La partita, l’Atalanta, il sistema arbitro + VAR, la classifica. E un cenno alle nostre giovanili

Dunque abbiamo pareggiato contro l’Atalanta, una partita oggettivamente difficile per le condizioni attuali e per la forza della squadra orobica, che arrivava da due successi per 5-0, che si era qualificata per gli ottavi di CL, che lo scorso anno ci aveva preceduti in classifica e che, come ama dire Conte, lavora a un progetto, con la stessa dirigenza, lo stesso allenatore e soprattutto lo stesso… preparatore atletico (questo Conte non lo specifica) da qualche anno.

Per di più a noi, che come è risaputo abbiamo una rosa qualitativamente ristretta, mancavano:

  1. tre difensori (Asa, Skriniar, D’Ambro e con quest’ultimo al posto di Candreva non avremmo mai subito in quel modo il gol del pareggio),
  2. due centrocampisti (Vecino e Barella) che certamente sarebbero scesi in campo, dall’inizio o a partita in corso,
  3. la terza punta (Sanchez): infatti per far rifiatare il super titolare Lautaro è dovuto entrare Politano, ormai ai margini della squadra e indiziato di possibile cessione.

In più certamente Sensi, dopo la lunghissima assenza, rientrava piuttosto forzatamente e non certo al top della condizione. Per la verità anche Zapata era al rientro, ma loro in attacco lo hanno sostituito con Malinovskyi e Muriel, non proprio con… un Politano fuori ruolo.

Voglio mettere subito in chiaro una cosa, a scanso di equivoci: sono convinto che in questo momento con le forze di cui le due squadre disponevano sabato e con le probabili diverse… disponibilità di integratori, l’Atalanta ci è stata superiore.

Anzi, al momento penso che ci sia superiore.

Forse c’è anche un calo di condizione nostro, perché le ultime due partite sono state certamente quelle in cui abbiamo subito di più l’avversario (anche più che nel match con la juve), ma con tutto questo l’Atalanta non ci ha affatto dominato, come sostengono i media, ingenerando anche pessimismo e disfattismo tra gli stessi nostri tifosi.

O meglio:

C’è un ambito nel quale loro ci hanno dominati e si tratta dello sprint (la cosiddetta gamba) e della forza.

Se il criterio di valutazione è numero di passaggi, numero dei minuti che si passano nella metà campo avversaria ecc. ecc., cioè se è il ‘bel giuoco’, allora l’Atalanta ci ha dominati.

Poiché, come è noto, io sono invece un cultore della‘praticità’ più che del bel giuoco, devo dire che per me la loro supremazia, dal punto di vista che mi interessa, forse c’è stata, ma abbastanza esigua e comunque tale da essere ampiamente giustificata dalle condizioni di emergenza in cui ci siamo trovati non solo nella partita, ma in tutte quelle che l’hanno preceduta, nelle quali abbiamo dovuto sfruttare al massimo e logorare i giocatori cardine.

Più avanti faremo un’analisi più approfondita delle cifre e penso che queste confermeranno la mia interpretazione.

Voglio anche precisare che a me piace soprattutto vincere e che anche a me piace vincere giocando tutti all’assalto, come quando nei film western arriva la cavalleria che sbaraglia i cattivi indiani.

Però io mi accontento anche, con realismo, di ottenere il massimo possibile nelle condizioni date e quando dico nelle condizioni date, mi riferisco anche agli arbitraggi che, come vedremo, non ci hanno assolutamente, favorito, anzi…

Dunque un’Atalanta strepitosa, frutto di lavoro di programmazione pluriennale, completa in ogni reparto, con un motore che funziona a benzina super e potenziata, ha giocato meglio di noi ma non è andata oltre il pareggio.

Tutto è possibile, mancando ancora 19 partite, ma il pessimismo dilagante di molti tifosi francamente mi appare incomprensibile, mentre qualche preoccupazione è giusto nutrirla.

Dopo mezzo campionato la classifica parla di tre squadre che si sono staccate dal gruppo e sono racchiuse in 3 punti (teorici perché la Lazio deve ancora vincere il recupero).

