Giovanili Inter: un avvio discreto

In molti (si fa per dire) anche su questo blog avevamo espresso qualche perplessità sulla recente evoluzione del nostro settore giovanile e sull’ultimo mercato, pur essendo consapevoli che ai nuovi arrivi si deve dare il tempo necessario perché possano esprimere tutte le loro capacità.

Questo è un blog dove non amiamo elevarci a giudici dell’operato di chi lavora (in questo caso con risultati straordinari) per le maglie che amiamo e che vengono portate dalla prima squadra fino ai più giovani pulcini.

Ma l’amore comporta anche ansia, desiderio intenso che l’amata (l’Inter in tutte le sue componenti, appunto) sia sempre al top in ogni manifestazione.

Due anni fa quando abbiamo vinto quasi tutti i tituli giovanili possibili, eravamo ben consapevoli che ripetersi a quei livelli sarebbe stato pressoché impossibile. Quando raggiungi la vetta non hai più altro da scalare, puoi restare lì per un po’, poi devi scendere.

Lo scorso anno abbiamo fatto ancora bene a livello di risultati (un titulo e qualche finale) e soprattutto abbiamo continuato la straordinaria produzione di giocatori per il calcio professionistico, con il conseguente fondamentale ritorno finanziario.

Ma, a livello di squadre, si sono avvertiti i primi scricchiolii.

I 2001 sono arrivati in finale dopo una stagione davvero mediocre e solo in virtù della scarsa concorrenza. E i 2001 dovevano essere la linfa della nuova Primavera.

Le due squadre allievi hanno fatto benissimo, ma i 2004 non sono neppure arrivati alle qualificazioni, ed è la prima volta che ciò accade da molti anni.

Nella mia (e non solo, credo) ansiosa visione di tifoso ho temuto che si stessero un po’ inaridendo le fonti che avrebbero alimentato le categorie maggiori e solo la straordinaria struttura dei 2002 mi sembrava nascondere un po’ questo temuto impoverimento.

Sembrava necessario che si investisse, e molto, proprio sulle due annate carenti, oltre che sui 2005 all’ingresso del settore agonistico, prendendo magari pochi giocatori per squadra, ma solo di assoluta qualità, di quelli capaci di trasformare un gruppo.

Due elementi della politica societaria annunciata non mi convincevano (parlo sempre di opinioni, in assoluta modestia).

1. Il salto di categoria di troppi 2002, con il risultato di avere una Primavera eccessivamente giovane e un’Under 18 depauperata e con l’eventualità che l’U18 assorbendo alcuni U17 potesse reiterare questo scivolamento.

A livello di U19 e U18 sono arrivati 4 stranieri: i due francesi, straordinarie promesse, ma anche loro 2002, lo svedese Lindqvist interessante in prospettiva, ma che per ora non sembra emergere fra gli U18 e Akhalai che quanto meno deve lavorare molto per essere competitivo nei nostri campionati.

In primavera, al momento sono saliti moltissimi 2002: da Stankovic e Tonon a Moretti, spesso a Cortinovis e a Dimarco, a Pirola, a Boscolo, a Squizzato, a Oristanio, a Bonfanti, a volte lo stesso Lindqvist. Ammesso che non abbia dimenticato qualcuno. E poi Espo è passato addirittura in prima squadra.

Condivido naturalmente il fatto che chi ha qualità superiori faccia precocemente il salto di categoria, i miei dubbi riguardano il fatto che il salto lo facciano più di dieci giocatori della stessa annata, perché a mio avviso un giovane inserito in un complesso ‘quadrato’ può progredire e dare il meglio, tanti giovani sotto età insieme pagano necessariamente, almeno in termini di continuità.

Voglio fare solo un paragone che riguarda l’attacco dello scorso anno e quello attuale della primavera (che, lo ricordo, deve affrontare nella YL le giovanili del Barcellona, del Borussia, dello Slavia e… speriamo di altre)

2018:

Colidio, Salcedo, Adorante, Merola, Mulattieri, Esposito, Vergani.

2019:

Mulattieri, Vergani, Fonseca (qualche volta Espo), forse Bonfanti. Forse Ori.

La differenza di ‘peso’ secondo me salta agli occhi.

