Non partecipo al suicidio… preventivo: Tottenham – Inter 1-1

Molti interisti sono fatti così.

Si disperano e preferiscono suicidarsi (è una metafora, in realtà vorrebbero annientare gli incapaci, venduti o tirchi responsabili di squadra e società) prima che accadano le cose orrende che temono.

Manca un mese alla fine del mercato, la squadra è ancora incompleta, sono ancora nei nostri ranghi giocatori destinati a lasciarci.

La proprietà è accusata di essere assente e schiava del potere politico cinese; i  dirigenti sono incapaci (Ausilio) e infiltrati (Marotta).

Alla prima sconfitta sarà infiltrato anche Conte.

L’Inter è allucinante, con una rosa che può al massimo aspirare al quarto posto, ma più probabilmente lotterà per non retrocedere.

I cinesi sono tirchi, perché hanno offerto ‘solo’ 70 milioni + bonus per un giocatore e non sembrano disposti ad andare oltre.

Marotta è evidentemente un infiltrato perché la gestione della vicenda Icardi dimostra che vuole il male dell’Inter.

Molti che sostengono questa tesi hanno per decenni criticato la gestione morbida della società verso giocatori ‘indegni’ e hanno sostenuto sino a ieri che, fossero stati loro la proprietà, Icardi avrebbe giocato per due anni nel giardino di casa.

Non conoscono i regolamenti, ma questo non importa.

E’ un mondo in cui lo sforzo di comprensione della realtà, estremamente complessa, sei fatti che accadono lascia il campo totalmente alle pulsioni di pancia, ai giudizi sommari e quanto meno uno sa, tanto più spietati sono i suoi giudizi.

Anzi, il sapere è considerato un inutile intralcio all’espressione dell’immediatezza emotiva.

ET, per esempio, è stato dipinto come la somma di tutti i mali possibili.

Poi arriva un giornalista a sostenere che senza ET l’Inter sarebbe fallita.

Non è che ciò che dice un giornalista sia necessariamente vero, anzi. Però le cifre, i debiti, la rigidità del FFP erano sotto gli occhi di tutti.

ET ha commesso tantissimi errori, per esempio nella scelta dei collaboratori di cui fidarsi.

Era impossibile che non lo facesse, venendo da un mondo completamente diverso (e non solo perché non si occupava di calcio, ma per cultura, come dire… geografica).

Moratti conosceva il nostro paese e i suoi metodi affaristici, i rapporti paralegali di potere che lo governano. Eppure…

Volete un elenco dei direttori e allenatori che MM ha dovuto far fuori, prima di trovare, dopo anni, la quadra (e a che prezzo…)?

ET ha sbagliato tanto, i suoi uomini hanno sbagliato tanto, lui ci ha guadagnato (come se fosse un delitto prendere un’azienda per ricavarne un profitto).

Con lui la squadra non è riemersa.

Però l’ha salvata dal fallimento, l’ha rimessa in sesto, ne ha fatto una società appetibile da un colosso mondiale come Suning ed è riuscito a cederla a loro (non al cinese del Milan, eh… provate a immaginare che sarebbe successo).

Si poteva far meglio?

Certamente. Soprattutto se ci limitiamo a elencare i singoli “errori”.

Ma per valutare bisognerebbe conoscere a fondo tutte le situazioni, le difficoltà obiettive incontrate, lo possibilità reali.

A me sembra che, considerando semplicemente queste poche circostanze (comunque ancora abbastanza esterne ai problemi concreti) ci si possa accontentare.

La cosa si ripete oggi.

Con l’aggravante che i giudizi non vengono dati a giochi fatti, ma a lavori in corso.

Quelli di Suning sono tirchi, la squadra è monca, la società è incapacità di vendere, ci sono un mucchio di promesse mancate e la delusione è dilagante.

In poco tempo, Suning è passata prima da Sabatini e Spalletti.

Credo che quasi tutti fossimo concordi sul fatto che il binomio fosse il meglio disponibile sulla piazza.

Poi la società è passata a Marotta e Conte, considerati da quasi tutti il meglio in assoluto.

Il fatto è che quando hai una squadra da ricostruire e cambi dirigenti e allenatori compi inevitabilmente errori di mercato.

Che so, fossero venuti subito Marotta e Conte, probabilmente non avremmo mai preso Dalbert e Radja.

Ma è solo un esempio.

Poi si critica la soluzione Radja.

Senza pensare che non sarebbe mai stato possibile vendere il giocatore (che ha un contratto onerosissimo, perché si doveva accontentare Spalletti) senza fare un’importante minusvalenza che avrebbe inciso sul resto del mercato.

Invece così Radja va in prestito per un anno e si risparmiano 7 milioni.

Soluzione quasi inevitabile, se non si fosse presentato (e non si è presentato) un amatore ‘folle’ e facoltoso.

Insomma molte volte quelle che a noi sembrano sciocchezze alla luce dei fatti diventano il minore dei mali.

Per fortuna nel frattempo dal campo vengono i primi spiragli di luce vera e per almeno qualche giorno, tra il ricordo di una buona prestazione da incompleti e il riattivarsi di speranze di mercato, almeno per… qualche giorno, dicevo, potremo stare preoccupati ma relativamente tranquilli.

In questo precampionato abbiamo affrontato Manchester, juve, PSG e Tottenham, cioè quattro top team d’Europa, senza mai sfigurare, anzi spesso reggendo benissimo anche sul piano del gioco.

Tutte le straniere erano più avanti di noi nella preparazione, tutte avevano probabilmente dei ‘buchi’ nell’organico, come noi, dovuti a infortuni, a prolungamento obbligato di ferie o a operazioni di mercato non concluse.

