Un Natale di gioia e speranza: Inter – Genoa 4-0

Nel giorno in cui l’Inter sotterra il Genoa sotto quattro reti, dominandolo per tutti i 90 minuti e quando i peana di tutti i tifosi e dei cronisti (questi ultimi a bocca stretta e storta) riguardano il mattatore Lukaku e la nuova stella Esposito, io godo in modo particolare, perché questo Natale, questa partita è stata soprattutto la festa dei più ‘poveri’.

Parlo di giocatori naturalmente e parlo di ‘povertà’ nel senso di giocatori abituati a una penuria di consensi da parte dei loro stessi tifosi, quando non sono oggetto di critiche smodate e persino di insulti.

Lukaku, pur avendo sbagliato gol facili e diverse giocate è stato straripante.

Seba ha dimostrato al mondo che ha i numeri tecnici e la possibilità di diventare, col tempo, un crack e di poter tener botta alla grande già oggi, a diciassette anni, almeno in certe partite e situazioni.

Ma a me piace pensare che questa partita natalizia ha festeggiato soprattutto i Bastoni, i Candreva, i Gagliardini, i Borja Valero, persino i Biraghi, autori di prestazioni di grande valore e sostanza.

Questo nel giorno in cui si sono trovati a giocare tutti insieme e tale fattore, unito alle numerosissime assenze di top player (da Godin a Asa, da Barella a Brozo, da Sensi – entrato nel finale – a Sanchez, per finire con il nuovo fenomeno Lautaro) insieme alla necessità di lanciare dall’inizio un diciassettenne, avevano indotto molti di noi a guardare con preoccupazione a questo match.

Preoccupazione accentuata dal fatto che non venivamo da un periodo felice, almeno a livello di risultati e questo avrebbe potuto incidere sulla prestazione della squadra (nel recente passato è successo più di una volta).

Invece, pur pienamente sufficienti, sono rimasti un filo dietro, come rendimento solo Vecino e forse Biraghi, mentre purtroppo Lazaro non ha convinto, anche se con ogni probabilità può avere qualche attenuante.

Intendiamoci, abbiamo ‘spezzato le reni’ al Genoa, non al Real o al Barça, per cui tutto va visto nella giusta dimensione e non può consentire di cambiare orientamenti (anche di mercato) e programmi.

Ma con squadre di livello del Genoa, più o meno, in un passato anche recente abbiamo sofferto molto di più e qualche volta perso punti sanguinosi.

I rossoblu avevano una situazione di classifica precaria, necessitavano di punti e il loro allenatore addirittura rischiava la panchina: avrebbero potuto quanto meno farci soffrire.

Invece il primo tempo si è chiuso sul 2-0 per noi, con 16 tiri a rete al nostro attivo contro due, entrambi fuori, dei liguri.

Questo secondo i dati apparsi nell’intervallo sul tabellone dello stadio, anche se quelli della Lega, sempre largamente positivi sono meno… debordanti.

La discrepanza ci deve mettere in guardia anche dall’assumere le statistiche come Vangelo.

Almeno nel calcio possono solo essere utili, ma non decisivi strumenti di valutazione.

Comunque, anche dal punto di vista visivo e impressionistico, la nostra squadra è apparsa subito determinata, decisa, grintosa.

Era palese la buona condizione atletica di quasi tutti i singoli, la volontà di fare subito risultato, con ogni giocatore disposto a sacrificarsi per la squadra, che doveva attaccare, fare pressing alto, impedire le ripartenze e restare sempre molto corta.

Nello stesso tempo si sono viste ottime giocate, sia individuali sia di squadra e spesso anche i giocatori meno celebrati sono saliti al proscenio mostrando colpi di ottima qualità.

Cambi di gioco che davano ampiezza alla manovra e aprivano la difesa avversaria, scambi sullo stretto palla a terra importanti piacevoli e incisivi, persino dribbling che lasciavano sul posto l’avversario e creavano superiorità numerica.

Sembrava l’Inter al gran completo, con tutti i suoi campioni più celebrati, vista in alcune grandi occasioni.

Sembrava la squadra dei primi tempi di Barcellona e Dortmund, sennonché questa volta non c’è stato nessun rilassamento, nessun cedimento, abbiamo fatto la partita per tutti i 90 minuti e anche nel finale, quando eravamo 4-0, abbiamo pressato raddoppiato, giocato, cercato il gol come all’inizio.