Sono sincero, considerando anche l’annata non eccezionale dei 2001, io avrei sfruttato al meglio la regola dei 5 fuori quota, tenendo in rosa un paio di attaccanti e un centrocampista 2000 in più.

Lo ripeto senza stancarmi, i miei non sono giudizi di Dio, ma semplici e opinabilissime considerazioni di un tifoso ansioso, consapevole di non conoscere le dinamiche e le motivazioni societarie che stanno alla base di certe scelte.

Dovessimo far bene, ne sarei felice, dovessimo fare così così non leggerete mai una frase del tipo: l’avevo detto.

Magari poi i più giovani, i Bonfanti, gli Ori, i Boscolo, sfonderanno subito e la mia prudenza si rivelerà eccessiva. E’ anche probabile, o almeno auspicabile.

2. L’annunciato atteggiamento volto a lavorare soprattutto sui propri giocatori più giovani, su gruppi originari.

Ho spiegato più volte perché questa scelta, se reale, non mi convincerebbe e non è il caso che mi ripeta.

Dico solo che persino l’Atalanta, con tutto il rispetto, ha abbandonato questa scelta e acquista giovani a piene mani, anche all’estero, quando l’età lo consente.

Il precampionato, con tutte le attenuanti della fase in esame, purtroppo ha confermato le preoccupazioni.

La Primavera ha alternato prove importanti, soprattutto all’estero, con prestazioni deludenti in Italia (ad esempio al Mamma Cairo, dove siamo arrivati quarti… su quattro).

La Berretti è stata dominata dal Sassuolo, ha fatto meglio contro il Real (poi strabattuto dall’Atalanta, guidata, guarda caso, dai suoi migliori 2002) e ha perso 3-1 contro l’Entella, in un match amichevole di cui parleremo.

Gli U17, quando sono stati privati di capisaldi come Girardi, Gnonto, Cepele e Casadei hanno incontrato difficoltà.

Under 16 e Under 15, hanno disputato in casa la prima giornata di campionato e quindi possiamo parlare, in questo stesso post, della loro prestazione all’esordio.

Gli U15 avevano fatto bene in Russia e molto male al torneo Scirea, ma, a parte il fatto che sono stati eliminati dal Torino che ha ceduto (però per 6-1) in finale solo al Milan, in quel torneo abbiamo schierato molti under 14, bravissimi tecnicamente, ma chiaramente in difficoltà sul piano atletico.

Nell’ultimo week-end ho assistito proprio all’amichevole degli U18 controllo l’Entella, ad Alzano Lombardo, e alle due partite di campionato di U16 e U15.

Vediamo qualche considerazione su questi match.

Under 18: Inter – Entella 1-3 (Sottini)

Alla presenza di mister Madonna, di Samaden e di Giavardi, Zanchetta schiera ad Alzano questa formazione:

Tonon
Vaghi, Feltrin, Sottini, Dimarco
Vezzoni, Cester, Sami, Mirarchi
Buba, Akhalai

Non possedendo le distinte, devo ritenere che, essendo la loro squadra in Serie B, si trattasse del gruppo che disputa il campionato Primavera 2, quindi giocatori mediamente ‘più grandi’ dei nostri.

E in effetti alcuni di loro, come il numero sette, il nove e il dieci, oltre ai difensori, certamente avevano un passo da categoria superiore.

Nonostante questo, la squadra di Zanchetta ha disputato un buon primo tempo, giocando sostanzialmente alla pari, reagendo con la manovra e il gioco di squadra alla superiorità fisica unita a buona tecnica, di alcuni avversari.

Lo schema mi è sembrato un 442 molto variabile con momenti in cui il centrocampo si disponeva a rombo e altre situazioni in cui Dima avanzava e Vaghi si accentrava, in fase di possesso, disegnando sul campo una sorta di difesa a tre.

Molto apprezzati da mister Zanchetta i cambi di campo, sull’esterno incollato alla linea laterale opposta, in modo simile a quanto richiede Conte alla prima squadra.

Il tempo si è chiuso sul 2-1 ma il gol dello svantaggio è venuto allo scadere, a causa di uno scivolone di Feltrin, che era in netto vantaggio sull’avversario. Resta però il problema che non si doveva concedere all’Entella una ripartenza uno contro uno.