Credo non sia mai successo che a questo punto del campionato le prime tre avessero ottenuto 139 punti (diamo per scontati i 3 dei laziali), quindi si tratta di un campionato assolutamente anomalo, nel quale tutto ancora può succedere.

È possibile che una delle tre si impianti, non riuscendo a ripetersi (e in questo caso, vista quella che sembra essere la condizione del momento, la più indiziata è l’Inter che appare in lieve flessione, più di gioco che di risultati, perché probabilmente 4 punti prima delle ultime due gare li avrei firmati).

Ma sembra molto difficile che ENTRAMBE le inseguitrici, staccate di 11 punti da noi, riescano a rientrare.

Se anche, come qualcuno paventa, facessimo 30 punti soli al ritorno, chiuderemmo a 76 e mi sembra difficile che sia Roma che Atalanta possano fare, entrambe, ripeto, più di 41 punti.

Sono convinto (ma è solo un’impressione) che non potremo ripetere il punteggio complessivo dell’andata, perché 9 vittorie e un pareggio su 10 trasferte, sono qualcosa al di fuori di ogni logica.

Ma sono anche convinto che 35 punti siano comunque alla nostra portata e, se arriveranno rinforzi di qualità, anche di più.

Quindi sono convinto che alla fine la juve possa prevalere, considerando anche la massa di aiuti che ha avuto e che avrà ancora all’occorrenza e che Inter e Lazio se la vedranno per il secondo posto.

Sulle due coppe non mi pronuncio, trattandosi di gare a eliminazione diretta.

Molta della sfiducia che aleggia, artatamente creata o con qualche fondamento di verità, improvvisamente, attorno all’Inter, è stata diffusa dalle interpretazioni mediatiche dell’ultima partita.

La mancanza di collegamento internet mi ha indotto a guardare qualche momento di SI e ho sentito analisi dalle quali emergeva che Conte non capisce nulla, non sa far giocare le sue squadre, è un piangina ed è stato dominato.

Naturalmente ho cambiato canale.

Si è parlato sui media di dominio atalantino, mentre io ho visto un gran primo tempo anche dei nostri, nel quale potevamo tranquillamente raddoppiare e un secondo tempo con evidente flessione, per altro ben…ammortizzata: il gol loro nasce da una leggerezza difensiva su una palla sporca, il rigore da un eccesso di irruenza di un ragazzo di 20 anni, per altro autore di una splendida partita.

Considerando che, mi ripeto, loro nel secondo tempo avevano più birra dei nostri, è ancora tutto possibile: possiamo flettere per un po’ e sarebbe abbastanza grave, come possiamo tornare alle prestazioni super della prima parte di campionato e smentire tutte le cassandre, soprattutto se, lo ripeto, ancora, avremo i rinforzi necessari.

Che la partita non sia stata poi così a senso unico, se non per dati non decisivi come il possesso palla e il tempo trascorso in attacco, lo dimostreranno le cifre che tra poco esamineremo.

Ma le cifre di quanto accaduto non dicono tutto.

Bisogna anche vedere come e perché le cose sono andate in un certo modo, quali fattori esterni abbiano influenzato l’evoluzione della gara.

Penso sinceramente che quando un arbitro la indirizza con una decisione clamorosamente fasulla, non è bravo. Il grande arbitro, approfittando della solidarietà mediatica con la squadra che lo stipendia, la indirizza con provvedimenti che danno meno nell’occhio.

Nel nostro caso si è raggiunto il capolavoro di far passare per vittima (a causa di un inesistente rigore negato) la squadra che invece forse anche a parziale compensazione dei torti subiti con rassegnazione in occasione del match con la juve, ha goduto di favori non indifferenti e in ultima analisi determinanti.

Nessuno parla ad esempio di un episodio accaduto a metà ripresa sull’1-0 quando Lautaro vince un contrasto sulla trequarti e si invola verso un 2-0 quasi certo, non avendo più avversari.

L’arbitro si accorge che avrebbe segnato e decide di sanzionare il regolarissimo contrasto vinto dal “toro”.

