Sei la più bella del mondo: Inter – Atalanta 4-0

Foto: concedetemi un po’ di “personalismo” (tra virgolette ovviamente). Una foto dello bellissimo stadio di San Siro scattata da mio fratello nella serata di mercoledì. Come tanti altri tifosi nerazzurri (sempre numerosissimi allo stadio) ha assistito al grande spettacolo della nostra bellissima vittoria contro l’Atalanta nell’ultimo turno di campionato.

Ogni tuo pensiero, ogni singolo movimento/

Ogni tuo comportamento ogni giorno di più, io trovo/

In tutto quel che fai, io vedo in tutto quel che sei/

La squadra che da sempre è stata nei sogni miei”.

Con qualche piccolo aggiustamento (il principale: squadra invece di ragazza), il brano di Raf sembra scritto per descrivere gli stati d’animo suscitati dall’Inter attuale.

Non so come andrà a finire, non so se passeremo o usciremo contro l’Atletico e non sono  neppure sicuro che vinceremo il campionato.

Lo dico un po’ per scaramanzia, un po’ perché non ho dimenticato il crollo di due anni fa, un po’ perché trovo molto sagge le parole di Inzaghi: “Un mese fa eravamo pari alla juve, in un mese dunque può succedere di tutto”, un po’ perché trapattonianamente la mia natura è incline  a far proprio il detto: “Non dire gatto se non se l’hai nel sacco”.

Non so come finirà dunque questa favola, ma so che raramente, forse mai in vita mia, ho visto un’Inter così bella, entusiasmante per come abbina prestazioni di altissimo livello e risultati stupefacenti.

E so che probabilmente, considerando anche la mia età, non la rivedrò mai più.

Perché Milan e Napoli, per esempio, hanno dimostrato come oggi nel nostro campionato sia difficile ripetersi immediatamente, sia nei risultati sia, almeno per i partenopei, nel gioco.

Resta il fatto che se continuerà così, sarò costretto a saccheggiare tutte le più belle canzoni d’amore.

Al momento la canzone che vorrei ripetere a lungo è “Aaancora…. aaaancora!”

Diciamo la verità, non è stata una vittoria facile, perché l’Atalanta è una squadra forte e si trova in una fase molto positiva (4 vittorie e un pareggio a Milano col Milan nelle 5 partite che hanno preceduto questo match, con numeri significativi a livello realizzativo) e perché alcuni episodi, dopo decisioni impeccabili a norma di regolamento, ci hanno in qualche modo detto bene.

Sia sul gol annullato a loro, sia sul rigore concesso a noi, si può discutere del regolamento, non delle decisioni assunte sulla base dello stesso.

E la posizione negazionista espressa dall’A.D. dell’Atalanta è francamente patetica.

Si può dire che abbiamo avuto un po’ di suerte per quei due tocchi di braccio, ma in entrambi i casi il volume del corpo è stato vistosamente aumentato dal braccio largo e questo secondo le norme vigenti (che valgono per tutti) è stato determinante.

Poi però noi la suerte ce la siamo abbondantemente meritata, perché abbiamo letteralmente annichilito l’Atalanta, dominandola in ogni zona del campo, come indicano i gol, le occasioni e i dati statistici. Basti pensare a questo: l’Atalanta ha tirato nella luce della porta una volta in 95 minuti (tiro di Mirancuk respinto da Sommer, che poi ha dato origine al gol annullato).

Non… sminuisce l’importanza di questo dato il fatto che sia ormai un’abitudine questa carestia di tiri a rete per chi ha la… disavventura di incontrarci.

L’Atalanta ha iniziato la partita come era largamente previsto: uomo contro uomo e pressing altissimo, grande intensità nei duelli individuali, che spesso li vedevano prevalere.

Gli esterni attaccavano molto, costringendo i nostri a stare bassi, per contro i tre difensori rompevano raramente la linea, ma si limitavano a salire per tenere corta e compatta la squadra, condizione imprescindibile, per cercare di impedire le ripartenze interiste, che Gasp sa bene essere letali.

I moduli erano molto simili, perché se apparentemente Gasp faceva ricorso a un 3412, in realtà la trovata di far marcare in fase di non possesso Asllani da Koopmeiners, di fatto riproduceva una sorta di 352.

Quando l’Inter cercava di ‘uscire’, un centrale (Pasalic o Ederson) scalava su Asllani e Koopmeiners aiutava i due attaccanti nel pressing sui tre nostri difensori, mentre Hateboer e Zappacosta salivano molto costringendo i nostri esterni a restare bassi

La pressione compatta dell’Atalanta e il ritmo forsennato impresso alla partita non permetteva ai nostri difensori di ragionare, perché dovevano liberarsi immediatamente della palla, ma i compagni erano tutti marcati.

Così il giro palla, oltre che difficoltoso, era spesso in orizzontale, anzi, non si contano in questa fase i retropassaggi su Sommer che di fatto diventava il primo costruttore.

Sempre in questa fase, durata una ventina di minuti, si sono verificate alcune ‘sbavature’ da parte dei nostri, anche di alcuni dei giocatori più tecnici, sotto forma di tocchi sbagliati, presumibilmente proprio a causa della pressione martellante.

L’errore di Pavard (o meglio l’incomprensione tra Pavard e Asslani), che ha portato al gol atalantino poi annullato, è stato solo l’episodio più clamoroso di una serie di tre o quattro imperfezioni di questo tipo.

Naturalmente tutti sapevano che nel momento in cui l’Inter fosse riuscita a  superare la prima pressione, avrebbe avuto anche la possibilità di verticalizzare velocemente negli spazi per cercare di arrivare al tiro

Ma questa situazione si materializza per la prima volta attorno al 20′ di gioco, dopo un inizio di sofferenza, culminato proprio nell’azione del gol annullato.

Intorno al 20′, dicevamo, una splendida verticalizzazione di Bastoni mette Barella, dopo un gran controllo, solo davanti al portiere. Palla in rete, ma gol annullato per fuorigioco del Bare.

Attenzione a questi due nomi, avremo occasione di riparlarne.

Ma a questo punto la situazione cambia radicalmente.

L’Atalanta non ha più la forza e l’intensità per continuare il pressing alto nello stesso modo asfissiante.

I nostri hanno modo di ragionare in fase di apertura dell’azione e di riprendere il loro gioco fatto di grande ‘liquidità’ delle posizioni.

Proprio l’azione citata ne è una prima dimostrazione, con Bastoni suggeritore e Barella in posizione di centravanti.

Quattro minuti dopo abbiamo il bis, sempre con Bastoni che smarca in profondità  questa volta il… legittimo titolare del centro area avversaria, cioè Lauti.

Il tiro del nostro però finisce ingloriosamente a lato.

Passano solo tre minuti e il copione si ripete con interpreti che cambiano rigorosamente ruolo: questa vola il suggeritore è Lauti, arretrato sulla tre quarti, che manda nello spazio Miki, cross teso e basso che Carnesecchi riesce solo a deviare, ma sulla palla, in posizione di centravanti si avventa… chi? Arna? Lauti?

No Darmian, che infila di precisione

Passa un altro minuto e Lauti si rende protagonista di una percussione profonda, al termine della quale smarca al tiro, da posizione favorevole… ancora Darmian.

In 20 minuti la pressione asfissiante dell’Atalanta aveva si neutralizzato gli spunti offensivi dell’Inter, ma aveva prodotto solo il gol annullato per fallo di mano e un tiro abbondantemente fuori di Mirancuk.

In otto minuti il gioco delle verticalizzazioni e degli spostamenti di ruolo dei nostri hanno prodotto un gol buono e tre occasioni con l’uomo solo davanti al portiere.

Ma non è ancora finita, perché Lauti prima del 40′ si libera ai limiti dell’area scaglia e un bolide prodigioso che si infrange sulla traversa.

Nei minuti di recupero Dimarco sul centro destra (?) recupera il pallone dopo un uscita con deviazione di Carnesecchi, l’appoggio è su Pavard.

Il francese, maestro nel trovare l’appoggio intelligente, anziché crossare serve Lauti che si è altrettanto intelligentemente staccato all’indietro dalla marcatura: il controllo è leggermente lungo, ma la conclusione risulta terrificante per potenza e precisione: 2-0.

Cosa è cambiato dai primi 20′ alla fine del tempo?

Riporto un giudizio che ho letto da qualche parte: non so se è attendibile, ma io lo condivido:

“Il calo fisiologico dell’Atalanta si presenta prima del previsto, facendo iniziare un’altra partita”.

E ancora:

“Il gol di Matteo Darmian conferma la teoria della verticalità vincente”.

Ripeto, non so se è stato solo questo, forse sono intervenuti altri fattori, anche psicologici (gol annullato-gol subito) ma è certo che il calo prestazionale c’è stato: per esempio dopo la sfuriata iniziale i nostri vincevano sempre più spesso i duelli uno contro uno e le occasioni costruite in 25 minuti lo testimoniano.

C’è poi da considerare un altro fattore: l’Atalanta nel suo periodo migliore pressava con tutta la squadra alta, ma nella sostanza, tranne qualche rara eccezione, mantenendo   sempre le posizioni canoniche, mentre per i nostri il ‘ruolo’ era solo un punto di partenza.

Ci sono ancora un altro paio di considerazioni da fare, a mio avviso: l’intercambiabilità delle posizioni è sicuramente efficace (oltre a generare azioni piacevoli da vedere). Non c’è dubbio che la mobilità dei senza palla è un elemento decisivo.

Però se alla lunga la pressione alta assillante provoca inevitabilmente una flessione, anche il gioco degli smarcamenti continui e imprevedibili può avere  due contro indicazioni: la prima è che per praticarlo bisogna che gli avversari te lo lascino fare.