Diciamo che per il gioco visto, a quel punto il pareggio avrebbe meglio rispecchiato le qualità delle due squadre.

Nella ripresa, sia pure in tempi diversi, sono entrati tutti gli iniziali panchinari e la situazione per noi è peggiorata.

Chi entra nel secondo tempo in un complesso rodato può far bene, se entra in un gruppo completamente rivoluzionato ha di sicuro maggiori difficoltà.

Gli avversari hanno preso il pallino del gioco noi avevamo difficoltà ad uscire e abbiamo subito la terza rete, mentre le buone iniziative di ripartenza da parte nostra, oltre a essere numericamente contate, non hanno avuto esito.

Per una più fondata opinione sulle possibilità della squadra, bisognerà quindi aspettare i confronti con le altre rivali di pari età, anche se la prova contro l’Atalanta, alla Coppa Brianza, non lascia spazio a molte speranze.

Brevi valutazioni sintetiche sulle prove individuali.

Tononi: sicuro e, mi sembra, incolpevole sui gol.

Vaghi: autorevole e buono nell’appoggio,
Feltrin: pesa l’errore sul secondo gol,
Sottini: tra i migliori, bellissimo il suo gol,
Dimarco: non soffre fisicamente e spinge molto.

Vezzoni: si batte con vigore,
Cester: faceva la differenza, resta bravino ma fisicamente non la fa più,
Sami: il fisico non l’aiuta, ma con la palla nei piedi è bravino,
Mirarchi: statura non eccelsa ma potenza, tecnica e garra.

Buba: trasformato. Buonissimo primo tempo, anche troppo altruista (?!?),
Akhalai: si muove bene, ha anche un bel fisico, ma al dunque non c’è mai.

Come dicevo, nel secondo tempo sono entrati 7-8 nuovi giocatori.

Tra i subentrati a mio parere meritano una citazione Tinazzi, per il grande movimento; Sangalli, sempre prezioso nel lavoro di cucitura del gioco e autore di un gran tiro da fuori che poteva rimetterci in partita, mentre l’uscita di Buba in pratica ci ha lasciati senza capacità di offendere.

L’Under 17 ha rimandato la sua partita a Cittadella, a causa delle numerose convocazioni in nazionale, come l’Atalanta, mentre il Milan ha iniziato in modo autorevole, liquidando 2-0 il Venezia, con doppietta di El Hilali.

Domenica prossima, il Milan sarà a Bologna, l’Atalanta a Pordenone, mentre noi ospiteremo il Brescia

Come dicevo, ho visto le partite di Under 16 e Under 15, ma… a spizzichi e bocconi, come suol dirsi.

Le squadre giocavano infatti all’Enotria, su campi attigui, con uno scarto inziale di circa mezz’ora, diventato poi di 40’ a causa dei ritardi.

Di fatto ho potuto assistere al primo tempo dell’Under 16, poi al primo dell’Under 15, per tornare a vedere la parte finale dell’Under 16 (i più piccoli vincevano ormai nettamente) e sono tornato per la parte finale degli U15.

Queste situazioni però non mi piacciono perché non ti permettono di avere un quadro completo e attendibile di nessuna delle due partite.

Vediamo comunque la situazione degli…

Under 16: Inter – Spal 2-1 (Sarr, Motti)

Mister Bonacina schiera inizialmente:

Raimondi
Marocco, Zambelli, Nava, Pelamatti
Motti, Ortelli, Menegatti
Uberti
Sarr, Semenza

Primo tempo giocato dai nostri… molto meglio di quanto ci avessero abituati in passato.

Si porta meno la palla, ci si affida meno al lancio lungo e anche il fatto che Uberti, ottimo giocatore che sa dare la palla di prima e ha i tempi giusti, pur senza essere un colosso fisicamente, giochi ora titolare fisso mi sembra un segno della svolta tecnica voluta da mister Bonacina.

Gli esterni bassi spingono, i centrocampisti sono cresciuti anche fisicamente, Semenza si muove insidioso e rapido su tutto il fronte d’attacco, i due centrali, nel primo tempo, tengono bene.

Solo Sarr non ha ancora adeguato le teoriche grandi possibilità alla necessaria concretezza.

