Inter – Slavia Praga 1-1: il ritorno di dubbi e di preoccupazioni

Timori legittimi, intendiamoci, perché la partita era di importanza fondamentale, un test assolutamente significativo per misurare la nostra (auspicata) crescita.

Oggi non è davvero il momento di gettare tutto a mare, di esercitarsi in critiche feroci che non coinvolgano solo il modo in cui è stata giocata questa partita, ma investano, quasi da consuntivo, l’operato stagionale di società, allenatore e giocatori.

  1. Abbiamo disputato un buon precampionato contro squadre anche importanti, ottenendo valide indicazioni sul terreno della possibile competitività;
  2. Abbiamo vinto tre partite di campionato, contro squadre forti, anche se non di prima fascia, per la verità senza mai convincere appieno;
  3. Adesso abbiamo conosciuto una brutta e imprevista battuta d’arresto contro una squadra un po’ sottovalutata a priori ma poi rivelatasi assai più indigesta del previsto (anche se è sempre difficile distinguere meriti e demeriti dopo una partita).

Di sicuro i nostri demeriti sono stati enormi.

E secondo me riguardano TUTTI gli aspetti: dalla condizione fisica, all’atteggiamento tattico, alle scelte dei giocatori (in parte collegate agli altri elementi) fino all’atteggiamento psicologico o, come si dice elegantemente oggi, alla mentalità messa in campo.

Si sa che io dò importanza alla mentalità, ma penso che spesso sia la conseguenza e non la causa dei rapporti di forza che si manifestano sul campo: se ti rendi conto di essere più debole non puoi avere una mentalità spregiudicata e sbarazzina.

Sin dalle prime battute si è visto che loro erano messi meglio, ci soverchiavano atleticamente (vincevano la maggior parte dei contrasti e arrivavano sempre primi sulle palle vaganti o seconde palle…) e la nostra miglior qualità stilistica (quella tecnica secondo me è un’altra cosa) non riusciva a colmare l’handicap.

Questa situazione è rimasta immutata in tutta la partita: neppure i cambi sono riusciti a rovesciare il rapporto di forze…

La formazione

Non abbiamo elementi di conoscenza per stabilire se le scelte del mister e del suo staff siano state giuste o sbagliate, libere o in qualche modo forzate.

Certo il problema del turn over necessario verso alcuni che non reggono le sette partite in 21 giorni (magari oltre agli impegni internazionali) può avere influito.

Però se analizziamo lo schieramento iniziale alla luce di quelli che al momento sembrano i teorici titolari, vediamo che abbiamo dovuto rinunciare solo a Godin per D’Ambrosio e a Vecino per Gagliardini.

Queste probabilmente erano scelte forzate o comunque consigliabili, ma le assenze di Godin e Vecino non possono servire a giustificare la figuraccia di una squadra che si apprestava a disputare la CL con ambizioni elevate ed affrontava in casa l’avversaria ritenuta più abbordabile.

Poi c’è la questione di alcune scelte discutibili (poche): non v’è certezza che schierare Lautaro al posto di Politano sia stata la scelta migliore, e lo stesso si può dire per la scelta iniziale di Gagliardini al posto di Barella.

Questi erano gli unici dubbi ragionevolmente possibili, ma si deve tener conto (a posteriori sono tutti bravi) che Lautaro veniva da una prestazione strepitosa in nazionale e poi aveva riposato e che è più punta di Politano, tra l’altro in una situazione in cui Lukaku, per limiti suoi o malanni contingenti, è un attaccante poco prolifico (ripeto: in questo momento).

Se poi si considerava utile preservare Vecino, la scelta era tra Barella e Gagliardini.

Oggi dire che è stata sbagliata è di una facilità estrema, perché Barella (per altro entrato quando gli avversari erano più provati) ha fatto piuttosto bene, mentre Gagliardini, dopo un inizio promettente, si è perso nel grigiore generale, senza neppure il supporto di qualche colpo efficace, cosa che non è nelle sue corde.

Però molti di quelli che sostengono questa tesi (a posteriori anch’io, lo confesso) nelle precedenti prestazioni avevano parlato e scritto di delusione di Barella: anzi, tra i tifosi molti avevano cominciato a definirlo un acquisito scarso, sbagliato, con tanto di critiche per la cifra spesa e per chi lo aveva voluto.

E tuttavia se una simile involuzione fosse dovuta ESCLUSIVAMENTE all’indisponibilità di due giocatori, importanti me che non sono Messi e Maradona, o al dubbio tra altre due scelte che più o meno si equivalgono, significherebbe che l’organico è davvero modesto e che le nostre speranze sono mal riposte.

Invece io sono convinto che ci siamo trovati di fronte a una serie di fattori negativi concomitanti e in quanto tali molto influenti.

Naturalmente la scelta degli uomini viene fatta in funzione della scelta del…

Modulo adottato

Gli amici del blog più affezionati conoscono perfettamente le mie opinioni nei confronti dei moduli e dell’importanza relativa che do agli stessi.

Dal mio punto di vista i moduli sono solo degli schemi, come dire, iniziali, un modo base in cui disporre i giocatori in campo, affinché poi, con gli opportuni movimenti sincronizzati, riescano a coprire al meglio il terreno in funzione dei pericoli portati dalla mobilità avversaria e dalla propria volontà di offendere in modo incisivo.

Da questo punto di vista il discorso sul modulo come tabù irrinunciabile non mi ha mai convinto.

Si può vincere con tutti i moduli, basta avere i giocatori giusti e capaci di svolgere i movimenti necessari nei tempi giusti.