Solo che quelle, essendo squadre complete, da anni ai vertici, disponevano di alternative agli eventuali assenti di un livello evidentemente superiore al nostro.

Invece noi non avevamo neppure un attaccante, abbiamo dovuto inventarci un diciassettenne e un esterno come centravanti, oppure puntare su un ventisettenne non più nostro e mai affermatosi neppure a livelli inferiori.

A centrocampo ci mancavano due possibili titolari (Barella e Vecino), in difesa almeno uno, sugli esterni fermi Asa e Lazaro, abbiamo dovuto affidarci ai ‘reietti‘ Candreva e Dalbert.

Per fortuna si è vista, per riconoscimento unanime, la mano di Conte.

Abbiamo, nonostante tutto, giocato alla pari con avversari fortissimi, per lunghi tratti aggredendo alti, senza mai rinunciare a fare la partita.

Si sono visti squarci di bel gioco.

  1. Esposito e Pirola hanno mostrato grandi potenzialità,
  2. I quattro reietti (D’Ambro, Dalbert, Candreva, Gagliardini) hanno giocato senza assolutamente sfigurare contro avversari tra i più forti d’Europa,
  3. Handa, de Vrji, Brozo hanno confermato di essere dei numeri uno, mentre il ritardo nella condizione di Skriniar e Barella non preoccupa.

L’elemento meno convincente è stato Perisic, impiegato come punta.

Ma Lautaro sta già lavorando e qualcun altro arriverà.

Sensi sta cominciando a smentire i tanti (quorum ego) che non lo valutavano abbastanza, soprattutto se confrontato con i due acquisti ben più famosi, a centro campo, della juve.

Tutto questo è in gran parte merito di Conte.

Quando si fa l’elenco degli acquisti completati, si considerano Godin, Barella, Sensi, Lazaro…

Chissà perché non si considera Conte.

Forse Conte lo ha preso… l’ovino.

O De La.

O il presidente del Milan.

O quello della Roma.

Il costo di Conte incide pesantemente su un bilancio che comunque, per le norme vigenti, deve essere tenuto in equilibrio.

I nostri introiti sono cresciuti molto (per merito di chi?) ma ancora non ci consentono le spese pazze di Real, Barça, PSG e di alcune inglesi.

Il mercato è difficilissimo, per tutti (o almeno per tutti quelli che non possono presentarsi con qualche centinaio di milioni e prendere chi vogliono).

Tutti quelli che devono cedere per acquistare (non contano solo i cartellini, ma anche gli ingaggi e le mediazioni) e devono mantenere un equilibrio finanziario sono in difficoltà.

Mi ripeto: la juve non ha ancora acquistato né Icardi né Pogba né Lukaku e ha preso un interessante difensore a rate pluriennali (beata lei che ha trovato chi glielo ha concesso…).

Il Napoli e la Roma non hanno ancora preso i centravanti che cercavano e hanno perso definitivamente giocatori sui quali credevano di essere alla conclusione.

Il Milan pure ha visto svanire alcuni grandi acquisti ‘quasi fatti’.

“Si, ma loro avevano già la squadra. Era solo da completare, noi no.”

Roma e Milan sono finite dietro, il Napoli davanti ma non di molto.

Certo, finisse così il mercato, Conte non potrebbe fare miracoli.

Ma perché Conte è venuto all’Inter? Per l’ingaggio elevato, sicuramente, per il blasone della squadra, certo, per il gusto dell’impresa da compiere.

Forse anche perché ha ricevuto assicurazioni sulla potenza finanziaria e sulla volontà di Suning di riportare l’Inter, con l’oculatezza necessaria (che magari urta con l’impazienza dei tifosi).

Suning ha già messo molti soldi nell’Inter, ha portato una valanga di sponsor, le ha dato una struttura societaria di primo livello, ha preso quello che veniva considerato il miglior direttore italiano, il miglior allenatore italiano, sta lavorando per costruire una squadra che possa dare delle soddisfazioni.

Ed evidentemente Conte, se è venuto, è perché crede in questo progetto. Crede alla serietà di Suning.

Ci sta anche che abbia un po’ di impazienza perché vorrebbe allenare i giocatori che ancora mancano, per un po’ di giorni prima dell’inizio del campionato, ma è consapevole che sui giocatori che teoricamente possono far svoltare c’è una bagarre incredibile.

Intanto lavora con quelli che ha, li manda in campo e fa benissimo.

Che io ricordi non c’è mai stato un precampionato così positivo per i nostri colori negli ultimi anni. E non parlo solo in termini di risultati.

Questo non vuol dire nulla, naturalmente, contano le partite vere che a volte smentiscono le indicazioni estive.

Ma è meglio vedere soluzioni interessanti e un’organizzazione di gioco competitiva che non vederle.

Poi torneranno Godin, Asa, Barella in condizione, Vecino, Lautaro, Lazaro. Arriveranno sicuramente un paio di attaccanti (vedremo chi) e forse qualcos’altro.

Sono sincero, pur nella trepidazione per le conclusioni contrattuali che tardano, ho vissuto estati molto più inquiete, da interista.

Anche perché tra l’altro, la squadra pur così monca sta migliorando di uscita in uscita.

La partita

Questa volta l’approccio è stato diverso rispetto alle gare precedenti.

Può essere che conti anche, per gli inglesi, il fatto di giocare in casa, davanti a 60 mila spettatori, la prima partita dopo la finale di CL persa e in un nuovo stadio di proprietà costato un miliardo di sterline.

Fatto sta che non entriamo in campo con la consueta ferocia, non riusciamo ad alzare il pressing, a restare corti e stretti e gli spurs nell’uno contro uno hanno alcuni giocatori (Ndombélé, recente acquisto per 72 milioni di euro, Lamela, Lucas, Rose) con straordinaria capacità di accelerazione.