Occasione gol troncata, ma si può passare sotto silenzio mediatico, perché in fondo era un fallo come tanti… a tre quarti ci campo. Vuoi mettere con il ‘rigore’ provocato da Lautaro dopo aver subito, nella stessa azione, ben 3 interventi fallosi…

L’episodio del ‘rigore’ non dato è esaminato alla perfezione da Bauscia Cafè in una serie di passaggi che riporto:

  • Primo evento: Toloi spinge Lautaro Martinez in avanti. Nel video si vede chiaramente come Lautaro vada verso Pasalic e gli metta una mano sulla schiena, spostato dalla spinta di Toloi. Nota bene: è questa spinta il motivo per cui Lautaro successivamente salta all’indietro e “cerca l’appoggio” – come dicono quelli che ne sanno – su Toloi.
  • Secondo evento, due frame per due cose che succedono contemporaneamente: Zapata “alza” Toloi per farlo arrivare più in alto (per chi non lo sapesse è una fattispecie descritta dal regolamento e considerata fallosa). Pochi metri più avanti, Pasalic spinge Brozovic con il gomito sulla schiena. . Nel frattempo, vediamo Lautaro saltare all’indietro per recuperare dalla spinta subita in precedenza.
  • Terzo evento: Toloi piazza avambraccio e gomito sulla schiena di Lautaro per spingerlo nuovamente lontano e verso il basso.
  • Quarto e ultimo evento, lo avete visto e rivisto in tutte le salse: Lautaro cadendo aggancia con la mano la gamba di Toloi macchiandosi di una colpa che neanche avesse sequestrato Aldo Moro.

Il rigore non c’era ed era fallo a nostro favore, ma questo nessun media lo dice, per non incorrere negli… sfavori del potere e lo stesso Rosetti parla addirittura di punizione per l’arbitro.

Se l’atteggiamento mediatico è scontato, nel paese in cui per valutazione di organismi internazionali neutrali il nostro giornalismo è ai primi posti nel mondo per servilismo, la presa di posizione (assai inconsueta) di Rosetti ha un sola giustificazione: predisporre il terreno favorevole per realizzare altri soprusi arbitrali a nostro danno, tacitandoci con il presunto episodio che ci avrebbe favoriti.

Quindi aspettiamoci nell’immediato nuove vessazioni.

A proposito degli episodi fallosi che hanno preceduto il presunto rigore, molti sostengono che le spinte in area non sono punibili, altrimenti le partite finirebbero con tanti gol.

Io so che nel dubbio si fischiano un’infinità di falli ‘di confusione’, cioè interventi anche lievi di attaccanti contro i difensori, che vengono solitamente più protetti. Purché non siano i nostri.

Però se questo significa che d’ora in poi non verranno più punite neppure le scorrettezze dei nostri attaccanti nelle aree avversarie, mi va bene. Basta che il metro sia unico.

Ma naturalmente i due episodi di cui abbiamo parlato sono solo una parte degli strumenti raffinati con cui si è cercato di orientare la partita.

Si deve anche parlare della gestione dei falli e dei cartellini, per esempio.

Poi c’è la questione, che ormai comincia a diventare annosa, relativa al modo di utilizzo del VAR.

Intanto dico una cosa:

Il VAR o è infallibile o non lo è.

Non è possibile che se il VAR ci ‘aiuta’ sia fallace e se ci danneggia sia infallibile.

A evitare inutili contrapposizioni con Amstaf, ribadisco che mi riferisco all’intero sistema VAR, con le modalità di utilizzo e con gli interpreti ‘umani’.

Se per esempio gli interpreti non fossero stipendiati indirettamente (attraverso la sponsorizzazione) dalla juve, già le cose un po’ cambierebbero.

A proposito di VAR, comunque, non sono d’accordo questa volta con Bauscia Cafè, che vorrebbe un estensione a tutti gli episodi e anche tempi di decisione dilatati.

Però sottolinea un concetto che ho sempre condiviso:

Se una volta interviene il VAR e una volta non interviene, non si fa giustizia, ma doppia ingiustizia.