Non è un caso che questa Inter fortissima a volte sia stata messa più in difficoltà da avversari chiusi, che non consentivano inserimenti a sorpresa, piuttosto che da avversari che venivano a prenderci nella nostra metà campo.

Se una squadra ci pressa (con buoni giocatori) può crearci difficoltà, ma quando l’intensità della pressione cala, prende dei rischi letali per la bravura tecnica soprattuto dei centrocampisti e dei braccetti e per la gamba di molti.

La seconda è che anche questo gioco ‘liquido’ richiede sempre interpreti al massimo della condizione, perché non si tratta solo di inserirsi con un compagno che ti copre, ma gli automatismi devono essere realizzati con tempi perfetti come pure i rientri (sappiamo che correre all’indietro è più pesante che correre in avanti).

Da questo punto di vista noi stiamo vivendo una stagione incredibile proprio per continuità e le spiegazioni, complementari, possono essere tre:

  • una preparazione scrupolosa e di avanguardia,
  • l’allestimento di una rosa ricca che permette alcune alternanze (non tutte) quasi indolori,
  • la capacità di programmare il turn over dell’allenatore e dei suoi collaboratori, frutto anche di esperienze passate.

Se queste tre condizioni sono reali, non dovrebbero esserci eccessivi timori di sbalzi di rendimento clamorosi (penso, facendo ragionevoli scongiuri, al girone di andata dello scorso anno e a quello di ritorno di due anni fa).

Nel secondo tempo tutto diventa ancora più facile, perché se l’Atalanta non ha più la forza per pressare alta a nella nostra metà campo, tuttavia in svantaggio di due reti deve cercare di attaccare per riaprirla.

Ma in questo modo inevitabilmente si allunga e si concede ancor più alle nostre verticalizzazioni.

Anche il cambio di Darmian con un Dumfries dalla potenza inarrestabile contribuisce ancora di più ad allungare la squadra atalantina.

C’è anche un po’ di suerte nella scelta, ragionata, di Simone di partire con Darmian, certamente più difensore dell’olandese, per contenere l’aggressione (prevedibile) atalantina e viceversa di schierare Dumfries quando la compattezza del pacchetto avversario doveva venir meno e si poteva quindi puntare ad allungare la loro squadra.

Che poi Darmian abbia realizzato anche il gol che ha fatto svoltare la partita (fallendo addirittura il secondo) è qualcosa che ci può stare ma non era prevedibile.

A voler essere pignoli e a fare l’avvocato del diavolo (non quello… rossonero) c’è solo da considerare che tutto è andato per il verso giusto anche per quel tocco di braccio, netto ma non so quanto decisivo, che probabilmente avrebbe cambiato l’andamento della gara.

La superiorità mostrata nel corso di 70 minuti su novanta farebbe pensare di no.

Probabilmente alla fine li avremmo comunque messi sotto, ma certo, la partita avrebbe avuto uno svolgimento diverso e più insidioso.

Il tutto, ripeto, senza dare spazio a lamentele patetiche fondate sulla negazione di ciò che le moviole hanno mostrato chiaramente a qualunque… normo vedente.

Le pagelle

Sommer:

sedici clean sheet su 25 partite da lui giocate in campionato, una sorta di record al quale ha certo contribuito in modo importante.

Contro l’Atalanta forse poteva far meglio sul primo tiro in occasione del gol annullato ai bergamaschi e in qualche situazione ha corso troppi rischi con la palla nei piedi. Ma complessivamente resta la solita assoluta sicurezza.

6

Pavard:

sulla sua valutazione pesa l’errore iniziale, quando non si sono capiti con Asllani, Tuttavia contro un’Atalanta che pressava in modo forsennato un passaggio orizzontale verso il centro dell’area è sempre sconsigliabile.

Impeccabile nel resto della partita, quasi più bravo nell’appoggiare l’azione che nel difendere.

6.5

de Vrij:

nella disgrazia abbiamo avuto una fortuna: l’infortunio di Acerbi si è verificato proprio nel momento in cui de Vrij si è trovato al top della condizione.

Altra prova impeccabile, contro un attacco che, a parte il match contro il Milan ultimamente aveva segnato tantissimo

7

Bastoni:

insuperabile in fase difensiva, dove si rende anche protagonista di ottime diagonali, ‘sgroppa’ un po’ meno del solito, ma sostituisce questa consuetudine con alcuni lanci meravigliosi.

L’ammonizione subita lo costringerà a saltare la gara col Genoa.

7

Darmian:

gioca un tempo alla grande, segnando un gol fondamentale e fallendo di poco la possibile doppietta.

Affidabile in tutte le fasi di gioco, corre per il campo come un giovinetto, ma sempre a ragion veduta.

Ammonito, viene sostituito a inizio ripresa.

7

(Dumfries:

entra a inizio ripresa e mostra subito la sua voglia di imporsi e la straordinaria potenza che ne fanno una spina nel fianco per la difesa atalantina.

Confermo la mia fiducia nell’operato della dirigenza, ma io un piccolo sforzo economico per trattenerlo lo farei.

7)

Barella:

fantastici il controllo orientato e la conduzione palla in occasione del gol annullato per fuorigioco.

Solito grande dinamismo e giocate importanti.

Vince alla grande il confronto con i dirimpettai.

7

Asllani:

fa il suo lavoro in modo ordinato e diligente.

Più contratto nel primo tempo, assume maggior iniziativa col passare dei minuti.

Non è ancora Calha ma risulta già abbastanza affidabile.

6.5

Mkhitaryan:

il professore sale in cattedra solo un paio di volte, soprattutto in occasione della verticalizzazione che porta al primo gol.

Per il resto ordinaria amministrazione, sempre però al suo livello importante.

6.5

(Frattesi:

sta in campo pochissimi minuti, prima di infortunarsi, ma gli bastano per realizzare l’ennesimo gol.

Rapinatore.

7)

(Klaassen:

gestisce con tranquillità le situazioni che gli capitano in una partita che ha già detto tutto al momento del suo ingresso.

6)

Dimarco:

Ancora una prestazione di livello: sempre insidioso nel proporsi e molto attento anche in fase di copertura.

Segna sulla respinta del portiere, dopo il rigore di Lauti, con grande intuizione il solito ottimo calcio di sinistro

7

(Carlos Augusto:

conferma di essere un’alternativa di primo livello. Anche lui entra a partita già decisa, ma trova il modo di far sentire il suo ‘peso’ e la sua concretezza.

6.5)

Arnautovic:

questa volta non riesce a segnare ma fa un ottimo lavoro di squadra alternandosi con Lauti nel cercare la profondità e nel rientrare per aprire gli spazi ad altri incursori.

Importanti alcuni scambi intelligenti.

6.5

Lautaro:

grandissima prestazione, come spesso quest’anno (e non solo…).

Gol spettacoloso, ne sbaglia un altro arrivando in ritardo e colpendo troppo d’esterno, poi coglie una traversa che trema ancora adesso e sbaglia il calcio di rigore.

Ma soprattutto è straordinario per come vede il gioco quando rientra. Fenomeno.

8 (perché sul rigore abbiamo segnato comunque)

(Sanchez:

non è più l’ectoplasma di qualche tempo fa, ha ritrovato condizione fiducia e un po’ di forza fisica.

Si muove bene e ha un piede col quale pochi possono competere.

Come quando scodella sulla testa di de Vrij il gol del 4-0.

6.5)

All. Inzaghi:

vince alla grande il ‘duello’ tattico con il suo avversario in panchina.

La sua squadra soffre un po’ per venti minuti ma poi si impone in modo netto.

Lui non sbaglia nulla, né nel preparare la partita, né nelle correzioni da apportare in corsa.

Che Dio lo conservi sempre così… illuminato.

8

Luciano Da Vite

68 pensieri riguardo “Sei la più bella del mondo: Inter – Atalanta 4-0

  1. Mi sono permesso, affettuosamente (diciamo così), di mettere come foto del post, uno scatto di mio fratello che ieri sera era a vedere la partita. Dopo avere fatto un dottorato con la Milano Bicocca, da ottobre scorso si è trasferito stabilmente a vivere lì a Milano con la sua ragazza e (continuo con la parentesi diciamo “personale”) per fortuna si sta trovando benissimo (nb. Voglio sempre tra virgolette lanciare un messaggio contro chi fa confronti tra nord e sud come volere richiamare delle spaccature di qualche tipo, per fortuna l’Italia è una e “indivisibile”, pure con le differenze che ci sono al suo interno). Tra le altre cose comunque si è potuto deliziare con lo spettacolo di mercoledì sera, di cui ha tenuto a fornirci anche con dei filmati in tempo reale degli aggiornamenti direttamente dagli spalti di quello spettacolare stadio che è San Siro. Lavoro e tanti altri impegni permettendo, è chiaro che con la “scusa” di avere lui lì in pianta stabile adesso, cercherò di venire a vedere qualche partita anche io adesso che arriva la primavera (sembra facile, perché la distanza è veramente poca oramai con le “frecce” di Trenitalia o i treni Italo, ma poi tra lavoro e tante altre cose devi comunque trovare lo spazio).