Così quando Dalbert sbaglia un passaggio al limite della loro area, l’intercetto dà l’avvio a una verticalizzazione profonda, che coglie la squadra troppo larga lunga e squilibrata.

Si presentano tre loro giocatori contro tre nostri difensori e Lamela, dopo una percussione violenta sceglie l’appoggio su Lucas, alla sua destra.

Skriniar non ancora brillante come al solito, riesce comunque ad accompagnare Lucas sull’esterno, ma il brasiliano scaglia un proiettile violento sul primo palo (unico spazio di porta visibile per lui) e Handa non riesce a opporsi.

L’azione è interessante perché oltre a rivelare qualche difficoltà contingente di Skriniar e un occasionale deficit di riflesso di Handa, mostra come sia fondamentale, con il gioco voluto da Conte, la vicinanza delle linee tra i tre centrocampisti e i tre difensori.

La verticalizzazione in ripartenza rischia di tagliar fuori gli esterni, che si solito partecipano in contemporanea all’azione offensiva, per favorire i cambi di gioco.

In questa prima fase di gioco (per circa 10-15 minuti) tutti e tre i centrocampisti soffrono le accelerazioni palla al piede degli avversari, forse perché giocano troppo in linea. E troppo distanti dalla linea difesiva.

Tra l’altro gli Spurs (che concluderanno a rete solo un’ altra volta, oltre al gol, in tutta la partita) riescono a essere pericolosi solo sulle ripartenze, quando la superiorità di gamba si fa sentire.

Ma l’Inter di Conte ha carattere e forza per reagire immediatamente.

I centrocampisti salgono di tono, trovano il miglior posizionamento e la squadra alza i tempi del pressing, restando alta e stretta.

Da questo momento la conduzione del gioco resta in mano nostra, anche se le occasioni, come è naturale per le nostre lacune in attacco, stentano ad arrivare.

Alcuni dati confermano l’equilibrio che ha governato il match.

Noi abbiamo tirato a rete 7 volte, contro 6 degli Spurs. Anche il computo dei tiri in porta è a nostro favore (3 a 2 a cui è da aggiungersi il palo interno di Brozo).

Il possesso è invece leggermente a loro favore (56%) ma questo si spiega anche con il minor ricorso al passaggio laterale per aprire campo, rispetto al periodo di Spalletti.

Infatti gli inglesi hanno al loro attivo un maggior numero di passaggi (589 contro 519) ma l’accuratezza degli stessi è in perfetto equilibrio (circa l’88% per entrambe).

Gli angoli saranno 3 a 3 e anche nei falli commessi c’è un sostanziale equilibrio.

Per gran parte del secondo tempo la nostra supremazia è evidente e forse hanno inciso anche i cambi, nonostante la qualità dei loro nuovi inserimenti, perché nessuna squadra può rinunciare a cuor leggero a giocatori come Rose, Lamela, Lucas, Walker, Kane (peraltro apparso più statico del peggior… Icardi), Ndombélé, Sanchez, Sissoko, anche se i sostituti si chiamano, tra gli altri, Eriksen, Son e Alderweireld (quest’ultimo ambito dalla Roma).

In queste condizioni, la cronaca è necessariamente scarna.

Dopo il loro gol al 3’, già descritto e un conseguente periodo di necessaria riorganizzazione, ripartiamo e la prima azione interessante vede un cambio di gioco profondo, con Dalbert che arriva a battere di testa, senza riuscire a impensierire il loro portiere (12’).

Ma è il segnale della svolta.

La prima vera occasione però viene al 27’ ed è il prodotto di una grande giocata individuale: Brozo converge al centro da sinistra e lascia partire un tiro a giro ma fortissimo, che impatta sulla parte interna del palo e, con una traiettoria arcuata per l’effetto, finisce per uscire a pochi centimetri dall’altro.

E’ l’Inter comunque a mantenere l’iniziativa e al 36’ lo spettacoloso gol del pareggio: Dalbert pesca Espo in posizione centrale appena fuori area, il tocco di esterno e di prima a favorire l’inserimento di Sensi è da potenziale fuoriclasse assoluto.

L’ex cesenate è freddo e dopo un controllo brucia il portiere in uscita

Nella ripresa come detto non ci accontentiamo del pareggio, anche se corriamo qualche rischio, prima per un errore di Handa, che con i piedi derve Eriksen appena fuori area.

Appoggio per Lamela, ma Brozo è strepitoso a intervenire in scivolata sul tiro dell’argentino.

Dopo un paio di belle manovre nostre (al 75’ un cross perfetto di Dimarco, sul quale Puscas è in ritardo di una frazione di secondo e una conclusione dal limite di Barella, al 77’ che il portiere sventa in due tempi), l’unica vera occasione della partita per loro (oltre al gol).

Politano perde una palla sbagliando l’appoggio più o meno nello stesso punto in cui Dalbert aveva sbagliato in occasione del loro gol, anche se sul versante destro del campo,

Son si invola, fa settanta metri a velcità pazzesca senza trovare ostacoli (queste due situazoni di gioco sono forse da analizzare da parte dei nostri tecnici, anche se non si può escludere la casualità).

Ancora una volta viene mandato leggermente sull’esterno da dove riesce a cocludere, ma questa volta Handa si ricorda di essere un grandissimo e sventa in angolo.

Si va ai rigori, che non contano, anche se vincere fa sempre piacere.

Le pagelle

Handanovic: non impeccabile come in molte altre occasioni. Forse qualche responsabilità sul gol (tiro molto forte e angolato, ma sul suo palo).