Chiaro che giocare contro squadre forti (non solo le big straniere, ma anche le migliori fra le nostre) è tutta un’altra storia e questo non va dimenticato, per non alimentare illusioni eccessive.

Il Genoa non è nuovo a questi tracolli: ha perso per esempio, 4-0 con la Lazio, addirittura 5-1 col Parma.

Ma ha anche fatto 3-3 a Roma contro i giallorossi, ha battuto la Fiorentina, ha pareggiato 0-0 a Napoli e perso solo 2-1 con l’Atalanta.

Notazioni che servono a ricordare che se non riesci a esprimerti al meglio anche queste partite possono diventare complicate.

Se mai diventano facili dopo.

E’ anche vero, d’altra parte che i rossoblu non hanno attuato una tattica particolarmente rinunciataria e ostruzionistica, non si sono rinchiusi nella loro area, situazione che noi soffriamo, soprattutto se manchiamo degli elementi più tecnici.

Ma in ogni caso la nostra prestazione ci dà alcune convinzioni, se non certezze.

L’Inter di Conte non mollerà.

Soprattutto se andrà avanti in EL potrà anche avere una flessione: mantenendo la stessa marcia quasi irripetibile, condotta sino ad oggi, a 4 giornate dal termine avremmo 84 punti, con la possibilità (teorica) di arrivare a 96.

Probabilmente non arriveremo a tanto, ma credo che staremo nettamente al di sopra dei nostri recenti piazzamenti.

L’Inter di Conte può anche perdere qualche partita, ma non parte MAI battuta, contro nessun avversario e qualunque sia il livello delle assenze e il nervosismo indotto dal disturbo settimanale degli avvoltoi e domenicale dei direttori di gara.

Diversi giocatori con mister Conte hanno già migliorato enormemente le loro qualità e, soprattutto i più giovani, continueranno a farlo.

Bastoni, per esempio, può diventare un Chiellini molto più tecnico, Sensi e Barella verosimilmente cresceranno ancora, ma soprattutto Seba sarà gestito con saggezza e potrà aspirare a un crescendo entusiasmante.

Le prestazioni di Candreva, Gagliardini e Borja in particolare ci dicono come sia necessario che l’allenatore tenga sulla corda anche quelli che non giocano, li faccia sentire importanti per il progetto, responsabilizzandoli e quando entrano, siano messi nelle condizioni di fare il loro meglio.

Anche dai tifosi.

Non la prestazione, ma il campionato di Candreva è esemplare in proposito.

Mai mi sarei aspettato dopo l’ultima annata di vedere Antonio uscire dal campo accompagnato da un’autentica ovazione dei tifosi.

Criticato aspramente da sempre, Antonio nell’ultima stagione era finito ai margini della squadra, si era immiserito psicologicamente anche perché veniva utilizzato, per le scelte tattiche e di gioco di Spalletti (che condividevo e condivido, con gli uomini che aveva) in una posizione in cui non poteva esprimersi bene.

Candreva ha bisogno di spazi nei quali dispiegare la sua corsa, la sua progressione e, a quel punto anche le sue buone qualità tecniche, spazi che nel 352 trova, nel 4231 non gli si offrivano, soprattutto in fase offensiva, quando partendo da una posizione a ridosso della difesa avversaria, non ha il dribbling per saltare l’uomo ed è costretto a crossare con l’avversario che si interpone, a discapito della precisione.

Conte come Spalletti ha un’idea di gioco sulla quale assembla la squadra. Ma quando schiera un giocatore lo utilizza sempre e solo nel ruolo e con i compiti che lui è idoneo a esercitare e quando se la prende con la parte del pubblico che maltratta un suo giocatore (esigua al momento, per la verità) sta creando le premesse perché tutti si esprimano al meglio.

Bravo il mister, dunque, brava la squadra nel suo complesso, brave le riserve (meglio dire le alternative) in queste ultime prestazioni.

Al di là dei risultati, a livello di prestazioni, considerate le assenze fondamentali, non avevamo per nulla fatto male neppure contro la Roma e a Firenze.

Ma questo non ci può far dimenticare una realtà: con un centrocampo Vecino – Borja – Gagliardini possiamo giocare benissimo qualche partita, magari contro il Genoa o squadre non disprezzabili ma di quel livello, ma non si può durare al vertice nel tempo.

Seba può far benissimo, ma va gestito: non può essere la prima alternativa di turnazione dei due attaccanti.

Biro può essere prezioso ma se si riuscisse a trovare uno più completo, nel ruolo, la squadra se ne gioverebbe..