    Aggiungo, a parte le note personali che ho voluto lasciare diciamo per “simpatia” con tutti gli amici del blog, che sono perfettamente d’accordo con Luciano. Quest’Inter è veramente bellissima e, io lo so che sto dicendo qualche cosa che potrebbe essere in qualche modo tacciata di “blasfemia”, però è veramente forse l’Inter più bella io abbia mai visto. Non la più forte probabilmente, perché sinceramente non lo so se sia possibile vedere nel complesso un’Inter forte come quella del 2009/2010 (che resterà per quanto mi riguarda immortale e dico chiaramente che nessuna partita mi ha mai esaltato non tanto quanto la finale con il Bayern, ma quanto invece la semifinale di ritorno con il Barcellona), però è veramente una squadra bellissima da vedere e io dico, come ho detto nel breve “riassunto” del post, che molto merito va dato a Simone Inzaghi. Nel merito, fermo restando che della sua crescita Luciano ci ha praticamente detto tutto partita dopo partita, sarei curioso di sapere se ci sono commenti ulteriori da parte sua (dato che lo conosceva in qualche modo già quando Simone allenava nelle giovanili, per quanto possibili) come degli altri utenti del blog.

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  2. Emiliano, posso dirti che come avversario, all’epoca delle giovanili era veramente insopportabile, di sicuro uno dei più odiosi. Al Breda, io mi mettevo proprio sopra di lui, a meno di 5 metri e per tutta la partita lui stava in piedi a urlare come un forsennato ma soprattutto a urale contro arbitro e assistente, a ogni decisione che non condivideva (cioè…quasi tutte).
    Il modo di giocare, mutatis mutandis era simile a quello di adesso, nel senso che se poteva e ci riusciva (non allenava una squadra super, neppure per la categoria), preferiva pressare alto.
    oggi anturalmente si è molto raffinato sia nel sistema di gioco sia nel comportamento. Un nostro ragazzo anziché fare l’under 18 qui andò in prestito alla Lazio per giocare subito in Primavera, sotto età. L’anno dopo ritornò da noi e mi disse testualmente: “è un grande allenatore, ma con lui ogni partita finisce in rissa” Questo per dire il trasporto e la pssione che ci metteva…

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  3. Emiliano, Francesco Buono mi ha scritto che non riesce più ad aprire buu.zone e chiede aiuto. ovviamente io non sono in grado di darglielo, tu spero di si

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  4. Confermo che, a livello di gioco espresso, non ancora per trofei vinti, questa è la migliore Inter che io abbia mai visto, e ho iniziato da bambino ad andare a San Siro quando giocava il mio idolo Boninsegna.
    Ma la cosa ancora più importante, oltre a tutte le altre che sono sotto gli occhi di tutti, classifica, qualità, armonia, cattiveria, ecc. è la sensazione che abbiamo avviato un possibile ciclo.
    Adesso non abbiamo più l’obbligo di vendere un pezzo pregiato a stagione, sperando che il sostituto sia all’altezza.
    Adesso siamo diventati un top club europeo, che seppur non può competere per ingaggi con le ricche corazzate inglesi, o Real o PSG, fa gola a qualsiasi giocatore, perchè in Europa ci guardano, ci ammirano, vedono uno stadio sempre stracolmo di 70.000 spettatori con un’atmosfera incredibile.
    Adesso possiamo programmare gli acquisti per tempo, tra l’altro senza svenarci, puntellando la squadra dove serve, senza fare rivoluzioni continue e ansiogene.
    Adesso, oltre ai già grossi introiti derivante dalle attuali competizioni, parteciperemo al Mondiale per Club, che ci darà un ulteriore spinta nel rimettere i conti a posto.
    Adesso gli sponsor fanno la gara per avere il loro nome sulla maglia.

    Certo può succedere che Inzaghi un giorno possa decidere di fare un’esperienza altrove, che Lautaro prima o poi ceda alle lusinghe di decine di milioni di ingaggio di una squadra straniera, che Marotta tra qualche anno andrà in “pensione”, però credo che questa Società, questi dirigenza, questo staff tecnico, questi giocatori possano, anche per ragioni anagrafiche, darci soddisfazione per tanti anni a venire.

    Per ora godiamoci fino in fondo questo momento, ce lo meritiamo!

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  5. Io sono del 1967 e la prima Inter che ho potuto ammirare, seppur in modo approssimativo, è stata quella di Bersellini che vinse il campionato 1979/1980. Quella fu una bella squadra, non composta da campioni con l’eccezione di Spillo Altobelli che era veramente fortissimo. Squadra che definirei “pane e salame”, dando a questa terminologia un significato positivo. Da quell’anno ho seguito sempre con maggiore attenzione e passione tutte le Inter successive. Quanto al parametro soggettivo della bellezza di gioco questa Inter è per me la migliore. Sotto questo aspetto l’unica che in alcni momenti le si può accostare, seppur ad una certa distanza, è l’Inter 2004/2006 dei primi due anni di Mancini che ha giocato dei periodi di calcio molto bello, seppur non molto produttivo sul piano dei risultati. Mi ricordo un Inter-Fiorentina in cui facemmo una partita strepitosa vincendo però solo 1-0.

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  6. Torno dopo a commentare nel merito di Simone Inzaghi. Luciano, riusciresti a dirgli di contattarmi eventualmente via e-mail a emilianodanie@gmail.com? Un contatto diretto mi sarebbe utile per cercare di provare a capire che cosa non funziona. Grazie mille. Perché dai diversi motori di ricerca il sito mi risulta online e accessibile senza problemi.

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  7. Io non so se sia l’inter più bella anche perchè la bellezzza è un concetto molto soggettivo.
    E’ sicuramente molto quadrata, sicura e capace di cambiare pelle anche all’interno dello stesso match: quest’ultima è per me la qualità migliore che si possa attribuire ad una squadra e quindi la rende ottima, o bella che di si voglia, ai miei occhi.
    Inzaghi ha attenzioni dalla premier – ho avuto conferme anche da persone vicine a componenti del suo staff – per cui si tratta di capire cosa vorrà fare: chiudere in bellezza con lo scudetto della stella (sgrat) e salutare oppure provare ad aprire un ciclo di vittorie (risgrat) con noi.
    Se si considerano solo i soldi e la possibilità di fare voce grossa sul mercato credo noi non si possa competere. Se invece preverrà la passione e l’ambiente allora si potrebbe continuare insieme (anche perchè non è che viene pagato due noccioline come faceva Lotito).
    In questo faccio i complimenti alla dirigenza per aver confermato il tecnico nonostante il periodo di burrasca vissuto la scorsa stagione che seguiva una sanguinosa perdita dello scudetto. E’ cresciuto molto e se penso alle alternative citate……mi vengono i brividi

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  8. Purtroppo non ho il suo indirizzo @ mail. La richiesta di…aiuto mi è arrivata si per @mail ma compare l’indirizzo del mittente

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  9. Nel calcio quasi mai esistono valutazioni oggettive, neppure quelle che si basano su dati numerici.

    Per esempio, non è detto che chi vince il campionato sia la più forte.

    E’oggettivo il fatto che chi vince è la squadra che ha fatto meglio, ma questa non è una valutazione: si tratta di una semplice tautologia.

    Così è soggettivo anche il mio giudizio secondo il quale l’Inter vista da marzo scorso a oggi è la più bella.

    Nemmeno l’aggiunta per aver unito risultati e qualità del gioco rende il giudizio oggettivo, perché comprende un elemento “la qualità del gioco” palesemente soggettivo.

    Sarebbe stato meglio scrivere “è l’Inter che mi ha divertito di più”.

    Ma anche questo sarebbe oltre che soggettivo parzialmente in contraddizione con il mio stessi tifo, perché devo ammettere che io mi diverto solo se l’Inter vince.

    Quando abbiamo vinto il triplete è stato il massimo, ma se fosse possibile (in realtà non lo è) scindere risultati e gioco, il gioco attuale mi divertirebbe di più.

    Dal mio punto di vista l’Inter di Mou ha vinto a grandi linee, nel solco delle tradizioni di gioco interista: da Foni a HH, da Invernizzi a Bersellini, dal Trap appunto a Mou.
    Qualcosa era cambiato con Mancini, poi con la parentesi Spalletti, ma con Conte si è tornati alla tradizione.

    Badate che non dico questo per sminuire quei successi: se vinci giocando ‘all’italiana’, per me va benissimo.

    Ma io considero sempre i fatti dentro i processi che li riguardano: per questo mi sono molto dispiaciuto quando abbiamo perso lo scudo che è andato al Milan, ma non l’ho considerata una pura negatività.

    Inzaghi ha preso una squadra creata per giocare in modo, radicalmente diverso da quello che lui voleva: c’era una transizione da costruire e da costruire perdendo alcuni tra i migliori giocatori senza avere soldi per sostituirli adeguatamente (che è il motivo per cui Conte ha lasciato).

    Ha avviato la transizione, ha fatto comunque bene, ha vinto comunque (non appartengo alla schiera di coloro che disprezzano le ‘coppette’, altrimenti tanto varrebbe non giocarla. E come me credo la pensino tanti tifosi a giudicare dall’entusiasmo che quelle coppe hanno scatenato).

    Poi certamente l’esperienza alla guida di una grande squadra lo ha migliorato: per questo nel caso sciagurato di un suo addio, a me piacerebbe T. Motta, ma sono consapevole del fatto che gli si dovrebbe dare del tempo.

    A me piacerebbe un Inzaghi allenatore alla Ferguson, per un periodo prolungato.

    E lo direi anche se per ipotesi che spero assurda, non vincessimo altro in questa stagione.

    Per un risultatista è il massimo della contraddizione.

    Un’ ultima considerazione: la vera qualità di una super squadra è di avere elementi capaci e addestrati sia per giocare in modo offensivo, con pressing alto e tanti ‘assaltatori’, sia con la difesa più bassa e ricorrendo a verticalizzazioni e ripartenze: il fatto di ‘cambiar pelle’ nel corso del match è solo una conseguenza, perché esistono anche gli avversari che a volte ti costringono a giocare in un certo modo.