A questo proposito riporto un recente intervento, sulla questione, di mister Conte:

“Solo in Italia siete fissati con i moduli. A tre, a quattro. Conta come giochi, la pressione che fai, con quanti giocatori attacchi.

Tutto il resto sono tutte cazzate, come quella che non si vince a tre.

In Inghilterra non gliene frega niente se giochi a tre o quattro”

E in un altro intervento che non riporto letteralmente perché non riesco a ritrovarlo, nella sostanza giustificava l’esclusione momentanea di qualche nuovo acquisto (ad es. Biraghi) con il fatto che non aveva ancora avuto modo di apprendere e assimilare gli automatismi complessi dei movimenti che sono necessari per il funzionamento della squadra.

Tutto questo è vero, dal mio punto di vista di semplice tifoso, come pure è vero che accanto al modulo base devono essere previste alternative per le situazioni in cui alcuni degli interpreti e/o l’atteggiamento della squadra avversaria (per esempio, maggior corsa e fisicità, quindi miglior attitudine a coprire al meglio gli spazi nei momenti fondamentali) consiglia una modifica della situazione base in campo.

Questa necessità per esempio appare molto più evidente quando le modifiche richieste conseguono alla superiorità tecnica di qualche avversario.

In fondo, il raddoppio delle marcature su un big oppure la marcatura ad uomo del facitore di gioco avversario rientrano in queste tipologie.

Bene, la mia impressione (ripeto, è solo un’idea da dilettante) è che ieri la superiorità atletica e di corsa dei ceki ha aumentato, insieme al loro atteggiamento più aggressivo di quello a cui siamo abituati, le difficoltà insite nel modulo a tre con gli uomini in campo ieri, nelle condizioni di ieri.

Con tre marcatori fissi, che restavano indietro sulla stessa linea, a centrocampo eravamo sempre con un uomo in meno e la situazione veniva accentuata dal fatto che un nostro centrocampista era in giornata del tutto negativa (Brozo), praticamente fuori dal gioco, sia in fase di contenimento sia in situazione di costruzione; un altro (Gaglia) giocava… a metà perché non ha certamente i piedi per sostituirsi al facitore di gioco e persino il terzo (Sensi) nel primo tempo almeno ha subito ben oltre il solito il differenziale di forza e aggressività rispetto agli avversari.

A questo si aggiungeva il fatto che anche gli esterni, il cui funzionamento è fondamentale per equilibrare la squadra, poiché se funzionano al meglio rendono, secondo le necessità, il modulo a 4 o anche a 5, rafforzano il centrocampo (352) o addirittura l’attacco (334) non riuscivano ad assolvere a queste fondamentali e complesse funzioni proprio perché trovavano avversari che non si facevano superare (Asa, per esempio, ha provato 4 o 5 volte l’uno contro uno in fase offensiva per saltare l’uomo e servire in area, ma è sempre stato preceduto e contenuto e alla fine ha dovuto limitarsi a fermarsi e giocare il pallone all’indietro).

Anche gli attaccanti hanno un duplice compito: offendere, ovviamente e fare pressing sui difensori avversari per non lasciar ripartire troppo facilmente l’azione.

Ma, a parte il fatto che nessuno dei due è mai riuscito a rendersi pericoloso (dico a memoria ma potrei sbagliarmi: nelle ultime due partite credo che Lukaku non abbia mai sferrato un tiro), il belga ha giocato solo spalle alla porta, per far salire la squadra, ma non è mai stato preciso negli appoggi (solo 47% di p assaggi riusciti) e Lautaro non ha mai potuto approfittare di spazi invitanti, forse anche perché i movimenti dei due non sono ancora ottimali.

Questi dal mio modesto punto di vista mi sembrano fatti e una concomitanza di fatti tali da pesare gravemente sulla prestazione complessiva della squadra che certamente può fare meglio e non di poco (unica… consolazione).

Io non dico: Conte doveva cambiare, doveva fare così e cosà, perché non conosco le condizioni reali degli uomini, lo stato dei lavori di integrazione dei singoli, le compatibilità provate in allenamento.

Dico solo che FORSE si poteva provare a cambiare qualcosa, mentre tatticamente si è solo cambiato una punta con un’altra (più vivace e che partiva un po’ dietro), un centrocampista di movimento con un altro (Barella per Sensi) spostando, unica variante vera, Sensi indietro a fare il play al posto di Brozo.

Quindi prima c’era Brozo incapace di fare con profitto il vertice basso e lo stesso Sensi più in difficoltà nel coprire spazi ampi con avversari più forti fisicamente.

Dopo i cambi, il play ha cominciato a funzionare, Barella si è dimostrato quanto meno più competitivo fisicamente di Sensi e Gaglia è rimasto con gli stessi compiti.

Forse, ma è solo un’ipotesi da esterno che non ha vissuto la preparazione con la squadra, si poteva passare a 4, con due soli difensori a chiudere fissi dietro, ma era necessario vedere se chi giocava in seconda linea era in grado di… correre all’indietro più velocemente degli avversari.

Voglio aggiungere, per metterci un po’ di pepe e suscitare… discussioni, una considerazione sulla quale io stesso non giurerei, ma che a livello di semplice ipotesi non mi sembra infondata.

Secondo me, potrebbe essere che, nel confronto tra Conte e Spalletti, il primo abbia maggior capacità (anche se ieri non si è vista) di trasmettere ritmo, aggressività, di spingere la preparazione al massimo per cercare di avere il motore a pieni giri.

Il secondo però è più studioso di calcio, più razionale. Punta più sulla qualità che sulla quantità.