Anche per questo sarei favorevole al VAR a chiamata di parte (numero di chiamate da precisare): non credo che un allenatore lo chiamerebbe per delle sciocchezze, bruciandosi la possibile ‘garanzia’ per un episodio importante.

Se poi un arbitro fa 4 o 5 grandi porcate contro la stessa squadra… almeno risulterà evidente la sua malafede.

La partita

Abbiamo detto che se il metro di giudizio è il possesso palla o il numero di passaggi, chi sostiene che loro abbiano dominato, ha ragione (62% di possesso, 605 passaggi contro 332).

Ma teniamo conto anche del fatto che loro hanno giocato quasi tutta la partita in svantaggio, quindi è abbastanza normale che premessero di più e comunque il numero di ‘passaggi corti’ (214 per noi, oltre 400 per loro) dimostra che si passavano la palla perché non riuscivano a trovare varchi.

Il dato della prevalenza di passaggi corti è confermato dall’accuratezza dei passaggi (quelli brevi sono più facili ovviamente) pari all’89% contro il 76% dei nostri.

Gli altri numeri infatti non confermano questa supremazia ‘assoluta’: 5 parate di Handa, compreso il rigore, a 3 del loro portiere; 5 tiri in porta nostri contro 7 loro; 4 occasioni nostre contro 6 loro, ma anche 1 solo assist per noi zero per loro.

Sono numeri abbastanza normali per una squadra che passa più di ottanta minuti ad inseguire.

Dall’altra parte però ci sono i… 22 falli commessi dai nostri contro i soli 13 loro, che dovevano essere proprio forti fisicamente e… corretti nel portare il contrasto se hanno recuperato 131 palloni, contro i nostri 59.

I dati sulla corsa sono difficilmente interpretabili, perché bisognerebbe averli disaggregati, visto che il nostro comportamento nei due tempi è stato molto differente.

Comunque diciamo che come velocità media il migliore è stato Castagne, con 8.8 contro gli 8.3 di Brozo; sullo sprint il migliore è stato Candreva, seguito però a breve distanza da ben 4 atalantini.

Noi abbiamo percorso più km di loro, ma loro hanno sprintato per 500 metri in più. Può sembrare poca cosa, divisa per 10 giocatori, ma nel calcio moderno, dove a causa delle ristrettezze degli spazi gli sprint sono brevi, non lo è.

Le azioni del primo tempo, riportate da un sito indipendente, non da me, sono:

  • 1’ palo di Lukaku fermato per un probabile fuori gioco,
  • 4’ gol di Lautaro su azione spettacolosa,
  • 7’ tiro di Candreva parato,
  • 8’ tiro di pasalic fuori,
  • 14’ colpo di testa di Zapata su punizione, parata di Handa,
  • 22’ bellissima azione Lukaku – Lautaro, con Palomino che salva sulla linea a portiere battuto,
  • 23’ tiro di Lukaku parato da Gollini,
  • 30’ tiro di Godin sul fondo,
  • 37’ punizione per l’Atalanta, Toloi devia di testa e Handa para.

Al di là di ogni altra considerazione l’Atalanta ha avuto al suo attivo solo un tiro fuori e due deviazioni di testa a seguito di calci piazzati.

Le cose cambiano nel secondo tempo:

  • 6’ tiro di Pasalic da posizione defilata: alto,
  • 9’ palo di Malinovskyi,
  • 22’ tiro di Gosens da posizione defilata, alto,
  • 30’ pareggio di Gosens (tra parentesi, andando allo stadio mio figlio mi ha chiesto: che giocatore prenderesti a loro? E io: Gosens. D’ora in poi a una simile domanda risponderò con il più scarso degli avversari o addirittura con uno assente),
  • 40’ numero di Brozo che supera un avversario con un pallonetto, ma poi tira… prendendola troppo bene e Gollini può parare,
  • 42’ fallo ingenuo di Bastoni su Malinovskyi, rigore e parata di Handa.

