Eriksen e gli altri, la mission (possibile) di recuperare condizione atletica e la giusta concentrazione

L’ultimo periodo, ma in particolare a partire dal pareggio contro il Lecce, ha cominciato a permeare nell’ambiente nerazzurro un certo malcontento, che è sicuramente giustificato per gli ultimi risultati poco esaltanti, ma che merita – come dire – una pausa di riflessione e a questo punto di provare a fare lo stato delle cose.

A parte che il “punto” vero e proprio ritengo lo si dovrà fare doverosamente alla fine di questa sessione di mercato: tutto da questo punto di vista è ancora abbastanza “fluido”. Mentre scrivo non ci sono novità per Giroud o Llorente e Vecino, dato in uscita, sembra invece destinato a rimanere a Milano (come auspico).

Guardiamo i risultati: da inizio dicembre ad oggi, limitiamoci al campionato, abbiamo vinto solo tre volte, contro Spal e Genoa in casa e poi in trasferta a Napoli il sei gennaio, che significa che più o meno non vinciamo da un mese. Se è vero poi che non abbiamo mai perso, facciamo comunque registrare ben cinque pareggi, di cui gli ultimi tre consecutivi e gli ultimi due arrivati contro Lecce e poi Cagliari (che comunque è una buona squadra) in casa. In quest’ultimo caso sa un po’ di “beffa” avere preso goal da Radja Nainggolan, giocatore che molti (me compreso) avrebbero tenuto, salvo l’eventuale arrivo di un altro top nel suo ruolo… cosa che si è verificata (anche se parliamo di giocatori con caratteristiche diverse) proprio solo all’indomani della partita di cui in oggetto.

Meriterebbero un ampio spazio considerazioni sugli arbitraggi che in particolare proprio in questi ultimi due mesi sono stati ampiamente discutibili.

Nel merito abbiamo parlato molto sul blog e Luciano ci ha fatto una disamina puntuale partita dopo partita. Manca quella relativa alla gara con il Cagliari, ma a parte che come ho ammesso, ho avuto modo di vedere solo una “sintesi” (un arbitraggio secondo me si giudica non solo per gli episodi più vistosi, anzi…) anche di questi abbiamo avuto modo di parlare nel commento alla gara e non ritengo di doverci ritornare su in questo momento.

Voltiamo pagina, diciamo così, consapevoli che comunque c’è un problema storico da questo punto di vista. Questo non significa che lo stato delle cose vada accettato, ma questo ostacolo c’è e ne dobbiamo tenere conto. Sono sicuro che in società lo sanno tutti, lo sa la proprietà e lo sa un dirigente scafato come Marotta. Lo sa Antonio Conte.

Parliamo quindi di calcio giocato inteso per quello che può riguardare le nostre “colpe” e i nostri “limiti”.

Se c’è un dato comune nelle ultime tre partite, a parte il risultato (1-1), questo riguarda il fatto che la squadra non riesce in questo momento a mantenere lo stesso “ritmo” per tutti e novanta minuti. In tutti e tre i casi siamo passati in vantaggio (in momenti diversi della partita, certo) e poi ci siamo fatti recuperare e tutte e tre le volte abbiamo preso goal negli ultimi quindici minuti.

Non è vero altresì che abbiamo sempre alternato un grande primo tempo a un secondo tempo più deludente.

Questo forse è successo con l’Atalanta (una squadra fortissima e in grandissima condizione atletica), ma la partita contro il Lecce e credo di poter dire lo stesso che quella con il Cagliari, fanno destare qualche preoccupazione per quello che riguarda la tenuta atletica e mentale complessiva.

La grande paura, è evidente, è quella che questo “copione” ci ricorda tanto quello delle ultime due annate: un girone d’andata ottimo e poi una flessione clamorosa in inverno e che condiziona tutto il resto del campionato.

Inoltre va detto che se la sconfitta della Juventus contro il Napoli, ci ha mantenuto a sole tre lunghezze dalla capolista (e ha riportato un attimo con i piedi per terra i bianconeri), desta preoccupazione la continuità di risultati della Lazio di Simone Inzaghi che ha una partita in meno e che, vincendola, ci supererebbe di un punto.

Non è una possibilità remota e ne dobbiamo prendere atto.