Un errore di disimpegno clamoroso che poteva costare caro. Si riscatta con la parata su Son e con i rigori neutralizzati. 6

D’Ambrosio: dove lo metti lo metti, lui almeno la sufficienza la merita sempre. Grande atleta e buon calciatore. Ci sono due esterni destri e cinque altri centrali, ma scommettiamo che giocherà tantissimo? 6.5

de Vrji: sempre superbo. Ottimo in chiusura e nel far ripartire l’azione. Contro gli Spurs aveva avvesari velocissimi, di grande corsa, ma lui con il senso della posizione, il vigore e l’intelligenza tattica li ha annichiliti. 7

Skriniar: è in evidente ritardo di condizione, o per lo meno, speriamo che il problema sia quello e non attenga invece alla nuova posizione di esterno di sinistra nella difesa a tre.

In ogni caso, anche quando non è al top… è sempre meglio di tutti i difensori avevrsari. 6

Candreva: ricordate i fischi e gli insulti a Brozovic che lo avevano avvicinato all’aereo per la Spagna?

Senza voler fare un paragone (Antonio non è Brozo, certo), Candreva era stato descritto dai sapienti come una nullità, un ectoplasma, la rovina dell’Inter.

Lui non ha mollato, ha trovato un allenatore che gli ha dato fiducia (anche Spalletti, con il quale aveva fatto un’ottima stagione, prima di venir soppiantato da Politano) e anche per il cambio di modulo è riuscito a riemergere alla grande.

Per quanto si vedrà.

Ovvio che non abbia più, se mai l’ha avuto, lo scatto bruciante per giocare da punta pura, ma in fondo parlare di nuovo modulo come unica spiegazione del suo miglioramento mi pare esagerato.

Anche con il 4231 lui doveva fare il quinto di destra in fase difensiva e attaccare l’area avversaria in fase di possesso. Con il 4321 a volte però rientrava sulla linea di difesa Perisic e quando gli si affidavano compiti, questi erano leggermente più “offensivi”. Ma sono dettagli. 7

Gagliardini: non so, forse è un caso, ma è un fatto che i giocatori più in difficoltà, siano proprio quelli con un fisico imponente: Skriniar, Gaglia e Perisic. In ogni modo fa il suo e porta un discreto contributo alla risalita della squadra dopo lo shock iniziale. 6

Brozovic: sbaglierà un paio di palloni in tutta la partita, ma se non fosse così, visto quanto corre e il livello di molte sue giocate, i suoi recuperi, la sua abnegazione, sarebbe meglio destinarlo subito alla… riproduzione, da vero cavallo di razza. Non vedo tanti rivali alla sua altezza, in Europa. 7.5

Sensi: spero di no, ma per lui potrebbe valere il discorso opposto a quello fatto per i granatieri.

Forse fra un paio di mesi quando altri avranno completato la messa a punto della macchina, lui incontrerà maggiori difficoltà: staremo a vedere.

In ogni caso mostra tecnica, intuizioni, tempismo e rapidità. Perfetto in tandem con Brozo, perchè i due si scambiano e non danno punti di riferimento. Non è un caso che a parte qualche tiro di Perisic e uno di Barella, il gol e l’azione del palo siano riconducibili a loro inserimenti per così dire alternati. Buonissima rivelazione, per me. 7

Dalbert: ancora una prestazione pienamente convincente, anche se questa volta in un paio di situazioni si è trovato in difficoltà. Ma contro avversari diretti di primissima fascia ha retto il confronto in modo autorevole.

Si dice che il campionato italiano è più complicato, mentre qui tatticamente è tutto più facile.

Sarà, ma in Italia incontrerà ben pochi avevrsari all’altezza di quelli incontrati in questa estate. Non può (ancora) essere il titolare dell’Inter, non so neppure se sarà una riserva, ma certo non ha nulla a che vedere con il giocatore dileggiato e insultato da tanti capiscers. Adesso è un giocaorie che si può tranquillamente vendere facendo plusvalenza. 6+

Esposito: conferma di avere i colpi del campione assoluto., Il suo assist è poesia pura. Conferma anche che solo chi non lo ha mai visto giocare può insistere sul fatto che sia pronto per la prima squadra (non dico per il ruolo di titolare) oggi. Infatti tocca pochissimi palloni e non per colpa sua, semplicemente perché ha almeno 4-5 anni di muscoli in meno dei suoi competitori. Abbiamo tra le mani una perla: non roviniamola con le nostre ansie. Ecco quanto ha dichiarato Conte in proposito:

“Esposito è destinato comunque a giocare nella Primavera, quando avremo più giocatori lì davanti. E ho fiducia nella società che li avremo.”

Voto: 6.5

Perisic: sono sincero, potrei anche accettare, non condividendole, le critiche sulle sue qualità, non quelle che a me paiono assurdamente prevenute, su un suo presunto scarso impegno. E’ un giocatore potente, non potremo mai vederlo agitarsi per il campo come Sensi o Borja o… Karamoh, ma dà sempre tutto e qualcosa di più. Anche a Londra ha cercato in ogni modo di insidiare la difesa locale. Poi che non ci sia riuscito è un altro discorso. 6

Degli altri, molto bene Pirola e positivo senza dubbio Dimarco, autore di qualche pregevole iniziativa.

Ingiudicabili quelli entrati solo all’84° anche se tutti hanno mostrato di non soffrire di timori riverenziali.

All. Conte: di lui si è detto tutto nel post. Aggiungiamo che la vera prova del fuoco per il mister sarà alla distanza (sempre che abbia i rinforzi richiesti), quando vedremo che capacità avrà il gruppo di mantenere questa intensita, concentrazione forma fisica, lucidità (necessari per un tipo di gioco così dispendioso) nell’arco di una stagione lunghissima. 8

Luciano Da Vite

Foto: il gruppo festeggia il nostro portierone Samir Handanovic dopo la vittoria ai calci di rigore nell’amichevole contro il Tottenham (fonte, Sport Mediaset).