    Per esempio, dubito che Inzaghi fosse felice di come abbiamo approcciato la partita com l’Atalanta, però può essere stato contento di come abbiamo retto in quella fase e di come siamo ‘usciti’ appena il loro ritmo è calato

    Quindi secondo me c’è del merito di Inzaghi, per come gestisce il gruppo, ma c’è un merito altrettanto grande per chi gli ha allestito una rosa con queste caratteristiche, partendo da una rosa allestita spendendo molto, ma completata negli ultimi anni a colpi di abbattimento del deficit.

    Lo dico per convinzione, senza nessuno spirito polemico

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  10. Come avevo scritto in precedenza io scinderei, per semplicità, i giocatori in due gruppi: gli emergenti e quelli già affermati.
    Sui primi è indubbio il merito di chi li scova: non hanno mostrato nulla, o comunque poco e a sprazzi (altrimenti i prezzi sarebbero già alle stelle) per cui si scommette su una loro crescita. Se questa avviene la “scelta” della dirigenza è stata positiva. Bastoni cresce con Conte, non dico tecnico giusto non serve, ma è molto probabile sarebbe cresciuto anche con altri viste le qualità. Lazaro, per dire, ha fatto schifo con Conte e ora con Juric e sicuramente sarebbe mediocre anche con altri.
    Sui secondi, invece, ci vedo merito dell’allenatore: se Chala al Bilan non vale 5 mn di stipendio l’anno pur venendo via a costo zero e ora vale non so quanto – ma sicuramente parecchio – il merito è del nuovo tecnico che ha messo questo giocatore nella condizione di rendere al meglio. Un 27enne come era il turco – sempre per fare un esempio – aveva già mostrato che qualità e difetti aveva. Bravissimo il tecnico ad esaltarne i primi e mascherarne i secondi inserendolo in un contesto adatto.

    Sul cambio pelle intendo dire proprio che, essendoci gli avversari, non puoi pretendere sempre di approcciare allo stesso modo. Gi avversari sono differenti, diverso è anche il tuo stato di forma, per cui sapersi adattare è fondamentale. Ma è difficile ed è il difetto che personalmente avevo sempre mosso ad Inzaghi: un monotematicità costante che in periodi di scarsa lucidità ci faceva perdere partite perchè venivamo infilati come burro a causa di un approccio costante che veniva capito dagli avversari che avevavo vita facile allorquando la condizione psico-fisica no nera al top. Oggi, invece, vedo tratti di partita in cui si accetta la superiorità (temporanea) dell’avversario che poi inevitabilmente calerà per cui viene infilato.
    Il match di mercoledì è un emblema ma ne abbiamo visti molti in stagione quindi non credo sia più un caso.

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  11. Insomma, ho capito che per leggere un tuo apprezzamento per la dirigenza, qualunque risultato si ottenga, bisogna che la stessa venga sostituita. Non è che adesso ci difendiamo meglio in certe situazioni, perché, oltre ai meriti di Inzaghi, che nessuno discute, gli hanno messo a disposizione una rosa più completa’ No, eh. Non sia mai!

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  12. Per dire, il Chala di oggi tre anni fa avrebbe avuto offerte contrattuali da premier non pareggiabili da nessuna squadra italiana.
    E possiamo andare avanti quando si tratta di profili già noti: se hanno fatto bene – si veda anche Milinkovic Savic – sul piano economico non esistono margini per i team italiani. Diverso, invece, se non hanno fatto bene coi rispettivi club, o comunque meno di quello che potebbero fare. Ma li ci vuole la capacità del tecnico di farli rendere al meglio.
    La cosa vale anche su profili costosi: Lukaku viene preso per 75 mn (record nella storia dell’Inter) ma con Conte fa due stagioni eccezionali tanto che il valore sale. Non le ha più ripetute altrove, con differenti tecnici, segno che in questo caso a pesare non è attività di scouting (chi non lo conosce?) ma bravura tecnico nel farlo rendere di più rispetto a stagioni no nesaltanti vissute in precedenza (Manchester).

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  13. Mi arrendo. Speriamo che licenzino i nostri e arrivino direttori capaci di inventarsi giocatori semi sconosciuti che poi migliorano molto e con i quali potremo anche cercare di ottenere ogni tanto un quarto posto. Mica come questi incapaci, buoni solo a prendere a zero Thuram, Onana, (salvo rivenderlo a 55) Calha, Taremi, Zielinski più qualche altro campione noto che era facile prendere (Dzeko, Mikhi, ecc) oltre ad altri grandi campioni presi chiaramente con valutazioni bassissime.
    troppo facile così. per questo altri direttori non li hanno presi per le loro squadre

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  14. Fabrizio Biasin
    @FBiasin
    ·
    7h
    #Pavard vs difensori centrali #SerieA (Via
    @DataMB_
    ):

    – Precisione nei passaggi lunghi: 1°
    – Assist attesi: 1°
    – Tocchi in area: 1°
    – Cross in area: 1°
    – % Duelli difensivi vinti: 2°
    – Passaggi chiave: 2°
    – Passaggi in area di rigore: 2°

    Si, ma è ESCLUSIVAMENTE merito di Inzaghi che l’ha migliorato. Era così scarso che il Bayern l’ha mollato a basso prezzo e che nessuno in Europa si è precipitato a prenderlo. Così i nostri direttori scappati di casa sono stati costretti a prenderselo

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  15. A me lo dici! Fino a quando mancherà anche un solo punto io sarò in ansia. come lo sono se vinciamo 6-0 a 5 minuti dalla fine perché non voglio prendere gol.ma comunque vada a finire per un anno (inteso come ciclo marzo marzo) abbiamo goduto come bisce

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  16. Ho fatto i complimenti per scelte ben precise, a partire dalla conferma di Inzaghi quando in molti, io tra questi, speravano in un cambio.
    Cosa siamo, alle elementari? Cmq va bene: DIRIGENZA, SOPRATTUTTO DS, MIGLIORI DEL MONDO, ogni scelta fatta è la migliore possibile, inutile commentare dal divano.
    Spero serva a chiudere il capitolo.
    Piuttosto ricominciano con tutti i tecnici vogliono squadra corta ecc. per cui sono solo i giocatori a fare differenza. Con tutto il rispetto mi sembra una teoria un po bislacca ma va bene lo stesso. Vorrà dire che se Inzaghi andrà via ma la squadra resta intatta non ci saranno problemi, cone con il Napoli.
    Invece chissà perché immagino saremo in sesta fila per poi gridare al miracolo

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  17. No, è uno sconosciuto scovato dal nulla.
    Ds del real molto più bravo di quello del bologna: è riuscito a prendere a zero mbappe!

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  18. Io sono molto chiaro.

    INZAGHI complessivamente sta facendo benissimo, faceva benissimo sempre complessivamente anche quando non abbiamo vinto due scudi.Se Inzaghi dovesse andar via sarei molto preoccupato, perché il lavoro dell’allenatore è molto più complesso di quanto si pensi: certo, tutti gli allenatori vogliono la squadra corta e stretta, ma poi ci sono altre componenti fondamentali.
    Quindi per essere ancora più chiaro a Inzaghi do questo

    VOTO COMPLESSIVO: 9

    Che diventerà dieci se vincerà uno scudo e se arriverà almeno ai quarti di CL

    DIRIGENZA TECNICA: sono entusiasta di quello che stanno facendo COMPLESSIVAMENTE in una situazione in cui ad ogni mercato devono preoccuparsi di ridurre il deficit di bilancio (attivo di mercato e riduzione del monte ingaggi)

    VOTO COMPLESSIVO: 9

    che diventerà 10 se vincessimo il campionato e andassimo almeno in semifinale di CL

    Vediamo se sei altrettanto chiaro tu e soprattutto se i tuoi voti dimostreranno che hai superato l’astio e il rancore che ti fanno velo nel giudicare il comportamento di un insieme armonico (l’Inter) nel quale tutti fanno al meglio il loro lavoro e i risultati almeno dall’anno di Conte in poi sono eccezionali

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  19. C’è chi non riesce a comprendere il significato della parola COMPLESSiVAMENTE.
    In italiano dire che uno ha fatto complessivamente bene non significa dire che non ha sbagliato nulla.
    nessuno, nemmeno nel calcio, può sostenere di non avere sbagliato nulla.

    Facciamo un mini referendum fra tifosi:
    vidiamo chi è complessivamente vontento di quanto fatto dall’Inter (intesa come società come collaborazione di tutte le sue componenti) in questi anni dall’arrivo di Conte in poi e chi invece è deluso e insoddisfatto

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  20. Mi correggo perchè mi sono fatto prendere dall’entusiasmo:
    Inzaghi. Voto 9
    Dirigenza. Voto 8
    Zhang. Voto 8,5

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  21. Una squadra costruita con giocatori fortissimi già su carta è la naturale favorita. Sempre.
    Io, invece, ricordo bene i commenti per cui molte altre squadre ci erano davanti o erano pari a noi, a causa della perdita di tutti ‘fuoriclasse’ rimpiazzati con incognite causa restrizioni finanziarie clamorose.
    Se oggi leggo che siamo pieni di fuoriclasse delle due l’una: a inizio stagione si era sbagliato complessivamente giudizio oppure il tecnico ha fatto un gran lavoro ‘elevando’ il valore di nuovi (e vecchi).
    Di nuovo: se noi abbiamo (cit.) ‘smontato’ squadra scudetto ma siamo sempre rimasti competitivi – mentre per altri servono anni per ricostruire squadra smontata- forse tecnico ha grande merito. Forse anche più di chi ha complessivamente fatto bene nella scelta di giocatori che in altri contesti erano svalutati. Strano, visto che principi di gioco sono uguali per tutti i tecnici.
    Io vedo solo coerenza in queste ricostruzioni, meno in altre. Dettate da passione, il calcio dopotutto è sentimento, ma sempre di poca coerenza si tratta.