Il vantaggio è meritato e dopo il secondo gol vado tranquillamente a vedere gli U15.

Ma quando torno, manca una quindicina di minuti alla fine e la situazione è diversa.

Ci sono stati molti cambi (Gambato per Semenza, Bonavita per Menegatti, Straccio per Ortelli, Perin per Nava, Bailo per Pelamatti, poi anche Clerici per Sarr e Moratti per Motti).

Loro hanno segnato il 2-1 e gli ultimi minuti sono di pura sofferenza, anche se qualche ripartenza pericolosa riusciamo a imbastirla.

In questa fase i loro attaccanti ci mettono in grande difficoltà nell’uno contro uno e solo un grandissimo Raimondi salva il risultato.

Non mi sento di attribuire voti, non avendo visto il match per intero: riporto dunque quelli di SeS.

Raimondi 6.5 (per me 7.5)

Marocco 6.5
Zamblli 6.5
Nava 6.5
Pelamatti 7 (vero capitano in campo)

Motti 7
Ortelli 6.5
Menegatti 7
Uberti 6.5 (per me 7)

Sarr 7 (per me 6)
Semenza 6.5

In classifica il Milan ha stravinto a Venezia (0-5) e l’Atalanta a Udine (0-3).

Domenica per noi bel test a Cagliari, che ha vinto 3-0 a Pordenone, mentre Atalanta e Milan avranno facili incontri casalinghi.

Under 15: Inter – Spal 3-0 (Stankovic, Owusu 2)

Sembrerà strano, ma per quel che ho visto, almeno sul piano del gioco mi è piaciuto di più il primo tempo dell’Under 16.

L’U15 ha vinto nettamente, il risultato non è mai stato in discussione, ma probabilmente l’avversario non era molto consistente e in ogni caso le prime due reti sono venute, da una punizione da quasi 30 metri, bellissima, di Stankovic, che ha sbattuto sotto la traversa e poi sulla schiena del portiere, finendo in rete e da un rigore netto ma ingenuo su Owusu, trasformato dallo stesso Enoch.

Sul piano del gioco però a mio avviso si può molto migliorare e soprattutto sarà importante verificare la tenuta della fase difensiva contro avversari di maggior passo e capaci di una più importante pressione fisica,

La partenza comunque resta buona, ci mancherebbe e credo di poter dire che l’undici di ieri (con alcuni dei subentrati) avrebbe fatto ben altra figura allo Scirea, pur senza vincerlo, probabilmente.

Questo l’undici iniziale:

Bonardi
Miconi, Guercio, Stante, Motta
Stankovic, Di Maggio, Ciuffo
Diop
Gallo, Owusu

Sono subentrati: Liserani per Diop, Esposito per Gallo, Martins per Owusu, Vishaj per Ciuffo, Casani per Stankovic, Mazzola per Miconi.

Le valutazioni individuali, per quel poco che mi è possibile:

Bonardi: tranquillo e sicuro.

Miconi: meno esplosivo che in altre occasioni,
Guercio: esplosivo, con qualche imperfezione,
Stante: comanda la difesa da par suo,
Motta: bene nella spinta.

Stankovic: fisicamente è forse il più pronto Quantità e qualità e un tiro fulminante,
Di Maggio: non è tanto alto, ma si è irrobustito. Il piede è una delizia, la testa (intesa come cervello calcistico) pure,
Ricordi: tanto lavoro al servizio della squadra.

Diop: non riesce mai a incidere.

Gallo: tanto lavoro sporco, importante,
Owusu: imprendibile, come sempre quando è in giornata. Se passasse un po’ di più…

Tra i subentrati mi sono piaciuti Liserani ed Espo. Poco incisivo Martins.

SeS dà 7 a Di Maggio e Stankovic e 7.5 a Owusu.

Io invertirei i voti tra Di Maggio e Owusu..

L’Atalanta ha perso a Udine, mentre il Milan ha vinto per 3-2 a Venezia. Domenica Atalanta – Chievo, Milan – Udinese e trasferta per noi a Cagliari.

Luciano Da Vite

-Breve appendice al post.

C’è una discussione su Twitter, apparentemente su Sensi, ma che in realtà riguarda tutta l’Inter.