Infortuni ce ne saranno anche nel prosieguo della stagione, soprattutto se progredendo in tre competizioni (più le nazionali) saremo costretti a un super lavoro particolarmente usurante, perché il sistema di gioco di Conte è molto esigente e chiede sempre il massimo, a livello mentale e fisico, da tutti gli interpreti.

Sarebbe sbagliato, a mio parere, pensare: “visto che anche le riserve si sono mostrate all’altezza, per il momento non abbiamo bisogno di nulla.”

Un giocatore, la sua utilità, si valuta sulla continuità delle prestazioni, soprattutto sul livello di prestazione nel momento a lui meno favorevole.

Un grande giocatore si esprime sempre almeno da sei e quando è al top da otto.

Un giocatore che va da 5 a 7 nel tempo può lasciarti dei buchi perché l’appannamento è naturale e può venire per tutti.

Dunque quello che serviva prima serve anche adesso, se si vuol essere ambiziosi da subito: un esterno di difesa, un vice-Lukaku e un centrocampista con caratteristiche dirompenti che al momento in rosa non abbiamo, perché l’ottima prestazione di Gagliardini contro il Genoa non può essere una garanzia in questo senso.

Se mai, a mio parere l’indicazione ‘nuova’ può essere questa: solo per la punta non è necessario un arrivo di una qualità assoluta e insieme di prospettiva, mentre come centrocampista e come esterno basso è necessario che chi arriva non sia solo un rinforzo numerico, ma anche di qualità.

Per essere espliciti: a questo punto, sempre a mio parere di tifoso, un de Paul non serve più (con tutti i problemi di inserimento che tra l’altro avrebbe), mentre un Kuluseski, da alternarsi con Sensi e per preparare il futuro, sarebbe fondamentale, come pure un Vidal con prospettive più immediate.

Ma queste sono impressioni che esprimo da tifoso, per il gusto di confrontarmi con altri tifosi, senza la pretesa di voler insegnare a dirigenti e società quello che devono fare.

Sulla partita non c’è molto da dire e da analizzare, perché il nostro dominio è stato sempre netto.

Basterà ricordare che siamo stati superiori in tutto; che Gagliardini, protagonista di un gol e di un rigore procurato, dopo 20 minuti aveva già concluso a rete, sempre di testa, due volte e sulla seconda aveva costretto Radu a un grande intervento; che Lukaku, oltre ai due gol ha fallito almeno altre due occasioni davvero clamorose; che Handa è stato impegnato per la prima volta al 60’ con un pericoloso tiro da fuori di Sanabria ben deviato e poi al 68 con un tiro sempre da fuori ma senza pretese, di Criscito; che i recuperi palla sono stati 84 a 20 per noi; che individualmente ci sono solo nostri giocatori ai primi posti nelle graduatorie dei tiri in porta, degli assist, delle occasioni da gol, nei passaggi chiave, nei recuperi, mentre un loro elemento (Agudero) prevale solo nella lista dei… falli commessi.

Abbastanza incredibilmente (ma non per chi ha visto la partita) Borja è stato il giocatore che ha corso di più, a una velocità media superiore, mentre altrettanto incredibilmente, Seba è stato il quinto giocatore come velocità pura espressa, allo sprint.

Questo dato unito tra l’altro alla notevole copertura del campo che Seba, anche visivamente ha assicurato, ci dice che cosa potrebbe diventare questo ragazzo che possiede indubbie grandi capacità tecniche.

Se a 17 anni è il quinto giocatore più veloce, in un lotto di oltre 25 professionisti affermati, si pensi a che cosa potrebbe diventare a sviluppo muscolare completato, cioè attorno ai 22-23 anni.

Il paragone è improprio perché si tratta di un altro sport, ma per dire, Mennea a 17 anni non aveva neppure il record italiano, ma era solo uno che primeggiava nella categoria juniores, qualche anno dopo a sviluppo muscolare completato e dopo anni di duro lavoro, faceva il record del mondo…

Il rischio che un giovane all’improvviso travolto da soldi e notorietà, da lusinghe e tentazioni di ogni tipo finisca per non mantenere fino in fondo le promesse, esiste sempre, ma in questo caso sia la posizione del mister, che gli ha subito detto di restare con i piedi per terra e certamente interverrà ai primi segnali di eventuale… distrazione, sia l’atteggiamento serio e responsabile della famiglia, danno sufficienti garanzie.