Quando ho esposto questa impressione ai miei amici ho suscitato un vespaio:

“Spalletti non capisce nulla – è stata la risposta più gentile – contro il PSV ha impiegato un sacco di tempo per mettere una seconda punta.”

A parte il fatto che io, per la mia memoria evanescente, non ricordo i cambi né quando sono avvenuti, in astratto non riesco a condividere questa ipotesi.

Se mettendo una punta in più è più facile vincere, io ne metto subito 4 o 5 e vinco per tanti a pochi.

Avere più punte per me non è condizione per vincere, perché poi bisogna anche che ci sia chi fa arrivare il pallone alle punte.

La base è sempre l’equilibrio (e il possedere giocatori con grandi capacità nei ruoli determinanti).

Certo, in una situazione disperata, a poco dal termine posso anche rischiare 4 punte.

Butto il pallone in mezzo e spero in Dio, tanto se sono scoperto e prendo il contropiede non mi succede nulla, continuo a perdere.

Ma sono situazioni eccezionali e di breve durata.

Ma per dimostrare che il mio confronto fra i nostri mister è solo un’impressione, esprimo una considerazione di tipo opposto.

Qualcuno (quorum ego) sostiene che Spalletti lo scorso anno ha fatto un vero miracolo in CL arrivando in un girone terribile a uscire, neppure per differenza reti, ma a parità di reti per un gol in più fatto in trasferta, nei confronti della squadra che poi è andata in finale.

Naturalmente i denigratori sostengono che la partita col PSV era ‘la più facile’ bastava avere coraggio e… vincerla.

Ma il PSV ha vinto il campionato davanti alla rivelazione Ajax semifinalista, se non sbaglio, ed è la stessa squadra che a Londra vinceva 1-0 a 3-4 minuti dal termine.

Non era affatto una squadra materasso contro la quale si potessero far saltare gli equilibri.

Eppure… ieri Conte ha schierato inizialmente 9 undicesimi degli uomini che giocavano con Spalletti: gli mancavano Icardi e Vecino (che hanno risolto la situazione col Tottenham), oltre Nainggolan e Perisic.

Dunque anche fatte le debite proporzioni sull’avversario, il pari di Conte contro lo Slavia non è così inferiore alla vittoria stentata, ottenuta con prodezze individuali di due che non ci sono più nel recupero contro il Tottenham.

Tutto questo solo per dire che le cose sono complicate e chi le rende semplici, sulla scorta di certezze assolute, compie solo operazioni superficiali.

Io oggi non sono sicuro che questi uomini siano (in astratto) superiori a quelli dello scorso anno.

Che poi quelli si dovessero sostituire per altri motivi è vero, ma l’incognita è se sono stati sostituiti con uomini potenzialmente più forti.

Ndr. Un mio amico ha detto, a mo di battuta: “Io una soluzione per rinforzarci l’avrei: a gennaio scambiano Lukaku e Icardi col PSG e Perisic e Lazaro con il Bayern”.

Io sono contento di Conte al momento, del suo forte tentativo di costituire un vero gruppo squadra, senza prime donne e senza mele bacate (esagero volutamente col termine mele bacate).

Sono contento anche che forzi molto sulla preparazione, che sappia rivitalizzare elementi ‘finiti’ come Candreva e altri.

Ma sono consapevole del fatto che i giudizi si danno alla fine.

Confido che siano positivi.

Ma se non lo fossero fino in fondo, le responsabilità, come sempre, sarebbero da dividere tra molti.

Non è successo nulla di definitivo, solo un incidente di percorso sul quale riflettere, da parte di chi di dovere, per cercare di evitarne altri o almeno di ridurne il numero.

Già ci aspetta un’altra difficile prova, da affrontare uniti, convinti e con entusiasmo.

Oltre che con maggiori energie.

Niente pagelle questa volta, solo voti sintetici.

Handanovic 6.5

D’Ambrosio 6 (il più vicino al gol nel primo tempo…)
de Vrji 6
Skriniar 6-

Candreva 5.5
(Lazaro 6–)
Gagliardini 5.5
Brozovic 4.5
(Barella 6.5)
Sensi 6.5
Asa 5.5

Lukaku 5
Lautaro 5.5
( Politano 6)

Luciano Da Vite

Foto: la delusione di Romelu Lukaku. Contro lo Slavia Praga un’altra prestazione deludente per il centravanti belga dopo la gara contro l’Udinese. Lo aspettiamo per il derby (fonte, CalcioMercato.com).

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26 pensieri riguardo “Inter – Slavia Praga 1-1: il ritorno di dubbi e di preoccupazioni

  1. Mah, guardando la partita giocata dall’intera e le altre del turno in Cl, il confronto è imbarazzante in termini di ritmo, precisione, capacità di saltare l’uomo, convinzione.
    Abbiamo ancora tanti da pedalare.

    Spero in Lazaro e Biraghi.
    Barella mi pare imprescindibile, proprio perché ha caratteristiche tipiche utili in Cl.

    Anche io credo che Lautaro sia prima punta, che può adattarsi con lukaku, ma che sarebbe perfetto con Sanchez.
    Il norussia mi pare di livello superiore. Ma spero tanto di sbagliare.

    Forza Inter

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  2. Io non ho certezze, ma una …forte convinzione: né Lazaro né Biraghi ci faranno svoltare. Poi non mi convincono i confronti indiretti su come giocano le altre squadre. Detto questo in CL la vedo durissima

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  3. Solo due righe sulla partita dell’U19 in YL contro lo Slavia, perché ormai è passato troppo tempo per un’analisi puntuale.