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58 pensieri riguardo “Non partecipo al suicidio… preventivo: Tottenham – Inter 1-1

  1. Sfortunatamente ci sono troppi errori di battitura, per esempio il 432 nel giudizio dsu candreva deve essere letto come 4231

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    1. Ma figurati Luciano, in realtà in genere a un blog lavorano più persone. Tu scrivi post che sono molto argomentati e ricchi di contenuti, non lo fai per professione (cioè: gli dedichi giustamente il tempo che gli puoi e vuoi dedicare come appassionat), ma solo per passione e in pratica fai tantissimo rispetto a tanti altri che, senza discutere della loro bravura e preparazione, non si impegnano in analisi specifiche e pubblicano articoli di poche righe. Gli errori di battitura o altre minuzie come queste sono inevitabili.

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  2. Un paio di punti non mi trovano d’accordo. Gagliardini: il suo precampionato è stato pessimo.
    Precampionato anni precedenti, siamo reduci da una vittoria in icc e un secondo posto … Abbiamo quindi fatto precampionati ancor migliori (in tutti e due i casi icardi era infortunato o non presente surante la tourne)

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  3. Ottimo post Luciano: mi trovo d’accordo nei giudizi su squadra e sui singoli.
    Precampionato comunque per me sorprendente in quanto abbiamo incontrato avversari di livello senza andare mai seriamente in difficoltà, forse fa eccezione solo il secondo tempo della partita contro il MU.
    Sensi per me è un signor giocatore: si integra bene con Brozo e salta facile il primo pressing, in questo modo abbiamo due costruttori di gioco che si possono alternare a ricevere palla. Una piacevole sorpresa solo però per chi non ha seguito i progressi di questo ragazzo nel Sassuolo e ricordo a tutti che è un nazionale.
    Gagliardini, Scrigno, Barella e (forse) Perisic sono in ritardo di condizione: sui primi tre farei sicuro affidamento sul croato non so.
    Candreva e Dalbert sorpresone d’agosto

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  4. Scusate, scrivo per la prima volta, ma seguo Luciano da sempre.
    Esprimo solo la mia massima gratitudine e ammirazione nei suoi confronti quando parla di calcio giocato, andamento delle partite, le pagelle, per non parlare dei giovani: credo ci sia molto di Luciano nell’accresciuto interesse mediatico nei confronti dei campionati giovanili. È stato davvero un precursore!
    Purtroppo però, negli ultimi anni, trovo in tutti i suoi post delle continue battaglie personali contro chi non vede il calcio come lui, molto spesso sarcastico quando non vuol approfondire un argomento o, addirittura, minaccioso di lasciare il web.
    Luciano, mi creda, è impossibile avere la stessa opinione su tutto ed è altresì impossibile che tutti abbiano la stessa sensibilità nell’esprimere i propri pensieri e nel confrontarsi.
    Io non scrivo mai proprio perché vedo che il mio modo di essere è troppo lontano da ciò che è oggi il web, dove – concordo con lei – ci sono troppe persone piene di certezze date loro dai filmati di YouTube o dall’aver vinto i campionati… a Football Manager. Ma io non ho nulla da aggiungere di interessante, mentre il suo punto di vista è sinceramente arricchente.
    Lasci perdere questa sua “battaglia” contro chi non ha le sue idee o il suo stile, tanto non li cambierà, e continui a scrivere di calcio, giovani calciatori e tutto il resto senza cadere in polemiche o sarcasmo che sono certo non le appartengano veramente.

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  5. Grazie per i complimenti (io li intepreto come tali). Purtroppo è vero, invecchiando si diventa più acidi. Però credo di avere qualche giustificazione. Credo che inizialmente i miei toni siano sempre pacati, poi reagisco (sbagliando) alle provocazioni. Che non consistono nell’esprimere idee diverse, ma nell’esasperare polemicamente giudizi che, tivolti a nostri esponenti, mi indispongono (mentre se espressi con moderazione sarebbero costruttivi). Su Twitter chi scrive che l’Inter è una squadra di merda lo blocco. Qui non posso farlo. Non penso che democrazia sia parlare con tutti. per me democrazia è parlare con quelli con cui si ha qualcosa da dire. Cito spesso un grande autore tedesco che sosteneva: si può discutere veramente solo fra due che hanno lo stesso sistema di valori.
    Le mie non sono ‘minacce’ di andarmene. So bene di essere nessuno e che se me ne vado nessuno se ne accorge. E’ che ogni giorno praticamente sono combattuto tra il piacere di scrivere dell’Inter e la frustrazione per l’inutilità di questo impegno. Perché le idee possono essere diverse, ma ‘lo stile’ come lo definisci gentilmente tu non è forma, ma il presupposto per rendere costruttiva una relazione verbale.
    Quando ‘minaccio’ di andarmene, e l’incertezza ce l’ho tutti i giorni, è perché se scrivere non diventa più un piacere, ci sono altri piaceri alternativi. Pizzigoni, per farti solo un esempio di quel che intendo, lo consdero un grande amico. ma lui vede il calcio in modo opposto al mio (lui è per la fantasia, io per la sostanza) ma andiamo d’amore e d’accordo, perché abbiamo lo stesso approccio ai problemi, direi di tipo mentale e culturale, senza voler fare gerarchie.
    Poi c’è una persona che mi ha offeso personalmente, attribuendo le mie idee alla mia posizione sociale di pensionato. Ma a questi estremi si rimedia facilmente. Non leggo i suoi interventi e passo oltre.