Molti dicono che questa Inter non può vincere il campionato e in effetti nessuno chiede questo veramente a Antonio Conte e ai ragazzi (io per primo non ho mai creduto in questa possibilità), ma allo stesso tempo è opinione comune che saremmo nettamente più forti della Lazio e che non finire al secondo posto sarebbe inaccettabile.

Io più modestamente dico che l’obiettivo è finire sul podio: quindi ipoteticamente il terzo posto finale (tocchiamo ferro) mi andrebbe bene e sarebbe comunque un upgrade rispetto alle due stagioni precedenti.

Sono però d’altro canto chiamato a entrare nel merito del confronto con i laziali.

I biancocelesti – dicono molti – hanno speso molto meno di noi durante le ultime due sessioni di mercato (estate+inverno) e soprattutto hanno preso molti meno giocatori e questo è vero, ma è pure vero che prendere molti giocatori e cambiare, persino spendere, non è detto che sia sempre funzionale.

Il fatto è che noi abbiamo dovuto cambiare, ma lo abbiamo fatto comunque togliendo i nostri tre migliori giocatori, Icardi, Nainggolan e Perisic. Come se non bastasse, il fatto che tutti e tre (forse Perisic un po’ meno, ma comunque gioca nel Bayern Monaco) si stiano esprimendo a alti livelli, dimostra che non ci siamo tolti dai piedi tre pesi morti, ma che abbiamo ceduto tre giocatori importanti.

Al loro posto è stato preso un solo vero “top”, cioè Lukaku, mentre per sostituire Nainggolan e Perisic sono state adottate soluzioni diverse.

Possiamo dire che in un certo senso i due giocatori non sono proprio stati sostituiti.

Barella e Sensi non sono due top-player, ma stanno già dando un loro contributo (sono stati condizionati da problemi fisici entrambi) e si spera che lo diventeranno, ma che mancasse qualcosa sugli esterni e in mezzo al campo, lo abbiamo sottolineato subito. Se poi ci aggiungiamo anche i tanti infortuni, ecco che la “frittata” è – stata – fatta.

Lo ha detto anche Antonio Conte all’indomani della partita contro il Lecce: questa Inter deve sempre dare il 100%, altrimenti non vince. Non può proprio vincere, anzi, secondo me, pure perché lo stesso Lukaku non è un giocatore che vince le partite da solo o che tira fuori la giocata dal cilindro. Se è vero che è un punto di riferimento fondamentale e una specie di leader per forza di questa squadra, la sua grandezza sta proprio in questo aspetto più che nel fatto di essere uno che ti fa una giocata “una tantum” e decide la partita da solo.

Questa peraltro è la ragione (ingiustificata) per cui moltissimi ne hanno criticato l’impatto iniziale e sono ritornati adesso di nuovo a riversare critiche sul giocatore, che in ogni caso è stato protagonista della prima parte della stagione e anche autore di prestazioni “monstre” tipo quella contro il Napoli.

Avere dato il massimo fino a questo momento, con il “surplus” di moltissimi a causa dei tanti infortuni, ha sicuramente spremuto i nostri ragazzi, che poi sono ritornati dalla pausa invernale impattando subito alla grande con il Napoli, per poi infilarsi in questa serie di pareggi, cui si spera di porre rimedio già a partire dalla prossima partita di Udine (intanto stasera ci sarà la gara di Coppa Italia contro la Fiorentina), prima di puntare a rinascere nel derby, che si prospetta molto difficile per la ripresa del club rossonero nell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda la Lazio nello specifico, non vanno sottovalutati aspetti noti che fanno pendere la bilancia a loro favore.

La continuità del progetto per quello che riguarda tutta la filiera: proprietà, dirigenza, allenatore, giocatori. Quindi il sistema di gioco ampiamente collaudato e meno dispendioso che il nostro. La “fortuna” di non avere avuto giocatori infortunati e il fatto di non avere disputato la Champions League e di avere oggettivamente meno pressioni che Antonio Conte e i nostri ragazzi.

In più aggiungo che la Lazio è una squadra abituata negli ultimi anni a fare bene e pure a vincere: nell’ultimo decennio i biancocelesti hanno vinto due volte la Coppa Italia e due volte la Supercoppa, l’ultima un mese fa contro la Juventus. Evidentemente non sono così male…

Ma torniamo a noi.

Come uscire da questo momento?