    Avevo avanzato timori sulla consistenza della squadra, in questa stagione, sollevando dubbi soprattutto sulla rosa di attaccanti a disposizione e sulla mancanza di almeno un centrocampista di peso.

    L’inserimento, su una base di 2001 complessivamente modesta (con qualche eccezione, certo) di moltissimi 2002, cioè giocatori sotto età, quando gli altri spesso abbondano di fuori quota, mi preoccupa non perché i 2002 (vecchi e nuovi) non siano buoni ma perché giocare con troppi elementi sotto età rende improbabile una continuità di comportamenti e risultati.

    La partita con lo Slavia mi ha però in parte smentito, avendo dimostrato che anche in questa stagione la formazione base, al completo, è piuttosto competitiva.

    Del resto che i nostri dirigenti sappiano fare benissimo le squadre è risaputo: il problema se mai nasce dai giocatori, teoricamente ancora in età di U19, che vengono sottratti per superiori esigenze

    Fatte le debite proporzioni i ragazzi ceki hanno caratteristiche abbastanza simili ai giocatori della prima squadra: molta fisicità e corsa, qualche uomo con una tecnica di livello.

    Madonna per l’occasione schiera probabilmente l’undici migliore possibile al momento.

    Sempre con il 352, Pozzer viene preferito a Stankovic ancora in recupero per l’infortunio alla spalla
    Per il resto i tre centrali sono i soliti (e probabilmente i migliori anche se Ntube, che – ripeto – mi piace molto, continua ad essere un po’ svagato talvolta e Vaghi sembra più concreto.

    Esterni fortissimi sulla corsa (e questo è fondamentale, dovendo coprire tutto il campo): un Burgio miglioratissimo e il solito ottimo Persyn.

    Ben assortiti i centrocampisti: c’è la qualità e la regia di Agoumé (per altro non disgiunta da un fisico importante), la solidità di Gianelli e la fantasia di Schirò.

    Davanti finalmente due punte vere e importanti (Vergani, Espo).

    A differenza che nel confronto tra.. i fratelli maggiori, non sfiguriamo affatto sul piano atletico e della corsa e siamo molto più incisivi sul piano delle giocate, soprattutto individuali, perché come coralità anche gli avversari non sono male.

    Vediamo velocissime indicazioni sui singoli che mi sembra di aver colto:

    Pozzer affidabile e abbastanza sicuro, senza aver dovuto far nulla di trascendentale. 6.5

    Kinkoue: splendido, decisivo in più di una situazione. 7.5
    Ntube: sbaglia un gol facile, di testa e si addormenta in una situazione pericolosa. Per il resto bene. 6
    Pirola: un grande Surovcik gli nega la soddisfazione del gol. Maestoso. 7.5

    Persyn: qualità e quantità al servizio della squadra 7
    Gianelli: ci mette corsa forza e garra, ma anche qualità, entrando nell’azione di due gol in modo importante 6.5
    Agoumé: capisco che possa non essere pronto per la prima squadra, ma è una grande promessa: l’assist da 50 metri a Esposito per il primo gol è solo un esempio delle sue grandi qualità. 7.5
    Schirò: deve fare il terzo di centrocampo (non considerando gli esterni) ma anche aggiungersi alle punte o almeno mettersi tra le linee, lo fa abbastanza bene, ma può far meglio 6.5
    Burgio: vale il discorso fatto per Persyn rendimento elevato e capacità di riequilibrare il rapporto di corsa e forza tra le due squadre. 7

    Vergani: grande prestazione di sacrificio (è spesso solo fra più avversari – loro giocano con due centrali e un centrocampista basso a ridosso dei difensori e deve preoccuparsi di far salire la squadra, ma esibisce anche alcune giocate delle sue. Si è rivisto il vero Edo. 7+

    Esposito: sul primo gol ha un po’ di fortuna nella conclusione ma aveva fatto un aggancio da applausi e mandato… negli spogliatoi anzitempo l’avversario con una finta. Diverse splendide giocate, qualche volta con un eccesso di auto compiacimento. 7+

    Squizzo: entra al 65 al posto di Persyn con gianelli che va in fascia dimostra assoluta padronanza del gioco. 7

    Colombini: sempre al 65′ entra per Burgio e se possibile accentua la pericolosità offensiva dei nostri. Tra l’altro, se non sbaglio, si procura il rigore del 4-0

    Oristanio: entra per Schirò al 75 e cambia…modulo e partita. Incontenibile. La rasoiata da fuori area ha stupito solo chi non lo conosceva 7.5

    Fonseca sempre al 75’ dà il cambio a Esposito, stremato ed entra benissimo in partita. Clamoroso il doppio palo che colpisce con un fortissimo diagonale 6.5

    Vaghi: era nazionale negli U17, lo scorso anno complice anche un infortunio non mi aveva convinto in berretti, quest’anno quando viene chiamato in causa risponde sempre alla grande. 6.5

    Madonna: mette in campo una squadra con un mix efficace di solidità e qualità, entusiasmo giovanile ed esperienza internazionale. Vince alla grande una partita che è diventata facile…solo dopo.