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  6. Calligaris 2005 (Donatello)
    Drago 2001 (Novara)
    Silba 2004 (Enotria)
    De Leo 2002 (Tombolo Vigontina)
    Silvestro 2002 (Romulea)

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  7. Lucianoerita tutti i riconoscimenti possibili per il suo contributo al mondo dell’interismo e dello spirito sportivo, in generale.

    Vi chiedo, ci sarebbero gli estremi per denunciare il comportamento scorretto di paratici, con Icardi?

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  8. Se ci fossero le prove, credo di si. Poi, se convenga è un altro discorso
    Sinceramente mi sono ricreduto sulla Primavera (sempre che, oltre a Colidio non vendano altri) ma per le squadra più giovani mi aspettavo qualche colpo più importante di quelli per i quali si è avuta notizia. In particolare vorrei qualche 32003 da altre nazioni europee, con un buon curriculum e un grande rafforzamento dei 2004. Ma anche per i 2005, che pure sono tantissimi e quindi da sfoltire, un solo arrivo, fino ad ora, mi sembra poco.

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  9. Luciano, ovviamente i miei sono complimenti: apprezzo le tue disamine e la tua misura nel porti.
    Capisco e comprendo perfettamente il tuo discorso (anche per me la forma È sostanza) e la tua idea di democrazia, proprio per questo la mia “preghiera” è di evitare confronti che, inevitabilmente, portano a un livello più basso la discussione.
    Tu qui scrivi gli articoli, mica devi rispondere a tutti per forza: pensa se chi scrive su Repubblica.it, per esempio, si mettesse a discutere con chiunque posta commenti riguardanti ciò che ha scritto… impazzirebbe!
    Scegliti gli interlocutori e porta avanti la tua idea di tifo che, personalmente, condivido al 100% anche per chi, appunto come me, ti segue da anni in maniera silente ed è poco interessato ai battibecchi.

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  10. “Scudetto 2006, Juventus ancora ko: la Corte federale respinge il ricorso”

    Stimolano sensazioni che stanno tra la tenerezza e la pietà.
    Non c’è giorno che non diano una prova palese di quanto abbiamo ragione a tifare Inter.
    Che poveracci!

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  11. Intanto l’Under 17 sta per cominciare il Torneo Seghedoni. Peccato che 240 km da casa mia sono un po’ troppi, per ritornare poi a terda sera. Però conto di essere venerdì a Venegono per il confronto dell’Under 19 contro l’Ajax

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  12. Su twitter c’è un dibattito che trovo interessante: tutte le squadre che hanno campioni trentenni con ingaggi elevati hanno difficoltà a vedere. ovunque ci sono giocatori che fanno la fronda perché vorrebebro andar via e hanno già un accordo con altre società, ma venditori e acquirenti non si accordano sul prezzo. Le societàsi muovono con uo o due annia di anticipo, illegalmente, per convincere i giocatori a impegnarsi poco e le squadre che dispongono del cartellino siano costrette a svenderli. A volte su un trasferimento il compenso (diretto o indiretto) per i mediatori pesa più dell’acquisto del cartellino.

    Sembra evidente che sia necessaira una riforma del sistema.

    Eppure secondo me una soluzione, abbastanza semplice ed efficace ci sarebbe (non riguarderebbe i giovani fino alle soglie del professionismo)

    Rendere obbligatoria la clausola di rescissione, fissandone però alcuni dei paramentri costitutivi (età, anni di contratto).
    Il risultato sarebbe una composizione di : età e anni di contratto (con un valore prefissato chiaramente decrescete per il primo fattore, crescente per gli anni di contratto) ma anche l’ammontare dell’ingaggio.

    La società può concedere un ingaggio elevato, e in questo caso paga tanto ma si tutela da possibili scippi
    può concedere un ingaggio più basso ma in questo caso sa che rischia di più di perdere il giocatore
    Il giocatore può ottenere un ingaggio elevato, ma sa che poi sarà prigioniero della società per gli anni di contratto
    può chiedere un ingaggio meno spinto, riservandosi la libertà di correggere la propria scelta

    I procuratori conteranno di meno, perché il loro contributo sarà solo al momento della stipula di contratto e consosterà nel trovare una mediazione fra gli interessi contrapposti di giocatore e società, i quali comunque saranno i protagonisti delle scelte conclusive.

    Le società si potranno tutelare dagli scippi, ma questo avrà un prezzo
    Oppure potranno rischiare maggiormente lo scippo, trovando sempre giocatori forti non ancora con quotazioni eccelse.

    I giocatori avranno la possibilità di decidere se vincolarsi in modo totale per tutta la durata del contratto ma con un ingaggio elevato, oppure se accontentrsi di qualcosa in meno, ma con la possibilità di rimettersi in gioco nel caso insorgano problemi.

    In ogni caso verrà premiata la competenza e la lungimiranza sia dei dirigenti di club, sia dei giocatori, sia dei procuratori che diventeranno più che altro, però, consulenti).
    Resterebbe naturalmente la trattativa libera, ma verebbe depotenziata e in ogni caso ‘indirizzata’ all’interno di limiti in qualche modo vincolanti.

    Insomma, se tu vuoi Icardi (o Lukaku, o Dzeko) e lo convinci a creare problemi per scipparlo alla sua società, dovrai pagare comunque il prezzo che il venditore ha prefissato (e se l’ha fissato basso, fesso lui) e in più verosimilemte per convincere il giocatore dovrai dargli ingaggio maggiorato e vari anni di contratto e in qualche modo se sbagli valutazione, ti ‘impiccherai’ con le tue stesse mani.

    Il giocatore non avrà necessità di creare problemi per essere ceduto, se non ha alle spalle chi è disposto a pagare la rescissione (e in questo caso è inutile tutta la messinscena).

