Per Conte e per l’Inter: mandato… zero o primo mandato?

Per Conte e per l’Inter: mandato… zero o primo mandato?

Il che, fuori di metafora, significa:

Sarà già l’anno della verità o vivremo ancora l’ennesima stagione… introduttiva?

Il mercato si è chiuso, il sorteggio di CL è alle spalle come pure le amichevoli estive e le prime due partite di campionato, ma naturalmente mancano elementi oggettivi sufficienti per una previsione che sia ragionevolmente fondata.

Poi è anche vero che si può sparare un’ipotesi a caso e magari azzeccarla, visto che c’è il 50% di possibilità.

Infatti… o faremo bene o faremo male.

Ma intanto bisognerebbe chiarire che cosa si intende per ‘far bene’ e che cosa per ‘far male’.

Proverò a dire la mia, ma solo dopo aver sviluppato un tentativo di ragionamento complessivo sulla situazione che gli interisti stanno vivendo.

Tentativo soprattutto perché sono perfettamente consapevole del fatto di non possedere la completezza degli elementi conoscitivi necessari.

In concomitanza con la sospensione del campionato, comunque, le discussioni tengono banco.

Il dibattito è assai animato su molte questioni.

1. Quale valutazione attribuiamo all’operato societario?

2. Qual è il giudizio sull’operato dei dirigenti tecnici (e segnatamente di Marotta, perché il ruolo di Ausilio, almeno agli occhi dei tifosi, si è molto ridimensionato…)?

3. La squadra è migliorata rispetto allo scorso campionato?

3bis. E se si, di quanto?

4. Quali sono i punti di forza e gli elementi di debolezza quando stiamo per affrontare la nuova stagione?

5. Considerato anche il mercato degli altri, quali ambizioni è lecito nutrire?

Vediamole le questioni citate, separatamente, tenendo presente che alcuni argomenti implicano la divisione in sotto argomenti

Anzitutto occorre notare come questo sommario elenco non comprenda una questione che di solito, all’inizio di stagione è la più divisiva: che giudizio dare sull’allenatore.

In questo caso non ho letto (o sentito) valutazioni critiche e questo è già un mezzo miracolo, considerato che quando l’arrivo di Conte sembrava solo possible, numerosissime erano le prese di posizione di quanti non si fidavano, in relazione soprattutto ai suoi trascorsi juventini e a qualche intoppo avuto con la giustizia sportiva.

Il mister però al momento almeno (cioè sino… alla prima sconfitta) sembra aver fugato completamente ogni perplessità, in virtù del suo lavoro e della sua totale immersione nel nuovo ruolo e ambiente

La valutazione dell’operato societario

Se si prescinde dale simpatie e soprattutto antipatie pregresse di qualcuno (e noi sul blog ne abbiamo avuto in passato un esempio evidente), questo giudizio è complesso perché si compone di elementi non noti, di altri ad alto contenuto specialistico (come le valutazioni pertinenti all’aspetto finanziario), accanto a diversi fattori più chiaramente riscontrabili.

Gli aspetti da consideare sono moltissimi, riduciamo quindi le questioni all’essenziale.

Impegno finanziario diretto: non credo ci possano essere dubbi sull’esposizione di un gruppo che ha speso molto per rilevare una società gloriosa ma in crisi tecnica e finanziaria, ha risolto le questioni debitorie fondamentali, ha avviato progetti costosi di ristrutturazione (la nuova sede, l’ammodernamento di Appiano, il progetto in fase avanzata di nuovo stadio, un mercato piuttosto dispendioso, che ha portato all’arrivo del giocatore più costoso di ogni tempo, senza che ci fossero garanzie di compensare questa operazione con cessioni remunerative, ecc. ecc.).

Non credo mai alle cifre riportate dalla stampa, e a quelle ufficiali che possono nascondere mille inghippi (cito solo i 13 milioni di attivo della juve, ottenuti come sappiamo in cambio di favori da parte di alcune società italiane) ma poiché su qualcosa bisogna ragionare, con tutte le cautele del caso mi sono affidato alle cifre fornite da Transfermarkt.