Intanto dobbiamo farlo tutti assieme e senza creare inutili divisioni. Se c’è una certa “tensione” per il calo di prestazioni e di risultati della squadra, d’altro canto possiamo sottolineare che in questo periodo non abbiamo mai – dico MAI (parlo sempre del campionato, il 10 dicembre infatti perdevamo in casa con il Barcellona in CL) – perso e che siamo sempre al secondo posto dietro una Juventus che sta avendo ancora una volta una continuità di risultati mostruosa. Ma che allo stesso tempo non appare invincibile.

Antonio Conte è il primo che deve tenere unito il gruppo e isolarlo dalle critiche e dai “nemici” dentro e fuori dal campo, qualsiasi ruolo questi abbiano all’interno del rettangolo di gioco e lungo le linee laterali e di fondo…

Lo stesso vale quando parla davanti alle telecamere e poi durante gli allenamenti. Spero che la proprietà qui intervenga a suo sostegno in una maniera più decisa che quanto fatto con Luciano Spalletti l’anno scorso e abbiamo ragioni di credere che sarà così.

Secondariamente, mentre pare che stiano rientrando gli infortunati (non ho capito bene la situazione di Asamoah) e aspettiamo che altri rientrino in forma, il mercato ci ha regalato delle novità.

Abbiamo ceduto due giocatori che erano sicuramente “inutili” (con tutto il rispetto) o comunque poco utili alla causa, ovvero Politano e Valentino Lazaro e ci siamo liberati definitivamente di Gabriel Barbosa. Dovrebbe essere in uscita anche Dimarco… Salvo ripensamenti che saranno legati anche al numero di scelte e di variabili che Conte vorrà avere a disposizione.

D’altro canto sono infatti arrivati due esterni, cioè Ashley Young (che ha già esordito, con assist, contro il Cagliari) e Victor Moses, che Antonio Conte conosce benissimo perché lo ha già allenato con profitto al Chelsea.

Sono due buoni giocatori, il primo forse è molto buono, anche se va valutato il suo adattamento e il suo rendimento sul lungo periodo anche data l’età, mentre il secondo (che comunque non mi dispiace) in questo momento forse è un po’ un’incognita perché non so proprio come siano andate le cose nel suo periodo al Fenerbahce.

Ne conosciamo comunque le caratteristiche e queste sono adatte al nostro sistema di gioco.

Sono ovviamente allo stesso tempo non due soluzioni di prima fascia e forse dei “ripieghi”, ma sappiamo tutti che nel mercato invernale è molto molto difficile fare colpi importanti… e infatti invece l’arrivo di Eriksen mi ha stupito.

Intanto non pensavo che alla fine il Tottenham lo avrebbe lasciato andare via adesso. Paradossalmente avrebbe potuto avere più senso tenerlo fino a giugno e poi perderlo a zero (ammesso ci fosse stato un accordo di ferro tra giocatore e allenatore e compagni di squadra) e poi, diciamocelo, fino a qualche mese fa nessuno avrebbe veramente pensato di poter prendere un giocatore così importante.

Io non avrei scommesso manco un centesimo sulla possibilità di prendere il giocatore.

Non percepisco il dovuto entusiasmo per l’arrivo di questo centrocampista danese, che considero uno dei più forti sul palcoscenico europeo, ma questo può essere un punto a nostro favore.

Anche in questo caso non so quale sia stato il rendimento nell’ultimo periodo, ma la cifra spesa per l’arrivo di un classe ’92 di questo livello, giustifica l’investimento e pure quella che potrà essere una “attesa” per quello che riguarda i tempi di ambientamento.

Mi piacerebbe giocasse già stasera contro la Fiorentina: entrare subito in media res potrebbe essere la cosa giusta, così come successe per l’ultimo grande centrocampista di livello internazionale arrivato in maglia nerazzurra e che debuttò poche ore dopo il suo arrivo in una partita memorabile…

Mentre mi pare proprio inutile discutere su un possibile dualismo tra Eriksen e Sensi: a parte che fino a questo momento abbiamo sottolineato il fatto che non avessimo un numero sufficiente di alternative di livello in rosa e che mancasse un centrocampista “top” e di esperienza, i due giocatori possono coesistere e comunque hanno un profilo diverso sul piano dell’esperienza internazionale specifica.

La bilancia da questo punto di vista pende a favore del danese, ma non penso proprio che ci saranno gerarchie tali che metteranno l’ex Sassuolo in difficoltà.