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  4. Ciao Luciano, un paio di considerazioni. Nel tuo, come al solito, bell’articolo, parli giustamente di equilibrio, un aspetto che rimarchi spesso. Io ritengo che Spalletti abbia si espresso un ottimo equilibrio difensivo ma non offensivo, per niente. Quando si parla di questo argomento, spesso si rimarca l’efficacia difensiva, dimenticandosi l’altra fase di gioco.
    Io continuo a pensare che in europa si vede come il nostro calcio nazionale poi non sia cosi di alto livello. Spesso le nostre squadre, ad eccezione di Juventus e Napoli, ne buscano da piu o meno chiunque. La larga sconfitta dell’atalanta, una squadra che in Italia domina fisicamente e atleticamente, contro una buona squadra ma non di primo piano, e’ sintomatica. Equilibrio e’ anche e soprattutto un incastro tra quantita e qualita, e quando si privilegia prevalentemente la prima e l’accortezza difensiva, in europa non si fa strada. E’ necessario accettare gli uno contro uno in difesa ed essere aggressivi in avanti, con piu’ verticalizzazioni.
    Per quanto riguarda la primavera, non avevo dubbio che gli 11 fossero di grande qualita. Molti 2002, vero, ma di un livello altissimo, anche continentale. Vergani, con la “certezza” del posto titolare, mi sembra tutto un altro giocatore.
    Impressionato da Agoume e la difesa. Persyn pare cresciuto molto, una forza della natura.

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  5. Ma, Daniele, può darsi che tu abbia ragione. Quando non si proclamano verità assolute ma si aggiungono argomenti di discussione c’è sempre ua parte di verità da entrambe le parti.
    Quando parlo di equilibrio, non so altri, ma io intendo proprio equilibrio tra potenziale offensivo e potenziale difensivo. Poi è vero che questo equilibrio, comunque fondamentale, si può ottenere in molti modi.
    Io non credo, forse sta qui la principale differenza, ma è una differeza di opiioni, che Spalletti avesse realizzato un equilibrio prevalentemente difensivo o comunque difensivo a danno dell’efficacia offensiva.
    A me pare che lui schierasse un 4231, con 4 attaccanti puri e con almeno un esterno offensivo (Asa che era mezz’ala non per caso. Quando poi nei due c’era Vecino c’era ancora più sbilanciamento.
    Credo infatti che le maggiori difficoltà le abbiamo avute in casa con le piccole e medie che si chiudevano e ci costringevano ad attaccare dimenticando l’equilibrio.
    Contro le squadre che volevano fare la partita, come noi andavamo meglio anche in rapporto al valore oggettivo delle avversarie. ma se noi volevamo fare le partite, significa che non avevamo un equilibrio prevalentemente difensivo.
    Che poi, per motivi diversi, almeno tre dei 4 attaccanti nell’ultima stagione siano venuti meno alle aspettative, sarà anche colpa di Spalletti che non li ha saputi gestire, ma certo non è perché ha schierato difensori al loro posto.
    Con i 25 gol di Icardi (stagione precedente) e mi pare gli 11 di perisic (idem) sempre con Spalletti allenatore che presumibilmente chiedeva a loro le stesse cose, con un Radja all’altezza di un paio di stagioni prima, saremmo arrivati tranquillamente secondi, davanti al Napoli che tanto bene fa in Europa (per la verità anche la Roma aveva fatto benino e la stessa Inter era uscita a paritaà di punti e a partià di differenza reti con la squadra che è vice campione d’Europa.
    Sinceramente non capisco come si possa considerare difensivista Spalletti, che giocava con due soli marcatori centrali e non Conte, che gioca con tre fissi dietro.
    certo, poi ci sono altre situazioni: per esmpio si può chiede ai difensori di impostare, ma se fossero capaci non credo che Spalletti glielo avrebbe …proibito. E l’altro terzino, quello più difensivo (D’Ambro) è stato spesso molto pericoloso nelle incursioni, con tutti i suoi limiti.
    Io al momento non sono né per Conte né per Spalletti, ma spero che Conte faccia meglio, ovviamente. Ripeto: la mia impressione è che che Conte punti molto su aspetti fisici e dinamici, Spalletti sia molto più ‘colto’ calcisticamente. ma sai, io sono strano.
    pensa che ho quasi litigato con un amico perché gli ho riferito di un Inter Aja primavera finito 6-5 e lui mi ha detto: che spettacolo. Io gli ho risposto: forse, ma certo non di calcio, di qualcos’altro. 6-5 finiscono le partite all”oratorio. Tra i prosessionisti si curano nello stesso modo la fase offensiva e quella difensiva. Una squadra più forte può fare anche otto gol, me ne ne segnano 5 o 6 entrambe, significa che non hanno giocato a calcio, ma a un altro sport.
    Per me, eh, non pretendo di aver ragione. So benissimo di essere quasi ì’unico ad apprezzare più un recupero difensivo che un colpo di tacco che non ha conseguenze, o che considera Facchetti più grande, che so, di Beccalossi.

    Quanto alla Primavera è ovvio che l’undici base se scende anche Espo, sia forte e competitiva. Il mio discorso era diverso e riguarda la probabile discontinuità quasi inevitabile quando i giovani hanno un calo e qualche titolare viene a mancare. Poi, anche in questo, spero di sbagliarmi