Il tifoso nerazzurro medio si esalta facilmente e si deprime facilmente.

Oggi Sensi è un fenomeno e l’Inter da scudetto o quasi. Chi sbaglia una partita è scarso, non è da Inter e alla prima sconfitta Conte, ora celebrato, sarà uno che non capisce nulla.

Ho scritto e lo ripeto, che il campionato italiano, con annessi… lievi tipo CL, non è una gara di 100 metri, ma una maratona.

Chi vince una maratona può non essere (non lo è quasi mai) colui che passa per primo ai cento metri.

Voglio dire che se uno fa bene dobbiamo rallegrarcene e sperare che si confermi sulla lunga distanza e se uno fa male dobbiamo aspettare che venga messo nelle condizioni migliori per dare il meglio. Ma i ‘giudizi di Dio’ sono sempre fuori luogo, anche quando (può capitare) li si azzecca.

Per dare un’idea dei primi veri banchi di prova, per tutti, ripropongo, da FC Inter1908, il calendario delle prossime partite che ci aspettano.

“Dando uno sguardo al calendario, si evince come l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre daranno i primi feedback importanti circa l’evoluzione intrapresa dai nerazzurri: dopo gli impegni con Udinese (sabato 14 settembre) e Slavia Praga (martedì 17), l’Inter avrà infatti il derby contro il Milan sabato 21, a cui fa seguito la sfida con la Lazio nell’infrasettimanale di mercoledì 25, partite che risulteranno come un primo di due test-verità per Conte e i suoi. Dopo la Samp (sabato 28), però, l’asticella si alza ancor di più: prima la trasferta di Barcellona (martedì 2 ottobre), poi il big-match contro la Juventus domenica 6 ottobre, prima della nuova pausa delle Nazionali.”

Ebbene, anche questo terribile tour de force è solo una piccola frazione degli impegni da affrontare prima di poter dire se la squadra è da vertice, se Tizio è un top player, se Caio non è da Inter.

Lunedì 7 ottobre sapremo tutti qualcosa di più sulle possibilità della nostra stagione, ma, a meno di un imprevedibile tracollo, non sarà un risultato definitivo. Giusto avere fiducia, perché ce ne sono le premesse. Sbagliato il facile ottimismo, come sarà sbagliato l’inevitabile pessimismo distruttivo dopo i primi (speriamo lontani) risultati avversi.

Chi l’ha detto che il tifo deve essere solo pancia? Si può amare e cercare ugualmente di essere lucidi. Avere equilibrio. Nel bene e nel male. Secondo me bisognerebbe almeno provarci.

Foto: l’Under 15 vince 3-0 la prima di campionato contro i pari età della Spal. A segno Aleksandar Stankovic e Owusu (due volte). Nella foto il Mister Annoni (fonte, Sprint e Sport).

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15 pensieri riguardo “Giovanili Inter: un avvio discreto