Passiamo a questo punto ad esaminare le prestazioni individuali di una partita (tra le poche) che ha concesso, a noi tifosi, di arrivare sino in fondo senza patemi.

Handanovic: 6.5 una sola parata vera, difficile, ma su un tiro da lontano. Qualche bella uscita alta a smentire chi sostiene che non esce di porta. Qualche imprecisione negli interventi di piede, con attentato alle coronarie dei tifosi più fragili

Skriniar: 6.5 riportato a destra nel tridente ritorna a esprimersi su buoni livelli, anche se forse è l’unico che appare leggermente fuori ruolo rispetto alle sue inclinazioni. Con la difesa a tre lui deve spesso uscire sull’esterno, mentre dà il meglio in mezzo, con spazi stretti e un compagno vicino.

de Vrji: 7 leader indiscusso della difesa e uno dei leader della squadra, sicuro nei contrasti, buono nella transizione, dirige il reparto anche a voce, con personalità.

Bastoni: 7 cresce di partita in partita, ma secondo me ha ancora grandi margini di miglioramento, soprattutto nella reattività e nell’aggressività sul breve. Con Conte credo che in un paio d’anni può arrivare a livelli di vertice assoluto, nel ruolo.

Candreva: 7.5 partita incredibile di uno dei giocatori più bistrattati dai tifosi negli ultimi 10 anni. Oltre alla solita mole di lavoro enorme, alla solita velocità e intraprendenza, ha messo in mostra giocate davvero importanti qualitativamente e ha al suo attivo due assist di grande pregio. A dimostrazione di quanto conti la fiducia dell’ambiente e quindi l’autostima, insieme, naturalmente, a un utilizzo congeniale alla valorizzazione delle specifiche qualità.

Vecino: 6.5 inizia un po’ sotto tono, si vede a tratti e non prende mai iniziative importanti. Cresce alla distanza, rendendosi comunque utile nell’applicazione, in entrambe le fasi.

Borja: 7 si conferma uomo straordinario, prima ancora che grande giocatore. Delle sue qualità tecniche e della sua intelligenza calcistica che lo porta sempre a essere dove serve, non si poteva dubitare, come pure della sua mobilità. Più volte ho espresso il mio parere per cui se avesse potuto, mantenendo la leggerezza della corsa, contare su un po’ più di forza, sarebbe diventato un top player a livello internazionale. Ma ora sta stupendo per la professionalità. Di fatto accantonato per molte gare, quando c’è stato bisogno di lui ha dato una risposta da fuoriclasse ‘mentale’.

Gagliardini: 7.5 prestazione superba. Corsa capacità di gettarsi negli spazi, contrasti, inserimenti sulle palle alte, persino ottime giocate di piede, favorite anche, certamente, dalla eccellente copertura del campo da parte dei compagni, ma comunque non scontate. Portato spesso come esempio di ‘spreco di denaro’ e acquisto sbagliato dai tifosi, dimostra di essere potenzialmente un centrocampista di buonissimo livello. In fondo è stato pagato più o meno quanto il Genoa ha pagato Sturaro, che è stato in panchina nella squadra rossoblu…

Biraghi: 6+ una prestazione senza affanni in fase di contenimento e con buone opportunità in fase di spinta. Ha corso molto e ha messo alcuni buoni palloni, un paio persino di destro. Conferma di non essere un fenomeno, ma un giocatore di buon rendimento medio al quale affidarsi con sufficiente fiducia, in caso di necessità.

Lukaku: 8 qualcuno gli ha dato nove, ma al di là del voto in più o in meno è stato sicuramente determinate, come spesso gli accade, direttamente (come in questa occasione) o indirettamente, lavorando per la squadra. Per meritarsi un 9 dovrebbe sbagliare qualche gol facile in meno ed essere più preciso in qualche appoggio. In quel caso però non sarebbe un grande giocatore, ma un alieno.

Seba: 7 sulle sue capacità tecniche io non avevo dubbi: sono già da giocatore di grande squadra. Diverso è il discorso sull’esperienza, sulla forza, sulla progressione che a 17 anni non possono essere al top e che in una partita dominata possono passare in secondo piano, ma in una partita durissima, decisa magari da un episodio, possono essere determinanti. Diciamo che Seba è acquisito alla rosa di prima squadra, è una possibile alternativa, ma che servono anche oltre ai due attaccanti titolari, alternative di peso. Conte gli ha ricordato la necessità di restare con i piedi per terra e ha fatto bene. Non sono pochi i giovani che all’esordio incantano e poi conoscono una flessione. Confido nel lavoro di Conte e nella serietà del ragazzo e della famiglia.