Naturalmente in queste cronache delle azioni salienti non c’è traccia, per esempio della palla gol di Lautaro stroncata… dall’arbitro e di altre situazioni molto controverse (eufemismo).

In sostanza a me sembra di poter dire che noi abbiamo pagato il fatto di non aver avuto un D’Ambro per rilevare Candreva nel finale; Barella che avrebbe potuto, per esempio nel secondo tempo rilevare Sensi con sicuro vantaggio sul piano dinamico e della forza; un attaccante di peso e credibile per sostituire, sempre nel secondo tempo, non Lautaro, ma un Lukaku provatissimo.

Poi certo, avere un grande terzino al posto del pur positivo Biraghi, un grande centrocampista (diciamo un Vidal o un Eriksen, per quanto giocatori differenti al posto del generoso Gaglia) poteva consentirci di riaprire il gioco con più costanza ed efficacia.

Dal punto di vista tattico loro avevano più varianti offensive, con i terzini che spingevano molto e un modulo 3412 adattissimo alle qualità di ritmo e di tecnica di alcuni giocatori.

Noi con Sensi e Brozo non al top, con Gaglia che in fase offensiva per il gioco richiesto da Conte ha dei limiti (il mister vuole che le mezze ali attacchino larghe, per acquisire superiorità in fascia e poi entrare nel campo con giocate da trequartisti), con due esterni, non particolarmente efficaci negli ultimi metri, avevamo schemi più prevedibili, basati quasi esclusivamente sulla straordinaria intesa di Lukaku e Lautaro.

Ma questi, continuerò a ripeterlo, sono limiti di organico e con questi uomini i 46 punti del girone d’andata sono un mezzo prodigio.

Le prestazioni individuali

Handanovic: decisivo con il rigore parato e sempre sicuro 7.5

Godin: se la cava di mestiere ed esperienza anche contro avversari (prima il Papu, poi Ilicic) che hanno un passo diverso. 6+

de Vrji: non perde un duello, annulla Zapata e svolge il solito lavoro di regista difensivo. 7

Bastoni: nelle pagelle viene giustamente penalizzato per l’ingenuità (frutto di inesperienza) con cui causa il rigore. Ma la prestazione, episodio a parte, è stata di livello eccellente 6.5

Candreva: pesa come un macigno sulle sue spalle la responsabilità della dormita che ha causato il gol di Gosens, prima si era reso protagonista di qualche bella chiusura e di qualche sgroppata finita senza esito per l’imprecisione nel tocco finale 5+

Sensi: sembra che renda meglio partendo da sinistra, comunque dà il suo contributo in termini di qualità e intelligenza dei movimenti, ma non sembra ancora al top atleticamente e cala alla distanza 6

(Borja: si dà da fare con volontà e intelligenza, ma incide poco. sv)

Brozo: sembra non essere più nella condizione brillantissima di qualche tempo fa, ma se la cava sempre efficacemente, sebbene debba fronteggiare un Pasalic in grande spolvero e aggressivo. Avesse sporcato il tiro, dopo il sombrero riuscito saremmo qui a esaltarlo 6.5

Gagliardini: fornisce un contributo importante soprattutto in fase di contenimento e contrasto, ma per sostenere il gioco offensivo servirebbero più piedi e inventiva, oltre a una maggior rapidità. 6

Biraghi: si conferma giocatore affidabile anche se certo non è da lui che ci si può aspettare la giocata risolutiva. Dalle sue parti pochi pericoli, e tutto sommato non perde il duello con il suo avversario, Hateboer. 6

Lautaro: ancora una grande prestazione per il gol , gli scambi efficaci con Lukaku e per l’enorme mole di lavoro che svolge a favore della squadra. Tornato a difendere nella propria area, subisce tre falli consecutivi e cadendo, sul terzo, trova il contatto tra mano e caviglia di Toloi. Giustamente arbitro e VAR non ravvisano il rigore, ma se Rocchi avesse fermato il gioco su uno dei tre falli subiti non ci sarebbero state le discussioni del post partita. 7.5

(Politano: sv)