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  22. Una squadra era stata costruita con giocatori idonei a esprimersi in un certo contesto di gioco. Ha dovuto vendere alcuni dei migliori senza poter utilizzare il ricavato per prenderne di altrettanto forti, sulla carta.
    La preoccupazione era legittima.
    Invece la dirigenza ha fatto miracoli prendendo un nuovo tecnico e giocatori funzionali alla sua interpretazione del calcio.
    Giocatori presi a parametro zero o pagati poche lire.
    In queste condizioni che in partenza non ci davano alcuna garanzia di mantenere la superiorità evidenziata l’anno prima, la società Inter, dal presidente all’ultimo giocatore, passando per tutte le figure intermedie, ha fatto un ottimo lavoro.
    La dirigenza ha operato benissimo sul mercato, conservando il nucleo forte della squadra esistente e completandola con elementi ad hoc poco costosi, l ‘allenatore ha utilizzato benissimo gli elementi messi a sua disposizione.
    Non so quale violenza personale ti abbiano arrecato i nostri dirigenti, per disconoscere queste semplici realtà che sono sotto gli occhi di tutti

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  23. be’ kelle, mi sembra che sostanzialmente concordiamo. Insomma la nostra dirigenza anche per te non è la feccia del calcio mondiale

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  24. Io so una cosa: che tutti gli juventini farebbero carte false perché cambiassimo l’allenatore, certo, ma anche la dirigenza. Che magari qualcuno di loro rimpiange….

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  25. Anno prima siamo arrivati a 20 punti dalla prima, nessuna superiorità minata da cessioni.
    Per te Luciano tutti i nostri giocatori ceduti sono campioni, per me no.
    Nessuna violenza, ma anche nessun assioma come fai tu.
    Ripeto, se fossero stati tutti colpi fenomenali a prescindere saremmo stati favoriti. Non eri di questa idea.
    Se lo diventano io, non pretendo che sia per tutti così, ci vedo grande lavoro di chi li allena e li migliora.
    Se invece, parere legittimo, si crede che fossero forti a prescindere, nessuna preoccupazione per eventuale cambio guida tecnica, cone non ne avevi per il Napoli nonostante cambio Spalletti quando altri invece ci vedevano un grosso downgrade.
    Solo coerenza nei ragionamenti, poi ognuno può avere idee che vuole, ma la coerenza dovrebbe sempre esserci.

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  26. Io so che tutti gli juventini oggi maledicono il giorno in cui Allegri ha detto no a noi accadsandosi da loro.
    Che poi rimpiangano Marotta sicuramente può essere.
    Vedremo cosa combinerà Giuntoki che se è riuscito a far vincere uno scudetto al Napoli, squadra non avvezza a vincerli e gestita da un presidente casinaro, non mi lascia tranquillo per il futuro, considerando le loro disponibilità

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  27. Non riesci proprio a leggere quello che si scrive, mi dispiace. Io parlos empre di COMPLESSIVAMENTE perché non è su ogni singola operazione che si discute, ma sull’insieme dell’operato :”i singoli avvenimenti mi annoiano, essi non sono che la schiuma delle cose, quello che mi interessa è il mare” (cit).
    Non io, ma Conte se n’è andato perché sono stati ceduti campioni sulla carta senza possibilità di rimpiazzo.
    negli anni successivi ne sono stati ceduti altri, diversi dei quali, forse non tutti, se avessimo avuto la possibilità li avremmo trattenuti volentieri. Se poi, pur senza soldi i nostri dirigenti sono stati capaci di prendere gente che non li ha fatti rimpiangere è perchè sono bravi. Inzaghi è bravissimo e li fa rendere al meglio, ma quando non aveva i giocatori per vincere pur facendoli rendere bene, mancava per due stagioni di fila il quarto posto.
    Ho il sospetto che la qualità dei giocatori messigli a disposizione abbia qualche peso.
    Criticare una singola operazione è facilissimo perchè tutti sbagliano. L’errore maggiore è stato perdere 50 milioni con Skrinar, però se guardiamo al risultato finale (il mare) i 50 milioni sono stati recuperati con Onana e oggi abbiamo Sommer Pavard al posto di Onana Skrinar.
    Mica male, no? però il merito è solo di Inzaghi he ha migliorato Sommer e Pavard.
    Non so a cosa ti riferisci dicendo che l’anno prima siamo finiti a 20 punti. Se parli dello scudetto del Napoli è vero, ma ti ricordoa che abbiamo vinto due coppe umiliando Milan e juventus e disputato alla pari una finale di Cl. .
    Ho sempre considerato spalletti un grande allenatore: dal punto di vista tecnico per me èè il migliore oggi in Italia (poi il lavoro del mister ha altre componenti oltre alla conoscenza tecnica delle situazioni di gioco) . Comunque quando ha lasciato il Napoli ho gioito,.
    Considero bravo anche Giuntoli, non c’è contraddizione con il resto del mio pensiero. Infatti mi è spiaciuto che sia andato alla juve
    Ma per una volta ancora ti invito a considerare il ?mare’ e non le singole onde: il mare Inter in questi 4-5 anni come lo vedi? che voto dai a chi l’ha approntato? Abbiamo capito che per te il merito è solo di chi l’ha gestito, ma abbiamo anche visto che chi ha gestito un mare inadeguato non ha fatto così bene.
    Poi se tu vuoi dare 8 a i nostri direttori e 19 a Giuntoli e al direttore del Milan non c’è problema. Ognuno ha diritto alle sue opinioni

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  28. Comunque: io sono motlo contento sia di Inzaghiu sia dell’operato della nostra dirigenza (considerando ‘il mare’). Tu no, per te è solo merito di Inzaghi. Va benissimo ognuno ha diritto di avere le proprie opinioni e i ‘terzi’ di giudicare

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  29. Ecco un mio voto non richiesto limitandoci al periodo “Inzaghi”:

    Allenatore: 8,5 (ad oggi è da 9,5, però il primo anno lo scudetto perso con quel vantaggio maturato pesa molto nel giudizio. Apprezzo molto anche il suo stile, l’educazione e la forza per risollevare una situazione che lo vedeva come “uomo morto che cammina” l’anno scorso, situazione che raramente ha rinfacciato in seguito all’entusiasmante corsa Champions come averebbero fatto tanti altri (per esempio Conte, ottimo allenatore ma persona… rivedibile per quanto visto da noi)
    Dirigenza: 9 (date le condizioni hanno fatto un mezzo miracolo, sono passati in un batter d’occhio dalla prima era Zhang, fatta di investimenti corposi, al dover cambiare modo di agire a causa dei rubinetti cinesi chiusi. Una dirigenza non si valuta solo dai colpi, ma anche dalla tenuta ambientale nonostante vari problemi, per esempio gli stipendi che non arrivavano nel primo scudetto Conte. Si può parlare del secondo monte stipendi e dei passivi registrati, però se non si considerano le condizioni date diventa fuorviante il giudizio.)

    Quando parlo di dirigenza mi riferisco all’intero corpo dirigenziale, perchè non conosco esattamente “chi fa cosa”, quindi valuto il complesso di Marotta, Ausilio, Baccin, Antonello etc.. Fare distinguo sulla base di simpatie/antipatie senza essere dentro l’ambiente lo trovo esercizio di pura inutilità.

    Un periodo così bello ed emozionante dovrebbe unire tutti i cuori nerazzurri, il che non vuol dire che va tutto bene ad ogni livello, ma che sicuramente stiamo lavorando meglio della stragrande maggioranza delle squadre in Europa.
    E questo è un fatto difficilmente contestabile usando i dati e la ragione.

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  30. bravo captcambiasso: a me non sembra che sia così difficile per un interista dire: stiamo vivendo una fase molto positiva e il merito va riconosciuto sia a chi ha formato la squadra, sia a chi la gestisce

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  31. che bello, abbiamo discusso per mesi ma dicevamo la stessa cosa e non ce ne siamo accorti

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  32. Sotto una pioggia battente si sono giocate oggi a Interello due partite del nostro settore giovanile:

    Under 15 Inter Venezia 2-1 e
    Under 16 Inter Venezia 5-0

    Entrambe le squadre conservano così il primato in classifica.

    Questi i due brevi report

    Under 15 Inter Venezia 2-1

    Partita non facile perché il Venezia è nella zona medio alta della classifica, in lotta per un piazzamento ai play off e dimostra di possedere effettivamente una buona squadra.

    Inter con qualche assenza importante: Gjieci prima di tutto, ma anche Matarrese, che parte dalla panchina, Calò, Allosufi.
    Evangelista slitta a terzino destro

    Questa comunque la formazione:

    lleshi
    Evangelista Puricelli Tosolini Pirola
    Donati Pannuto Bettelli
    Limido
    Dade Salviato

    In panchina Galliera, Benatti, Masetti, Cassini Nese Piva, Matarrese, Carboni

    Partiamo subito forte sprecando 2o 3 palle gol clamorose, con Donato e Dade.

    Poi continuiamo a premere, ma la partita si riequilibra perché loro in contropiede trovano più spazi nei quali si muovono agevolmente, mentre la nostra pressione va a sbattere contro il muro difensivo dei lagunari e deve fare i conto con le imprecisioni degli attaccanti negli ultimi 25 metri.

    Fatto sta che, a sorpresa ma non del tutto, vanno in vantaggio loro, dopo aver iniziato il secondo tempo in modo, questa volta si imprevedibile, cioè ‘facendo’ la partita e attaccando con pericolosità.

    Sembra difficile che la si possa non dico ribaltare ma anche solo pareggiare invece un po’ i cambi (entrano tra gli altri Matarrese Piva, Benatti, Masetti) un po’ la nostra ritrovata grinta fanno il miracolo.