Sensi: 6+ importante averlo rivisto in campo. Poco per una valutazione seria, ma secondo me ha confermato di essere giocatore imprescindibile per dare estro e qualità alle giocate offensive di questa squadra. E’ l’unico centrocampista con queste caratteristiche, probabilmente non è solidissimo fisicamente, per cui necessita quanto meno di un’alternativa di livello.

Lazaro: sv il voto sarebbe stato non positivo ma ingiusto. Incontra difficoltà oggettive a livello psicologico e tattico. Lui e Politano al momento sembrano i giocatori più fuori dai giochi

Dimarco: sv pochissimi minuti, ma sufficienti a mio parere per dimostrare che il giocatore può stare tranquillamente in una buona squadra di Serie A.

All. Conte: 42 punti, una squadra che non è mai stata messa sotto da nessuno (se non forse nei 45’ di black-out collettivo a Dortmund) e che ha sfiorato la qualificazione in un girone difficilissimo, giocatori valorizzati, squadra spesso convincente. Che si vuole di più? Che continui su questi livelli.

Intanto la squadra godrà finalmente di un breve periodo di riposo, passerà, meritatamente un buon natale, in vetta alla classifica, alla pari degli ovini, ma solo per i continui, ripetuti favori che gli stessi hanno ricevuto dai… compagni di squadra del settore arbitrale.

Per i dirigenti invece saranno ancora giorni di lavoro perché alla ripresa ci aspettano Napoli e Atalanta e tutto verrà messo di nuovo in discussione: proprio questo è il fascino del calcio, non c’è mai nulla di acquisito, di definitivo.

I tifosi interisti e soprattutto gli amici del blog, ai quali vanno i miei più sinceri auguri di buone feste e soprattutto di un nuovo anno ricco di successi (personali e… in termini di tifo), almeno dal punto di vista della loro passione sportiva, le feste le passeranno felicemente: non c’è un’altra tifoseria in Italia che possa esserlo altrettanto, almeno per il momento.

Luciano Da Vite

Foto: Sebastiano Esposito. Il giovane attaccante classe 2002 esulta dopo il calcio di rigore realizzato contro il Genoa. Seba è il secondo marcatore più giovane della storia nerazzurra dopo Mario Corso.

31 pensieri riguardo “Un Natale di gioia e speranza: Inter – Genoa 4-0

  1. Buona Domenica e ottimo Natale a tutti gli amici del blog.
    Le analisi di Luciano sono sempre attente e puntuali, ma stavolta sono condivisibili al 100%.
    Su Lazaro e Politano penso che considero entrambi un patrimonio della società (ad occhio e croce parliamo di 50 M) ma che in questo gruppo non possono più stare se non a costo di un loro deprezzamento. Per me vanno ceduti entrambi almeno in prestito (come Dimarco che difficilmente vedrà il campo) per tentare di rivalutarli.
    A gennaio questa rosa va arricchita di 1 massimo 2 innesti; mentre non vedo la necessità di muoversi su una punta ritengo indispensabile un esterno sx affidabile ed un centrocampista di potenza da inserire nelle rotazioni (kulu resta il mio preferito).
    Borja teniamocelo stretto: professionista esemplare e grandissima tecnica unita ad un cervello calcistico fuori dal comune. Nelle rotazioni di cc può starci tranquillamente anche lui e se ne è accorto anche Conte.

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  2. Condivido in toto il post – riporto lo scritto del post precedente-
    Una chicca . è stato visto in mondo visione Luciano che affacciato alla balaustra , settore blu , al momento del rigore intonare , con tutto lo stadio , l’urlo Seba gol Seba gol . Seba gol . Grande Luciano

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  3. Tantissimi Auguri a tutti i Fratelli NeroAzzurri
    Grande post di Luciano .
    E soprattutto grandissimi i ragazzi in campo…ero fiducioso per una vittoria di misura ma i ragazzi mi hanno regalato una bellissima vittoria in serenità,merce rara in casa Inter
    Forza Ragazzi e forza Marotta portaci 3 big e vinciamo tutto…

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  4. Ho letto , perché io non li vedo se non quando giocano contro di noi , nonostante il trio Calvarese – Mazzoleni- Giacomelli hanno perso la finale . WOW che Week End e Natale fantastico noi INTERISTI trascorreremo quest’anno. 😂😂😂🤣🤣🤣

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  5. Lo scambio di prestiti Politano Llorente sarebbe ideale, se poi si aggiungono Marcos Alonso e Kulusevski o Vidal siamo a posto.

