luna ovvio).
Magari Fabio lo conosce un po’ meglio e può darci qualche dritta.
Fisicamente mi ha impressionato e mi sembra anche molto reattivo per la stazza.
"Mi piace""Mi piace"
Contentissimo (e come non si potrebbe :-) )per ieri.
Soprattutto perche’ vincere quando tutto gira bene e tutti sono in palla “e’ facile”, farlo, al 95′, quando sei stanco, appesantito mentalmente da varie pressioni create ad arte, sfigato (si puo’ dire? penso di si dai, cribbio un solo tiro in porta, con una deviazione giusta giusta per creare l’indecisione fatale e gli avversari passano in vantaggio), beh vuol dire tante cose.
Certo, durante il pathos della partita, abituati al grande calcio dei mesi scorsi, si fa fatica “ad accettare” tutta quella serie di passaggini sbagliati, cross sballati, attaccanti che sembrano i fratelli scarsi di quelli che giocavano prima. Ma, a mente lucida (e felice), applausi a tutti. Mkhitaryan e’ un extraterrestre e mi vergogno di aver dubitato che fosse ancora un calciatore da Inter, quando lo abbiamo preso. Benissimo Davidino Frattesi, si vede che ha voglia di vincere …
E’ ancora dura, io fino a che non avro’ la certezza matematica di aver raggiunto il ns obiettivo N.1, soffriro’ .
Ma il fieno comincia ad essere tanto …
"Mi piace""Mi piace"
Real City è qualità totale.
Pazienza se chi va in vantaggio non si difende e inizia a perdere tempo…il calcio è anche divertimento e io mi diverto molto a guadare match aperti.
La qualità è alta ma nessuna delle due rinuncia mai ad offendere, a costo di farsi trovare qualche volta scoperta.
Sarà un mio difetto ma preferisco cento volte match così che i noiosi zero a zero in cui non si fa una sovrapposizione per paura di scoprirsi e ogni punizione/rimessa mangia 45 secondi
"Mi piace""Mi piace"
Nel pomeriggio un post
"Mi piace""Mi piace"
Post inviato
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ricevuto Luciano. Lo pubblico sicuramente entro stasera.
"Mi piace""Mi piace"
Nuovo post online: https://buu.zone/2024/04/10/un-weekend-ricco-di-spunti-udinese-inter-1-2/
"Mi piace""Mi piace"