  1. Ottimo post, bel riepilogo sulle giovanili. Non sono pienamente d’accordo sul punto 2, di cui capisco la logica e la voglia da tifoso di avere i migliori giocatori possibili a disposizione pero’ è un po’ discordante con le polemiche seguite all’eliminazione della nazionale dal mondiale. Li si disse che bisognava rinforzare i vivai, che si doveva tornare a mettere i giocatori italiani al centro del progetto se volevamo anche solo sperare di avere una Nazionale all’altezza delle aspettative e della storia che abbiamo. Per cui questa idea di comprare e valorizzare giocatori stranieri perchè in quel momento (e sottolineo ‘in quel momento’) sono meglio o piu’ pronti dei giocatori italiani non mi sembra molto logico. A volte bisogna insistere su un giocatore per farlo crescere e non necessariamente prendere quello affianco perchè è cresciuto un attimo prima e magari un attimo dopo paradossalmente diventa meno forte del primo. Certo, è difficilissimo fare previsioni, qua solo i risultati alla lunga danno ragione o torto, pero’ trovo un valore interessante (e coerente rispetto a quanto si diceva all’indomani dell’eliminazione) quello di essere tornati a focalizzarsi sui propri giocatori. Io ritengo che una squadra italiana debba esprimere un’identità italiana e una forza d’animo italiana e su quella innestare tutto il resto e penso sia anche il pensiero di Conte che ha creato sul gruppo italiano la corazzata juve e ora sta chiaramente seguendo la stessa rotta sull’Inter (chissà se con i medesimi risultati, vedremo). Punti di vista, ognuno ha i suoi e sono tutti corretti.
    Detto cio’ domenica mi sono deciso a vedere dal vivo l’Under 16 e l’Under 15 ma sono arrivato tardi e alla fine ho visto praticamente solo l’Under 15 e giusto qualcosa dell’Under 16 (ma non sono onestamente in grado di commentare). Ho riletto attentamente i commenti per confrontarli con i miei (tant’è che mi sono accorto di un refuso, si cita tal Ricordi tra le pagelle ma non risulta in formazione iniziale) e pur non conoscendo bene i nomi mi ci sono ritrovato. A me è piaciuto uno dei due centrali (Stante?), mentre l’altro non è andato male ma ha commesso un paio di errori che potevano costare carissimo (Guercio?). Bisogna registrare queste cose, o alla fine costano punti. I due terzini li ho visti entrambi dinamici e grintosi, con una buona propensione alla spinta. Il capitano/mediano (Di Maggio ?) in mezzo da ordine e ha una difesa della palla di un altro livello, chiaramente il metronomo della squadra. Sui lati due mezzali toste, uno piu’ fisicato con un buon tiro (infatti ha fatto gol su punizione, quindi Stankovic) ma un po’ statico, l’altro molto piu’ dinamico e propenso agli inserimenti, con buona forza fisica e progressione (Ciuffo o Ricordi ? come dicevo in formazione c’è uno, nei commenti l’altro). Il trequartista mi è sembrato un po’ fuori partita, penso sia tal Diop dato che mi ritrovo nel commento : non riesce mai a incidere. Forse una giornata storta, alla prima giornata puo’ capitare. Le punte sono interessanti, non ha caso quella di colore (quindi Owusu) ha fatto 2 gol. Si incaponisce un po’ ma quando trova finalmente la via diventa, a tratti, incontenibile. Se sceglie meglio i momenti in cui andare e quando appoggiarsi puo’ essere il classico giocatore che fa la differenza. L’altra punta difficile da giudicare, ok il lavoro sporco, pero’ non trova mai lo spazio per il tiro, non arriva lo spunto. Non so, da rivedere. Nel complesso ho avuto la sensazione di una squadra compatta e tatticamente ordinata, ho visto delle “scalate” ben fatte a centrocampo e anticipi decisi sulle punte avversarie. Difficile dire se la Spal era avversario semplice o meno e quindi “tarare” la reale forza di questo gruppo, solo le prossime partite ce lo diranno…forse non giocano ancora abbastanza “palla a terra” pero’ la sensazione è di una squadra contro cui non sarà semplice giocare per nessuno.
    Sul 3 a 0 e con la “girandola” di cambi mi sono perso’ un po’, diciamo che era chiaro che la partita era ormai indirizzata e si aspettava solo di portarla in fondo.

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  2. Il centrocampista era Ciuffo, come scritto nel commento.
    Sul resto ne riparleremo, perché sono questioni da affrontare con serietà

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  3. Buona serata a Voi Tutti. Leggibilissimo ed attento il Tuo post come solito Luciano. Seguirò la Primavera quest’anno su SI con la consueta trepidazione.
    Sulle potenzialità della prima squadra allo stato attuale nessuno può dare giudizi: le prime due partite ufficiali erano molto abbordabili e secondo me non costituiscono test efficace. Ho ammirato in Nazionale i nostri validissimi e giovani centrocampisti, Sensi e Barella, veramente molto molto bene: hanno tutto per sfondare. Dove potremo arrivare però resta un rebus, la rosa è stata profondamente rinnovata.