Questo l’elenco delle principali squadre in ordine decrescente per esposizione finanziaria nel recente mercato:

Real Madrid, 177 milioni di deficit
Aston Villa, 148
Manchester City, 99
Arsenal, 98,8
Barça, 98,6
Inter, 98,4
Bayern Monaco, 89
Tottenham, 79
Milan, 75
Napoli, 71
Borussia Dortmund, 54

Questo riguarda l’aspetto finanziario, come dicevo. Poi che i soldi siano stati spesi bene o male è un altro discorso e lo chiarirà solo il campo.

L’elemento fondamentale di cui tener conto è però relativo agli introiti complessivi.

E’ evidente che dal punto di vista dello impegno societario diretto, sono determinanti altri fattori come il fatturato complessivo, le retribuzioni di calciatori e personale, le spese vive, ecc. ecc.

Suning non ha mai fatto mistero del voler puntare in prospettiva all’autofinanziamento e all’equilibrio di bilancio, come per altro le disposizioni attuali, se applicate a tutti, imporrebbero.

E’ fuori discussione che con Suning il fatturato sia stato sempre in crescita impetuosa. E questa era la premessa irrinunciabile per la crescita societaria anche sul piano tecnico.

Secondo Deloitte Football Money League (dati di gennaio) l’Inter è salita al secondo posto tra le squadre italiane (14° in Europa) per fatturato e si avvicina alla juve che invece è in recesso.

Naturalmente le due migliori spagnole e alcune inglesi sono ancora lontane, ma il percorso di crescita appare oggettivamente significativo.

Resta determinate, per altro, il ruolo del cammino in CL che potrebbe, se positivo, incrementare ulteriormente di molto la posizione

Sul piano della gestione finanziaria complessiva dunque, credo che neppure il critico più malevolo possa avanzare riserve.

Tra l’altro c’è da fare un ragionamento, fondato su cifre certe, che rimanderemo a un altro punto del post, per le sue connessioni con i giudizi sulle operazioni di mercato

Anzi, è mia opinione che proprio l’incombente avvicinamento nostro alle finanze… ufficiali juventine, con il conseguente pericolo di un prossimo annullamento del gap tecnico, incida su molti giudizi che si leggono da parte di giornalisti prezzolati.

Scelte dirigenziali

Un’altra responsabilità diretta della società coinvolge l’elemento: scelte di alti dirigenti.

L’impressione (non ho competenze e conoscenze per esprimere più di questo) è che la squadra di governo sia molto rafforzata rispetto al passato, sia nel settore commerciale, sia in ambito giuridico, sia in quello del marketing e della cura dell’immagine.

A livello di relazioni con il settore dell’informazione, ci sono critiche isolate per quanto riguarda i criteri di selezione di alcuni giornalisti per la partecipazione a specifici momenti della vita societaria relazionale.

Ma questo per me è una prova di coraggio e di forza: non si tratta di circondarsi solo di signor sì, ma tra la critica e la faziosità astiosa ci può e ci deve essere una differenza di trattamento. Anche pagando qualcosa

In ogni caso finalmente dopo anni abbiamo visto prese di posizione fiere ed orgogliose proprio nei confronti degli avversari più potenti che in passato si permettevano di tutto e ora non più

A livello di scelte di dirigenti tecnici invece non sembrano esserci dubbi:

  1. L’Inter ha preso il direttore considerato universalmente il più forte sul nostro mercato.
  2. L’Inter ha preso uno dei 5 allenatori considerati più forti in Europa (e gli altri in molti casi non erano sul mercato).

Alcuni avanzano dubbi sulla conferma di Ausilio (tra l’altro secondo le ultime notizie fresco di rinnovo), ma direi che da questo punto di vista la responsabilità va al direttore, che evidentemente ha ritenuto molto proficua la collaborazione con il nostro Piero.

Chiaro che poi, per quanto riguarda questo settore nevralgico, sarà solo il campo a dare le risposte decisive, ma ritengo che come lavoro preparatorio si sia operato al meglio.

L’operato di Marotta

E’ uno degli elementi discussi più vivacemente: c’è chi gli dà 10 per aver fatto un ottimo mercato in ingresso e aver vinto (o stravinto) lo scontro a distanza con Paratici e chi invece gli imputa la ‘incapactà di vendere gli esuberi’ e la cattiva gestione dei vecchi leader in disgrazia della squadra.

Qualcuno per la verità sostiene che Marotta avrebbe anche perso lo scontro con Paratici… ma si tratta quasi solo di… Tuttosport.