Aspetto l’arrivo di un centravanti di riserva, che mi pare indispensabile (ma ne parliamo da anni…) e saluto senza rimpianti Politano, ma ringranziandolo per la serietà professionale dimostrata e per tutto quello che ha dato. Gli auguro tutto il meglio, perché se lo merita.

Ma davanti abbiamo bisogno di un centravanti di ruolo e la coperta lì è in ogni caso adesso oggettivamente corta, perché Alexis Sanchez non offre al momento nessuna garanzia.

Recuperata dunque una condizione fisica e mentale tale da poter riprendere un percorso importante (mai definitivamente interrotto comunque…) ritengo si possa sperare con la dovuta moderazione, nell’integrazione dei nuovi (Ashley Young, Moses, Eriksen e il nuovo attaccante) e nel ritorno a pieno regime di alcuni che nella prima parte della stagione hanno giocato poco o niente causa infortuni, cioè Barella, D’Ambrosio e Sensi + ovviamente Alexis Sanchez.

Sono otto giocatori, tutti centrocampisti e/o esterni (più due attaccanti di riserva) e che quindi giocano nei ruoli dove il sacrificio in termini di intensità e ritmo richiesto, è maggiore.

Saranno (anche) loro a dover dare quel “surplus” che ci permetta di superare questo momento e gli ostacoli che ci separano da qui alla fine del campionato.

Il primo, è evidente, è la sfida di questa sera in Coppa Italia contro la Fiorentina: la possibilità di vincere un trofeo è legata a questa competizione più che all’Europa League. Certo, ci sono in gioco poi mille variabili come in ogni competizione di questo tipo (a prescindere dal quoziente di difficoltà specifico) ma abbiamo oggettivamente le capacità per vincere questa sfida e passare il turno. Non farlo non sarebbe una tragedia, ma questa volta possiamo veramente provare a andare avanti e tentare di arrivare fino in fondo. Abbiamo il dovere di dare il massimo.

Emiliano D’Aniello

Foto: Christian Dannemann Eriksen, centrocampista danese classe 1992, è il nuovo acquisto dell’Inter per la sessione invernale di calciomercato. Il giocatore indosserà la maglia numero 24.

33 pensieri riguardo “Eriksen e gli altri, la mission (possibile) di recuperare condizione atletica e la giusta concentrazione

  1. Tornando a ritroso…complimenti a Fabio per le scuse ! A Luciano rivolgo l’ennesimo invito a non demordere con i suoi post…non lo hai fatto nei temnpi più bui,adesso mi sembra che il cielo sia molto più sereno e ..promettente . Grazie Luciano !!!

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  2. Grazie Emiliano per il Tuo post che sintetizza il pensiero di noi tutti e soprattutto per la Tua puntuale partecipazione. Eriksen è oggettivamente un upgrade importante, anzi molto importante: non abbiamo una mezzala di questo livello da almeno 10 anni ed è lecito aspettarsi un miglioramento del gioco. Soprattutto dovremo avere una maggiore fluidità di manovra e nelle transizioni.
    Pare che Vecino resti e ne sono felice, è quel tipo di calciatore che non ti sorprende mai (purtroppo) nel bene e nel male. Sostituirlo con Kessie o con Kucka sarebbe stata follia.
    Sulla ricerca ossessiva della punta di riserva ci andrei maggiormente cauto: rischiamo un fiume di denaro tra cartellini ed ingaggi per comprare scarti di altri. La cosa non mi convince.
    Suggerirei a Conte più calma in panca e più tranquillità nella ricerca ossessiva del gioco, solo in questo modo il nostro percorso sarà lineare fino alla fine.