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  4. Chi parla in questi termini dei vivai a margine delle eliminazioni della nazionale dimostra di non saperne niente dell’argomento. Si tratta del classico discorso vuoto dell’opinionista di turno. Viviamo in un calcio globale e un mondo globale, il primo dovere del club è fare il bene del club e magari produrre calciatori professionisti, valorizzando i migliori giocatori che riesce ad accaparrarsi. Che l’Italia venga eliminata dalla Svezia perché si punta sugli stanieri è una fesseria, basta guardare le altre nazionali. Non venitemi a raccontare che un Berardi è ancora al Sassuolo perché è chiuso dagli stranieri…

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  5. Rispetto quello che dici ma non condivido totalmente ne il pensiero, ne le preoccupazioni.
    L’U18, che non puo’ avere la stessa importanza della primavera. Di conseguenza, credo sia giusto privilegiare l’U19, promuovendo i piu forti 2002 e far fare esperienza ai piu’ giovani, che guadagnano un anno di partite piu’ serie nelle gambe. A cosa sarebbe servito ad un Merola fare il terzo campionato primavera di fila? Abbiamo gia Mulattieri che si deve rivalutare, Vergani che puo’ esplodere e Fonseca possiede ottime qualita. Un quarto e quinto, come tu hai gia’ detto, verrano scelti tra Bonfanti, Esposito quando disponibile e Gnonto credo.
    Sarebbe meglio l’U23, ma non sembra (purtroppo) che la nostra societa sia interessata a farla in un futuro prossimo, dopo avere “rotto” con i proclami per 3-4 anni a riguardo.
    Per me che sono del settore credo che Il discorso del vincere debba essere importante, dato che parliamo dell’inter, ma non fondamentale, anche se ritengo che la nostra primavera sia sicuramente in grado di farlo, soprattutto in italia.

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  6. Daniele: sulle preoccupazioni vedremo a fine stagione se aveva ragione chi si preoccupava o chi era tranquillo.
    Io (tra l’altro ho premesso che le mie preoccupazioni nascono dall’amore, dall’ansia, dal desiderio di vedere i nostri colori sempre primeggiare, anche a livello di pulcini C) se anche malauguratamente andrà come temo, stai certo che non dirò mai: visto, avevo ragione, quanto sono bravo..
    Dal mio punto di vista la Primavera è più importante dell’Under 19 e proprio per questo era meglio non penalizzarla con la promozione di 10-12 giocatori sotto età, che la indeboliscono, a mio parere in modo indiscutibile.

    Il discrso dei risultati e di quanto contino, ha molti aspetti. ne cito uno che di solito viene trascurato: vincere attrae i giovani giocatori che devono (e possono, per la loro bravura) scegliere in quale club importange andare a giocare.
    In qualche modo, per esempio, Adorante era già legato a noi sin da piccolo, ma ricordo che quando è arrivato all’Inter, dopo la finale da noi vinta sul suo Parma ha detto “avevo altre proposte (anche della juve, ndr) ma sono andato nella squadra più forte d’italia”. E Zinho, a me personalmente ha detto: ho scelto l’Inter (anche) perché sapevo che era la squadra in grado di potenziare la mia formazione difensiva.

    So benissimo che i dirigenti ripetono il mantra che a livello giovaile conta la formazione dei singoli bravi e non tanto i risultati, ma so anche che sono i primi a non crederci. All’Inter se non fai bene, saluti e te ne vai. Poi è vero che un formatore bavo come Zanchetta, che ottiene anche risultati è inamovibile.

    Noi abbiamo una tradizione, anche internazionale, da difendere e quest’anno giochiamo un YL molto impegnativa e un campionato in cui gli avversari principali giocheranno ai limiti di età. Secondo me Esposito lo vedremo poco Mulattieri non mi convince appieno , Fonseca neppure. Dunque davanti saremo davevro contati e modesti come qualità. Io, parlo da tifoso, non conoscendo le motivazoni delle scelte societarie, avrei tenuto Salcedo, che è un 2001, non Merola, che effettivamente deva andare a giocare, ma avrei preso, anche all’estero, unn attaccante 2001 davvero forte.

    A quel punto avremmo davvero potuto lottare con successo in tutte le competizioni e far crescere con calma, inserendoli a turno di volta in volta, i 2002 che il prossimo anno, con pochi ritocchi, ci avrebbero permesso ancora di essere competitivi.