Ora, a me pare che del supposto scontro con Paratici non ci dovrebbe importare granché: non sappiamo neppure se gli scontri su singoli giocatori (Lukaku e Icardi, per esempio) siano stati reali o siano invenzioni di procuratori, addetti ai lavori vari e giornalisti che devono scrivere qualcosa durante un calciomercato lunghissimo, nel quale accade raramente qualcosa di reale e importante.

Anche sulla questione degli esuberi eccellenti trattati troppo male pubblicamente con conseguente deprezzamento, sappiamo troppo poco.

Non sappiamo davvero che cosa abbiano fatto i tre, quale fosse l’atteggiamento del gruppo nei loro confronti e in ogni caso il discorso sembra riguardare il solo Icardi, perché da quello che si capisce, la scelta di rinunciare a Radja e Ivan è stata una decisione tecnica dell’allenatore, visto che ai giocatori sembra sia stata data l’opportunità di meritarsi la conferma.

Quanto a Maurito, qualcosa si è rotto irreparabilmente, nell’arco della scorsa stagione, tra lui e l’ambiente dell’Inter.

Che la responsabilità fosse di Icardi è fuori dubbio.

Si può discutere sulla durezza e utilità della risposta societaria.

Io mi considero icardiano, rispetto a quanto accade in campo, perché da vecchio inadeguato a comprendere le magnifiche sorti e spettacolari del calcio moderno, credo che i gol conservino tuttora una qualche importanza e 125 in 5 anni sono proprio tanti.

Eppure sono convinto che la rottura fosse irreparabile e la responsabilità (unica o prevalente) di Maurito.

Credo anche che questo fosse evidente e chiaro all’universo mondo e che di conseguenza la fermezza societaria non abbia in alcun modo modificato una situazione di mercato che era già compromessa dal comportamento del giocatore.

Del resto molti tra quelli che ora criticano questa severità in passato si sono distinti nel criticare la presunta tollerenza societaria verso gli indisciplinati e i responsabili di comportamenti…irresponsabili.

Quindi secondo la mia opinione (sempre di opinioni stiamo parlando) la gestione del caso Icardi è stata, nella sostanza, corretta.

La votazione dell’operato di Marotta va da 10 a… 6 e in particolare i più critici sottolineano la presunta incapacità della nostra dirigenza nel cedere gli esuberi, soprattutto quelli di un certo valore tecnico

Un chiarimento delle problematiche, scontato per i più ma forse non per tutti, viene ancora dal sito Calcioefinanza.it.

Sulla base della normative vigente, diventa fondamentale, scrive il sito, il “rapporto tra costo della rosa (inteso come somma di stipendi lordi, ammortamenti e costo dei giocatori arrivati in prestito) e ricavi attesi”.

Se tale rapporto è compreso tra il 50 e il 70%, il costo della rosa è considerato economicamente sostenibile, se invece la percentuale sale sopra il 70% bisognerà pensare a vendere per realizzare plusvalenze e alleggerire la rosa da stipendi e/o ammortamenti troppo alti.

Sempre che la società non intenda deliberatamente di chiudere i conti con uno sbilancio tra ricavi e costi, per poi correggere il tiro negli esercizi successivi o procedere con cessioni nel mese di giugno.

Secondo CeF, con numeri riferiti all’8 agosto, a quella data, appunto:

“Il costo della rosa dell’Inter per la stagione 2019-2020, inteso come somma di stipendi lordi, ammortamenti e costo dei giocatori in prestito, sarebbe di 237 milioni, in crescita di circa 40 milioni rispetto ai 198,2 milioni della stagione 2018-2019″.

Il rapporto tra costo della rosa e ricavi per la stagione 2019-2020 dipende però, ovviamente, anche da quello che sarà il fatturato dell’Inter in questa stagione.

Secondo le stime, l’Inter dovrebbe toccare quota 400 milioni di euro di ricavi caratteristici nella stagione 2019/20, in crescita di poco meno del 10% rispetto ai 370 milioni previsti nel 2018/19.

“Sulla base delle operazioni di mercato effettuate fino all’8 agosto, il rapporto tra costo della rosa e ricavi sarebbe del 57%. Un dato ancora decisamente all’interno della soglia, virtuosa, del 70%”.

Dopo quella data, aggiungo io, non dovrebbero essere intervenuti peggioramenti eccessivi, perché sono in sostanza arrivati due giocatori, l’uno in prestito (Sanchez) l’altro attraverso scambi di prestiti (Biraghi-Dalbert).