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  6. Beh certo, io do per scontato che siano solamente opinioni e non verita assolute. E apprezzo i toni civili con cui discutiamo.
    Per me Spalletti non aveva affatto equilibrio offensivo, non per il presunto numero di attaccanti schierati (che poi sarebbero stati al limite 3, visto che radja era un mediano prestato a trequartista) ma per lo sbilanciamento marcato tra gioco sulle fasce e gioco centrale. In pratica si attaccava solo lateralmente, con migliaia di cross per un icardi (o chi per lui) molto isolato in avanti. Mancavano completamente le verticalizzazioni centrali. Mancavano gli inserimenti dei centrocampisti in area. Gli esterni d’attacco costretti a fare ripiegamenti enormi, che poi pagavano a caro prezzo in termini di lucidita offensiva. Nella seconda avventura romana mi piacque molto, perche’ si dimostro piu flessibile tatticamente. Molto spesso giocava con un 3-4-1-2, con Ninja trequartista (un ruolo che puo (poteva) fare, ma non imo come giocatore dietro all’unica punta) e Salah-Dzeko davanti. Da noi e’ voluto ritornare al suo vecchio 4-2-3-1, che non mi ha mai convinto, al netto delle lacune della nostra rosa.
    Non credo fosse difensivista, ma non gli perdono una certa pavidita’ in alcune partite, che abbiamo pagato a caro prezzo. Contro il PSV ha, imho, confidato piu sulla vittoria del barcellona che sul fatto che bisognasse segnare il secondo gol. Poi magari e’ una cavolata, ma questa e’ l’impressione che ha dato a me e molti altri.
    A fine campionato siamo andati avanti a forza di pareggi, e la sua retorica sull’equilibrio era diventata stucchevole.
    Lo avevo pure soprannominato Equilibretti. Sembrava uno specchietto per l’allodole.
    L’intento di Conte credo sia quello di avere un 3-3-4 in fase offensiva.
    Su Dekic ancora in rosa non mi hai mai detto che ne pensi o se ne sai qualcosa :)

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  7. Per quanto riguarda la Primavera ,nelle due occasioni in cui ho potuto vederlo giocare ,ho ammirato un gran bel prospetto …Kinkoue !

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  8. Tornando invece alla prima squadra…beh sono curioso di vedere od almeno capire chi sia la talpa che ha spifferato il litigio Brozovic-Lukaku; spero che si riesca a completare al più presto l’opera di pulizia dello spogliatoio iniziata quest’anno..Passando alla parte diciamo più tecnica, ritengo che certi passi falsi,comprensibili comunque visti i cambiamenti effettuati a tutti i livelli, possano servire per il futuro molto di più che una vittoria risicata,a patto di riuscire ad esaminarli nel modo giusto.Ad esempio ,pur considerandolo un ottimo giocatore ,ritengo che Brozovic, da mesi quasi sempre tra i migliori in campo, non sia l’ideale per farci compiere un deciso salto di qualità ,perché non mi dà l’impressione di saper guidare la squadra ,specialmente nei momenti di difficoltà..perlomeno questa è la mia impressione da semplice tifoso…quasi mai lo vedo suggerire un movimento ad un compagno o spronare qualcuno ..certo non è nella sua indole ,ma in mezzo al campo ci vuole qualcuno che sappia farlo…

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  9. Su brozo sono d’accordo: grande giocatore, ma gli manca autorevolezza. Sul litigio, che poi litigio non sarebbe stato, credo che la società debba indagare e sanzionare lo spifferatore in modo esemplare.
    Kinkoue e Agoumè per me soo gradissimi prospetti. Ne seguirò con fiducia la loro crescita.
    Tornando alla discussionese davvero la prospettiva fosse il 334 non la vedrei benissimo, per nulla. Anche se poi, come sempre il modulo non significa nulla: tutto dipende dai movimenti, da chi li fa, dal fatto che li faccia tempestivamente e in modo coordinato. Da tempo ho smesso di considerareil modulo un feticcio. Preferisco parlare di moduli: in quanti si attacca e in quanti si difende. Tutte le squadre se hanno il tempo di schierarsi in fase di non possesso difendono almeno in nove (oltre al portiere). Tutte le squadre contro le difese schierate attaccano almeno in 4 o 5. Anche secodo me, come per Conte, i problemi sono altri: quanto corrono e che resistenza e velocità hanno i giocatori, che personalità hanno, di che tecnica e intellgienza calcistica dispongono.
    Tutte le squadre tendono a fare pressing sul portatore. Alcune (e in alcuni momenti) lo fanno sino all’area di rigore avversaria, alzando molto la propria difesa; altre preferiscono incominciare dalla trequarti avevrsaria, difendendo così leggermente più basse. Ci sono dei pro e dei contro in entrambe le scelte, molto dipende dalle caratteristiche degli uomini. In ogni caso anche qui non ci può essere una scelta unica, bisogna saper ricorrere a entrambe le soluzioni, persino nell’ambito della stessa partita.
    A me pare che quando gli avversari si chiudono facciamo fatica con le due punte di Conte (più un centrocampista di inserimento, più due terzini d’attacco) come lo facevamo con le 4 punte (1+3) di Spalletti, con due terzini che salivano molto e con eventuali inserimenti di Vecino (qualche volta decisivi, se ricordo bene).
    Gli esterni sono addirittura gli stessi (Candreva e Asa) ma sulla fascia sono soli. Più forti in difesa (3 difensori puri), più deboli in mezzo al campo, dove abbiamo spesso un uomo in meno perché le loro punte vengono a dare una mano, mentre i nostri 3 difensori rimangono in linea (come si è visto bene con lo Slavia, quando la differenza numerica era aggravata dalla insufficienza…energetica di qualche nostro giocatore. Forse più forti in area, avendo due punte fisse invece di una, anche se questo genera una densità difensiva avevrsaria che si può scalfire solo se hai grandissimi attaccanti (e per ora non li hai, visto che il nostro miglior offensivo è Sensi) e soprattutto se le due punte non tendono a sovrapporsi e a togliersi spazio.
    Per me il problema resta irrisolto:
    è più offensivo un attacco che ha Icardi Politano Persic Radja e può contare sull’inserimento di vecino e sulla spinta in fascia degli esterni bassi o un attacco che ha Lautaro, Lukaku, Sensi e come esterni solo Candreva e Asa?
    Per me, se icardi fosse stato il vero Icardi, perisic il vero <perisic e Radja il vero Radja, la prima soluzione sarebbe preferibile. certo, poi dipende dai giocatori reali: se Lukaku e Lautaro mi rfaranno 20 gol a testa e Sensi 10, meglio la seconda…

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  10. Per quanto riguarda il litigio, penso che discussioni nascono in tutti gli ambienti, figuriamoci fra ragazzini ricchissimi… la cosa non mi turba.