    E magari vincendo avremmo attratto altri 2005-2006 di grande valore nazionale, vogliosi di andare a giocare nella squadra più forte. L’Atalanta, che è sempre al top nelle giovanili e non è un club storicamente del nostro livello, insegna, esercitando sui giovanissimi (e sui loro genitori) una grande fascinazione

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  7. Il tuo pensiero (argomentato benissimo come al solito) e’ sicuramente condivisibile, e sono d’accordo che vincere attrae giocatori forti. Pero’ se andiamo a vedere un eccellenza come l’atalanta, non vincono solitamente in primavera (anche se sono se non la squadra piu forte, una delle 3 piu forti ogni anno) ma producono giocatori di livello in serie. Lo stesso milan, non vince mai ma fa lo stesso, ed al mondiale U20 aveva 2 giocatori titolari, nonostante fosse addirittura retrocesso in primavera 2. In linea generale, io sono dell’idea che un prospetto forte debba fare esperienze formanti il prima possibile.. In questo senso la rinuncia all’U23, anche in un futuro prossimo, la digerisco male.
    Condivido le tue preoccupazioni riguardo il reparto offensivo. Salcedo lo avrei tenuto anche io, ma se riuscisse a ritagliarsi spazio a Verona ne beneficerebbero tutti.
    Negli ultimi 2 anni erano in troppi in avanti. Un giocatore come Merola ad esempio, che a livello internazionale giovanile ha dimostrato di essere importante, era la 3-4a scelta in attacco. Colidio, pagato 8 milioni circa, ho sempre pensato non fosse piu forte del campano. Ci vorrebbe una via di mezzo quest’anno.
    Per quanto riguarda i 2002, si sta parlando di eccellenze a livello internazionale, come Pirola, Agoume, e soprattutto Esposito, che credo sara’ il titolare in Youth League. Penso che la formazione in europa sara’ questa:
    Stankovic
    Ntube Kinkoue Pirola
    Persyn Schiro Agoume Burgio Colombini
    Esposito Vergani

    Ma Dekic non siamo riusciti a cederlo in prestito? Nessun interesse nei suoi confronti neanche dalla serie C?

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  8. Penso anche io che l’anno scorso ci fosse fin troppa abbondanza davanti.
    È importante poter scegliere, ma è altrettanto importante in una squadra avere delle gerarchie.
    O almeno io la penso così.

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  9. Confronto civile anche se appassionato. A me piacciono così. Solo una precisazione: il mio discorso non è contrario alla promozione di uno-due fortissimi che saltano un anno. Chiaro che sono d’accordo. Il problema sorge quando il salto lo fanno in 10-12. L’Atalanta sta ricostruendo secondo moduli diversi dal passato: più investimenti, più stranieri (forti) più giocatori di peso. Per il resto mi pare di aver visto, nell’ ultima nazionale Under 21, quattro nostri canterani o ex. Dunque si può vincere e formare buoni giocatori. Non è una polemica, ma è solo che io penso che le due situazioni non siano in contrasto, ma possano correre in parallelo.
    massimo: secondo me le gerarchie ci sono sempre e credo che se andiamo a vedere le partite importanti possiamo dedurne con buona approssimazione l’undici base della scorsa stagione. Il problema è che le cosiddette alternative, per una squadra ambiziosa, devono essere dello stesso livello dei titolari

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    1. Luciano perché cambiare allora, visto che questo sistema ci ha dato tante soddisfazioni? È un ridimensionamento del budget?

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  10. Non lo so, Demis, è quello che mi chiedo anch’io. per la vertà ho posto la tua domanda a un drigente, ma la sua risposta è stata negativa. Poi però quando gli ho detto che secondo me una parte dei proventi dalla vendita di canterani dovrebbe essere reinvestito nel settore, ha …sospirato. Credo comunque che ci sia una situazione contingente (o almeno spero). Obiettivamente i 2001 non erano granchè, può capitare. Ma senza promuovere una decina di 2002 direttamente in Primavera, per aver un’U19 competitiva avresti dovuto comperare molti giocatori.
    però a me sembra che anche sulle categorie più giovani da un paio d’anni negli acquisiti si soffra troppo la concorrenza di alcune rivali. Sono solo opinioni dal di fuori

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  11. Ribadisco la mia idea: Radja acquisto sbagliatissimo e grande grande colpa di Spalletti nel volerlo a tutti i costi. Per il resto del tecnico toscano apprezzo la schiettezza e la professionalità mostrata in due anni non facili sulla nostra panca.

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