    La vinciamo con due gol in mischia, tanto serrata che non sono in grado di dirvi i marcatori e nel finale la gestiamo senza particolari affanni.

    La squadra mi sembra comunque in leggera flessione, assenze a parte.
    Due partite fa aveva vinto in rimonta (2-1) con il Cittadella, ultimo, e anche nell’ultima partita pur vincendo largamente con il Lecco, era andata in svantaggio.

    Per entrare un po più nel dettaglio, Evangelista è necessario in mezzo, anche se ha giocato un buon match da terzino; i centrocampisti Pannuto e Limido e la punta Salviato, che di solito mi piacciono molto e sono tra i migliori, mi sono apparsi sotto tono e Dade, debordante e incontenibile per forza e progressione, sbaglia sistematicamente tutte le ultime giocate: fosse stato più lucido avremmo segnato per primi noi e ne sarebbe uscita un’altra partita.

    Comunque abbiamo conservato il primato e speriamo che si riesca a far crescere i giocatori che oggi non sembrano al top.

    Under 16: Inter Venezia 5-0

    Partita certamente più agevole della precedente, per i nostri ragazzi, anche in considerazione del fatto che il Venezia si colloca nelle zone medio basse della classifica e schiera ben 3 giocatori del 2009.

    Come al solito anche noi abbiamo assenti a facciamo turn over:

    fra i primi segnalo Farronato Bovio Curcio Stefani e Vukay

    a partire dalla panchina sono invece, tra gli altri, Lissi, Peletti, D’Agostino, Virtuani, Matarrese, Carrara e Carboni.

    Questo l’undici iniziale:

    Mortarino
    Moranduzzo, Medina, Brera, Sorino

    Orlacchio, Leoni, La Torre, Grisoni Fasana,

    Franchi, Moressa

    La partita è senza storia perché dopo pochi minuti Mirco Franchi realizza una bella doppietta (primo gol su assist di Sorino, secondo su assistenza di Moressa) e poco dopo coglierà anche una clamorosa traversa.

    Dominiamo il primo tempo anche se non arrivano altre reti: la difesa è solida a centrocampo domina La Torre, mentre la fascia sinistra, con Sorino Grisoni e Moressa fa quel che vuole arrivando sempre in fondo con la gamba e la qualità dei protagonisti.

    Sulla destra forse c’ un po’ meno tecnica pura ma la gamba, l’anticipo, la forza fisica e la concretezza di Moranduzzo Leoni e Orlacchio impressionano.

    Inizia la ripresa e dopo un po’ ancora Sorino serve un assist per Grisoni Fasana che batte Moino.

    Cominciano le sostituzioni, ma la sostanza non cambia: arriva il quarto gol realizzato su rigore da La Torre (che per come ha tirato potrebbe dare lezioni di rigorista a…Lautaro).

    Chiude il contro D’Agostino con una conclusione fantastica su assist di Franchi.

    Fuori luogo fare pagelle, tutti si sono espressi oltre la sufficienza, compresi i subentrati nella ripresa, ma mi hanno impressionato in particolare Grisoni Fasana Moressa, Sorino e i subentrati D’agostino e Virtuani per la qualità delle giocate; come detto la verticale di destra per qualità atletiche e tattiche, mentre La Torre mi sembra un top assoluto in categoria e anche Franchi le cui qualità tecniche non sono mai state in discussione sembra aver messo peso e determinazione importanti.

    Dovessi scommettere qualcosa su una sola delle squadre che ho visto, sceglierei, penso, gli U16.

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  33. Il Carboni in panchina e’ il terzo “della famiglia”? che ruolo gioca? Come ti sembra, per quello che si puo’ dire di un ragazzo a questa eta’ ?
    Ieri ho visto Monza Roma, interessato a vedere la prestazione di Andrea e Valentino Carboni. Valentino era in panca, ma un infortunio alla spalla di Gagliardini, avvenuto abbastanza presto nel primo tempo, ha fatto si che praticamente giocasse tutta la partita. E’ sempre difficile giudicare una singola prestazione di un ragazzo giovane, pero’ mi e’ sembrato molto maturo, difficilmente perde o butta via palloni, ne ha anche recuperati diversi. Non ha fatto chissa quali “giocate” (per il tipo di giocatore, uno se le aspetta), ma chiaramente bisogna contestualizzare . Per me ampiamente sufficiente (nonostante il risultato subito dalla squadra).
    Andrea ha corso dall’inizio alla fine, fino a che e’ rimasto in campo. Non sempre con grande qualita’, ha sbagliato, di testa e di piede, almeno un paio di occasioni in attacco che potevano (dal divano …) essere sfruttate meglio. Ma non ha mai mollato e ha trovato un bel goal da fuori area sul 4-0 degli avversari. Ampiamente sufficiente anche lui, per me.
    Anche Di Gregorio, non male, non mi sembra che abbia particolari colpe sui goal incassati. Forse mette male la barriera in occasione del goal di Dybala, ma sappiamo che piedino ha l’argentino … Buona Domenica

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  34. Buona ironia ma approcci integralisti proprio non mi .appartengono. Quindi no, abbiamo COMPLESSIVAMENTE visioni differenti. Succede

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  35. Luciano:”a me non sembra che sia così difficile per un interista dire: stiamo vivendo una fase molto positiva e il merito va riconosciuto sia a chi ha formato la squadra, sia a chi la gestisce”
    Roberto:” Ed è esattamente quello che ho detto.
    Ma non lo capisci”
    Luciano”che bello, abbiamo discusso per mesi ma dicevamo la stessa cosa e non ce ne siamo accorti”
    Roberto:”approcci integralisti proprio non mi appartengono. Quindi no, abbiamo COMPLESSIVAMENTE visioni differenti”.

    Trova la contraddizione

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  36. si, è il terzo della famiglia perora gioca da trequartista, mi pare, perché non ha molte presenze. A me sembra bellino ma per il moemtno leggerino. Infatti gioca poco

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  37. pessima giornata per le nostre giovanili: 3 partite, due pareggi entrambi per 1-1 e una sconfitta
    Della Primavera ho visto solo un tempo ci sarò certo chi è più informato di me. l’Under 17 ha pareggiato in casa con il feralpi 1-1. Non l’ho vista, ma persone attendibili che erano presenti mi hanno detto: “è una squadraccia”. Che corrisponde più o meno al mio pensiero.Stranissima la prestazione dell’under 18 che ha perso in casa 2-3 contro l’Atalanta.
    partiamo fortissimo e andiamo subito in gol con Lavelli. Dominiamo letteralmente la gara e sul piano della qualità di manovra ci sono tre classi di differenza. manchiamo alcune occasioni da gol.
    Poi prendiamo 3 gol in 5 minuti tutti e tre pr clamorosi regali della nostra difesa. Una cosa mai vista e inconcepibile a questi livelli. A Inizio ripresa un po’di forcing e lavelli realizza il 3-2 Poi veniamo letteralmente surclassati dai bergamaschi sul piano fisico: primi su tutte le seconde palle, vincitori di tutti i contrasti. Loro stanno dietro, noi cerchiamo di attaccare ma non cì è più movimento, buttiamo solo palle alte che sono tutte preda dei loro difensori. Qualche volta vinciamo dribbling sugli esterni, anche 3-4 consecutivi andiamo sul fondo o in area ma non la mettiamo e non tiriamo, finché la perdiamo. Rischiamo parecchio sulle loro ripartenze perché hanno maggior brillantezza fisica.
    Alla fine si salvano i due terzini (della Mora e Jean, Venturini, l’ultimo ad arrendersi, a centro campo, lavelli e Di Piero questi ultimi due limitatamente al primo tempo.
    Una delusione

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  38. Dunque:
    sulla dirigenza: penso e ho scritto che ha fatto grandi colpi e diversi errori. Riconosciuto questo, un giudizio si formula sull’insieme dell’operato.
    A me sembra che negli ultimi anni, con difficoltà di mercato oggettive, riconosciute da tutti gli osservatori neutrali e competenti, avendo costruito rose che restano ai vertici del calcio, abbia operato bene.

    Allenatore: sono un risultatista e all’inizio guardavo con simpatia ma con qualche timore l’esperienza Inzaghi. Timore perchè quel tipo di gioco aggressivo non mi convinceva del ttuto. Aveveno notato che alla Lazio per sostenerlo Inzaghi aveva avuto cali, flessioni, che glim erano costati la non ammissione alla CL
    Poi all’Inter aveva perso un campionato in cui non so se era la più forte, ma certo aveva un grande margine da gestire e questo mi faceva pensare.
    essendo un risultatista, un secondo posto con due coppe vinte e una CL in cui ci eravamo comportato benissimo, lo consideravo nell’insieme positivo comunque.
    L’anno dopo siamo partita malissimo ma a parte il campionato abbiamo ottenuto risultati clamorosi e soprattutto nella seconda metà della stagione la squadra continuando a giocar bene è diventata più solida.
    Quest’anno sta facendo una stagione fino d ora straordinaria per punti, gioco egol fatti e gol subiti.
    Essendo di natura prudente resto con qualche timore di una possibile flessione, ma dico che i sembra si sia trovato un equilibrio che fa bene sperare.
    Dico anche che comunque vada a finire, Inzaghi ora non lo sostituirei con nessuno e vorreim che rimanesse all’Inter ‘alla Ferguson’

    Ma io sono un…integralista.