    Piuttosto mi preoccupa il “bilancio tecnico” che noi tifosi valutiamo da fuori e ceh non era convincente prima dell’inizio del campionato (parlando solo dei giocatori), ovvero Lukaku, a mio modestissimo parere, non vale Icardi che l’anno scorso con 4 gol dei suoi ci ha fatto sognare la qualificazione.
    Diciamo che Sensi + Barella +Lukaku contro Icardi + Naingg + Perisic, secondo me non determinano un miglioramento della rosa, soprattuto per la partenza di Icardi.
    Ma Godin certamente è un upgrade importante, è un campione che alza il livello, vediamo se si confermerà e quanto avrà ancora da dare, forse tatno forse no, impossibile saperlo a una certa età.
    Sanchez potrebbe aiutare a colmare quel gap? Mi sbilancio e dico di sì ma ovviamente è pura sfera di cristallo.

    Poi c’è Conte sul cui apporto mi sembra siamo tutti d’accordo, ma naturalmente, e come sempre, in campo ci vanno i giocatori.

    Mi sembra che il nostro punto debole sia la forza a centrocampo, forse potrebbe essere il punto su cui si darà priorità per la prossima sessione.

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    1. Ma il problema non è il litigio,ma il fatto che sia uscito sui giornali dopo pochissime ore .
      Per quanto riguarda la rosa ,nel calcio non sempre i confronti basati sulle sommatorie dei valori singoli si dimostrano attendibili ; alla base vi è la variabile gruppo,con tanti altri risvolti ,anche tecnici ,naturalmente.

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      1. Certamente, se qualcuno ha diffuso la notizia aveva piacere a creare casino nell’Inter, poi certamente la pura comparazione tra i giocatori ha un significato teorico, ma comunque qualcosa conta nel senso che un giocatore può esprimersi meglio in un contesto piuttosto che in un altro, ma resterà comunque lui con la sua dotazione e la sua capacità di miglorarsi (questa imperscrutabile ovviamente)

        Ho volutamente tralasciato Lazaro e Biraghi perché al momento sono terze linee avendo davanti altri giocatori.

        Poi sogno Esposito…

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  11. Adesso che Icardi se n’è andato, e quindi che le invidie non ci sono più, perché non provare Barbosa per sei mesi, da gennaio fino al termine del campionato? Perché non dargli una parte delle chance che stiamo dando a Lautaro?

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  12. Condivido l’opinione di molti di Voi: siamo andati in difficoltà contro lo Slavia perché il nostro schema di gioco è risultato poco adattabile alla partita. Troppi i tre difensori dietro se si trovano tutti sulla stessa linea. In questo modo soffriamo maggiormente il pressing degli attaccanti anche perché siamo in pochi in mezzo al campo. Vi dirò di più: questa impostazione ci espone a rischi soprattutto in campionato contro squadre smaliziate e forti atleticamente. La partita contro l’Udinese ne costituisce prova: centrocampisti ed attaccanti vanno tutti a fare pressing sui nostri tre difensori e sul centrocampista che imposta (Brozo) e ne consegue un nostro giro palla alquanto lento.
    Un’ultima considerazione: non ho capito il perché siano stati spesi tanti soldi per Lazaro e ancora di meno perché Biraghi non abbia ancora fatto un minuto di gioco.

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  13. francesco: l’ho scritto anch’io, però il problema è la staticità non il modulo: il calcio è movimento. chi critica la difesa a tre non considera che spesso con la linea a 4, quando gli esterni attaccano, un centrocampista si abbassa tra i centrali. Dunque in teoria si può fare anche il processo inverso e noi qualche centrale con piede…discreto o abbiamo

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    1. Come vedi la crescita di Oristanio? A me sembra nettamente superiore al Visconti dell’ultimo anno di vecchi. Mi sembra abbia più possibilità di crescere sul piano atletico.
      Squadra che in generale sta collaudando sempre meglio i meccanismi, agoume in regia un portento, potrebbe diventare quel gran centrocampista che manca da tempo, considerando anche la sua fisicità. Chi è entrato si è calato immediatamente nella parte, temevo la stanchezza di martedi invece la squadra ha mantenuto i ritmi alti correndo pochissimi rischi. Di certo la difesa di quest’anno è superiore a quella scorsa

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  14. I ragazzi di Madonna battono la Fiorentina per 1-0, dopo aver disputato a mio parere un’ottima partita, dominando i viola e se il punteggio resta striminzito è solo per qualche errore di troppo in fase di conclusione o nell’ultimo passaggio, ma le manovre costruite davvero in modo pregevole sono state molte, mentre ai viola è rimasta solo una bella iniziativa personale del centravanti (un ’97!) e uno sterile forcing nei 5 minuti finali, quando hanno rischiato il tutto per tutto..
    Si deve anche considerare un fatto: loro hanno schierato tutti i 5 fuori quota consentiti dal regolamento e hanno giocato con un solo 2002 (un altro era in panca), mentre noi avevamo un solo fuori quota di un anno e ben sei 2002 in campo, oltre ad altri 4 di cui 2 che sono subentrati.

    La nostra superiorità tecnica mi è sembrata rilevante e di certo non abbiamo perso neppure gli scontri in velocità e fisicità..

