Proviamo a capire come sarà la nuova Inter di Cristian Chivu. Lo facciamo partendo da considerazioni che riguardano l’idea di gioco che era dell’Inter di Simone Inzaghi e anche considerando quello che è stato il calciomercato fino a questo momento, e quelle che potranno le operazioni future in entrata - su tutte quella di Ademola Lookman, del resto è difficile pensare che l’Inter possa spendere 50 milioni per una riserva, né che si possa panchinare Lautaro o Thuram – e in uscita. Questo significa che nelle intenzioni della “squadra base” di Chivu ci potrebbero essere sempre in campo tre attaccanti. La scelta porterebbe a una serie di cambiamenti a catena, perché bisogna cambiare parecchio per fornire alla squadra la capacità di reggere tre attaccanti. In particolare servirebbe che almeno uno dei due centrocampisti sia fortissimo in fase di copertura (da qui l’interesse per giocatori come Mandela Keita e Morten Frendrup). Sicuramente viene prima l’idea di gioco e poi vengono i moduli ritenuti più efficaci per attuarla, anche in relazione alla disponibilità dei giocatori. Ci sarà un sistema base e le varianti saranno determinati dal momento e dalle situazioni. A Chivu serve qualità davanti e solidità dietro e in mezzo e davanti l’efficacia dovrà essere soprattutto nel “vedere” la porta più che nel drilling risolutivo. Il cambiamento rispetto al passato ci sarà, dunque, e sarà nettissimo e porterà ovviamente rischi ma anche possibilità, con la premessa della piena fiducia nelle scelte strategiche congiunte di dirigenza tecnica e allenatore (potranno essere sbagliate delle scelte singole, certo, ma la loro capacità di lettura dei fatti calcistici non è discutibile) e che non esiste un modulo (cosa diversa dal “sistema di gioco”, appunto) migliore di altri.
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Ciao, Simone: ma come sarà l’Inter di Chivu?
Cristian Chivu sarà il nuovo allenatore dell’Inter. Il rumeno è stato un grande campione e da calciatore ha vinto con la nostra maglia. Ha allenato nel nostro settore giovanile: l’Under 14, l’Under 17, l’Under 18. Per tre anni è stato alla guida della formazione Primavera. L’addio di Simone Inzaghi segna la fine di un ciclo che era strutturalmente legato alla sua “egemonia”, alle sue idee, alla sua personalità. Questo non significa che non se possa aprire subito un altro. Ma è difficile prevedere come potrà essere l’Inter di Chivu. Non conosciamo l’organico che gli verrà meso a disposizione. Possiamo fare poche valutazioni anche nel merito dell’esperienza che ha fatto sulla panchina del Parma. Infine pure sapendo come abbia lavorato sulla panchina della nostra Primavera, non possiamo non considerare quanto allenatore in Serie A e l’Inter sia poi qualche cosa di completamente diverso. Cristian Chivu è di formazione Ajax ma da calciatore ha raggiunto i massimi livelli agonistici con Mourinho proprio all’Inter. Probabilmente, anche basandoci sull’esperienza delle nostre giovanili e al Parma, vedremo un’Inter ispirata a quella di Mou e con approcci molto più tradizionali rispetto all’Inter “liquida” di Simone Inzaghi.