Lukaku: inizio folgorante con il palo, reso nullo da un possibile fuorigioco millimetrico, fornisce l’assist del gol e si batte contro tre difensori impegnandoli a fondo. Nella ripresa cala visibilmente, ma non può venir sostituito per mancanza di un altro giocatore che sappia prendere i rilanci alti, difendere la palla e far salire la squadra. 6.5

All. Conte: la squadra è messa in modo da ottenere il massimo e probabilmente lo avrebbe anche ottenuto se avesse potuto disporre di alternativa adeguate. Invece ha dovuto limitarsi a inserire inserire Politano e Borja, con tutto il rispetto che i due meritano. 6 alla partita, 8 al mezzo campionato.

Arbitro Rocchi: sul rigore reclamato dai bergamaschi (e dalla stampa… juventina, cioè tutta) vede bene, come del resto il VAR, anche se avrebbe dovuto fermare prima il gioco.

La gestione dei falli è scientifica in senso negativo. Ne inventa uno per impedire a Lautaro di andare sul 2-0, ma in compenso sanziona col rigore una lieve spinta di Bastoni (che c’è stata, come c’erano state le 3 su Lautaro nell’episodio Toloi). 4.5

Le giovanili

Giornata positiva, almeno per quanto riguarda i risultati, poiché fermi gli U18 tutte le altre squadre dell’agonistica hanno vinto.

Non riepilogo i risultati e i marcatori che ormai conosceranno tutti

Primavera

Ho visto la partita a Interello e un’Inter molto rimaneggiata ha messo sotto abbastanza agevolmente un Empoli che si trova a metà classifica.

D’altra parte le prime hanno vinto tutte, per cui in classifica l’Inter è terza, con l’Atalanta lontanissima e il Cagliari, secondo, che la precede di 5 punti .

Considerando che dobbiamo recuperare la partita con la Samp, diventerà fondamentale proprio lo scontro di sabato prossimo a Cagliari, perché in caso di vittoria potremmo virtualmente scavalcare i sardi.

Per chi non avesse visto il match, riporto la formazione:

Stankovic

Cortinovis, Kinkoue, Ntube

Moretti L, Gianelli, Squizzato, Burgio, Dimarco

Oristanio, Mulattieri

Considerate le molte assenze, tra gli altri Pirola, Persyn, Schirò, Colombini e Fonseca, Madonna schiera una formazione equilibrata con un modulo tipo 3511, con Ori che parte leggermente dietro Mula e con gli esterni chiamati ad attaccare.

Mancano punti di riferimento per i difensori empolesi e sul movimento di Mula si propongono esterni e centrocampisti.

Ntube porta presto i vantaggio i nostri riprendendo una respinta su tiro di Ori.

Poi è lo stesso Ori a raddoppiare e a questo punto il match scorre liscio.

Dall’altra parte solo Merola riesce a infastidire la nostra difesa, con la sua velocità e intraprendenza, ma la difesa fa buona guardia e Filip quando viene chiamato in causa se la sbriga con grande sicurezza.

Nella ripresa arriva il terzo gol, siglato da Moretti e poi cominciano i cambi, con l’ingresso di Vergani, Sami, Gnonto, Vaghi, Boscolo e prima della fine l’Empoli segna il gol della bandiera.

Prova confortante dei nostri, soprattutto in relazione al fatto che i toscani schieravano ben 5 fuori quota contro uno nostro e complessivamente nelle formazioni di partenza noi eravamo di 12 anni più giovani.

In difesa mi è piaciuto soprattuto Ntube, a metà campo ottima la prova di Squizzo, mentre davanti Ori è stato sicuramente l’uomo partita, con le sue inziative inarrestabili.

Mula si è dato molto da fare, ma decisamente predilige un modulo con un compagno di reparto con cui scambiare.

A margine della partita un episodio davvero per me emozionante: Merola ha voluto regalarmi la maglia firmata del suo esordio tra i professionisti, nell’Empoli (sono 5 le presenze, in tutto).

Un regalo per me di valore affettivo enorme e un gesto di grande sensibilità.