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  6. Nel fare gli auguri a tutti, ringraziando Emiliano&Luciano per l’impegno, due considerazioni sul mercato, con la premessa che si tratta di una “confidenza” di un DS di A, che segue il mercato e ha notizie su tutte le squadre…
    In questa sessione di Gennaio, a parte lo scambio di prestiti secchi col Napoli (Politano-Lorente) su cui si aspetta l’assenso definitivo dei giocatori (dovrebbe slittare a dopo il 6 Gennaio…), la situazione è molto complicata. Vidal è quasi impossibile, alle condizioni chieste da Marotta, Kulusevski il Parma non lo molla e lo stesso ragazzo preferirebbe giocare con continuità, mentre per Giugno siamo in grande vantaggio, dipende solo dall’Inter, De Paul costa troppo secondo Marotta (l’Udinese, per mollarlo ora, alza le richieste, anche giustamente).A sinistra ci sono 2 nomi, entrambi Chelsea, ma anche qua ballano cifre importanti…
    Molto meglio per Giugno: mi è stato dato per praticamente chiuso un grande colpo a centrocampo, a zero (a parte le commissioni, non bruscolini eh…) un giocatore danese, dalla Premier…ripeto già chiuso.
    Capitolo Icardi, Leonardo l’avrebbe già riscattato, lui nicchia, addirittura avrebbe pensato al Milan che inserirebbe Donnarumma come contropartita parziale. Non risulta che l’Inter sia interessata, ma se non resta a Parigi è un PROBLEMA da risolvere.
    Auguroni.

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    1. A parametro zero si possono prendere solo buonissimi giocatori o buoni o mediocri. Fuori classe non più, non di 27 anni. E’ anche logico. I fuori classe sono pochissimi e non si fanno “scappare”.
      Sarebbe anche un segnale, un buonissimo giocatore con offerte da diversi top club, si dice anche la juve, che scegliesse l’Inter. Certo, all’Inter potrebbe aspirare ad un ruolo “centrale” più che al Madrid o alla stessa juve, ma se non vedi un progetto ambizioso e potenzialmente vincente non andresti comunque. L’ingaggio, più o meno, lo prenderebbe ovunque.

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  7. Buon Natale a tutti gli amici del blog e a tutti gli INTERISTI.Auguriamoci che il 2020 sia come il 2010. AMALA E DIFENDILA SEMPRE . 🎄🖤💙

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  8. Tra Vidal e Weigl c’è una bella differenza in valore assoluto. aA vantaggio del tedesco, solo l’età.
    Poi però succede che molti di noi sono scontenti perché abbiamo preso sensi, mentre la juve ha fatto i ‘colpi’ Rabiot e Ramsey

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  9. Devo ridere Luciano ahahahahahah . Come Romagnoli meglio di Skriniar , Filadelfia meglio di Bastoni ahahahahahahaha
    😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

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  10. Aguri sinceri a tutti gli amici del blog: a quelli che leggono e scrivono, a quelli che leggono solo e anche , di cuore, a quelli che dissentono. Siccome a natale siamo tutti più buoni, ci provo anch’io e mi scuso per le mie intempreanze verbali (o… concettuali)

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  11. Al torneo U13 Laliga promises che si disputa ad Abu Dhabi l’inter ha battuto l’Atletico Madrid 1-0 e successivamente un’altra squadra di cui non ricordo il nome, sempre 1-0. Domani incontererà il Siviglia per il primo posto nel girone

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  12. Leggo notizie fantasiose e parecchio inquietanti come l’addio di Godin con Darmian come sostituto.
    Anche lo scambio Politano-Llorente, per quanto funzionale per caratteristiche dei due, mi pare sfavorevole per differenza di età e valore.

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  13. Sul sito ufficiale non c’è ancora il risultato, ma mi sembra di capire che abbiamo perso con il Siviglia e che, con 3 squadre a sei punti, siano passati loro

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  14. Gerardi
    Alcides Moretti Sottini Di marco
    Cester Wieser Casadei
    Lindqvist
    Gnonto Akhalaia

    Subentrati: Sangalli e Sattin, poi Verzeni
    Rigore di Sottini provocato da uno slalom di Willo in area

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