Questo da un lato significa che si è operato complessivamente bene, sul piano finanziario, tanto che volendo sarebbe possibile un ulteriore arrivo ‘di peso’ a gennaio, soprattutto in caso di superamento del turno di Cl o attraverso plusvalenze da registrare nel mese di giugno (senza così intaccare i ‘bonus’ di sforamento utilizzabili nelle due stagioni successive).

Ma il discorso è soprattutto un altro: i vincoli, che non valgono solo per l’Inter ovviamente, stanno cambiando tutto il mercato.

Le squadre che hanno reali possibilità di investimenti sono poche (diciamo una quindicina in Europa) e comunque lo devono fare cedendo gli esuberi, spesso ancora con buone quotazioni e con ingaggi lunghi e onerosi, senza fare minusvalenze.

Ma poche squadre sono in grado di acquistare a queste condizioni.

Ecco allora che può diventare conveniente il prestito oneroso (con ddr o senza) al cui introito si somma la mancata corresponsione di un elevato stipendio lordo.

Il tutto mantenendo la proprietà del giocatore, in vista di una futura vendita o di un reintegro.

Tutte le squadre hanno fatto ricorso a questo tipo di cessioni (anche Real, Barcellona e le squadre inglesi) e tutte acquistano con largo ricorso alla forma del prestito.

Chi non è riuscito a farlo in modo adeguato, nonostante gli aiutini…nazionali (ad es. la juve) si trova ad avere in rosa giocatori molto onerosi che poi deve escludere dalle liste europee.

Tuttavia per una grande squadre, ambiziosa, l’accortezza della gestione finanziaria non basta: deve accompagnarsi con l’efficacia della gestione tecnica.

E qui arriviamo al punto che ci interessa maggiormente…

La squadra è migliorata rispetto allo scorso campionato? E se si, di quanto?

Considero indispensabili, in proposito, due premesse.

Il confronto deve essere fatto tra pere e pere, non può esssere fatto tra pere e noci.

Che significa questo discorso? Vuol dire che secondo me è sbagliato confrontare la rosa di oggi con quella che ha terminato lo scorso campionato.

In partenza ci sono determinate aspettative, poi i risultati possono essere diversi.

Noi sappiamo quali sono le aspettative di oggi e conosciamo quelle del settembre scorso.

Sappiamo anche quali sono stati i risultati al termine della scorsa stagione, quail le delusioni, ma non sappiamo quali saranno i risultati della prossima.

Dunque un confronto equo può essere solo tra le aspettattive del 2018 e quelle del 2019.

E non è un discorso semplice, sia perché per definire le aspettative bisognerebbe poter tener conto anche dei cambiamenti avvenuti nelle altre squadre e, ad esempio, del diverso sorteggio di CL, ma soprattutto perché in tema di aspettative la soggettività delle valutazioni non può che essere estrema (spesso lo è persino nelle considerazioni a posteriori, figuriamoci…).

Faccio degli esempi: sui 3 principali attaccanti dello scorso anno, le mie aspettative (ma non quelle di altri) erano molto elevate.

Icardi veniva da una stagione con 25 reti nel solo campionato, il valore di Perisic (confermato anche dai mondiali e per me da una buona stagione precedente) e di Radja era una garanzia o almeno una grande promessa.

Per il belga c’era il dubbio, diciamo di tipo comportamentale, e quindi di un possible conseguente precoce logorio atletico.

Ma per me prevaleva il fatto che lo avesse voluto, con l’ok dei medici, chi lo conosceva benissimo (Spalletti) e aveva la convinzione di riuscire a gestirlo in modo ottimale.

Non è andata così, ma forse sul campionato di Radja (per altro decisivo in alcuni momenti improtanti) ha inciso anche una serie di fattori imprevedibili: l’infortunio che gli ha fatto saltare la preparazione e probabilmente ha favorito qualche eccesso comportamentale extra sportivo legato alla lunga pausa agonistica; poi la necessità del recupero affrettato e la ricaduta. E una seconda parte di stagione spesa a recuperare.

Non è andata così, e chi era più scettico oggi può legittimamente vantarsi di averci azzeccato.