    Insomma, sarebbe un meccanismo da mettere a punto, certo con qualche correttivo, ma a me, da inesperto del settore, lo sottolineo, sembra che potrebbe anche funzionare

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    1. Si, senz’altro meglio di adesso. Io però sarei molto più radicale, ritengo la sentenza Bosman la morte del calcio “umano”, dopo di questa è tutto sfuggito di mano alle società facendo schizzare costi e stipendi verso l’alto e facendo esplodere il potere in mano a procuratori senza scrupoli che han creato vere e proprie lobbies.
      I calciatori non sono poveri operai che necessitano di tutela per non essere sfruttati, sono professionisti strapagati, ed voglio dire STRA! Levati i giovani e superato un limite (es 1ML anno) il calciatore è di proprietà della società (il vecchio cartellino). Se io ti ho pagato 80ML di euro e te ne do 10 all’anno (netti!) ho diritto di vita e di morte su di te altro che storie, e giochi qua fino a che lo decido io o ti vendo alle condizioni che decido io. Rimane solo il nodo dellingaggio, è obiettivamente scorretto che ti assumo a 10ML anno e ti vendo il prossimo anno ad una squadra che ti da 1ML anno. Bene, inseriscano i bonus negli ingaggi, a questi livelli di guadagno il “fisso” non deve superare il 20/30 % il resto tutto bonus: min giocati gol assist parate rendimento di reparto etc. Ma ragazzi oggi appena un giocatore fa 3 partite buone chiede l’adeguamento in un contratto di 5 anni firmato da 6 mesi!! Ma quando fanno cagare? I Joao Mario I Kondogbia I Dalbert lo stesso Perisic perché devono guadagnare cifre dettate da tutt’altre aspettative? Se pensate che parli per invidia siete fuori strada, non è proprio questo il motivo, però vederli coccolati e difesi dalle leggi come fossero dei poveri indigenti è davvero grottesco. Gente che percepisce cifre folli che è triste, che ha la saudade, che non gioca con gioia, che tua moglie mi ha detto che… che mi mancano gli amici. A milioni di euro l’anno di stipendio??? Ma per cortesia! Qua va rivisto tutto eccome.

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  13. E’ una discussione vecchia quella riguardante la sentenza Bosman, sul potere ai procuratori su ingaggi ormai stratosferici ai calciatori, soprattutto se stranieri.
    In questo sistema si favoriscono club ricchi e procuratori spericolati. Il calciomercato è diventato un vero e proprio circo-bussiness senza morale con intrecci reconditi e senza regole.
    Senza un tetto al monte ingaggi parametrato a quanto fattura realmente la singola società non si va da nessuna parte.

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  14. Anche Perisic seguirà le orme di Naigolan. Bene la “parso destruens” è fatta? Bene o male ? Chi sono io per giudicare? Ora, contagiato dall’ ottimismo imperante nel blog, attendo fiducioso la “pars costruens”.

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  15. Boscolo l’ho visto in alcune foto della Primavera che si allenava, quando ancora c’erano molti 2002. Evidentemente dovranno passare dei mesi prima che sia al top e si possa parlare di lui in chiave Primavera. Adorante mi risulta che sia a parma, dove ha firmato un quadriennale, ma credo che anche per lui i tempi per il pieno recupero, dopo il crociato in marzo non saranno brevissimi

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  16. Preso Lukaku…..Bravo Zhang è il segnale che aspettavo.
    Ed ora ancora due sforzi…
    p.s. un bel segnale i ladri non possono ottenere sempre quello che vogliono

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  17. Dunque sembra fatta per Lukaku.
    Sono sincero: non ho mai avuto più che una normale preoccupazione per i ritardi provocati da situazioni molto ingarbugliate. Anche quando i media parlavano di accordo del belga con la juve, sono rimasto convinto che sarebbe venuto da noi. In ogni caso sono contento soprattutto perché è un desiderio di Conte, che lo vede inserito nel suo schema di gioco. Io aspetto di vederlo nel nostro campionato. E per ora non mi pronunci.
    La ia tranquillità è sempre stata basata sulla fiducia nella proprietà: non si tolgono dalla squadra tre fra i pochi giocatori veramente importanti se non sei determinato a sostituirli degnamente. Poi un acquisto si può sbagliare o indovinare, ma non c’erano dubbi che sarebbe arrivato qualche uomo ‘di peso’. Allo stesso modo non ho dubbi che arriverà un secondo attaccante e probabilmente un centrocampista.
    Poi, ripeto, può succedere che tu voglia un trequartista, non ci arrivi, prendi una ‘seconda scelta’ e vinci il triplete.
    Ma queste cose si appurano solo…dopo.
    Una sola cosa era certa: perdendo icardi radja e Ivan, davanti non potevamo restare così.
    Bene anche Marotta, perché andare a prendere un giocatore spendendo quello che i venditori chiedono è cosa facilissima (ricordo Mazzola dire che il suo acquisto più facile è stato kalle: volevano 8 milioni e Pellegrini glieli ha consegnati…). Invece se un direttore arriva comunque all’obiettivo facendo risparmare qualche milione o dilazionando i termini di pagamento, questo serve per il FFP e giova…alla proprietà. Perché noi possiamo insultarli perché non sborsano quanto richiesto, tanto i soldi non sono nostri…

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  18. Welkome Romelu.
    Un piccolo parere su di lui.
    Stiamo parlando di un ragazzo vero amante del calcio, di un attaccante che se al 100% fisicamente può essere devastante, ed uno dei primi 5 centravanti puri al mondo. Ha anche capacità tecniche buone e un dribbling migliore di ciò che si potrebbe pensare per un giocatore della sua stazza, gioca spesso anche lontano dalla porta. Di testa è meno forte di quanto la sua fisicità possa far pensare.