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  3. Tumarco, grazie, ma la questione è molto più complessa: da sempre sono diviso tra il piacere e il peso dello scrivere (e questo spiega il mio essere come si dice a Milano con una brutta espressione, un c..a dubbi), i miei continui propositi e le altrettanto continue marce indietro. A questo si aggiunge il fatto che la forma blog è forse un po’ superata, almeno se lo si considera come un luogo in cui una persona normale esprime delle considerazioni che si possono leggere ovunque e anche il contributo sui giovani sta diventando via via suprfluo, perché ci sono ormai una miriade di iniziative che vanno in questo senso. tra l’altro in questo inverno anche la mia presenza a Interello è stata meno assidua e per essere davevro informati è necessario essere lì tutti i giorni. per di più gli orari delle partite non facilitano: nelle ultime due domeniche ho dovuto ‘saltare parecchie partite (due per ogni domenica) perché l’oraio coincideva con quello della prima squadra. Una volta era una pacchia: vedeve primavera ial mattino di sabato, berretti se giocava in casa o vicino, al pomeriggio, poi a Interello, ogni domenica una partita dei più giovani (alle 9.30) e una alle 11. E qualche volta una al pomeriggio. Adesso ci sono giocatori che non riconosco neppure, incontrandoli. Insomma c’è un complesso di cose che scoraggiano, però io sono lunatico e magari dopo la prossima partita mi torna la voglia di scriverne, anche nella consapevolezza che è un lavoro sempre meno utile. chissà…

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  4. Se è vero che abbiamo chiuso per il 2001 Satriano, sono contento: finalmente siamo tornati a investire su giovani importanti (da verificare nei fatti, come tutti i giovani: ma è importante esserci)

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    1. È un giocatore che il Barcellona voleva coltivare nella Masia e lo pedinava da un paio di anni, così mi dice il mio amico “americano” (variante del ‘mio cuggino’ copyright Elio e le storie tese). Quello che l’altra volta mi consigliò il ragazzo italoamericano del Kansas City.

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      1. Il ragazzo in questione è Gianluca Busio e da Kansas City filtra un’ offerta dell’Inter che la squadra statunitense giudica non adeguata a fronte di una richiesta di 10 milioni di dollari…

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  5. Purtroppo Sanchez in quella posizione non centra nulla . Nonostante Doveri e Mazzoleni Var , il nostro primo gol controllato il loro no, abbiamo vinto. AMALA E DIFENDILA SEMPRE DAL MALE. 🐍💙🖤

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  6. Inter ancora convalescente, mentre si avvicina il momento della verità (trasferte a Udine , Roma con la Lazio, Napoli in coppa e partita col Milan)

    Handa 7,5 : una sola parata, ma se andiamo sull’1-2 è finita

    Godin 7: quando il gioco si fa duro…
    Rano 7: Vlahovic Chiesa poi Cutrone: in 3 un tiro in porta
    Bastoni 7: chissà perché ora lo vogliono in tanti…trenta milioni buttati

    Candreva 6/7: non salta l’uomo, ma nel calcio non esiste solo quello
    Vecino 6/7: non sarà un top, ma il suo lo fa quasi sempre
    Barella 8: partita spettacolare. E non per il gol, che si può anche ‘trovare’
    Young 6.5: mi aveva convinto di più a destra. da rivedere il suo contributo difensivo

    Sanchez 5.5: dicono che volesse la palla nei pieid, ma quando l’ha avuta spesso non l’ha controllata

    Lukaku 6: non è al massimo, pasticica spesso, ma nel gioco di conte è insostituibile (anche perché non ha sostituto
    Lautaro 7: temo che la sua assenza peserà molto nelle prssime fondamentali partite

    Eriksen: sv conferma di avere piede e cervello. Serve anche altro e dovrà dimstrarlo quando sarà meglio inserito
    Moses: non giudicabile
    Seba: non giudicabile. Sbuccia un tiro in una situazione in cui di solito fa gol.

    Se non sbaglio da tempo on arrivavamo in semifinale di CI e nello stesso tempo abbiamo 8 punti più dello scorso anno, mi dicono

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  7. Condivido le valutazioni di Luciano….certo che ,anche alla luce della qualificazione, se si potesse fare Llorente…; capisco la scelta di rinunciare a Giroud (costo abbastanza alto,vista l’età),ma lo spagnolo potrebbe servire ,specialmente per sfuttare le palle alte in certe partite e per far rifiatare Lukaku,senza contare un’ intesa collaudata con Eriksen.

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  8. Anticipo la possibile formazione della Primavera per la prossima partita (salvo rientro dalla prima di Pirola)
    Filip
    Geme Cortinovis Ntube
    Persyn Gianelli Squizzo Schirò Vezzoni
    Mula Fonseca

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    1. E’ addirittura peggio di quello che ricordavo, veramente vergognoso. Non dormiro piu’ un’altra volta, a distanza di quasi 22 anni.