    Invece chi per rancori personali o per altri motivi che ignoro, non riesce ad ammettere che GLOBALMENTE (si, globalmente) questa dirigenza mantenendo l’Inter ai vertici e anzi rafforzandola pur in presenza della necessità di fare mercati per rientrare parzialmente del deficit di gestione, qualche merito lo sta avendo disdegna i miei ‘approcci integralisti’ che non condividerà mai.

    detto questo, si può dire di tutto

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  39. Come più volte scritto accetto l’ironia e rispetto le opinioni di tutti.
    Ma la CONTRADDIZIONE la trovo in diversi passaggi: quando, ad esempio, leggo “per te è solo merito di Inzaghi” a fronte di “per i profili emergenti è indubbio il merito di chi li scova” oppure “faccio i complimenti alla dirigenza per aver confermato il tecnico nonostante il periodo di burrasca vissuto la scorsa stagione”. E essere preoccupato da un eventuale uscita di Inzaghi, oppure dall’arrivo a gobbalandia di Motta al posto del migliore allenatore italiano.
    O ancora quando “con 10 milioni Aranutovic è il meglio che si può prendere” salvo qualche mese dopo leggere “avevamo in pungo Lukaku (40 mn), come fai a sapere che non sarebbe arrivato ANCHE Pavard?” oppure “non possiamo competere con Atalanta per Scamacca per assenza di soldi” che poi invece 3 mesi dopo si dice ci fossero.
    Oppure quando si chiede di guardare la situazione COMPLESSIVA ma poi, a fronte di numeri di bilancio postati che dimostrano come siamo la seconda squadra in Italia per costo squadra si scrive “non mi interessa, guardo solo al saldo di mercato” (peraltro sbagliato).

    Quanto all’INTEGRALISMO, io lo intendo in affermazioni qualli “stanno facendo miracoli” quando si commentano scelte azzeccate, mentre si scrive “non si poteva altro” o “i tifosi da testiera non possono sapere” quando si analizzano errori che, forse, potevano essere evitati. In sostanza si stoppa ogni confronto in forza dell’assioma per cui non è possibile mettere in discussione nulla a prescindere in quanto non si èaddetti ai lavori. A meno che non siano lodi sperticate.
    In sostanza, integralismo è, per me, non considerare il rapporto tra obiettivi, derivanti da quanto si è strutturati, e i risultati raggiunti per cui se Marotta stesso a inzio stagione dichiara che obiettivo è scudetto si continua a negare che, FORSE, lo fa perchè sa di avere le risorse – rispetto agli altri concorrenti – per poter raggiungre l’obiettivo senza ricorrere a miracoli (che di solito non vengono annunciati).
    Oppure ancora bollare come fuoriclasse ogni giocatore dipartito in un pianto greco disperato: cosa stanno facendo Skriniar, Onana, lo stesso Lukaku, Brozovic e, prima ancora, Perisic? Direi molto molto poco (sempre in relazione al loro preseunto valore di supercampioni). Per motivi diversi. Forse, si potrebbe entrare nell’ordine di idee che i nostri tecnici (Conte prima e ora Inzaghi) hanno saputo esaltarne le qualità a differenza di altri tecnici sparsi per il mondo che, forse, sono meno bravi nonostante i principi di gioco sono definiti grosso modo gli stessi (squadra corta, ma ci sono a mio avviso mille varianti da considerare). E, a me sembra logico, lo stesso principio ho scritto POTREBBE valere per quei profili maturi, ben noti, che qualche tecnico (anche di grido) non ha saputo far rendere mentre oggi con Inzaghi appaiono …. rilanciati. Qui, non credo sia illogico, il merito di un tecnico potrebbe essere considerato superiore rispetto a chi li ha presi. Doverso per un Bisseck o prima un Bastoni dove invece è stato molto bravo chi li ha identificati.
    La scelta di questi tecnici, inoltre, è un MERITO della dirigenza che nel caso di Inzaghi, lo ripeto, ha saputo tener duro quando tanti, io tra questi, avevano preso un granchio chiedendone la testa.
    Come vedi opinioni che poi si sono riveltate errate si possono tranquillamente fare.

    Punti di vista differenti ci sono e ci saranno sempre – il sale del confronto – basta, a mio avviso, considerare tutti gli elementi di cui SIAMO A CONOSCENZA. Se invece passa il concetto per cui non essendo del mestiere non è possibile muovere alcuna analisi torniamo ad un approccio integralista che francamente non mi appartiene.

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  40. Cioè chi dice: secondo me le cose stanno così, ma non mi sento di emettere scomuniche perchè ci sono tanti leementi che non conosco e che possono aver influenzato certe scelte è un integralista, chi invece pontifica senza conoscere tutti gli aspetti di un problema è una persona aperta e disponibile al confronto.
    Mi arrendo davvero. Il mondo alla rovescia.
    Per me il confronto è possibile solo se io ammetto che la mia opinione è condizionata dal fatto che non dispongo di tutti gli elementi di conoscenza.
    Poi ci sono cosa sulle quali tutti gli elementi di conoscenza li abbiamo: l’inter sta facendo bene da 4 anni. Il merito va suddiviso tra chi ha creato la squadra e chi l’ha gestita. ma non ti ho mai sentito ammettere che complessivamente questa dirigenza sta facendo bene.
    Piuttosto parli di Giuntoli. Bene, se Giuntoli in poco tempo riporterà la juve ai suoi fasti, attraverso una serie di bilanci in attivo e attraverso il ridimensionamento del monte ingaggi, sarò ben lieto di dire che è bravissimo (lo dico anche ora) e persino che è più bravo dei nostri.
    A me sembra che ci sia un solo integralismo in questa discussione: quella di chi odia (non c’è altra spiegazione) la nostra dirigenza.

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  41. Se parli di odio mi spiace ma sei totalmente fuori luogo: parlare di odio nel calcio mi sembra piuttosto bizzarro. Su Ausilio ho espresso ai tempi la mia opinione basato su analisi nomi e relativi costi, rapportandoli ai risultati ottenuti, in un arco temporale piuttosto ampio. Nessuna antipatia o simpatia di facciata. E’ improvvisamente migliorato sotto Marotta? Ottimo. Io tifo Inter.
    Preferisco non pontificare ne distruggere nessuno ma sperare sempre nel meglio per la mia squadra, evidenziando anche gli aspetti che, SECONDO ME, si possono migliorare. Così si cresce, prima ancora che specchiandosi nelle belle prestazioni fatte.
    Sulla base di ciò che conosco – la documentazione è a volte faticosa ma nei miei limiti ci provo – esprimo le mie opinioni. Ovvio che non si può conoscere tutto – bisognerebbe avere un ruolo apicale in società – ma questo vale in entrambi i sensi, positvo e negativo. Non a senso unico.
    “Il confronto è possibile solo se io ammetto che la mia opinione è condizionata dal fatto che non dispongo di tutti gli elementi di conoscenza”: il secondo me, sulla base di ciò che sappiamo ecc. ha proprio questa funzione.
    Quando scrivo, ad esempio, che Arna e Sanchez mi sono sembrate sin dall’inizio scelte rischiose, confermato dallo scarso impatto di questi primi 6 mesi, ho sempre aggiunto che se dimostreranno da qui alla fine di poter dare contributo importante avrò sbagliato opinione. E sarò felice di averla sbagliata. Non credo questo sia odio verso la dirigenza come credi. Al contrario, trovo abbastanza strano direi “è l’unica scelta possibile” senza avere tutti gli elementi di conoscenza che ora citi.
    Senza voler offendere nessuno, io trovo che gli elementi di conoscenza di cui parli vengono presi o ignorati a seconda della convenienza.
    Comunque l’importante è che siamo uniti dal tifo per la stessa squadra per cui la speranza, di tutti, è che il team possa continuare a fare bene in questa stagione per vincere lo scudetto della seconda stella. Che lo si chiami miracolo o buon lavoro poco importa.

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  42. “Attraverso una serie di bilanci in attivo”: ennesima dimostrazione che o non si legge ciò che altri scrivono o che si fa finta di non leggere perchè si va dritti per la propria convinzione ignorando i fatti.
    A proposito di integralismo e della volontà di giudicare complessivamente sulla base di tutti gl ielementi di conoscenza disponibili….
    Pazienza, importante è che la squadra vinca

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  43. hai ragione, ma mi è saltata una parola . la frase originiaria era attraverso una serie di bilanci di mercato in attivo con aggiunta del ridimensionamento del monte ingaggi.

    la riscrivo per maggior chiarezza.”Attraverso sessioni di mercato chiuse in attivo e contemporaneo ridimensionamento del monte ingaggi”

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  44. Mi sembra evidente che se Ausilio compra Lautaro a 13 milioni anche senza avere…tutti gli elementi di conoscenza posso dire che è stato un grande affare. Se compera un giocatore a zero perché è finito il budget e questo giocatore non rende come speravo, per giudicare l’operazione devo sapere altre cose. Posso dire con certezza che è stata un fiasco clamoroso solo se per esempio sono certo che sul mercato non ci fossero sempre a zero e sempre con lo stesso ingaggio giocatori sulla carta più validi. E non solo questo