    Ora speriamo in un buon cc e in dzeko. Ed il mercato potrebbe ritenersi soddisfacente

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  19. Non sono mai stato un ammiratore di lukaku e a lui preferisco icardi, ma spero tanto di dover rivedere le mie opinioni.
    Forza lukaku!

    Adoro Moratti, ma vorrei capisse che le sue parole, anche se dette in libertà, hanno comunque un valore e una forza sui tifosi.
    Poi, lui ha portato lippi a vestire indegnamente i sacri colori, per cui il riferimento al pessimo DNA di conte mi pare fuori luogo.

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  20. “Allegri era il Miglior Allenatore del Mondo : esonerato.
    Dybala l’erede di Messi: proposto a tutti.
    Cancelo il miglior terzino del Mondo:spesato dopo un anno.
    Kean il fenomeno del nuovo millennio: venduto a 27mln.
    O Nedved e Paratici sono impazziti,o la stampa fa pena“, il commento caustico di Pistocchi.

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  21. E’ normale che un ex presidente tifoso appassionato sbrocchi contro i suoi successori, se sembra che possano far bene. Del resto anche Mazzola e Suarez, da quando sono fuori, sbroccano

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  22. Inter in finale al Memorial Seghedoni, riservato agli U17, ma al quale noi partecipaimo con gli U16
    Battuta la Samp ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamenteri erano finiti 2-2.
    partita dominata dai doriani che si portano meritatamente sul 2-0. Nella ripresa l’Inter accorcia con una grande girata al volo di Semenza, su angolo e acciuffa il pari proprio all’ultimo secondo dopo una mischia conclusa in rete abbastanza avventurosamente da Clerici.
    Di positivo il fatto che non abbiano mai molato, contro avevrsari tutti 2003. Squadra da rivedere, ovviamente contro i pari età.
    Di negativo il numero ridotto di rinforzi per un gruppo che aveva deluso e necessitava di una robusta rifondazione

    Questa la formazione iniziale:
    Formosa
    Marocco Peretti Bailo Pelamatti
    Motti Zambelli Menegatti
    Uberti
    Gambato Sarri

    In panca (alcui subentrati nel secondo tempo)

    Raimondi, Silba, Grieco, Nava, Perin, Moratti, Bonavita, Semenza Clerici
    Se non sbaglio, dunque i nuovi sono solo 3 (Zambelli, Silba, Semenza)
    I rigori sono stati tutti realizzati, nels eguente ordine:
    Pelamatti, Kriech, Semenza, Bonavita, Clerici

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  23. Non so se Lukaku farà bene con i nostri colori, un po’ di timore ce l’ho, ma questo acquisto dimostra chi è Suning!

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  24. All’alba della vita di mio figlio Ettore ho potuto apprezzare il significato simbolico dell’acquisto di Lukaku, soprattutto in virtù dello scontro preparato dagli ovini. La determinazione di mettere da parte Icardi dopo i numerosi comportamenti scorretti che hanno visto coinvolti lui e la juve è un segnale della proprietà forte che mi piace, devo ammettere che rappresenta un determinante segnale di autorevolezza. Un plauso anche a Marotta perché ha fatto valere le proprie ragioni nella trattativa difficile con gli inglesi e lo ha fatto senza cedere terreno.

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  25. Luciano se vai a vedere la primavera puoi cercare di capire se Salcedo è effetivamente rimasto o se è andato al Genoa?

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  26. Proverò, Giorgio.
    Intanto una curiosità per capire come sta cambiando anche il nostro settore giovanile.
    Ricordate i 3 più forti nostri giovani del ’95, tutti nazionali nelle varie categorie?
    Canantaro, Mira, Pedrabissi.
    Bene,
    Cannataro è al Fenegrò, in eccellenza
    Mira al Verbano, in eccellenza
    Pedrabissi è svicolato, dal Borgosesia

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    1. Sì è vero, va detto che Cannataro, Pedrabissi e Mira non si affermarono neppure in primavera, mentre Rebecchi al tempo era una promessa. Fece anche qualche partita in prestito al Genoa, in A o B. Taufer all’Arzachena credo abbia fatto molta panchina. Ma secondo voi Dzeko arriva per fare l’alternativa a Lukaku?

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  27. La juve si distingue ancora come il peggio: vietata la vendita dei biglietti (per juve-Napoli, seconda di campionato) non solo ai “residenti” ma anche ai “NATI” in Campania. Che a Torino credo siano tanti.
    Persino la Questura si dissocia da questa “scelta”…

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  28. Con Dzeko, avremo quattro attaccanti: Lukaku, Martinez, Dzeko + Politano. Con la possibile cessione anche di perisic mi aspetto tuttavia altri due giocatori (oltre Lukaku e Dzeko), cioè un forte centrocampista e esterno… Il livello di questi due giocatori ci dirà moltissimo sulle prospettive della squadra nel prossimo campionato.

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  29. Io invece di Dzeko prenderei Llorente, con quei venti milioni risparmiati e cercando di vendere Icardi e Perisic andrei pesantemente su Milinkovic Savic. Fantamercato?

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  30. Una cosa, scaramantica, mi preoccupa su lukaku. Ogni volta che abbiamo vinto una sfida di mercato, poi i risultati sono stati inadeguati: kongogbia, gagliardini, farinos, Bergkamp (giocatore meraviglioso, però).
    Poi, sullo s smbii dybala-icardi… Che ve lo dico a fa’.

    Però, il derby vinto per acquistare ibra ebbe successo.

    La Juve si conferma uno schifo

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