Ntube, Fonseca a Vergani sono stati convocati per l’U19 che affronterà la Spagna, mentre Dimarco, Boscolo, Oristanio, Squizzato e Bonfanti sono stati convocati nell’under 18 che affronterà la Turchia.

Under 18

Rinviato il derby col Milan, la squadra in piena corsa per il secondo posto nel girone alle spalle della lontanissima Atalanta, che domenica prossima salvo rinvii ospiterà proprio gli uomini di Zanchetta.

Under 17

Ho assistito anche a questa partita che i nostri hanno vinto stentatamente per 2-1 contro il Cittadella, ultimo in classifica con 5 punti. Noi siamo secondi con 22 punti, ma a 10 dall’Atalanta che comanda. Domenica saremo a Brescia mentre i bergamaschi ospiteranno i penultimi.

Anche considerando le moltissime assenze, si è trattato di un match in cui i ragazzi hanno faticato moltissimo, senza evidenziare quei miglioramenti che Chivu sperava e rischiando fino all’ultimo di venir raggiunti (anche se in precedenza, per la verità probabilmente, su un azione insistita, la palla aveva superato la linea di porta e sarebbe stato il 3-1).

Molto disordine, un po’ di sufficienza e troppi errori da parte dei nostri che schieravano:

Rovida

Zanotti, Oppizzi, Uccellini, Pozzi

Radaelli, De Milato

Peschetola, Ballabio, Magazzù

Cappadonna

Sono poi entrati Monti, Benedetti, Politi, Branzini, Peruchetti.

Assenti tra gli altri, quasi tutti per un’epidemia di influenza, Gerardi, Peruchetti, Fontanarosa, Cepele, Fabbian, Casadei, Gnonto.

Mi sono piaciuti particolarmente il portiere Rovida, davvero sicuro e reattivo, Radaelli ha lavorato molto, Pippo (ndr, De Milato) è stato il solito regista col radar, Ballabio ha dato qualità, mentre Magazzù e Peschetola sono stati determinanti e Cappa si è battuto con grande dispendio di energie.

Non molto positiva la prova si Zanotti, sostituito dopo aver causato un rigore inutile e aver preso un’ammonizione per eccesso di nervosismo.

Speravo di vedere in questa occasione il nuovo arrivo, il centrale Svizzero-kosìovaro, ma era in tribuna solo il padre, perché devono completarsi i documenti di transfert.

Comunque lui e Cepele dovrebbero costituire la coppia di centrali di origine albanese dell’Under 18. Se poi arrivasse anche Kumbulla per la prima squadra davvero l’Inter si starebbe orientando verso una batteria di centrali di origine Albanese.

Se staranno bene in salute dovrebbero partire per la prossima convocazione in nazionale: Gerardi, Zanotti, Cepele, Fabbian, Casadei Gnonto e Magazzù.

Under 16

Battendo in rimonta per 2-1 la Spal in trasferta, la squadra di Bonacina si mantiene al terzo posto, alla pari con il Milan, tre punti dietro proprio alla Spal e a sette dall’Atalanta.

Domenica affronteremo in casa il pericoloso Cagliari.

Da notare l’undicesimo gol di Sarr (vice capo cannoniere), in continua crescita e il ritorno (con gol) di Curatolo, entrato al 12’ del secondo tempo.

Formazione:

Raimondi

Marocco, Peretti, Zambelli, Perin

Menegatti, Ortelli, Bonavita, Pelagatti

Sarr, Semenza.

Sarr e Curatolo si sarebbero segnalati tra i migliori, insieme ai terzini, ai centrocampisti Menegatti, Bonavita e Pelamatti.

Under 15

Con la vittoria di Ferrara i ragazzi di Annoni, unica tra le nostre squadre, mantengono il comando della classifica con un punto sul Milan Domenica scontro con le squadre che inseguono da vicino le milanesi: noi in casa col Cagliari, i rossoneri a Udine.

A Ferrara sono scesi in campo:

Calligaris

Guercio, Stante, Stabile, Motta

Stankovic, Di Maggio, Ricordi

Esposito, Martins, Owusu

Sono subentrati: Grieco, Pedrini, Ciuffo, Gallo, Liserani, Mazzola.