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  45. Non ne usciamo ma fa niente.
    Se compra lazaro per 25 milioni fa una ciofecata MA, in questo caso, andrebbe capito che alternative c’erano: così si vince sempre. Perchè altrimenti Marotta dovrebbe dire ci vuole anche fortuna nel calcio? Forse perchè tra A e B si è indecisi e si sceglie a volte benone, a volte benino a volte male. Ma vale sia per i colpi sia per gli errori,
    Io ho preso un arco temporale ampio perchè credo sia più significativo rispetto ad uno breve e considerando nomi, soldi spesi e piazzamenti vs concorrenti meno dotati finanziariamente per me non ha fatto complessivamente bene. Queste informazioni ci sono, le ho viste e postate. Se ce ne sono altre non lo so e ovviamente se venisse fuori, per esempio, che non poteva decidere nulla perchè facevano tutto Moratti o Tohir o i primo Zhang ovvio che le considerazioni cambierebbero.
    Se poi Marotta lo conferma io non so i motivi: potrebbe essere perchè è bravissimo e ha avuto solo sfortuna negli 8 anni precedenti oppure perchè è un signor si che non rappresenta nessun “ostacolo” gestionale. Questo, credo, non potremo mai saperlo.
    Su approccio più conservativo rispetto a tentare qualche strada più sostenibile ho più volte detto che capisco i motivi anche se, in una situazione finanziaria come la nostra, avrei battutto per i rincalzi (e lo sottolineo fino ala nausea) soluzioni differenti per garantirmo maggiore sostenibilità. Si può non essere d’accordo, ci mancherebbe, ma non credo questa sia equiparabile a dire “dirigenza ciofeca” o altre cose che ho letto.
    La vittoria della seconda stella, sarebbero due scudetti in 5 anni, renderebbero sicuramente molto buona la gestione complessiva resa possibile grazie anche a Zhang che ha consentito di destinare più risorse di tutti, tranne gobba, sulla squadra. Gobba che rappresenta il vero fallimento considerando rapporto tra spese e risultati. Questo, per me, vuol dire considerare tutti gli elementi noti

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  46. Ieri la Juve, a mio parere, ha perso una delle partite che francamente meritava almeno di pareggiare, i suoi giocatori hanno “bucato” almeno 2 o 3 occasioni colossali per segnare. Benissimo chiaramente, ogni tanto la giustizia divina si palesa :-)

    Spero che questo metta ancor piu’ voglia alla ns squadra di mettere altri punti tra il nostro obiettivo n.1 e chi ce lo contende .
    Forza Inter

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  47. Ti sbagli: in cinque anni avremmo vinto due scudi (sgraaat), ottenuto due secondi posti e un terzo posto, vinto due coppe italia, due super coppe, passato il girone di CL più volte (l’ultima volta senza una sconfitta); disputata una finale di Cl e una di EL, il tutto, almeno negli ultimi tre anni , facendo un mercato di fantasia (Marotta stesso ha detto che Onana e Thuram sono state intuizione del…signorsì Ausilio) perché dal mercato si doveva guadagnare e andava ridotto col mercato anche il monte ingaggi.
    Non ti ho sentito dire che sono state 5 grandi stagioni.
    E invece sfido qualunque tifoso a sostenere che non lo siano state
    Posso anche concordare con te sul fatto che quelle precedenti sono state negative: ma né tu né io sappiamo il perché. sappiamo che i presidenti che si sono alternati non hanno attribuito le colpe ad Ausilio, tanto che lo hanno più volte riconfermato. Anche in scadenza di contratto.
    Possono aver sbagliato anche loro, come i direttori Sabatini e Marotta, ma loro conoscono le vicende reali della società meglio di noi, se non ti offendi.

    Comunque ammettiamo pure che le colpe siano state tutte del bieco Ausilio, che poi è improvvisamente rinsavito, illuminato da Marotta sulla strada di Damasco: tanto che importanza ha. Si tratta solo di una valutazione ‘storica’ che non ha nessun impatto sulla realtà.

    In ogni modo rimango stupito dal rovesciamento di ogni logica: cioè io posso dare un giudizio rispetto a una negatività senza conoscere le cause, mentre se dico che tutto è andato bene perché evidentemente quelli che ci hanno lavorato hanno fatto bene, perché il materiale utilizzato era di qualità, ecc., non va bene perché devo andare a conoscere le cause specifiche, per …equità.

    Di queste nostre diatribe credo non interessi a nessuno. Fondamentale invece sarebbe vincere stasera e io da fifone un po’ di timore ce l’ho. Sulla carta siamo più forti, ma anche loro sono in un ottimo momento e stanno facendo bene, sono una delle sole 4 squadre che in 26 giornate sono riuscite a sottrarci dei punti, abbiamo qualche assenza e impegni gravosi in vista: situazione che anche inconsciamente potrebbe portarci a una sottovalutazione dell’impegno.
    Speriamo di no, ma…

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  48. No, se compro Lazaro per 25 milioni faccio un errore. Come ne fanno tutti. Punto e basta.
    Invece se prendo sanchez a zero con 2 milioni di ingaggio (la cifra non la conosco e la metto a caso) invece di prendere un pischello a 3-4 milioni (se un giovane costa 3-4 milioni è perché non ha gran mercato) più uno di ingaggio, è da vedere se ho fatto un errore oppure no

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  49. Oggi ho trovato questa in rete:
    Mauro: “Se la Juve vuole fare concorrenza per lo scudetto, Allegri è la persona giusta”
    Forse non tutti i tifosi della juve pregano perché vada via.
    Con questo preferisco che resti lì piuttosto che ci vada Conte o Spalletti o T. Motta.

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  50. Io ho sempre sperato Allegri resti per tanto tanto tempo su quella panchina, confidando sul fatto che è ben diverso costruire una squadra che ha si più soldi di tutto ma va “creata” e dotata di un gioco importante, piuttosto che gestire un team che ha un vantaggio tecnico ed economico abissale sulla concorrenza. Ma sono stato tacciato di non considerare il cv di acciuga che ha vinto un sacco
    Perchè ora preferisci rimanga li e soprattutto speri non ci vada T. Motta che non ha vinto nulla?

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  51. Di solito uno cha ma un mestiere da due anni ha…vinto di meno rispetto a uno che lo fa da 10 avendo vinto tantissimo. e allenato solo società di vertice.
    E’ una questione aritmetica.
    In più ci metto una questione di tifo, come credo che ai tifosi bianconeri sia dispiaciuto vedere Conte all’Inter

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  52. Quandosi parladi calcio sono molto superstizioso. Ho ricevuto alcuni segnali che non mi lasicano tranquillo

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  53. Quella di oggi una vittoria fondamentale…..benché appesantiti ed in difficoltà l’abbiamo portata in porto!
    Queste sono le vittorie che definiscono anche il carattere di una squadra, non abbiamo ancora vinto niente ma abbiamo saputo cogliere l’occasione….se ripenso a quante volte in passato ci siamo lasciati sfuggire simili chances facendoci riprendere o addirittura andando a perdere.
    Contento per Sanchez e Arnautovic, come per Bissek e Asslani giocatori che sanno soffrire, che contribuiscono anche da subentrati dando sostanza.
    Spero che ci rendiamo conto di quello che stanno facendo questi ragazzi…abbiamo vinto ogni gara del 2024…adesso ci aspettano tre partite toste ma sappiamo di andarcela a giocare a testa alta e con convinzione nei propri mezzi.
    Forza ragazzi è il momento di capitalizzare di portare a casa i frutti di quanto prodotto…un ultimo sforzo.

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  54. Match molto difficile, partarlo a casa segnale importante della capacità della squadra di saper anche soffrire in quelle serate in cui non riesci a tirare in porta 15 volte facendo 4 gol.
    Pochissime volte è accaduto negli ultimi due anni, ottimo step di crescita.
    Per il campionato sembra girare anche tutto bene: il rigore francamente non mi sembrava ci fosse ma tante volte abbiamo subito decisioni contrarie per cui ci sta ogni tanto avere qualche episodio a favore.
    A me Asslani ha ancora convinto poco, nonostante il gol preziosissimo. Inzaghi lo vede regista basso, sicuramente ha ragione lui, mentre a me (parere da tastierista) mi sembra non adattissimo nel giro palla rapido. Sensazioni eh, dopo tutto ha giocato solo 3 partite e non è semplice per un ragazzo incidere. Forse a livello di personalità deve un po’ farsi a differenza di Bisseck che entra nel periodo di maggiore sofferenza e si fa un paio di sgasate palla al piede che se perde palla prendiamo contropiede sicuro e invece….porta a casa falli. Bravo ragazzone!

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  55. Su questo sia d’accordo: esattamente come un ragazzo di 21 anni può meritarsi la fiducia anche se non ha dimostrato nulla avendo, matematicamente, avuto meno tempo di giocare di un 35enne.

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  56. Ciao ragazzi, ieri partita rognosa, si notava una certa stanchezza psico-fisica. Fondamentale però esserci portati a casa i 3 punti anche in sofferenza..adesso mancano 17 punti al traguardo, servono 6 vittorie!

    Per le prossime 2 partite invece, parliamoci chiaro..saranno complicatissime. Il Bologna in casa ha praticamente fatto i nostri stessi punti ed in più noi dovremo per forza di cose fare turnover per arrivare in condizione a Madrid..onestamente mi accontenterei anche del pareggio..o anche della sconfitta se fossi sicuro di passare il turno di Champions :D.
    Per la partita contro l’Atletico invece, c’è ben poco da dire..sarà una guerra, dovremo fare una partita da INTER!

    FORZA RAGAZZI!
    FORZA INTER!

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  57. Bene ieri, anche se l’approcio di inizio dei due tempi non mi e’ piaciuto (in rapporto a quello che si sa possiamo dare). Chiaramente fisicamente e psicologicamente non e’ facile tenere duro. Oltretutto con (quasi) tutti i “giornalai” che fanno finta di adularci, sperando poi il tonfo, ad ogni partita.
    Rigore effettivamente “estremo”, ma con tutti quelli “da regolamento” che ci hanno fischiato contro, possiamo continuare a camminare a testa alta.
    Francamente vedo Di Marco spompato, ha assoluto bisogno di rifiatare. Buchanan non e’ proprio pronto ? Venerdi’ sara’ sicuramente dura, il Bologna e’ nelle condizioni migliori, se perde, ci sta, giocava contro la prima, se vince, grande impresa. Cmq, preferisco essere l’Inter :-), qualsiasi sia il risultato.

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