Ma i problemi di Icardi non erano prevedibili e in parte neppure una parte di quelli di Radja (ad esempio quest’anno ha fatto, bene, tutta la preparazione, lo scorso anno non ha potuto).

Su Perisic poi il giudizio è soggettivo: c’è chi (quorum ego) giudica positivo il suo contributo di gol + assist in presenza di una grandissimo lavoro di contenimento chiestogli dal tecnico e chi ovviamente ne critica il rendimento in modo aspro.

Però faccio notare che due di questi tre giocatori militeranno il prossimo anno nel PSG e nel Bayern.

In ogni caso, anche per questa stagione non possono esserci certezze sul fatto che Lukaku farà benissimo anche in Italia; che Sanchez tornerà ad essere quello di due anni fa almeno; che Barella e Sensi faranno benissimo anche all’Inter, nel lungo periodo; che Godin sia più bravo e più integro di Miranda; che Lazaro si affermi.

Non sappiamo neppure se e di quanto crescerà Lautaro, se Politano e D’Ambrosio si confermeranno in ruoli diversi da quelli abituali, se Ranocchia verrà davvero recuperato al top dal suo mentore Conte.

E poi non sappiamo se ci saranno rotture traumatiche negli spogliatoi (per esempio da parte degli esclusi), ecc.

Nel confronto delle due formazioni, viste entrambe a priori, ho una posizione di parte e fortemente soggettiva, di sicuro.

Considero infatti, a differenza di altri, elevatisisma la potenzialità del nostro vecchio trio offensivo (e appunto di potenzialità stiamo parlando).

Non sono solo ad avere questa opinione.

Per esempio Transfermarkt, esaminando il presunto (sempre presunti sono questi discorsi) valore delle varie rose, sostiene che la juve sia cresciuta abbastanza, grazie ai tre arrivi principali, e stacchi tutti dall’altro di oltre 800 milioni.

Dietro i bianconeri ci sarebbe il Napoli, con un plus di quasi 60 milioni, mentre l’Inter completerebbe il podio raggiungendo i 536 milioni, ma con soli sette milioni di crescita, “a causa delle cessioni di Icardi, Perisic e Nainggolan”.

Discorso che mi convince nella sostanza, non nelle proporzioni numeriche (non penso ad esempio che la rosa dell’Inter valga circa la metà di quella della juve).

Per tutti questi motivi secondo me è possibile, come puro divertissement, proprio per l’estrema soggettività della riflessione, solo un confronto tra le prospettive iniziali delle due rose.

A mio parere dunque il valore potenziale della rosa è cresciuto, ma non quanto comunemente si pensa.

Esaminiamo i singoli reparti:

Il gruppo dei difensori centrali per me è migliorato.

Abbiamo perso Miranda ma, pur considerando che serviranno tre titolari, abbiamo inserito Godin, D’Ambrosio e Bastoni

Ho maggiori perplessità per quanto concerne gli esterni; se a sinistra la conferma di Asa e la sostituzione di Dalbert con Biraghi dovrebbe aver dato un pizzico di solidità in più, a destra mi lascia dubbi la coppia Candreva – Lazaro, che sostituisce, pur in un contesto modulare diverso, la coppia D’Ambrosio – Politano. E’ vero però che in caso di necessità, vista l’abbondanza di centrali, D’Ambro potrebbe a volte venir schierato di nuovo in fascia

Tra i centrocampisti puri dovremmo aver guadagnato notevolmente nel cambio tra Joao Mario e Barella

E arriviamo al clou, cioè ai giocatori prevalentemente o esclusivamente offensivi.

Dei tre che se ne sono andati abbiamo detto: sul piano puramente teorico si tratta di una perdita che sarebbe rilevante quasi per ogni squadra.

Icardi è stato sostituito da Lukaku, Perisic da Sanchez e Radja, per grossolana approssimazione, da Sensi.

In più però il reparto potrà contare su Politano, che ha cambiato ruolo, ed è lecito prevedere una crescita ‘ambientale’ di Lautaro.

Se le tre scommesse saranno vinte, anche il reparto offensivo dovrebbe uscirne ulteriormente migliorato, anche se non di molto.

Sono considerazioni totalmente astratte perché prescindono da un fattore fondamentale: l’inserimento e l’adattabilità delle singole individualità in un contesto di gioco e in un meccanismo di movimento e correlazioni nuove, voluto da Conte.