Per il raduno della nazionale sono stati convocati: Raimondi, Grieco, Di Maggio, Owusu, Martins

Luciano Da Vite

Foto: Samir Handanovic. Il capitano e portierone nerazzurro ha neutralizzato il calcio di rigore di Muriel nel finale della partita, permettendo ai nostri ragazzi di concludere la gara contro l’Atalanta con il risultato del pareggio (1-1).

20 pensieri riguardo “La partita, l’Atalanta, il sistema arbitro + VAR, la classifica. E un cenno alle nostre giovanili

  1. Bastoni nonostante il mezzo rigore procurato merita 7 . Ha annullato Ilicic e il Papu Gomez. Per il resto concordo pienamente con la tua analisi. AMALA E DIFENDILA SEMPRE

    Piace a 1 persona

  2. ero favorevolissimo al var poi ho visto come viene usato..

    sinceramente non credo siano neanche utili le chiamate a rivedere un azione.. abbiamo visto come vanno contro l’evidenza (vedasi fiorentina – inter)

    fortuna che è tornato a parlare rizzoli che mi pare non parlasse dal famoso fallo su zaniolo in roma inter

    il rigore per la juve è una cosa incredibile..

    quando vedo certe cose e leggo certi attacchi mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Conte

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  3. Su internews si torna ancora sull’arbitraggio di Inter Atalanta con un buon articolo “La moviola da bar e quella urticante sensazione di incompetenza. C’era un tempo in cui Moggi indicava la rotta”.
    Buono tranne nella conclusione: infatti ancora oggi Moggi detta direttamente o indirettamente la rotta ai giornalisti, mentre per gli arbitri non ce n’è più bisogno, dal momento che in pratica è la juve che paga gli stipendi agli arbitri, sponsarizzando la categoria con una azienda del suo gruppo

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  4. Mi dicono che la situazione clinica di Asa sia assai precaria, si ipotizza anche una risoluzione contrattuale.
    Spinazzola non sarebbe male, ricordo ottime prestazioni anche in CL (forse contro l’Atletico, a memoria) ma tanti infortuni negli ultimi 3 anni.🤫

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    1. La memoria non ti inganna, proprio contro l’Atletico a Torino fece una prestazione spaziale mettendo letteralmente a ferro e fuoco la fascia sinistra, imprendibile quella sera.
      Ma sembra molto fragile fisicamente.

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    1. Sempre meglio, a mio parere, per noi di Politano.
      Comunque uno Spinazzola sano è meglio di Biraghi e può giocare anche a destra.
      Non lo confronto con Young, perché non so cosa possa dare oggi, quello di anni or sono sarebbe oro.

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  5. Per quanto riguarda quello che Luciano chiama, giustamente, il sistema VAR, ovvero l’insieme di uomini (arbitri in primis) e “tecnologia”, l’unica parte “sana ed innocente” è la “tecnologia”; io, non rassegnandomi, continua a “sperare” (a battermi? a fare, nel mio piccolissimo, opinione?) che cresca la parte “sana” a discapito di quella insana.
    p.s.)l’idea di Luciano di separare arbitri e addetti al VAR è ottima ed esiste già, nel Volley i video checkisti (mi scuso per l’orrida terminologia) non vanno sul trespolo ad arbitrare e viceversa.

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  6. Speriamo che ora facciano una interpellanza parlamentare. Gol regolare annullato(IL piede del Cagliaritano era davanti a quella di Rumelu( vedi linea rossa mostrata dalla Rai e poi sparita in cerca di una più consona a loro) rigore solare non concesso e inventato fallo a Sanchez che si presentava solo davanti al portiere. .
    VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! -AMALA E DIFENDILA SEMPRE

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      1. la cartilagine è la cosa peggiore ti possa capitare al ginocchio. Provano con la terapia conservativa ma, se la cartilagine fosse andata, non ricresce mica.
        Si interviene con le staminali, per le persone “normali” è un tocca sana, per un atleta è un casino.

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