      Dove posso recuperare il link a questo video ? Grazie

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  9. Per me: manca uno che salta l’uomo in 1vs1 e una punta di riserva che sappia dar profondità e tener palla, al posto di Lukaku.
    Per il resto, buonissimo mercato, essendo cmq gennaio.

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  10. Concordo con Fabio all’80%. mercato solo sufficiente proprio per le due mancanze che lui sottolinea ma anche perché sugli esterni teoricamente si poteva far meglio. felice dell’arrivo di Eriksen, ma prima di dire che è uno dei migliori al mondo nel ruolo e che è l’uomo che ci serviva in quel ruolo voglio vederlo in almeno 10 partite: bravo tecnicamente lo è, e molto, che possa cambiare l’Inter è un altro discorso

    Piace a 1 persona

  11. Mahh…cosa significa cambiare l’Inter ? Maradona cambiava la squadra..a 360 gradi, i due Ronaldo ,Messi,etc,etc, a 270 gradi; Ibra ,anche a 38 anni e per la situazione del Milan attuale,sta cambiando la squadra(fatte le debite proporzioni).Eriksen penso ( e spero..)possa migliorare l’Inter con l’aiuto dei giocatori che ci sono e di quelli che verranno (lapalissiano,ma…)
    Fabio, la ns. mancanza di giocatori che saltano l’uomo ,per noi, è cronica. Spero in Sanchez,mentre speravo in un alter-ego di Lukaku,però ci sono da considerare anche i vincoli finanziari. La speranza è che,restando così, a giugno sia più facile rispettare i parametri e quindi si possa operare subito sugli obiettivi fissati.

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  12. cambiare significa farle fare un deciso salto di qualità.

    Finalmente una Primavera in crescita dopo le ultime prestazioni, anche se la classifica della Viola fa capire che non si è trattato di un’impresa, vincere a Firenze.
    Avvio molto stentato, con la fascia sinistra della difesa che veniva perforata regolarmente, fino al meritato vantaggio viola. Quando si passa alla difesa a 4 le cose migliorano subito, anche se in mezzo i due centrali sono entrambi mancini. Però c’è più equilibrio perché Moretti difende meglio di Persyn che spostao in avanti è molto più pericoloso (tra l’altro moretti ha la fisicità per arrivare a sovrapporsi. dall’altra parte Willo tiene basso il loro terzino e Vezzoni riesce a controllare il loro esterno alto, senza bisogno del sostegno di Pirola.
    Sulle fasce l’iniziativa di Persyn e Willo èdeterminante, mentre anche Mula si muove tantisismo, trova più spazi e diventa molto insidioso. Purtroppo latitano Schirò, non in giornata e Fonseca.Ma l’Inter fa la partita e la Viola viene completamente spenta fino al nostro 2-1 quando logicamente tentano il tutto per tutto., ottenendo per altro solo qualche angolo. Willo poi spreca l’occasione del 3-1 ma la partita finisce
    Pozzer 6-

    Moretti 6.5
    Ntube 7
    Pirola 6.5

    Persyn 7,5
    Gianelli 5.5
    Squizzato 6
    Schirò 5.5
    Vezzoni 6

    Mula 7
    Fonseca 5.5

    Willo 7-
    Attys 6.5

    Piace a 1 persona

  13. Parlavamo di giocatori forti nell’1vs1 capaci di creare superiorità numerica…
    Beh, Boga del Sassuolo ha dimostrato più volte di avere qualità fuori dal comune in tal senso. Certo…nell’attuale modulo di Conte, non avrebbe ruolo… Mah, è un giocatore dalle enormi potenzialità

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  14. Emiliano, ti ho mandato un post in cui provo a fare un po’ il punto sulla situazione del settore giovanile. capisco che oggi l’attenzione di tutti è solo sulla partita di Udine, fondamentale per la nostra classifica.
    Vedi tu, se riesci per caso a pubblicare il post in mattinata bene, altrimenti forse è meglio rimandare a lunedì/martedì quado conosceremo anche i risultati delle partite odierne, tra cui soprattutto quella dell’U17 contro il milan potrebbe modificare alcune considerazioni

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    1. Lo pubblico sicuro. Avevo abbozzato qualche riga ma poi non sono riuscito a finire un post che volevo pubblicare dopo la partita di coppa, per questioni di tempo. Ottimo tu abbia inviato questo, lo pubblico nel giro di un paio d’ore

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