In teoria e nelle aspettative di tutti sarà proprio il cambiamento indotto dall’allenatore a migliorare il rendimento complessivo e quello delle singole individualità.

Insomma, il miglioramento possible è affidato in grande percentuale alla stima che si nutre per il lavoro di Conte.

Ma anche questa è un’ipotesi, una scommessa.

Perciò, parlando delle previsioni, accennavo a un semplice divertissement.

Ma dove si può ragionevolmente pensare che possa arrivare questo gruppo di giocatori. Con il suo mister?

Giocatori e allenatore hanno più volte e doverosamente affermato di non porsi limiti a priori.

Giusto così, sarebbe assurdo se protagonisti dicessero che puntano al quarto posto in campionato o a discrete figure nelle altre competizioni

Chi guarda da fuori, però, deve fare uno sforzo di obiettività, sia pure considerando i ridotti elementi di conoscenza (almeno nel mio caso) su cui basarsi.

Non sono obiettivi, sempre a mio parere, quei giornalisti che come tutti gli anni parlano di Inter rivale della juve, Inter da scudetto, ecc.

L’operatore dell’informazione che sostiene questo fa del male, a volte consapevolmente, all’Inter, perché predispone alle sceneggiate e isterie critiche nel caso, probabile, che l’obiettivo non si colga.

D’altra parte c’è da dire che tutti concordiamo sul fatto che alla squadra manchi ancora qualcosa per essere davvero competitiva con i maggiori club europei, ma siamo anche consapevoli che quest’anno non possiamo più accontentarci di ridurre un pochino il gap: dobbiamo provare ad annullarlo.

In fondo già lo scorso anno siamo arrivati a pari punti nel girone con chi è andato in finale di CL e siamo usciti solo ai rigori in semifinale in Coppa Italia.

In questa stagione, come ho cercato di argomentare, ci siamo rafforzati enormemente cose società, come settore tecnico e soprattutto, per parere unanime come l’allenatore.

Anche il gruppo dei calciatori appare (a me, sulla scorta dei ragionamenti svolti) almeno un poco più affidabile.

Dunque questo non può essere considerato il… mandato zero, ma l’anno in cui con il primo mandato reale, si dovrà cominciare a protare a casa qualcosa.

Ma che cosa?

In campionato dobbiamo evitare di staccarci precocemente dalla vetta, lottare il più possibile e magari… migliorare un paio di posizioni, sebbene anche la concorrenza si sia attrezzata.

Dobbiamo poi provare seriamente a vincere la Coppa Italia, perché nella singola prova ad eliminazione possiamo giocarcela con tutti.

In Champions League, il sorteggio non ci ha certo favorito, ma secondo me, senza sottovalutare lo Slavia (qualche punto perso da una delle big nei due scontri con i cechi potrebbe risultare decisivo), con i tedeschi dobbiamo giocarcela alla pari in casa e fuori, mentre con il Barcellona a mio parere almeno a Milano e sempre sulla carta, non partiamo battuti.

Insomma, sono convinto che non possiamo dire di partire per vincere, in nessuno dei tre tornei, ma sicuramente partiamo con l’obiettivo di giocarci le nostre chance che non sono indifferenti.

Forza Inter dunque, con fiducia ma senza stolti trionfalismi e soprattutto con l’auspicio di vivere una stagione, nello spogliatoio, in società, sugli spalti e… dietro le tastiere, senza divisioni e scontri personali, ma con l’apporto costruttivo di tutti per rendere la stagione la migliore possibile.

Luciano Da Vite

Foto: l’abbraccio tra Antonio Conte e il nuovo numero nove nerazzurro, Romelu Lukaku. Il belga ha realizzato due reti nelle prime due partite di campionato.

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14 pensieri riguardo “Per Conte e per l’Inter: mandato… zero o primo mandato?

  1. Ottimo post . Tutti uniti fino alla fine .Quest’anno è il primo salto di qualità. L’anno prossimo saremo tra le grandi d’Europa . Attenzione a Jack Ma Alibaba . Difendila sempre

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  2. Cosa si puo’ aggiungere ad un’analisi così dettagliata ? Per quanto riguarda il confronto tra la “rosa giocatori” della passata stagione e quella attuale,con tutte le premesse del caso, ritengo che quella attuale abbia il pregio di un maggior equilibrio, di un potenziale futuribile maggiore e almeno speriamo, di un maggior spirito di gruppo.