    L’Inter parte forte e in un quarto d’ora sfiora tre volte il vantaggio: prima con Mulattieri (salvataggio di piede del portiere) poi con un colpo di testa di Espo, a lato di qualche cm. a portiere battuto, poi con un’invenzione di Seba che libera Schirò davanti al portiere, ma la conclusione gli viene ribattuta.

    Prima dell’intervallo ancora un’iniziativa personale di Espo, che supera due avversari ma si vede la conclusione respinta dal portiere.

    Per finire una bella manovra collettiva, finalizzata da un perfetto cross di Persyn per Schirò, la cui deviazione di testa, a colpo sicuro, termina a lato di pochissimo

    Proprio allo scadere Pedro vince l’unico duello con i nostri difensori, ma Filip devia in corner ottimamente la conclusione del viola.

    Alla ripresa entra Gianelli per Attys.

    Ancora predominio nerazzurro con due ottime occasioni per Gianelli e Seba

    I nostri rifiatano e la partita sembra riequilibrarsi, ma per breve tempo: arrivano nuovi cambi (Burgio per Colombini e Oristanio per Schirò) e riprendiamo a premere

    Arriva anche il cambio di Mulattieri con Vergani e subito Edo sfiora il gol deviando a lato di un soffio, di testa, un bellissimo cross di Persyn

    A un qurto d’ora dal termine il meritatissimo vantaggio.

    Un terribile sinistro di Burgio si infrange sul palo, conquista palla Gianelli che colpisce il legno opposto, la sfera arriva a Seba che finalmente insacca

    La Fiorentina deve poi anche subire un’espulsione, per doppio cartellino giallo.

    Ma la partita volge al termine e l’Inter si limita a controllare il forcing finale disperato dei gigliati-

    La difesa a tre ha letterlamente dominato il temuto centravanti Pedro (’97) che poi è stato sostituito, mentre gli unici problemi per noi sono venuti dall’agile Koffi, che partiva da lontano, tra le linee.

    Ottimo il duplice lavoro di contenimento e spinta del centro campo, ispirato come al solito Espo e in ripresa è apparso Mulattieri. Benissimo anche i subentrati
    i

    Stankovic;

    2 Kinkoue, 4 Ntube, 6 Pirola;

    7 Persyn, 11 Attys (1′ st Gianelli 17), 5 Agoume, 8 Schirò (18′ st Oristanio 20), 3 Colombini (18′ st Burgio 15);

    9 Mulattieri (25′ st Vergani 23), 10 Esposito (41′ st Squizzato 18).

    A disposizione: 12 Pozzer, 21 Tononi, 13 Vaghi, 14 Moretti, 16 Sami, 19 Vezzoni, 22 Fonseca.

    Pagelle

    Filip: un’uscita tempestiva a anticipare l’avversario e una sicura parata (7 ma solo perché impegnato relativamente poco)

    Kinkoue: dominatore in area o ottimo nelle ripartenze 7.5
    Ntube: …ottimo nelle ripartenze e dominatore in area 7+
    Pirola: imbattibile…in tutto 7+

    Persyn: cross fondamentali, e tanto lavoro (anche in fase difensiva) 7+
    Attys: ancora non convince pur se possiede indubbiamente potenzialità 5.5
    Agoumé: questa volta credo proprio che abbiamo trovato un futuro top player 8
    Schirò: a lui si chiede di fare la differenza e non sempre ci riesce 6.5
    Colombini: magnifico, aveva contro Montiel, non un pinco. Lo annullaa e spinge pericolosamente. 7+

    Mulattieri: inizia alla grande lasciando intravedere sviluppi importanti: non trova il gol e finisce per calare 6+
    Seba: qualche volta esagera ma ci sta. Regala giocate importanti e…segna. 8

    Gianelli: ancora una prestazione molto positiva: sostanza e anche qualità non disprezzable 7
    Oristanio; conferma di essere praticamente immarcabile sfiora il gol su punizione e va al tiro più volte 7
    Burgio: fors sfritta la freschezza, ma in fascia è incontenibile. Avrebbe meritato il gol 7+
    Vergani: 25 minuti molto convoncenti. Edo è tornato. Lotta compie qualche grande giocata, sfiora il gol 7+
    Squizzo: pochi minuti giocati con assoluta sicurezza. sv

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    1. Questo vuol dire che possiamo considerare Gaetano un’autentica promessa?
      Questa estate lavorando tramite una associazione educativa al centro sportivo del cimiano ho avuto modo di conoscere tra i volontari del camping estivo un giocatore (difensore)del cimiano classe 2002 appena rientrato dal prestito al milan il quale mi raccontava di quanto fosse immarcabile e di altro livello il campano e che oltre Seba e Pirola gli altri due giocatori della squadra di livello importante erano dimarco e Boscolo. Secondo questo ragazzo, Christian tra l’altro sembrerebbe avere margini migliori del fratello

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  15. I giocatori che a oggi possono arrivare sono quelli citati dal tuo amico milanista (oltre a Filip) ma ce ne sono almeno 2-3 altri che stanno in rapa di lacio

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  16. Bene, contento della partita e del risultato.
    Il risultato poteva/doveva essere piu’ largo, ma va bene anche cosi’.
    Lautaro comincia ad irritarmi, ha tutto per fare bene, ma si lascia andare per terra troppo facilmente. A noi gli arbitri non danno le punizioni che ci spettano, figurati …

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  17. Ottima prestazione e grande voglia combattiva, mancanza di lucidità e fortuna sottoporta compensate da compattezza e intensità. Bravissimi tutti

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