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  3. Con Esposito ormai promosso a quinta punta , se lo merita bravo , qualcuno mi spiega , con l’organico che abbiamo in Primavera nel reparto avanzato , come facciamo ad affrontare campionato , coppa Italia , Youth League , Torneo Viareggio ? Dubito fortemente , anche dopo la questione Zaniolo , che attualmente ci sia qualcuno che riflette seriamente sull’andamento del settore giovanile.

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  4. L’Under 18 (e non la Primavera, come mi pare fosse scrtto sul sito ufficiale) ha perso, ad Alzano per 3-1 contro l’Entella e ha confermato le mie per0lessità sul possibile percorso stagionale di una squadra privata di troppo possibili protagonisti. Domani vedrò Under 15 e u16 e poi vediamo se è il caso di fare un post complessivo

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  5. Eraldo, il problema è che quando uno ha giocato una stagione in primavera, la sua gestione diventa competenza dei dirigenti di prima squadra, che spesso hanno necessità che ostacolano le prolungate attese.
    A me piacerebbe che almeno una parte dei soldi guadagnati dalle vedite dei giovni venissero reinvestite nel settore, come surplus rispetto alla gestione ordinaria. Sarebbe, oltre che un bene per la società, un incentivo a far bene per tutti

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  6. U16 e U15 vincono all’esordio il doppio confronto con la Spal (rispettivamente 2-1 e 3-0) ma confermano che per loro non sarà un anno facile

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  7. Chi ha visto la nazionale ieri? Credo che Barella e Sensi possano coesistere nel nostro centrocampo insieme a Brozovic. Mancherebbe fisicità, però che bravi.

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  8. C’è una discussione su twitter, apparentemente su Sensi, ma che in realtà riguarda tutta l’Inter. Il tifoso nerazzurro medio si esalta facilmente e si deprime facilmente. oggi Sensi è un fenomeno e l’Inter da scudetto o quasi. Chi sbaglia una partita è scarso, non è da Inter e alla prima sconfitta Conte, ora celebrato, sarà uno che non capisce nulla. Ho scritto e lo ripeto, che il campionato italiano, con annessi…lievi tipo CL non è una gara di 100 metri., ma una maratona.
    Chi vince una maratona può non essere (non lo è quasi mai) colui che passa per primo ai cento metri.
    Voglio dire che se uno fa bene dobbiamo rallegrarcene e sperare che si confermi sulla lunga distanza e se uno fa male dobbiamo aspettare che venga messo nelle condizioni migliori per dare il meglio. ma i ‘giudizi di Dio’ sono sempre fuori luogo, anche quando (può capitare) li si azzecca.

    Per dare un’idea dei primi veri banchi di prova, per tutti, ripropongo, da fcinter1908, il calendario delle prossime partite che ci aspettano.

    ‘ Dando uno sguardo al calendario, si evince come l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre daranno i primi feedback importanti circa l’evoluzione intrapresa dai nerazzurri: dopo gli impegni con Udinese (sabato 14 settembre) e Slavia Praga (martedì 17), l’Inter avrà infatti il derby contro il Milan sabato 21, a cui fa seguito la sfida con la Lazio nell’infrasettimanale di mercoledì 25, partite che risulteranno come un primo di due test-verità per Conte e i suoi. Dopo la Samp (sabato 28), però, l’asticella si alza ancor di più: prima la trasferta di Barcellona (martedì 2 ottobre), poi il big-match contro la Juventus domenica 6 ottobre, prima della nuova pausa delle Nazionali.’

    Ebbene, anche questo terribile tour de force è solo una piccola frazione degli impegni da affrontare prima di poter dire se la squadra è da vertice, se tizio è un top player, se caio non è da Inter.

    Lunedì 7 ottobre sapremo tutti qualcosa di più sulle possibilità della nostra stagione, ma, a meno di un imprevedibile tracollo, non sarà un risultato definitivo. Giusto avere fducia, perché ce ne sono le premesse. Sbagliato il facile ottimismo, come sarà sbagliato il’inevitabile pessimismo distruttivo dopo i primi (speriamo lontai) risultati avversi.
    Chi l’ha detto che il tifo deve essere solo pancia? Si può amare e cercare ugualmente di essere lucidi. Avere equilibrio. Nel bene e nel male. Secondo me bisognerebbe almeno provarci.

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